Come trovare lavoro (anche con la crisi)

Sei diplomato o laureato, ma non trovi lavoro? Sei preoccupato per il tuo futuro?

Il mio passaggio dal mondo dell’università a quello del lavoro è stato indolore. Cinque mesi prima della laurea ero già stato assunto negli Stati Uniti per un anno, finito il quale ho trovato un altro lavoro in 6 ore.

Non sono superman, non sono un raccomandato. Sono un ragazzo normale che viene da una famiglia normale, ho finito il liceo con 72 e mi sono laureato con 94. Papà non è amico del mio capo, la fortuna non c’entra.

In questo articolo ti guiderò verso un lavoro soddisfacente. Ti chiederò di impegnarti, sei pronto a metterti in gioco? Questo articolo non fa per te se vuoi trovare una scusa per dire “ci ho provato ma non ce l’ho fatta.” Questo non è un articolo per i deboli di cuore.

La verità sulla crisi

Per lavoro ho viaggiato molto in Europa e nel mondo, di una cosa mi sono accorto: l’Italia è indietro. Molto. Possono dirtelo i telegiornali, ma finché non lo vedi con i tuoi occhi non ti rendi conto dell’enorme differenza fra lo Stivale e i Paesi veramente avanzati. Siamo su un altro livello.

Siamo nati nel posto e nel tempo sbagliato per trovare un lavoro con facilità, questo è appurato.

Ma ho viaggiato molto anche in Italia e mi sono accorto di un’altra cosa: tante persone usano la scusa della “crisi” per piangere miseria.

Nell'immagine: persone che si lamentano della crisi.

Nell’immagine: persone che si lamentano della crisi.

La crisi è una parola, un capro espiatorio. Non fraintendermi: l’Italia è arretrata e trovare un lavoro decente è difficile, soprattutto per i neolaureati. La crisi è una situazione economica, politica e sociale che permea tutti gli strati della società ed è insinuata in tutto; non è un mostro che può essere ucciso eliminando un politico, tagliando le tasse, aiutando le imprese.

Ma soprattutto: non puoi sperare che qualcuno risolva la crisi per te.

Non succederà perché la crisi è strutturale, non se ne andrà. È una brutta situazione la nostra, ma non ci possiamo fare niente. Quello che invece possiamo fare è combattere per trovare un lavoro decente.

Di lavori buoni ce ne sono ancora in Italia. Superare i 2.000 euro netti al mese non è impossibile, con le giuste tecniche che ti spiegherò in questo articolo. Ma prima devi cambiare mentalità.

Ecco un ragionamento tipico e sbagliato:

  1. C’è crisi.
  2. Non riuscirò a trovare lavoro.
  3. È inutile che spreco energie, tanto fallirò.
  4. Invece che mettermi in gioco resto a casa e mi lamento.

Se non cerchi lavoro attivamente, se non fai qualcosa per meritartelo, certo che fallirai. Ma non perché c’è crisi, è perché non stai cercando. Se fossi convinto che il lavoro è a portata di mano, faresti di tutto per non fartelo scappare. L’unica differenza è la tua motivazione.

Con la giusta motivazione puoi arrivare dove vuoi, quando la unisci al una strategia efficace. Dovrai competere con tante persone per un lavoro, ma hai un vantaggio: il 99% di queste persone non sanno come cercare e ottenere un lavoro efficacemente. Ecco perché io non ho mai avuto problemi.

Preparati a dovere

Quando guardi una partita di calcio, non vedi 11 tizi che corrono dietro a un pallone. Vedi difesa, centrocampo e attacco. Nelle punizioni la disposizione degli uomini è studiata al centimetro, ogni attacco avversario viene neutralizzato secondo uno schema studiato a memoria.

Per raggiungere questo livello di efficienza serve tanto allenamento e pratica, ma soprattutto uno studio delle situazioni e delle tattiche. La vittoria del derby inizia nelle settimane prima sulle lavagne e negli allenamenti.

Allo stesso modo, l’assunzione non è che l’ultimo passo di un percorso lungo anni durante i quali hai fatto una serie di scelte tutte finalizzate all’obiettivo: farti assumere. Se dopo la laurea inizi a correre da un’azienda all’altra come un pollo senza testa, farai poca strada.

Studia come si deve

Il primo passo verso un lavoro stabile è lo studio. Attenzione: non parlo solo dello studio scolastico. Quello è importante, ma non fondamentale.

Studio significa soprattutto apprendimento.

Le radici per il lavoro in America che ho trovato nel 2012 risalgono a otto anni prima, il 2004, quando ho iniziato a imparare l’inglese. Senza la lingua internazionale, non so dove sarei ora. Sarei una persona diversa, forse senza lavoro. Forse senza laurea.

La prima cosa che devi imparare è l’inglese, per farlo ti rimando a questa pagina.

Okay, ora che ci siamo occupati di questo, pensiamo a studiare altro. Qualcosa di utile, tanto per cambiare.

Ti piace la filosofia? La storia? La poesia? Prima di sceglierlo come carriera, pensaci bene.

La cruda verità è che in questi campi non girano soldi. Se non girano soldi, non girano nemmeno quelli che un datore deve tirare fuori per darti lo stipendio.

A me piace da matti la storia, ma non l’ho scelta all’università perché sapevo che non avevo possibilità di trovare un buon lavoro. Adoro anche l’informatica, ma in Italia è una competenza che stenta a decollare (e la concorrenza è troppa). Quindi ho scelto un’altra materia che mi ha sempre appassionato: l’economia.

Se sei a scuola, inizia a pensare all’università che fa per te. Guarda su internet le statistiche di assunzione, ti serviranno per farti un’idea. A proposito: se non conosci la statistica, ti consiglio di leggere qualcosa a riguardo. Su internet è pieno di manuali gratuiti, la statistica è una delle cose più importanti che puoi imparare nella vita perché è l’unico metodo per interpretare i fatti in maniera oggettiva.

Non è lamentandoti del sistema che troverai un lavoro.

Dici che non sei portato per lo studio e vuoi andare a lavorare dopo le superiori? Puoi farlo, l’università è importante ma non indispensabile. Bill Gates ha lasciato l’università. Ma se non studi, devi trovare un altro modo per imparare qualcosa che ti garantisca un buon lavoro. Ricorda uno dei principi fondamentali del lavoro: se non ti specializzi in qualcosa, non hai speranze di andare oltre la soglia di sopravvivenza.

Se non ti piace studiare, punta a un’università di provincia. Non ti serve laurearti con il massimo dei voti alla Bocconi, ti basta un calcio in culo all’università sconosciuta del paesino. Sarai automaticamente più appetibile di centinaia di migliaia di giovani che hanno abbandonato, già questo non è poco.

Nella nuova economia i compiti banali possono essere svolti dalle macchine, se vuoi un lavoro come si deve l’unica è sfruttare il solo vantaggio che ha l’essere umano nei confronti del computer: l’intelligenza.

Diventa unico (e usalo a tuo vantaggio)

Io mi sto specializzando in una nicchia ben definita: un italiano che sa l’inglese alla perfezione con esperienza lavorativa negli Stati Uniti, specializzato nel commercio di prodotti alimentare italiani in Europa e una grande competenza nei vini.

Ce ne sono come me, ma ce ne sono pochi. Questo mi rende merce rara, che secondo le leggi dell’economia si traduce in un vantaggio concreto: uno stipendio più alto. La prova è il mio attuale lavoro, che ha una paga più alta di quello che avrei mai potuto sperare di ottenere in Italia come manager senza esperienza.

Più ti specializzi, più il tuo lavoro pagherà bene. Se resti sul generico, riceverai uno stipendio da fame. Il tuo stipendio è determinato dalla tua utilità economica, ossia quanti soldi fai fruttare al tuo datore. Se hai un lavoro generico, forse grazie a te il datore guadagna 5.000 euro al mese e te ne darà 1.500 lordi (poco meno di 1.000 netti). Ma se hai un profilo professionale straordinario e grazie alla tua competenza fai guadagnare al datore 100.000 euro al mese, non ci penserà due volte a darti 20.000 euro lordi in busta paga.

Non vuoi andare in una gara al ribasso, puoi solo rimetterci. Se diventi unico, non ci sarà la fila di gente che può rimpiazzarti. Il mio lavoro un America pagava bene non perché ho dovuto studiare dieci anni, ma perché pochi italiani che parlano bene l’inglese sono disposti a trasferirsi negli Stati Uniti per un anno. Di questi, in pochi hanno letto l’annuncio di lavoro.

In parole povere, la strategia è: studia e fai pratica per specializzarti in un settore ultra-specifico, poi prenditi quel lavoro che richiede esattamente le tue rarissime qualità. Diventa un professionista.

Scegli adesso la tua specializzazione e inizia il percorso che ti porterà all’unicità. Anche se sei a scuola, non è lo studio formale che ti renderà unico. L’università sono le fondamenta del sapere, sta a te costruirci sopra una casa. È una strada che dura anni, non puoi non avere un piano.

Qui voglio fare una precisazione: per specializzarti non ti serve spendere un sacco di soldi. Quella è la via comoda, la via del “dammi i soldi e ti rendo un esperto”. Ma non è l’unica. Se non hai risorse finanziarie la specializzazione ti richiederà più tempo e fatica, ma puoi farlo. Ti faccio alcuni esempi:

  • Mettiti al computer e leggi siti di informatica finché non diventi un esperto.
  • Vai in cucina e prepara pane finché non trovi una ricetta che fa impallidire il miglior fornaio.
  • Esci di casa e lavora volontario nel settore su cui ti vuoi focalizzare.

Non fare affidamento sulla scuola

Il problema della scuola e in parte dell’università non è che offrono una preparazione inadeguata, ma che offrono la stessa preparazione a tutti. Non è la difficoltà di un’abilità a renderla preziosa, quanto la sua rarità.

La scuola può creare professionisti, ma lo fa a stampino: tutti uguali, tutti che concorrono per le stesse posizioni. Secondo le leggi di mercato, puoi differenziarti sotto due aspetti:

  1. La qualità.
  2. Il prezzo.

Prendi due computer: puoi decidere di prendere il più costoso perché è più bello, ma a parità di caratteristiche (qualità) comprerai quello che costa di meno (prezzo).

Allo stesso modo, se non sei diverso dagli altri, per farti assumere dovrai scendere a un compromesso per lo stipendio. Se invece sei unico, offri delle competenze che non si trovano da nessuna parte, potrai ottenere una paga doppia anche senza esperienza.

Crea un CV perfetto

"Sono il grafico con esperienza che cercate, ecco il mio CV."

“Sono il grafico con esperienza che cercate, ecco il mio CV.”

Il tuo curriculum è un passo fondamentale per l’assunzione. Se resti al livello della massa, avrai le stesse possibilità di essere assunto: poche. Il tuo curriculum dovrà risaltare sotto due aspetti:

  1. I contenuti.
  2. La forma.

I contenuti possono distanziarti dalla massa per due elementi:

  1. Le qualità uniche (di cui ho appena parlato).
  2. L’esperienza (poco sotto).

Tutto questo articolo è basato sul creare roba interessante da mettere nel tuo CV, ma dopo aver studiato marketing e pubblicità per anni ti posso dire che il contenuto è inutile se non viene letto. Quello che porterà un occhio distratto a leggere tutta la bella roba che hai scritto è la forma.

Sii breve, e quando pensi di aver ridotto tutto, riducilo ancora di più.

Il curriculum è la fase più importante per trovare lavoro perché è il tuo primo contatto con il datore di lavoro ed è lì che si farà la prima impressione su di te. Se scrivi un curriculum efficace, aumenterai del 300% le possibilità di essere richiamato.

Lo so, non è facile. E no, l’Europass non è un buon modello. Anzi, fa piuttosto schifo: se l’hai mai usato, ti sarai accorto che non vieni mai richiamato. Buona parte della colpa è di quel modello orribile chiamato Europass.

Creare un buon curriculum è una scienza. Se ti interessa scaricare un modello efficace, diverso dalla solita robaccia che trovi in rete e che attira l’attenzione di ogni datore, lo puoi scaricare gratis a questo indirizzo.

Fai esperienza

Mezzo secolo fa l’Italia stava uscendo da una vera crisi, la seconda guerra mondiale. Il progetto Marshall ha sviluppato l’economia a una velocità che non ha precedenti, nuove aziende venivano create e gli imprenditori avevano un problema: gli servivano dipendenti. Per due motivi:

  1. Si creavano posti di lavoro ogni giorno, la domanda era enorme e l’offerta (disoccupati in cerca di lavoro) faticava a stare al passo.
  2. Le macchine non erano così sviluppate, tutti i lavori dovevano essere fatti a mano.

Adesso è il contrario: il mercato ha raggiunto la sua maturità, i posti di lavoro che vengono creati sono appena sufficienti per l’aumento della popolazione. Una nuova azienda ha bisogno di pochi dipendenti, i computer fanno il lavoro di basso livello.

Se pensi di poter trovare lavoro come 50 anni fa, preparati a una lunga carriera da disoccupato.

Le richieste sono cambiate, ora serve esperienza. Non sono il primo a dirtelo, mi risponderai: “eh facile, come faccio a fare esperienza se nessuno vuole assumermi quando non ne ho?”

Questa è una mentalità limitata. Fare esperienza non significa farti assumere con uno stipendio pieno, lavorare a tempo indeterminato a 1500 euro al mese e licenziarti quando trovi un’occasione migliore.

Se vuoi trovare lavoro da dipendente, devi iniziare a pensare come un imprenditore. Se non hai esperienza dovrai differenziarti in altro modo: se hai studiato in una grande università, sfruttala per avere un vantaggio su tutti gli altri. Se sai l’inglese, vai a lavorare all’estero. Se non hai niente, impara qualcosa. Compra dieci libri sullo stesso argomento e studiali, fai pratica da solo.

Forse riuscirai a trovare un ottimo lavoro da subito, forse no. Per i primi cinque anni della tua carriera lavorativa, dimenticati dei soldi. Questi cinque anni saranno un investimento per il tuo futuro: passato questo tempo, avrai sul CV un’esperienza rilevante che ti consentirà di puntare a dei lavori pagati bene. Pensa a trovare un lavoro che ti renda ancora più unico, più apprezzabile, dopo di che i soldi arriveranno da soli.

Pensa ai tuoi primi lavori come a un’alternativa all’università, o un master: quando studi nessuno ti paga, perché le nozioni che impari ti torneranno utili per ottenere un buon lavoro in futuro. La stessa cosa vale per le tue prime occupazioni: se il lavoro è qualificante e fa parte del tuo grande piano, accettalo. Non pensare ai soldi, quelli sono una conseguenza che arriverà col tempo.

Se fai lo schizzinoso e aspetti il lavoro dei tuoi sogni resterai disoccupato, fra cinque anni verrai scavalcato da chi ha ascoltato il mio consiglio e ha accumulato esperienza lavorativa. Sarà l’inizio della tua fine.

Assumi la mentalità giusta

Troverai un lavoro solo se lo vuoi trovare, la mentalità è tutto. Io ho trovato un lavoro perché  sapevo che là fuori, di lavoro ce n’è. Miliardi di persone lavorano ogni giorno, non sei l’unico.

Sei tu che ti tagli le gambe. Vuoi un lavoro comodo, vicino a casa, con certi orari, con un certo stipendio, con certe garanzie, in un certo settore.

Per trovare un buon lavoro devi adattarti. Io avevo un ottimo lavoro negli Stati Uniti, ma non credere che sia perfetto. Ha dei compromessi:

  • Ho dovuto prendere e lasciare l’Italia.
  • Mi devo pagare il viaggio di andata e ritorno.
  • Non ho ferie, i due giorni di riposo settimanali variano ogni volta (niente fine settimana a casa).
  • Ho lavorato a natale e capodanno.
  • La malattia non è pagata.
  • A volte torno a casa a mezzanotte.

Il lavoro perfetto non esiste, e un brutto lavoro è comunque meglio della disoccupazione. Una volta che hai uno stipendio, potrai pensare a migliorare le tue condizioni.

Renditi una persona appetibile

Metti che hanno sparato al tuo migliore amico. Se ne sta disteso sul cemento in una pozza di sangue, mentre urla e si contorce.

Un tizio accorre, si avvicina al tuo amico e urla: “stai indietro!”

Esamina per qualche secondo la ferita, poi tira fuori un coltellino svizzero: sta per estrarre il proiettile.

Tu ti avvicini e gli chiedi: “sei un dottore?”

“No” risponde secco lui.

Alzi un sopracciglio, fai una faccia stupita. Cerchi sicurezze. “Ma sai quello che stai facendo, giusto? Hai studiato medicina, hai fatto dei corso di primo soccorso…”

L’uomo inizia a innervosirsi. Ti guarda negli occhi, ti racconta che è una brava persona, che paga le tasse, è onesto, ha una moglie e due figli. Non bestemmia nemmeno.

Stupito, ti arrabbi. “Ma cosa me ne frega se sei una brava persona?” gli urli addosso. “Mi serve qualcuno che sia in grado di salvare la vita al mio amico, sei capace o no?”

L’uomo si agita. Come puoi essere così arrogante? Così egocentrico? Non ti interessa di tutte le sue altre buone qualità? Che è un ottimo padre, porta i figli a scuola calcio, cucina cene al lume di candela per sua moglie. Fra tutte queste cose, cosa importa se  è veramente un bravo chirurgo?

Nella concitazione del momento, lo prendi per la giacca e lo spingi lontano dal tuo amico. “Esatto, ti sto dicendo che non me ne frega niente. In questo esatto momento mi serve qualcuno che  fermi l’emorragia, tu sei un pazzo!”

Ho preso la storia da questo articolo (in inglese), perché è la stessa situazione in cui ti trovi ogni giorno nel mondo del lavoro. Tu sei il bravo ragazzo con il coltellino svizzero, l’uomo disteso per terra è… Tutta la società.

Se vuoi sapere perché non riesci a trovare lavoro, i dirigenti non ti richiamano mai, è perché a nessuno interessa di quanto tu sei una brava persona. Viviamo in un mondo dove tutti hanno bisogno di qualcosa, tu sei utile o no?

Puoi essere bravo, andare bene a scuola, essere gentile con gli altri, fare beneficenza. Ma se non sei in grado di rispondere a uno specifico bisogno, non troverai lavoro.

Il paziente ha perso i sensi, sta per morire. Se in grado di operare? Non mi interessa se ti sei laureato in filosofia, mi serve un medico. Mi serve un ingegnere che costruisca una casa, un commercialista che mi faccia i moduli 770.

Se la risposta è no, cercati altro da fare. Acquisisci una serie di abilità che siano utili agli altri, diventa in grado di operare, renditi utile. Questo non vale solo per il lavoro, ma per ogni aspetto della vita: perché la ragazza che ti piace si fidanza con lo stronzo di turno e non con te? Perché non le interessa  quanto tu sia un bravo ragazzo, vuole qualcosa di concreto. È il ferito che ha bisogno di qualcuno che sa operare.

Allora la bontà di cuore non conta? Tutte quelle belle cose sono inutili? Certo che no. Quello che sei dentro è utile per quello che ti fa fare. La tua filosofia e la tua personalità sono le radici dell’albero. I risultati che produci e le abilità che acquisisci sono i frutti. Per avere un albero rigoglioso devi avere delle radici salde, ma a nessuno interessa delle radici. Devi produrre frutti, devi dimostrare che quello che sei dentro ha un’utilità pratica nel mondo.

Quello che produci deve servire agli altri. Non devi necessariamente produrre soldi, ma utilità. È quello che ti farà guadagnare. Io ho un buono stipendio perché in 5 ore di lavoro faccio fatturare al mio datore oltre 1.000 euro.

Cerca tutto, ovunque

Sai dove ho trovato il mio lavoro precedente? Su internet. E quello prima? Da mio zio. Quello di adesso tramite un amico che ho conosciuto mentre studiavo all’estero.

Ogni giorno vedo gente con poche speranze di trovare lavoro, perché non lo stanno cercando. Vanno al centro per l’impiego e pensano che lo Spirito Santo gli tiri addosso il lavoro a tempo indeterminato, mandano un CV e sperano di essere richiamati. Purtroppo questo non basta.

Cerca tutto, cerca ovunque. Vai oltre le convinzioni limitanti, proponiti ovunque. Se stai cercando lavoro hai ore di tempo libero ogni giorno, sfruttale. Se ti annoi, significa che non stai provando abbastanza.

D’altra parte, se non ti impegni al massimo a cercare lavoro, come puoi far pensare al tu futuro capo che farai il massimo una volta assunto?

Sfrutta il networking

Il networking è la “raccomandazione buona”.

C’è la raccomandazione cattiva, ossia il parente che fa assumere il cucino in comune a vita anche se ha la terza media. Ma ci sono altre raccomandazioni che devi saper sfruttare per darti una possibilità in più.

Quando stavo per finire l’università dovevo fare uno stage di almeno 150 ore in un’azienda. Molti miei amici si sono ficcati in qualche reparto inutile a lavorare gratis per un mese, io ho fatto una cosa più intelligente: ho sfruttato il networking.

Ho chiesto a tutti quelli che conoscevo se avessero bisogno di qualcuno che gli facesse un lavoro, gratis. Non un lavoro qualsiasi, volevo un progetto che mi avrebbe dato una conoscenza specifica da poter sfruttare successivamente nel mondo del lavoro. Chiedi e richiedi, a mio zio serviva qualcuno per creare un sito web dove vendere i suoi prodotti e aveva commissionato il lavoro a un suo amico, proprietario di un’agenzia web. Così mi faccio assumere come stagista in quest’azienda e creo il sito.

Sono stato raccomandato, perché senza mio zio non sarei stato assunto dalla web agency. Ma non sono un raccomandato cattivo perché ho lavorato e ho prodotto un risultato, sono stato utile, ho operato il paziente.

La raccomandazione è accettabile quando, una volta ottenuto il lavoro, dimostri di essertelo meritato e fai di tutto per essere il miglior dipendente possibile.

Il segreto per farsi assumere

Ho lavorato nella realtà imprenditoriale per molti anni, tutte le persone con dei dipendenti mi hanno detto sempre la stessa cosa: quando assumono qualcuno lo fanno perché vogliono liberarsi di un carico di lavoro.

Fermati un attimo e mettiti nei panni di un capo. Perché ti deve assumere? Non lo fa perché è obbligato dalla legge, perché sa che è un tuo diritto, perché sei l’unico candidato.

Il proprietario di un’azienda piccola, o il dirigente che si occupa del personale in una grande, non sono degli stronzi che giocano a golf tutto il giorno e bruciano banconote da 500 euro per diletto. Sono delle persone che probabilmente lavorano 50 o più ore a settimana, lavorano il sabato, lavorano fino alle dieci di sera, se fanno un errore vengono licenziati su due piedi o peggio. Se un loro dipendente fa un errore vengono licenziati anche se non è colpa loro.

Se affronti il colloquio di lavoro con questa idea in mente, avrai vita facile: un capo vuole semplificarsi la vita. Ti assume perché deve delegare qualcosa a te, non ce la fa a fare tutto da solo. Questo è vero soprattutto nelle piccole realtà. Deve stare attento, perché se tu sbagli è lui che ne paga le conseguenze. Se metti l’etichetta sbagliata e mandi una lettera di condoglianze a un cliente che si è appena sposato, il tuo errore potrebbe costare a lui decine di migliaia di euro.

Assumere personale è un rischio, tu devi dimostrare di essere affidabile. Dimostra che ci sai fare, che vai dritto al punto, che non sei lì per far perdere tempo. Dimostra che sai operare il paziente per strada, non stare a dire che sei una brava persona, che sei ottimista, che ti piace viaggiare. C’è un uomo che sanguina disteso per terra, tutto questo non interessa a nessuno. Passa ai fatti.

Taglia i fronzoli, sii sintetico, dimostra quello che sai fare senza far perdere tempo a nessuno. Se sei un medico, salva il paziente. Se non sei un medico, non saresti nemmeno dovuto intervenire.

Trova le risorse migliori

Okay, la parte della mentalità è finita. È il momento di sporcarsi le mani: prendi il tuo CV (quello che hai imparato a scrivere con questi consigli) e portalo ovunque. Quando dico ovunque, intendo ovunque. Se mandi dieci richieste, non otterrai risposta. Se ne mandi cinquanta, ti servirà molta fortuna. Se ne mandi cinquecento hai qualche possibilità in più.

Per ognuno di questi lavori dovrai usare una CV personalizzato e una lettera di presentazione personale.

Esci, vai per strada, guardati intorno: quante aziende, professionisti, bar, ristoranti, negozi, industrie vedi? Vai in tutte. Tutte.

Tutte.

Sono stato abbastanza chiaro? 😉

Anche se non hai le competenze che presumi siano necessarie, fregatene. Magari l’uomo delle pulizie è appena scappato in Papua Nuova Guinea e serve qualcuno che pulisca per terra. Quando trovi un lavoro che non ti soddisfa, accettalo e continua a cercare. Un lavoro non è il punto di arrivo, è il punto di partenza per un lavoro migliore.

Questo è il modo più efficace per trovare un lavoro, tutto il resto è un contorno.

Centro per l’impiego

Usalo ma non contarci troppo. Se fai affidamento a queste agenzie pubbliche, stai iniziando col piede sbagliato. Vacci solo perché ti prenderà mezza giornata, devi sfruttare ogni piccolo sentiero. Lì troverai anche degli annunci: raccoglili e chiama tutti.

Ma se il centro per l’impiego è la stradina di campagna, tu vuoi percorrere le autostrade: vai tu dai possibili datori e proponiti faccia a faccia. Non telefonare, non mandare email, non mandare tua mamma. Vai tu di persona, chiedi di parlare con il proprietario o con il manager addetto all’assunzione. Dopo avergli parlato, telefona dopo qualche giorno. Ripresentati per chiedere se hanno valutato la tua candidatura.

La tua persistenza è una qualità molto apprezzata da ogni datore. Sii deciso ma cordiale: vuoi dimostrare la tua determinazione, non quanto sai rompere le scatole.

Annunci

Guarda sul giornale, in comune, al centro per l’impiego, alla radio. La tua città è piena di annunci di persone che cercano lavoro.

Quel numero di telefono sarà preso d’assalto, i CV arriveranno a milioni, il datore sarà sommerso di richieste. Ma non importa quanta concorrenza ci sia, tu avrai un vantaggio rispetto a loro. Se hai letto questo articolo e ti sei applicato ne hai due:

  1. Hai delle competenze distintive e uniche.
  2. Sai scrivere un CV che risalta, attira l’attenzione e mette in luce la tua unicità.

La dura verità è che, soprattutto negli studi professionali, trovare un dipendente capace è un miracolo. I candidati non hanno esperienza, capacità organizzativa o autonomia. Si lamentano, lavorano il minimo indispensabile e fanno errori banali.

Tu vuoi essere uno di loro? No, perché “loro” sono anche quelli che vengono licenziati dopo sei mesi e non avranno un lavoro fisso per molti anni. Essere professionale, attento e diligente ti richiederà uno sforzo extra, ma sarà ricompensato da un lavoro stabile e uno stipendio più alto.

Se vuoi guadagnare di più, devi puntare all’eccellenza. Non c’è altra strada. Se punti a trovare un lavoro con gli annunci che leggi per strada, pensa in cosa sei migliore degli altri. Se la risposta è “niente”, le tue possibilità crolleranno.

Motori di ricerca su internet

Internet è un mezzo scelto da tanti imprenditori e professionisti per cercare un dipendente. Non è un canale trafficato come quelli tradizionali (annunci), ma è sempre una possibilità in più. Considera anche che sono in pochi a conoscere questa possibilità, quindi avrai meno concorrenza.

Ti lascio un elenco di siti dove cercare lavoro. Ricordi quando ti ho detto che devi cercare tutto, ovunque? La stessa cosa vale qui. Se mandi meno di cinquanta richieste, non hai fatto abbastanza.

Vuoi andare all’estero? Allora controlla anche ScambiEuropei.

Candidature spontanee online

Questo punto l’ho lasciato per ultimo perché le possibilità di trovare un lavoro così sono poche, ma come ti ho già detto: non hai niente da perdere, perché non dovresti provarci?

Sui siti delle grandi aziende esiste una sezione dedicata alle offerte di lavoro. I centri commerciali e le catene hanno un costante bisogno di dipendenti, il modo più facile ed economico per procurarseli è tramite la raccolta di candidature online. Pensa a tutti i centri commerciali e catene in zona: vai sui loro siti e cerca una sezione dove inviare il CV e candidarsi per un lavoro.

A queste candidature devi sempre seguire con una telefonata o una visita di persona, in questo modo potresti saltare in testa alla lista d’attesa. Fai capire al datore che ti stai veramente impegnando, non essere solo uno nella lista.

Fai un colloquio perfetto

"Sono una persona seria e qualificata."

“Sono una persona seria e qualificata.”

Il colloquio è quasi divertente per me. Grazie al mio lavoro ho imparato a leggere le persone: in dieci secondi so già più o meno se sono seri e ingessati, o tranquilli e sorridenti. Non è un’abilità difficile da sviluppare, quindi ti consiglio di farlo subito: quando parli con qualcuno per la prima volta, cerca di capire entro dieci secondi come sono.

Le persone vanno d’accordo con le persone simili a loro, un datore assume quelli con cui pensa di andare d’accordo. Se tu ti adatti al carattere del capo, le possibilità di ottenere un lavoro aumentano.

La cosa più importante da tenere a mente è l’ottimismo: vai con un sorriso, carico e sicuro delle tue possibilità. Sii convinto che il tuo futuro sarà straordinario.

Ricorda che il colloqui non è un interrogatorio, non è una guerra, non è una lotta per la supremazia. È un incontro per raggiungere un accordo che dia benefici a entrambi: tu vuoi i soldi, il tuo datore vuole affidarti dei compiti che da solo non può svolgere. È uno scambio equo, un accordo pacifico.

Se prendi il colloquio in maniera amichevole, il tuo linguaggio non verbale si adatterà alle tue convinzioni e sarai più aperto e disponibile, due qualità che un dirigente apprezza.

Appena entri, se sei nell’ufficio del capo, guardati intorno: cosa vedi? Già dall’ambiente puoi capire molto. Se ci sono oggetti personali, foto della famiglia e racchette da tennis appese alle pareti, sai già che puoi partire con un approccio informale ma educato.

Guarda l’ordine: se l’ufficio è perfetto il capo cercherà una persona ordinata, mostra quelle qualità. Se le penne sono sparse per la scrivania, gli aspetti da sottolineare saranno dinamicità e autonomia.

In ogni caso, apri con una battuta simpatica: devi capire fin da subito se chi hai di fronte ha voglia di scherzare oppure no. Sii originale e divertente, non recitare un copione. A seconda della reazione, saprai il tono che dovrai mantenere per il colloquio: se il datore sorride, punta sulla simpatia. Se ti guarda male mantieni il sorriso ed evita altre uscite del genere. Essere simpatico con la persona giusta ti garantirà un lavoro, se non fai errori grossolani.

Durante l’orale devi mantenere la stessa linea che ti ho dato nel CV: non usare tre parole per dire quello che puoi sintetizzare in una. Non evitare le domande, rispondi a tutto in maniera chiara e semplice. Se cerchi di nascondere qualcosa, lo darai a vedere. Non sei bravo quanto credi a mentire, mi dispiace.

Se la domanda è scomoda, rispondi con sincerità. Sei stato arrestato perché cantavi in mezzo alla strada ubriaco? Se il tuo capo ti chiede se hai mai avuto problemi con la giustizia, dillo. Non addolcire la pillola, non cercare scuse, non inventarti particolari inutili: “sì, due anni fa sono stato fermato perché cantavo di notte per strada dopo aver bevuto troppo.” Puro e semplice.

Non stare sulla difensiva, mai. Sei lì per parlare, quindi parla. Non sprecare parole, ma non sprecare nemmeno opportunità per metterti in luce. Sii come i miei articoli su Mindcheats: possono essere lunghi, ma si mantengono interessanti dall’inizio alla fine. Io sono consapevole di questo, quindi parlo con franchezza e sincerità.

Adesso potrei parlarti di sincronizzare il linguaggio non verbale, appianare le barriere psicologiche e imitare il campo sensoriale del datore, ma non lo farò. Se ti concentri su questi dettagli perderai di vista il quadro generale, quindi fregatene: sii brillante e sincero, diretto e cordiale, professionale e simpatico. Già questo ti farà risplendere nel mare della mediocrità dei tuoi possibili colleghi.

I 4 errori più comuni di chi cerca un lavoro

Bravo, hai appena moltiplicato per dieci le possibilità che hai di trovare un lavoro nel prossimo mese. Se applichi i miei consigli, non resterai disoccupato ancora per molto.

Ma ci sono cinque errori comuni che potrebbero farti fare un balzo indietro: anche se fai tutto perfetto, sbaglia una di queste cose e potresti non essere scelto per il lavoro dei tuoi sogni. Non vuoi correre il rischio vero?

Gonfiano troppo il CV

Tutti gonfiano il CV, è normale, anche io l’ho fatto. Ma ci sono dei limiti.

Se hai fatto il lavapiatti, non scrivere nel curriculum “tecnico specializzato nel settore della sanità alimentare.” Se hai lavorato in un’officina, non scrivere “ingegnere meccanico con esperienza.” Valorizza quello che hai fatto, scrivi nella lettera di presentazione perché la tua esperienza tornerà utile nel lavoro che stai cercando, ma non mentire così.

Chi valuta un curriculum non è stupido, ha già visto centinaia di applicazioni. Se cerchi di far passare per fesso chi ti deve assumere ancora prima di incontrarlo, parti col piede sbagliato.

Insultano il capo precedente

Signor Mini, perché ha lasciato il lavoro precedente?

Quel bastardo di un capo non capisce niente, avevo ragione io! Me ne sono andato perché non lo sopportavo più!

Bravo, hai appena detto al tuo potenziale futuro datore che sei un rompiscatole che la metà basta. Hai anche detto che appena avrete un problema, tu te ne andrai a parlare male di lui. Pensi che sia un incentivo per l’assunzione?

Se non eri in buoni rapporti con il tuo capo, mostra un po’ di ragionevolezza. “Purtroppo abbiamo avuto dei problemi che non siamo riusciti a risolvere, quindi abbiamo deciso di porre fine al contratto.” Dillo con un tono pacato, senza rancore. Dimostra che sei una persona affidabile.

Non dedicano al CV più di 5 minuti

Ho dato un’occhiata a qualche CV usato per dei lavori veri. Molti sono la solita roba noiosa, alcuni si distinguono in negativo: sono fatti velocemente, con errori di battitura, stropicciati e sporchi. Un curriculum che sta sotto il livello della perfezione viene buttato nel cestino subito, prima ancora di essere letto.

Se non curi la tua presentazione, stai dicendo al datore che in tutto quello che fai cerchi di cavartela con il minimo sforzo. Anche quando si tratta di una cosa importante, come il tuo futuro lavoro. Devi dimostrare che sei meglio della massa, che andrai oltre il minimo richiesto, che farai di più. Inizia a dimostrarlo dal tuo curriculum: se ci lavori meno di tre giorni (sei ore), hai sbagliato in partenza.

Limitano le loro vedute

Quando ho annunciato su Mindcheats che dopo una laurea in economia sono andato a fare il cameriere, ho ricevuto un mare di critiche. Sei uno stupido! Come osi! Hai una laurea e fai un lavoro per cui è richiesta la terza media! E fidati che mi hanno detto di peggio.

Sì, e allora? Qual è l’alternativa? Con questo lavoro:

  • Sono negli Stati Uniti.
  • Ho uno stipendio inconcepibile per l’Italia.
  • Sto facendo esperienza utile per il CV: inglese, vendita, teamwork, cultura americana, specializzazione nell’industria alimentare.
  • Mi sto divertendo un mondo.

Quindi perché dovrei prendere un lavoro in un Paese che dopo aver toccato il fondo sta iniziando a scavare, con uno stipendio da fame, che non valorizza le mie competenze e che mi stressa a morte? Perché dovrei prendere un lavoro nel settore in cui ho la laurea, se è un lavoro peggiore di questo?

Se hai una laurea o una specializzazione, non escludere a priori tutto il resto. La laurea è una possibilità, non una restrizione. Ho la sensazione che la causa di molti neolaureati disoccupati sia questa: non stanno cercando tutti i lavori disponibili, ma solo i pochi che richiedono quelle specifiche competenze.

Detto sinceramente, è fra le cose più stupide che puoi fare quando cerchi un lavoro.

Ora tocca a te

È il tuo momento.

Decidi che oggi è il giorno in cui inizierai a costruire la tua carriera. Se ti serve un lavoro, mettiti sotto e fai il curriculum più bello della storia. Se ancora studi, inizia a costruire il tuo bagaglio di competenze che ti renderanno unico.

Inizia a fare qualcosa, adesso. In futuro il mercato del lavoro diventerà sempre più competitivo: non potrai più permetterti di credere che ti basta essere una brava persona per avere il tempo indeterminato. Il paziente sta sanguinando, devi operare. Se non sai operare sei inutile, fatti da parte e lascia che qualcuno più bravo di te risolva la situazione.

Smetti di pensare a come puoi trovare qualcuno così fesso da pagarti anche se non sai fare niente, inizia a pensare a cosa puoi fare per renderti una persona che tutti vogliono assumere. La risposta te l’ho già data: diventa unico, specializzati, renditi indispensabile. Diventa la persona che vorresti assumere se fossi un datore.

Il momento migliore per iniziare è ieri, sei già in ritardo.

Dicono che non ti puoi identificare con il tuo lavoro, non è vero. Trova un lavoro straordinario, e sarai una persona straordinaria.

Non sto dicendo che non fallirai. Cavolo se fallirai, lo farai più volte. Ma è una cosa positiva, perché è solo fallendo che diventerai una persona migliore. C’è una luce alla fine del tunnel e io sono qui a dimostrartelo, e ad aiutarti a raggiungerla.

Se ti è piaciuto questo articolo, ho molte altre risorse gratuite per te. Trovare un lavoro è un procedimento complesso, troppo lungo per essere spiegato in un articolo: ho già scritto abbastanza, anche se ho molto altro da dire.

Per questo ho creato una serie di report via email che ti spiegheranno, uno per uno, i segreti per ottenere un lavoro da 3.000 e passa euro al mese in barba alla crisi. Il primo è un modello di curriculum efficace. Vai a questa pagina per scaricarlo subito.

Comments

  1. Grande! Bellissimo articolo, letto tutto d’un fiato…anche se io un lavoro (perfino a tempo indeterminato) ce l’ho, però mi lamento sempre di quanto sia basso lo stipendio, hai perfettamente ragione. Son sempre stata battagliera sull’argomento, ultimamente mi sto troppo rilassando. questa scossa ci voleva, grazie! 🙂

    • Stefano says:

      Allora trova un altro lavoro! Le opportunità ci sono, basta sapere come sfruttarle. 😉

      In bocca al lupo!

      • Allora signor Mini, nn so se sia giusto chiamarti signor dato che forse abbiamo la stessa età, cmq ti chiedo di illuminarmi.
        Perchè io pur adottando DA SEMPRE la strategia che tu descrivi, fallisco sempre miseramente? Ti spiego. Fino a ieri studiavo architettura, più per la convenienza di continuare la strada paterna che per reale interesse, il mio interesse da sempre è stato il campo del turismo e della ristorazione. Un giorno decisi che mi ci sarei inserita: con tutta l’umiltà del mondo seguii il corso per l’HACCP, quello per l’ex REC e tutti mi prendevano per il culo perchè ero l’unica universitaria in mezzo a gente che per dire tanto aveva il diploma del professionale. Poi siccome tutti richiedevano esperienza io per fare esperienza adottai un piano un po’ strambo: in un hotel a 4 stelle in un certo senso mi “mimetizzai” in un gruppo di ragazzi dell’alberghiero che facevano uno stage e, d’accordo col proprietario della struttura, senza percepire alcuna retribuzione perchè si trattava di semplice apprendimento, feci le stesse cose che facevano quei ragazzi, mettendomi tranquillamente al loro livello senza capricci sul fatto che ero universitaria, ho pure pulito posate, lavato piatti, lavato tazzine iniziando alle 9 di mattina per il breakfast e finendo alle 22, per tutto il periodo di Natale, solo perchè quel lavoro mi interessava. tornata nella città dei miei studi forte dell’esperienza di quello stage sono stata presa per 6 mesi in un posto e poi sbattuta fuori di punto in bianco non appena il loro dipendente storico si è ripresentato alla loro porta. Poi ho trovato un lavoro sempre da cameriera ma occasionalissimo, mi chiamano 3 o 4 volte al mese x dire tanto. Non appena cerco qualcosa di un pochettino più stabile, non indeterminato, ma anche solo un contratto di un mese dv però posso lavorare tutti i giorni ogni volta o a 25 anni siccome ho un uomo posso essere ingravidata domani e mi sbattono fuori a favore di ragazze single, o mi preferiscono l’extracomunitario/a di turno, o ho poca esperienza o questo o quest’altro, se porto cv a mano sono sempre al completo e non gli serve nessuno, se provo il passaparola ho gli amici vecchi che mi conoscevano come una secchiona e per principio non mi dicono niente perchè sto seguendo una strada nella quale sarei sprecata (un po’ di cazzi loro no?)… sogno di diventare maitre di sala o ristoratrice perchè questo campo mi piace troppo ma nessuno vuole darmi la minima opportunità, seppure mi sia inserita nel campo in maniera sfacciata e rocambolesca, seppure le idee innovative non mi manchino, seppure abbia reale interesse per tutto. Il 12 vorrei partire x Londra e lasciare un po’ di cv là, ma per evitare di finire come in Italia mi illumineresti dicendo dove sbaglio? alla fine sono sempre quella che deve fare il triplo della fatica degli altri pur non cercando assolutamente lavori astronomici da 59mila euro al mese…. e non essendo per nulla choosy, anzi!

        • Ciao V, da quello che mi dici sembra che tu stia facendo tutto giusto. Hai provato anche a girare per bar? Di solito sono quelli che hanno un ricambio maggiore di personale. Non dimenticare di richiamare tutti quelli che hanno mostrato anche un minimo di interesse, non si sa mai.

          Oltre a questo, cerca di specializzarti di più. Conosci l’inglese? Vai nei locali più turistici della zona. Hai una laurea in architettura? Trova una sinergia con il lavoro che vuoi fare. Ad esempio io voglio lavorare all’estero in ristoranti 5 stelle italiani, ho esperienza e quest’anno mi iscrivo a un corso per sommelier a Milano. Più ti focalizzi, meglio è.

          A Londra un mio amico ha trovato lavoro in una settimana semplicemente entrando nei bar a chiedere se serviva personale. 😉

          • grazie, nn avevo visto la risp! 🙂

          • io non mi sono + laureata perchè ho ripetuto esami migliaia di volte senza esito, prova che nn era per me. i corsi di sommelier sotto i 500 euro nn li trovi almeno qui, io avevo pensato di farne uno ma francamente c’è una cosa sola che mi blocca, il costo, e purtroppo siamo in un periodo in cui tutta la mia famiglia nn è in ottime acque… l’inglese lo conosco sì, ho il FCE (livello intermedio)…. prima di partire x londra avevo pensato di stampare 500 copie del cv inglese e della motivation letter e di darle in giro…

          • Sì i corsi di sommelier sono costosi (il primo livello parte da 7-800 euro con certificazione e copre solo le basi), ma lo considero un investimento per il mio futuro: preferisco rinunciare a qualche vacanza e gettare le fondamenta per un lavoro che mi piace. Buona idea stampare le lettere e i CV, ti farà risparmiare del tempo. Vai a Londra per il periodo di pasqua e soprattutto per l’estate, quando ci sono le ondate di turisti: troverai lavoro più facilmente.

          • Anonimo says:

            ciao stefano, forse sono troppo generica ma…il guaio è che so benissimo che lavoro voglio. voglio diventare imprenditrice nel food&beverage, ristoratrice insomma. Avessi i soldi mi iscriverei a un corso di sommelier, poi mi metterei subito in proprio. Il guaio è che finora sono riuscita solo a fare l’ex rec e l’haccp, siccome rimango perennemente disoccupata ho pochissimi soldi, mi mantiene il mio fidanzato, e mi sento una povera perdente. Di mio vorrei ottenere un lavoro nel settore molto + stabile (fare la cameriera purchè la faccia TUTTI I GIORNI) mi va benissimo, ma finora ho ottenuto solo lavorettini saltuari per gli extra che non mi permettono di fare le due cose che vorrei
            1) fare esperienza SERIAMENTE, non due orette in croce al mese, apprendendo cose che i corsi teorici non ti insegnano
            2) ottenere le garanzie x un prestito, x ovvi motivi

            Non so se effettivamente il problema sia che nn offra niente di unico, ma mi fa specie che anche in posti da apprendistato professionalizzante o indeterminato dove venderei l’anima per essere presa, vengono presi dei cialtroni, capre, con la comunicatività e la passione di un pezzo di legno che di unico hanno solo la loro ignoranza (ieri mi è capitato che una persona presa al posto mio in un bar non sapeva neppure cosa fosse una Radler) e se gli si offre un’occasione per lavorare come mantenuti a vita si precipitano, quando io anche in tempi economicamente migliori avevo questo sogno e la voglia di portarlo avanti fino alla fine. Solo che adesso nn ho nulla da investire, non posso nemmeno pagarmi un volo low cost….

          • Stefano says:

            Vedo che hai una conoscenza molto più approfondita della media, quindi ti consiglio di puntare alla “fascia media” della ristorazione: non i ristoranti di lusso che richiedono tanta esperienza, ma qualcosa di più del solito bar. Ad esempio: Illy sta aprendo una serie di bar di marca che puntano sulla qualità, nelle grandi città stanno crescendo molto. Cercano personale buono, ma non con anni di esperienza (si tratta pur sempre di un bar). O se sei in una località turistica, d’estate i bar assumono personale extra: dovrebbe bastarti per tirare su abbastanza soldi da permetterti di andare all’estero dove il lavoro si trova molto più facilmente. Da lì puoi risparmiare per il corso sommelier.

            Se il settore in cui vuoi lavorare è già saturo, devi usare la fantasia per trovare un buon lavoro.

            P.S. Tranquilla che i congiuntivi sono l’ultima cosa che guardo. 😛

          • e le capre a cui facevo riferimento nella mia ultima risposta spesso non sanno nemmeno cosa sia l’haccp, maneggiano allegramente gli alimenti senza guanti, con lo smalto e le unghie posticce e i braccialetti, orpelli che io ho sempre tolto al lavoro in quanto ricettacolo di germi. poi si lamentano pure che nei ristoranti e nei bar ci si becca le intossicazioni

          • ho anche tentato di cimentarmi in un progetto di social eating per promuovermi ma non è servito a una beatissima cippa giusto per non essere troppo volgari

        • per favore, ho bisogno di una risposta, vorrei mi illuminassi perchè non mi va che le mie ricerche siano sempre tempo perso…

        • Ciao v88,

          io ho fatto servizio di sala per un annetto a Finale Ligure (Savona) e prima non avevo nessuna esperienza; nel mio caso, posso dirti che i 3 motivi per cui mi hanno preso sono stati:

          – conoscevo amici di amici
          – ho cercato a natale sulla riviera ligure di ponente
          – ho cercato in un ristorante stellato michelin, dove hanno apprezzato il fatto che fossi laureanda perché la loro clientela richiede maggiormente qualcuno in grado di parlare bene di buoni vini e alta cucina (o altri argomenti di cultura generale) piuttosto che un runner che sappia portare 8 piatti alla volta…

          Ora che viene l’estate, hai provato a proporti per ‘fare la stagione’ in qualche posto di mare? Magari un posto dove hai qualche amico… potrebbe funzionare!! Nelle grandi città è sempre molto più difficile farsi assumere.

          • Stefano says:

            Esatto. Poi in estate tutto il nord del mondo va in vacanza, i lavori stagionali si trovano facilmente.

