Sei una vittima patologica? 6 segnali per capirlo

La tua vita è rovinata dal vittimismo patologico?

Capirlo non è facile. Sei in una spirale negativa in cui tutto va male, il mondo sembra avercela con te, tutti intorno a te hanno successo mentre tu sei lì, impotente e in balia degli eventi.

Se ti senti così, probabilmente sei una vittima patologica, e non ti rendi conto che l’unica cosa che ti separa dal successo è il tuo atteggiamento mentale. Ecco 5 segnali per capire se anche tu ne fai parte.

1 – I consigli non fanno per te

Quando leggi i consigli per migliorare la tua situazione, pensi che non facciano per te. In tutti gli ambiti, come:

  • Essere più felice.
  • Trovare lavoro.
  • Perdere peso.

E tutti gli altri obiettivi che ti poni. Sembra che al mondo vada sempre bene, ma tu hai sempre problemi. Ti nascondi dietro alla frase:

“La mia situazione è diversa”

Ossia una delle 3 frasi più pericolose della tua vita.

Lo dici quando ricevi un consiglio ma pensi che a te non si applichi perché, appunto, la tua situazione è diversa. Leggi libri di crescita personale non perché vuoi crescere, ma per trovare un’altra finta prova che tu felice non lo potrai mai essere.

Non ti accorgi che tutti hanno i tuoi problemi. La tua situazione non è diversa, è solo non perfetta. Non sei l’unico.

Le difficoltà ce le abbiamo tutti, per raggiungere i nostri obiettivi. C’è chi si attacca con i denti al suo sogno e ha successo, e c’è chi molla alla prima difficoltà. I secondi guardano i primi e dicono: a loro è andato tutto bene, ma la mia situazione è diversa. Pensano che se loro avessero avuto le stesse condizioni, avrebbero fatto anche meglio.

Alcune frasi comuni che ti fanno rientrare in questa categoria sono:

  • Ma io ho dei figli.
  • Ma io non ho una laurea.
  • Ma io non ho esperienza.
  • Ma io sono sovrappeso.
  • Ma io vivo al sud.
  • Ma a me fa male il ginocchio.
  • Ma io non ho soldi.
  • Ma io sono sfortunato.

E potrei andare avanti quanto vuoi. Invece di lamentarti di quanto il mondo sia ingiusto con te, trova una soluzione come hanno fatto tutte le persone di successo prima di te.

Consiglio: elimina la parola “ma” dal tuo vocabolario e sostituiscila con “e”. Ti costringe a ragionare.

2 – Sei sempre sfortunato

Una conseguenza del punto di cui sopra: a te è andata sempre male, non hai avuto il culo degli altri, quindi la tua situazione è diversa. Vuoi sapere in realtà cos’è la fortuna?

Guarda quest’immagine:

Kanisza_Square_Illusion

Se vedi un quadrato bianco al centro, complimenti! Sei un essere umano.

Ma il quadrato non esiste. Sono quattro cerchi riempiti a 3/4 di nero, e un quarto di bianco.

Il cervello cerca degli schemi anche dove non ne esistono per dare un senso al mondo. È un processo deduttivo antico e inconscio. A volte funziona, a volte sbaglia clamorosamente.

Come nel caso della fortuna: una serie di eventi casuali viene interpretata dal cervello come “fortuna” o “sfortuna” a seconda del tuo preconcetto:

  • Se ti credi fortunato, la mente cancellerà ogni evento negativo.
  • Se ti credi sfortunato, la mente cancellerà ogni evento positivo.

La tua mente plasma la realtà che ti circonda: il filtro dell’inconscio seleziona le informazioni da passare alla mente razionale (ne parlo meglio nel manuale anti-confusione). Se pensi di essere uno sfigato cronico, ci sono buone possibilità che tu sia anche una vittima patologica: pensi che il mondo ce l’abbia con te, una forza sovrannaturale non ha niente di meglio da fare che ostacolarti la vita. Ti rendi conto dell’assurdità?

La sfortuna, come il quadrato bianco, non esiste. È la scusa della mente per giustificare il fallimento, per dare senso al caso. Dire che il tuo insuccesso è colpa della sfortuna è come dire che è colpa del mio Maya Quetzalcoatl.

3 – Incolpi il passato

"Signor Passato, lei è licenziato"

“Signor Passato, lei è licenziato!”

Pensi che gli errori del passato siano un ostacolo insormontabile per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ti svelo un segreto, ma non dirlo a nessuno: quello che oggi si chiama presente, domani sarà passato. Se seiconvinto che quello che hai fatto negli anni precedenti influenzi così tanto la tua situazione odierna, allora quello che fai oggi influenzerà il tuo futuro. È logico, ed è vero.

Le persone hanno successo perché investono su loro stesse: fanno uno sforzo oggi, per ottenere un beneficio domani. Che sia scrivere un libro, studiare per trovare lavoro o imparare una nuova lingua, sanno che non battere la fiacca oggi significa avere un futuro migliore.

Può darsi che il tuo passato non sia dei migliori. Magari in parte non è nemmeno colpa tua. Ma dimenticati il passato. Come dice Il Re Leone, il passato è passato. Concentrati su quello che puoi fare oggi:

  1. Continuare così e dare la colpa della tua infelicità al passato per tutta la vita.
  2. Capire che se investi sul tuo futuro oggi, fra un anno potrai dire “sono felice grazie al mio passato.”

La felicità non ti viene data dalla fatina buona. Se la stai ancora aspettando, buona fortuna. Devi costruirtela tu, con il sudore della fronte, mattone su mattone. Se il passato è la causa delle tue disgrazie, significa che all’epoca non ti sei impegnato per essere felice. Vuoi continuare così all’infinito o darci un taglio? Prima o poi i mattoni della felicità devi posarli. Il miglior momento è dieci anni fa, il secondo miglior momento è oggi.

“Ma aspetta” mi dirai, “io non avevo il controllo di quello che mi è successo in passato e ancora oggi sono in balia degli eventi, cosa faccio?” Beccato! Ecco perché un altro segnale è…

4 – Non hai il controllo della tua vita

E poi finisce così.

E poi finisce così.

O meglio: credi di non avere il controllo della tua vita. È un’illusione. Quale delle due frasi ti fa sentire meglio?

  1. “Io sono una persona eccezionale, ma il mondo è contro di me, la mia situazione è diversa, sono uno sfigato cosmico, quindi nonostante tutte le qualità ancora sono insoddisfatto. Non è colpa mia, ce l’ho messa tutta.”
  2. “Sono uno sfaticato che si arrende alla prima difficoltà. Se mi impegnassi a fondo potrei un giorno vedere il successo, ma è troppo difficile: devo mettere alla prova le mie credenze, faticare, ammettere che non sono il migliore. No grazie, preferisco annegare nella mediocrità e lamentarmi.”

Qui la tua mente bara: anche se la seconda frase è quella giusta, la prima ti fa sentire meglio. Piuttosto che ammettere i tuoi errori, dai la colpa a un fattore esterno. Il “mondo.” Che poi, chissà cosa intende la gente quando dice “il mondo.”

Nota che gli altri punti tolgono controllo dalla tua vita:

  • Dire “la mia situazione è diversa” toglie il controllo sull’applicare i consigli che leggi alla tua situazione.
  • Dare la colpa alla sfortuna toglie il controllo sugli avvenimenti: tu puoi fare quello che vuoi, ma il risultato è determinato dal fato.
  • Dare la colpa al passato ti toglie la responsabilità sul presente, e il controllo sul futuro.

Controllo implica responsabilità: se hai il controllo della tua vita e la tua vita non è come te la saresti immaginata, la colpa è tua. Ma se tu non hai il controllo, la colpa è di qualcun altro: fato, decisioni sbagliate, passato, suocera.

Sei spettatore della tua vita. La tua esistenza, quella che ti definisce, non è più tua. Se ti chiedi perché niente va mai come vuoi tu, ecco la risposta: hai scelto di perdere il controllo della tua vita per non avere responsabilità sul presente e sul futuro. Se vuoi continuare così, fai pure: hai già visto i risultati. Stress, ansia, insuccesso, disoccupazione, infelicità.