          • si ma purtroppo anche nel propormi per stagionali ho fallito. evidentemente nn devo sforzarmi seppure abbia fatto di tutto per evitarlo il mio destino è quello della casalinga frustrata. addio sogni da ristoratrice mi è anche venuta la depressione

          • Stefano says:

            La ristorazione è un settore in continua espansione che in futuro non potrà che ampliarsi ancora, non arrenderti così facilmente. 😉

          • sn convinta di comunicare qualcosa di negativo. è impossibile che in circa un centinaio (senza esagerare) di colloqui sia puntualmente stata scartata…ottengo colloqui il 98% delle volte, però poi vengo scartata. mistero.

          • Stefano says:

            Ciao V88, probabilmente è perché non offri niente di unico, sei troppo generica. Prima di cercare un lavoro scegli che lavoro vuoi e diventa la migliore nel campo.

        • Anonimo says:

          Dato che sindeve osare. ….e chiedere ovunque io chiedo una mano a trovare lavoro.cri

      • luciano says:

        Stefano conosci qualche sito dove è possibile parlare in inglese?

        • Stefano says:

          Il 90% di internet è in inglese, hai l’imbarazzo della scelta. Google è sempre il miglior punto di partenza.

      • balazia says:

        Non voglio sottolineare tutti gli indici negativi che ci sono in italia Debito Pubblico sempre in aumento, il deficit dei prossimi anni sarà lo stesso dei passati, tasso di disoccupazione giovanile fra i più alti d’europa, e cosi potrei elencartene mille passando da quello di mafia o di libertà di espressione fra gli ultimi nel mondo…non è giusto che tutti si lamentino ma è sacrosanto potersi lamentare quando non sei trattato nello stesso modo di altri italiani, bisognerebbe denunciare qualsiasi assunzione clientelare, qualsiasi violazioni di leggi e regole ma questo non succede, chi conosco è stato assunto per raccomandazione, chi lavora ha trovato grazie al padre e alla madre, oppure piccola percentuale di chi si è laureato con 110 e lode che è un caso a parte.

        Nel tuo discorso manca di sottolineare un fatto molto semplice, se sei italiano hai studiato in italia esci da una facoltà seria come economia matematica fisica statistica ingegneria ecc… con voto medio e in pari con gli anni senza sapere l’inglese perchè non c’è scritto da nessuna parte che per lavorare in Italia devi sapere l’inglese ma lo scopri successivamente, i tuoi genitori non fanno parte di nessuna stretta cerchia di manager o di proprietari di aziende, non hai conoscenze, io ti garantisco che te il lavoro in italia non lo trovi, o se lo trovi sei uno su dieci. L’Italia è il paese della mafia, delle raccomandazioni e dello sfruttamento, per qualsiasi neolaureato italiano che non ha conoscenze o non si è laureato con 110 e lode è meglio che lasci l’italia velocemente.
        Aggiungo anche che quello che hai fatto te, o tanti altri ragazzi è da ammirare, ma non puoi basarti sulla tua storia per dire che è verità, la crisi non è un invezione, nel 2008-2009 abbiamo avuto la più grave crisi finanziaria dal dopoguerra, i giovani laureati stranieri tedeschi inglesi francesci quando escono da una facoltà trovano il lavoro, hanno già fatto degli stage PAGATI e il loro futuro è roseo senza avere tutte quelle esperienze che dici te, CHE DIFFERENZA C’E’ FRA UN RAGAZZO ITALIANO E TEDESCO E FRANCESE, che noi siamo lasciati allo sbando senza un percorso di inserimento nel mondo del lavoro, dobbiamo fare tutto da soli inventarci lavori strani fare mille fatiche in più, tutto questo per colpa dei figli di papa, e di quella generazione degli anni 70 che ha rovinato l’italia. ERAVAMO IL BEL PAESE ORAMO SIAMO SOLO IL PAESE.

        • Stefano says:

          Certo che se esci da un’università mediocre, con un voto mediocre e senza aver fatto nient’altro se non quello che ti è strettamente necessario per la laurea, non troverai un buon lavoro. Rientra nel punto “faticare per specializzarsi”. Se non sai fare niente, un datore non ha ragione di assumere te invece che uno degli altri mille candidati uguali a te. Per questo la specializzazione viene prima della ricerca di un lavoro. 😉

          • Giuliano says:

            Ciao 🙂 Commento un po’ anche io. Il tuo articolo è molto bello e stimolante. Però mi pare giusto osservare che la tua esperienza è molto filtrata dal lavoro all’estero. Va bene, i luoghi con una situazione lavorativa rosea sono pochi, ma come in Italia… poi specialmente in alcune zone. Nella mia zona (Massa Carrara) si fatica a trovare qualsiasi cosa. Io ho perso un lavoro stagionale perché hanno deciso di tagliare. Ero in qualche modo UNICO rispetto agli altri stagionali: ero l’unico uomo, facevo anche il turno di notte, parlo inglese e francese, me la cavo con tedesco e spagnolo, mi adatto a fare qualsiasi cosa (lavoravo in reception ma ho fatto anche lavori di facchinaggio e di sala) e il Direttore e i colleghi volevano tenere me. Ma la proprietaria ha detto “no, preferisco tenere le donne”. Questo è un preambolo per dire che mi sono trovato in situazioni dove la cosa importante era quanto fossi bravo a LECCARE IL CULO, fare complimenti per il bel vestito, i bei capelli, la bella cera, cose che non mi appartengono. Sicuramente contesti particolari, ma esistono anche quelli, e qui nella mia zona purtroppo non c’è molto altro 🙂
            E sapere DA CHI andare è difficile, e quando entri con un curriculum in mano, quasi ti ridono in faccia. Trovare “il responsabile” spesso è impossibile. Senza considerare il fatto che spesso preferiscono assumere il cugino, l’amico, il fratello, il nipote.

            Oltre a questa parentesi, il tuo articolo è stimolante e coglie il fatto che molti usano la scusa della crisi per non lavorare e lamentarsi e dicono “non trovo lavoro” stando in casa ad aspettarlo.

        • Penso che sia troppo facile dare la colpa di una situazione generalizzata solo agli altri: quando qualcuno con cui parlo si lamenta di questo chiedo sempre “e tu cosa fai per migliorare ?”.
          Nel 90% dei casi l’interlocutore cambia discorso o dice “niente”.

          Una delle lezioni più utili che ho imparato è di “pensare al passato dal futuro”: mi chiedo sempre “tra dieci anni cosa penserò di quello che sto facendo ? Mi riterrò bravo o mi darò del deficiente ?”
          Se la risposta è la seconda non c’è nulla che mi fermi e cambio, faccio fatica e mi apro strade nuove.

          Tanti dicono che nessuno vuole i curriculum, anch’io l’ho detto per circa un anno, poi ho capito quale enorme cazzata fosse e, grazie anche e in buona parte a MindCheats, ho trovato un buon lavoro con un buon contratto di tre anni, in Italia e sotto piena crisi.
          Io già di base sono uno che affronte le cose di petto quindi con in mano un metodo potente come quello di MindCheats è stato relativamente facile.

          So che purtroppo molti non ce la fanno ma anche se per alcuni è un limite fisico il problema, per la maggior parte si tratta di pigrizia mentale e scelte sbagliate fatte più e più volte per comodità, è per questo che siamo in crisi e ne usciremo grazie a chi vuole fare fatica.

      • Anonimo says:

        perdonami che congiuntivi e consecutio temporum siano andati a farsi friggere ma da incazzata mi scordo anche la grammatica

      • Caro Stefano, è da elogiare il tuo sforzo nel cercare di trovare qualche spiraglio in un tempo così nero e triste!
        Proprio stamani leggevo questo sul Corriere della Sera:
        ” In Italia 9,5 milioni di poveri: record
        dal 2005, povera una famiglia su cinque ”
        (http://www.corriere.it/economia/13_luglio_17/istat-poveri-aumentano-italia_a2f61dec-eebb-11e2-b3f4-5da735a06505.shtml)

        Quello che hai scritto sul tuo blog chiaramente non vale per tutti.
        In Italia e soprattutto al sud non c’è la possibilità per moltissimi di andare all’estero e di fare corsi di formazione che costerebbero migliaia e migliaia di euro e quindi solo le famiglie agiate possono permettersi buone università, master, corsi all’estero, viaggi e quant’altro.
        Vedi, con questo blog ottimamente indicizzato, ti sei inserito in qualche modo in quella via di mezzo di chi vuol fare da intermediario tra domanda e offerta di lavoro e proponi soluzioni che chiaramente non vanno bene per tutti. Ci sono aree del nostro paese in cui per risollevare le condizioni lavorative ma soprattutto sociali ci vogliono strutture formative e servizi sociali adeguati. Pur ripetendoti che questa tua iniziativa è da elogiare l’arroganza ci certe tue frasi può stimolare risposte anche violenti e scurrili. Se vuoi intraprendere l’intermediazione tra chi offre lavoro, chi lo cerca o dare consigli per avviare un’attività ti consiglio di scrivere in maniera più moderata perché chi ti legge può essere una persona disperata o che ne ha “passate di tutti i colori”
        Buon lavoro!

        • Stefano says:

          Ciao Andrea, grazie per l’articolo che ho letto con interesse. Tuttavia, questo è un altro caso in cui le statistiche vengono usate per dire cose completamente diverse e trarre conclusioni ingiustificate dal punto di vista statistico. Insomma: partono dai numeri ma dicono cose insensate, giocando sull’ignoranza statistica delle persone (nessuna colpa, è una materia complessa). Ti spiego subito:

          – Si parla di record dal 2005, questo significa che nel 2004 c’era lo stesso numero di poveri del 2012. Sono solo 7 anni di differenza, ossia niente a livello statistico. E nel 2004 nessuno parlava di crisi!
          – Non viene specificato il significato di “povertà”. Insomma l’articolo sta facendo finta di darti dei numeri precisi, senza specificare di cosa si sta parlando: cosa significa povero? Ancora peggio, la soglia di povertà cambia ogni anno. Viene aggiustata per l’inflazione (anch’essa calcolata con una precisione inferiore al 100% fra l’altro) e regolata in base all’avanzamento tecnologico. Ad esempio, negli Stati Uniti quasi metà delle persone sotto la soglia di povertà relativa hanno un condizionatore. In altre parole: la soglia di povertà oggi è più alta di quella del 2004-2005. Se i parametri fossero stati gli stessi, avremmo avuto dei numeri diversi. Fare un confronto dove il metro di paragone è diverso non ha valenza statistica.
          – Lo studio non tiene conto dei fattori demografici. Ti faccio un esempio: se al sud c’è più disoccupazione, se la popolazione nel sud sale più che al nord, a parità di condizioni verrà fuori un aumento della disoccupazione anche se al nord le cose sono rimaste uguali. Stessa cosa per le fasce d’età: se gli anziani hanno un reddito minore, l’invecchiamento della popolazione porta a un calo del PIL pro capite a parità di altre condizioni. Senza uno studio che tiene conto della demografia, i numeri non hanno valenza statistica.
          – Il numero di famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare non ha valenza statistica, perché è influenzato più dalla psicologia che dal reddito.

          Insomma, l’articolo del corriere prende dei dati statistici veri, ma trae delle conclusioni senza senso. È come dire: “2+2 fa 4, quindi il cielo è verde.”

          • Ciao Stefano,
            forse mi sono allargato con le statistiche che effettivamente sono molto relative ma come ti dicevo tante persone soprattutto nel sud e ti farei venire in Sicilia hanno enormi difficoltà a trovare un lavoro o avviare un’attività. Aprire un’attività a parte i costi qui da noi vuol dire andare contro a tutto e tutti: pizzo, concorrenza sleale (in nero), servizi che non funzionano e quasi totale inadeguatezza a fare impresa, cioè la gente non avendo avuto buone scuole, buona formazione non riesce a fare un cazzo.
            Nonostante tutto ti dico che un lavoro si trova anche qui. Ma a che condizioni ? Lavoro nero, lavoro enormemente sottopagato, lavoro in cui ti devi pagare tutte le spese.
            Una mia amica ha lavorato per 7 anni circa firmando una ricevuta di lavoro occasionale e avendo una figlia non poteva fare altrimenti, adesso è in causa con la ditta ed esempi così ce ne sono a decine di migliaia.
            Aprire un’impresa oggi vuol dire avere un buon marketing, buoni collaboratori, avere progetti e idee ben precise oltre i capitali. Ti dico da subito che qui chiudono negozi a ritmo vertiginoso, pure quelli dei centri commerciali. Attenzione, questo non vuol dire che tutte le attività vanno male, ad esempio quelli agroalimentari di un certo livello vanno alla grande (vedi le pasticcerie). Quindi una buona preparazione (non basta solo la semplice iniziativa) e una buona cultura sul nostro prodotto enogastronomico e artistico ci vuole. Ma la domanda da farsi è questa: c’è questa cultura, questa preparazione ? La riposta è semplice: NO.
            Per questo ti parlavo di crisi congiunturale. Il sud Italia non ha attualmente il know-how e la cultura necessaria per aprire attività di un certo tipo e infatti come dicevo nel post precedente a questo occorre assolutamente una struttura formativa eccellente affiancata da altre strutture sociali per fare fronte ai grossi problemi che ci sono. In Francia c’è tutto questo. Non basta la buona volontà ma ci vuole qualcuno che ti accompagni nel percorso formativo e lavorativo perché (ti ripeto) i problemi che ci sono qui sono gravissimi. Scendi in Sicilia, vai a Palermo, Messina e poi te ne accorgi!

            Buon lavoro!

      • Ciao Stefano ma cosa ci dice invece di quella povera gente che a 55 anni si trovano con 400 euro di pensione?

      • Anonimo says:

        Ciao io vorrei chiederti un consiglio. Ho 36 anni madre di due bambini, sono 6 anni che non lavoro e vorrei tanto rimettermi in gioco. Ho 15 anni di esperienza come banconiera e aiuto cuoca ma non voglio più tornare a fare quel lavoro. Ho un diploma in ragioneria e vorrei tanto fare esperienza pratica in questo campo perché mi piace e perché sono convinta di esserne capace. Che ne dici se mando ad alcuni commercialisti una richiesta di poter fare esperienza? Alla mia età pensi che ci rideranno sopra?

        • Stefano says:

          36 è ancora un’età in intermezzo, difficile essere assunta ma non impossibile, puoi sempre provare. Meglio se sfrutti il networking: conosci gente e parla direttamente con i datori, dimostra la tua competenza prima di candidarti. Alla tua età devi portare conoscenze pratiche ed esperienza. Fra 2 settimane esce un’articolo che ne parla. 😉

      • Roberta says:

        Ciao Stefano, il tuo articolo è molto bello. Io appartengo purtroppo alla categoria di persone “inutili”. Ho preso 2 lauree una in Conservatorio e una in belle arti a Brera. Sto cercando lavoro ovunque e in ogni settore ma senza successo. Devo però confessarti che non sono pentita del mio percorso di studi ed è terribilmente triste rassegnarsi all’idea che dovrò cammbiare strada.

      • Trovo parecchie contraddizioni nel tuo discorso e inoltre non tieni conto di diverse variabili. Ognuno ha una propria natura e non vedo perché debba snaturarsi per far piacere agli altri e qualora trovasse lavoro in questo modo, quanto durerebbe prima che il datore si accorga che non è come lui pensava? Se non si è brillanti o non ci si può specializzare ( per qualunque motivo che sia economico o semplicemente di scarsa vocazione per lo studio) non si ha diritto di avere un lavoro che ti permetta di vivere? Secondo quale logica un essere umano può decidere che un altro debba morire di fame? Mi parli di mercato e di statistiche, io ti parlo di diritti inalienabili dell’essere umano.

        • No. Il lavoro non è un diritto, basta dire queste baggianate. Hai diritto di cercare lavoro senza ostacoli legali, ma se non trovi un datore, non è che lo stato ti deve mantenere. Non viviamo nel paese dei balocchi.

          Non vuoi “snaturarti”? Libero di fare quello che vuoi, ci mancherebbe, ma se poi non lavori la colpa è tua.

    • Anonimo says:

      Belle chiacchiere!

    • Anonimo says:

      Ciao Stefano!
      Grazie per i tuoi bellissimi e utili consigli! Cerchero’ di cambiare il mio cv e semplificarlo. Sono arrivata a Londra meno di un mese fa. Non saprei dove cercare un lavoro riguardo l’arte. Pensavo di iscrivermi in un master, ma non so se ho l’eta’ e la forza di rifarlo. Ho gia’ due lauree ma purtroppo il mio indirizzo non da molte opportunita’ lavorative.

      • Stefano says:

        Purtroppo non so aiutarti, non conosco il settore dell’arte a Londra. In bocca al lupo, un buon CV ti aiuterà in ogni caso (soprattutto a Londra dove la competizione è alta). 🙂

    • Ciao Stefano..
      Da quando ho letto i tuoi articoli, ho modificato molte volte il mo cv.
      Io sono modellista nel campo dell’abbigliamento e in questo momento sto cercando lavoro.
      Voglio porti una domanda per cortesia.
      Il mio livello d’inglese parlato è abbastanza buono..Sono stata spesso a Londra per rendere più fluente la lingua. Continuo a fare corsi d’aggiornamento nel mio settore, mi sono specializzata eppure non trovo
      lavoro.
      Le poche aziende che non sono fallite si sono trasferite all’estero e molte altre qui in Italia hanno bloccato le assunzioni.
      Mi daresti un’idea come posso allora differenziarmi per avere una possibilità di assunzione rispetto a tutti i modellisti che sono in disoccupazione?
      Grazie Lorena

    • Anonimo says:

      Essere battaglieri è una caratteristica perfetta per ambire a quello che altri non hanno perché si conformano a fare tutti la stessa cosa. Solo i migliori hanno la vista più lunga e vedono “oltre”.
      Perché lavorare 50 anni per una misera pensione quando ne bastano 10 per avere una ricca rendita a vita?
      Se vuoi sapere come fare chiamami al 3926986747.
      Antonio

    • La tua capacità di lottare e la tua caparbietà possono darti la possibilità di avere quello che altri non hanno.
      Crearti una rendita passiva ed andare in pensione dopo dieci anni con il doppio, il triplo, il quadruplo di quello che otterresti dopo 50 anni di lavoro dipendente.
      Perché non farlo?
      Chiamami e ti dirò come fare
      Antonio
      3926986747

    • io ne dico che sono daccordo sul fatto che la motivazione, presentazione e specializzazione siano cose fondamentali! ma non bisogna dimenticare che al mondo non ci sono solo i numeri uno. io non sono un fenomeno: non ho finito la scuola (ho la scuola dell’obbligo), fino all’anno 2008 ho cambiato un lavoro ogni sei mesi e mi presentavo ai colloqui così com’ero (uno squatter). poi dal 2008 la cosa non andava più ma al contempo anch’io cambiavo così oggi mi presento come una persona normale mi sono reiscritto a scuola e non sono cmq riuscito ad arrivare al diploma sono senza lavoro complessivamente da 8 mesi e sono da poco stato scartato a una selezione in cui ho lavorato per una settimana sotto altissimo stress. l’ho sopportato ma loro hanno capito i miei vissuti! i miei sogni vanno nella direzione opposta delle necessità che m’impone il sistema. in questo momento fatico a trovare la motivazione. cosa ne pensi tu? anch’io ho lavorato all’estero sò com’è là ma se sei bloccato in Italia e devi x forza ripartire da qui?

    • Federica says:

      Grazie Stefano hai trovato le parole giuste che volevo sentirmi dire..mi hai incoraggiato!!!

  2. E’ tutto vero. Se vuoi un lavoro lo trovi.
    Se non vuoi un lavoro, ti lamenti del fatto che non ce n’è.

    E’ così da sempre, solo che oggi, nel 2013, è più facile nascondersi dietro un dito perchè al telegiornale, su internet, gli amici e i vecchi al Bar Sport dicono che “C’è crisi.”

    Io ad esempio di lavoro ne ho da vendere.
    E ho iniziato un anno fa, mettendomi in proprio, alla faccia di chi dice che non c’è lavoro. Ma anche se non ci fosse, potresti comunque inventartelo.

    Stay Lamentosi

    L

    • Stefano says:

      Ciao Lorenzo, l’attività in proprio di cui parli è il tuo blog?

      • Certo.
        Il Blog è parte della mia attività. E gran parte dell’attività Online.
        Prevalentemente mi muovo tramite Blog e poi ovviamente unisco tanti altri strumenti.

        Ma è chiaro che c’è un attività anche Offline.
        A presto
        L

  3. lorenzo ruffino says:

    Sempre peggio questi articoli…

  4. Alessandra says:

    Bell’articolo, sempre i miei complimenti.. Sopratutto perchè credo che già sia arrivato il momento di avere un piano per il futuro, proprio mentre sto ancora studiando!!

  5. Varamyr says:

    Ti posso chiedere un consiglio? Io sono in quarta liceo scientifico, non ho mai avuto grossi problemi a scuola, ho avuto un insufficienza in pagella quest’anno per la prima volta (in storia lol ). Il fatto è che al di fuori della scuola mi occupo di parecchie altre attività: suono la chitarra e la batteria, studio programmazione, ultimamente ho il pallino di mettermi anche a studiare robotica (e credo proprio che lo farò), e nel tempo libero da lunedì a venerdì mi concedo qualche partita con i videogame 🙂 dormo 6 ore e 20 al giorno grazie al sonno bifasico, e in totale per i compiti e lo studio mi rimango 2-3 ore, che in buona parte brucio. Proprio ora ad esempio dovrei essere a studiare hahaha comunque, ora come ora sono esattamente al limite del tempo che ho a disposizione, difatti non rispetto la regola aurea, poiché ho solo 2 ore o poco più di tempo libero. Non mi sento stressato, ma delle volte tendo a fare alcune cose con noncuranza poiché sento il bisogno di rilassarmi un attimo. Insomma, dice che devo eliminare qualche mia occupazione? In base a che criterio scegliere?

    • Stefano says:

      Anzitutto, 2-3 ore al giorno al liceo è da pazzi. Io quel ritmo lo tenevo all’università! Se ti concentri e vai spedito, due sessioni da 30 minuti sono sufficienti per farti passare l’anno.

      Per tagliare le attività inutile: per una settimana registra tutto quello che fai, ogni cosa. Poi fai un elenco delle attività e cancellane la metà, quelle meno importanti. Ecco, hai già dimezzato i tuoi impegni settimanali. 🙂

      • Varamyr says:

        m ovviamente non è uno studio di 2-3 ore, per quello penso proprio che le due sessioni da 30 sarebbero pienamente sufficienti, abbondanti anzi. Il fatto è che ci riempiono letteralmente di esercizi, ad esempio ieri c’ho messo tipo 40 minuti per fare italiano ed ho utilizzato la lettura veloce (mi sono stupito di aver compreso Machiavelli con quella tecnica 😛 ) e risposto alle domande in velocità. E ovviamente ho anche altri esercizi. Ma tu forse intendevi che con due sessioni da 30 minuti potrei essere anche in grado di fare gli esercizi? Se si, dammi qualche consiglio per favore 🙂 Devo dire che se riuscissi a scendere all’ora giornaliera per fare i compiti sarebbe già perfetto.

        Bene, da oggi comincio a registrare ogni mia attività 😉

        • Stefano says:

          Facile: non fare i compiti! Se ti sai regolare e studi quanto basta per raggiungere il foto che ti sei imposto di raggiungere, tanto basta. È il voto che conta.

          • Varamyr says:

            Li controllano quasi sempre :S cercherò comunque di farne il meno possibile 😀
            beh, per il resto cercherò di ottimizzare il mio studio con il principio di Pareto e simili!

          • Stefano says:

            Il meno possibile, basta che poi le verifiche sono positive. Se non sei in grado di autogestirti, i compiti sono fatti apposta.

          • Anonimo says:

            Eccerto, è il voto che conta, non la metabolizzazione del sapere.
            Bravo, complimenti!

          • Stefano says:

            Se voglio veramente imparare qualcosa di pratico, non vado all’università.

          • Francesca says:

            E’ il voto che conta? Perdona, ma sei serio? Il voto è solo un mezzo. Grazie dei tuoi consigli utili e permettimi di dartene uno, usa anche la tua umanità. Un insegante.

      • Luciano says:

        Ciao stefano, ho letto con molto interesse i tuoi articoli.
        Mi sono laureato alla magistrale in Finanza Aziendale, attualmente sono a Norwich con lo scopo di imparare la lingua (purtroppo tramite corso). Sono qui da un mese e tra un altro tornerò in Italia.
        Cerco di massimizzare l’investimento studiando 10-12 ore al giorno provando a potenziare tutti i canali (speaking,listening, writing,reading). Oggi ho trovato la tua pagina e mi sono iscritto. Al contrario tuo sono un pò pessimista sul mio futuro. Vorrei trovare lavoro nel mio ambito ma non ci riesco. Sarei disponibile anche a lavorare gratis pur di entrare nel mondo della finanza ma non ci riesco. Sai darmi qualche consiglio pratico?

        • Stefano says:

          Cavolo Luciano, sei laureato in finanza, inizia a investire in borsa! È quello il tuo lavoro. 😉

          • Luciano says:

            Non è cosi semplice, ci vogliono delle risorse di partenza per investire. Preferirei qualche consiglio un pò più pratico, vorrei entrare nel mondo del lavoro 🙁

          • Stefano says:

            Guarda Luciano, di consigli più pratici di quelli dell’articolo non so come trovarli. Hai provato ad applicare quello che ho scritto?

  6. Ciao Stefano, per la prima volta ho interrotto la lettura del tuo post prima della metà per portare la mia testimonianza lavorativa. Concordo con te che storia, poesia e filosofia siano campi in cui non girano soldi. Nel 2003, consapevole di quanto appena detto, ho conseguito una laurea in Lettere moderne. Eppure, l’energia e l’entusiasmo di quella scelta quasi folle di seguire la mia passione nello studio universitario mi hanno portato sia prima che dopo il 2003 a lavorare senza problemi, anche in settori Che altro aggiungere? Che il mio conto in banca è in attivo e che sto assieme a un bravo ragazzo! Finisco di leggere il post, mentre mi viene il sospetto che forse sono solo troppo vecchia (generazione X, tu Y) 😉 😉 😉

    • Stefano says:

      Un insieme di 2 fattori Manuela: l’anno e la fortuna.

      Tu hai trovato lavoro quando, anno ’80? Già c’era la crisi, ma non si sentiva così tanto. In più in quegli anni mancava la concorrenza, il mercato del lavoro in Italia era ancora acerbo e servivano meno qualifiche per essere appetibili. Ora è diverso, se non sai fare qualcosa di utile sei tagliato fuori da tutti i lavoro remunerativi. È così adesso, sarà ancora più vero in futuro.

      Puoi risolvere tutto con un colpo di fortuna, ma io non consiglio di basare la propria vita sulla fortuna. 🙂

      • “Già c’era la crisi, ma non si sentiva così tanto”…ma non hai appena scritto che la crisi non esiste e ce la siamo inventati?

        • Stefano says:

          Ok, ho fatto un attimo confusione di termini. La “crisi”, quella del grande pubblico, non esiste; è quella iniziata dal 2008 e che nel 2012 è responsabile di tutti i mali dell’Italia.

          La vera crisi italiana è nata… Beh, dagli anni ’50. Già dal boom industriale, quando gli USA hanno tagliato i fondi del progetto Marshall è iniziato il lento declino. La crisi di cui ho parlato nel commento è quella patologica dell’Italia, quella che ci portiamo dietro da sempre.

        • Il bello è che si contraddice spesso. A me, ad esempio, ha detto che la fortuna non esiste. Poi puntualmente l’ha tirata in ballo in un paio di commenti… Specialmente in quello in cui parla di un tizio che è stato assunto a tempo indeterminato per fortuna e non per bravura… Da lì si capisce che ha qualcosa contro il posto fisso e il discorso “fortuna-sfortuna” lo rigira come vuole. Ti chiedo solo una cosa, Stefano: fai pace col cervello!

          • Stefano says:

            Qui mi sento di dover fare una precisazione Licia, perché la parola fortuna può avere tre significati.

            1 – “Io non riesco a trovare lavoro da 2 anni, mentre quel tizio ne ha trovati 4 che cambia ogni 6 mesi: lui ha fortuna, io sfortuna.” Qui la fortuna non esiste, perché non è quello che ti fa trovare la fortuna. Parlando per grandi numeri, nella ricerca di un lavoro la fortuna non esiste: sei sai cercare e sei disposto a investire sulla tua professionalità, è una questione di tempo.

            2 – “È da un anno che cerco un lavoro, a un certo punto mi chiama l’amico del cugino di secondo grado che mi dice di conoscere un tizio che sta cercando il mio profilo professionale, io faccio il colloquio e vengo assunto: sono stato fortunato che mi è arrivata quella voce.” Quella è parzialmente fortuna, perché come detto sopra stavi cercando da tempo e avevi messo in giro la voce. A statistica, prima o poi qualcosa trovi. Magari due settimane prima sei stato sfortunato perché un datore stava per assumere te, ma all’improvviso il dipendente che dovevi rimpiazzare è uscito dal coma (brutto esempio, ok). Sei stato sfortunato, ma non lo sai.

            3 – “Ho vinto la lotteria, sono fortunato.” Oppure “ho trovato un lavoro anche se non avevo le qualifiche necessarie e non l’ho cercato granché.” Questa è fortuna, per hai ottenuto un risultato positivo anche se la statistica ti dava contro. Anche qui stiamo parlando di piccoli numeri, dove la statistica non è così precisa.

            Spero che tu abbia capito il mio ragionamento. 🙂

            D’altra parte hai anche ragione, il posto fisso in questo momento della mia vita non fa per me, ma non per questo sono convinto che tutti la debbano pensare come me. È una questione di preferenze.

      • “La crisi non esiste”
        “Già c’era la crisi”
        va tutto bene? XD

        • Errore lessicale: la crisi dei telegiornali, quella responsabile di tutti i mali d’Italia negli ultimi anni, non esiste. Quello che è vero è che l’Italia è un Paese arretrato, un decadimento che va avanti da decenni; crisi in quel senso.

  7. Ciao Stefano,

    ti leggo da diverso tempo e trovo sempre numerosi spunti interessanti per la mia crescita personale. Anche io sono uno di quelli che sta cercando di differenziarsi dalla massa, unendo le mie competenze da web marketing specialist con l’attività di tinteggiature familiare. A Gennaio 2012 ho creato il blog mulfarimbianchino.com, sito web che sta riscuotendo un discreto successo nella mia nicchia. Il tuo Post da una bella scossa, anche se devo dirti che se tutti andassero a fare i camerieri all’estero (cosí come altri lavori) in Italia non ci sarà mai un risorgimento lavorativo e morale e i politicanti che stanno rovinando il nostro bel Paese avrebbero vita troppo facile.

    Differenziarsi si ma non giustificare troppo il Sistema!

    • Stefano says:

      Io sono un economista, in quanto tale ho una mentalità improntata al mercato anche in questo: è compito dello Stato offrire un insieme di servizi e opportunità tali da rendere un lavoro in Italia vantaggioso. Se devo pagare un macello di tasse per avere dei servizi scadenti e un futuro buio, me ne vado all’estero. Nell’economia moderna ogni Stato è in competizione con gli altri, è così che funziona il mercato ed è così che si evolve il mondo.

      Perché dovrei sacrificare la mia felicità personale per restare in uno Stato che fa di tutto per rendermi la vita impossibile? Uno Stato che non vuole aiutarmi, non vuole farmi avere successo. Solo perché sono nato qui invece che in Svezia? Perché parlo meglio l’italiano che lo svedese? Se vai a vedere, non esiste una ragione razionale per rimanere in Italia.

  8. Ciao Stefano! Come sempre vai al cuore dei problemi! Invierò il tuo articolo (e naturalmente il tuo link) ad alcuni ragazzi/e che sono in difficoltà. Probabilmente dovranno guardarsi meglio dentro! Ancora complimenti.

  9. Io ho appena rifiutato un lavoro. Sono assunto a tempo indeterminato, ho ricevuto un’offerta e l’ho potuta rifiutare anche se mi davano più soldi (preferisco un po’ meno soldi ma più prospettive di crescita). Se ci fosse la crisa come sarebbe possibile che qualcuno provasse ad alzare il mio già sopra la media stipendio per prendermi se ci fosse la fila alla porta? Semplicemente le persone che bussano a quella porta hanno magari una laurea ma non sanno fare quella cosa ben precisa, oppure non sanno l’inglese (l’azienda lavorava con l’estero e quindi era importante per loro). Conosco altre 4 persone che hanno cambiato lavoro proprio in questo momento e tutte sono andate in posti che li pagano di più e tutte erano a tempo indeterminato. Concordo con Stefano, la gente è semplicemente troppo pigra per prepararsi e/o per cercare. E’ un qualcosa di sbagliato che si instaura durante gli anni della crescita.

  10. Giovanni says:

    Articolo davvero interessante e soprattutto utile, cosa non comune oggi… 🙂
    Grazie !

  11. Questo articolo è da stampare e farlo leggere a ogni singolo studente delle scuole italiane.

    Aggiungerei di cercare lavoro con un approccio positivo, mai arrendevole,
    e prepararsi agli eventuali colloquio apportando esempi concreti alle competenze che si dichiara di avere…per esempio:

    tu: “Ho ottime propensioni nel lavorare in team”
    selezionatore: “Si, porti degli esempi…”
    tu:” ehm…”
    😀

    Complimenti Stefano, ciao!
    Ago

    • Stefano says:

      Ecco sì, se c’è qualche professore fra i lettori di Mindcheats, che stampi pure l’articolo da far leggere agli studenti. 😛

  12. Ho visto che hai fatto un articolo su come dimagrire. Non è che ne faresti uno si come ingrassare?
    Comunque ho letto solo il primo pezzo dell’ articolo perchè non mi servirebbe ora leggerlo tutto. Bello. Scritto bene. Complimenti!

  13. Il mio pellegrinaggio con il CV in mano inizierà domani.
    Nonostante lo studio mi sento in debito con i miei genitori che sono costretti a mantenermi sia l’università, sia il vitto e alloggio ç_ç
    Il primo passo l’ho già fatto: ho scritto un CV sintetico, chiaro e diverso dagli altri. Funzionera? Secondo me sì, sono positiva.

    PS: dici che l’aspetto fisico aiuta per essere selezionati a lavoro?
    A volte è richiesta questa vaga “bella presenza” che fortunatamente ritengo di avere, dopo una dieta e dopo ore e ore di palestra che mi hanno resa quella che sono (io dico sempre: la bellezza si crea).
    Che ne pensi di chi richiede la “bella presenza”? E’ poco professionale? Oppure è lecito nel caso in cui si è a contatto con le persone?

    • Stefano says:

      Ogni lavoro richiede certe abilità: chi esperienza nel settore, chi una laurea specifica, chi una buona abilità a parlare, chi la bellezza fisica. Non vedo nulla di scandaloso o sbagliato, se hai un lavoro dove stai a contatto con le persone è giusto che il datore richieda una certa professionalità sotto questo aspetto.

      • scusa, ma questa è proprio una risposta da maschio. A voi tutto è concesso, anche se lavorate al contatto col pubblico. Alle donne chiedono la bella presenza anche per un posto da igienista dentale o da sarta. Una cosa è stare al contatto col pubblico, un’altra è scegliere di costruire una carriera sul proprio aspetto fisico, come fanno le modelle. Il mercato è

        • questo e bisogna adattarsi, ma leggere che non c’è nulla di sbagliato mi irrita

          • È come arrabbiarsi perché non ti danno un lavoro da architetto, anche se hai solo la terza media. Nell’economia moderna, per certi lavori sono richieste delle specifiche qualità. Non puoi pretendere tutto senza fare sforzi, altrimenti sei come un bambino che batte i piedi.

            Certo puoi fregartene, farti un tatuaggio sulla guancia e tingerti i capelli verdi, nessuno ti vieta di fare l’alternativa. Ma poi non chiederti perché non riesci a trovare lavoro.

          • vieni in australia allora, qui ti assumono anche se sei piena di tatuaggi, i capelli mezzi viola e mezzi verdi con qualche rasta e vai in giro a piedi nudi perchè sei pigra e non hai voglia di indossare le scarpe…..io (uomo) ho ottenuto un posto come capo cameriere in uno dei ristoranti più In della città dove un giorno sì e uno anche vengono a mangiare VIP e politici, e porto barba e tatuaggio sul collo. Una mia collega brasiliana ha i rasta e il piercing al naso….
            paese strano ahahah in italia nemmeno ti fano entrare da cliente ahahah

      • Ciao,

        io sono una laureata in Statistica e fortunatamente, ho trovato lavoro in un paio di mesi, anche se per ora sono a tempo determinato.. Lavoro da un anno e mezzo nella stessa azienda e mi piace molto il mio lavoro.
        Concordo con quanto scritto e penso che ci sia più di qualcuno che dovrebbe memorizzare bene le tue parole.
        Su una cosa non ti appoggio, il provare a cercare tutti i lavori. Io mi sono candidata in tutti i modi a qualsiasi offerta, pur che fosse inerente al mio campo di studi. Farei lavori diversi se mi trovassi nella codizione di aver bisogno di uno stipendio per sopravvivere, allora giustamente si fa qualsiasi lavoro. Trovo corretto che ognuno sulla base della propria condizione, economica e familiare, stili una lista delle proprie prioritá. Essere tenaci nel cercare il lavoro per cui si è tagliati, puó dare grandi soddisfazioni.

        Enrica

        • Giuseppe says:

          Non è fortuna ma capacità. Laurearsi in statistica non è da tutti se pensi che di statistica, a volte, non ci capiscono niente nemmeno i matematici. Ma la maggior parte delle persone si deve adattare per forza a ciò che trova.

        • Stefano says:

          Ciao Enrica, complimenti per il lavoro e la laurea: anche a me piace molto la statistica e ne parlerò nell’articolo di domani. 😉

          Il lavoro a tempo indeterminato, secondo me, sparirà a breve. Almeno a livello legale, un datore che non è obbligato a tenere un dipendente a vita migliora l’elasticità dell’economia e ci guadagnamo tutti.

        • Ciao Enrica, sono laureata anche io in statistica vorrei sapere (se vuoi dirlo) dove lavori esattamente.
          P.S. Articolo che fa pensare….Grazie!;)

    • I datori di lavoro, così come i lavoratori, spesso confondono il concetto di bella presenza con quello di bellezza generale. Il primo è questione di eleganza. Per esempio: a chi piacerebbe vedere un’hostess e/o uno stwart sciatti e trasandati? Il loro mestiere è un lavoro che richiede sì delle competenze specifiche e delle doti che non tutti hanno (educazione, solarità, cordialità, predisposizione al contato col pubblico ecc…) ma richiede anche un minimo di eleganza. La bellezza generale è un altro discorso e con quella si possono costruire ben poche carriere. Questa confusione di concetti fa pensare male alcuni datori di lavoro e, se sono uomini che devono assumere donne, si fanno chissà quali film in testa e alcuni di loro tentano anche di metterli in pratica. Mentre le donne che leggono nell’annuncio “bella presenza”, se sono maliziose o maligne, storcono il naso. A ruoli invertiti (ovvero, donne che devono assumere uomini) le cose cambiano. Non chiedetemi come mai, perché non lo so!

  14. Interessante… ho apprezzato particolarmente l’ironia delle immagini! XD

  15. mindwhile says:

    articolo interessante e luuuungo!
    non centra niente ma ce l’hai qualche consiglio dall’america per far ricrescere i capelli? 😀

  16. Marcello says:

    Ciao Stefano,
    leggo da tempo il tuo blog e lo reputo davvero molto interessante, continua così! Riguardo questo articolo, che ho trovato molto bello e motivante, avrei una domanda da farti: secondo te una volta presa una laurea triennale (nel caso ingegneria informatica) conviene continuare con la magistrale oppure no? Dal tuo discorso mi sembra preferibile iniziare a lavorare oppure frequentare un master di specializzazione in qualche ambito specifico che casomai coincida anche con un mio interesse personale, piuttosto che affrontare altri due anni (se va bene) di laurea magistrale in cui si sosterranno anche esami di poco utilità pratica. A questo punto avevo pensato che era meglio specializzarsi in un ambito preciso dopo aver avuto una base interdisciplinare con la laurea triennale ed entrare subito nel mondo del lavoro senza stare lì ad aspettare di invecchiare all’università…. tu come la pensi?

    • Dipende. In quello che vuoi fare la laurea magistrale è richiesta? Hai già dei piani concreti su come investire quei 2 anni in modo migliore? In linea generale una magistrale aiuta, soprattutto se non hai un piano dettagliato con buone probabilità di riuscita.

      • Marcello says:

        Il problema è che ancora non so con precisione cosa fare dopo la laurea, anche perchè mi manca ancora un po’ al traguardo(si spera un anno e qualche mese) però già sto pensando alle possibili alternative. In generale la magistrale è sicuramente un ottimo requisito quando si cerca lavoro, mi chiedevo solo se non fosse più utile ad esempio investire quei 2 anni in qualcosa di più orientato al lavoro, visto che tra l’altro l’esperienza è sempre richiesta. D’altro canto ho paura che se decidessi di non fare la magistrale poi potrei avere il rimpianto. La questione è: iniziare subito a lavorare dopo la triennale o farsi qualche altro anno sui libri? All’estero che tu sappia una laurea triennale in ingegneria informatica ha un po’ di valore? Aiuterebbe a cercare lavoro?

        • mindwhile says:

          magistrale assolutamente per un ingegnere che si rispetti e che punta a un lavoro migliore

        • Mi permetto di darti un consiglio anche io che faccio il progettista software di mestiere. Se scegli la magistrale fanne una in cui l’informatica la si studi realmente (purtroppo il corso di ingegneria ti insegna molto altro ma quasi nulla di informatica). Ad esempio il corso di informatica della facoltà di matematica è molto più orientato all’informatica e ti permetterebbe comunque di fare l’esame di stato per diventare ingegnere. In alternativa potresti cercare qualcosa che ti metta a metà strada tra l’ambito manageriale e il tecnico, puntando ad un ruolo da project manager, ma a quel punto punteresti ad un ruolo più importante del progettista, ma sicuramente più difficile da trovare come lavoro. Potresti anche optare per una magistrarale part-time (raddoppi gli anni ma dimezzi le tasse) e lavorare nel frattempo per fare l’esperienza necessaria.

          • Marcello says:

            Avevo notato che una magistrale in informatica anzichè in ingegneria informatica mi garantirebbe una maggiore conoscenza di materie prettamente informatiche e in un certo senso una migliore preparazione lavorativa sotto un piano “pratico”. Tu quindi mi consiglieresti di seguire la magistrale in informatica? In ambito lavorativo è vista meglio o peggio di una magistrale in ingegneria informatica?

  17. Giuseppe says:

    Hai scritto un articolo bello lungo! Si vede che l’argomento ti sta particolarmente a cuore. In ogni caso vedo che ormai ad ogni post i commenti non fanno che aumentare, complimenti! Ti meriti tutto questo successo, ti seguo dai tempi del sonno polifasico

    • Wow, quindi spero che tu abbia notato l’aumento di qualità! Adesso, tempo permettendo, cercherò di migliorare ancora di più ogni articolo. Non saranno tutti così lunghi, ma belli sì. ;);

  18. E a un musicista cosa consiglieresti?

    • Segui il principio dell’articolo: la tua abilità è in qualche modo utile alla società? Qualcuno sarebbe felice di pagarti per quello che hai da offrire di unico?

      • beh in effetti per noi musicisti è un pò complicato… però penso che possiamo trarre molto da questo articolo. prima di tutto ho notato che potremmo associare il discorso del curriculum al fatto di presentarci a diversi locali muniti di una cartellina stampata con carta intestata, informazioni sul gruppo, foto e cd con alcune take audio (tipo cartellina press kit). tutto questo da lasciare/regalare al proprietario. per quanto riguarda il fattore “Qualcuno sarebbe felice di pagarti per quello che hai da offrire di unico?” entrerebbe il discorso puramente tecnico e di bravura..e li non si può fregare xD. ora però Stefano ti chiedo, noi musicisti molto spesso dobbiamo fare i “manager” di noi stessi, andando a sgobbare per locali per trovare serate (esistono molti musicisti che di per se non valgono nulla, ma che riescono a far uscire molte serate tra locali vari). cosa puoi consigliarci recuperare delle serate senza sembrare quelli che pregano per suonare? io ho una guida con tutti i locali e rassegne jazz d’italia (è il mio genere), come posso sfruttarla al meglio? dubito che chiamarli uno per uno al telefono mi dia qualche chance xD grazie in anticipo

        • Stefano says:

          Non chiamarli uno a uno, visitali di persona uno a uno! Sei sicuro della tua bravura? Bene, allora dimostra questa sicurezza anche con il proprietario del locale. Se sei bravo e unico non abbassarti al livello della massa, hai solo da perderci. A nessuno interessa “solo un altro gruppo jazz senza soldi.” Prendi un aspetto e fai leva su di esso per differenziarti.

          Se hai mai sedotto una ragazza, usa lo stesso atteggiamento. 😛

    • Un musicista?Guarda ci vorrebbe un post a parte per mestieri come musicista, attore, regista, scrittore, sceneggiatore, ballerino, presentatore etc…

      • Stefano says:

        Io invece non credo. La formula è sempre quella, deve essere solo adattata ma i principi sono gli stessi. Ma visto che nel settore girano meno soldi, devi essere a un livello più elevato. Un lavoro è sempre un lavoro, anche i presidenti di SPA che prendono mezzo milione all’anno consegnano un CV. 😉

  19. Ciao Stefano, ho appena scoperto questo sito, complimenti per la grinta e la motivazione. Volevo chiederti un consiglio, io lavoravo come operaia, lavoro molto faticoso e stressante (ambiente ostile, ingiustizie varie, sollevavo su e giù pesi da terra per 9 ore al giorno.. e sono una persona minuta) tuttavia alla fine non ce l’ho più fatta e dopo 4 anni mi sono licenziata a causa di una goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una mia responsabile mi aveva presa di mira umiliandomi e me ne faceva di cotte e di crude, trattamento riservato solo a me. Piuttosto che farla finita ho dato le dimissioni. Vorrei sapere cosa mi consiglieresti dire ad un colloquio alla fatidica domanda sul perché ho smesso di lavorare. Visto che degli ex datori non si può parlare male… che scusa mi dovrei inventare? Grazie e a presto

    • Dì la verità, ma in modo pacato. Non c’era compatibilità con la dirigenza purtroppo, quindi abbiamo preferito terminare il contratto di lavoro. Qualcosa del genere. Puoi dire la verità anche senza parlare male del datore precedente, anche un manager sa che i diverbi capitano. L’importante è dimostrare che sei una persona ragionevole che non porta rancore.

      • Ti ringrazio per la risposta. Ma se io dico “Non c’era compatibilità con la dirigenza purtroppo” e mi si chiede “si spieghi meglio” cosa dovrei dire? Non posso essere troppo nebulosa purtroppo.
        PS: di rancore ne porto, visto il trattamento ricevuto nonostante tutto il mio impegno (sono una sgobbona, ho sempre detto di sì, a straordinari, a lavorare i sabati non obbligatori, a fare lavori che alle altre colleghe non andava di fare, ma siccome loro erano amichette delle responsabili potevano rifiutarsi, riuscivo a sbrigarmela da sola nonostante gli ordini contrastanti di almeno 3 miei superiori + impiegate varie a cui si lasciava comandarmi ecc.. ecc…) Comunque ovviamente lo maschererò, spero solo di risultare sufficientemente naturale.
        Grazie per la tua disponibilità

  20. DODINA93 says:

    Ciao volevo ringraziarti per questo meraviglioso articolo!!! Mi hai dato la carica giusta per rimboccarmi le maniche e trovarmi un lavoro…è un periodo un pò difficile perchè sono indecisa se proseguire gli studi o no e cerco disperatamente un lavoro per essere indipendente e non pesare sulla mia famiglia! Grazie ancora

  21. Complimenti per l’articolo: illuminante, motivante!! Mi sono rispecchiata in diversi punti: a volte mi sento sono scoraggiata nel pensare al futuro, all’apparenza privo di opportunità per i giovani e i meritevoli.. Ma è l’impegno e la volontà che ci faranno raggiungere un posto nel mondo. Grazie dei suggerimenti, per niente banali. Passerò in rassegna il tuo sito alla ricerca di nuove ispirazioni!

  22. Bell’articolo! Il mio problema è che non ho mai fatto un curriculum e non so proprio da dove iniziare! ho guardato in molti siti, e lì dicono tutti la stessa cosa, soprattutto di scrivere TUTTO. Ma tu hai anche detto di essere breve.
    Sono anche senza esperienze lavorative e non vorrei sbagliare. Spero che mi risponderai! 😀

    • Mettiti nei panni di chi il tuo CV lo legge: vuole sapere perché sei il migliore candidato per quella posizione. Non vuole leggere della tua vita, delle tue passioni, di tua nonna che fa un’ottima crostata. Non ha tempo per quelle cose. Vai dritto a punto, elimina tutto il resto. Non scrivere tutto, scrivi tutto quello che ti rende una persona speciale e taglia il resto.

      E se ancora non sei il migliore… Diventalo. 😉

      • Giovanna says:

        Si ma se trovassi lavoro come barista o cameriera… che sarebbero (forse) gli unici lavori che potrei fare perché mi sono appena diplomata e non ho nessuna specializzazione, come faccio ad essere unica in questo senso? come si fa ad essere speciali se gli unici lavori che potrei fare sono quelli elencati sopra? x)

        • Un’idea a caso: fai un corso di sommelier e vai in un ristorante che punta molto sui vini. Un mio amico l’ha fatto, io ho la mezza idea di seguirlo.

  23. rossella says:

    vorrei chiederti invece alcuni consigli per i ragazzi che come me cercano un lavoro stagionale o nei weekend per cercare di mantenersi l’università. Io ho sempre lavorato come cameriera in una località turistica di montagna. è un bel lavoro, mi piace il problema è che sono davvero lontana da casa, e non che mi manchino mamma papà o altre stupidatine, il problema è l’alloggio. Dormo insieme agli altri colleghi in un garage, fa freddo, è buio, ma questo sarebbe sopportabile se non si aggiungesse anche lo sporco e il disordine (anche del bagno) e per quanto io tenti di fare pulizia tutto torna come prima. Oltre a ciò si aggiungono le angherie della titolare. Io ho provato a cercare un lavoro vicino a casa, ho impiegato del tempo certo ma alla fine sono arrivate delle proposte per lavoretti con contratto a chiamata, ho accettato la prima proposta che mi è arrivata, ma poi me ne sono arrivate altre e ho dovuto rifiutare, e magari erano più vantaggiose dal punto di vista retributivo. La mia incertezza è di aver sbagliato a fare così, forse dovevo essere più incisiva, chiedere quanto era la paga, ma non penso che faccia buona impressione chiederla al colluquio o quando ti chiamano… Insomma per quest’estate farò ancora un mese come cameriera. lo farò perchè cercare un lavoretto mi toglierebbe tempo (giusto?) e mi devo preparare ad affrontare un test d’ingresso e anche studiare per l’università. Cosa mi consigli a tuo parere è una cosa giusta?

    • Trovare un lavoro stagionale è come trovare un lavoro a tempo pieno, ma più semplice. Segui le stesse linee guida. Ancora meglio, cerca di lavorare nel settore in cui vuoi costruirti il tuo futuro. È più facile fare esperienza in questo modo, senza un contratto a tempo pieno.

      Per la questione chiedere la paga: non va bene portare subito lì la discussione, ma devi avere le idee chiare anche qui. Prima di tutto devi dimostrare le tua qualità, dimostrare di essere interessata e qualificata per il lavoro, assicura il datore che sei una valida aggiunta all’azienda. Devi dare prima di ricevere. Quando hai messo in chiaro la tua serietà e disponibilità, puoi chiedere la retribuzione.

      Se dopo aver fatto tutto questo lavoro il dirigente si indigna di fronte a una richiesta sacrosanta, sicura di volerlo avere come capo?

      • rossella says:

        Grazie mille per aver risposto e così presto anche! Seguirò i consigli dell’articolo e anche quello riguardante la paga!

  24. Ciao sono nuovo ho letto questo articolo e devo dire che e veramente bello! Io ho 19 anni anni ho fatto 3 anni e preso un centro professionale…bè diciamo una specializione di un lavoro che non mi piace per niente….ora sono passati 2 anni sono senza lavoro zero esperienza e ho iniziato a capire molte cose della vita mi sarebbe piaciuto diplomarmi, solo che vivendo in un paesino i miei mi hanno sempre detto di lavorare spingendomi verso la meccanica che detestavo, purtroppo a 13-14 anni non sai bene cosa vuoi dalla vita, volevo chiederti un consiglio secondo te cosa dovrei fare trovarmi un lavoro come cameriere o magazzieniere e provare a diplomarmi facendo scuole private tipo cepù a pagamento? Mi serve molto un consiglio Grazie 🙂

    • Non conosco la tua situazione, quindi non posso darti consigli specifici. Cosa ti piace fare? Parti da lì e segui i consigli dell’articolo.

  25. giuseppe says:

    Ciao questo sito è interessante e fatto di parole motivanti…ma come fai a dire :”Ho lavorato nella realtà imprenditoriale per molti anni, tutte le persone con dei dipendenti …….” Cioè hai 22 anni e dici di aver lavorato nella realtà imprenditoriale per molti anni?? Cmq ti ripeto tutto interessante e credo in queste parole.Oltremodo mi sono iscritto al tuo inglese dinamico!

    • Sì, perché, sono obbligato ad avere almeno 50 anni per entrare nel mondo dell’imprenditoria? Chi mi vieta di iniziare a far carriera mentre studio? 😛

      • giuseppe says:

        non certo io…però hai 22 anni e dire ho lavorato in attività imprenditoriale molti anni mi sembra esagerato!! Cmq ti ripeto massima stima per quello che fai

  26. Federico says:

    Spiegalo a gente così che il lavoro si trova…e fidati..sono tanti messi così…molti messi pure peggio…

    «Caro Massimo, sono un comunissimo italiano residente in un comunissimo paese del Friuli, con una moglie e una bimba piccola. L’unico aspetto non comune, ma forse lo è fin troppo, è che sono da quattro anni in cassa integrazione, mia moglie ha un lavoro che finirà a breve e non sappiamo cosa ci aspetterà domani. Quando esponi la tua situazione lavorativa, gli altri tendono a pensare che tu sia un nullafacente o peggio un idiota. La realtà è che mi sono impegnato per anni nei lavori socialmente utili e ho mandato in giro migliaia di curriculum per qualsiasi – credimi, qualsiasi – posto. E adesso sono qui a scriverti perché penso che la società d’oggi non vuole rendersi conto del baratro che si sta aprendo sotto i nostri piedi. Ho sempre lavorato dignitosamente, impegnandomi al massimo in ciò che mi veniva assegnato. Perché la faccia pulita dell’Italia deve morire di stenti? Non sopporto più che mia figlia mi chieda dove lavoro senza che io possa darle una risposta. Non posso pensare che a 40 anni io sia troppo vecchio per lavorare e che i 20 anni di lavoro che ho alle spalle non siano serviti a nulla. Non posso pensare che tutto a un tratto io non sia più in grado di svolgere un mestiere dignitoso. Questo è il semplice sfogo – scritto male, ma col cuore pieno di lacrime – di un padre di famiglia che crede ancora nei valori di onestà e dignità nel lavoro».

    Ai piazzisti che si aggirano qui fuori con promesse mirabolanti per avere il mio voto, chiedo in cambio una cosa sola: che diano una risposta a quest’uomo.

    M.Gramellini

    Quello di cui parli tu va bene..può essere vero, certo..ma per ragazzi di 20/25 anni, che non devono mantenerci una famiglia e camparci con quei lavori..perché se mi assume un bar mi da 500 euro al mese se mi dice bene, e non ci si mantiene proprio nulla…
    credo che parlare e dare consigli di questo tipo quando si ha un lavoro e quando non si hanno problemi sia fin troppo facile..

    • Invece per me è fin troppo facile nascondersi dietro a delle finte scuse, come quella che mi dici tu. Io di lavori ne ho trovati, in questo momento ho uno stipendio più che sufficiente per mantenere una famiglia. Quando tornerò in Italia, ne avrò un altro. E poi un altro ancora. Se uno non ha lavoro significa che non è capace a trovare lavoro. Se uno dice “eh ma per te è facile per me la situazione è diversa”, significa che è talmente pigro da inventarsi delle scuse pur di non alzare le chiappe e cercare lavoro. Con tutte le conseguenze del caso, fra le quali la mancanza di soldi per fare la spesa.

    • Anonimo says:

      Sante parole. nonostante l’articolo sia molto suggestivo…

    • Quindi non lavorare (quindi zero reddito) è meglio di lavorare per 500 euro al mese (anche magari cercando qualcos’altro nel mentre) ragionamento logico.

  27. Ciao Stefano, complimenti il sito è sempre molto interessante, e quest’articolo ancor di più. Però ho qualcosina da obiettare: c’è gente come me che aspira ad un bel lavoro ed un sostanzioso stipendio e sto studiando all’univeristà, però c’è un piccolo problema, io per andare all’università devo lavorare, devo pagarmi gli studi da solo, non posso neanche frequentare; non posso neanche trovare un lavoro part-time perchè ho anche altre spese come la rata della macchina ecc…..
    Tu dici che per avere un lavoro fatto bene l’esperienza, anche se non ne hai; te la crei, te la cerchi….. però io che ho questa situazione come faccio??? hai qualche consiglio???
    Grazie tante
    P.S. ovviamente lavorando full-time il tempo a mia disposizione è poco!!! 😀

    • Ciao Massi. Se già lavori full time e studi all’università, direi che stai già facendo abbastanza per accumulare esperienza! Basta che il tuo lavoro ti dia un’esperienza utile per quello che vuoi fare dopo gli studi.

      • Questo è il problema, io ho iniziato prima a lavorare, poi mi sono iscritto all’università; avevo trovato un lavoro come magazziniere e ho continuato con questo, a causa della poca scelta di lavoro e la mia scarsa preparazione. Io sto studiando Ing. elettronica e vorrei specializzarmi in questo campo, come posso fare per crearmi esperienza lavorando full-time???

        • Usa i consigli dell’articolo per trovare un lavoro migliore: potresti metterci un po’, ma è fattibile. Nel tuo campo ci sono un sacco di posti di lavoro. Anche se non ci riesci tranquillo, capisco che nella tua situazione non hai molto tempo per dedicarti alla ricerca di un lavoro: stai già facendo passi avanti con l’università, l’esperienza richiede tempo.

  28. Comincio con il farti i complimenti e condividere su FB e con alcuni amici in cerca.Il tuo articolo è motivante, ci voleva. Qui parla una giovane neolaureata, che ha sempre sostenuto come te che il fattore “crisi” esiste, ma è terribilmente gonfiato da mass media e dall’angoscia/allarmismo generale.
    Mi preme troppo l’argomento per non raccontare la mia esperienza. Dopo la laurea, un pò disorientata, ho iniziato a rispondere ad annunci su internet o mandare a caso tramite e-mail il mio cv direi assurdo (4 pagine ahah). Dopo un pò sono ripartita da 0: mi sono rivolta ad un C.O.L. : lì ho capito come girava REALMENTE il mondo del lavoro, ho scoperto l’importanza di presentarsi fisicamente e poi ritelefonare, ricontattare o farsi vedere in qualunque modo, ho sintetizzato e focalizzato il CV in base alla mia ricerca e alle mie potenzialità e imparato a scrivere una lettera di autocandidatura specifica e differenziata per ogni posto.
    Poi mi sono creata un “database” dei centri, associazioni etc (trovati ovunque) che anche vagamente riguardassero il mio ambito (sanitario), affiancati dai loro recapiti indirizzi etc, dalle specifiche caratteristiche (da disturbi e metodiche usate prevalentemete, fino a “ho incontrato ad un seminario dott.ssa X ed è un pezzo grosso”) perchè devo far capire che voglio proprio lavorare CON LORO, non lavorare dove capita pur di avere dei soldi, e poi ho annotato man mano ogni singolo mio contatto con il centro in questione (personale, tramite mail o telefono, colloquio, corso formativo).
    CV alla mano, ho iniziato questa impresa titanica, dividendo in zone la mia città (“le mie mappe” di google maps è perfetto per segnare dove si trova ogni posto ed lo posso vedere anche sul cellulare) con una lettera di presentazione che sembra dire “Sono io quella che state cercando perchè ho mille potenzialità e voglia di fare; ed io non potrei desiderare altro posto al mondo per maturare professionalmente” per lo meno per ottenere un colloquio o due parole in fila. Finora ben poco, risposte tipo “La regione taglia i fondi” o “Bastava mandarla per email” (con fare scocciato). Faticoso, estenuante, talvolta avvilente, però “almeno ci provo” mi dico…
    Per contro tento di rendermi “unica” ma i corsi ecm, master o altro veramente qualificanti costano molto;vorrei prima lavorare e poi investire quei soldi in formazione.
    Come muovermi l’ho trovato, integrerò con alcuni tuoi consigli utilissimi, ma influiscono sempre il mio umore oscillante e la mia scarsa capacità di sostenere un colloquio a livello emotivo (maledetta autostima bassa): se hai altri articoli mirati su questo sarei felice se potessi linkarmeli.
    Chiedo perdono per il poema, ma magari il modo in cui mi sono mossa può essere utile a qualcuno, anche se su questo sito avete fin troppi metodi da usare. Comunque è bello condividere! 🙂
    PS: riguardo la crisi, ne parla in maniera stupenda un brano di Einstein, tratto se non erro dal suo “Il mondo come lo vedo io” E’ un brano incoraggiante per chi è alla ricerca, ma evito di scriverlo nel commento perchè sarebbe troppo lungo 😛

    • Parto dal fondo del tuo post Silvia: io dico sempre che un testo non è mai lungo se resta interessante dall’inizio alla fine. Il mio articolo qui sopra si che è un poema, roba da 6000 parole abbondanti. Avrei potuto farci un ebook o una serie di 3 post! 😀

      Mi dispiace che tu non abbia ancora trovato lavoro, una persona motivata e volenterosa come te se lo meriterebbe. Non solo sai cosa devi fare, ma lo fai anche meglio del 99% delle persone. Questo significa che troverai lavoro più facilmente del 99% delle persone a parità di condizioni. Continua a provare, non demordere, io ti dico in bocca al lupo.

      Per quanto riguarda la timidezza, prova qui: http://www.mindcheats.net/2012/01/5-tecniche-per-battere-la-timidezza.html

  29. Bell’articolo, un po’ “dianetico” a dire il vero.
    Rimane sempre il problema della domanda (devastante) e’ dell’offerta (quasi 0) e io credo che per quanto ci si possa stringere…..15 persone dentro una cinquecento (vecchio tipo) non entrano comunque. Siamo tanti, troppi, la gente va’ in pensione oltre i 65 anni e i posti di lavoro non si liberano. Io ho (solo?) 42 anni e nel mio ramo vanto 22 anni di esperienza….ma non interessa a nessuno. Tra il 1988 ed il 2000 ho trovato lavoro anche telefonando a casaccio i numeri che trovato sull’elenco telefonico…….adesso c’e’ internet e c’e’ anche la fame.

    • Sbagliato, di lavoro ce n’è. Ma soprattutto, c’è un grande ricambio. La dinamicità è la caratteristica più importante di un lavoro, significa che trovarlo è più facile che in passato. Ma rispetto a 50 anni fa non è più un contratto che ti blinda all’azienda, è la qualità del tuo lavoro.

      • Sbagliato dici? forse…..pero’ il tuo modo di intendere la situazione lascia pensare che tu possa muoverti a piacimento con sacco in spalla e via verso nuove avventure….non e’ cosi’ per tutti e non tutti possono prendere e andare. Se avessi 20 anni probabilmente seguirei alla lettera quanto hai scritto ma continuo a sostenere che anche quando tutti facessimo come dici in molti rimarremmo senza lavoro dato che per una questione meramente numerica prima o poi i posti si esauriscono……ho fatto esperimenti…ho risposto ad annunci imbrogliando sull’eta’ e millantando esperienze mai acquisite….risultato? zero……prova tu a perdere il lavoro con 2 figli ed un mutuo gia’ acceso….c’e’ ben poco da viaggiare e proporsi…bisogna badare al sodo e aime’ a tirare a campare…..non tutti possono seguire le orme di christofer (qualcosa)..cioe’ quel tale americano che abbandono’ ogni ricchezza per andare a crepare in alaska….sono vecchio signori…a 42 anni sono oramai vecchio per lavorare nel mio campo e evidentemente anche per imparare a fare altro.

  30. Dici tutto bene ma… quando uno non ha idea di cosa vuole fare “da grande”? Io ho una laurea in una disciplina nel cui ambito ho già lavorato più volte ma… non rendevo abbastanza. Come hai detto tu, ci sono molte altre persone con le mie stesse competenze, lì fuori. Ed un datore di lavoro potrebbe preferire loro ad una persona che “commette errori banali” – mica apposta, per poco sforzo… per una difficoltà intrinseca ad acquisire certi tipi di automatismi, credo.
    Lavorare come manager e non essere sicuri delle proprie decisioni non è la migliore accoppiata.

    Hai qualche consiglio su come individuare quale sia un campo più adatto a me per guadagnarvi esperienza e sperare un giorno nel posto altamente specializzato che fa davvero per me?

    • Stefano says:

      Ciao Ed, anzitutto voglio dirti che quella “difficoltà intrinseca” di cui parli non esiste! È solo il cervello che esternalizza i difetti, perché il tuo inconscio vuole sentirsi infallibile. È un meccanismo comune a tutti, ma la verità è che il talento non esiste. Esiste solo la voglia di fare, l’esperienza, la costanza, la determinazione.

      Per individuare il tuo campo l’unica è provare tutto. Leggi, scopri fai. Qualsiasi cosa. Troverai la tua strada così. 😉

  31. elena says:

    parlo da donna, sulla bella presenza. Io conosco tre lingue, la bella presenza ce l’ho (dicono), ho esperienza col pubblico, sono educata, ma non sono riuscita a trovare uno straccio di lavoro come hostess congressuale perché non porto la terza di reggiseno e perché non sono alta 1 metro e 70. Ora, siamo d’accordo che il mercato del lavoro è questo ed è con questo che ci dobbiamo confrontare, ma che non mi si venga a dire che è giusto così. Farsi i capelli verdi è una scelta, essere basse no. Venire discriminate per questioni così superficiali è brutto, e mi amareggia più per la pochezza mentale di chi fa queste discriminazioni in sede di colloquio. Ho visto tante commesse/banconiste/hostess e via dicendo bellissime e sgarbate, incapaci di parlare, incompetenti. Beh, alla fine l’azienda si rovina l’immagine, peggio per loro se non vogliono una persona competente perché è troppo bassa. Non si parla di lamentarsi perché non si trova lavoro, ho smesso di cercare come hostess perché ho letto centinaia e centinaia di annunci e la solfa era quella: altezza minima 1,70, e già così sono esclusa. Non ho tatuaggi e capelli verdi, sono solo troppo bassa. Ho rinunciato perché non è certo l’aspirazione della mia vita fare l’hostess congressuale, come lavoretti temporanei faccio altro. Però, tu che giustifichi queste selezioni, spiegami perché un’igienista dentale debba avere come requisito indispensabile (l’ho letto in molti annunci per questa figura professionale) la bella presenza. Una col naso storto non può essere in grado di pulirti la bocca? Non parliamo di fotomodelle, trovo inammissibile continuare a giustificare questo maschilismo.

    • Stefano says:

      Se ti può consolare, nemmeno io posso fare la hostess. 😛

      Il fatto è questo: la situazione così resterà, non importa quanto ti lamenti. Può essere ingiusto ma è così. Il mondo spesso è ingiusto, non ci puoi fare niente. Ora la domanda è: preferisci continuare a lamentarti, o te ne freghi e cerchi di meglio? Se scegli la seconda opzione e hai successo, fra qualche anno ti punteranno il dito contro e ti diranno: ecco, quella ha avuto fortuna, gli è sempre andato tutto bene, io non ce la farò mai.

    • l’unico motivo della bella presenza dell’igienista dentale lo spiegherei con un dentista che vuol fare dei “turni” con la suddetta…..

  32. Io sono un semplice diplomato in Grafica Pubblicitaria.
    Non ho frequentato l’università perché non potevo permettermelo.
    Devo considerarmi inferiore?

    • Stefano says:

      Tu ti consideri inferiore? Oggettivamente, pensi di essere sopra o sotto la media? Perché?

      Non ti conosco, non posso dire chi sei. Sei tu a deciderlo, sei tu a decidere il tuo futuro. Io posso dirti la strada da seguire, ora sta a te dirmi a che punto sei. Non hai una laurea? Poco importa, puoi specializzarti in altro modo. Nemmeno il mio capo è laureato, eppure gestisce un business da milioni di dollari l’anno.

      • Innanzitutto ti ringrazio per la risposta.
        La mia domanda è scaturita dal fatto che tu stesso hai scritto che bisogna aver frequentato almeno una università, anche scadente solo per essere più appetibili.
        Io non mi sento inferiore, e conosco molte cose del mio ambito, approfondite anche in prima persona studiando da solo, ma ciò che mi chiedo è se veramente il foglio di carta (laurea) serve, o se lo si possa colmare con conoscenze ed esperienze.
        Ciao

        • Stefano says:

          Bene, allora hai compensato l’università con l’esperienza. Una laurea ti rende più appetibile, è vero, non significa che considero automaticamente inferiori i “miseri” diplomati.

  33. Ciao Stefano ti seguo da un paio di settimane e trovo il tuo blog abbastanza interessante.
    Condivido abbastanza quello che hai scritto sulla “crisi” (che comunque anche se esistesse sarebbe sempre un’occasione invece che un ostacolo) però ti trovo un po’ troppo estremo in alcuni punti.
    Innanzitutto io sono convintissimo che per riuscire bene in quello che fai innanzitutto devi essere motivato, ossia in questo caso ti deve piacere quello che fai.
    Solo in questo modo darai il massimo anche se ti troverai ad affrontare le normali difficoltà iniziali.
    Il fatto che tu scoraggi l’iscrizione a facoltà “inutili” come filosofia o simili mi sembra eccessivo. Chi davvero trova una passione in ciò che fa ne troverà sicuramente giovamento nella vita, anche se per altri che aspirano solo ad un successo economico questa persona può risultare patetica.

    Io piuttosto trovo patetico e pericoloso ridurre la vita all’idea di successo”economico” personale, modello di vita credo (ma non sono un economista) di stampo tipicamente anglosassone e che ha alimentato il sistema capitalistico nel quale stiamo tutti affogando e che sta dimostrando chiaramente tutti i suoi difetti.

    Tutto quello che ho detto non vale ovviamente per chi trova divertimento e adrenalina in questa costante corsa al “successo” economico o per chi pensa al modello capitalistico come l’unico possibile (del resto ognuno ha le proprie idee che vanno comunque rispettate).

    Mi piacerebbe, se già non lo hai fatto (in tal caso indirizzami pure al post), che scrivessi un articolo sull’importanza di seguire le proprie passioni.

    E soprattutto ricordiamoci che non esiste solamente il lavoro come dipendenti…..

    P.s. chi scrive é un architetto di 38 anni sposato da poco, che da una decina d’anni ha cominciato a rimettersi in gioco per evitare di accettare il ricatto di un lavoro che non trovavo adeguato alle mie competenze e ai miei gusti (cameriere, call centre et similia) .
    Con l’inglese imparato per la mia curiosità personale attraverso letture di manuali e articoli su internet (altro che scuola…) e contro il “buonsenso” comune di parenti e amici ho lasciato un lavoro fisso (come grafico che in realtà mi piaceva ma le politiche aziendali non mi soddisfacevano) per ricominciare come architetto a Londra.
    Due anni fa, dopo essermi reso conto che anche la carriera che avevo fatto come architetto a Londra non mi dava più soddisfazioni, ho deciso nuovamente di mettermi in gioco (stavolta con mia moglie conosciuta finalmente a Londra) partendo come volontario (senza alcun salario) per realizzare un progetto di architettura eco-sostenibile in un orfanotrofio in kenya.
    Questo progetto mi ha aperto le porte per una nuova occasione professionale sulla costa del kenya nella quale ci siamo appena tuffati.

    Come dire, c’é sempre tempo per il cambiamento (e anzi é sempre auspicabile), l’importante é la convinzione e la motivazione personale.

    • Stefano says:

      Ciao Roberto, anzitutto grazie per il lungo messaggio. Significa che, da qualche parte, l’articolo ti ha toccato. 🙂

      Non dico di non fare categoricamente facoltà come filosofia. Dico però che se decidi di farlo perché ti piace, non aspettarti di trovare un lavoro. Tu puoi fare quello che vuoi, ma devi essere conscio delle conseguenze delle tue scelte. Molti non capiscono che, quando escono di casa e non hanno più “la mamma”, non possono aspettarsi di poter fare quello che vogliono senza preoccupazioni. Vuoi fare filosofia perché la adori? Bravo, poi però non aspettarti un ottimo lavoro. E soprattutto, non aspettartene uno a tempo indeterminato appena finisci il discorso di laurea.

      Parlo delle proprie passioni sempre, un articolo a caso: http://www.mindcheats.net/2012/07/10-abitudini-che-svilupperanno-la-tua-grande-passione.html

      Immagino che non mi segui da molto, altrimenti sapresti che la cosa più bella della vita è avere un sogno e fare di tutto per realizzarlo. Il mio sogno non sono i soldi, il denaro è un mezzo. Ma in qualità di mezzo importante, ritengo che sia necessario studiare un piano per far combaciare soldi e sogni. Io adoro la natura, le avventure in mezzo al nulla. Ma so che queste cose non portano soldi. Quindi mi sono laureato in economia, perché è una materia che mi piace e mi diverto a lavorare nel settore.

      La passione è una cosa, se non insegui il tuo sogno devi ancora nascere veramente. Ma i sogni non ti metteranno il pane sul tavolo, non ti compreranno il biglietto per andare in Australia. Sotto l’aspetto monetario serve un compromesso. 🙂

      • maunuela says:

        Complimenti Stefano, il tuo articolo è indubbiamente veritiero, altresì stimolante e adatto a persone caparbie come me! C’è solo un punto che vorrei che mi chiarissi. Ti rivolgi ai giovani 30enni o su di lì. Cosa dici a coloro che come me hanno superato abbondantemente il 50° anno di età e sono senza lavoro da più di due anni, cosa suggerisci? Per quanto mi riguarda ho un ottimo CV, ho bussato a tantissime porte e, soprattutto non mi sono mai mostrata come donna senza dignità perché senza lavoro! Eppure mi sento un leone in gabbia: Ho un grande spirito giovanile esterno e interno, ma è drammatico scoprire che non gliene frega nulla a nessuno. Noi, i vecchi della nuova generazione siamo da rottamare, anzi presto ci rottamerà la natura se restiamo solo altri pochissimi giorni senza poter guadagnarci la pagnotta! Cosa consigli alle persone come me?
        Mi piacerebbe scoprire una novità, qualcosa cui non ho mai pensato. forse il tuo aiuto mi sarà sicuramente utile. Aspetto cosa mi suggerisci! Comunque grazie, Stefano!

        • Se hai tanta esperienza, potresti pensare di andare in proprio: se non trovi lavoro, createlo tu. 😉

          • Ciao mi sono inserita in questo colloquio in quanto rientro nella casistica descritta (appena over 50) per dire che a volte crearsi un lavoro in proprio non è sempre facile per tanti motivi oggettivi che non sto a elencare perchè troppo personali.
            Ho ricevuto il tuo cv e proverò a redigerne altro … terrò presente i tuoi consigli perchè possono essere utili anche se il mio targhet è un pò difficile da ricollocare perchè almeno nel mio settore – assicurativo in modo più preponderante – preferiscono persone più giovani e dove non c’è esperienza ma buona volontà per rimettersi in gioco anche in altri settori ..bè manca l’esperienza perciò …non c’è trippa per gatti …

          • Maria, ovviamente ognuno ha la sua situazione personale e per alcuni può essere più difficile rispetto ad altri, comunque sia non mollare, per quanto possa essere dura con la giusta inventiva si può fare tutto. E fammi sapere come va col CV

  34. Ciao Stefano; ho scoperto il tuo spazio web proprio cercando.. cercando cosa? quello che anni addietro hai cercato anche tu: la possibilità di espatriare per cambiare la propria vita. Ho letto con attenzione tutto ciò che hai scritto, e superando elogi e complimenti per il tuo percorso, di cui suppongo tu ne abbia ricevuti a sufficienza 🙂 , arriverei al nocciolo:
    Mi riscontro in quanto dici, perchè a conti fatti come diceva Einstein “non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare sempre le stesse cose.” Ed eccomi qui, 27 anni tra qualche giorno, praticante geometra a 0 Euro, un percorso universitario inconcluso, vari errori saltellando a destra e sinistra alla ricerca di una stabilità che oggigiorno non garantisce più nessuno, in ritardo sui tempo per costrurimi la mia autonomia ma sempre munito di motivazione, obbiettivi e voglia di fare.
    Ora, sto cercando la possibilità per mettere a frutto la mia esperienza quinquennale di barman (per pagarmi gli studi mai completati) aprendomi all’orizzonte statunitense per l’estate in arrivo. Sto quotidianamente tenendo sotto controllo scambieuropei e scambiinternazionali, lavorofuori.net e qualcos’altro… senza successo. Ci spero tanto nel trovare ciò che cerco dedicandogli almeno 1 oretta al giorno… il passaporto l’ho appena ritirato, per l’inglese mi sto dedicando all’apprendimento tramite film in linguamadre, libri e videgames. Se tu, essendo già in loco, dovessi conoscere un URL particolare dove riuscire ad agganciarmi per trovare un lavoro di barista/cameriere negli states da qui, te ne sarei decisamente riconoscente, ma non pretendo nulla, sia chiaro, è solo per snellire le ricerche! Buona fortuna per tutto, e ti ringrazio in anticipo per la risposta! Se tra qualche mese arriverò negli States, ti scriverò.. si sa mai che ci si farà un martini insieme!

    • Stefano says:

      Ciao Andrea, se sai già l’inglese so che a Londra cercano sempre. Vai a fare un salto, non servono permessi e costa poco. Fossi in te un pensierino ce lo farei, anzi quasi lo faccio anch’io.

      Interessante lavorofuori.net, non lo conoscevo, mi metto a seguirlo!

  35. Enrica says:

    Complimenti Stefano, penso tu sia fantastico!
    Io mi sono dimessa da poco da un lavoro che ritenevo devastante! Per anni ho lavorato in silenzio e ora mi sono detta BASTA! Voglio lavorare per me stessa e ho deciso di diventare una libera professionista. Sono giorni che riordino le idee e dopo 17 anni che sono segretaria commerciale ed amministrativa ho deciso di fornire servizi alle imprese ed alle persone. Oggi tutto é informatizzato e molte persone non sanno nemmeno cos’è un computer, vorrei proporre al privato, un servizio di sostegno per disbrigo pratiche alcuni pensionati mi hanno richiesto aiuto per stampare il cud dal sito Inos, per esempio, e, alle aziende, fornire un servizio di sostegno durante i picchi di lavoro o per far risparmiare tempo in inutili code presso gli enti ( INPS, INAIL, CAMERE DI COMMERCIO) oppure fare da tramite con commercialista o uffici legali…..tu cosa ne pensi? Grazie.

  36. Michela says:

    Ciao Stefano, complimenti per il tuo articolo!Studio interpretariato e traduzione e sono a pochi mesi dalla laurea magistrale. Parlo 5 lingue e al momento mi trovo a un bivio, dopo aver studiato 5 anni, sarei ansiosa di lanciarmi nel “magico mondo del lavoro” ma allo stesso tempo mi piacerebbe fare un master in ambito economico per avere quel “qualcosa in più” oltre le mie cinque lingue. Ammetto di avere un pò di ansia perchè ad oggi non ho avuto alcuna esperienza lavorativa dovendo frequentare l università e il mio curriculum è parecchio “triste”;) Hai qualche consiglio? In bocca al lupo per tutto

    • Stefano says:

      Ciao Michela, il master in economia perché lo fai? Se hai la certezza che ti indirizzerà verso una professione che vuoi fare, allora fallo. Altrimenti cerca piuttosto un lavoro, a seconda di come è messo il mercato nel tuo settore. Prima poniti un obiettivo, poi delinea i passi per raggiungerlo. Se provi a fare il contrario, non andrai molto avanti. 😉

  37. margaret says:

    faccio tutto quel che tu dici (sfrutto internet, porto i cv a mano, sono iscritta a interinali e centri per l’impiego) ma di lavoro neanche l’ombra.
    Una laurea nel cassetto e tanta delusione.

    • Stefano says:

      Ciao Margaret, non darti per vinta! Usa la fantasia: cerca lavoro dove nessun altro pensa di andare. Cerca all’estero. Ma soprattutto usa la tua laurea come un’opportunità in più, non come un limite a quello che “non devi” fare. 🙂

  38. margaret says:

    ho cercato anche per lavori stagionali ma sai qual’è il problema? che se non hai esperienza neanche guardano il CV. Uno può avere tutta la buona volontà possibile e la voglia di mettersi in gioco ma la maggior parte degli annunci richiedono esperienza almeno biennale, persino per fare le pulizie o la commessa. E io ancor mi chiedo una neolaureata come può avere esperienza di più anni se per pagarsi gli studi ha fatto sempre la babysitter e se nessuno è disposto a darle una possibilità come primo impiego. Io lavorerei anche gratis per mesi pur di imparare un mestiere ma il problema è che se non hai esperienza, nessuno ti risponde.

    • Stefano says:

      Semplice: fai esperienza in settori analoghi poi cresci di livello. Ovvio che per i lavori dove è richiesta professionalità serve esperienza, ci devi arrivare passo passo. Ad esempio io ho fatto un anno il cameriere in America, ho lavorato in cucina e posso usare la mia esperienza per una qualsiasi posizione di lavoro in un ristorante.

  39. Giulia says:

    Ma chi è l’imbecille che ha detto che la crisi non esiste? Si vede che non sta cercando lavoro! SI VERGOGNI!!!!

    • Io sono uno di quelli che l’ha detto perchè l’ho cercato (anche se non ne avevo bisogno) e ho avuto anche più di un’offerta. Poi probabilmente le difficoltà individuali dipendo dal proprio curriculum, dal raggio di azione di ricerca e dal tipo di professionalità.
      Se condividi la tua professionalità, la tua esperienza e quanti Km ha il tuo raggio di azione di ricerca, potremmo tutti capire se sei in linea con la metodologia espressa dall’autore di questo post o se non ti stai impegnando abbastanza.
      Io conosco una ragazza che sono anni che cerca lavoro, ma il suo problema non è la crisi, è la sua inesperienza applicata ad un ego esagerato con un pizzico di poca voglia di lavorare e tanta voglia di criticare i colleghi!

    • Stefano says:

      Anzitutto grazie per l’insulto gratuito, ti dimostri una persona educata. Secondo, io ho trovato due lavori in piena crisi e senza difficoltà. Basta saper cercare.

  40. margaret says:

    ma in America hai trovato anche senza avere esperienza?perchè è proprio questo il problema: se l’esperienza non ce l’hai alle spalle non ti fanno neanche iniziare!!!

    • Stefano says:

      Sì, zero esperienza. Da quanto ho notato girando per il mondo, solo in Italia è di fatto obbligatoria una raccomandazione anche per fare lo spazzino.

      • Ciao Stefano,
        ho letto l’articolo e scorso i commenti, ed è su questa tua risposta che vorrei porre l’attenzione.
        Tu dici che trovare lavoro è possibile per tutti, poi affermi testualmente “Da quanto ho notato girando per il mondo, solo in Italia è di fatto obbligatoria una raccomandazione anche per fare lo spazzino.”
        Di conseguenza è ovvio presumere che per trovare lavoro in Italia in questo momento senza una raccomandazione, sia d’obbligo andare all’estero.

        Perplessità: si sta parlando dell’Italia, come puoi presumere che tutti abbiano le stesse possibilità di andare in giro per il mondo per fare esperienza? Ci sarà anche chi trova lavoro in na settimana (come il tuo amico) ma è un’eccezione, non è la norma… Io conosco una persona che al momento vive a Londra e ha un lavoro, si… ma per trovare il primo lavoro anche solo in un bar, ha impiegato mesi, durante i quali si è dovuta mantenere con dei soldi che, per sua fortuna, aveva di sicurezza PRIMA di partire. Nonostante questo vantaggio (che ripeto, non tutti hanno) stava per essere costretta a tornare in Italia, con tanti soldi in meno e nessuna esperienza.

        Ammetilo, tutti possono trovare un lavoro, se hanno un budget di partenza, o se vengono da una famiglia mediamente benestante. Perchè quando nonostante tutto l’impegno, il lavoro tarda ad arrivare… Anche i mezzi pubblici da prendere per fare il “peregrinaggio di ricerca” le 500 stampe del curriculum citate spesso cominciano a pesare come spesa e vanno ridotti.

        In più, se le persone acettano di lavorare 12 ore al giorno per 500 euro al mese anche solo temporaneamente, i datori di lavoro si adagiano su quella cifra, sanno che c’è sempre qualcuno che è disposto a lavorare per una miseria perchè pagare ad una persona il giusto prezzo? Con questa logica, l’onda d’urto del proporsi al ribasso si propaga sempre di più, retanto che (mi è successo davvero) un signore una volta mi disse, come giustificazione che non mi stava pagando, ed era anche a nero” stai facendo esperienza, quasi quasi dovrei essere pagato da te come un’insegnante”.
        Così il mercato del lavoro si svaluterà sempre di più, torneremo all’epoca dei signori che pagavano i servitori solo con vitto e alloggio e solo i ricchi di nascita potranno avere aspirazioni.

  41. Ciao, complimenti per l’articolo, vorrei un consiglio, sono neolaureato in ingegneria civile/edile e mi piacerebbe trovare lavoro all’estero (ovunque), ho studiato quest’estate per sei mesi a Manchester e me la cavo bene con l’inglese.
    Le agenzie del lavoro (Jobrapido,Kelly,ecc…) possono essere un valido strumento oppure sono solo specchietti per le allodole?
    Daccordo che è meglio provarle tutte ma quale sarebbe lo strumento più adatto alla mia situazione?
    Grazie,
    Luca

    • Stefano says:

      Sono ottimi sistemi, ma da soli non fanno miracoli. Devi integrare questi siti con tutti gli altri tipi di ricerca. Se sei stato a Manchester, ti consiglio di partire da lì e chiedere se ci sono posizioni aperte nel tuo settore.

    • Ciao Luca,

      nel mondo dell’ingegneria molti annunci interessanti (anche all’estero) li trovi su monster -> http://www.monster.co.uk/

      Ti parlo soprattutto dell’ingegneria dell’informazione (elettronica, informatica, telecomunicazioni nello specifico), ma forse trovi qualcosa anche per edile.

      Buona fortuna!

  42. Andrea says:

    Ciao Stefano,
    penso che questo sia un ottimo articolo che condivido quasi completamente. A parte quando dici che la crisi non c’è 🙂 Sono però d’accordo che ci siano opportunità lavorative straordinarie questo si. Non sono d’accordo di mettere il paraocchi e di non vederla perché questa strategia è stata fallimentare per alcune persone che facevano mutui fino al 2008.

    Per quanto mi riguarda io ho seguito la tua strategia anche se purtroppo mi sono più sbilanciato sulle competenze universitarie e di certificazione per essere appetibile ad esigenze industriali che su quelle di esperienza lavorativa (solo 3 esperienze in aziende per periodi trimestrali, una mi ha fatto anche perdere un anno universitario perché proprio in quel anno cambiava il piano di studio, da specialistico a magistrale…anche se devo dire che è stata per me illuminante e mi ha dato molta energia soprattutto per indirizzarmi tra l’abilitazione e certificazioni indispensabili alle industrie). Mi è dispiaciuto molto non poter lavorare in quel periodo ma con l’80% di frequenza, 5 giorni su 7 fino alle 18-19 era secondo me impossibile.
    Dal 2010 al 2013 ho fatto diverse cose come imparare bene l’inglese (purtroppo ora mi accorgo che il tedesco è ancora più importante dell’inglese per il mio lavoro se voglio lavorare all’estero), specializzarmi (con master, corsi e stage professionalizzanti) e studiare (qualcosa ogni giorno per un oretta minimo + 1 ora di svago dove creo libri o altro materiale creativo o mi alleno) ma l’errore che ho fatto è stato quello di pensare di poter trovare lavoro mentre facevo questo tramite il centro di collocamento. Le uniche chiamate che ho avuto erano quelle che di solito fanno per sapere se possono ripulire la lista. Ovviamente ho cambiato metodo (ma l’ho capito in ritardo anche se avevo trovato lavoro da solo in passato) e ora avrò un colloquio dopo averne fatto un’altro con un azienda che non cercava lavoratori e non riusciva a comprendere che cosa potevo dare di valore. Speriamo ora che sia diverso.
    In realtà da qualche mese avevo anche pensato di fare qualcosa di completamente diverso come pasticcere o similari (perché mi sembravano più redditizi) ma mi è stato caldamente sconsigliato da un ragazzo che lavora nel orientamento professionale perché con il mio lavoro di nicchia avrei molte più possibilità che ritrovarmi pizzaiolo tra una miriade di pizzaioli in un periodo di recessione alberghiera.

    Volevo chiederti questo:

    -Secondo te come posso pormi ad aziende chiedendogli anche di lavorare anche gratis (nel modo giusto). Io lavorerei anche gratis per un periodo per fare esperienza nel campo che mi renderebbe indispensabile e farmi conoscere. O se devo prendere una casa in affitto magari con un piccolo rimborso spese. Ma non capisco se conviene scriverlo nella lettera di presentazione. O in un secondo momento.

    Ti ringrazio.

    • Stefano says:

      Ciao Andrea. Lavora gratis solo se hai l’unico obiettivo di fare esperienza a discapito dei soldi, non se cerchi un lavoro pagato. Andare a lavorare gratis nella speranza di essere poi assunto con un buono stipendio è controproducente, perché fin da subito ti posizionerai come “quello che non si lamenta di essere sfruttato” agli occhi del datore. Chiedi un compenso giusto per le tue competenze, non accontentarti della miseria. Un datore che non vuole pagare per assumere dei professionisti non è un capo che vorresti avere: se taglia su questo, figuriamoci sul resto.

  43. Francesco says:

    Ciao Stefano sono rimasto letteralmente STUPITO da quest’articolo, in senso assolutamente positivo. Sono al 5° anno di ragioneria, ho scelto indirizzo programmatore poichè a dir la verità mi piace molto l’informatica e le tecnologie in generale (telefonia, computer ecc) e uno dei miei sogni è quello di visitare il mondo, più nello specifico Londra magari lavorando ad esempio come cameriere..Inoltre mi piace moltissimo l’inglese:vorrei imparare bene la lingua..la pronuncia (andando a Londra credo proprio che migliori questo mio inglese). Appena finita la scuola..cosa mi consigli di fare? Laurearmi al più presto e fare questa sorta di “viaggio” sperando di trovare lavoro a Londra?
    Non fa nulla che, studiando TOT anni per diventare programmatore o cosa, mi ritrovo a fare un cameriere a Londra come potrei farlo qua nel mio paesino?
    Vorrei ricevere qualche consiglio per immettermi al più presto nel mondo del lavoro..Grazie

    • Stefano says:

      Ciao Francesco. Come dico nell’articolo, prima devi trovare quello che vuoi fare nella tua carriera. Ok è difficile, ma almeno trova una direzione. Se sai che ti piace cucinare e l’ambiente del ristorante, fai un’università che potrà tornarti utile nel settore. Devi creare un piano, è l’unico modo per trovare lavoro efficacemente. Ad esempio io ho studiato economia e sono venuto a fare il cameriere/venditore negli Stati Uniti, una volta in Italia sto pensando di fare un corso da sommelier per completare il cerchio: un venditore esperto, sommelier di vini italiani e con esperienza in un ristorante a 5 stelle negli Stati Uniti. È un lavoro di nicchia che nessuno fa, quindi non ho concorrenza e troverò un lavoro più facilmente.

  44. Andrea says:

    Ma quindi secondo lei non ci sono proprio possibilità per un laureato in Storia, nonostante lavori già da anni come operatore di customer care e spera di far evolvere la sua esperienza?

    • Stefano says:

      Che carriera vuoi fare? Se nel customer care, non so quanto ti tornerà utile la laurea. Non sto dicendo che non hai possibilità, ma dubito che partirai molto più avanti di un non laureato con esperienza simile.

  45. Marcello says:

    Ok, bell’articolo, anche se devo leggere meglio alcune parti.
    E’ vero che parte della crisi è solida nelle nostre teste, e spesso involontariarmente la usiamo come alibi per rilassarci e piangerci addosso.
    Ma, occhio, con questo non voglio dire che la situazione economica del paese sia lontana da quella dipinta da giornali e dalla televisione.

    Avrei un consiglio da chiedere, caro Daniele. Tu dici di non scegliere filosofia o letteratura perchè non pagano bene e non si trova lavoro. E sono d’accordissimo con te. Il problema è che io questo errore ormai l’ho fatto. Che faccio, mi butto da un burrone?

    ciao

    • Marcello says:

      Volevo dire Stefano. Scusami, stavo parlando in contemporanea con un amico che si chiama Daniele e ho confuso i nomi.
      Chiedo perdono

    • Stefano says:

      No, devi solo entrare nella mentalità che, probabilmente, nella ricerca di un lavoro dovrai partire quasi allo stesso livello di chi non ha mai iniziato l’università. A meno che tu non sia molto fortunato a trovare un lavoro che richiede una laurea di filosofia, considerati solo un diplomato e parti da lì. Ci sono altri modi per fare carriera. 😉

  46. Paolo93 says:

    Non puoi fare un Articolo su come fare un curriculum? 🙂

    • Stefano says:

      Stavo pensando di creare un modello da allegare al questo articolo, lo metto per i progetti da fare per questa primavera o estate. Tu resta iscritto alla newsletter, quando lo pubblico manderò un’email. 😉

  47. STEFANO: Hai ragione solo in parte! Noi, over 45 siamo superati … per questo non ci assume nessuno! Meno male che ci sono persone come te che tengono su l’Italia!!

    • Stefano says:

      Non è detto. Se non hai seguito i principi dell’articolo è difficile iniziare a 45 anni, più che a 20. Parti in una posizione svantaggiata, ma c’è sempre tempo per creare delle competenze distintive e renderti unica. Hai l’età che ti senti. 😉

  48. Buon giorno, il tuo post mi ha dato una scossa, ma per me, ci vorrebbe un miracolo.
    Mi ha dato la carica vero, ma poi vado la fuori mi sento sola.
    Non mi sento all’altezza di niente.
    Sono diplomata a stento in estetista, ma oramai gli anni sono passati ee io ho perso la mano.
    Lavorerei anche gratis, come stagista, tanto per fare qualcosa, per cambiare aria, per fare. Ma cosa?
    Ogni lavoro, ogni singolo lavoro, mi sembra fuori portata da me.
    Non so l’inglese, vorrei impararlo e andare a Londra in quei posti dove ti insegnano la lingua e poi ti danno un posto di lavoro, i miei non sono d’accordo.
    Adoro fare i massaggi ma non ho disponibilità economiche per specializzarmi.
    Vorrei un lavoro, fare, ma mi blocco dalla mia insicurezza. Dalla paura di non essere capace, di essere all’altezza di ogni cosa.
    Eppure, al momento dei soldi a me non me ne frega nulla
    Sono una fallita, ancora prima di lavorare e ho deluso, e continuo a deludere chi mi sta attorno.