Prendere il controllo della tua vita significa capire che le scelte di oggi avranno una ripercussione domani. Non immediata, ma progressiva (ed esponenziale) secondo la teoria dei piccoli cambiamenti. Tutti sono assoggettati alla legge di causa – effetto. Ricchi e poveri, felici e infelici, fortunati e sfortunati. Solo chi prende in mano la sua vita ha successo.

5 – Hai paura per il futuro

Se sei pessimista per il futuro, sei per definizione una vittima patologica.

Il futuro sarà straordinario, come ti ho già dimostrato, e il benessere non cesserà di crescere. La paura nasce dall’incertezza: se non sai cos’ha per te il futuro, hai paura di perdere tutto. La felicità che ti rimane. L’incertezza può riguardare:

  • Salute.
  • Felicità.
  • Lavoro.
  • Successo personale.
  • Amicizie.

Se sei una vittima patologica, hai rinunciato al controllo sulla tua vita. E allora ovvio che hai paura: l’incertezza è al massimo perché non hai modo di influenzare gli eventi. Ancora una volta, la mente ti dice una bugia: non è colpa tua, è colpa della società, del governo, delle multinazionali, della setta segreta che governa il mondo. Ma non tua. Esci di casa e con sguardo di chi ne sa più degli altri dici agli ottimisti: “tu non hai capito niente, il mondo sta andando a rotoli.”

No. Il tuo mondo sta andando a rotoli. Hai scelto di non scegliere, di lavarti le mani, di evitare ogni responsabilità riguardo il tuo futuro. L’incertezza e la paura sono una logica conseguenza del tuo comportamento.

Vuoi non avere più paura per il futuro? Prendi in mano la tua vita. Scrivi tutte le tue paure, individua le incertezze da cui derivano e chiediti cosa puoi fare oggi per mettere dei pilastri certi. Hai paura per il tuo lavoro perché non sai se lavorerai fra sei mesi? Impara una competenza, specializzati, impegnati per trovare il lavoro dei tuoi sogni. Quando avrai la certezza che il tuo futuro sarà straordinario, la paura se ne andrà.

6 – Ho fatto una scelta

La trappola mentale delle scelte alternative è il limitatore di velocità del cervello: ti costringe ad andare più piano di quello che saresti capace di fare. Si attiva quando giustifichi il fallimento in un’area con una scelta consapevole che hai fatto in passato. Hai l’illusione del controllo, senza la responsabilità che ne deriva. Alcuni esempi:

  • Non ho un buon lavoro perché mi sono fatto una famiglia.
  • Non ho fatto carriera perché ho dei principi morali.
  • Sono sovrappeso perché non voglio torturarmi con delle diete.
  • Non viaggio perché mi sono preso delle responsabilità.

L’inghippo: sicuro che queste scelte si escludano a vicenda?

Sicuro di dover rinunciare a un buon lavoro perché hai dei figli? Guardali negli occhi e dì loro: io avevo una carriera sfavillante davanti a me, potevo essere felice e di successo. Poi sei arrivato tu.

Perché rinunciare alla carriera per i figli significa questo.

O è più probabile che lo stai usando come scusa? Ti nascondi dietro a una presunta scelta vincolate, senza pensare che si possono avere sia una famiglia che una carriera. Bill Gates ha due figlie.

Ogni volta che ti accorgi di usare questa scusa, chiediti se la scelta che hai fatto è veramente vincolate: la maggior parte delle volte ti accorgerai che non è così.

P.S. Grazie all’articolo di Alessandro Cosimetti per avermi dato lo spunto. :)

I fantastici commenti

  1. Nicola ci dice:

    Ciao Stefano, bell’articolo.
    C’è un premio per il primo che si accorge che nel titolo hai sccritto 5 segnali ed in realtà ne hai scritti 6? =D

    Comunque, tornando all’articolo, secondo me serve più che altro per capire chi è affetto dalla “piagnucolonite” e per, eventualmente, evitarlo, perchè i soggetti in questione in genere hanno anche un’altro terribile difetto: sono permalosi, e se gli fai notare che “non può essere che capiti sempre tutto a te e che agli altri vada sempre bene” si inca**ano di brutto.