    • Stefano says:

      Beh alby, con quella mentalità scusa se te lo dico, ma non mi è difficile credere che non riesci a trovare lavoro. Se ti presenti al colloquio e dici ah ma io non so fare niente, sono un fallita, sono un’incapace, nessuno ti darà mai qualcosa.

      Inizia a puntare sulle tue capacità, a renderti unica, a fare qualcosa di straordinario. È più facile farlo che dirlo, una volta che ci prendi la mano. 😉

  49. Ciao Stefano, il tuo approccio verso la vita professionale è positivo, vincente, quello che tutti i ragazzi della tua età dovrebbero avere.
    Anche io giovanissima sono partita all’estero, ho vissuto due anni a Londra.
    Sono tornata in Italia perché avevo trovato il lavoro dei miei sogni.
    Nel mentre, lavorando, mi sono laureata e sempre lavorando, ho iniziato una collaborazione professionale perché credo nella crescita e nella specializzazione.
    Ora sono cassintegrata, sono tornata all’estero ho frequentato un Master in fiscalità internazionale, ho bussato tipo stolker a tutte le porte.
    Se la crisi non c’è perché tutti gli studi professionali licenziano? Perché gli imprenditori falliscono? Perché nonostante inglese fluente, master, abilitazione professionale non riesco a trovare uno sbocco professionale?
    Forse devo inventarmi qualcosa di nuovo, ma qual è il mercato di riferimento? La struttura imprenditoriale del nuovo ordine economico che esigenze ha? Forse personale poco qualificato, da pagare poco per offrire un servizio scadente oppure c’è qualcosa che non riesco a cogliere?
    Ti chiedo un consiglio perché sono sicura che la tua lucidità ti consente di andare oltre.
    Grazie

    • Stefano says:

      Tutti licenziano sì, perché il lavoro è dinamico: più licenziamenti da una parte, più assunzioni dall’altra. È la nuova economia e io la trovo un’opportunità straordinaria per fare carriera più velocemente e mettersi in risalto, perché vige la meritocrazia. Certo questa novità non piace alla massa dei mediocri, perché non possono stare di fronte a una scrivania a lavorare al minimo fino alla pensione. Se ancora non hai trovato lavoro, è perché non hai trovato la tua specializzazione. Non sei unica. Master, abilitazione, tutto il resto okay. E poi? In che modo sei unica, e non solo un’altra laureata con master che sa l’inglese? Devi specializzarti ancora di più. Se al mondo ci sono più di cento persone come te nel tuo settore, significa che non sei abbastanza specializzata. Non fare cento cose discretamente bene, scegline una e diventa la migliore.

      • Grazie, ottimo consiglio!
        In realtà so che devo offrire qualcosa di unico.
        Ho delle idee che sto cercando di trasformare in progetti concreti.
        Ma siccome ho bisogno di soldi quest’estate mi imbarco in una nave da crociera. Lavoro e mi diverto…come dici tu la via per il successo non è una linea retta!!
        Keep in touch!!

  50. Ciao ho letto tutto l’articolo e tutti i commenti.
    L’articolo molto bello molto interessante e sto seguendo i tuoi consigli (alcuni già li mettevo in pratica).
    Stà di fatto che ad oggi a 45 anni non è assolutamente facile trovare UN lavoro e parlo di un lavoro qualsiasi, un lavoro che non mi faccia sentire inutile e che mi consenta di portare qualche soldino a casa per pagare le spese. Le uniche possibilità sono le solite vendite door to door oppure call center outbound …. esperienze già provate con pochi risultati vendere non è per me.

    • Stefano says:

      Tutti i commenti? Sono 149 escludendo il tuo, complimenti. 😀

      Quindi sai già la mia risposta: se non trovi un buon lavoro, significa che devi specializzarti ancora di più. Renditi interessante, renditi appetibile. È solo questo il “segreto” per avere un buon lavoro.

  51. Ciao Stefano!
    Ho letto il tuo blog e mi e’ molto piaciuto,in particolare il tuo modo di fare e nel credere nell’ambiente del lavoro.Sono un ragazzo in fase di ricerca di un lavoro nuovo,ma rendendo la situazione economica attuale in italia mi e’ scesa molto la voglia fare e cercare.Solo nel blog del genere mi trovo un senso di ricarica positiva! grazie per avermi aiutato!

  52. Fabrizio Muratore says:

    L’articolo è molto interessante! Mi fa piacere che la tua esperienza ti stia giovando per distinguerti dalla massa di ragazzi che cercano lavoro! Io sto provando a cercare lavoro ma sfortunatamente non sto riscontrando molta positività sia in termini di colloqui che concorsi.
    Ho una laurea triennale in economia e management, una laurea specialistica in sistemi complessi, un master sul controllo di qualità con annesso stage, un dottorato di ricerca in statistica applicata, tre periodi di ricerca all’estero in America, Scozia e India e ho pubblicato (solo in inglese) sette articoli su riviste scientifiche. Per specializzarmi ho lavorato anche in uno studio commercialista per due anni gratuitamente e in un azienda come Customer care.
    Ma…….. Il lavoro non lo trovo. I concorsi non li passo, i colloqui neanche ! Ultimamente mi sto focalizzando con una ricerca intensa in Australia e nel Texas ! Ma nonostante questo sono da qualche mese fermo. Allora sto cercando di fare tesi agli studenti o qualche ripetizione! Ma il lavoro……. Nulla ancora!
    Consiglio comunque ai ragazzi di non mollare! Io mandò centinaia di CV anche specifici ogni giorno! È aggiungo altri siti molto utili per la ricerca attiva del lavoro:

    http://www.ticonsiglio.com
    http://www.lavoratorio.it
    http://www.trovolavoro.it

    Spero per me che le cose cambieranno anche se ho perso la fiducia !
    Un saluto

    Fabrizio Muratore
    fabrizio.muratore@gmail.com

  53. Camilla says:

    Ciao Stefano,
    Ho appena finito di leggere il tuo articolo che ho trovato interessantissimo.
    Ti avviso che e’ ormai da 5 mesi che dopo aver lasciato a meta’ del terzo anno l’universita’ di scenografia, all’accademia di belle arti di Venezia, sono in continua ricerca di informazioni utili per le mie scelte future.
    Puo’ far ridere infatti il fatto che ho trovato il tuo blog digitando su google le parole: “trova lavoro laurea inglese”. Questo perche’ anche dopo aver parlato con mille persone sulla loro esperienza, fatte mille ricerche e preso in considerazione mille opportunita’ di scelta non so mai se la scelta che faro’ saraa’ quella giusta.

    Ho lasciato l’accademia perche’ non avevo interesse in quel campo, era organizzata malissimo e le prospettive che vedevo dopo la laurea non mi interessavano.
    Il mio rimpianto e’ stato non averla lasciata prima.
    Comunque dopo aver lasciato l’universita’ essendo una persona a cui non piace perdere tempo e impegnarsi poco ho subito pensato che un bel corso inglese con una madrelingua mi sarebbe stato utile per tutto. E cosi’ ho fatto.
    Poi ho anche iniziato un corso di visual merchandising di 60 ore che lascia un patentino come junior per la professione.
    Il corso mi e’ piaciuto e per fare quella professione il mio maestro dice che basta quello piu’ anni e anni di lavoro sul campo.

    Ma il pallino dell’universita’ di studiare mi e’ rimasto.
    Inoltre con quel corso ho capito che le mie qualita’ artistiche, tecniche, creative possono inserirsi anche in un ambito commerciale, di marketing e comunicazione che mi interessa un sacco!
    Mi piacerebbe un sacco lavorare in questi campi, magari in un ufficio di un’azienda o anche direttamente sul campo di lavoro, e prendere decisioni di marketing, gestire contatti, studiare strategie di vendita, applicarle, fare indagini di mercato, etc.

    Alcuni mesi fa ho fatto domanda tramite l’ucas ad alcune universita’ inglesi per i corsi di marketing per unire l’apprendimento di un inglese fluente con l’istruzione che mi offre l’universita’ in campo che davvero mi piace.
    Fortunatamente alcune mi hanno accettato.
    Aggiungo poi un punto abbastanza importante per me: il mio fidanzato essendo pilota dell’aeronautica militare potra’ lavorare soltanto in italia..quindi in futuro poi comunque mi piacerebbe tornare a lavorare in Italia e accasarmi qui.

    A termine di questo ho delle domande che ancora non so rispondere:
    E fattibile laurearsi in inghilterra e poi trovare un lavoro in italia senza ricorrere alla trafila di procedure per la costosa equipollenza dei titoli di studio?
    E’ giusto scegliere la laurea in marketing per quello che voglio fare, avendo fatto gli studi che fatto precedentemente?
    Studiando all’estero puo’ essere abbastanza “unico” quello che posso offrire poi nel campo di lavoro?
    Puo’ essere unico il fatto di avere sia qualita’ artistiche creative e di alcuni programmi grafici unita ad una conoscenza di marketing?
    Finisco dicendo che comunque sia questa estate sia nei tempi liberi mentre studio a londra sarebbe in programma di fare esperienze lavorative. Sia in campo visual merchandising che come commessa, barista o altro. Sia per fare esperienza che per coprire in parte i costi.

    Ti ringrazio in anticipo per l’attenzione al mio commento e mi scuso per la trafila di domande, come se fossi l’oracolo, ma credo che il tuo consiglio mi sara’ davvero utile.
    Camilla

  54. thegreatest says:

    ciao stefano bel articolo non c’è che dire! ;mi sei piaciuto per molti aspetti in particolare quando parli dell’unicità che deve rappresentare il lavoratore che si candida per un lavoro e nella carica positiva che deve avere colui che si candida per una posizione lavorativa. Sono pienamente d’accordo con te! La cosa su cui invece voglio concentrarmi e sulla quale ti invito a esporre le tue idee è il sistema economico e sociale all’interno del quale noi viviamo ( in Italia). Attualmente è sotto gli occhi di tutti il fatto della estrema difficoltà con cui le banche concedono i mutui, ma non fermiamoci solo a quelli, consideriamo anche i prestiti per il credito al consumo che permettono alle famiglie di alimentare i consumi e di accedere a beni e servizi, tanto per fare un esempio: diciamo che vogliamo comprare una macchina. Bene! Come possiamo accedere a questo bene ? Se abbiamo i soldi andiamo in un concessionario e l’acquistiamo di sana pianta, se invece non li abbiamo ricorriamo alla finanziaria. E a questo punto dobbiamo avere una buona busta paga con un buon contratto altrimenti sarà molto difficile ottenere l’approvazione del nostro finanziamento. Bene, fin qui il lavoro è un discorso che possiamo catalogare come marginale, ma se ci addentriamo ancora di più capiamo subito che una persona lavora per raggiungere lo scopo che tutti hanno! Una casa per una famiglia! Ora arrivano le dolenti note. Una casa non è una macchina, se le banche chiedono garanzie per finanziarti una automobile è del tutto superfluo dire che per comprare una casa le banche ci chiedono quello che al giorno d’oggi è un miraggio, una leggenda: una busta paga adeguata a coprire la rata del mutuo e un contratto a tempo indeterminato. Bene Stefano, a questo punto ti chiedo come può la flessibilità che te hai detto sia un bene contribuire a farti ottenere le carte in regola per permetterti di mettere su famiglia? La verità a mio modesto parere è che malgrado i nostri tentativi di ricondurre la realtà a un qualcosa di accettabile e forse addirittura di bello a mò di Candide che cercava di autoconvincersi di vivere nel migliore dei mondi possibili; bisogna avere coscienza che quello che hanno costruito i nostri padri è una costruzione che si è rivelata fallimentare. La dimostrazione di quello che dico è il fatto che la pensione in Italia la generazione dall’ 80 in poi difficilmente la prenderà! Alla luce di quello che scrivo evito di citare la situazione politica italiana che sarebbe come sparare sulla croce rossa! In breve Stefano la tua carica positiva mi va benissimo, la tua propensione all’analisi economica e pratica della realtà mi va alla grande anzi te ne faccio i complimenti per la lucidissima fattura; ma scusami se te lo dico, siamo nella merda fino al collo! e se la soluzione è fare come hai fatto te cioè espatriare, va bene, tanto di cappello, ma siamo lontani dal risolvere il problema. Forse la soluzione al problema è nel ciclo della storia, cioè ogni costruzione crolla e risorge come è nel ciclo delle cose; ma se a farne le spese devono essere sempre i soliti ignoti ovvero i figli di nessuno e coloro che non hanno reti assistenziali che li sostengono siano essi provenienti da qualsiasi ceppo sociale, allora siamo davanti una profonda crisi, crisi di umanità, crisi di valori, crisi di religione, crisi di economia, crisi di politica, crisi di tutto! Concludo dicendo che auspico che tutti prendano coscienza della realtà che va compresa nella sua profonda complessità e che siamo in una fase in cui per uscirne tutti devono fare qualcosa gratis per qualcuno altrimenti non ci sono speranze, si va tutti giù. Ognuno deve dare un pò del suo a favore dell’altro; la logica del tu mi paghi a fronte di una mia prestazione, deve essere quanto meno affiancata da una sana devoluzione dei propri talenti a favore di chi non può pagarli; per esemplificare : se io faccio l’ elettricista una parte del mio lavoro posso destinarla a coloro che non possono pagarla, in questo modo mi renderò utile e contribuirò al miglioramento delle sorti comuni. Senza uno sforzo comune in un unica direzione possiamo parlare di tutto e di nulla, ma non andremo da nessuna parte!

    massimiliano

  55. Cecilia says:

    Ciao Stefano,
    la mia situazione in sintesi è questa: ho una laurea 3+2 a pieni voti in ambito scientifico perchè in queste materie riuscivo un pò meglio, ma quando ho dovuto sceglierla non sapevo cosa fare, alla fine ho provato a fare questa e ho visto che impegnandomi riuscivo a passare gli esami con buoni voti. Ma è stato pesante portarla a termine, e forse volevo altro nella vita, a livello personale. A livello lavorativo quando devo cercare lavoro non sò cosa cercare, non mi sento perniente bene ed ho una paura paralizzante del mio futuro. Ho fatto tanti stage gratuiti in ambito scientifico, ultimamente stavo lavorando in una ditta che però sta risentendo della crisi ed è una ditta tra le più concorrenti qua, non una di poco conto, quindi sarò di nuovo punto e a capo e NON SO COSA FARE! Non sò se fare corsi attinenti alla mia laurea, costano, mi pesano e mi sembrano inutili, e soprattutto non sò se è quello che voglio fare, mi sento persa. Mi viene il dubbio che forse preferirei lavorare come oss o infermiera, ma mi servono soldi nel frattempo e un’ altra laurea non sò se la porto a termine, è rischioso perdere tempo e denaro senza sapere cosa riuscirò a fare…C’ è una via d’ uscita? Mi ritrovo sempre in questo stato quando devo ripartire a cercare un lavoro, ed è esistenziale credimi. Ti chiedo x fav. una risposta, grazie, ciao

    • Stefano says:

      Ciao Cecilia, da quanto mi dici stai usando la strategia che chiamo “il pollo senza testa”: ti affanni a correre da tutte le parti senza una ragione. Fermati, respira, fai un piano per il futuro. Quali sono le tue capacità e in che modo sei migliore di tutti gli altri nel tuo campo? Concentrati su quello e parti da lì. Nella nuova economia, se vuoi essere competitiva e avere un buon lavoro, devi specializzarti: impara a fare solo una cosa molto ristretta e specifica, ma sii la migliore.

  56. Alessandra says:

    ciao Stefano,
    ogni volta che devo cercare un nuovo lavoro vado in una crisi profonda.
    Non sò se la laurea scientifica che ho fatto, anche se impegnandomi tanto per portarla a termine riuscivo a prendere buoni voti, mi piace lavorativamente; non sò se riesco a permettermi e a portare a termine costosi corsi attinenti; non sò che lavoro puntare a fare, logicamente sarebbe tutto ciò legato alla laurea ma ho il dubbio di voler fare altro, perchè quando devo cercare mi sento male. L’ idea di un altra laurea diversa ora (29) che non sò quando finirò e in cui investir i soldi non credo sia la soluzione migliore, ma non sò cosa fare. Faccio volontariato nel sociale e da qualche tempo penso che mi interesserebbe fare un corso oss, ma non c’ entra nulla con la laurea. Soluzioni non ne ho, fin’ ora stage gratuiti e un lavoro a temine perchè la ditta stà risentendo della crisi e taglia, quindi non assume. Non mi voglio lamentare, ma sto male interiormente. Ti chiedo una risposta x fav, grazie, ciao.

    • Stefano says:

      Ciao Alessandra. La laurea è un’opportunità, non una restrizione. Se vuoi lavorare in un ambito diverso nessun problema, ma sappi che la laurea non ti darà nessun vantaggio. Non è un male, puoi fare strada anche senza l’università. Basta che fai ciò che ti rende felice. Quello che invece non devi fare è cambiare “passione” e carriera ogni 6 mesi, altrimenti l’unico lavoro che avrai sarà la cassiera part time. Scegli una carriera e tienila per tutta la vita.

      Una precisazione: “carriera” non significa “lavoro”. Per fare carriera dovrai cambiare lavoro più volte, questo è sicuro.

  57. claudio says:

    Peccato che queste cose non valgano per gli operai che ormai sono considerati rifiuto della società.

    • Stefano says:

      Infatti l’operaio generico è una categoria morente: chi non si specializza deve iniziare a farlo subito, se hai 20 anni e vuoi fare l’operaio mi dispiace, sei nel secolo sbagliato. La società si evolve, chi non si adatta rimarrà indietro. È brutto da dire, ma è la verità.

  58. Certo che avere consigli sul trovarsi un bel lavoro da una persona che:
    – Non ha ferie, i due giorni di riposo settimanali variano ogni volta (niente fine settimana a casa).
    – Ha lavorato a natale e capodanno.
    – La malattia non è pagata.
    – A volte torna a casa a mezzanotte
    non è che sia quanto di più ideale… Il mio lavoro è cento volte meglio e sono qui in Italia, di fronte casa mia, con i miei amici e la mia famiglia. Non credete che l’Italia stia affondando come dice questa persona. Se cercate bene il lavoro lo trovate!

    • Stefano says:

      30 ore a settimana per uno stipendio triplo rispetto a quello medio italiano. In più sto in America e il lavoro in sé non è male. Ti basta?

  59. Francesco P. says:

    Ciao Stefano,bellissimo post,ma purtroppo per me è inutile:
    Sono arrivato a questa pagina poiché ho deciso di lasciare la scuola e trovare un lavoro,visto che frequento il quarto anno di un liceo classico e sono ben consapevole che gli unici corsi universitari che mi piacerebbero (filosofia,lettere,storia,scienze politiche)non garantiscono alcun futuro anche per motivi familiari e personali,però già in uno dei primi paragrafi sconsigli questa strada.E allora cosa posso fare?Io la matematica e le scienze (comprese quelle più discorsive come la biologia) le odio con tutto me stesso e mi viene la nausea solo a svolgere 2+2
    Che mi consigli?

    • Stefano says:

      Non ti serve laurearti per creare competenze distintive. Puoi studiare per conto tuo, puoi fare esperienza, puoi sfruttare una tua caratteristica innata peculiare (tipo l’altezza, non so). L’università è solo una delle strade possibili.

  60. Alessandra says:

    ciao Stefano,
    l’ altro lato della medaglia se ci si specializza solo in un settore specifico è che se ti va male e non trovi niente non sai fare altro. Inoltre pensavo che forse una donna rispetto ad un uomo, proprio per diversità di mentalità e vedute, potrebbe avere esigenze di vita differenti e voler realizzare qualcos’ altro a livello personale nella sua esistenza, e dedicarsi interamente alla carriera comporta delle rinunce ad alcuni aspetti, secondo me dipende dalla scala di valori di una persona. Magari poi non tutte le persone sono portate per fare carriera, un lavoro serve per vivere e tutti i lavori onesti sono dignitosi. Io ho una laurea abbastanza multidisciplinare, e sto cercando lavoro ma a volte penso di aver sbagliato tutto, non ho chiaro che lavoro cercare ed in cosa investire tempo e denaro, tra l’ altro spendendo soldi in corsi senza entrate economiche e che non sai se ti aiuteranno a trovare un lavoro si rischia veramente di non riuscire mai ad avere una fonte di reddito ed un’ autonomia. Puoi anche scegliere un settore e una carriera, ma se poi non trovi nulla? E se non sei felice? Grazie, ciao

    • Stefano says:

      Se non ti specializzi, non trovi proprio niente. Se fai “un po’ di tutto” non troverai mai nulla di decente, perché non hai esperienza. Se ti specializzi in un settore, è come se in tutti gli altri fossi il classico non specializzato (ma con la non piccola differenza di una specializzazione). L’economia si sta spostando verso questa forma di lavoro, osteggiarla è un suicidio lavorativamente parlando. Se scegli una carriera e poi non sei felice, significa che hai sbagliato la pianificazione, e su questo c’è poco da fare. Ma almeno hai un buon lavoro, che non mi sembra poco.

      • Alessandra says:

        Stefano ma tu cosa intendi concretamente con “specializzarti”? Fare un corso da 4000-5000 euro, che magari non ti servirà mai e neanche ti piace? Con la mia laurea scientifica che già di suo è multidisiplinare come faccio a specializzarmi, se x ex. trovo lavoro in laboratorio e quello dopo in ambito normativo o altro, mica posso rinunciare perchè sono ambiti diversi, no? E cmq già il lavoro non lo trovo, poi se mi chiudo in un settore tr ristretto è finita, dove vado a cercarlo? E se non sei felice da dove la tiri fuori la motivazione? Se senti di non essere portata x lavori troppo “al di sopra”, come diavolo fai a farli? Magari fai un corso da 4000 euro e poi ti rendi conto che proprio non fa x te. Guarda non riesco proprio a chiarirmi che lavoro cercare, non ho la tranquillià x fare altro, ci penso sempre, come fai a uscirne?

  61. Francesco says:

    Un articolo perfetto. Però cosa succede se vivi in una famiglia che se non fosse per la madre che lavora in un asilo e porta gli avanzi della mensa mangerebbe latte e biscotti a pranzo e cena? Cosa succede se non hai una patente perchè non puoi permetterti scuola guida o motorizzazione, non hai una bicicletta e non puoi comprartela, non hai nemmeno 1 euro e 20 cent per un biglietto del bus, tua madre riscuote il 27 marzo e il 2 aprile sei già senza soldi per le bollette arretrate? Cosa fai fino al 27 del mese prossimo? Ho fatto km a piedi con pacchi di curriculum, senza un’euro in tasca e solo con la terza media.. Lavorare all’estero, andare all’università, fare un corso di lingue, comprarsi un computer e una stampante, farsi una connessione a internet.. Sono tutte cose utili per trovare un lavoro, ma che richiedono soldi, sono i soldi la base di tutto. L’Italia non è il paese delle opportunità come poteva essere una volta l’America, dove arrivavi con 10 dollari e 3 parole di inglese e magari un anno dopo avevi il tuo business se eri un tipo sveglio..
    Francesco (che ti parla da un internet point..)

    • Stefano says:

      Io inizierai a pensare alle soluzioni, non ai problemi. Se ti lamenti senza fare altro, non andrai mai da nessuna parte. Per alcuni lamentarsi è sufficiente, e per te? Cosa stai facendo di concreto per migliorare la tua situazione? Hai letto un articolo, okay, come intendi procedere d’ora in poi.

    • Ciao Francesco, per avere la terza media scrivi davvero bene, lo sai?
      Di dove sei? Mi puoi lasciare la tua mail? Anche io sono senza lavoro ma se non ci aiutiamo tra noi, chi lo farà? Di sicuro non basta un articolo incoraggiante per portare il pane in tavola.
      Se qualcun altro ha occasione di aiutare Francesco lo faccia per favore, aiutiamoci tra di noi…dobbiamo costruire un’Italia migliore assieme! Magari qualcuno ha un vecchio pc o una stampante che non usa più e invece di buttarli via può darli a lui

      • Scusa, ho dato per scontato che nell’internet point tu sia riuscito a farti una casella di posta elettronica. Se riesci la prossima volta che ti connetti mandami una mail a avalongirl82@hotmail.com e scrivimi come poterti contattare, anche via cartacea

  62. Manuela says:

    grazie tante per i tuoi consigli.
    Peccato che se sei una donna con due figli piccoli che cerca lavoro non sia così facile.
    Il lavoro non c’è per tutti perchè non siamo tutti uguali come credi.
    A meno che non rinuncio ai miei figli. E dovrò fare così perché le offerte di lavoro decenti dove puoi vivere degnamente sono poche.
    E con vivere degnamente non intendo pagarsi una vacanza a cinque stelle o vestirsi “firmata” da testa a piedi..intendo vivere senza l’incubo che i miei figli si ammalino (perché non ho nonni a cui lasciarli) o che tutto fili sempre liscio perché ogni secondo è importante per non ritardare e soprattutto vivere degnamente significa poter dare ai miei figli la madre che si meritano.
    Ma siccome non è possibile tutto questo dovrò trovare un full time(se ho molta fortuna) e sarò troppo stanca per tutto il resto. ah! e tra baby sitter e asilo forse arriverò a fine mese con 1 euro della mia busta paga.
    Non siamo tutti uguali. E il lavoro non è tutto uguale perché dipende dalla vita che hai. Dipende dalle rinunce che dovrai fare.
    Comunque io penso positivo e riuscirò a afre tutto!!! Perché DEVO !!!
    Ciao

    • Stefano says:

      Secondo me, invece, stai solo creando delle scuse per il tuo prossimo fallimento (che, con questa mentalità, non tarderà ad arrivare). Scusa se sono brutale, ma preferisco dare una scossa alle persone. Sta a te decidere come reagire alle difficoltà, perché fidati, tutti siamo capaci a trovare delle scuse “valide”. 😉

  63. Molti dei suggerimenti che dai sono giustissimi,
    ma dire che la crisi non esiste (si raccolgo il sasso) è offensivo.
    Ci sono milioni di situazioni che probabilmente ti sfuggono e non è corretto attribuire tutti i fallimenti alla mancanza di impegno ecc.
    E’ un momento storico molto difficile, sicuramente bisogna imparare a reinventarsi, ma non raccontiamo che la crisi è nella nostra testa perchè non è vero.

    • Stefano says:

      Viviamo nel periodo di maggiore abbondanza nella storia del genere umano, lamentarsi e dire che “è un momento difficile” è una scusa. Se poi preferisci credere che la colpa è di tutti tranne che tua se non riesci a trovare un lavoro, non posso convincerti del contrario.

      • Anonimo says:

        Ho un lavoro, un curriculum, ho studiato, studio, mi rinnovo.
        Non do colpe a nessuno, cerco di osservare la realtà.
        Questo non vuol dire che la crisi non esiste.
        E per gli articoli che ho letto e che apprezzo veramente, la tua risposta spicciola, sbrigativa e (questo è un giudizio personale che può essere sbagliato) antipatica sinceramente mi delude un pò.

        • Stefano says:

          Quando ero all’università e scrivevo un’email al professore, spendevo un quarto d’ora a formulare qualcosa di formale e perfetto. La risposta tipica: “ok” oppure “sì”. Lo definivo spicciolo e antipatico pure io.

          Quando Mindcheats è diventato popolare, ho capito: quando devi rispondere a decine di commenti ed email ogni giorno, è difficile dedicare più di qualche secondo a ogni risposta. E visto che scrivendo non si riesce a comunicare nessuna emozione, il rischio di fraintendimento è alto. 😛

  64. ragazzi ho letto con attenzione quasi tutti i vostri commenti
    sono disoccupato e in mobilita fino a gennaio e siccome non sono uno esperto di pc no so come iniziare a cercare
    anche perche io il lavoro lo trovato sempre tramite conoscenze
    diciamo che ho una base per lavorare in cucina dato che ho lavorato per diversi anni fuori e de quello che vorrei fare
    ma non riseco a concludere nulla

  65. Molto interessante l’articolo,ben chiaro e coinciso,nonostante sia abbastanza lungo fa riflettere.
    Io riguardando il fatto di “essere rari” sono sempre stato d’accordo,è un punto importante.
    Ma ho una domanda:tu dici che la crisi è una bufala,che insomma non esiste.
    Puoi spiegarti meglio?Cosa rappresenta e come vedi questo “periodo particolare”?
    Saluti

    • Stefano says:

      Ciao Marco. La crisi non esiste perché, nonostante le condizioni del mercato del lavoro, l’unica cosa che veramente influisce sulle tue possibilità di trovare un’occupazione è la tua preparazione in un settore. Se sei bravo trovi lavoro, se non sei bravo no. Solo che adesso tutti usano la scusa della “crisi” per non fare nemmeno la fatica di impegnarsi per trovare una carriera decente, e allora ci credo che saranno disoccupati per tanto tempo.

  66. Ma vivere una vita dignitosa non era tra i diritti fondamentali dell’uomo?
    Non voglio offendere, e apprezzo quello che vuoi inculcare nelle persone (che di per sé non è sbagliato), ma mi sembra un tantino come i tanti che ho incontrato: “se vuoi lavorare devi essere così, così e così”.

    Non ci sto e, se nessuno me lo da il lavoro…me lo creo!

    • Stefano says:

      Questa è filosofia, la filosofia non ti riempie la pancia. Anzi, secondo me il “diritto inalienabile a una vita dignitosa” è una scusa per la pigrizia. Hai il diritto di avere la possibilità di vivere una vita dignitosa e nessuno può impedirti di realizzarla, quello sì, ma è una cosa totalmente diversa. Puoi avere tutti i diritti che vuoi, ma se non ti impegni a realizzare questi diritti è come non averli. 😉

  67. Ciao!
    Hai scritto un bell’articolo, ma ti sfugge un particolare: NON tutti possono permettersi di andare in America! E là non c’è la Ryanair che ti porta in giro a prezzi ridicoli! Inoltre, se sei già là, devi rimanerci anche se ti va male per lo stesso motivo. Hai finito i soldi e non puoi tornare indietro. Non sto dicendo una frase fatta. Sto solo dicendo che bisogna valutare anche le proprie possibilità economiche prima di iniziare un progetto. Se tu potevi permetterti di fare questa scelta, hai fatto benissimo a farla. Ma non tutti hanno (o hanno avuto) le tue possibilità!

  68. Anonimo says:

    Ho letto tutto l’articolo e l’ho trovato molto interessante, ma a volte un po “spaccone”…
    la crisi è sicuramente alimentata dai media e dalla nostra mente, ma non si può certo dire che non esiste…
    Ho perso il conto di quanti cv ho mandato nell’ultimo anno (tutti studiati appositamente per ogni posto e non fatti in 5 minuti, con lettera di presentazione ecc..) e mi ritrovo cmq senza lavoro.
    Ho quasi 28 anni, laureata a 24 in Architettura con 110/110, superato alla prima l’esame di stato, ho studiato inglese in Canada e ho fatto un master post laurea a Venezia.. durante l’università ho sempre lavorato in vari studi e una volta laureata ho aperto la p.iva come libera professionista..
    Purtroppo a dicembre ho dovuto chiudere tutto perchè non c’è lavoro, gli studi con cui collaboravo sono in crisi e i privati non pagano..
    Come ho già detto ho mandato centinaia di cv sono anche andata in svizzera per cercare lavoro, ma nulla…
    Ho seguito tutti i consigli che davi nell’articolo eppure non è servito a nulla.. e dopo così tanto tempo e tantissime porte in faccia arriva una frustrazione che pochi possono capire..

    • Stefano says:

      Ciao Ilaria, da qualche parte il processo di ricerca non ha funzionato. Alcune possibili spiegazioni:

      1 – Il CV non risalta, è troppo lungo o noioso.
      2 – Non sei abbastanza specializzata, quello che sai fare lo sanno fare più di cento persone in Italia.
      3 – Il settore è troppo saturo, devi specializzarti di più.
      4 – Non hai cercato nelle imprese giuste, espanditi a cercare posti simili dove puoi far risaltare le tue competenze.

      Per dire: io in Inghilterra, dove anche lì c’è la crisi, ho distribuito 18 CV in un pomeriggio. Ho ricevuto due offerte di lavoro. Il lavoro c’è, basta saperlo cercare. 😉

      • La verità è che è solo una questione di probabilità.
        Mi spiego: se sei disposto a fare ogni cosa, in qualunque parte del mondo, a qualsiasi costo, è ovvio che hai maggiore probabilità di trovare lavoro!
        Solo che poi la probabilità si riduce, in seguito, quando si parla di specializzazione stretta!

        Esempio:
        se fossi disposto a raccogliere pomodori per 30 € al giorno è molto probabile (quasi certo) che troverei lavoro a 100 metri da casa mia dato che è pieno di coltivazioni, senza neanche fare il giro del mondo.
        In tale modo, ho solo aumentato le mie probabilità.
        Ma se imparo solo a cogliere i pomodori, e per qualsiasi questione venisse meno tale lavoro (carestia?!), che faccio? Comincio a girare il mondo?

        Io credo, invece, che per ottenere maggiore probabilità e, al contempo, maggiore flessibilità bisogna acquisire competenze trasversali, “rigiocabili” nel futuro e/o all’occorrenza.

        Parere mio!

        • Stefano says:

          Più che un parere, è una questione di fatti: se non ti specializzi non troverai mai un lavoro di alto profilo. Anzi, è già tanto se trovi un lavoro qualsiasi. Se sei il migliore in qualcosa, non avrai mai il problema di dover riciclare delle competenze e tappare le tue falle con le pezze di tela.

          Okay, diciamo che lavorare è un tuo diritto. E adesso che fai? Prendi il diritto e te lo mangi per cena? Lo vendi e compri l’auto nuova? Lo metti in una busta e lo invii alla società elettrica per pagare le bollette? Con un diritto non ci fai comunque niente.

          • Tralasciando tutto il resto, anche solo pensare di essere il migliore in qualcosa, su 6 miliardi e passa di individui, è un azzardo.
            Possibile che ce ne sia o che, con il tempo, qualcuno non diventi migliore di te?
            Mi sa tanto di lavaggio del cervello!

            Ancora una volta, parere mio!

  69. Flavia says:

    Caro Stefano,
    ho 22 anni e faccio la magistrale di psicologia del lavoro e delle organizzazioni, un ramo della psicologia più orientato verso le aziende, insomma mi spiegano come funziona e mi danno anche qualche base di economia e statistica. mi piace quello che faccio ma sono abbastanza demotivata per il futuro, dopo aver letto il tuo articolo mi sembra che questo campo sia troppo generico e poco pratico. secondo te come dovrei comportarmi?

    • Stefano says:

      L’università è solo il primo passo verso la specializzazione, parti da lì e vai avanti per conto tuo. Non ti serve un professore per imparare qualcosa di valido, compra libri, fai esperienza, sii creativa. 😉

  70. Andrea says:

    Ciao stefano,
    bell’articolo,sono nuovo e per caso ho scoperto il tuo blog.. sinceramente molto bello,che fa capire tante cose…
    Ora voglio chiederti una cosa..
    Io ho una qualifica in metalmeccanica,ma il mio sogno sarebbe entrare in polizia..Secondo te cosa dovrei fare?Diciamo che sono stato costretto a prendere quella qualifica…perchè andare in azienda non mi piace proprio,preferisco andare a lavare le auto..
    Ma il punto è questo secondo te mi conviene fare il militare..e poi vedere se riesco ad entrare in Polizia?

  71. Comunque, io rimango sempre della mia idea: il 90% del lavoro lo fa la sorte. Perché io non mi ritengo un’incapace. Se lo fossi, non mi stupirei del fatto che non trovo lavoro, soprattutto ora che vivo in Olanda (anche qui la vita è dura per le “capre”). Qui il problema è la lingua e per risolverlo mi sono iscritta a un corso di olandese. L’inglese già lo so e vorrei perfezionarlo. Il pc lo so usare. L’altro problema è che non ho un titolo di studio particolare che possa servire in qualche azienda internazionale, come nel caso del mio ragazzo (è laureato in informatica e lavora in un’azienda americana). Quando ero ancora in Italia pensavo: “Visto che come capacità sono nella media, l’unica spiegazione è la sfortuna.” E se il problema persisterà anche dopo o durante il corso di olandese, mi ritroverò di nuovo a fare tale ragionamento.
    Tu, invece, sei stato fortunato. Hai semplicemente pensato “Proviamo” e ce l’hai fatta. E non è stato solo il tuo impegno ad aiutarti.

    • Stefano says:

      La sfortuna non esiste, è una scusa per spiegare frettolosamente un insieme di concause troppo complesse da capire. Il primo passo per risolvere un problema è riconoscere la sua esistenza, se ti mascheri dietro a delle scuse non andrai mai avanti nella tua carriera. 😉

  72. Alessia says:

    ciao stefano.
    Ho letto il tuo articolo con interesse, alcune cose sono davvero utili, come per esempio il fatto che le aziende cercano gente con esperienza, l’ho notato anche io e ti confesso che ero tra quelli che diceva: “ma se nessuno mi assume come faccio esperienza”..poi è arrivato il tuo suggerimento..SPECIALIZZATI..per specializzarsi se ho ben capito, occorre frequentare corsi..e su questo ho delle domande da porti.

    Premessa

    Ho 21 anni, sono una studentessa del primo anno in Scienze dell’Educazione, futura educatrice d’infanzia, convivo con il fidanzato, devo pagare affitto, bollette, ecc ecc

    Sto cercando un lavoro part time per poter pagare le spese di casa, al momento sono disoccupata. Sono diplomata al liceo scientifico e come puoi immaginare non ho alcuna specializzazione.
    Vorrei cominciare a fare esperienza in quello che sto studiando, avere a che fare con i bambini ma non avendo esperienze difficilmente mi assumono.

    Secondo te dovrei…

    frequentare un corso che c’entri con i bambini, esempio animatrice
    oppure fare un altro corso che non c’entri nulla con quello che sto studiando es. corso barista???

    Scelto il tipo di corso ci sono 2 problemi:

    1) il più delle volte i corsi sono a pagamento, per pagare ci vogliono i soldi, per avere i soldi ci vuole un lavoro
    2) alcuni corsi possono anche durare un anno e avendo urgenza di trovare lavoro non fanno al caso mio

    Inoltre alcuni corsi una volta terminati aiutano veramente ai fini dell’assunzione? Es. se io faccio il corso di barista, l’azienda che cerca personale terrà conto del corso che ho fatto o se non ho il diploma alberghiero mi scartano?

    Un altro problema è trovare annunci seri di lavoro su internet o giornali..molti sono fregature..

    Aspetto presto una risposta su questi punti. Grazie

    • Stefano says:

      Fai quello che ti piace fare Alessia. Se fai quello che già hai fatto in passato (bambini) hai una buona base di partenza, altrimenti no.

      I corsi sono molto utili, ma devono essere quelli giusti: qui la qualità si paga, non c’è niente da fare. Informati su quali sono i migliori. Se però ti specializzi in qualcosa come bar acrobatico, gli uffici di collocamento sono la peggiore scelta che vuoi fare. Quelli vanno bene al massimo per gli operai generici, ossia le persone che non sanno fare niente. Se tu sei esperta in qualcosa, devi anche avere i giusti contatti per trovare qualcosa di buono. Nel caso del barista professionista, andare all’estero è quasi obbligatorio. Se segui un corso con altra gente che lavora nel settore da anni, non ci metti niente a trovare un lavoro con il passaparola.

      • Alessia says:

        Ciao stefano.
        La tua risposta non l’ho compresa molto, provo a spiegarti un po’ di più così ci capiamo.

        1) Quello che mi piace fare, finita l’università e fare l’educatrice d’infanzia, lavorare con i bambini.

        2) Non ho mai lavorato con i bambini, non ho esperienze e non sono specializzata

        3) Il punto è per specializzarmi come dici in modo da trovare un lavoro adesso, prima della laurea..devo specializzarmi in quello che mi piace (bambini) oppure in un altro settore…
        In pratica quello che non ho capito del tuo articolo è:
        se bisogna specializzarsi in un solo settore (bambini)
        oppure fare esperienza (specializzarsi) in più settori (bambini con la laurea, barista con il corso).

        Al momento io non ho alcuna specializzazione, fare il corso da barista per me significava semplicemente imparare le tecniche base di bar per poter lavorare in una caffetteria e rispondere all’esperienza che cercano.
        Se mi chiedono: “sai fare il caffè?” la risposta ora sarebbe “No.” Dopo il corso invece: “Sì e so fare anche….”

        Facendo il corso di barista non divento la migliore del settore, ma semplicemente so preparare tutte le cose che vengono servite in un bar (cosa che senza corso non saprei fare).

        Riguardo alle conoscenze, io non ne ho nè nel settore bambini nè in quello di barista. Come fare?

        Grazie attendo risposte.

        • Stefano says:

          Specializzati solo su una cosa, se cominci a farne due non riuscirai veramente a specializzarti in un settore.

  73. Alessandra says:

    ciao Stefano, ho 29 anni, una laurea scientifica che forse ho scelto per i motivi sbagliati e ora che mi scade il contratto di lavoro non sò che fare, se ripartire da zero facendo altro o continuare con corsi e ricerche di lavoro nel campo degli studi, che non riesco quasi più a sopportare, perchè il lavoro in quel settore a parte che non lo trovo, ma poi non è la mia ragione di vita e forse non ci sono portata; tutto ciò mi porta a cercare di evadere facendo altre cose (hobby vari e volontariato nel sociale, mi fanno sentire più viva e serena). Non ho alternative o piani B, non ho più la forza e la sicurezza di incanalarmi in qualcosa che potrebbe essere irreversibile, non sò che lavoro cercare perchè affiorano tanti dubbi, è una sofferenza. E’ da anni che sono in questo stato e non ne esco. Puoi cercare di metterti nei miei panni e darmi un consiglio? Grazie

    • Stefano says:

      Se non ti piace né riesci a trovare lavoro non ci sono molte ragioni per restare in quel campo, giusto? 😛

      • Alessandra says:

        Giusto, ma è più semplice e lineare rimanere nello stesso campo degli studi..almeno così dicono..se dovessi partire da zero in altro cmq investirei senza probabilmente trovare lavoro anche in altri campi..dovrei iniziare un’ altra laurea? Sento che se non decido ora se proseguire così o cambiare sarà sempre peggio in futuro, ma non riesco a capirlo e non va più via questo stato. Il lavoro è necessario per non dipendere, per i bisogni primari e se si riesce per la vita personale…cosa fare? Non si può stare sempre in attesa investendo e basta..

  74. ALESSANDRA says:

    Ciao dio! per parlare cosi’ devi proprio essere dio! io non mi permetterei mai…ahahah!! anche perche’…che senso ha il tuo commento? potresti dissentire in maniera piu’ pratica.. ma rispetto il metodo di ognuno.. Ho apprezzato molto il fatto che Stefano non abbia cancellato questo tuo commento e aspetto con divertimento i prossimi!! Comunque Stefano è da apprezzare perchè condivide con gli altri le sue capacirà e anzi si prende pure il tempo di rispondere con pazienza a quasi tutti i commenti.. Certo non bisogna essere per forza daccordo su tutto, ma il tipo di commento che si fa ( quello che si dice e come lo si dice ) rispecchia la maturità di una persona.. Leggendo gli articoli di Stefano e le sue risposte ai commenti ho trovato tanti spunti positivi per la mia vita e il lavoro che voglio fare.. leggendo il tuo commento, dio, ho provato all’inizio divertimento e poi un po’ di tenerezza, perchè parli con rabbia, per qualcosa che non va come vorresti ( situazione comune a tutti noi ) e mi sento dispiaciuta.. la soluzione pero’ è sempre quella… lasciar perdere quello che non funziona senza dedicargli altro tempo e salute ( sotto forma di delusione, depressione, rimpianto, rabbia…ecc..) e darsi da fare seguendo magari alcuni consigli molto positivi che si trovano in questo sito…..ma darsi da fare e da fare e da fare…senza smettere fino a quando si arriva a quello che si vuole…perchè ci si arriva.. facciamo la prova.. diamoci da fare e da fare e da fare..e da fare… e non solo dire dire dire dire..

    • Stefano says:

      Eh, invece l’ho cancellato appena l’ho visto, ma tu sei stata più veloce. 😉

      Le critiche le accetto, gli insulti no. Se non facessi pulizia ogni giorno questa pagina sarebbe imbrattata da ignoranti che non hanno di meglio da fare che insultare gente sui blog.

  75. Ciao Stefano,

    il tuo articolo è molto interessante, ma vorrei comunque portarti una critica.

    Premetto che io ho studiato ingegneria e ora lavoro con soddisfazione come sviluppatrice software.

    All’inizio ‘insulti’ chi sceglie di studiare lettere all’università, dicendo che le lettere non fanno girare soldi, e consigli di scegliere un corso di studi in base alla possibilità di trovare poi lavoro in quel campo; io credo che se dovessimo scegliere tutti così che cosa andare a studiare all’università, saremmo tutti degli automi che sprecano la vita schiavi di un lavoro che non vogliano fare, e, in verità, preferirei non lavorare tutta la vita e andare a vivere in montagna a pascolare capre piuttosto che fare per 8, 10 o 12 ore al giorno un lavoro che non mi piace… Secondariamente, non è vero che iscriversi a lettere equivale a non fare mai carriera, e non è vero neanche che non fare l’università significa rimanere col minimo sindacale per tutta la vita. Ti porto 2 esempi:

    – un mio carissimo amico si è laureato in storia del cinema -> secondo te una laurea inutile. Invece ha partecipato al festival di Venezia come volontario, ha organizzato a Bologna un’edizione del Future Film Festival di successo e ora ha trovato degli ottimi impieghi molto ben pagati nella localization di videogiochi a Montreal e a Malaga. Vanta un ottimo inglese, un ottimo francese e un buon livello di giapponese. Ha 24 anni e 2 conti in banca.

    – il mio compagno si è laureato in storia moderna. Ora lavora come magazziniere e back office; avrebbe tranquillamente potuto farlo anche senza la laurea, e, anzi, la laurea gli è stata critica. Ora guadagna più di me, che sono dottoressa in ingegneria e che lavoro nell’informatica – probabilmente il campo più gettonato del momento – , e in qualche anno potrebbe gestire il negozio oppure aprire un suo negozio; a giudicare dal benessere del suo capo, gestire un negozio non è affatto una cosa da ‘minimo sindacale’.

    Spero che la mia critica possa essere costruttiva 🙂

    Nicole

    • Stefano says:

      Un attimo un attimo: non sto dicendo che nessuno deve studiare lettere, che la storia è inutile. Sto dicendo che in quei settori di soldi non ne girano granché, che è un dato di fatto. Se vuoi laurearti in latino e greco fai pure, non c’è niente di male, però devi farlo con la consapevolezza che difficilmente troverai un lavoro decente senza specializzarti in qualcos’altro. Come i tuoi amici: uno si è specializzato nella traduzione di videogiochi, l’altro nel lavoro di magazzino. Tutte cose per le quali le rispettive lauree sono state inutili.

      Spero che tu abbia capito quello che voglio dire. 😉

      • La laurea in cinema no è stata per niente inutile per il mio amico che ora fa traduzione, perché senza quella non avrebbe mai partecipato ai festival di cinema, e senza i festival di cinema non avrebbe mai fatto sottotitoli di film stranieri, e senza i sottotitoli non avrebbe mai fatto traduzione di videogiochi!

        In ogni caso, io credo che anche uno che studia ingegneria o economia debba specializzarsi esattamente come uno che studia lettere: molti miei compagni di università che durante gli studi si sono occupati solo e strettamente degli esami ora sono ‘fuori dai giochi’, esattamente come tutti i miei amici di lettere, storia o filosofia. Con la differenza che alcuni a finire ingegneria ci spendono 10 anni, quindi magari sarebbe stato meglio, dal punto di vista della carriera lavorativa, se avessero concluso una laurea a loro più congeniale in tempi più brevi, anzichè inseguire il sogno tristissimo di diventare un ingegnere che guadagna un sacco di soldi, solo per il gusto di guadagnarli… tanto poi se sei ingegnere quasi sicuramente non hai il tempo di goderteli, quei soldi.

        Dunque potresti scrivere una rettifica del tuo articolo, in modo che le tue parole non risultino magari offensive o fuorvianti rispetto a chi si sente più portato per le lettere che per i numeri.

        • Con la differenza che alcuni a finire ingegneria ci spendono 10 anni, quindi magari sarebbe stato meglio, dal punto di vista della carriera lavorativa, se avessero concluso una laurea a loro più congeniale in tempi più brevi, anzichè inseguire il sogno tristissimo di diventare un ingegnere che guadagna un sacco di soldi, solo per il gusto di guadagnarli… tanto poi se sei ingegnere quasi sicuramente non hai il tempo di goderteli, quei soldi.” Stra quoto! Soprattutto il discorso dei soldi!

          • Non credo che sia attuale il concetto di laurea in ingegneria = un sacco di soldi.
            Nel 1996 anno in cui mi sono diplomato ed ho deciso di non iscrivermi all’universi il conto è stato questo:
            Un ingengere inizia la carriera lavorativa con uno sipendio di circa il 10% in più (all’ epoca) di un perito (ora i periti non vengono assunti e gli ingeneri hanno preso il posto dei periti con uno stipendio ancora più basso). Un ingengere doveva fare un percorso formativo medio di 7 anni. Per ogni anno doveva spendere intorno ai 3 stipendi di un perito per pagarsi gli studi. In 7 anni un perito assunto guadagnava 3 scatti di anzianità, 3 scatti di anzianità aumentano lo stipendio di circa il 10%. Questo portava alla conclusione che un ignegnere medio non poteva sul mondo del lavoro competere con un perito a livello economico. L’unico vantaggio che se ne aveva era l’accesso a certe posizione con maggiore facilità, ma accessibili solo con una lunga gavetta, solo a pochi.
            Quello che non avevo valutato allora è che un perito che fa gavetta, ha le stesse probabilità di occupare un ruolo importante (non è il mio caso sia chiaro) dell’ingegnere, perchè le skill che servono per raggiungere certe posizioni non sono acquisite nè dal perito nè dall’ingegnere nel suo percorso formativo.

  76. Mazzocchia says:

    E se uno non ha ne una laurea ne una minima idea di cosa vuole fare ? Aggiungiamo pure non aver mai lavorato, non avere interessi e abilità particolari e pure un’età che non ringiovanisce di certo ? (24) Io sinceramente non so che fare.

    • Stefano says:

      Da qualche parte devi iniziare, prima o poi. Mettiti sotto e inizia a specializzarti in qualcosa! Nessuno nasce imparato, non è una dote. Tutti devono fare la stessa fatica. 😉

      • Mazzocchia says:

        Si lo capisco, ma come faccio a scegliere in cosa voglio specializzarmi se non mi interessa niente? Vedo gente che riesce a dedicare ore del suo tempo a delle attività, a me non viene in mente niente che mi farebbe dire “cavolo, lo farei per tutto il giorno”. Solo noia e disinteresse.

        • Stefano says:

          Ovvio: se non fai niente, niente ti appassionerà. Io per trovare la mia passione mi sono messo a fare qualsiasi cosa mi capitasse sotto tiro. Tranquilla, non sei l’unica, è una situazione molto comune: se l’unica cosa che fai è annoiarti sul divano, il tuo inconscio ci metterà poco a convincersi che la noia è l’unica tua alternativa fino alla fine dei tuoi giorni. Dovrai faticare per cambiare questa convinzione, ma è l’unica via per essere felice. Come vedi, va ben al di là di trovare un lavoro. 😉

          • Mazzocchia says:

            Boh ci credo poco sinceramente..grazie comunque per le risposte.

          • Ma mi chiedevo.. prima scrivi che bisogna avere le idee chiare, specializzarsi in qualcosa, non cercare lavoro a casaccio senza una pianificazione come un pollo senza testa .. e poi invece di buttarsi su qualsiasi esperienza per capire cosa può interessare davvero. E’ la contraddizione di oggi, cioè il consiglio va bene per un neodiplomato, ma se non hai già esperienza non ti prendono, se non hai le idee chiare neppure, ovviamente se il lavoro per cui ti proponi non era quello che volevi.. se ti sei laureata in un settore che non ha molte prospettive e non hai più idea di come e in che progetto che porti dei risultati investire ancora le tue energie, che fare? Hai ragione su molti punti, sul fatto che non bisogna inventare scuse per la propria inettitudine, ma a volte vedo proprio poche possibilità. E infatti in alcuni commenti hai ammesso che in Italia le cose non funzionano, e bisogna conoscere qualcuno pure per fare lo spazzino..

  77. Sono al quinto,vorrei fare giurisprudenza e poi specializzarmi in diritto internazionale…che mi dici?

  78. Barbara says:

    Ciao Stefano, proprio oggi parlando con degli amici sull’ argomento lavoro, mi sono sentita dire che in Italia l’ esperienza e l’ essere specializzati non vengono considerati, contano le conoscenze giuste. In America c’ è flessibilità e un lavoro lo trovi se ti scade il contratto, in Italia non è così, c’ è un misto di flessibilità e rigidità. La soluzione sarebbe creare più posti di lavoro, favorire le aziende invece che costringerle a chiudere. Ora io non ho ancora una buona conoscenza dell’ inglese e non posso andare all’ estero, tra l’ altro completamente da sola non me la sento nemmeno, i miei cari sono qui e anche la mia casa. Con che speranza e stato d’ animo posso pensare di andare avanti e cercare lavoro?

    • Stefano says:

      Prima di tutto, ti consiglio di imparare l’inglese! Se vuoi un lavoro decente ormai l’inglese e l’informatica sono più importanti dell’alfabeto.

      Poi vai per esclusione: se non ti specializzi che altre possibilità hai di trovare lavoro? Secondo me è in ogni caso la soluzione migliore, perché non ci sono altre soluzioni. 😉

      • Barbara says:

        E infatti sto cercando di impararlo, ma al momento non riesco ancora a parlarlo, mi serve altro tempo, che devo fare? Stò anche cercando lavoro e quindi non ho la tranquillità necessaria, le mie speranze sono al minimo, a volte penso che non ce la farò mai.

        • Stefano says:

          Come ho scritto nell’articolo, l’importante è che ti specializzi. Scegli il settore più specifico a cui puoi pensare (dopo aver fatto un po’ di ricerca sul mercato, che è sempre meglio) e diventa la migliore. È l’unico modo sicuro per trovare un lavoro. 😉

          • Barbara says:

            Si ma io sono senza lavoro perchè mi è scaduto il contratto, e tra l’ altro in questo periodo non fanno neanche i corsi, non sò cosa fare, rischio di rimanere ferma per mesi..! Specializzandomi solo in un settore tr ristretto non ci credo che risolverà i miei problemi, penso che si troverà ancora meno, io ho il sogno di vivere la mia vita con le persone care che ho e il lavoro per me è un mezzo, fine a se stesso non mi rende felice. Da dove parto concretamente parlando? Se è tutto bloccato, lavoro e corsi? Cosa faccio nei mesi estivi? O cerco altri lavori o proprio non sò…

          • Stefano says:

            Ci sono così tante possibilità di fare qualcosa che non riuscirei nemmeno a elencarle tutte. Prendi un computer e impara l’inglese su internet, inizia a scrivere un libro, cerca lavoro in un’altra città, fai volontariato. Queste sono solo alcune idee, la lista è infinita. L’unica cosa che non devi fare è stare sul divano. 😉

  79. Margherita says:

    “Il lavoro non è un tuo diritto. Tu hai diritto di vivere, di essere uguale agli altri, di cercare un lavoro. ”

    Scusami ma..
    Art. 4 della Costituzione Italiana
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

    Forse la interpreto male io eh.
    Comunque l’articolo è molto positivo, peccato che non capisco perché io debba andare via dal MIO paese per trovare un lavoro. Lo trovi giusto? E la gente capace e intelligente scappa dall’Italia..lasciandoci con un branco di ipocriti e corrotti politici a comandarci. Bè, grazie tante, ma scappare mi sembra un po’ troppo facile.
    Perché invece non cerchiamo di far ritornare l’Italia un paese civile?
    Non so, questa è la mia opinione a caldo.
    Ciao e grazie per l’attenzione.

    • Stefano says:

      Ciao Margherita. Come dici, è l’interpretazione della costituzione che è sbagliata: l’articolo dice che hai il diritto di POTER lavorare, nel senso che nessuno ti può vietare di trovare un lavoro. Questo non significa però che hai il diritto ad avere un lavoro. In altre parole, essere licenziato e disoccupato non è contro la costituzione. Il diritto finisce nel momento in cui tu hai la possibilità legale di lavorare, se non eserciti il tuo diritto (ossia cerchi attivamente un lavoro) continuerai a non lavorare. E non puoi pretendere di essere assunta, perché non è questo che dice la costituzione.

      Tu non devi andare via dall’Italia, ma PUOI farlo. Attenzione, perché una parola cambia tutto. È una scelta: io non vedo perché dovrei restare in un Paese che mi dissangua di tasse senza darmi servizi, un Paese che pretende tutto e non mi dà indietro niente. L’Italia non ha mai fatto niente per me. Sono un cittadino del mondo, non capisco il concetto di attaccamento alla nazione solo perché sono nato all’interno dei confini nazionali.

      • Margherita says:

        Ciao Stefano, grazie per la risposta.
        Allora questo articolo della Costituzione è proprio inutile, ahimè.
        Comunque mi dispiace ma sono attaccata alla mia nazione perché ci vivono le persone che amo, ci sono i luoghi che amo, il cibo che amo, la lingua che amo.. Potrei essere considerata provincialotta ma non ci posso fare nulla. E lo sono anche per i miei nonni che durante la guerra si sono fatti in quattro per ridare un’identità e una dignità a questo paese..ora noi giovani siamo chiamati a fare più o meno la stessa cosa, ma scappano tutti.. Non biasimo nessuno, dico solo che vedo andar via persone piene di talento e la cosa mi rattrista!

        • Le persone piene di talento se ne vanno perché in Italia non viene considerata la bravura di una persona… I datori di lavoro valutano i candidati considerando tutto, tranne quello che DOVREBBE essere considerato, ovvero le competenze e l’esperienza. E questo succede soprattutto a noi donne…

  80. Barbara says:

    Dimenticavo di chiederti: tu che lavoro stai facendo adesso?
    Ciao

    • Stefano says:

      Adesso sono in vacanza in Italia. Domani vado in Inghilterra dove ho già trovato lavoro in un bar.

      • Ciao, ho letto il tuo articolo e mi sembra molto interessante!
        Ho 25anni e sono diplomata presso un istituto professionale ma se tornassi indietro credo farei altro,magari l’ alberghiero.
        Ho iniziato l’UNI ma non l’ho finita anche perché sono riuscita a lavorare un anno come receptionist presso un albergo del paese dove abito e mi è pure piaciuto! Poi ho fatto la baby sitter ed ora eccomi qui senza lavoro.. Di tutto questo c’è una cosa che ho omesso e mi blocca molto sul campo lavorativo ma anche in generale..sono timida. Una di quelle che anche se le rivolgi la parola arrossisce e questo mi ha creato non pochi problemi..
        Ora sarei disposta a fare qualsiasi lavoro purché onesto anche se pagato male ma la timidezza appunto mi blocca tanto. Hai qualche consiglio a riguardo?
        Un modo per non arrossire, sudare ad un colloquio?
        Un lavoro “adatto” a me? Ho qualche speranza?
        Ciao

        • Stefano says:

          Ciao Elena. Non sei sicura di te perché non credi in te stessa, e non credi in te stessa perché pensi di non avere le qualificazioni necessarie. Ora, questo può essere anche vero: senza una specializzazione o almeno una laurea, rientri nella categoria dei “lavoratori generici” che non hanno un futuro nella nuova economia. Per questo ti consiglio, prima di tutto, di specializzarti. Inizia dall’università, che è un punto di partenza (NON di arrivo) da cui crearti un futuro. Una volta laureata potrai prendere uno specifico aspetto della tua laurea e focalizzarti solo su quello per creare qualcosa di nuovo e apprezzato dal mercato.

  81. Barbara says:

    Stefano tu hai ragione, ci sono tante cose da poter fare e non bisogna stare sul divano (tra l’ altro l’ ansia nemmeno me lo permetterebbe), ma io non so in cosa specializzarmi, ho una laurea ma credo non mi piaccia il settore, mi è scaduto il contrattro e nn ho trovato un altro lavoro. Posso fare altre cose (stud. inglese ecc…) ma il lavoro è cmq fermo, e il CV resta carente, e nn sò cosa fare nel futuro, nn posso neanche spendere molto senza guadagni..Help!

    • Stefano says:

      La mia teoria è che se stai cercando un lavoro a tempo pieno, hai almeno 40 ore di tempo libero a settimana. Con tutto quel tempo a disposizione puoi diventare non dico esperta, ma almeno competente in qualsiasi campo nel giro di un mese. Usa internet, vai in giro a parlare con la gente, crea la tua rete di contatti. Con 40 ore a settimana puoi fare di tutto. 🙂

      • ci vuole molto più tempo a cercare lavoro, che a lavorare. e costa. oltre un certo punto i soldi non li hai più, e preghi in attesa che amici diano a voce una dritta, e poi ti fai bello per andare lì, se hai ancora una casa. ma ti dicono che vogliono un socio ricco che possa vivere di rendita, che tuo padre deve metterci i soldi, e gli avevi risposto a inizio colloquio, quando ti avevano chiesto dei genitori, che tuo padre e tua madre sono morti _ consecutio temporum, sed non cerebrorum, in italia. est. _ il collocamento va ripristinato e dobbiamo autoamministrarci, come in russia e cina e altrove, visto che i soldi usati dalle ditte sono quelli delle famiglie, così ci daremo da soli un lavoro in un nuovo sistema economico

  82. E’ sempre quel gioco. Chi ce l’ha dice che è facile trovare un lavoro e
    dileggia chi non ce l’ha (magari affermando che tutti lavorano e come è stato bravo a trovarlo) . Il disoccupato afferma che non riesce a trovarlo
    per crisi, per inesperienza e/o avanzata età. Forse i latini non sbagliavano
    quando affermavano mors tua vita mea.

    • Quoto in pieno! Soprattutto il detto latino!

    • Alessandra says:

      Pienamente d’accordo con S.G. … è tipico!! Quanti ne ho visto poi piangere! Se certe cose non si vivono sulla pelle non si capiscono!!! Quanta gente è partita all’estero e ha trovato lavoro nei locali (capirai che carriera!) da ragazzo con grande senso di avventura… poi quando si cresce e si vuole qualcosa di più stabile perchè vuoi una famiglia o perchè magari tu o qualche tuo caro ha problemi di salute, fai la pera che cade dal pero!! Buongiorno e benvenuto tra noi comuni mortali! Quello che mi fa più paura è che il ragazzo ha le palle di dire certe cose…in un commento ho addirittura letto “un imprenditore che si suicida non è un vero imprenditore e poi è un cogliono!” Spero un giorno se ne vergogni e lo cancelli! Anche se è molto più probabile che cancella questo mio commento come ha fatto con tantissimi altri!
      Comunque stavo dicendo che quello che fa più paura è che anche i politici, gli industriali e banchieri la pensano come lui…è il sistema capitalista che ci sta portando alla rovina! Vige la legge del più forte! Tutti i sacrifici dei nostri avi stanno andando a farsi benedire! Sarà sempre peggio!! Ci rimangono due sole scelte: Combattere (senza violenza) o espatriare… io combatterò e insieme a me spero tanti altri! L’unica cosa su cui sono d’accordo con questo ragazzo è che non bisogna scappare e che se vuoi puoi fare qualsiasi cosa…e io penso si possa fare soprattutto con “l’unione di cervelli”. Leggetevi un buon libro di veri oratori come Napoleon Hill, Anthony Robbins e tanti altri grandi del genere! O libri di veri economisti!

      • Parla così perché è facile parlare con la pancia piena…

        • Alessandra says:

          Eh già! Che tristezza! Fa ragionamenti sul “volere è potere” che sono sacro santi! Nella vita bisogna lottare per cambiare le circostanze della propria vita, bisogna migliorarsi sempre più! Però poi vai ad approfondire l’argomento leggendo i commenti e… aiuto…mentalità molto superficiale… una negazione totale su quelli che sono i più seri problemi! Rigira completamente il senso delle risposte che riceve! In sintesi sono d’accordo che se uno vuole avere una vita di un certo livello si deve fare il mazzo ed è giusto così, ma il minimo per una esistenza dignitosa dovrebbero averlo tutti…o per lo meno almeno un membro di ogni famiglia, facendo un lavoro onesto con uno stipendio dignitoso! Il meccanismo ci vuole portare ad essere come in Cina…se vuoi lavorare ed essere competitivo devi farti sfruttare per tutto il giorno e per poche euro altrimenti sei fuori…prendere o lasciare…l’Italia in questo caso! -_- … intanto incominciano a chiudere le frontiere come ad esempio in Svizzera per tutelare i loro cittadini, e fanno bene… speriamo cambino le cose perchè di questo passo la vedo veramente grigia!!

    • Stefano says:

      Da quando ho scritto l’articolo ho trovato due lavori, di cui uno l’ho dovuto rifiutare. Troppo facile trovare un lavoro per tutta la vita e vantarsi che si è bravi, quella è fortuna. 😉

      • Ciao Stefano tu dici che il lavoro a tempo indetermimato verrà estinto….. questa non è una bella notizia,direi che è una tragedia basti pensare che una casa e una macchina senza lavoro fisso non li ottieni neanche se hai pronto un lavoro subito dopo averne terminato un altro.

  83. Ho letto su tgcom,che ci stanno più di 150.000 mila posti liberi per lavorare nei bar e altre 2 cose non mi ricordo..però tipo prendiamo in esempio il bar.. è normale che nessuno lo fa a fare.. ti pagano 900 euro al mese…facendo 8 ore…
    Ma dai ma che roba è…

    • Non hai tutti i torti, ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Poi, certo, se facendo 2 conti capisci che con quei soldi è già tanto se riesci a pagare la benzina per raggiungere il bar, è chiaro che non accetti. Ma se il bar in questione è raggiungibile a piedi o in bici, perché non comiciare da lì? Le offerte di lavoro sono da valutare sotto parecchi punti di vista e, soprattutto, in base alle spese che si hanno. Ad esempio, io quand’ero in Italia vivevo con i miei, stavo per accettare un lavoro sì da 800/900 €, ma:
      -il posto di lavoro era a 10 minuti a piedi da casa mia!
      -si trattava di un lavoro d’ufficio, a contatto con i giovani (era una scuola guida che stava per aprire il secondo ufficio nel mio paese).
      -gli orari erano perfetti, con 2 ore di pausa pranzo (della serie che, vista la vicinanza e la durata della pausa, potevo mangiare comodamente a casa, in ciabatte).
      Più pacchia di così!
      L’offerta non è andata a buon fine perché i tempi di apertura si stavano facendo lunghi (la scuola guida prendeva il posto di una pasticceria fallita e il pasticcere aveva delle rogne lunghe da risolvere, così il propietario della scuola guida ha dovuto rimandare i suoi progetti…)
      Fatto sta che non ho più sentito nessuno e a ottobre sono partita.

    • Stefano says:

      Perché in un bar sei generico, non sei indispensabile. Se mezzo milione di persone possono fare il tuo stesso lavoro solo in Italia, logico che non ti pagheranno mai bene. Come scrivo nell’articolo, la chiave per un buon lavoro retribuito bene è specializzarsi. Diventa unico, impara a fare qualcosa che nessuno sa fare (o fallo meglio di tutti gli altri). Allora sì che avrai delle possibilità. Io porto sempre il mio caso come esempio: sono uno dei pochi italiani con esperienza lavorativa in un ristorante 5 stelle negli Stati Uniti e specializzato nei vini, esperto di marketing e vendita. Visto che sono raro, trovare un lavoro ben retribuito nel settore per me è facile.

  84. Stefano,lo so che l’hai già scritto,ma come posso fare..
    Ti faccio un esempio anche se sono specializzato sulla metalmeccanico,sto anche cercando come barista ok…non ho esperienza..ma voglio imparare..
    Sto vedendo,ma non riesco a fare questo lavoro,perchè c’erano almeno 2 anni di esperienza..in altri bar ecc.
    E ti ho fatto un esempio per il bar.. e quindi ti chiedo.. come faccio ad lavorare al bar come barista.. se non mi danno l’opportunità di imparare?

  85. Non consigli nulla di ciò che non faccio o che ho fatto, o che dovrei fare.
    Il lavoro non lo trovo comunque.

    Ciao

  86. Ecco l’ennesimo articolo dove tutti si permettono di salire in cattedra e pontificare ripetendo, tra i vari soliti luoghi comuni, sempre le stesse cose…i giovani sono disfattisti, pretendono il lavoro solo per il fatto di aver conseguito una laurea…etc etc…
    Mi chiedo…se siete così bravi rispetto alla “grande mediocrità” italiana perchè non iniziate voi a fare qualcosa perchè le cose cambino..cosa? ditelo voi, visto che siete così intraprendenti, brillanti, pianificatori della vostra carriera.. ma che siano spunti concreti e non le solite manfrine patetiche (competenze, le lingue, estero, …) che ormai tutti si sono stancati di sentire…

    • Stefano says:

      Ciao Marco, la risposta è semplice: non voglio sbattermi per un Paese che si sta scavando la fossa da solo.

      Se pensi che il mio metodo faccia così schifo, cosa proponi di alternativo? Qualcosa che non sia il solito “tu fai schifo perché lo dico io”, s’intende.

    • Bravo! Certe persone si credono superiori ad altre ma non si prendono la briga di fare qualcosa, perché ragionano così: “Sto bene io, stanno bene tutti!”

  87. Paolo93 says:

    Ciao Stefano io sono d’accordo con te sulla crisi ma ho un blocco, tanto per iniziare non sono ne diplomato ne laureato…ho fatto un corso professionale!
    Ma il mio blocco e la TIMIDEZZA, se volessi il lavoro lo trovo, ma il solo pensare di telefonare per chiedere informazioni o il chiedere di persona mi terrorizza…ho 19 anni e se non mi do una mossa le cose possono solo peggiorare, mi puoi dare un consiglio su cosa fare?? 🙂

  88. francesco says:

    C’è qualcosa che non mi convince di tutto questo discorso. La crisi non esiste e gli artigiani che falliscono si suicidano perchè sono dei coglioni e perchè non sono veri imprenditori (????). Il tuo testo spiega come essere ottimisti non come trovare lavoro. Considera che non tutti hanno la fortuna di esser specializzati in qualcosa di richiesto ma quando ciò accade non vi sono i canali per farsi conoscere dalle imprese. Il discorso è che in altri paesi ti fanno fare corsi gratuiti e mentre impari il mestiere ti pagano pure. C’è anche da dire che io da laureato vorrei fare il corso di panettiere ma costa troppo e anche in quel settore assumono solo persone espertissime. Un’ ultima cosa: l’interpretazione della costituzione lasciala ai costituzionalisti. Dire che i padri costituenti con “diritto al lavoro” volessero significare “libertà di cercarti un lavoro” è una stupidaggine anche perchè la costituzione parla anche di stipendio dignitoso per viverci un’ intera famiglia. In Germania la costituzione non parla espressamente di stipendio dignitoso ma stranamente i lavoratori e le loro famiglie arrivano a fine mese. Per finire vorrei ricordarti che non tutte le persone sono specializzate in cose che servono ma solo lo 0,1% di essi. Dire che se non sei proattivo, ottimista e non ti impegni al massimo per fare il lavoro richiesto dal dio mercato non mangi è pura follia. Il lavoro non si trova punto e basta e lo stato deve aiutare sia a mantenere in vita le imprese che aiutare le persone a imparare gratuitamente i mestieri più richiesti, soprattutto a persone che perdono il lavoro a 50 anni. Se si trova è uno stage gratuito o sottopagato. chi ha più di 30 anni può scegliere se rubare o suicidarsi. Almeno ai carcerati danno da mangiare anche se non hanno le competenze di cui parli caro Stefano. La disoccupazione è direttamente proporzionata alla corruzione e se guardiamo ai nostri politici si capisce perchè ci troviamo in questa situazione. Un saluto

    • Stefano says:

      Gli artigiani che si suicidano sono dei coglioni e dei codardi. Coglioni perché non sanno prendere una sconfitta, codardi perché scelgono la via facile. L’ottimismo è un presupposto di una buona carriera: hai mai visto qualcuno che è stato promosso perché continuava a lamentarsi? Hai mai conosciuto qualcuno che ha trovato un buon lavoro restando sul divano a dire che è impossibile trovarlo? Ecco, infatti. 😛

      Come ho detto, se aspetti che la costituzione ti faccia trovare un lavoro fai prima a trovarti un angolo comodo sotto il ponte più vicino. Okay, la costituzione ti dà diritto a un lavoro e uno stipendio dignitoso, e poi? Cosa fai? Prendi questo diritto e lo usi per pagare l’affitto? Il riscaldamento? La pasta? L’interpretazione della costituzione lasciala a chi non ha niente di meglio da fare, tu prendi quello che hai e cerca di ottenere il meglio per te stesso. Il resto sono seghe mentali inutili. 😉

      La specializzazione non è qualcosa di genetico. Io non sono nato specializzato, mi sono fatto il culo in qualcosa che potesse essere utile. Se vai a studiare filosofia okay, nessuno te lo vieta, ma sai in partenza che difficilmente troverai una buona occupazione

      E se il lavoro non si trova, perché io ne ho trovato uno che mi permette di vivere da solo in un pomeriggio? Te lo ripeto: un pomeriggio. Ora tu dici che il lavoro non esiste, io ne ho trovato uno in mezza giornata. Forse perché non passo le mie giornate a lamentarmi. O forse perché ho passato anni della mia vita a specializzarmi, mentre gli altri se ne fregavano altamente e uscivano a ubriacarsi.

      • E se poi, pur essendo specializzato, non trovi niente? Io, ad esempio, ho fatto 2 corsi di addetto paghe e contributi perché ho visto che questa figura era ricercatissima nella mia provincia. Per fortuna erano gratuiti perché finanziati da un ente, altrimenti mi sarebbero girati e non poco! Io non pretendevo di trovare lavoro in quell’ambito grazie a quei corsi, ma pensavo che acquisendo nuove competenze e mantenendomi attiva sarei risultata più interessante. L’unica cosa positiva di tutto questo è che ho imparato quanto ti fregano dalla busta paga! Forse proprio per quello nessuno mi ha assunto. Della serie: “So che tu sai quanto ti frego, quindi non ti assumo!” Ma poi, per noi donne, è quasi inutile specializzarsi perché sono più interessati alla nostra vita privata che a quello che sappiamo fare. Quando facevo colloqui con uomini, le uniche domande che mi facevano erano:
        -E’ fidanzata?
        -E’ sposata?
        -Ha figli? Se non ne ha, ne vorrebbe avere?
        Insomma si facevano tutti i cazzi miei! E non volevano manco saperne delle mie competenze. Tipo, potevano farmi fare qualcosa al computer o farmi parlare in inglese… L’hanno fatto? A me no!
        Così, ho maturato la decisione di lasciare l’Italia.

        • Stefano says:

          Se anche dopo una specializzazione fatta bene e una ricerca del lavoro eccellente non riesci a trovare nulla, possono esserci due ragioni:

          – La tua specializzazione non è richiesta nel mercato del lavoro.
          – La tua specializzazione non è richiesta in Italia.

          Il primo caso lo puoi evitare facilmente con una breve ricerca preliminare, cosa che mi sembra tu abbia fatto. Ricorda che nei settori ad alta competitività devi specializzarti di più e per più tempo.

          Il secondo caso potrebbe essere la ragione per la quale non trovi lavoro. Se la tua specializzazione non ha sbocchi nel mercato del lavoro italiano, le tue uniche soluzioni sono cambiare specializzazione o cambiare Paese.

          Se un datore è interessato solo alla tua vita privata, cambia datore. Nel mercato moderno, le uniche imprese di successo sono quelle che investono in figure altamente specializzate.

  89. Stefano una persona deve fare i conti con tante cose, e prima di tutto con se stessa e ciò che la fa stare bene. Non tutti sono uguali, non basta farsi il mazzo per riuscire a fare una cosa, bisogna anche avere delle predisposizioni, se anche studi tantissimo potresti non avere le caratteristiche caratteriali ecc. per ricoprire certi ruoli, e magari neanche lo vuoi, magari vuoi un lavoro più semplice, che sai di essere in grado di fare. Puoi fare tutti i corsi o master che vuoi da metter sul CV, tra l’ altro senza sapere bene in cosa dato che non si sa in cosa puoi trovar lavoro, e poi? Non puoi fingere con te stesso. Non riesci a fare una cosa che sai di non volere. Io ad es. quando vedo persone molto in carriera sento di essere lontana da loro, non è quello che voglio nella vita, sarebbe solo una facciata da mostrare agli altri ma vivrei male.
    Ma x curiosità, il lavoro che hai fatto in Ameriuca e l’ attuale in cosa consistono?
    Infine non dare giudizi su chi si suicida, non sai cosa vivono.
    Non sono solo i soldi che prendi o il titolo che hai ciò che conta nella vita, ci sono persone che ragionano diversamente dall’ individualismo ed economia pura.
    Ciao

    • Stefano says:

      Ciao Alice, mi sa che non hai capito il mio ragionamento: i soldi non sono tutto, infatti io ho obiettivi molto diversi da diventare ricco. D’altra parte tutti si lamentano che non riescono a trovare un lavoro, e l’unico modo per avere uno stipendio decente è specializzarsi.

      Io non voglio che tu sacrifichi la tua vita privata per i soldi, ti sto dicendo che nei prossimi 20 anni, senza una specializzazione, è già tanto se prenderai 800 euro al mese. Tu puoi sempre scegliere di rifiutare l’evoluzione del mercato del lavoro, è un tuo diritto, ma tieni bene a mente le conseguenze. 😉

      • Si ho capito Stefano, ma io non sò in che cosa specializzarmi, ho fatto qualche corso ma non penso sia utile più di tanto per trovare lavoro, tutti cercano gente già esperta e ad alto livello, io non sò cosa fare, non posso lasciare l’ Italia per motivi miei, non sò che corsi fare per farmi assumere e non voglio investire in master per manager perchè non mi ci ritrovo e non ho motivazione per una strada di questo tipo. Mi sento un’ eccezione in tutto, non capisco più nulla, non mi ritrovo più. Questo mi crea un intasamento mentale da cui difficilmente potrò uscire e che non mi lascia concentrare in ciò che faccio, perchè ho sempre il dubbio di cosa sto facendo, forse ho sbagliato tutto, non sò più da dove ripartire. Il tuo attuale lavoro in cosa consiste? Grazie, ciao

  90. Grazie Stefano!
    Il tuo articolo è veramente illuminante e mi ha tirato un po’ su il morale…

    un caro saluto

    • Stefano says:

      Prego Ely.

      • Ciao stefano mi trovo in una situazione simile se non peggiore a quelle degli altri che hanno chiesto pareri nei post precedenti.
        Ho 27 anni, diplomato col minimo all Itis, indirizzo informatico, e non so fare granchè ( Il mio uso del computer si limita un po’ a quello che sanno fare un po’ tutti ( navigazione in internet- invio Email, scrittura testo word, Excel e basta), ho lavorato solo un anno come magazziniere nel negozio di mio cugino, sono a spasso ormai da 6 anni. Periodicamente cerco qualcosa sulle offerte di lavoro qui in internet ( anche tra i siti che hai postato tu) ma mi scoraggio sempre più per diversi motivi.
        1) E’ impressione mia o praticamente il 90 % delle offerte di lavoro riguarda operatori call center o agenti di commercio? E’ perché c’è parecchia offerte o perché sono lavori facilmente sfruttabili e sottopagati? La maggior parte poi è di contratti a progetto, agente,(non so manco cosa significhino),cmq a tempo determinato etc… tutto ciò non invoglia a lavorare se un povero cristo e costretto ogni 9-10 mesi a trovarsi in mezzo a una strada e barcamenarsi da un azienda all’ altra e non ha un minimo di stabilità e sicurezza no?

        2) La quasi totalità degli “ offerenti” richiede personale già con esperienza ( e chi non ce l ha ma vorrebbe farsela come fa?? L esperienza si costruisce “praticando”, se non danno la possibilità di praticare in un modo più semplice si crea solo disoccupazione, una sorta di circolo vizioso dal quale non se ne esce.

        Non avendo in famiglia altri che possano trovarmi occupazione (ed avendo maturato un po’ di orgoglio per il quale ho voglia di farcela da solo senza aiuti), cosa fare? Tu conosci l ambiente dell agente di commercio? Cosa fa precisamente? Viaggia molto con l auto? Deve essere estroverso, spigliato, con particolari conoscenze di tipo scolastico o si impara tutto nei corsi di formazione che solitamente fanno in sede.?

        O mi consiglieresti di virare verso altri ambiti? So che tu hai avuto a che fare con l ambito della ristorazione, cercano anche li personale già formato ( magari dell alberghiero) o sono più aperti?
        Ho letto il post dove consigli di focalizzarti su un unico obiettivo perché così ci sono più possibilità di riuscita, il mio guaio finora è stato proprio questo, nn ho ben chiaro in mente su cosa puntare. Si punta a tutto e si finisce per non far nulla.
        Ormai a 27 anni non posso certo cercare di imparare ciò che dovevo imparare 10 anni fa a scuola ma non feci, mio malgrado e puntare su un avvenire da tecnico, io sto praticamente a 0 anche da tirocinante sarebbe difficile. Quindi devo cambiare “obiettivo”

        Posso solo dirti di avere voglia di stupire, e stupirmi, sono ormai ad una svolta, non ho più 19 anni per poter cominciare una gavetta da lavapiatti in attesa di chissà cosa, ma penso di poter ancora imparare qualcosa: sapresti consigliarmi dei corsi di formazione, sai se sono a pagamento? Al giorno d oggi il mercato dove punta maggiormente? Perché è questo che differenzia un lavoro da un altro purtroppo.
        A quest età vorrei dare un senso alla mia vita, dopo un adolescenza pessima una prima età edulta ancora peggiore ( problemi fisici, lutti familiari, depressione e altri cazzi che non sto qui ad elencare!) Come fare per potersi sentire finalmente realizzato, e nuovamente importante, utile, e perché no appagato anche dal punto di vista economico? Non dico di voler diventare ricco, non me ne può fregare di meno, ma neanche finire a fare l operaio….. avere un lavoro un po’ meno usurante e una retribuzione un po più decente penso giovi alla felicità o no? Ho voglia di apprendere per puntare ad un qualcosa di più. Ti ringrazio in anticipo per l eventuale riposta 🙂

        • Stefano says:

          Ciao Alfio, non voglio essere maleducato, ma sono convinto che una brutta verità sia migliore di una bella bugia. Da quello che mi dici, sei l’esempio lampante di come nel mercato moderno sia impossibile trovare lavoro se non ti specializzi. Con un diploma non particolarmente eclatante, nessuno studio ulteriore, nessuna competenza informatica, niente esperienza e (immagino) niente inglese, un datore non avrebbe ragione di scegliere te al posto di un sacco di altri candidati con un profilo migliore.

          Anche se hai 27 anni, l’unico modo per trovare qualcosa è investire sulla tua professionalità e specializzarti in qualcosa. Non hai altra scelta. Non è qualcosa che puoi fare in due settimane, una specializzazione richiede almeno un anno di lavoro intenso durante il quale dovrai ramificare le tue conoscenze in uno specifico settore il più possibile. Ricorda questo: sono le persone che conosci che ti aiuteranno a trovare un lavoro. Non parlo della raccomandazione all’italiana, dove il cugino dell’imprenditore diventa dirigente senza uno straccio di esperienza. Parlo della raccomandazione salubre, quella dove usi le persone che conosci come un radar per captare le offerte che fanno per te.

          Ti faccio un esempio.

          Io adesso lavoro in Inghilterra in un piccolo bar. Volevo un lavoro estivo fuori dall’Italia, quindi ho fatto girare la notizia fra i miei amici internazionali. Un’amica mi ha fatto sapere che un suo amico stava per cambiare lavoro, e il capo cercava qualcuno da sostituire. Quindi mi sono candidato e ho ottenuto il posto. Non perché ho ricevuto qualche spinta, ma perché ho esperienza nel settore. Se non avessi fatto girare la notizia, nemmeno avrei saputo dell’occasione. Le giuste amicizie ti porteranno molto più in alto di quello che puoi pensare.

          Nel contempo, specializzati. Hai detto che vuoi fare l’agente, giusto? Informati, controlla quali siano le competenze richieste e ottienile. Diventa il migliore agente che un datore possa mai sognare di avere. Poi datti da fare: dimostra la tua bravura con un progetto autonomo, se sei bravo non ti serve qualcuno che ti aiuti. Da lì puoi iniziare a costruire una carriera.

          Il primo lavoro nel settore non è il primo passo a cui devi puntare: quello è un punto di arrivo dopo aver maturato competenze ed esperienze rilevanti che ti rendono un candidato ideale per quella particolare posizione.

  91. Giuseppe says:

    Salve,
    ho letto con molto interesse l’ articolo, soprattutto la parte che parla del moribondo che ha bisogno di un medico. Giusto, dico io; cosa importa ad un datore di lavoro se sei un bravo padre di famiglia e che ti rilassi facendo pesca subacquea? A lui serve uno che gli risolva il problema.
    Ma se le cose stanno così, perchè ti chiedono quali sono i tuoi hobby?
    Che importanza ha se uno nel tempo libero colleziona francobolli o viaggia con la capacità di aggiustare un motore o con la potenzialità di vendere freezer al polo?
    Se i colloqui di lavoro sono così “infallibili” e che ci sono persone in grado di valutarne un’altra solo in 10 secondi, come mai quando vado in un supermercato, ipermercato, ufficio pubblico pubblico o privato che sia, trovo solo gente lenta, inadeguata, impreparata, goffa?
    Comunque, la tingrazio per le diritte… proverò a trarne profitto.

    • Stefano says:

      Gli hobby sono importanti, perché una persona con diverse passioni che mostra dinamismo è più adatta per un lavoro dinamico. Poi ci sono i datori che gestiscono un bar che fattura 3000 euro al mese e si sentono i padroni del mondo e fanno domande inappropriate, da questi è meglio se scappi alla veloce. 😉

      Un dipartimento che deve valutare i candidati ha vita difficile, perché è difficile valutare le vere potenzialità di qualcuno in 10 minuti. Per questo le domande che spaziano fuori dall’ambiente lavorativo: vengono usate per avere più informazioni e poter decidere meglio. Uno che colleziona francobolli è più tranquillo di chi fa paracadutismo, in linea di massima. Quello che fai determina chi sei.

      • Giuseppe says:

        Un bar che fattura 3000 € al mese è prossimo alla chiusura…
        Io penso che i comportamenti non possano essere definiti da uno standard.

  92. Nonick says:

    Il tasso di disoccupazione giovanile è al 41,9%, ora io mi chiedo, il 41,9% dei giovani è idiota/non cerca lavoro/ha tutti i difetti che tu vuoi attribuire a chi non trova lavoro…oppure tu sei un arrogante? Io opterei per la seconda.
    Detto questo: sono un Geometra, voto che reputo medio (83) malgrado fossi primo della classe, a casa quasi non studiavo, studiavo in pullman e in classe nei momenti buchi, a casa mi divertivo, approfondivo l’inglese e uscivo. Cerco lavoro, stage, esperienza, ho cercato di specializzarmi nel disegno cad e nell’estimo, eppure non trovo un dannato lavoro. Ho un curriculum impeccabile, curato graficamente.
    I soldi non contano i primi 5 anni? hai ragione! si vive d’aria giusto? Io credo che oltre a essere arrogante tu sia anche un filino figlio di papà, hai avuto chi ti pagava quello che ti serviva, e ora buon per te sei riuscito a trovare un lavoro all’estero e buon per te non avevi nulla a trattenerti in Italia.
    Un consiglio te lo do io: l’arroganza non porta mai lontano, e i consigli bisognerebbe darli solo se si è realmente competenti, aver trovato un lavoro non ti rende competente nel consigliare chi non lo trova, un po’ come il tizio che ha il coltellino svizzero, averlo non vuole dire che sia in grado di usarlo per salvare la vita al tuo amico.

    • Stefano says:

      Grazie per questo commento Nonick, hai appena dimostrato a tutti i lettori l’atteggiamento giusto per non trovare mai un lavoro: invece che focalizzarti su come puoi migliorare, insulti chiunque cerca di darti una mano. Ancora, ti ringrazio per avermi dimostrato che con i paraocchi non si va da nessuna parte. 🙂

      • nonick says:

        Stupendo come tu abbia ignorato il mio commento nel rispondere, ennesima dimostrazione di arroganza e ignoranza.
        Ti esorto quindi: la disoccupazione giovanile è al 41,9%, come commenti questa cosa? Tutti pirla? Tutti con la crisi nella testa?
        Hai famiglia? Hai amici? Cosa hai lasciato in Italia? Io dico che nessuno dipendeva da te, ed ecco perchè sei potuto partire, bhè caro mio non tutti non hanno una vita sociale, c’è chi ha famiglia, chi ha fratelli, c’è addirittura pensa un pò, chi ha figli o parenti a carico, c’è chi ha la fidanzata, la moglie, secondo te questa gente può partire e cercare lavoro all’estero?
        Tu hai avuto l’aiuto dei tuoi, della tua cara famiglia che ti copriva le spalle, buon per tè, non tutti possono goderne.
        Ripeto: tu sei come il tizio col coltellino, hai il coltellino e pensi che questo basti per metterti li e cercare di salvare la vita a quell’uomo steso a terra. Sbagli.
        Ce la fai a dare una risposta concreta e coerente, o hai i paraocchi, pensi che la tua sia la verità assoluta, e non ti smuovi dal basso della tua arroganza?
        -53% acquisti di case, -49% mutui concessi dalle banche (nel 2012, e con i mutui saltano anche le ristrutturazioni) con questi dati la compravendita è calata del 29%; tutta nella testa della gente la crisi giusto? Per molti versi sono d’accordo con te, ma la crisi c’è ed esiste, poi che ci siano un mare di imbecilli che parlano della crisi, senza esserne interessati, è vero, gente al mare che parla della crisi in spiaggia con sdraio e ombrelloni e che alla sera torna all’albero a 3/4 stelle. Gente che cerca lavoro solo nel preciso settore per cui hanno studiato/ nel preciso segmento in cui volevano lavorare.
        Specializzarsi? giusto, imparare l’inglese? giustissimo, non è possibile nel 2013 non conoscere ALMENO una seconda lingua. Ma la crisi, c’è ed esiste, e non tutti possono permettersi di scappare dall’Italia, tu sei stato fortunato, e non è un merito l’essere fortunati.

        • Stefano says:

          Il 41,9% di disoccupazione giovanile significa che il 58,1% dei giovani ha un lavoro, giusto? Che detto in altre parole significa: è più facile avere un lavoro che non averlo. Purtroppo per te è la metà che si impegna a trovare un lavoro, la metà che insulta chi cerca di dare dei consigli non va molto lontano.

          A proposito, la disoccupazione giovanile non è del 41,9% secondo Eurostat: http://news.bbcimg.co.uk/media/images/65741000/gif/_65741437_italy_stats_464-02.gif

          Le compravendite (ossia il PIL) non sono calate del 29%, ma meno del 1% per trimestre: http://www.tradingeconomics.com/charts/italy-gdp-growth.png?s=itpirlqs

          Questi dati o te li sei inventati tu, o se li è inventati qualcuno prima di dirteli.

          In tutto questo mare di insulti, non hai ancora smontato la mia tesi: tu sei specializzato? In cosa? Sai l’inglese? Sei un esperto di qualche tipo? Se la risposta è no a tutte queste domande, stai semplicemente confermando quello che ho detto nell’articolo. E stai anche confermando un particolare irritante dell’inconscio umano: anche di fronte all’evidenza si chiude nelle sue convinzioni, incapace di ammettere i propri errori. Prima lo capisci meglio è per te.

          • nonick says:

            http://lmgtfy.com/?q=disoccupazione+41%2C9%25&l=1
            ma anche http://lmgtfy.com/?q=disoccupazione+giovanile+italia&l=1 (qui trovi citato anche eurostat)
            credo tu debba leggere meglio: se parlo di case, forse parlo della compravendita delle case?
            http://lmgtfy.com/?q=compravendita+case+29%25&l=1

            mutui+compravendita http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2013/02/06/841501-milano-banche-credito-mercato-immobiliare.shtml
            e ancora
            http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/374241_compravendita_di_case_a_sondrio_crollo_del_30/
            Sono specializzato nell’utilizzo di programmi cad e cam, nonchè nell’estimo(in particolare case e computi), conosco l’inglese (come ti ho già scritto), sono un esperto di computer, hardware e software, abbastanza competente da essere editore capo di uno dei migliori 10 siti di informatica italiani (cosa che seppur alcuni considerino un lavoro, io considero un hobby), ho contatti con le principali case hardware (Cosair, Eizo, Asus, Gigabyte, Sapphire, Asrock, Kingston……) e non essendo uno sciocco non sto cercando lavoro nel settore edilizio (bhè oddio se vedo un annuncio il curriculum lo mando, ma mi stò concentrando su altro, il settore edilizio è scoppiato come le statistiche che ti ho linkato sopra dimostrano). Ti rigiro quello che mi hai scritto: stai confermando un particolare irritante dell’inconscio umano: anche di fronte all’evidenza si chiude nelle sue convinzioni, incapace di ammettere i propri errori.

          • Stefano says:

            In altre parole, da quello che mi dici hai una specializzazione e un lavoro, giusto?

          • nonick says:

            sono specializzato, e si, ho un “lavoro”, non retribuito, ma si, si può considerare un lavoro.

          • certo e il 58% che lavora sono quasi tutti precari o con contratti truffa o malpagati o non pagati affatto. per lavorare non bisogna essere dei geni specializzati perchè ciò equivarrebbe a sostenere che chi non può o non è in grado di specializzarsi è condannato a morire di fame o rubare. che poi c’è da dire che nella situazione di sfascio in cui ci troviamo il lavoro (precarissimo) lo trovano solo gli stranieri non specializzati e gli ignoranti

  93. Nadiag l says:

    Ciao sono Nadia 38 anni disoccupata da 1 anno e 2mesi in cui ho fatto solo 2 colloqui e non sono andati a buon fine. per 20 anni ho lavorato come impiegata nel settore del legno, ma adesso non c’è più posto per me. Le aziende del legno falliscono. Io sono troppo vecchia. Se avessi 28 anni almeno potrei entrare nelle aziende come apprendista. Invece 28 li ho compiuti già da un po’. Non sono nemmeno laureata, perché con il diploma di ragioneria si trovava sempre lavoro. Si trovava….. Ora non più. Così alla mia età, divorziata e con un figlio piccolo a carico, cosa vado a fare? Non so più dove andare e nemmeno su cosa riqualificarmi. Cosa mi consiglia?

    • Giuseppe says:

      Hai pur sempre un bagaglio di esperienza. Non sarà facile il reinserimento ma nemmeno impossibile.

      • Anonimo says:

        Grazie per aver risposto così velocemente e complimenti per il sito, è veramente interessante e dice cose vere. Non le solite banalità.

    • Stefano says:

      Ciao Nadia, purtroppo hai sperimentato sulla tua pelle l’evoluzione del mercato moderno: come operaio generico non hai futuro. Come dice giustamente Giuseppe hai una mezza specializzazione, quindi ti consiglio di fare pratica e specializzarti ancora di più nel settore del legno. Non so come funziona quel tipo di mercato quindi non so darti consigli più specifici, ma devi puntare sulla formazione professionale prima di tutto. Prima fai una ricerca sulle professioni più ricercate (tanta domanda ma poca offerta), poi ti adatti di conseguenza.