    • Stefano ci dice:

      Ti piacerebbe. :P

      Sì, la maggior parte di queste persone s’incazzano senza capire che la sfiga se la vanno a cercare: l’inconscio è fatto così, rifiuta brutalmente quello che va contro i suoi preconcetti. Per queste persone, non posso fare niente. Ma se sei pronto a migliorare e a metterti in gioco, questo post è per te. ;)

  2. Davide ci dice:

    Ancora nessun commento? Allora voglio essere il primo.
    Niente, è da un po’ che non ti scrivevo e volevo ricordarti quanto mi sei utile(Anche se certe volte non sono d’accordo con te).
    Buon pomeriggio e buon proseguimento di giornata!

    • Stefano ci dice:

      Grazie Davide. :)

      Fai bene a non essere sempre d’accordo con me, anche perché in fondo, anche le mie sono opinioni. L’importante è non rifiutare quello che dico di principio, ma trovare lo spunto di riflessione.

  3. Un argomento un po spinoso.
    Se mi rendo conto di essere una vittima patologica allora che faccio?
    Devo accorgermene ( grazie per il tuo articolo) e devo voler cambiare la mia situazione.
    Il primo passo da fare a mio avviso é guardare tutto da un’ altra prospettiva: ad esempio il fatto di avere dei figli, invece di essere un ostacolo, puo essere un ottimo stimolo a migliorare me stesso.
    Poi devo decidere di voler davvero cambiare: forse essere un po piu umile ed ascoltare uno di quei consigli dei quali parli nell’ articolo, é un buon inizio.

    • Stefano ci dice:

      Ciao Alessia. Già accorgerti di avere un problema è un grande passo avanti: l’articolo dà degli spunti per iniziare, parti da lì e poi trova la tua strada personale. ;)

  4. Francesco Di Lecce ci dice:

    Wow sono il primo a commentare… vediamo… secondo me il destino e la fortuna esistono davvero… il problema nasce quando ci affidiamo completamente ad essi :)

  5. Andrea ci dice:

    Ciao stefano..
    Secondo me queste 2 frasi che hai scritto non sono vere…
    -Se ti credi fortunato, la mente cancellerà ogni evento negativo.
    -Se ti credi sfortunato, la mente cancellerà ogni evento positivo.
    Ti faccio un esempio.. facciamo che io mi senta fortunato…e gioco al lotto..però non vinco.. E’ normale che io dica che sfiga..quindi la mia mente non può assolutamente togliere un evento negativo,perchè è una cosa normale che capita a tutti far così..Ovviamente io non dico che sfiga,perchè so che ci sono un sacco di variabili in gioco è quindi è difficile prenderci,ma anche se io penso di essere fortunato o meno tanto è la stessa cosa..
    Altro esempio,quello più banale.. I DADI..
    mi esce 6 6 6 dico che fortuna.. mi esce 4 4 4 che sfiga.. in verità non esistono.. e solo come lanci i dadi.. come li lanci con la mano…
    Però uno non può pensare io sono fortunato e quindi cancella ogni evento negativo,perchè non è vero…
    L’ultimo esempio per far capire meglio.. se in macchina e ti si buca la ruota..
    Lì invece la cosa è diversa perchè ti incazzi,dicendo ma proprio a me doveva capitare? Ed è normale che lo prendi come un evento negativo..

    • Andrea ci dice:

      Mi riferisco al punto 3.. che poi si ricollega alla fortuna anche se diciamo non esiste.
      Ci sono dei ragazzi che sono “fortunati” perchè sono figli di papà o comunque stanno bene, e quindi i genitori ogni volta li danno dei soldi,invece altri non se lo possono mettere permettere,vedi stefano,hai già 2 morali diversi,perchè? Perchè i figli di papà intanto possono fare ciò che vogliono e anche se non lavorano per un certo periodo possono spendere soldi,e se andranno a lavorare avranno più voglia,tanto sono messi bene,l’altro invece intanto che sta cercando lavoro,non può spendere e per spendere,deve per forza andare a lavoro,perchè sa che sennò non può far nulla.. Vedi la differenza.. Non so se capisci ciò che voglio dirti..
      Quindi ritorno dicendo.. che per avere un futuro migliore ci vuole tempo.. e quello che non è figlio di papà o comunque non è benestante ci mette più tempo di quegli altri 2…perchè avranno sempre avuto più tempo di lui..Esempio : Intanto che cerca lavoro,quegli altri si divertono..
      Credo che 20 o 30 anni fa era molto meglio…potevi far più lavori,senza cazzate…

      • Andrea ci dice:

        A mio parere questa è la verità,mi dirai che mi devo adeguare a quest’epoca per è così per tutti,ma non è così per tutti.. perchè c’è chi sta meglio e fa meno fatica e chi sta peggio e fa più fatica..

    • Stefano ci dice:

      Quella non è fortuna, è matematica! Se perdi al lotto non sei sfortunato, sei come le altre milioni di schedine. Il fatto è che uno che si “sente fortunato” cancella l’evento. Dice ok, ho perso alla schedina, ma oggi avevo programmato di andare a pescare e c’è un sole stupendo, che fortunato che sono! Mentre a uno che si sente sfortunato non importa del bel tempo, si rovina la giornata di pesca pensando alla schedina.

      Stessa cosa per la ruota bucata: se si ferma un tizio ad aiutarmi posso dire che fortuna, si è fermato qualcuno. O posso dire che sfiga, ho comunque perso 30 minuti. È la tua percezione degli eventi che cambia, non la statistica! Se lanci un dado, la possibilità del 666 sono uguali per tutti. ;)

      • Andrea ci dice:

        Eh,però vedi stefano..
        Riparto dall’ esempio dal lotto.. ok ho perso la schedina,ma se non è bella giornata dove posso andare a pescare o comunque qualsiasi cosa che a me piace fare..anche perchè questo è un esempio un po’ così..
        Ma uno reale sarebbe una persona arriva a sera e gioca a letto,perde la schedina… Wow che bello domani devo andare lavorare.. e questo per tutta la settimana..come faccio a dire che fortunato che sono?Posso dire che fortunato che sono.. che ho trovato questa maglietta a fare shopping… ma non è lo stesso peso della schedina,dove ho perso soldi,dove potevo vincerli..
        Esempio per la ruota bucata.. e se il tizio non si ferma ad aiutarti? Là che fai? Questo è l’esempio della ruota ma si riferisce in molte altre cose..
        Parliamo di dadi.. la possibilità di fare 666 come fa ad essere uguale per tutti,se quello per 30 volte lancia i dadi e non riesce a farlo io su 30 volte c’è l’ha faccio 3 volte..Secondo me dipende da come lanci i dadi con una mano…

        • Scusate se mi intrometto. Non sono d’accordo con te Andrea, ma ognuno ha la sua opinione e la rispetto. Volevo suggerirti solo di essere un po’ più ottimista, ne vale la pena :)

        • stefano ci dice:

          a questo punto manca solo un meteorite che ti cade addosso! ringrazia allora per lo meno che sei vivo e che fino ad ora non sia caduto nessun meteorite!

          Anzi ringrazia che non hai vissuto nella seconda guerra mondiale!
          A volte mi domando come siano stati più ottimisti i nostri nonni che hanno vissuto il dopoguerra, mentre noi ci lamentiamo per ogni stupido evento che capiti a tiro.

          Forse ci lamentiamo perchè abbiamo la fortuna di poterlo fare; in caso di guerra trovare tempo per lamentarsi significa solo: MORTE CERTA

  6. Ciao Stefano… Bellissimi articoli scrivi. Questo in particolare lo condividerò nella mia pagina facebook “ramon addazi gouveia”… Ti dispiace? :)

  7. A quanti commentatori inopportuni è dedicato questo articolo? :-P
    Finalmente qualcuno che utilizza il lato più duro e crudo della motivazione.

    Ps: gossip, Bill Gates ha anche un terzo figlio ed è maschio.

  8. Vittorio ci dice:

    E’ sempre piacevole leggere i tuoi articoli.Credo che dovrebbero usati come cura nei momenti difficili, nelle giornate brutte, in quei periodi che stai per mollare.Grazie per il tuo lavoro.

  9. Ci credi se ti dico che sono d’accordo su tutto? ;-)

    Grazie per la citazione!