  94. Giuseppe says:

    Scusa se mi intrometto. La crisi c’è e non è casuale, è programmata. Capisco la tua amarezza, sono nella stessa situazione, ma non mi sembra il caso di esagerare con i “complimenti”. Se lavorasse solo gente competente, l’ Italia sarebbe un paese funzionante ed invece non lo è.

    • Stefano says:

      Cosa intendi con crisi “programmata” giuseppe?

      • Giuseppe says:

        Intendo dire che è stata accuratamente progettata e realizzata e, quel che è peggio, destinata a durare. Hanno incominciato a parlare di crisi i media e dopo, solo dopo, essa si è materializzata.

        • Stefano says:

          Puro complottismo, insomma. Ti rimando all’articolo più bello che ho mai letto sull’argomento: http://ceifan.org/psicologia_del_complottismo.htm

          • Giuseppe says:

            Non ho capito… Se tu affermi che la crisi è solo nella testa delle persone è normale e se lo affermo io è complottismo?
            Se fosse una crisi vera non si troverebbe lavoro nemmeno come scaricatori ai mercati generali.

          • Stefano says:

            Ed è per questo che la crisi è stata ingigantita dai media. Parlare di disastro fa notizia, che è quello che cercano i giornalisti. Semplice. L’ordine mondiale che controlla il pianeta è sostanzialmente la noiosa storia della massoneria.

          • Giuseppe says:

            Lungi dall’ essere noiosa, che ci piaccia o no che lo si ammetta oppure no la massoneria ha fatto buona parte della storia (se non tutta) e per loro stessa ammissione la rivoluzione francese è una loro creatura.
            Comunque, se la crisi è stata ingigantita dai media come mai le istituzioni non la ridimensionano? Alle interviste rispondono i politici e non c’è il minimo accenno all’ingigantimento dei media, anzi. Disoccupati, continuate a cercare e qualcosa troverete (il diavolo fa le pentole ma grazie a Dio non ha imparato a fare i coperchi). Evitate le agenzie di lavoro interinale (la loro vera occupazione è, almeno per il 90%, fornire dati all’ ISTAT ed infatti l’ istituto è molto aggiornato su quante persone stanno cercando e cosa stanno cercando) ma bussate ad ogni porta che trovate, questo si.
            Non scoraggiatevi ma non aspettatevi il lavoro della vostra vita, almeno non subito.

  95. Grifone says:

    Ciao Stefano!

    Avevo scritto una lunga introduzione sui fatti miei, su chi sono, il lavoro che faccio e per il quale sono stato licenziato (smetto a fine luglio). Ma poi ho considerato che era noioso e inutile. 😀

    Quando si parla di lavoro e di crisi, c’è sempre da discutere e infatti alcuni commenti sono un po’ infuocati; nemmeno io sono d’accordo al 100% con te, ma molte cose che dici mi piacciono e rispetto le tue opinioni.

    Andiamo al succo del discorso; il tuo articolo mi piace perché dice “devi muovere il culo, non importa cosa fai, ma fai qualcosa” e sto cercando di seguire questa filosofia, non mi sono fermato a piangermi addosso come farei di solito. Vorrei sfruttare questo mese e mezzo che mi rimane di lavoro per trovare il modo di cascare in piedi; trovare lavoro per me è dura, specialmente nel mio campo, non ho un titolo di studi, solo la licenza media; sono riuscito quest’anno a prendere la quarta superiore da privatista e volevo fare la maturità il prossimo anno. Non so se cercare nel mio settore o stravolgere tutto completamente. I lavori a contatto con il pubblico tendo a escluderli per via del mio carattere timido.
    La cosa peggiore è che non so cosa vorrei fare nella vita. Negli ultimi anni ho avuto talmente poco tempo per me (lavoro, lunghi viaggi in auto, weekend dai “suoceri”) che non ho più ne amici ne passioni o hobby. Mi chiedo “cosa mi piacerebbe fare nella vita?” e non riesco a darmi risposta, poi ci riprovo con una domanda più facile tipo “e nel prossimo anno cosa vorrei fare?”, ma nessuno risposta ancora. Non so nemmeno cosa farei oggi se avessi la giornata completamente libera.
    Suggerimenti su questo aspetto?

    • Stefano says:

      Ciao Grifone, mi dispiace vedere che una persona così attiva come te si trovi in questa situazione. Se ti consola, sappi che già solo con il tuo carattere sei molto più avanti nella ricerca di un lavoro che molti altri.

      Allora, prima di tutto ti consiglio di rimanere nel tuo settore. Hai già esperienza, sarebbe controproducente ripartire da zero. Puoi farlo ma richiede tempo e investimenti, cosa che non ti puoi permettere quando stai per perdere il lavoro. Quindi prima io penserei a coprirmi le spalle, poi penserei a come trovare la mia passione e specializzarmi in quel nuovo settore.

      Come ho scritto nell’articolo, devi fare leva sulle tue qualità: perché sei un impiegato ideale? Perché qualcuno dovrebbe pagarti? Analizza i tuoi punti di forza e vai dritto a incontrare chi quei punti di forza li ricerca. Insomma, trova il datore perfetto per te.

  96. Ciao. L’articolo è interessante e anche motivante.
    Io mi assumo le mie responsabilità, per essere stato sempre timido e insicuro.
    Non avevo fratelli più grandi e mio padre e mia madre mi hanno lasciato sempre tanta libertà.
    dopo la scuola superiore volevo lavorare, allora ho trovato lavoro in un cantiere, ho fatto elettricista, tubista, muratore e poi il lavoro è finito.
    Mi sono iscritto all’università, una corso di laurea di economia fuso con scienze della formazione, una cagata pazzesca. Ho studiato ragioneria alle superiori quindi sono andato dritto in economia e ho scelto il corso di laurea peggio che poteva esistere. Non mi sono interessato di chiedere a qualcuno informazioni, se qualcuno si era laureato e aveva trovato lavoro.
    Dopo 2 anni ho mollato, ho provato la carriera militare, ma mi hanno rimandato. Ho cercato qualsiasi cosa, ma non ho trovato nulla. allora ho fatto un corso di 900 ore OSA per scoprire che serve l’OSS, ma costa più di 2000 euro.
    Ho fatto 2 mesi di stage e ti posso assicurare che è uno dei lavori più sporchi e umilianti che esistono. Nonostante questo al sud bisogna avere conoscenze e raccomandazioni per lavorare in una clinica privata e svolgere la mansione di OSA.

    • Stefano says:

      Ciao Enrico, anzitutto ti faccio i complimenti per la buona volontà e l’impegno. Soprattutto se sei al sud la tua opportunità migliore è fare le valigie e andare da un’altra parte, perché le opportunità tendono allo zero.

  97. Fabrizio says:

    Tra i siti per cercare lavoro segnalo anche:
    http://www.infojobs.it
    http://www.cacciaallavoro.com

  98. Uno degli articoli più motivanti del tuo blog. 🙂

    Vorrei scriverti una mia esperienza personale:
    I miei genitori hanno un piccolo albergo e ristorante ed ogni volta che qualcuno si presenta da noi per portarci un curriculum non c’è nessuno che sappia un minimo di inglese! Il ricambio io questo tipo di settore c’è ed anche molto, però cavolo se arriva qualcuno che parla un buon inglese questo aspirante avrebbe il 90% di possibilità di venir assunto, rispetto a qualcuno che lo parla a stento (magari!).

    Comunque per questa estate ho dei grandi progetti. Dal momento che devo andare in quinta superiore questa estate è praticamente libera, così ho deciso di svegliarmi fuori ed impegnarmi sul serio in hotel ed al ristorante. A me piace l’arte, disegno abbastanza bene, ho molta fantasia e volevo usare queste caratteristiche per ravvivare un pò il locale. Un altro piccolo progetto che ho in mente è quello di ripitturare la terrazzina sul retro (che non si usa) di un bel azzurrino in modo che se i clienti si affacciano vedono una bella terrazza ( lasciamo perdere com’è ora LOL) curata, piena di fiori e ripitturata ( esercizio utile per l’olio di gomito) questo è per farti un piccolo esempio sui progetti che ho in mente.

    Poi quando finisco lo stage in agenzia di viaggio inizo seriamente ad applicarmi con l’inglese: il mio obiettivo è di parlarlo bene non conoscendo più l’italiano tra poco. Sto gia seguendo tre blog inglesi (tuo consiglio) e ho scoperto a quanto ero limitato a leggere in italiano, persino wikipedia la leggo in inglese per la quantità di informazioni in più che ci sono.

    La mattina aiuto con le colazioni così miglioro tedesco ed inglese parlato ed imparo ad usare il bar (non si sa mai 😉 ) poi il pomeriggio mi immergo nell’inglese e nel check in in albergo per poi continuare la sera facendo il cameriere.

    Difatti il mio grande sogno è di trasferirmi in Australia ma per andare voglio migliorarmi personalmente. Voglio iniziare a mangiare sano e correre ogni mattina, aumentare la mia massa muscolare dato che sono magro e migliorare le mie abilità parlate perchè parlo un pò male, balbetto a volte e voglio sforzarmi per migliorare.

    Sinceramente mi sono stufato di sentire cotinuamente di sta crisi, crisi e crisi.. condivido al 1000% il tuo articolo sul “futuro straordinario”, e poi siamo noi che ci creiamo la nostra vita quindi le colpe sono SOLAMENTE nostre, non del destino avverso.

    Scusa per il mio mega commento ma volevo avere il piacere di condividere ciò! 🙂

  99. Anonimo says:

    Si tutto giusto e condivisibile ma ci sono dei MA e dei SE. La regola di non stare con le mani in mano o di rendersi appetibili è corretta ma temo che tu stia parlando per esperienza personale e, come ben sai, non tutte le esperienze sono uguali o replicabili. Ad es. chi non ha potuto beneficiare di studi che lo abbiano reso interessante per il mondo, perchè, non so, è stato figlio di gente che l’università non sapeva come pagarla, o di un periodo storico dove si trovava tutto facilmente e magari non ha saputo/potuto ragionare col senno di poi?? Chi non ha uno zio come il tuo?? Chi, anche pur sapendo l’inglese abbastanza bene, non ha la possibilità di andarsi a cercare opportunità negli States (e dico per cause oggettive importanti)?? Chi non ha i soldi di Mammà, perchè la madre fa una vita da schiava alle Poste?? Mi fermo qui ma ci sono un’infinità di cause non soggettive che limitano le persone nelle loro scelte, perfino la malattia di un parente (se tu sei l’unico che può accudirlo)!! E’ cosi possibile trovare lavoro facilmente per loro?? Credi che siano una percentuale esigua?? E’ davvero così automatico per chiunque bypassare questa fantomatica crisi?? Per uno di 40/45 anni credi che sia sempre possibile reinventarsi o avere i mezzi per farlo?? Cerca di capirmi, non voglio denigrare ciò che dici che a conti fatti corrisponde a realtà, ma forse non è corretto far sembrare facile alle persone qualcosa quando le variabili sono davvero tante. Si, capisco, è un sito “motivazionale” ma non incapperai anche tu per caso nel solito errore che molti “motivazionisti” (passami il termine) fanno? E cioè quello di dire: hey, se ce l’ho fatta io puoi farcela anche tu!! Facilità, con i dovuti presupposti o meno, oggi come oggi non è un termine di cui abusare e non tutti hanno potuto programmarsi la vita per potersi poi tirar fuori da ipotetici o potenziali problemi futuri… ma questo è il mio modesto parere. Un caro saluto

    • Stefano says:

      Hai appena elencato tutta una serie di scuse che non ti aiuteranno. La tua situazione: non hai un lavoro. Il tuo obiettivo: trovarne uno, possibilmente ben pagato. Da una parte puoi metterti a elencare tutte le scuse e piangere al mondo che è cattivo con te, dall’altra puoi analizzare la situazione e fare il possibile per migliorarla. Se sei nel primo gruppo, Mindcheats non fa per te. Non sono qui a darti un’altra “buona” ragione per dare la colpa al mondo, perché dare la colpa al mondo non ha mai aiutato nessuno.

  100. Ciao Stefano ,leggendoti in tanti passaggi mi hai ricordato le cose lette in un libro motivazionale di Zig Ziglar “Ci vediamo sulla cima”Condivido molto di ciò che dici ,tranne quando dici che non esiste la crisi ..in questo non sono d’accordo .La crisi c’è .Forse sarebbe più giusto dire che la crisi c’è ma piangendo e puntando il dito a destra e a manca non si risolve nulla ,aggiungerei anche che la tv che giustamente ci deve tenere informati su quanto sta succedendo ,dovrebbe però smetterla di dare messaggi solo negativi perchè la negatività uccide più della crisi .C’è ancora una cosa di cui non hai parlato ..ti sei dimenticato di chi ha superato i 30 anni ,E si Stefano dopo i 30 anni le difficoltà sono veri e propri ostacoli ,le porte sono chiuse ,il mondo ti considera già vecchio e questo lo trovo veramente assurdo .Io di anni ne ho molti di più ,vengo da un epoca in cui finita la terza media ,in una classe di 20 alunni solo due si potevano permettere di studiare ancora ,mentre per tutti noi figli di povera gente c’era già il posticino in fabbrica ,a catena, che ti aspettava ERAVAMO FORTUNATI .ora qualcuno dirà che sono una scema ad asserire che eravamo fortunati ,ma lo eravamo davvero perchè le opportunità erano tante ..io ho iniziato a lavorare quando ancora facevo la prima media .Finita la scuola andavo a trasmettere in radio ,ero una piccola dj ..ho cercato tutti i lavori possibili ed ho accettato di tutto , camminando sulla mia strada mi sono accorta di essere un ottima venditrice (come si suol dire potrei vendere ghiaccio agli esquimesi)Evito di star qui a descriverti tutti i lavori che ho fatto e tutte le cose che ho costruito ..ora da 10 anni ho un negozio .Sono una balloon art ,organizzo party e matrimoni e vendo articoli per feste ..sono soddisfatta di me stessa?????NO per niente ,ho un marito in cassa integrazione che siccome ha 40 anni non riesce più a trovare nulla ,viviamo in una città in cui tutti hanno chiuso e il lavoro è diventato un sogno per pochi ,ho due figli ,mia madre malata, come mio padre e mia suocera che ha perso il marito e ha bisogno di noi ..insomma trasferirci è impossibile ,Come ti sarà chiaro non vendo beni primari per cui se la gente non ha soldi non è di me che ha bisogno no???lavoro 10 12 ore al giorno 7 giorni su 7 perchè quando non sono in negozio sto su internet per lavorare al mio sito per contattare gente ..per mandare preventivi ma soprattutto per cercare altre opportunità di crescita sia nel mio campo che in altre imprese perchè sono convinta che se me ne sto appollaiata sulla mia piccola cima presto mi ritroverò seduta per terrà ..ma che altro posso fare ???.Cerco nuove idee mi scervello 24 ore al giorno ma non riesco a trovare alternative .Sai cosa mi fa stare più male ???la sensazione chiara e netta con cui mi alzo ogni mattina e con cui vado a dormire ogni sera ,anzi più che una sensazione è una convinzione IO POSSO E SONO IN GRADO DI FARE DI PIù .Ho 48 anni ,la vita inizia dopo i 40 anni quindi ho solo 8 anni e una vita di successi che mi aspettano ,posso fare e dare molto e non è il POSSO che mi brucia dentro ma è il DARE che mi corrode .Posso dare la mia esperienza e crescere ancora con tante altre persone che hanno bisogno di me ma credimi mi trovo in punto fermo e non so davvero come ripartirè per scalare ancora la cima .Mi piacerebbe parlare con te .c’è un modo?????mi fai sapere .Intanto condivido quanto ho letto nella speranza che i giovani leggano .Grazie di tutto Nadia

    • Stefano says:

      Ciao Nadia. Uno di questi giorni mi sa che riscrivo la parte sulla crisi: su un argomento così delicato, è meglio tenere l’articolo aggiornato. Nel mondo moderno le opportunità sono ancora di più, ma sono più difficili da sfruttare. È l’evoluzione del mercato del lavoro e non ci si può fare niente.

      • Stefano però non hai risposto alle mie domande …cosa bisogna fare in questo mondo se uno i 30 anni li ha superati da un pezzo????Quali opportunità abbiamo noi che non ci possiamo muovere da dove siamo a causa dei famigliari a carico???

        • Stefano says:

          Hai l’età che ti senti: se a 30 anni ti senti vecchia (vecchia perché? Sei a un terzo della tua vita), allora è finita. Se non ti senti vecchia… Beh… Ti sei appena risposta da sola. 😉

          Stessa cosa per la famiglia: puoi usarla come scusa o come incentivo per dare il massimo.

          • Andrea says:

            Caro Stefano Mini,
            Premesso che l’articolo che hai scritto è sicuramente da elogiare perché ha come chiaro obiettivo di aiutare la gente a trovare lavoro cercando di dare risposte là dove molte persone abbiano lacune.
            Il materiale che hai scritto è tanto. Sarebbe lunghissimo rispondere in maniera dettagliata. Cercherò comunque di risponderti nella maniera più sintetica che conosco.

            Leggendo questo articolo a prima impressione potrei pensare che seguendo i consigli il lavoro è in tasca. Sicuramente è innegabile che la ricerca dei consigli che tu hai adottato è quantomeno essenziale per trovare lavoro ma consentimi di affermare che la realtà dei fatti è diversa.

            Per come la vedo io e per come la vedono anche esperti i fattori che portano alla crisi sono tanti:
            1) Mancanza di strutture scolastiche ed extrascolastiche, e mancanza di adeguato personale che forma culturalmente ma e io aggiungerei anche caratterialmente i ragazzi al mondo che poi dovranno affrontare.
            2) Gravi problemi sociali oltre corruzione, clientelismo e parentele, e mancanza di una cultura aperta al mondo del lavoro soprattutto in alcune regioni d’Italia.
            3) Non ultimo mancanza di liquidità dell’amministrazioni pubbliche con cause a cascata per tutta l’economia a cui si aggiungono norme europee che strozzano alcuni settori dell’economia italiana.

            Io affermo che di fatto la crisi esiste però sarebbe più giusto parlare di crisi congiunturale.

          • Stefano says:

            Ciao Andrea, grazie per il commento. I tuoi argomenti sono validi, ti rispondo in punti per semplicità:

            – I problemi della scuola italiana sono palesi e per questo sono convinto che non basti studiare per ottenere un buon lavoro. Anche con una laurea in mano quello è il punto di partenza, perché per definizione non puoi specializzarti se fai un corso di laurea con centinaia di altre persone. Sarai esperto, ma non unico. Secondo la domanda della legge e dell’offerta, se l’offerta (il numero di esperti) sale, il prezzo (stipendio) cresce. Se l’offerta è maggiore della domanda, rimangono bene invenduti (disoccupati). Questa legge funziona bene anche nel mercato del lavoro, per questo invito tutti a differenziarsi e non puntare sulla scuola.
            – La corruzione è uno dei problemi dell’Italia, che secondo me ha radici molto profonde nella cultura nazionale. In altre parole, sono pessimista sul fatto che il problema possa essere mai risolto. Questa è una causa dell’arretratezza economica italiana. La disoccupazione, per quanto relativamente alta, è a livello assoluto bassa: la maggior parte delle persone ha un lavoro, quindi è più facile trovare lavoro che non trovarlo.

          • Andrea says:

            L’argomento è estremamente vasto.Partiamoci da qui:
            – Ma chi ha un diploma ed ha lavorato che deve fare ?
            deve spararsi ? La risposta chiaramente è no anche se hai
            dichiarato che la laurea è il punto di partenza.
            – Una persona che è diplomata ed ha lavorato per anni una
            ditta che è fallita cosa dovrebbe fare ? La risposta è che dovrebbe essere riconvertita con le conoscenze e competenze che possiede per trovare un nuovo lavoro. Questa cosa esiste in Germania e in Francia ad esempio. Quindi in questi paesi le persone che hanno difficoltà sono aiutate in maniera concreta e vengono indennizzate nel periodo in cui frequentano i corsi per aggiornarsi. Da noi tutto questo non esiste e tanto meno non esiste un orientamento scolastico e dopo gli studi.
            Potrei farti l’esempio di Calabria e Sicilia che hanno corsi di formazione che definisco ad uccello. I ragazzi che escono da questi corsi di formazione regionali e e di altri enti pubblici sanno ben poco e non sono inseriti nelle aziende per fare pratica: che lavoro devono imparare con una specializzazione ad uccello ? Ecco che a questo punto dobbiamo farci tutto da soli. Nel sud, non so se tu ne si a conoscenza, c’è una disoccupazione più alta della media nazionale. La disoccupazione giovanile arriva al 50% circa:

            http://palermo.blogsicilia.it/crisi-in-sicilia-pagliaro-cgil-un-dramma-senza-precedenti/185954/

            Alla mancanza di una buona cultura scolastica e lavorativa ci sono ostacoli di trasporto. La distanza e i costi verso i paesi stranieri sono un disincentivo, diversamente da chi si trova al nord o addirittura nelle zone di confine e le famiglie non sono sempre in grado di dare sostegno economico ai figli che partono che devono autofinanziarsi. I ragazzi che partono e studiano a Roma, Milano, Pisa, Bologna, Torino ecc. sono per la maggior parte figli di persone agiate e infatti queste persone hanno più facilità nel trovare un lavoro più specializzato e più duraturo. Gli altri e scusami il termine “si attaccano al cazzo”. Sono d’accordo con te che in termini assoluti nazionali la disoccupazione è minore ma bisogna vederla anche a livello regionale e lì le cose cambiano e di molto. Potrei dire che alla fine il lavoro si trova in linea di massima ma a quali condizioni ? Lavoro nero, sottopagato, e senza alcun diritto e la tragedia sai qual’è ? Che tra un lavoro e l’altro passa parecchio tempo…..
            Un’altra cosa dimenticavo: l’agenzia dell’impiego qui serve solo per la disoccupazione. Le persone che lavorano per far andare avanti la famiglia sono da elogiare. Riassumendo il tutto ciò che dici potrebbe essere giusto ma se ci mettiamo altri fattori x contrari dovremmo mettere di contro fattori y per trovare la soluzione. Buona continuazione

  101. É un bell’articolo ma che consiglio daresti ad uno come me…
    Ho frequentato un’istituto professionale di panetteria-pasticceria, me l’ero pensata bene visto che non è un lavoro che fanno in tanti, tuttora richiesto e mai in crisi.
    Dopo aver conseguito la qualifica triennale ho lavorato per 4 anni fino a quasi ottenere un posto fisso, dico quasi perchè ho dovuto mollare tutto per motivi di salute che tutt’ora non mi permettono nè di fare i lavori che potevo svolgere coi miei studi, nè di fare lavori dove si debba spostare grossi pesi…ah non me la danno l’invalidità, dicono che non sto abbastanza male…
    Tuttavia mi piacerebbe fare qualcos’altro nel modo dell’artigianato (ad esempio falegname ma ache altro va benissimo) ma anche andando gratis ad imparare in qualsiasi ditta, dalle mie parti non c’è nessuno che vuole stare dietro ad uno senza esperienza come me…non hanno voglia di perdere tempo specie in periodo di crisi…dicono.
    E purtoppo dicono che sono fuori età per poter rifare una scuola professionale come quella che avevo fatto e non credo di riuscire con una qualifica professionale ad entrare in università…io vorrei tanto imparare un nuovo mestiere ma da senza qualcuno che mi dia una mano per me è impossibile, se fosse facile come con l’inglese sarei a metà strada.
    Non aiuta il fatto di essere timido, ogni tanto mi blocco/vergono per cose idiote ed ogni tanto la timidezza mi sfocia in euforia, è una mia particolarità dovrei solo imparare a controllarla meglio; poi alla gente dalle mie parti sembra così strano per un ragazzo portare i capelli lunghi con la coda…mi sembra come se fossero intimoriti da me sia che rida o sia serio…neanche avessi hobby strani, tatuaggi, piercing in faccia o da altre parti.
    E non aiuta nemmeno il fatto che quei pochi amici che avevo e che mi fidavo mi abbiano voltato le spalle nel momento del bisogno lasciandomi solo.
    Come avrai capito son diventato abbastanza pessimista ed essere soli e senza soldi non aiuta.
    Scusa lo sfogo ma mi ci voleva, se hai qualche ottimo consiglio son tutt’orecchi : )

    • Nessuna risposta???

      • Non so se ti piacerebbe lavorare in ufficio, ma visto che non puoi sollevare pesi, mi sembra sia l’unico lavoro che tu possa fare. A meno che la tua condizione non sia temporanea. Fai un corso di contabilità e nel frattempo mandi il CV a chi cerca un contabile, dicendo che vorresti mettere in pratica ciò che stai imparando. Lo so che non sarà facile, perché di contabili ce ne sono una marea, ma tentare non nuoce. Non so dove abiti, ma a Bergamo c’è una società che forma le persone. Fanno diversi corsi, gratuiti e non. Io volevo fare quello di contabilità ma era sempre a pagamento, così ne ho fatti 2 di addetto paghe e contributi. Non ho trovato lavoro in quell’ambito (e non pretendevo di trovarlo), ma almeno c’ho provato e ho imparato qualcosa. Inoltre, non è detto che tu sia sfortunato quanto me. C’è anche da dire che, siccome sono donna, a nessuno interessava il fatto che avessi imparato qualcosa: era più interessante la mia vita privata… Se non hai dimestichezza con l’inglese e/o col PC, puoi anche informarti presso il tuo comune di residenza (o presso quello più vicino, se il tuo è troppo piccolo e non prende queste iniziative). I corsi comunali costano poco. Oltre ad imparare qualcosa potrai conoscere gente nuova e ricrearti una rete di amicizie.

      • Ciao Nik,
        stefano non ti ha ancora risposto perchè in realtà la tua mail l’ho ricevuta io….. 🙂
        se mi posso permettere, che problemi di salute hai avuto? Anche perchè non riesco a comprendere una cosa: hai smesso di lavorare nel tuo campo perchè non potevi alzare pesi.. e vorresti fare il falegname? Che io sappia, ma non me ne intendo, una tavola di legno pesa decisamente di più di un sacco di farina….
        Scusa, non voglio farmi gli affari tuoi, sei libero di non rispondermi 🙂
        Albe

        • Non posso lavorare a contatto con varie farine e altri prodotti per una sorta di allergia, a lungo andare la pelle mi diventava nera a chiazze, prurito e bolle varie.
          L’ultima volta mi son dovuto fare 3 mesi di antibiotici per risolvere, avrei dovuto continuare a prenderli se avessi continuato a lavorare…e non mi va di imbottirmi di farmaci.
          Per la questione del peso è dovuta alla mia scoliosi, non è grave (se così si può dire, non porto busti o altro) ma quando la schiena fa male è veramente dura, ovvio che faccio esercizi appositi ma essendo abbastanza alto ed esile per costituzione non posso mettermi a fare il muratore…preferirei non peggiorare la situazione.
          Ho detto falegname per fare un esempio di artigianato, poi lì ci sono vari settori tipo il palchettista o chi costruisce pipe che non devono sollevare ogni giorno grandi pesi, io in forno spostavo sacchi di farina da 25 e 50kg quasi tutti i giorni…e pesando 58kg…

          • Se ti può interessare il ministero del lavoro ha promosso un programma AMVA del quale fa parte botteghe un progetto “botteghe di mestiere” che serve appunto ad insegnare un mestiere artigianale a ragazzi fino ai 29anni mi sembra (tu quanti anni hai?).. Ce n’è almeno uno in ogni regione. Inoltre ti pagano 500euro mensili, non sono tanti ma nemmeno pochi. Cerca su google botteghe del mestiere e lo trovi sul sito Italia lavoro, affrettati però perché le iscrizioni scadono il 4luglio!
            Ciao e spero di esser ti stata utile!

  102. Alessandro says:

    La realta’ qui al Nord chiudono ogni giorno l’attivita’ decine di aziende. Io sto cercando lavoro da 6 anni da quando mi sono laureato. All’inizio quando inviavo i curriculum qualcuno rispondeva, diciamo che su 50 curriculum 2 aziende rispondevano. Oggi anche se ne invio 100 non risponde piu’ nessuno. Sinceramente penso che di questo passo ci sara’ una guerra civile che servira’ sicuramente peggiorera’ la situazione. Si vedono e si sentono troppe cose ingiuste. Una volta almeno avevano il buon gusto di farle di nascosto, oggi invece non ci si vergogna piu’ di niente. Questo relativismo e nichilismo ci sta portando sull’orlo del baratro.

  103. Hai ragione quanto dici che l’università forgia menti tutte uguali, pecore direi, ma è anche vero che le grandi aziende voglio esattamente questo, perchè la strategia del terrore, in tempo di crisi, è quella di trattare tutti come numeri, perfettamente sostituibili, così da farli sentire in pericolo e tenere gli stipendi bassi. Nessuno alza la cresta se è in pericolo di vita, il lavoratore vive oggi questa situazione, è intimorito e quando c’è paura c’è spazio per le dittature e per le revisioni peggiorative dei contratti di lavoro. L’alternativa migliore oggi è inventarsi un lavoro!

    • Stefano says:

      Ciao Francesco, grazie per il commento. Da una parte hai ragione: c’è un set di conoscenze che tutti richiedono. Per questo l’università è importante, e la consiglio a chiunque voglia specializzarsi seriamente. Dall’altra però, il pregio dell’università è anche il suo difetto: con una serie di competenze standard, sei sostituibile. Come forse sai (da quello che dici mi dai l’impressione di uno che conosce l’economia), un prodotto sostituibile nel mercato deve per forza di cose avere un prezzo inferiore alla concorrenza. Ecco che scatta la corse al ribasso dello stipendio. La situazione negativa che descrivi, secondo me, vale solo per il lavoratore generico (quello che nessuno dovrebbe puntare a fare). Il “lavoro da casa” ha del potenziale e su questo sono d’accordo, ma esistono lavori stipendiati che danno grandi soddisfazioni. 😉

      P.S. Interessante il tuo sito, mi iscrivo al feed.

  104. ateo_87 says:

    La fai facile… quando andavo a scuola non avevo mica internet, ero uno stupido che credeva mi fosse tutto dovuto, e tuttora non ho amici, come diavolo faccio a pensarci ora che ho 25 anni? dovevo pensarci a 16.

    • Stefano says:

      A 25 anni sei a un quarto della vita, sei ancora giovane! Se ti impegni e non sprechi tempo, non hai idea di quante cose puoi fare in un anno. La fortuna è la maggior parte delle persone sprecano tempo, quindi quelli che veramente si fanno il mazzo tanto brillano di luce propria. 😉

  105. laureato in economia aziendale corso triennale da almeno 6 mesi, attualmente sto’ facendo la specialistica in economia e direzione aziendale il termine CRISI esiste da parecchio tempo in italia, per quale scopo crearla? semplice per mettere al mondo una bella bolla speculativa favorendo gli investitori a discapito del mercato “”consumatori” Grandi economisti affermano che dopo una crisi c’è sempre una crescita mi sembra un’affermazione del tutto normale immagina per un momento il tuo cane affamato da giorni pronto ad aspettare un misero pasto da ore e ore se non mangia prima o poi muore, tornando al nostro simpaticissimo mercato muore anche lui portandosi dietro disoccupazione, debito pubblico, ecc..

    • Stefano says:

      Ciao Paolo, ho letto il tuo messaggio ma non capisco quello che intendi dire. Puoi riformulare per favore? 🙂

  106. Giancarlo says:

    Ciao Stefano,
    Innanzitutto complimenti per il blog, lo seguo sempre con molto interesse, ma per quanto riguarda questo articolo non ho capito una cosa:
    Tu dici di crearsi una nicchia e rendersi unici con particolari qualità, ma allo stesso tempo dici di non rifiutare nessun tipo di lavoro.
    Inoltre consigli di far risaltare solamente particolari skills a seconda delle offerte, ma in questo caso come si può far ciò se le competenze sono limitate rispetto all’enorme differenza tra i vari settori di potenziali offerte? a questo punto per forza di cose e giustamente si potrà optare solo per una fetta più piccola di mercato.
    Insomma è difficile, sopratutto per un giovane avere a disposizione così tante caratteristiche intercambiabili a seconda delle eventualità.
    Non mi è molto chiaro questo passaggio.
    Scusami se forse non mi sono spiegato bene.

    Ciao!

    • Stefano says:

      Ciao Giancarlo. Ti spiego con un esempio: io da aprile 2012 lavoro come cameriere, prima negli Stati Uniti poi in Inghilterra. Ma nonostante avessi già un lavoro, mi sono impegnato e ho passato ore del mio tempo libero a ritagliarmi un altro tipo di carriera: ho sviluppato tre prodotti per Mindcheats e sto per lanciare un’altra attività in inglese.

      Se hai bisogno di soldi, devi accettare qualsiasi lavoro. Ma questo non significa che devi battere la fiacca sulla tua carriera, quando torni a casa hai tutto il tempo per fare altro.

  107. Alessandro Costantino says:

    Finalmente un articolo degno di nota. Io ho 16 anni, ma già da adesso mi inizio ad informare riguardo il lavoro, come funziona, cosa mi aspetterà. Andrò all’università per laurearmi in informatica, materia di cui sono appassionato fin da piccolo. Quest’estate sto dedicando 5 ore al giorno per migliorare e raffinare le mie conoscenze riguardo alla programmazione (studio C++), e ogni tanto creo anche qualche bel giochino Flash (tramite un programma apposito) per raccimolare qualche soldino. L’inglese è obbligatorio che lo sappia poiché è la lingua nativa dell’informatica, così nella peggiore delle ipotesi (ma proprio peggiore) me ne vado da qui e mi trasferico in UK, Neo Zelanda, Australia, o uno di quei paesi che funzionano 10 volte meglio e c’è una mentalità più aperta (essì, perché se la crisi c’è in Italia non è perché manca il lavoro, ma è per l’ignoranza e la stupidità di molta gente). Essendo giovane ovviamente ancora non mi pongo il problema di trovare lavoro, ma mi sto mentalmente preparando, senza nessun stress o cattivo risultato psicologico, che dovrò espandere i miei orizzonti e cercare ovunque, anche se il mio settore oggi giorno và a ruba e i posti di lavori ne crescono a migliaia (vedesi ultime notizie di posti di lavoro in Svizzera).

    L’unica cosa che mi fa un po’ preoccupare è l’orario di lavoro: amo l’informatica ma mo anche le tante cose che la vita offre, come la cucina, la città (in cui mi trasferirò all’uni), le persone, e tutte le altre piccole cose. L’idea di fare più delle canoniche 8 ore al giorno, 40 ore a settimana sinceramente mi angoscia, io non farei nemmeno gli straordinari. Anche perché io me ne frego dei soldi, sono sempre vissuto in una situazione economica non ottimale, vivo in una famiglia di 5 figli e non ho mai ricevuto lussi (tranne il PC che papà mi ha generosamente regalato). Lavorerei tranquillamente per 600-700 € al mese vivendo in una casa in condivisione, l’importante è che lavoro per il tempo giusto e che ho una casa (almeno fino a quando sarò giovane). Il mio unico auspicio è solo questo, e spero che sarà così.

    Il mio sogno è lavorare con i videogiochi, ma so che devo fare passetti alla volta. Mi specializzerò sicuramente, ma se all’inizio trovo lavoro in un negozio di videogiochi di certo non lo rifiuterò.

    Complimentissimi ancora per l’articolo, ci voleva proprio.

    • Stefano says:

      Ciao Alessandro, mi complimento con te per la mentalità. Ti do due siti dove puoi guadagnare qualcosa con la tua conoscenza del C++:

      http://www.fiverr.com
      http://www.elance.com

      Se vuoi avere un lavoro flessibile, l’unica carriera che puoi cercare è quella del freelancer (autonomo). Ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, sta a te decidere se fa per te. Se vuoi sfruttare questo canale, ti consiglio caldamente di iniziare a studiare economia fin da ora.

      I videogiochi stanno crescendo, ci sono opportunità di lavoro se hai talento. Il problema è che la concorrenza è molto elevata, quindi devi essere veramente bravo se vuoi farci uno stipendio degno di nota. Intanto ti auguro in bocca al lupo. 😉

      • Alessandro Costantino says:

        Grazie mille per la risposta! La carriera del freelancer è quella che auspico di più!! :DD

  108. Pagliacciate, mi è bastato leggere:
    Per trovare un buon lavoro devi adattarti. Io ho un ottimo lavoro, ma non credere che sia perfetto. Ha dei compromessi:
    Ho dovuto prendere e lasciare l’Italia.
    Mi devo pagare il viaggio di andata e ritorno.
    Non ho ferie, i due giorni di riposo settimanali variano ogni volta (niente fine settimana a casa).
    Ho lavorato a natale e capodanno.
    La malattia non è pagata.
    A volte torno a casa a mezzanotte.

    Quindi fammi capire:
    Tu ti sei potuto permettere un viaggio all’estero per avere un lavoro
    Ti devi pagare il viaggio di andata e ritorno se è dal lavoro dubito che tu paghi più del dovuto altrimenti non lo faresti mai e andresti sotto coi conti o sbaglio?
    Già poi lo scrivere “non ho ferie” è lamentarsi del proprio lavoro.
    Idem lo scrivere “ho lavorato a natale e capodanno”.
    La malattia non è pagata, questo ti sta bene riguardo al modo in cui hai scritto questo articolo da perfetto arrogante e pagliaccio.
    L’ultima poi penso si commenti da sola, cosa significa “a volte ritorno a casa a mezza notte”?

    Facciamo una cosa, dammi il tuo lavoro. Che a me non interessa lavorare tanto se poi alla fine vengo giustamente pagato e posso permettermi pure di vivere all’estero.
    Poi il discorso “Pretendere un lavoro”. Qui hai dato prova di tutta la tua completa stupidità.
    Mi spieghi come fa uno a vivere – nel vero senso della parola – senza avere un lavoro il quale ti dà dei soldi per semplicemente mangiare nel mondo di oggi? Meno male che poi ci dovrebbe essere gente con mentalità di 50 anni fa ahahah. Cancella sta buffonata, veramente idiota. Pensavo di poter leggere qualcosa di veramente invece di boiate.

    • Come non quotarti….. oltretutto:

      Art. 3.

      Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

      È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

      Art. 4.

      La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

      Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

      Lavorare non è un diritto? lavorare è un diritto costituzionale pagliaccio

      • Alessandro Costantino says:

        Su carta è così, ma nella realtà? Credi che sia meglio aspettare i politici che la facciano applicare?

        • credo che sia meglio battersi per i propri diritti, pretendere che i propri diritti sanciti dalla legge vengano rispettati, piuttosto che pensare di non averli, abituarsi a venire sfruttati, denigrare/offendere chi li pretende.

          • Alessandro Costantino says:

            Purtroppo non tutti lo pensano così. Lo dimostrano le ultime elezioni politiche, uno dei pochi strumenti democratici che c’è rimasto.

          • Stefano says:

            Come giustamente dice Alessandro, ammesso e non concesso che lavorare sia un “diritto” (qualcosa che è stato smentito dalle leggi dell’economia), teoria e pratica sono diversi. Ti faccio un esempio: nel medioevo sarebbe stato un mio diritto non credere in nessun Dio, ma se andavo a dire in giro che ero ateo venivo bruciato al rogo.

            Allo stesso modo è tuo diritto batterti per un sistema che non trovi giusto, la democrazia è anche questo, ma devi essere pronto ad accettarne le conseguenze. Dopotutto, libertà significa fare delle scelte e accettare le conseguenze. Se ti dimentichi della seconda parte, non è più libertà ma utopia.

    • Stefano says:

      La tua arroganza, prepotenza, ignoranza e maleducazione sono tutte ottime ragioni per le quali non hai un lavoro. Se invece di riflettere su quello che la gente ti dice ti metti a insultare, se invece di portare argomenti validi per sostenere la tua tesi dici che tutti tranne te sono dei “pagliacci”, non mi stupisco che i datori nemmeno ti rispondano.

      Buona giornata.

  109. …cosa posso dire, sono rimasto senza parole!!!
    penso che persone come te andrà sempre bene nella vita…cm
    In Italia da come dici tu c’è TANTO LAVORO, ci sono TANTE OPPORTUNITA, il semplice fatto che una persona arrivi a percepire circa 1000€ al mese significa che vale il suo stipendio???
    NON c’è LA CRISI, allora perchè un giovane su tre è senza lavoro??? immagino la tua risposta, OVVIAMENTE un terzo dei giovani non hanno voglia di lavorare o non hanno voglia di fare niente…
    I negozi e commercianti chiudono ogni giorno non per la pressione fiscale, concorrenza sleale o dalla CRISI…noooo assolutamente!!! chiudono per l’incompetenza dei commercianti Italiani che non sanno gestire la loro attività.
    ma che dire ai giovani che non riescono a trovare lavoro???
    Hai risposto bene, basterebbe conoscere l’inglese, prendersi una laurea e anndare in america…del resto parliamoci chiaro, quale ragazzo a giorno d’oggi non ha 3/4000€ per andare in america e iniziare o investire una nuova vita??
    del resto è solo UNA SCUSA il fatto che ci sono famiglie che non arrivano a fine mese
    In Italia le cose vanno in questo modo perchè è giusto che vanno in questo modo
    In Italia NON c’è nipotismo
    In italia NON ci sono le raccomandazioni
    In Italia c’è MERITOCRAZIA
    ma sopratutto…Quello che una persona ha è quello che si meritata
    Il politico o altre cariche simili che percepiscono stipendi ESAGERATI, si prendono soldi Italiani che MERITANO di prendere…

    dopo questo IO ti dico GRAZIE!!!…perchè mi hai aperto gli occhi e mi hai illuminato!!!

  110. Gabriela says:

    Eccezionale!!!! Persuasivo ed efficace per chi come me, non sa come cercare lavoro oggi.

  111. Gabriela says:

    Eccezionale!!! Efficace per chi come me non sapeva cercare un lavoro!

  112. Richard says:

    Bastano 200 euro per fare qualcosa?Forse in nero..poi però ci si lamenta dei lavoratori abusivi;il vero male della società di oggi rispetto a ieri è che non esiste più la solidarietà nei confronti delle persone che pur impegnandosi non ce la fanno;inutile che tu pretendi che uno studi l’inglese e faccia cose per le quali non e’ portato;se uno è portato per una determinata strada deve perseguire quella;anche perchè una cosa o la si fa bene o non la si fa..inutile che mi iscrivo in ingegneria se non sono completamente portato,anche se e’ una strada che dà sbocchi(faccio un esempio);io ad esempio ho una passione per quanto riguarda il mondo dell’autoscuola,ma aprirne una nuova costa un patrimonio e non 200 euro..senza contare che non sempre la si può aprire,visto che devono essere rispettati requisiti di distanza tra un posto e l’altro.Per quanto concerne l’assunzione presso una esistente,è impossibile,visto che sono tutte a conduzione familiare.Ci vogliono consigli utili al caso concreto e non consigli basati sulla storia personale di un’altra persona.

  113. Richard says:

    Inventati un lavoro d’ufficio?E per voi è facile parlare..uno se lo inventa così con la bacchetta magica il lavoro d’ufficio..senza soldi

    • Stefano says:

      Per trovare un lavoro devi avere una di tre componenti:

      – Fortuna
      – Bravura
      – Fantasia

      Se vuoi un “lavoro d’ufficio” escludiamo la fantasia. Quindi o hai un CV da paura o devi affidarti ala fortuna, che è il peggiore dei metodi. Non cadere nell’errore tipico dell’inconscio: “non è colpa mia, è colpa degli altri”. Fermati a pensare cosa è meglio per la tua carriera, piuttosto che incazzarti e insultare chi la pensa in modo diverso. 😉

    • Alessandro Costantino says:

      Con il web, puoi davvero crearti lavoro con un budget prossimo o uguale allo zero. Il vero problema è avere la volontà e la capacità di studiare 😛

    • Richard se ti riferisci a me, hai letto male. Io non ho consigliato a Nik di inventarsi un lavoro d’ufficio. Ho consigliato di fare un corso che miri a quello e di provare in quel campo. Come al solito la gente legge solo quello che vuole!

      • Stefano says:

        Vediamo di moderare i termini. Insultare le persone non mi sembra un modo intelligente di dimostrare la tua tesi. Anzi…

        • Stefano, se ti riferisci a me, non sto insultando nessuno. Dico solo quello che vedo e cioè che la gente legge quello che le fa comodo oppure cerca di stravolgere il senso del mio discorso. E’ sempre così, tu dici una cosa e l’altro capisce l’esatto contrario. Ma che ci posso fare? Niente!

  114. Ciao Stefano,
    mi chiamo Alice, ho 22 anni e, se tutto va come previsto, dovrei laurearmi questo autunno in una triennale di giurisprudenza (informatica giuridica). Ho due diplomi di inglese (pet e first) anche se parlandolo poco dovrei riprenderlo un po in mano e con la triennale ho acquisito una buona base informatica oltre che giuridica. Sinceramente tornassi indietro farei tutto un altro percorso di studi perché ho scoperto tardi la passione di cucinare soprattutto dolci, però voglio sfruttare al meglio le conoscenze che già ho. Proseguire con la specialistica in giurisprudenza significa dare 20 esami approssimativamente tra le integrazioni e esami veri e propri e non ho tanta voglia però ho anche “paura” di non trovare niente. Cerco di essere più positiva possibile e volevo già iniziare a cercare prima di laurearmi proprio perché non mi piace l’idea di stare a casa sul divano a lamentarmi anche perché condivido pienamente la tua idea di crisi. Quello che mi chiedevo è: cosa dovrei scrivere per essere considerata unica e come? Ovvio che per ciascun lavoro varia questo requisito, però se nell’offerta vedo che ricercano un candidato autonomo e dinamico ad esempio, è brutto dire che ho acquisito queste caratteristiche durante il mio percorso formativo e professionale (cocopro per il censimento dell’anno scorso)? Non vorrei che sembrasse scritto apposta per far colpo e gonfiare il curriculum.
    Grazie per la risposta!

  115. Richard says:

    Leggo bene invece,perchè capirai:ora facendo uno dei soliti corsi inutili ti si spalancano le porte per il lavoro d’ufficio.Come viene ripetuto in questo blog,i corsi e soprattutto i corsi relativi al lavoro d’ufficio sono cose troppo generiche,quindi perchè un datore di lavoro dovrebbe assumerti solo in base alla frequentazione di un corso?Che competenze offri?Vi lamentate del troppo generico ma anche voi sapete dare solo consigli troppo generici: frequenta un corso,chiedi in un bar…e queste cose le facciamo sempre tutti senza alcun risultato.

    • E invece leggi male! Perché non ho detto che un corso ti spalanca tutte le porte, ma POTREBBE ESSERE un inizio. E non ho detto che un datore di lavoro debba assumerti solo perché hai fatto un corso. Infatti, come ho già detto, i 2 corsi che ho fatto io (gratuiti, per fortuna) non mi hanno portato a lavorare nell’ambito a cui miravo, ma almeno ho imparato qualcosa. E, ripeto, non pretendevo di trovare lavoro in quell’ambito, ma pensavo di risultare più interessante mantenendomi attiva in qualche modo, visto che non ho fatto l’università e non riuscivo a trovare uno straccio di lavoro (uso il passato perché a ottobre 2012 ho lasciato la Repubblica delle Banane). Secondo te è più interessante una persona che sta lì seduta ad aspettare la venuta del Messia o una che cerca di fare qualcosa per andargli incontro? Inoltre, ho detto qualcosa contro i lavori generici? Stefano è contro tali lavori, non io. Il lavoro d’ufficio lo è, ma a uno che non può sollevare pesi e toccare le farine che cosa consiglieresti?