  10. Antonio Leo ci dice:

    Siamo veri campioni dell’inganno.
    Se insoddisfatti,trasliamo le responsabilità sugli altri.Oppure,con ragionamenti apparentemente ineccepibili concludiamo: “È così e non possiamo farci niente” e “siamo vittime di un sistema sbagliato”. Mettiamo le mani avanti ponendoci subito in condizione di vittime e di esseri passivi.È un sottile modo per svicolare dalle nostre responsabilità.
    Ottimo articolo di riflessione.
    Grazie.

  11. Er proteina animale :) ci dice:

    Stefano, essere vittima e’ piu che altro essere disperati, senza via di fuga… I brontoloni nascondono sempre un’anima fragile e sono spesso manipolati dalla societa’ e distrutti dal confronto con gli altri… Le vittime sono si vittime, pero delle proprie credenze…. Quanto pesano le resistenze inconsce nel gioco della vita?

  12. leo ci dice:

    grazie ad i tuoi articoli, ed in particolare a quelli come questi, ho capito tante cose, ed ho cambiato praticamente la mia vita. ho deciso di sposarmi a 25 anni, senza un soldo, un lavoro, ne una casa, perchè ho capito che il “momento buono ( ovvero quando avrò un posto fisso, stabilita’ economica e un pò di soldi da parte)”, non arrivera’ mai (con questo rispondo a chi dice che stefano da consigli solo ai single ;) ).
    fino a qualche mese fa ero dell’idea “o la famiglia o la carriera”, perchè sentivo gente che diceva: “sai io suonavo e facevo tournee…poi un giorno ho scelto la famiglia..”. per fortuna ti ho conosciuto in tempo, ed ho capito che sono solo blocchi mentali. a 7 mesi dal grande passo, oggi ho aperto una scuola di musica. comunque qualsiasi sia il lavoro che faro’, ritaglierò le mie 2-3 ore minime di studio giornaliere da dedicarle alla musica. Ps: a chi dice che con la famiglia ed il lavoro non si ha tempo per la propria passione…avete mai provato a non accendere la tv per un giorno intero? ;)

  13. Giacomo Cenerelli ci dice:

    Buongiorno polifasici!!!!
    Complimenti per l’articolo’ veramente carino. Prendiamo sotto braccio la vita e facciamoci aiutare da lei a costruire un futuro migliore :-)

  14. Rispondo per la mia esperienza di vittima..
    Purtroppo ci sono situazioni in cui si è vittime e ci si può stare molto male, anche a distanza di anni. Il bullismo per esempio è un classico nelle scuole. Si possono subire colpi pesanti e se non si ha il modo di superare la cosa si finisce per lasciare che questi episodi vadano ad intaccare psicologicamente diversi aspetti della vita.
    Oggi guardavo dei video intervista a fondatori di diverse aziende americane digitali come twitter o altre… Sono tutti dei “nerd”! Nelle interviste questi personaggi raccontavano con il sorriso di essere stati presi in giro a scuola, perché probabilmente è anche quello che gli ha permesso di avere successo in quello in cui erano bravi. Per cui se si è vittima c’è sempre un motivo, basta capirlo per superarlo e tirare fuori il meglio di sè. Altrimenti si entra nel circolo del vittimismo patologico e si finisce per auto-vittimizzarsi all’infinito. Ribadisco quanto deve essere bello poter raccontare di essere stato una vittima, dopo aver dimostrato di valere veramente!

    • Marco Martini ci dice:

      Interessante il tuo punto di vista, sul serio, pero io non mi trovo d’accordo.. Secondo ME, se non hai un po di tutto (studio, lavoro, amore e amici) non rendi al 100%.

  15. Marco Martini ci dice:

    Ciao Stefano, in questo periodo, dopo un iniziale miglioramento della mia vita e di quello che faccio in generale, mi sto demotivando…
    Mi puoi dare qualche consiglio? Capita anche a te?

    Lo so che dovrei sfruttare il mio tempo al massimo, e da circa un anno lo faccio, pero nelle ultime settimane dormo di più, dormo il pomeriggio, corro di meno e il tempo passa….

  16. teo ci dice:

    Questo me lo sono stampato. Complimenti.
    Avrei voluto pagare per leggerlo. :(
    Merita.