  116. Richard says:

    E siamo sempre là;anche se risulti piu’ competente di uno che non ha fatto nulla,con un corso sei sempre troppo generico e tra me che ho fatto il corso e un altro che ha scaldato solo la sedia non cambia nulla;e cioè che siamo entrambi disoccupati;questo è quello che volevo dire:inutile suggerire di fare un corso,se tanto con quello non ci fai niente.E’ troppo generico come dice Stefano;non me la prendevo con te per il generico.Riguardo al lavoro d’ufficio invece e’ inutile che glielo consigli,perchè come dice Stefano uno deve fare ciò che è richiesto dal mercato e non ciò che può realmente fare se non ha uno sbocco;morale della favola:se lui e’ portato solo per un lavoro d’ufficio e questo lavoro non esiste,sono cacchi suoi e non si deve neanche lamentare,come dice Stefano

    • Ah beh allora… Lasciamoli morire di fame quelli che per vari motivi non possono fare quello che chiede il Dio Mercato, giusto? In un paese civile questa filosofia non dovrebbe esistere! Ad esempio, io vedo che sono richiestissimi i lavori in ambito tecnico e/o scientifico ma io non sono portata per questi ambiti. Quindi che cosa devo fare? Studiare qualcosa che non mi è congegnale solo perché il Dio Mercato lo chiede? E se davvero le persone come me sono inutili come mai ci siamo? Io, invece, dico che se esiste anche l’ambito umanistico un motivo ci sarà!

      • Stefano says:

        Licia, come ho detto da qualche parte in uno dei commenti sepolti qui sopra, non posso controbattere ai lati negativi del libero mercato: non è un sistema perfetto. Uno dei difetti è che una certa percentuale di disoccupazione è indispensabile per il progresso, un altro è che ci saranno sempre i licenziamenti. L’ambito umanistico, come tutto in questo mondo, esisterà solo finché le persone saranno disposte a finanziarlo. Il “mercato” non è un’entità extraterrestre o autonoma, il mercato è formato dalla collettività e non è che la somma del comportamento di tutte le persone all’interno di essa. Il difetto endemico del libero mercato è che è gestito completamente dal popolo, senza filtri (in un capitalismo puro almeno).

        Il fatto è che storicamente non esiste un sistema migliore, tutte le alternative al libero mercato hanno fallito. Sotto questo aspetto criticare il libero mercato non è che retorica, perché una volta che abbiamo evidenziato tutti i difetti, non esiste comunque un’alternativa valida.

  117. Richard says:

    Come dici tu il mercato non è perfetto e poi non dovremmo nemmeno lamentarci però se non riusciamo ad adeguarci a questo mercato imperfetto?Ma che consigli dai tu in questo blog?Dici tutto e il contrario di tutto e ti limiti solo e soltanto a criticare chi non lavora,dando i soliti consigli generici(il generico lo odi solo quando ti conviene);la gente con le tue critiche non ci mangia;ci vuole uno Stato sociale e non questo Stato competitivo che ci ha rovinati tutti,dove coloro che non hanno lavoro vengono visti come formiche che devono soccombere perche’ sono stati incapaci di adeguarsi al mercato.Sono stufo di sentire sempre critiche non costruttive come le fanno i politici che non fanno un bel niente,perchè come te dicono che il lavoro c’è e quindi è colpa nostra se non lavoriamo;hai la stoffa per fare il politico tu(solo che mi chiedo a cosa servano i politici se non deve essere competenza dello Stato favorire l’occupazione..servono solo a fare i parassiti);mi ricordi Lara Comi che ha criticato gli operai in fase di licenziamento,di evitare di lamentarsi e di entrare in politica..come se in politica ci potesse entrare chiunque;e poi come per te la disoccupazione è salutare,per i politici è salutare avere sudditi,sennò a chi ruberebbero più?

    • Stefano says:

      E tu Richard, invece di criticare cosa stai facendo? Forza, dammi una soluzione. Dimmi cosa dovrebbe fare in pratica un disoccupato. No? Niente? Io ho speso oltre 6000 parole per dare consigli, tu cosa stai facendo oltre che lamentarti e insultare? Niente.

      • Richard says:

        Ma che consigli stai dando?Non stai dando un cavolo di niente..qui ci vuole un cambiamento radicale della politica e finiscila di mortificare i disoccupati..gia’ siamo mortificati per conto nostro,ne abbiamo abbastanza di queste critiche..io ho fatto tutto quello che hai detto tranne partire all’estero,ma non ho la possibilità di partire;non tutti abbiamo i genitori che ci finanziano tutto quello che vogliamo..dove parti?All’avventura per vivere sotto un ponte e senza comunque la sicurezza di avere un lavoro sicuro?Qui ci vuole un vero sostegno finanziario per chi vuole aprirsi un’attività e non sempre il continuo insulto a chi non ce la fa;cosa dovremmo fare?Morire di fame per la superbia tua e dei politici?Superbo e arrogante.

        • Stefano says:

          Credo che tu non abbia capito la mia domanda: in questo esatto momento, cosa dovrebbe fare un disoccupato per trovare lavoro? Io ho dato una risposta che ha funzionato con me e mi ha permesso di lavorare ininterrottamente da quando mi sono laureato, quindi sono consigli che funzionano. Se vuoi controbattere sei benvenuto a dare la tua opinione. Ma la pura critica distruttiva non basta, non basta dire “questo non va bene” e aggiungere “serve cambiare la politica”, a dire questo sono capace anche io. Cosa proponi a livello pratico?

          • Richard says:

            E tu ti smentisci continuamente:perchè critichi coloro che il lavoro non ce l’hanno?Limitati a dare i tuoi consigli,senza dire che quelli che non lavorano,trovano solo scuse..ma tu hai consigliato avendo sempre le spalle coperte;pure io con le spalle coperte consiglierei a tutti di aprirsi un’attività senza uscire fuori dall’Italia.E poi 200 euro per fare qualcosa?Inutile che parli del passato quando si iniziava con locali scadenti..ora se non rispetti le norme igienico-sanitarie e non rispetti le regole che la burocrazia ti impone(distanza da altri negozi simili,capitale iniziale)non riesci nemmeno ad avviarla l’attività e per tutto ciò con 200 euro non paghi neanche la più piccola cosa.

          • Stefano, non è detto che la tua strategia funzioni con tutti. Solo perché con te ha funzionato non significa che funzioni anche con me o qualqun’altro.

          • Stefano says:

            Tuttavia non ho mai sentito di qualcuno che ha usato questa strategia ed è rimasto a mani vuote. C’è solo chi si lamenta senza nemmeno provare. 😉

          • Nicola says:

            Rispondo allo scambio tra Stefano e Richard, anche se è passato del tempo.

            Richard, concordo in parte con quello che dici tu, precisamente quando dici che serve un sostegno a chi vuole aprirsi un’attività. Infatti un costante terribile che no hotato nel mondo del lavoro è che… per fare soldi devi già avere soldi. E chi i soldi non li ha????

            Però non concordo con molte cose.
            Innanzitutto quando consigli a Stefano di dare solo consigli anziché usare toni coloriti.
            A me ha fatto bene la lettura, anche se sono disoccupato, non mi sono sentito offeso, ma spronato a fare, pedalare, spremere ancora di più!
            E penso di aver capito il perché Stefano scrive così: perché vuole SCUOTERE, vuole STIMOLARE ad agire il più possibile!
            Siamo ipnotizzati e bloccati dai telegiornali sempre catastrofici (grazie ai politici che hanno gestito la nazione MALISSIMO, sono d’accordo con te Richard su questo), quindi abbiamo bisogno di uno scossone per rinnovare l’azione!

            Ma penso che tra tasse e complicazioni in Italia aprire una attività equivalga a sputare in aria sperando che lo sputo diventi pioggia ed irrighi un campo.

            Per il resto, grazie Stefano per il lavoraccio di scrivere un articolo così lungo e utile.

  118. Anonimo says:

    articolo molto bello, sono uno studente di architettura del primo anno, sono intenzionato a mollare perchè non sono completamente convinto che sia la strada giusta per me, in famiglia cominciano le rogne dovute alla mancanza di denaro e quindi preferirei trovarmi un lavoro per allietare le sofferenze economiche dei miei genitori, rendermi indipendente e magari andarmene via di casa il prima possibile. E’ da un pò di tempo che cerco annunci e offerte su subito.it e spedisco CV, ma non mi arrivano nemmeno risposte, data la situazione sto valutando l’idea di arruolarmi nell’esercito come volontario in ferma prefissata per 1 anno, tanto per starmene lontano da casa , guadagnare qualche soldo ed avere più possibilità di trovare lavoro. Dal momento che mi sembri una persona preparata ci terrei a sapere il tuo parere a riguardo di questa mia scelta :D.

    • Stefano says:

      Se sei al primo anno significa che te ne mancano altri 4-5 per la laurea, quindi non sarebbe una grande perdita. Se non pensi che sia la strada giusta per te, lascia. Ma questo non significa che puoi battere la fiacca sulla tua preparazione professionale: se non studi all’università, dovrai spendere lo stesso tempo a formarti professionalmente in altro modo.

      Mandare curriculum a sconosciuti non è il sistema migliore, perché non dai una ragione per essere richiamato. Creati un giro di conoscenze e sfruttalo per trovare qualcosa, a lungo termine è una strada che ti darà più soddisfazioni.

      L’esercito non è male come idea, fare un anno ti aiuterà a chiarirti le idee. 😉

      • Anonimo says:

        beh, a dire la verità una certa preparazione ce l’ho, durante l’anno ho lavorato in un’agenzia immobiliare eseguendo render da applicare in grandi cartelloni di fronte i cantieri delle abitazioni, ho fatto uno stage da un architetto ed uno da un grafico pubblicitario, sinceramente credo che ciò che mi piace fare di più sia la grafica. I curriculum gli ho spediti sopratutto in risposta ad inserzioni su subito.it riguardanti occupazioni che hanno a che fare con la grafica, allegando oltre al curriculum alcunei miei lavori, il punto è che non mi sono arrivate risposte. Una ragione per essere richiamato credo di averla dato che di persone di 19 anni che sappiano come creare un rendering fotorealistico di un’abitazione a partire dalle piante e dai prospetti non ce ne siano molte in giro.

        • Stefano says:

          Un consiglio: non affidarti a subito.it e tutte le altre directory, online e non, per trovare lavoro. Usale se hai finito tutte le altre risorse, ma non aspettarti una risposta. Come ho detto, creare un cerchio di conoscenza è il sistema migliore.

  119. Alberto says:

    Ciao Stefano,
    una malattia banale può trasformarci in vegetali; una sola risposta può rendere osceno un blog di consigli possenti.
    Il tuo commento sui suicidi non deriva da una serena riflessione.
    Buona giornata

  120. Ciao Stefano,
    Innanzitutto complimenti per l’articolo, mi ha dato una scossa in questo mio periodo di crisi . Mi spiego meglio : sono un 19enne appena diplomato in ragioneria, voto 83/100 , le materie che hanno contraddistinto il mio indirizzo sono essenzialmente economia aziendale e diritto. La prima mi è sempre stata ostile, motivo per il quale voglio evitare di intraprendere una laurea in quell’ambito; La seconda mi è sempre interessata però ahimè è diverso il diritto delle superiori, incentrato piu’ sulla logica di una norma, rispetto al diritto della facolta’ di giurisprudenza, pressocche’ incentrato sull’utilizzo quasi esasperato delle nostre potenzialita’ mnemoniche. Di qui il mio problema, non so cosa fare della mia vita. L’unica mia peculiarità è forse l’inglese di un livello abbastanza buono circa B2, migliorato da un esperienza di stage lavorativo di un mese all’estero. Comunque il mio vero problema è che non riesco a trovare la mia strada. Non amo studiare ma credo sia necessario per un futuro stabile, gli ambiti che sono venuti fuori da test di orientamento sono quelli giuridico-economici e umanistico- letterari. I primi due li ho scartati per i motivi che ti ho detto e i secondi due non producono grandi possibilita lavorative. A questo punto ero quasi incentrato sull’andare a lavorare all’estero per perfezionare il mio inglese , ma mi sono imbattuto nel tuo articolo e sono tornato in crisi. L’unica cosa che mi piacerebbe davvero fare è viaggiare ma non so come poterlo fare. Concludendo le mie domande sono due: E’ fondamentale una laurea per specializzarsi in un ambito, ad esempio quello turistico? cosa mi consigli di fare?
    Chiedo scusa per il papiro, attendo speranzoso una tua risposta.

  121. Heinzneger says:

    Da più parti sento che i giovani d’oggi non hanno voglia di darsi da fare al contrario dei loro nonni che con pochissimo,nella miseria più nera,riuscivano sempre a lavorare e a portare il pane a casa.
    Si può dire che stiamo ritornando a quei tempi,con una differenza sostanziale però,di cui non hanno fatto caso tutti i detrattori dei disoccupati del giorno d’oggi e cioè: il titolo di studio e la burocrazia.
    Basti pensare che nei primi anni del 900 se dovevi togliere una carie,ti rivolgevi al barbiere e la donna per far nascere un bambino si rivolgeva alla vicina di casa.
    Oggi giorno,nel caso un barbiere facesse il dentista o che una massaia faccia l’ostetrica,si arriverebbe a gridare(giustamente)allo scandalo,perchè con la salute non si scherza;tuttavia coloro che paragonano i tempi di ieri con quelli di oggi non hanno idea che la società di un tempo era troppo superficiale(basti pensare alle auto senza assicurazione),mentre quella di oggi è l’eccesso opposto e cioè richiede troppo,anche requisiti inutili(laurea per una maestra d’asilo).
    Inoltre a chi dice che una volta la gente aveva la volontà di aprirsi un’attività,ribadisco che una volta non occorrevano requisiti di distanza tra un locale e un altro dello stesso genere(oggi per aprire un tabacchino,oltre a disporre di un certo capitale,devi confidare sul reddito adeguato dei tre più vicini),senza contare le normative che devi rispettare in fatto di contabilità ed igiene(una volta potevi vendere alimenti senza che questi fossero soggetti ad alcun controllo);quindi è chiaro che in un mondo senza controlli è più facile trovare lavoro;non dico di voler ritornare a quei tempi,ma ci dovrebbe essere una via di mezzo;mentre prima non vi era alcun requisito,ora invece sono troppo invasivi e restrittivi(laurea inutile per determinati lavori;troppi requisiti di capitale iniziale e di distanza;nessun sostegno finanziario da parte delle istituzioni).

    • Ciao Heinzneger,
      Concordo pienamente con tutto ciò che dici. Siamo passati da un eccesso all’altro. Tanto per farti un esempio, a me sarebbe piaciuto fare l’hostess da terra o quella da volo. Mi ricordo che prima del 2005 (anno in qui mi sono diplomata) le compagnie aeree assumevano anche chi aveva la 3° media. Da quell’anno, oltre ad avere il diploma devi fare anche un corso che costa un occhio della testa, altrimenti sei fouri. Come dicevo prima, questo sistema aiuta solo chi ha i soldi e/o chi è portato per determinati ambiti. Gli altri si attaccano al tram!

      • Heinzneger says:

        Ciao Licia,
        mi fa piacere che la pensi come me;purtroppo certi detrattori prima di parlare dovrebbero informarsi bene:mentre prima era sufficiente veramente l’iniziativa per intraprendere qualsiasi lavoro(che adesso basti l’iniziativa,sono baggianate),ora viviamo in un mondo dove per campare devi competere con gli altri e qualsiasi titolo che ti trovi in mano,è sempre troppo generico per poter superare gli altri.
        E’ diventato un mondo dove il più forte schiaccia i più deboli,dove non c’è più quella solidarietà che c’era un tempo;ora si è fieri di essere forti e di schiacciare i più deboli,lasciando loro le briciole(quando le lasciano).
        E’ diventato tutto troppo selettivo,già all’iscrizione dell’università che non ti riconosce già al momento dello studio il diritto di intraprendere la strada che desideri(addirittura a Catania questo diritto non viene riconosciuto proprio,in quanto l’ateneo etneo prevede che tutte le facoltà siano rigorosamente a numero chiuso);e non mi si venga a dire che grazie a questa selezione vengono scelti i più meritevoli,in quanto,raccomandati permettendo,non si può stabilire grazie ad un test di logica che uno studente possa essere un bravo medico.
        Questa eccessiva selezione comporta che a studiare e a lavorare possano quindi essere pochi;mi chiedo però una cosa:i non selezionati che dovrebbero fare?Esistono anche loro al mondo,e al contrario di quanto sostiene Stefano,non è che colui che viene ritenuto generico non riesce ad agguantare i lavori più “fighi”(l’obiettivo principale è trovarlo un lavoro,non che sia figo),ma non riesce proprio a poter guadagnare quel minimo che si necessita per una vita dignitosa.
        E a chi contrasta il reddito di cittadinanza per i disoccupati,io direi piuttosto di ribellarsi per il reddito massimo garantito ai politici piuttosto che per il reddito minimo garantito a chi chiede soltato una cosa:vivere!!!

    • Stefano says:

      Hai detto una cosa molto intelligente: adesso gli standard si sono alzati e senza esperienza è difficile trovare un lavoro qualificante, come dimostrano i tuoi esempi del dentista e dell’ostetrica. Per questo continuo a sostenere che il modo migliore per ottenere un posto sicuro e ben pagato sia di specializzarsi e accumulare esperienza: la laurea è un buon punto di partenza, ma non è più sufficiente. Gli standard si stanno alzando sia per la qualità della vita, che per i requisiti di un buon lavoro.

      • Heinzneger says:

        Per accumulare esperienza,occorre chi l’esperienza te la fa fare…per quanto riguarda la specializzazione,se ora uno non si specializza in quello che è richiesto dal mercato,è fuori..mentre prima appunto potevi fare il dentista e l’ostetrica pure senza passione per portare il pane a casa,adesso neanche questi lavori ti puoi più inventare..il problema e’ che senza passione non ci si può specializzare in un determinato ambito e se uno ha passioni non richieste,non farà nulla,neanche il lavoro più umile.

        • Heinzneger says:

          Aggiungo che per specializzarsi servono soldi e non tutti sono nelle condizioni economiche più idonee per farlo

          • Bravissimo! Infatti, se potessi mi specializzerei anch’io. Ma:
            1) Le cose che piacciono a me non sono così richieste.
            2) Non ho tanti soldi da buttare in corsi che poi, probabilmente, non mi porteranno a nulla. Ne ho fatti 2 (gratuiti, per fortuna). L’unica cosa positiva di questi corsi è che sono riuscita ad imparare qualcosa, nonostante si trattasse di una materia a me non congegnale.
            3) Qui ci ricolleghiamo al punto 2: io preferirei specializzarmi lavorando piuttosto che fare un corso costoso che non so dove mi porterà. Ma se nessuno ti fa lavorare come fai a specializzarti?

          • Stefano says:

            Anche questa è la solita limitazione della tua mente. Io sono economista, mi considero più bravo della media, e ho fatto esperienza per conto mio senza andare mai una volta in bilancio negativo. Puoi continuare a pensarla così, ma con questo tipo di ragionamento non ti specializzerai mai e non troverai un buon lavoro.

          • Anonimo says:

            E già,per fare il camionista ora devi spendere almeno 4000 euro per avere patente e Carta di Qualificazione del Conducente che ti da nozioni di diritto e di pronto soccorso(nozioni che una volta studiate verranno messe nel cassetto..e poi a cosa servono ad un autista?). Con questi costi esorbitanti e questi titoli inutili ti scoraggiano a lavorare.

        • Stefano says:

          Il tuo è il ragionamento tipico e secondo me sbagliato, ossia per fare esperienza deve esserci qualcuno che mi dice esattamente cosa fare, mi dia gli strumenti, mi aiuti e mi paghi anche per tutto questo. Se sei un esperto, che è alla fine il requisito per ottenere un buon lavoro, non ti serve qualcuno che ti dia una mano. Se sei un panettiere bravissimo, sei in grado di fare un pane della madonna anche senza un forno professionale. 😉

          • Stefano, io investirei sulla mia professionalità se avessi i soldi. Se non hai i soldi su cosa cavolo investi? Ma anche se li avessi, su cosa li investirei visto che quello che piace a me non è tanto richiesto? Finirei nel dimenticatoio lo stesso. Dici che non sei mai andato in rosso facendo quello che hai fatto: significa che ne avevi a sufficienza per farlo e sei stato bravo a gestirli (non saresti un bravo economista sennò). Scusa se te lo dico, ma non puoi parlare così a chi ha meno possibilità di te. E non mi riferisco solo a quelle economiche…

          • Stefano says:

            Come ti ho già detto più volte Licia, non devi investire migliaia di euro per fare esperienza, né essere assunta. Usa un po’ di creatività e spirito imprenditoriale, sei tu che ti devi formare e non puoi pretendere che qualcuno te la paghi.

          • Heinzneger says:

            Tu hai fatto esperienza all’estero perchè comunque hai avuto i tuoi che ti hanno appoggiato;la creatività senza un capitale iniziale non basta più,bastava ai tempi del barbiere dentista e della massaia ostetrica,dove tu potevi permetterti di fare il pane anche in piazzetta all’aperto;ora se non rispetti le norme igienico-sanitarie e non sei in regola col fisco e le licenze,ti fanno chiudere prima di iniziare;quindi oggi non è più possibile creare un’attività dal nulla senza soldi;inoltre non sempre puoi avviare l’attività desiderata;per aprire un tabacchino devi dipendere dal reddito adeguato dei 3 più vicini,pena il rigetto della tua richiesta..infine l’innalzamento degli standard in alcuni casi lo trovo inutile e dannoso;inutile perchè una maestra d’asilo laureata non è per forza di cose migliore di una maestra diplomata solo perchè ha studiato pedagogia(con i bambini ci vuole pazienza e amore per loro,mentre tanti pedagogi e psicologi non riescono a capire neanche i loro figli,o in alcuni casi non ce li hanno proprio e si permettono di sentenziare solo in base a della teoria studiata;dannoso perchè la laurea ,in questo caso inutile,ha tolto posti di lavoro a chi non è portato per lo studio ma ha una buona capacità di relazionarsi con i bambini;questa eccessiva selezione ha creato disoccupazione:i mali di oggi sono il capitale iniziale e il titolo di studio.

          • Heinzneger says:

            Ribadisco inoltre che in città come Catania,non hai neanche il diritto di poter intraprendere studi universitari,visto che tutte le facoltà sono a numero chiuso e non tutti hanno la possibilità di spostarsi in altre città;non si possono obbligare i genitori,che già fanno mille sacrifici,a finanziare il soggiorno dei figli in altra città.

          • Richard says:

            Uno come me che vorrebbe lavorare nel settore dell’autoscuola come può fare?Le scuole guide sono tutte a conduzione familiare e per avviarne una sono richiesti investimenti esorbitanti per rilevarne una già esistente;visto che ormai essendoci scuole guide in tutte le città,la legge non consente di costituirne di nuove(altro freno all’avvio di un’attività libera,poi siamo noi che non vogliamo lavorare).

          • Anonimo says:

            Per fare l’avvocato e l’istruttore di scuola guida,la legge ti obbliga a fare praticantato da un altro,quindi ci vuole quello che ti faccia fare esperienza,non puoi farla da solo;come anche in tante professioni vi è il tirocinio obbligatorio,non puoi iniziare così di testa tua,facendo esperienza da solo come dici tu..la legge non te lo consente.O vuoi che andiamo contra legem?

          • Stefano says:

            Hai una mentalità troppo limitata. Ci sono milioni di altri lavori al mondo, perché vuoi essere così masochista da andare a prendere proprio quei pochi difficili da ottenere, a costi esorbitanti e con uno stipendio da fame? Se ti piace farti del male da solo, la colpa non è mia.

          • Anonimo says:

            Ma se uno è portato per quelli,non posso aprirmi una panetteria come dici a tutti..inoltre per aprirla sempre ci vogliono soldi e bisogna rispettare le normative igieniche…quali sarebbero questi milioni di posti di lavoro che si possono avviare dal nulla?Per essere assunto in un bar,ci ho provato ma non mi assume nessuno..per aprire un bar o un panificio come dici tu occorrono soldi..inoltre se questi campi non rientrano nelle mie passioni,come farò a distinguermi e a rendermi unico?Sarà solo una cosa che farò per forza.

          • Anonimo says:

            Elencami questi lavori che si possono avviare a costi bassi dal nulla e senza esperienza,visto che sono milioni..per aprire un panificio almeno 60 mila euro servono..quindi qua il masochismo non c’entra,sei tu che vivi nel mondo delle favole

          • Anonimo says:

            Mi sa che tu hai una mentalità troppo limitata;consigli a tutti gli stessi lavori,ossia bar,ristoranti,panetterie,lavoro sul web..fra poco Marc Zuckerberg ci critica dicendo di inventare un sociali network;non tutti abbiamo le stesse predisposizioni;tu ora mi dirai:ti devi adeguare al mercato,e sono anche pronto ad adeguarmi,ma come faccio a rendermi unico in un campo che non mi piace?Avviare un’attività senza passione equivale a fallire;io la avvierei in altri campi ma non sono richiesti;fare un lavoro che non mi piace di questi tempi mi sta più che bene perchè sono umile,ma non potrò mai sfondare in quel lavoro e rendermi unico.

          • Anonimo says:

            Non tutti sono esperti;chi non ha un’idea vincente non può accontentarsi anche di un lavoro umile,pur di vivere?Non abbiamo tutti la mentalità imprenditoriale;per fare gli imprenditori bisogna saperci fare e non è cosa di tutti.

  122. Ciao Stefano,
    complimenti per l’articolo, molto interessante. Ho seguito il tuo consiglio di personalizzare il mio curriculum per migliorarne la visibilità e devo dire che ha funzionato: sono stata chiamata per un colloquio! Ho una domanda per te: se mandi un curriculum per fare ad esempio la commessa (dato che in mancanza d’altro ti accontenti di qualsiasi cosa per poter guadagnare qualche soldo) e “l’esaminatore” ti chiede quale sia la professione che vorresti fare nella vita, qual è la risposta giusta da dare? Mi spiego meglio: devo mentire sostenendo che il mio sogno, sebbene abbia una laurea, sia quello di fare la commessa o è preferibile dire la sincera verità e cioè che il mio sogno nella vita non è fare la commessa ma aspiro a qualcosa di diverso? Io sono sempre in crisi quando me lo domandano! Tu cosa consigli?

    • Heinzneger says:

      Io ti consiglio di specificare che ti piace fare la commessa(anche se le aspirazioni sono altre);i datori di lavoro del giorno d’oggi non vogliono sentirsi dire: ho bisogno di lavorare,sono pronto a fare qualsiasi lavoro purchè onesto in attesa di tempi migliori;vogliono che tu abbia la passione per quel lavoro in modo tale di poter riporre la loro fiducia in qualcuno che si impegni al 100% per quel lavoro e che non lo faccia solo perchè privo di alternative.

    • Stefano says:

      Un buon principio da seguire è di non mentire mai a un datore. Anche lui sa che fare la commessa non è la tua aspirazione di vita soprattutto con una laurea, non serve che lo specifichi. Quello che devi far risaltare è la tua volontà di dare il massimo in qualsiasi lavoro, e specifica il perché: darò il massimo come commessa perché so che qualsiasi lavoro è importante e può darmi uno spunto per una carriera futura, è un’opportunità che non voglio sprecare. Questo è un esempio, personalizzalo come vuoi.

      In bocca al lupo! 🙂

      • Heinzneger says:

        Invece bisogna mentire al datore di lavoro,il quale non sarà molto propenso di assumere una persona che prima o poi abbia voglia di cambiare aria;meglio una persona che abbia l’intenzione di starci lì dentro(i discorsi del tipo:sono un bravo ragazzo con tanta voglia di lavorare nella maggior parte dei casi non funzionano più;devi dimostrare che quel lavoro ti piaccia e che non sia solo un ripiego).

        • Stefano says:

          Occhio che se menti, la voce si diffonde velocemente: i reclutatori delle grandi aziende sono tutti in contatto fra loro e si passano le informazioni sui candidati, se sei in una piccola città la tua reputazione di bugiardo arriverà alle orecchie di molti datori. Nessuno pretende che la tua massima aspirazione nella vita sia fare il commesso all’iper, e se lo dici non credo verrai creduto. 😉

          • Heinzneger says:

            Le aspirazioni nella vita possono cambiare;quindi non dimostri assolutamente di mentire,visto che in seguito puoi cambiare opinione..inoltre uno può avere come massima aspirazione quella di fare il commesso,non lo trovo strano,c’è gente che si accontenta pur di portare il pane a casa;è sempre un lavoro dignitoso come altri.

  123. mmm… io mi sto impegnando da tre mesi ma non cavo un ragno da un buco.. porte sbattute in faccia, parto al mattino e torno la sera stanco morto sempre a mani vuote.
    e poi perchè dobbiamo sempre andare via ? perchè dobbiamo fare sempre i disadattati? non esistono mestieri che nessuno vuole fare, provate a chiedere in giro di fare il fornaio o il becchino , vi diranno che non cercano nessuno perchè non possono pagarlo o che cercano con tre anni di esperienza .
    e poi basta con questo lavoro flessibile, è una presa in giro. altrimenti che lo facciano pure i politici a cambiare mestiere 😉
    per quel che mi riguarda , va bene la disperazione e la voglia di costruire un futuro, ma perchè abbandonare ogni ideale per i quali si è tanto studiato e sacrificato anni della propria vita? è troppo da viziati avere una laurea e chiedere di non fare il venditore porta a porta o il commesso ? quasi bisogna vergognarsi e sentirsi degli scansafatiche … ma per piacere..

  124. Camilla says:

    Ciao Stefano!
    Che bello il tuo articolo, mi è piaciuto molto e l’ho letto proprio al momento giusto!
    Tra poco più di un anno sarò laureata in farmacia e voglio specializzarmi in fitoterapia perché la botanica è la mia passione, ho visto che la maggior parte dei corsi però sono aperti solo ai laureati.
    Durante questo inverno pensavo di seguire un corso di erboristeria visto che sarebbe già un inizio verso quella specializzazione che, come dici tu, è indispensabile nel mondo del lavoro!
    Il problema per me è che non ho un piano preciso, non so come far diventare questa mia passione una professione. Certo, potrei pensare di avere più probabilità di essere assunta come farmacista se sono specializzata in questo settore ma in realtà vorrei vedere se ci sono anche altre possibilità. Per ora sto andando avanti con la filosofia del ”dopo la laurea accetterò ogni lavoro che mi offriranno e intanto continuerò a cercare e specializzarmi e confido che a quel punto si apriranno strade che adesso non posso immaginare”. Pensi che sia sbagliato non avere un obiettivo più chiaro? Secondo te cosa potrei fare per migliorare il mio piano?
    Grazie di cuore per i tuoi consigli, sono stati provvidenziali!

    Camilla

    • Stefano says:

      Ciao Camilla. Da quello che so, con farmacia puoi trovare un lavoro abbastanza facilmente, correggimi se sbaglio. Ma non per questo devi fermarti: la laurea è solo un punto di partenza, non una specializzazione. Se ti piace l’argomento, investi in corsi e libri seri e soprattutto fai esperienza. Se sei veramente esperto in qualcosa, non ti serve che qualcuno ti paghi per dimostrare la tua bravura. Lo stipendio è poi una conseguenza.

      • Camilla says:

        Grazie per la risposta incoraggiante Stefano,
        scusa il ritardo ma ho letto soltanto oggi! Mi sono procurata un libro di dermocosmesi e ne sto cercando uno di fitoterapia, prima della laurea sarà il mio unico modo di informarmi visto che i corsi di perfezionamento sono aperti solo a chi la laurea ce l’ha già.

        E’ vero che con farmacia il lavoro si trova più facilmente che con altre lauree, anche se negli ultimi anni le cose sono molto cambiate ma sono fiduciosa!

        Grazie per i tuoi consigli così precisi e motivanti, è un piacere aver letto il tuo blog!
        Buona fortuna per tutto

  125. Paolo93 says:

    Secondo te quando vado a portare il curriculum cosa e meglio che dica al gestore/propietario o commesso per lasciare il curriculum?
    Meglio che li dica: salve volevo lasciarli il mio curriculum o salve volevo sapere se assumete del personale oppure qualche altra cosa? ti prego consigliami una frase da dire anche perchè sono abbastanza timido!! 🙂

    • Stefano says:

      Ciao Paolo, l’ideale è parlare con il responsabile per l’assunzione, di solito il proprietario: così potrai fare una buona impressione fin da subito.

      • Paolo93 says:

        Okey ma cosa e meglio che li dica?
        Mi suggerisci una frase, faccio fatica ad intavolare un discorso…

        • Stefano says:

          Fra poche ore pubblico il mio report gratuito su come scrivere un CV, in cui parlo anche di questo, te lo spiego lì. 🙂

          • Stefano,tu approvi quei lavori retribuiti esclusivamente a provvigione?

          • Stefano says:

            A volte ne vale la pena, dipende dai casi.

          • E volevo chiederti anche se approvi quei lavori che richiedono l’acquisto di materiale per poi rivenderlo,tipo AVON,HERBALIFE,ecc..

          • Stefano says:

            Quelli nel 99% dei casi sono truffe.

          • Secondo me i lavori pagati esclusivamente a provvigione dovrebbero essere aboliti per legge;si rischia di lavorare gratis e soprattutto il mazzo maggiore te lo fai tu per garantire comunque il maggior guadagno al datore di lavoro.Meno male che per l’Avon e l’Herbalife sei d’accordo con me,perchè questi parlano esattamente come te..che chi non ci prova non ha voglia di lavorare.

          • Stefano says:

            Non è detto. Per lavoro sono in contatto con un agente che guadagna solo su provvigione, e con le provvigioni ci si è comprato (non affittato) una casa e vive meglio della maggior parte dei dipendenti.

          • Quello che mi chiedo però è questo: tu hai detto di fare un curriculum personalizzato per ogni annuncio di lavoro;ma chi non ha nessuna esperienza,come può personalizzare questo curriculum?

          • Stefano says:

            Hai almeno letto il mio report che parla per 100 pagine abbondanti proprio di questo? 😉

          • Si,se sei portato per quel lavoro a provvigione scoprirai che è pure meglio di un lavoro con stipendio fisso;il guaio è che ti obbligano nel 99% dei casi a fare solo quello,anche se non sei portato;e se non hai propensione per quel lavoro rischi solo di lavorare gratis e di rimetterci pure soldi visto che neanche la benzina viene pagata.

          • Si,ho letto e dici che in questo caso l’esperienza dobbiamo farcela da soli..e come?Non si può esercitare nessuna attività dal nulla,senza avere un locale e senza avere un capitale iniziale..tu cosa consiglieresti per fare esperienza dal nulla,a parte partire all’estero dove non posso andare?Se mi dici di andare in qualche bar,devo sempre sperare che quel bar mi assuma e quindi devo sempre confidare che qualcun altro mi faccia fare esperienza.

  126. Ciao, ho iniziato a leggere il tuo articolo, ma non sono riuscita ad arrivare alla fine.
    Credi di avere le risposte in tasca solo perchè nella vita hai avuto in po’ più di fortuna di qualcun altro, ma purtroppo non funziona come dici, sei solo un illuso.
    Scusa ma questo è il mio pensiero.
    Ciao

  127. Il tuo discorso non regge perché per formarsi bisogna investire, tu parli di specializzarsi, quindi investire sul capitale umano, su sé stessi in quanto capitale umano… Ma con quali soldi??? Coi soldi di chi se manca il lavoro, mancano i soldi ed inflazione e debiti aumentano? E poi risolvere i problemi propri o di un pugno di persone che seguono questi consigli non è come risolvere i problemi generali, questo è il solito articolo che nega la crisi e che serve a fare sentire colpevoli i singoli. La crisi non c’è, se non trovi lavoro è colpa tua perché non sei bravo. Non vale per la maggioranza delle persone. La crisi c’è e se si trova meno facilmente lavoro è per colpa della recessione. Ti saluto, vado a investire sulla mia formazione con i soldi che non posso guadagnare perché non si lavora.

    • Stefano says:

      Come ho già detto allo sfinimento, non servono i soldi per formarsi. Quella è una limitazione e una scusa.

      • E allora, tanto per farti un esempio, come me li spieghi i 900 € di corso per saper dire 4 cose su Bergamo? Con tutto il rispetto per la mia città natale, ma 900 € di corso per poter fare la guida turistica in una città che è stata poco valorizzata e, quindi, offre pochi spunti per dire qualcosa su di essa mi sembrano eccessivi. Se invece si vuole diventare hostess da terra o da volo si deve spendere più o meno la stessa cifra (se non di più) per portare il caffè sull’aereo o per schiacciare 2 tasti al check-in desk di un aeroporto… Ti sembra normale tutto questo? A me, no! Infatti, non ho fatto ne un corso né l’altro. Io continuo a pensarla come Heinzneger: oggi la creatività non basta per fare qualcosa. Tu che pensi che basti solo quella, beh… Sei nel secolo sbagliato anche tu.

        • Heinzneger says:

          Sono felice che la pensi come me,Licia..avevo scritto qualcosa per evidenziare ancora di più la differenza tra la società di oggi e di ieri,ma Stefano l’ha cancellato;trovo da regime dittatoriale censurare ciò che non piace;se vuoi un blog dove nessuno può controbattere o esprimere una opinione diversa dalla tua,tanto vale che ne apri uno privato per gli amici;trovo da codardi e da vigliacchi ricorrere alla censura;certo che questo commento verrà cancellato non scrivo più niente,faccio scrivere solo ai tuoi ammiratori come fanno quelli che promettono di vendere prodotti miracolosi,che cancellano i commenti negativi e lasciano solo quelli positivi.

          • Sono riuscita a leggerlo quel commento perché mi è arrivato via mail. Parlava di un tizio che costruiva le case senza alcun titolo o regola e di un venditore di uova che lavorava allo stesso modo. Allora, per quanto riguarda i lavori che hanno a che fare con la salute, l’alimentazione e la sicurezza sono d’accordo che ci siano delle regole e che ci vogliano persone titolate e/o esperte per fare quei lavori. Il fatto che il primo tizio di cui hai parlato abbia costruito case a random senza pensare ad eventuali terremoti è grave. E anche quello che vendeva le uova, lo ha fatto senza pensare alle eventuali salmonelle: gravissimo. Che poi oggi chiedano troppo anche per lavori che richiedono molto meno, sono d’accordo con te. Anche secondo me, la laurea per fare la maestra d’asilo (cito un altro tuo esempio) è troppo. Anche quella per insegnare alle elementari. Un conto è se vuoi insegnare nelle scuole medie o superiori o all’università. Ma che serva 1 laurea per far giocare dei bambini (perché è questo che fanno all’asilo) è veramente troppo.

          • Heinzneger says:

            Infatti,meno male che sono stati letti;per quanto riguarda la censura non capisco,ho solo espresso un’opinione senza offendere nessuno;mah..se vogliamo un blog dove abbiamo a che fare solo con dei sostenitori,mi sa che abbiamo una mentalità da asilo;un blog aperto al pubblico è un confronto ed è giusto che debbano essere espresse le proprie opinioni,anche se sono diverse dall’autore del blog;Stefano se vuoi l’ultima parola per forza,non aprire blog aperti al pubblico;fai la tua vita e pensala dal tuo punto di vista,senza che nessuno possa controbattere;però se apri un blog di questo tipo,devi essere pronto al dialogo,altrimenti non ha senso

        • Alessia says:

          ciao licia.. ti rispondo qui perchè nell’altro tuo messaggio non mi compare il tasto rispondi.. condivido tutto quello che hai detto nel tuo ultimo commento.. io sono una di quelle ragazze che si è diplomata al liceo scientifico e che ora è obbligata a laurearsi per poter lavorare come maestra d’asilo.. tutto ciò non ha assolutamente senso.. tu sei stata più fine a dire che è assurdo che ci voglia la laurea per far giocare dei bambini.. io invece non avrò mezzi termini.. ci vuole una laurea per imboccare dei bambini e cambiargli il pannolino?? non ho parole.. tra un po’ ti chiederanno la laurea anche per fare lo spazzino..

          • Lo so, è assurdo! Come ha già detto qualcuno con i bambini ci vuole pazienza e amore. E sensibilità. Quest’ultima è la più importante per poterli capire. Spero che tu riesca a realizzare il tuo sogno.

          • Alessia says:

            Per Licia: Lo so.. spero anch’io.. quello che mi consola è che almeno è l’amore per i bambini che mi spinge verso questa strada..

          • Heinzneger says:

            Condivido perfettamente,il requisito della laurea toglie immediatamente posti di lavoro a chi non ha soldi per l’università o a chi non è portato per lo studio,come ad esempio la laurea nelle professioni infermieristiche..questa eccessiva selezione serve solo a togliere posti di lavoro.

  128. Federica says:

    Ciao Stefano, ti vorrei chiedere un consiglio sulla mia situazione. Stò facendo veramente fatica ad andare avanti ogni giorno ormai, e penso che il motivo principale sia la laurea scientifica che ho fatto senza essere convinta e il non trovare lavoro, ne sapere bene cosa cercare (ho la sensazione che non mi piaccia e non mi stimoli il mio ambito, e non si trova nulla, è come se fossi satura di questi studi, mi stimolano di più i rapporti umani). Ciò mi impedisce di avere una mia stabilità e serenità per il futuro, e influisce sulle persone a cui tengo e con cui mi sfogo. Ogni volta che ho cercato di creare le basi per una vita mia con un’ altra persona, alla fine per concretizzare serve la prospettiva di poter trovare un lavoro, e a me mancava sempre la terra sotto i piedi, non la trovo questa serenità, perchè oltre ad essere impossibile trovare lavoro ho il grosso dubbio che non sia quello che mi renderà felice nella vita. Ho fatto fin’ ora 3 stage e un lavoro a tempo determinato più o meno nel settore scientifico, ma ora sono disoccupata, nn so che fare e mi sento male. Ora ho già 29 anni, con 2 persone a cui tenevo perse perchè non sono riuscita a trovare il modo di vedere e costruire un futuro sereno, e sono andata troppo in crisi; non sono felice, e mi chiedo cosa posso fare, se cambiare tutto per qualcosa che mi entusiasmi di più, anche se iniziando ora per un lavoro in altro ambito sarò poi troppo “vecchia”; sento un’ incertezza che mi fa paura e mi mina ogni giorno, sono disorientata, per ora fortunatamente ho la mia famiglia vicina, è l’ unico mio conforto. Sono anche satura di studio che non porta a niente, forse per me conta di più altro nella vita. Grazie, ciao Stefano.

  129. Anonimo says:

    Secondo me,ritornare dove si è svolto il colloquio,dopo che non si è avuta risposta,serve solo a farsi dire in faccia: ma se non ti abbiamo chiamato,significa che non ti abbiamo ritenuto ideoneo.Questo blog manca di realismo e ci fai prendere pure per scemi se facessimo una cosa del genere.

  130. Cartesio says:

    Poi ci lamentiamo della delinquenza;a Napoli è proprio la mancanza di lavoro e di alternative,quella che fomenta la criminalità..ma fin quando non si interviene con misure di sostegno e si criticano i giovani che non sanno inventarsi un lavoro,sarà questo il lavoro inventato da tanti,ossia far parte di organizzazioni criminali

  131. vincenzo says:

    Ciao stefano complimenti un bell’articolo lo letto ieri sera la prima volta inoltre ho scaricato il tuo libro su cm creare un cv ipnotico, lo letto quasi tutto in poco meno di 3 ore, ma ho alcune domande da farti,
    1)Alcune aziende se vedono curricula che nn siano europass potrebbero cestinare senza nemmeno vedere il contenuto in quanto l’europass e’ il formato standard???
    2) In una parte del libro ce scritto che e’ preferibile avitare candidature via mail,e’ meglio quelle di persona in cui presenti il prodotto in questione ( io, tu o qualsiasi altra persona) ma spesso le grandi aziende faccio un esempio l md accettano solo candidature online ,a questo punto si perdono dei “punti” per essere ricontattati per un eventuale colloquio??

  132. Anonimo says:

    Io mi chiedo:perchè la società di oggi reclama dai giovani la creatività e soprattutto la pretendono quei vecchi che sicuramente non hanno fatto della creatività il loro mestiere(politici,impiegati statali,manager,dipendenti)?La creatività viene dall’anima,non la si impone;inoltre non basta essere creativi,occorre che la tua creatività ti dia slancio per un progetto vincente,altrimenti la puoi coltivare solo per qualche passatempo senza profitto.
    Quindi non sopporto chi pretende la creatività dai giovani d’oggi;la mancanza di creatività non deriva dalla pigrizia,deriva dalle proprie inclinazioni;c’è chi ha una mentalità semplice per fare il commesso e il dipendente e non riesce a cavarsela in un progetto imprenditoriale;la creatività è passione e non obbligo;inoltre se uno deve essere creativo solo nei campi richiesti dal mercato,non riuscirà mai a garantire il successo al suo progetto,ma non per pigrizia,ma perchè per far funzionare un’impresa prima di tutto ci vuole la passione e questa non può nascere per forza solo per portare soldi a casa.Quindi occorre dare il lavoro come dipendenti a chi questa creatività non ce l’ha e favorire lo sviluppo delle aziende da parte di quegli imprenditori creativi e che fanno il loro lavoro con passione.

  133. Non sono d’accordo quando scrivi che in Italia ci sono milioni di lavori che non richiedono esperienza. No è vero! Le aziende italiane richiedono al 95% esperienza nel settore. Com’è possibile avere fatto esperienza in tutti i settori lavorativi? E l’età? E la vicinanza del luogo di lavoro? In alcuni casi bisogna essere maschi! Praticamente per essere assunti bisogna essere giovani, avere lavorato in tutti i settori, abitare a due passi dal luogo di lavoro, e in alcuni casi essere maschi!!! Tutte queste barriere invalicabili non ti sembrano assurde? Come scrivi tu, una persona si può specializzare ed essere unica. Ma con tutte queste barriere che ti si presentano quotidianamente quale sarà il risultato? Un pugno di mosche! La realtà è questa! L’italia fa schifo! Mi vergogno di essere italiana! Provo molta rabbia per tutte queste discriminazioni e restrizioni estreme!

  134. Convinto da un amico ho letto alcuni tuoi articoli e, non te la prendere, mi sembri un pò troppo tuttologo…non me ne volere ma i blog alla “sex and the city” hanno di solito un filo conduttore, qui appallottoli troppe idee diparate tra loro

  135. Complimenti per l’articolo!

  136. Giuseppe says:

    Ciao Stefano! Sono un ragazzo di quasi 21 anni diplomato in informatica.
    Dopo il diploma (100/100), per problemi familiari, non ho potuto continuare e ho cercato lavoro con una filosofia simile alla tua.
    In 2 anni ho avuto 32 colloqui, inviando una media di 5 mail al giorno per 2 anni e devo dire che mi chiamavano, per la maggior parte, aziende che ricercavano informatici.

    In 32 colloqui, solo in uno mi hanno preso per uno stage di 3 mesi presso una ditta informatica, ho fatto anche per 2 mesi volantinaggio e un mese ho fatto lo scrutinatore.

    Dopo 2 anni ho potuto iscrivermi all’universita’ e sono arrivato alle conclusioni dell’ambiente informatico in Italia (ma penso che vale per tutti i settori): il lavoro C’E’ E COME! Il problema e’ la concorenza e la specializzazione che cercano. Io sono solo diplomato in informatica, quindi ho conoscenze molto piu’ inferiori rispetto al laureato in informatica. E’ vero, potrebbero formarmi loro perchè sarei più predisposto al sacrificio, ma le aziende vogliono che tu sia a disposizione subito.

    Quindi sono d’accordo con te, ossia approvo i corsi di formazione e specializzazione, perchè la laurea ti da’ piu’ una cultura generale, ma nel mondo del lavoro hanno bisogno piu’ di una risorsa specifica e pratica.
    PS Dopo la laurea, vorrei trasferirmi altrove in europa, perche’ oltre a ricercare neolaureati, lo stipendio non e’ sottopagato come in Italia.
    Ciao e cordiali saluti!