  17. Andrea ci dice:

    Ciao stefano,volevo chiederti una cosa sulla corsa…
    Siccome che è da meno di una settimana che sto iniziando a correre,ho letto che prima di andare a correre,non si dovrebbe fare uno spuntino,anche se servirebbe per dar più energie…(Questo vale per chi deve dimagrire o per tutti?)
    Io di solito non mangio nulla,però dopo aver fatto la corsa mangio qualcosina così,però dicono che se non mangi nulla,il tuo corpo dopo aver finito le riserve di grasso,ti mangia anche i muscoli,e questo sinceramente non lo vorrei,sennò miglioro su una cosa e poi peggioro sull’altra…
    Quindi la domanda è dopo aver fatto la corsa,devo mangiare? Ti dico che sono magro.. quindi corro per resistenza,e per il cardiovascolare …

    • Stefano ci dice:

      Non mangiare niente prima, mai a meno che non sei a livelli agonistici (quindi mezza maratona o maratona a ritmi elevati). Se vuoi dimagrire non mangiare niente per un’ora dopo, se vuoi potenziare puoi mangiare. I muscoli iniziano a calare quando sei già al limite della denutrizione.

  18. Viviana ci dice:

    Ciao Stefano,
    volevo dire che la penso come te in quello che scrivi e commenti.
    Ho vissuto sulla mia pelle ciò che dici. Ho avuto una vita complicata, ma mi sono resa conto con il tempo che solo io potevo cambiarla.
    sono però ricaduta in una fase triste della mia vita, ed anche se consapevole di ciò che ero in grado di fare, non riuscivo a pensare positivamente quello che vivevo.
    Ammetto però una cosa, chi ti sta accanto influenza molto la nostra vita, e se non sei abbastanza forte può rendere più difficile il tuo percorso. Ci vuole molta forza di volontà per cambiare il nostro modo di reagire, e nessun altro a parte noi stessi può farlo, e se lo desidera fare consigli come i tuoi, per chi davvero vuole migliorare sé stesso servono tanto.

  19. Moira ci dice:

    Salve! Mi piacerebbe avere delle dritte su come comportarsi con le persone affette da vittimismo. Assecondarle evitando di urtarle oppure dicendo loro che hanno un problema di vittimismo?

    • Stefano ci dice:

      Ecco, bella domanda. Io sono per il secondo approccio perché sono fatto così, anche se difficilmente ottengo i risultati sperati.

  20. Elisa ci dice:

    ma…io sono strana che nel disegnino del punto 2 ho visto il quadrato bianco, i lobi neri e un ‘quadrifoglio cubista’ tutto insieme senza pensarci tanto su?

  21. Elle ci dice:

    Illuminante! Ma ingoiare il rospo nn e’ facile. Credevo di essere… Invece sn l’opposto. Ho lasciato 10 anni fa uomo che in realta’ oggi amo. Nn mi sn realizzata professionalm, ora sn frustrata. Troppo tempo a trovare scuse e concentrarmi su altri. Ho fatto figlio con uomo sbagliato ke nn stimo. E’ uno che risponde: e’ andata cosi’ cosa vuoi farci!!?!?
    Io nn mi sopporto! La colpa e’ solo mia, lo so da sempre. Ma ormai e’ tardi e troppe scelte errate. Che faccio? Mi elimino? E il mio bimbo?

    • Stefano ci dice:

      Elle, mi spiace per la tua situazione, ma ti sei risposta da sola, sprechi troppo tempo in scuse e non puoi eliminarti perché hai una famiglia della quale sei responsabile. Se una situazione non ti piace devi fare di tutto per cambiarla

      • Elle ci dice:

        E come vivo senza quell’amore? Le scelte che si fanno ti possono salvare o uccidere. Ho sbagliato. E con qst uomo dovro’ farci i conti tutta la vita. E cosa insegnero’ al
        Mio bimbo? Ho messo al primo posto quel valore nella mia vita. Ma ho fallito.
        Sn una vittim di me stessa. Proprio come descrivi tu.
        Grazie infinite per l’attenzione.

        • Stefano ci dice:

          Elle, eppure stai vivendo. Hai fatto una scelta sbagliata ma ciò non ti vieta di fare scelte migliori nel presente.

Dicono di Mindcheats

  1. […] Schemi: il cervello cerca schemi e connette i punti anche quando le connessioni non esistono, come nella bufala della fortuna. […]

E tu che ne dici?

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.