    • Stefano says:

      La tua esperienza significa che o nel tuo settore non hai abbastanza qualifiche per la concorrenza, o è un mercato saturo. Hai capito che è il primo (e in effetti informatica si sta sviluppando), quindi cerca di specializzarti. Ti consiglio di andare fuori dall’Italia, so che in Germania cercano molto.

  137. Ho scoperto questo blog qualche giorno fa per caso e me lo sto leggendo tutto di un fiato. Complimenti a te e alla tua mente brillante 🙂

    Devo ringraziarti perché sono una disoccupata in cerca di lavoro e spesso cadere nella depressione e scoraggiarsi è facile.
    Ma leggendo questo articolo ho ritrovato un po della mia energie iniziale, perché condivido in pieno il tuo modo di vedere le cose, solo che non le sentivo più mie ultimamente, ero caduta nella trappola del “non c’è speranza, inutile tentare”.
    Invece voglio tentare, tentare e infine farcela. Ho bisogno di sentirmi soddisfatta di me stessa e ho ricominciato a sentirmici riscrivendo totalmente il CV seguendo i tuoi consigli. (E prendendomi il gusto di personalizzarlo a modo mio). Il formato europeo l’ho sempre odiato, sono contenta di non essere l’unica!

    Una domanda: hai scritto qualche articolo specifico su come gestire un colloquio? Perché non l’ho trovato.

    Grazie e continua così!

    Alex

    • Ciao Alex e grazie. 🙂

      Se hai scaricato il manuale sul CV ti arriverà l’email fra qualche giorno con un articolo sul colloquio di lavoro, è tutto automatico. 🙂

  138. Ciao Stefano!
    Sto preparando due esami e ne ho fatto uno ieri perciò non ho avuto tempo per leggerti, però ti vorrei ringraziare per il tuo manuale su come scrivere un cv, mi ha tranquillizzata molto e non vedo l’ora di mettere in pratica i tuoi consigli. Per adesso, sto seguendo i tuoi metodi di memorizzazione e funzionano alla grande, grazie!

  139. Ciao, ho letto il tuo articolo molto interessante e volevo esporti la mia situazione e i miei dubbi:

    Ho 19 anni, mi sono appena diplomato con 94 ad un Istituto Tecnico Agrario, e mi sono iscritto alla facoltà di Economia come te (mi pare di aver capito)!
    Alle superiori mi sono sempre differenziato semplicemente per il fatto di parlare Inglese a livelli ottimi ( da sempre appassionato di film e libri in lingua originale).

    Ora iscrivendomi ad Economia (Management), non sono bene sicuro del mio futuro; quello che vorrei fare sarebbe di lavorare in campo Internazionale ma non saprei come specializzarmi per essere competitivo..
    Spero di partecipare all’Erasmus e studiare un anno nel Regno Unito, spero di lavorare come umile lavapiatti a Londra nei mesi estivi sfruttando casa di amici… Ma poi?

    Il mio sogno sarebbe di lavorare per la cooperazione internazionale ad esempio la FAO, che anche all’agrario era un sogno (irrealizzabile senza raccomandazione ?).. Ho trovato degli Internship all’ONU per studenti Graduate a New York.. ma se poi mi fossilizzo in questo settore senza possibilità di entrare in organizzazioni serie come queste, cosa mi aspetterebbe?
    Mio fratello studia Cinese, è fidanzato con una cinese, e sono intenzionati a spostarsi in Cina (Facoltà di lingue e lettere), sarà la mia unica via di fuga?

    Te laureandoti in Economia, cosa volevi fare nei dettagli?

    • L’economia non ti dà nessuna strada specifica, soprattutto management. Puoi fare quello che vuoi, finché capisci i principi che ci stanno dietro.

  140. Ma tu hai un carattere di base introverso o estroverso?
    Ora mi sento di iniziare a parlare cominciando a giustificarmi-scusarmi per il mio esser nel primo caso… ma quanto ti frega. A continuare a leggere questi articoli, che sia questo sito o altri, mi vien l’ansia. Son così regredito e incasinato che quando mi incammino sulla strada per diventare come qui si dice mi viene l’ansia, lo sconforto, ecc. Eppure bisogna cominciare, ovvio, lo so. E dico pure che vado dallo psicologo da tempo, e mi aiuta in vari modi per superare quella maledetta introversione, aggravata stratosfericamente da un condizionamento familiare pessimo. (soprattutto da mia madre, che mi ha avuto in mano per la maggior parte del tempo, e che è nullafacente, pessimista, negativa, senza voglia di vivere ecc; mentre mio padre era assente / se ne fregava ecc). Non c’è da stupirsi se son ben lungi dallo specializzarmi, e anzi se ho fatto ben poco finora, e fra l’altro tutto grazie all’intercessione dello psicologo. Ci provo a superare i miei condizionamenti, ma sono talmente gravi e profondi che ora di estirparli tutti non so quanto ci vorrà. Cioè per esempio sono ancora qui che sento qualcosa che mi blocca all’idea di mandare 50 o più cv ecc. Figuriamoci ad andare di persona da tutte le parti. Di anni ne ho 24, e ho competenze inesistenti, in più non so neanche cosa fare. O meglio, mi piace studiare, fra l’altro la filosofia che citi come esempio, e che ho abbandonato all’uni al primo anno per vari motivi, fra cui ovviamente la paura di buttare tempo e soldi. Ma i miei interessi sono fuori dal mondo. Devo specializzarmi, ok, ma in cosa, se niente mi interessa? devo quindi superare un altro blocco, come se non ne avessi già abbastanza: l’idea di fare qualcosa che non mi interessa. O sennò per contro devo esser così geniale da specializzarmi in qualcosa in cui posso usare la mia conoscenza, se non addirittura crearmi un lavoro / corso. Un qualcosa di simile l’avevo pensato tempo fa, ma è un progetto lungo e complesso, e magari infattibile. E poi comunque tornano gli stessi problemi: devo fare, studiare, mettermi in gioco, e non ho il coraggio ecc di farlo, perché non riesco a pensar di investire la mia vita per l’incerto. Sì lo so che a non fare niente è peggio, ma nel mentre in cui faccio, se so che c’è rischio che sia inutile, non ce la faccio ugualmente. Maledetta mente! autosabotatrice di primissima qualità! … se si potesse insegnare l’autosabotaggio penso che lì farei soldi a palate! 😀
    Se posso divagare un attimo, anche nel campo sociale e con le ragazze ovviamente (dico ovviamente perché sicuramente pensandoci lo immagineresti bene) sono messo male. Se non sono bravo in un ambito non lo sono pure nell’altro. Delle volte dò più importanza a uno, delle volte all’altro, ma non combino mai niente. Sono fermo, sono sempre più fermo, il tempo passa, non so cosa fare, mi autosaboto ecc. Da ieri volevo andare in biblioteca, tenendo presente alcuni consigli letti, e provare a far qualcosa. Ma sai perché non ci vado più? (a parte per autosabotarmi :D) Perché ora mi viene da pensare che è meglio, molto meglio, rimanere qui e impiegare le energie per mandare i 50 cv, o per contrastare la mia mente cazzuta che mi impedisce di farlo. Boh magari da questo strettissimo punto di vista è meglio.
    Beh comunque la timidezza e tutto ciò che è legato a essa fa veramente schifo. Pure il grande contenitore che è l’introversione. So che non dovrei dirlo, che non è che sono brutte qualità in sé, e anzi, che le persone come me se sono positive sono anche più piacevoli, non sono casiniste, non sono scafate, magari troppo espansive e per questo hanno poco tatto, non sono rompiscatole, si fanno i fatti loro e non rischiano di rendersi odiosi agli altri ecc; d’altra parte se bisogna sopravvivere, se è una lotta di sopravvivenza, siamo fortemente castrati. La società è estroversa. Se vuoi inserirti devi esserlo anche tu. La selzione naturale, per così dire, è per loro. Non a caso “mi sto estinguendo”, perché è un casino assurdo, che non si comprende se si è mentalmente su un altro mondo. Mi piacerebbe esser per un’ora nella mente di una persona di mondo, totalmente sicura, positiva, ecc. Chissà che figata deve essere. Invece che aver ansia di fare le cose più idiote, e riconoscerla pure, ma sentirsi ancora imprigionati.
    Ho visto tempo fa che esiste una lega per i diritti degli introversi. ecco, se devo avere una reminiscenza del tuo articolo, pensando magari al fatto che devo crearmi un lavoro, penso che dovrei attivarmi proprio in quel campo. Fare qualcosa “per noi”. Non chiedermi cosa naturalmente.
    Devo conformarmi al mondo in maniera così distante dalla mia natura che è una pena continua, e che spesso non porta frutti. Sono migliorato nel tempo; 5 anni fa ero peggio. Ma neanche chissà quanto. Da un certo punto di vista articoli che ho visto mi fanno adirittura l’effetto opposto, perché mi ricordano quanto sono indietro, quanto devo fare prima di, e mi sconfortano. Posso prendere anche te come modello, e invidio sul serio la capacità di prendere, andare a vivere in america, tornare indietro ecc. Che figata, sul serio. Ma figurati io… ah già, qualche anno fa ho provato ad andare in Inghilterra…. che pazzo… strano sia tornato indietro!
    Sto scrivendo troppo scusa… se non ho già in qualche modo “chiesto troppo”, vorrei chiedere quale passo mi consigli per primo. Proprio perché so che devo fare tanto, in diversi ambiti, e che mi sembra troppa roba e non so da dove iniziare. E da un certo punto di vista è proprio così insomma… come se fossi indietro in tante materie, e devo comunque studiarle tutte. hahah ora mi viene da pensare, continuando un po’ l’immagine, che prima di mettermi a studiarle tutte devo imparare a parlare 😀
    Può esser vero? devo imparare a parlare? tradotto per la mia situazione che vuol dire? imparare a non dare peso alle mie pippe mentali? imparare a gestire l’ansia? lo scazzo? la paura?
    grazie, ciao

  141. Carino tu parli facile, tu mi dici di fare esperienza, ma nessuno me la fa fare sta benedetta esperienza e sai perchè?? perchè di esperienza non ne ho!! Puoi fare esperienza solo se hai esperienza! Io ho una laurea nel settore alimentare, ma nessuno mi fa fare esperienza, quindi secondo te dovrei farla a casa nella mia cucina? tu dici che andare nelle aziende a portare il CV non serve a niente, gli annunci online non servono a niente, le agenzie interinali non servono a niente e allora come me lo cerco sto benedetto lavoro?? Sei solo un pallone gonfiato che nella vita ha avuto culo, scommetto che la tua famiglia è stra ricca, per questo sei andato in america, io non ci posso andare perchè non ho soldi, quindi non dirmi vai alle’stero perchè soldi non ne ho! Sei solo un viziatello presuntuoso!!!

    • Se posso risponderti da profano ignorante all’ennesima potenza (come puoi constatare da ciò che ho scritto sopra), l’unica cosa che mi viene in mente per risponderti al perché non ti fanno fare esperienza è: prova ad andare da qualcuno e dire che lavori gratis. Tendenzialmente non dovrebbe rifiutarti nessuno, a meno che tu sia un disastro o siano veramente pieni. Se poi unisci ai suoi consigli dello specializzarsi, potresti cercare un settore alimentare che ti interessa di più, andare dove lo fanno, stare lì tot tempo, e poi scrivi senza mentire sul cv che hai fatto esperienza.
      Teoricamente dovrebbe essere una soluzione corretta. Nella pratica di questo mondo infelice non so quanto ti possa servire.
      Sinceri auguri.

    • Bravo signor G,sono d’accordo con te! Hai ragione quando dici che nessuno ti fa fare esperienza! Pensa che io ho esperienza di 20 anni ma non l’ho in tutti i lavori e non riesco a trovare lavoro. Per potersi solo candidare per TUTTI i lavori di questa Italia e del mondo bisogna aver maturato esperienza annuale. Cosa che è impossibile! Com’è possibile FARE esperienza se NESSUNO te la fa fare?

      • Com’è che io non ho avuto nessun problema a fare esperienza e tutti i miei amici, sulla fascia dei 25, lavorano? Magia?

        • Probabilmente sì,sei un mago come tutti i tuoi amici di 25 anni! Complimenti per te e tutti i tuoi amici maghi,per mia sfortuna io ho 39 anni e non so fare magie!

  142. Annabelle says:

    Ciao stefano, complimenti per l’articolo. E’ la prima volta che commento hehe, volevo sapere cosa potrei scrivere nelle esperienze lavorative?? per una come me che si è appena diplomata (tre mesi) e che non ha mai lavorato. :/

  143. Ciao Stefano,
    Ho letto con molto interesse il tuo post
    su come trovare lavoro nonostante la crisi.
    Ho 28 anni, sono senza un lavoro e mi sento perso a questo punto della mia vita perché non so cosa voglio fare (non so nemmeno in quale strada cercare). So solo che mi piace stare al computer e mi piace la programmazione, ma non ho basi di nessun tipo: che faccio mi attacco alla canna del gas o, prima di farlo, leggo il manuale anti-confusione’? XD

    Grazie di cuore,

    Andrea 🙂

    • Meglio partire dal CV perfetto, poi passare al manuale anti-confusione. 😉

      • Aspetta Stefano non ho capito… Perché devo partire dal CV perfetto?
        Il manuale anti-confusione non dovrebbe servire a diradare, appunto, un po’ di confusione? 🙂

        Grazie,

        Andrea

  144. Ciao Stefano, sto vivendo una brutta situazione.
    Vivo a Milano, sono sposato e ho 2 figli piccoli, io ho 38 anni e da 2 mesi sono disoccupato.
    Parlo inglese, ho gestito un bar, ho vissuto in USA per un anno e ho fatto esperienze lavorative di vario tipo, anche l’animatore turistico per 3 anni.
    Non so cosa fare per cercare un lavoro, se in Italia o all’estero, e che tipo di lavoro cercare.
    Aiutami!!

    • Massimo, hai esperienza da vendere nel settore ricreativo e del ristoro, lavorare nel turismo è fin troppo facile per te!

  145. Ciao Stefano :-D! volevo ringraziarti pubblicamente per il tuo fantastico pdf sui curriculum e sulla sezione riguardante le domande sui colloqui! 🙂 sono stato assunto dopo 2 giorni dalla spedizione del curriculum, e mi sono pure sentito dire “Ma quanto vorrebbe prendere mensilmente?” accettando la mia offerta.

  146. emanuele says:

    siete stupendi!!!

  147. Ciao Stefano!! Ti ringrazio di cuore per quello che hai scritto. Mi hai aperto un mondo sul quale ero già affacciato ma molto molto annebbiato..
    Sono appena diplomato in tecnologia audio e, per quanto possa essere “inutile” questa competenza qui in Italia, ci metto un carico ben notevole sopra grazie al mio banalissimo e “bruttissimo” curriculum.
    Spenderò ben volentieri il mio tempo a leggere la tua guida su come costruirlo abbellirlo e curarlo..ricomincerò da zero e lo farò con un altro spirito.
    Grazie ancora!!!

    • Stefano says:

      Ciao Luca, in Inghilterra è un settore che va abbastanza, prova lì. 🙂

      • Me lo hanno detto in molti, anche Berlino non scherza..
        Ma dalle chiacchiere che vanno in giro preferisco un posto più vivibile.. del Canada che ne dici??
        Unica pecca, non ho un inglese spiccato per quanto riguarda l’ orale, per lo scritto va meglio, ma mi incarto un pò!!
        Grazie ancora comunque!!

  148. a me non è arrivato un bel nulla di questi video per l’inglese…

  149. Angelica says:

    Caro mio Stefano, diciamo che ormai la Laurea in economia è un passepartout persino in Italia, figuriamoci fuori. Però vorrei chiederti comunque un consiglio: in Italia ormai se non hai una laurea in Economia sei un incompetente, ma io so che per quello che vorrei fare sono molto più preparata di un laureato in economia, e comunque sto cercando di recuperare fuori dall’ università le mie “lacune”. Come faccio a farlo capire ad un probabile datore di lavoro?

    • Stefano says:

      Inizia a ripassare marketing e advertising, con Marketing Manager di Kotler. Individua i problemi di un datore e spiega come puoi risolverli grazie alle tue competenze.

  150. Geniale, illuminante, super, l’articolo e l’autore.

  151. Ciao Mini, dopo 20 anni di lavoro mi ritrovo disoccupata (sposata e con un figlio piccolo), sono diplomata, esperienza come impiegata commerciale e contabile, parlo inglese e francese. Ho fatto alcuni colloqui di lavoro, ma ogni volta mi pongono il problema dell’età (40) e che sono mamma! Cosa mi consigli?

    • Stefano says:

      Metti in luce le competenze che puoi acquisire solo con 20 anni di esperienza in un lavoro e parti da lì. 😉

  152. Quello che farò probabilmente sarà di continuare con gli studi e con la palestra a casa, e in più continuare la ricerca di lavoro e decidere quali capacità sviluppare affinché essa vada a buon fine. A proposito dell’articolo, ne avrei di domande da fare… però so anche che i blogger con migliaia di visitatori hanno già poco tempo per sé.

  153. Ciao Stefano, complimenti per la guida!

    Vorrei chiederti un parere. Parli malissimo del CV formato europeo e credo di aver afferrato il motivo, ma pensi che le tue considerazioni valgano lo stesso anche se ci si candida per una internship (senza alcuna precedente esperienza) in una azienda altamente specializzata che lavora in diversi paesi europei (EADS astrium)?

    Saluti

  154. Anonimo says:

    gia

  155. Ma va…………… certo..parla il genio signori e signori.. solo perchè TU hai avuto culo….. evita di pubblicare cagate, valà…..

  156. Ciao Stefano!

    Complimenti per il blog. Senti io sono stato molto a lungo senza avere un lavoro. Adesso sto facendo 1 anno di Servizio Civile: certo, non mi serve a molto perché mi sembra di avere ‘il culo parcheggiato’ (sono solo 30 ore settimanali), ma forse è qualcosa per incominciare visto che sto imparando ad usare il carrello elevatore e il programma SAP. Cosa mi consigli di fare?
    Mollare tutto e cercare qualcos’altro, cercando un lavoro serio, o cercare un altro impiego e far coesistere le due attività? Grazie e a presto 😉

  157. Francesca says:

    Ciao Stefano, in questi giorni di vacanze sto facendo una full immersion nei tuoi articoli che trovo estremamente validi. Ho 33 anni e questo 2013 è stato segnato da eventi tristi…problemi in amore, economici, di salute. Il 2014 si preannuncia “in salita” perché sto per perdere il lavoro ma non sono triste. Grazie ai tuoi consigli sto ritrovando i miei valori e cercando obiettivi che voglio raggiungere con passione e determinazione, basta accontentarsi!
    Mindcheats è stata una grande scoperta!!

    • Ciao Francesca, grazie del commento. Se sai che il lavoro durerà poco, meglio iniziare a cercarlo da ora. 😉

      • Francesca says:

        Certo Stefano, mi sto già dando da fare… ho anche fatto un paio di colloqui ma non è andata. Finora ho sempre fatto contabilità, ma la odio! Mi sono laureata 3+2 in marketing nel 2007 ma qui nella provincia emiliana è una funzione ancora assente nelle aziende, però credo che nel settore agroalimentare qualche sbocco in più ora ci sia… Avrei anche individuato un corso finanziato dalla regione a PR che inizia a marzo che sarebbe perfetto perché mirato e prevede uno stage finale; devo solo passare le selezioni. Il cv è da accorciare (ora è 4 pagine) e sistemare (ho letto in un commento che sconsigli il formato europass) sicuramente devo lavorare sul colloquio… Ti terrò aggiornato! Auguri di buon anno!

  158. Complimenti per l’articolo, l’ho trovato molto utile e incoraggiante!
    Appena avrò fatto l’ultimo esame (tra 20 giorni) inizierò a mettere in pratica tutti i tuoi consigli, contando anche sulla mia minima esperienza lavorativa!! Grazie davvero!

  159. Anonimo says:

    Salve,
    laureata con lode in Management e Controllo (percorso auditing e controllo interno). All’attivo diverse esperienze lavorative: segretari, cassiera, back office presso società finanziaria ed infine praticante commercialista. La “cultura” del territorio dal quale provengo, essendo fondata essenzialmente sul lavoro “in nero”, sullo “sfruttamento” e sulle “raccomandanzioni” mi ha spinto di recente a mollare tutto per andare via, su al Nord dove… “si dice” che lì, in quel di Milano, la situazione sia diversa. Non ho pretese, vorrei “imparare”, vorrei rimboccarmi le maniche: lavorare. Ho cercato nel settore Auditing e revisione contabile senza successo ed ora sono fuori target per via dell’età: 28 anni. Ho inviato curriculum presso centri commerciali: invano. Ho di recente comprato libri per rafforzare l’inglese e sto per trasferirmi a Milano in cerca di lavoro. Andare lì sul posto e cercare di persona. Sono molto preoccupata anche perche’ho rinunciato ad un rimborso spese di 500 euro nella mia città, stanca di accontentarmi! Il mio timore più grande è quello di trovare porte chiuse… si sono laureata con lode ma non sono specializzata in nulla. Non sono “senior” in nessun campo ma oramai ho 28 anni, troppi per un profilo junior! Cavolo ma quando avevo 25 anni mi dicevano che non avevo esperienze: troppo junior! Da quanto ho letto… si e’sfatato un mito…le agenzie di lavoro! Ed io che avevo già stilato la lista delle agenzie presso le quali recarmi….

  160. Daniela says:

    Ciao Stefano, hai detto molte cose vere, ma non dimentichiamo che esistono in Italia purtroppo anche quelli che come me hanno perso il lavoro e a 40 anni non riescono più a trovarlo perché troppo qualificati. La crisi, vera o finta che sia, da la possibilità a molti imprenditori di assumere giovani a basso costo e di usufruire di sgravi fiscali . Un titolare diplomato spesso non assume un laureato o uno che ha più esperienza di lui per non sentirsi inferiore. Tristemente in Italia trova più facilmente lavoro uno “senza arte né parte” a limite va a fare le pulizie, a me non mi chiamano nemmeno per quelle… 🙁

    Mi sembra di capire

  161. C’è un portale di lavoro chiamato “Europe Language Jobs” con oltre 3.000 offerte di lavoro a tutta l’Europa. Se volete ricercare le nostre opportunità è possibile accedere gratuitamente. I nostri clienti vogliono professionisti bilingue che parlano italiano!

    http://www.europelanguagejobs.com

    Bona Fortuna! 🙂

  162. avete bisogno di un prestito molto urgente se si mandaci una email subito : (georgeanderson.loanfirm255@gmail.com)

  163. Ciao Stefano, complimenti per il sito, davvero efficace!
    Ho seguito il tuo consiglio sull’indirizzo mail formale tramite tophost ma riesco solo ad inviare le mail, non a riceverle. come posso risolvere il problema prima di fornire i contatti delle varie identità?

    • Stefano says:

      Ciao Ire, se hai problemi, contatta il supporto di Tophost. 🙂

      • Per scegliere dove il dominio mail invia i messaggi che riceve devi andare nel pannello di controllo di TopHost, in pratica fai il login, poi vai sul pannello ( trovi il link nel menù a sinistra ) e infine clicca sull’icona dell’ingranaggio.
        Ti si aprirà il menù della mail e potrai scegliere i redirect, cioè dire su quale altra mail deve inviare i messaggi ricevuti, oppure puoi, sempre da li, prendere i dati POP e IMAP o SMTP per usare l’account da Outlook, Thunderbird o qualsiasi client di posta elettronica utilizzi.

  164. Qualche consiglio per il lavoro volontario (che presumo significhi gratuito, fatto per imparare e basta, e non richiede abilità)? Non ho competenze, e credo che questa sia una buona strada per iniziare.

    Ciao

    • Stefano says:

      Non credo che il volontariato sia un buon modo per iniziare a lavorare: fallo per passione, non per carriera.

  165. Ciao, Stefano, hai qualche consiglio sul lavoro volontario (che presumo significhi gratis, per imparare)? Non ho competenze e mi serve qualcosa da cui iniziare.

  166. Adnilex86 says:

    Caro Stefano, è da tanto che pensavo condividere la mia esperienza e cercherò di farlo più brevemente possibile poiché le Tue parole e questo blog hanno molto più da insegnare. Ho iniziato a leggerti un anno fa all’incirca quando stavo iniziando a scrivere la mia tesi di laurea specialistica e pensavo con ansia a cosa fare dopo..come trovare lavoro..rendere il mio CV appetibile ai datori di lavoro ecc. Be nel frattempo mi sono laureata con lode e..una buona offerta di lavoro è giunta sembrerebbe casualmente ( anke se spiegherò che ovviamente casualità e pura fortuna non è stata! ) alcune settimane prima della seduta di laurea. avevo migliorato il mio Cv grazie al tuo e Book. .ma sai quante copie sono state necessarie x venire notata? !…per ora..zero.. il merito di poter fare questa esperienza lavorativa che mi piace e mi paga anche piuttosto bene è stato un “semplice passaparola”..una mia conoscente universitaria aveva fatto un colloquio in lingua (siamo laureate in una lingua orientale che comunque è sempre più conosciuta..anche se non a livelli alti) ma era andato male..si è poi ricordata di me che ho studiato anche un po all estero (gratis sempre grazie a borse) e ho ottenuto bei risultati negli anni universitati..be mi ha lasciato il telefono di queste persone..ho preso appuntamento e dopo due colloqui esclusivamente in lingua mi hanno presa nonostante nn abbia esperienze lavorative ma la mia competenza linguistica ė buona e sono convinta di voler imparare, migliorarmi e mettermi in gioco . tutto qua. .. non aggiungo altro solo il consiglio di fare tutto con coscienza e serietà perche se si ha voglia di fare e si mantiene un atteggiamento positivo, la vita da tante possibilità basta volere e saperle cogliere.in bocca al lupo e un saluto a te Stefano..continua così che sei grande 🙂

    • Stefano says:

      Grazie del commento Adnilex. 🙂

      Hai detto una grande verità: per trovare lavoro non serve il curriculum. Il modo migliore è il passaparola, detto anche “networking”: se sei brava ti farai notare e avrai lavori sempre migliori, è matematico. Continua così! 🙂

  167. Sono finita su questo articolo quasi per caso, nonostante sia un po’ datato mi sento comunque di lasciare un commento perchè ci sono un paio di punti che mi hanno fatto salire il sangue alla testa.

    1) Le materie umanistiche non monetizzano.

    Io mi sono laureata in filosofia lavorando a tempo pieno come operaia metalmeccanica. La laurea non mi ha portato una posizione migliore, anche perchè io non l’ho cercata, ma la capacità di astrazione che ho acquisito sui banchi di università mi ha portato a traguardi che per molti tecnici ed ingegneri possono solo sognare. Questo non perchè io sia un genio, più semplicemente oltre a sapere a cosa serva una chiave a cricca, io la chiave a cricca ho imparato ad usarla. In altre parole, il vero problema è che agli umanisti mancano le capacità di utilizzare in maniera costruttiva le nozioni che si apprendono e le si fa restare chiuse tra le mura accademiche.
    Posso dirti che, grazie alla filosofia, guadagno 1600 euro al mese (a 32 anni, donna), sono operaia qualificata e ho un livello di competenza così alto che, se solo sento in officina un rumore insolito, capisco subito quale é il problema.

    2)Più ti specializzi, più sarai unico e ben retributo.

    Con tutto il rispetto, questa è una colossale stronzata, almeno sotto il punto di vista dell’unicità. Risposte di senso a problematiche complesse non si trovano in un sapere settoriale, ma con la capacità di saper andare molto oltre il proprio naso. Il mondo pullula di ingegneri che non sanno imbastire un discorso sensato, come di umanisti che non sanno accendere un computer. Saper fare entrambe le cose, anche con un semplice diploma di scuola media, rende molto più unici.

    • Stefano says:

      Ciao Sara.

      1) Non so cosa fai in officina, ma tendenzialmente non è un lavoro per il quale servono competenze in filosofia. Ergo, dubito che la laurea ti sia servita a qualcosa. Oltre al fatto che 1600 euro non è uno stipendio altissimo.

      2) Ogni singola teoria economica esistente sul pianeta parla della specializzazione come la via migliore, e negli ultimi 3 secoli innumerevoli premi Nobel l’hanno dimostrato. Mi dispiace ma questa non è un’opinione.

  168. Raffaele says:

    Ciao Stefano,

    Premetto che quello che sto facendo è per me già di per se molto difficile come azione. Io sono una persona che tende a soffrire in silenzio e accettare i consigli di tutti ma seguire il proprio istinto. Ho deciso di scriverti perché indubbiamente ne sai più di me e implicitamente è anche un complimento a un tuo blog. Difficilmente lascio trapelare il mio stato d’animo agli altri, ma credo che tu possa aiutarmi anche in piccolo modo.

    Ho 21 anni e frequento la facoltà di economia. Sebbene abbia fatto due esami e abbia preso in tutti e due il voto più alto, non riesco a studiare. Ti spiego perché:
    – vedo l’istituzione scolastica come un ordine dove (come hai detto anche tu) la gente impara quello che gli altri dicono loro di imparare; studia quello che i professori dicono loro di studiare con l’ordine di acquistare questo e quel libro; ci sono scadenze chiamate esami dove in questo tempo devi memorizzare quante più nozioni puoi per vomitarle al professore utilizzando una buona retorica per farti alzare il “numero” (voto).
    – credo nella genialità delle menti autodidatte dove la gente studia quello che gli pare e lo fa con passione perché decide lui stesso quello che vuole leggere e quello che vuole imparare perché è come un gioco per lui.
    – non mi sento portato per le facoltà scientifiche.

    “E allora trasferisciti in un’altra facoltà più attinente alla tua struttura mentale e di apprendimento!” diresti tu. Filosofia sarebbe un’alternativa, però ripeto non sopporto proprio l’istituzione scolastica. Di fatto sono un ragazzo che legge molto. Ho trovato degli ottimi siti web dove scaricare gratuitamente gli ebook e ne scarico di tutti gli argomenti; dalla letteratura erotica ai libri spirituali, dalla filosofia alla medicina ai fumetti. (magari ti mando i link dei siti in privato, sempre che non possa pubblicarli qui, dimmi tu…). Riesco a leggere anche 7 libri al mese e mi sento felice e spensierato. Il mio problema è che sono eclettico negli argomenti. Filosofia non sarebbe un’alternativa perché la vedrei come un’ordine. L’istituzione universitaria non fa proprio per me. Preferisco imparare da autodidatta.

    Ma non sono neanche un tipo che se ne sta con le mani in mano. Ho letto libri di giardinaggio e coltivo in giardino alcuni fiori tra cui rose rampicanti che mi piacciono tanto. Scrivo occasionalmente un diario e a volte pubblico qualche pensiero sul web di qualche pagina. Ho in mente di girare un cortometraggio e sto già stanziando qualche fondo. A volte disegno e vorrei imparare a dipingere. Sto diventando fruttariano (ho letto la stessa dieta che fece Steve Jobs). Ho fatto un corso di dattilografia per scrivere al computer con tutte e dieci le dita. Leggo libri sulla fotografia perché mi piacerebbe studiare al meglio anche questa forma di arte. Vorrei fare un corso di sommelier e imparare a cucinare. Purtroppo quello che mi manca sono i mezzi economici, e non me la sento proprio di fare l’università perché ripeto, sento proprio l’ansia la dentro. E di facoltà ne ho cambiate un bel po’. Il problema sono proprio io che non riesco a focalizzare i libri che mi dicono di studiare.

    Perdonami se ti sto annoiando con tutta questa saccenza del cavolo… Io sono… io faccio… io dico… io… io… io… Credimi, non è assolutamente mia intenzione. E’ che ho bisogno di capire.

    La mia paura è riconoscermi nell’individuo che hai descritto qui sopra che utilizza le scuse per non fare l’università. Sono disposto a fare un lavoro che non mi piace pur di soddisfare l’esigenza economica che impone la mia sete di conoscenza. Il problema è che non voglio smettere di studiare, io amo studiare e lo faccio leggendo di tutto, però non sopporto l’istituzione universitaria. Tu che ne pensi?

    P.s.: ti chiedo ancora scusa per la mia presunta saccenza, non è davvero mia intenzione. Mi dispiace tanto.

  169. Buongiorno a tutti!
    Ho letto l’articolo e lo condivido in pieno. Anche io sono alla ricerca della mia “dimensione”. Sono laureato in ingegneria ambientale e da circa 5 anni lavoro per una società che si occupa di rifiuti: ho voglia di fare altro! Ho sempre pensato che occorre specializzarsi, ma non so in quale settore specifico. Come si fa a trovare un settore nel campo dell’ingegneria ambientale e successivamente a speciliazzarsi solo in questo. Ci sono riviste da leggere o consigli da seguire. Grazie!

  170. Ciao Stefano,
    grazie per ogni “perla” preziosa! 🙂
    Ho bisogno di un consiglio per la compilazione del cv. Ho lavorato per anni nelle scuole materne, poi finalmente ho detto bast perché stavo uscendo fuori di testa (ho accettato solo per necessità), ma sono impantanata con lavoretti come donna delle pulizie e baby-sitter. Dato però che le esperienze più lunghe le ho avute come supplente, mentre sporadiche sono state quelle di segretaria (lavoro per il quale non mi dispiacerebbe candidarmi, magari in uno studio medico, avendo lavorato per un anno come segretaria e assistente alla poltrona per un dentista), come far risaltare queste piuttosto che quelle, in modo da avere qualche chance?
    Grazie mille!
    Irene

  171. ciao io sonosono diplomata animatore sociale operatrice d infanzia e ho laborato sia con anziani che xon bambini nnn trovo facilmente lavori ho mandato cv hai nidi lavoratp in scuole ma mi chiamanonpoc il tuo articolo e ottimo ma a me nn mi chiama nessuno son di milano

    • Stefano says:

      Vale, rifletti se stai facendo tutto il possibile per trovare lavoro, prova ad analizzare il tuo cv e vedi se trovi errori, nei materiali gratuiti puoi scaricare una bozza di cv e video istruzioni per compilarlo in maniera efficace.

  172. Ciao Stefano,
    Ho letto il tuo articolo, e me lo rileggeró tutte le volte perderó le speranze, durante la mia ricerca di lavoro.
    Torno tra poco a casa, dopo un anno negli Stati Uniti come au pair, esperienza unica, quanto impegnativa. Potevo estendere questo programma x un altro anno, l`avevo fatto, ma poi ho stracciato tutto e ho deciso di ritornare a casa, dove non avró lavoro e dove mi impegneró a cercarlo. Spero xo di non pentirmi di non aver colto l`opportunitá di poter stare negli Usa un altro anno, con uno stipendio misero e poca indipendenza (vivo in famiglia),tornando in italia senza un lavoro. Ho 25 anni, e il fatto di doversi specializzare in qualcosa l`ho capito da tempo, ma ancora sto cercando di capire in che cosa potrei essere utile e unica. Come molti giovani ho tutte le porte aperte, ma mi sento persa. Seguendo lo schema x la ricerca del lavoro che proponi tu, spero di capire finalmente in che cosa mi posso cimentare!

    • Stefano says:

      L’esperienza che hai fatto negli Stati Uniti è stata di sicuro bellissima (anche io ci ho lavorato un anno). Nessuno ti vieta di tornare negli USA, se questo è il tuo sogno perché metterlo in disparte?

  173. ciao il tuo modello di cv lo trovo molto buono una domanda io ho lavorato con anziani e bambini se ora voglio solo lavorare con i bambini e mettere in risalto solo quelle esperienze posso mettere tipo 2007/2011 ho lavorato come animatrice per anziani presso case di riposo di milano e legnano ( servvizio civile golgi redaelli, don gnocchi ecc) e sotto in dettaglio i lavori con i bambini dici che funziona oppure no!? grazie

  174. ciao stefano
    il tuo modello di cv lo trovo molto buono una domanda io ho lavorato con anziani e bambini se ora voglio solo lavorare con i bambini e mettere in risalto solo quelle esperienze posso mettere tipo 2007/2011 ho lavorato come animatrice per anziani presso case di riposo di milano e legnano ( servvizio civile golgi redaelli, don gnocchi ecc) e sotto in dettaglio i lavori con i bambini dici che funziona oppure no!? grazie

    RISPONDI

    • Stefano says:

      Se vuoi mettere in risalto di avere lavorato con bambini impiega qualche parola in più e spiega meglio quella parte delle esperienze rispetto alle altre.

  175. ciao stefano!!!!
    il tuo modello di cv lo trovo molto buono una domanda io ho lavorato con anziani e bambini se ora voglio solo lavorare con i bambini e mettere in risalto solo quelle esperienze posso mettere tipo 2007/2011 ho lavorato come animatrice per anziani presso case di riposo di milano e legnano
    ( servvizio civile golgi redaelli, don gnocchi ecc) e sotto in dettaglio i lavori con i bambini dici che funziona oppure no!? grazie

    RISPONDI

  176. Ciao Stefano!!!
    Innanzitutto complimenti per l’articolo, amo la crescita personale e questo sito è uno dei miei 3 preferiti sia per i contenuti trattati che per lo stile semplice e diretto senza giri di parole.
    Ti scrivo per chiederti dei consigli:
    Sono Ivo,ho 22 anni e mi sono diplomato del 2012 ad un Liceo Scientifico con 71.
    Dopo la maturità mi sono iscritto alla facoltà di Scienze Geologiche ma insoddisfatto di questa ho cambiato completamente ramo iscrivendomi ad Ingegneria Industriale ma con scarsi risultati.
    Dopo 2 anni di università fallimentari sto valutando la possibilità di intraprendere un percorso di specializzazione post diploma di 2 anni, più pratico e professionalizzante.
    Non escludo neanche la possibilità di fare qualche esperienza all’estero per arricchirmi dal punto di vista sia personale che professionale….inoltre amo viaggiare e scoprire posti e persone nuove ( NON mi piace la sedentarietà e la monotonia del lavoro fisso) quindi spostarmi non mi dispiacerebbe…secondo te è meglio specializzarmi in qualche cosa prima di partire oppure non è necessario?
    Quali sono i lavori che potrei fare senza laurea che mi permettono di viaggiare di continuo da uno Stato all’altro???
    Grazieeeeeeee :-)))))

    • Stefano says:

      Una specializzazione post diploma italiana all’estero vale poco, diciamo che l’unico valore sono le conoscenze che ti dà, ma oltre a questo è un foglio di carta nella maggior parte dei casi. Puoi vedere se con il corso di specializzazione riesci a farti assumere in Italia da una azienda che potrebbe mandarti all’estero, è comunque necessario un buon inglese ed esperienza. Se all’estero vuoi fare solo esperienze cerca qualche bando dell’Unione Europea, che nel cv stanno sempre bene 🙂

      • Riguardo al fare esperienze all’estero avevo preso in considerazione l’idea di fare l’animatore o il bagnino nei villaggi turistici in quanto ho il brevetto di Assistente Bagnanti per mare e piscina e perchè un lavoro cosi lo preferirei 100 volte di più rispetto ad un lavoro monotono di ufficio…inoltre sto per prendere un attestato di Barman riconosciuto in tutto il mondo presso una scuola a Milano(mi era venuto in mente di lavorare sulle navi o in località balneari o comunque in ambito turistico).
        La scelta di prendere una specializzazione post diploma è dovuta al fatto che dopo aver cambiato 2 volte università non me la sento di intraprendere un percorso universitario di 3/5 anni per poi iniziare a lavorare seriamente a 30 anni, per 2 semplici motivi:
        1)non saprei con sicurezza che percorso intraprendere non avendo una passione in particolare e quindi non essendo motivato.
        2)vorrei iniziare a lavorare il prima possibile (in Italia o fuori) per crearmi una mia indipendenza economica e non dover dipendere più dai genitori.
        Però questa tua affermazione riguardo allo scarso valore all’estero di questi corsi mi taglia le gambe ahah 🙂
        In base alla tua esperienza in America e in Inghilterra cosa consigli di fare ad un ragazzo di 22 anni come me???
        Help me please 🙂 🙂 🙂

        • Stefano says:

          Il lavoro da barman (soprattutto sulle navi) potrebbe portarti uno stipendio maggiore, altrimenti scegli quello che ti sembra più stimolante 🙂

  177. Il mondo è diviso tra chi trova scuse e chi trova soluzioni. Non capisco le critiche non costruttive di chi amareggiato dalla vita, piuttosto che rimboccarsi le maniche critica gli altri. Ottimo articolo, dà una visione soggettiva del mondo del lavoro, se si vuole migliorare la propria vita continuando a fare le stesse cose si andrà a sbattere contro un muro. Volere è potere, nonostante la crisi 🙂

  178. SABINA says:

    Ciao,
    ho avuto modo di leggere il Tuo blog e su alcuni passaggi sono assolutamente d’accordo, la vita non è mai semplice e tutto ciò che abbiamo spesso dobbiamo sudarcelo fino all’ultimo cent.
    Almeno per me fino ad ora è sempre stato così.
    Ho 43 anni e ho deciso di “provare” a cambiare lavoro, un lavoro che non mi ha mai dato grandi soddisfazioni ma che ho accettato per avere lo “stipendio” perchè senza quello è difficile fare qualsiasi cosa.
    Ho maturato una buona esperienza in diversi ambiti lavorativi e in diverse realtà, ma come dici tu NON SONO IN GRADO DI OPERARE. Sono una segretaria, con esperienza certo, ma una segretaria.
    Purtroppo per tutta una serie di motivazioni non ho potuto proseguire negli studi ma ho sempre cercato di farmi una cultura personale su ogni ambito sia lavorativo che non.
    E quindi dirai tu? E quindi pur avendo rifatto il mio curriculum, 2 pagine sono troppe? e avendo spedito un bel pò di curriculum non sta succedendo nulla, ho utilizzato anche il networking ma quando pronunci “ho iniziato la ricerca di un lavoro” ecco che ti guardano come se avessi la lebbra per cui partono tutti quegli spuppi relativi a “ah ma c’è crisi, questo non è il momento, lascia perdere, tieniti quello che hai etc. etc.”
    A questo punto chiedo lumi sul come procedere e soprattutto non perdere quel lume di speranza che si affievolisce ogni giorno di più.
    Grazie fin da ora per il consiglio.

    • Stefano says:

      Ciao Sabina, forse due pagine sono troppo lunghe, sicura che non riesco ad accorciarlo? Molto spesso i selezionatori cestinano i curriculum troppo “pesanti” perché prendono troppo tempo. Non ascoltare la gente che attribuisce tutto alla crisi, se la gente iniziasse a lamentarsi meno della recessione vivrebbe di certo meglio. In bocca al lupo! 🙂

      • SABINA says:

        Ciao Stefano,
        ho letto e riletto il mio CV più volte ma è quasi impossibile ridurlo ad una sola pagina, proprio perchè non ho una laurea cerco di puntare almeno sulle esperienze acquisite, soprattutto quelle che io considero le “migliori”.
        E’ ovvio che non voglio dare retta a chi mi dice quelle cose perchè è anche un modo come un’altro per evitare di ascoltarti o almeno prendersi la briga di farlo.
        Ed è anche per quello che molto spesso nemmeno il networking funziona così a meraviglia. A me per prima è capitato di dare il nominativo di una persona che si è poi rivelata essere un “insuccesso” totale, e fare poi la figura da cioccolataia, per non dire altro.
        Ho letto molti altri tuoi articoli, e permettimi un piccolo appunto, TU SEI GIOVANE, hai quasi 20 anni meno dei miei e con una specializzazione come la tua all’estero è più semplice trovare lavoro. Se vuoi ti porto un’altro esempio mia cugina di 23 anni in Belgio si sta laureando come infermiera ebbene ha già ricevuto una lettera dal Canada dove le offrono un lavoro a tempo indeterminato purchè si trasferisca li, visto che da loro le infermiere specializzate scarseggiano. Qui in Italia le infermiere fanno la fame. Turni di lavoro massacranti con stipendi da fame. Qui in Italia, non è FACILE TROVARE LAVORO se non sei ampiamente raccomandato. Anche se non ti scoraggi, anche se non demordi, anche se perseveri, trovi un lavoro dopo 8 o 9 mesi e se ti va bene di un anno a 1.000 euro o poco di più.
        Tu hai l’entusiasmo dei tuoi anni che una persona di 50 che si toglie la vita può avere perso, credimi se ti dico che la vita ti piega e lo fa, a volte, in maniera feroce, e non sempre è facile rialzarsi.
        La mia non è una lamentela io per prima ho avuto modo di sperimentare quello che ti ho appena detto mi sono sempre rialzata e ho combattuto ancora di più.
        A volte però compare la stanchezza…

        • Stefano says:

          A volte essere stanchi è giustificato, ricorda però che se parti in maniera negativa non ti renderai di certo la ricerca più facile. Non paragonarti a cugine infermiere e segui il tuo percorso 🙂

  179. Daniele says:

    Ciao, ho letto da un po’ il tuo articolo, e devo dire che lo trovo interessante. La mia situazione in proposito è critica: ho infatti molte difficoltà a trovarmi un lavoro.
    Quando ero più giovane, diciamo verso i 18 anni, ho potuto fare qualche lavoretto (principalmente dog sitter), con cui mi sono tolto piccole soddisfazioni e necessità; dopo il diploma, per mantenermi all’unversità, ho trovato qualcosa solo nella ristorazione, tutte concluse in un giorno in cui combinavo disastri e venivo pagato lo stesso (!!!).
    Visto che come cameriere ero così negato ho deciso di cercare altro. Ma da allora è iniziato il mio calvario: telefonavo agli annunci sul giornale, inviavo cv ovunque trovavo, e non mi rispondeva mai nessuno. Per 5 anni sono rimasto a terra, mentre la mia carriera universitaria iniziava ad andare a ramengo per nulla, poi, per passaparola, ho trovato un lavoro da web designer.
    E mi dirai: bene! Invece no. Ogni lavoro che completavo rendeva tantissimo al mio capo e poco a me. Ero comunque parzialmente mantenuto dai miei, qundi ho cercato di fare quanta più esperienza possibile per poi cercare qualcosa di meglio. Ma nel frattempo il ritmo di lavoro aumentava…non ero più in grado di imparare qualcosa di nuovo, e la paga era diventata a livelli da fame, mentre ero rimasto l’unico italiano a lavorare per lui. Alla fine ho deciso di abbandonarlo, dopo 3 anni in tutto; da allora sono passati 2 anni, in cui sono immobile anche all’università e non ho più avuto contatti per il lavoro.
    Ultimamente avevo tentato la carta di presentarmi ovunque avessi bisogno di un servizio (negozi, magazzini, centri assistenza, tecnici, ecc) e chiedere se avevano bisogno di personale; tutti mi rispondono “non tiamo assumendo, stiamo licenziando”. Da qualche parte, dopo aver letto qui, ho chiesto di parlare con il responsabile alle assunzioni, e non c’è mai da nessuna parte, e poi….
    Attualmente ho 28 anni, sono iscritto da 9 anni all’università per una laurea triennale (e questa è colpa mia, non ho scusanti) e mi mancano 10 esami. E altre complicazioni insorgono.
    Ecco, riesci a capire dov’è il mio sbaglio? Suggerimenti? 😀

    • Stefano says:

      Daniele, hai provato a ripensare il metodo che usi per cercare lavoro?
      Prova a leggere i miei consigli su come scrivere un buon cv, lo trovi nelle risorse gratuite. Rifletti bene sulle opportunità di lavoro che ci sono nella tua zona e cerca se ci sono settori in cui non hai ancora cercato (e che ti interesserebbero ovviamente).

      • Daniele says:

        Si è chiaro che è il mio metodo di ricerca l’errore; il punto è che non so cosa sbaglio esattamente.
        Sto riscrivendo un cv seguendo i tuoi consigli, ma temo di non potermi permettere il lusso di puntare su ciò che mi interessa. O forse è ancora un altro errore?
        Uno di questi giorni girerò per la città vicina, in cerca di lavoro; mi presenterò chiedendo di parlare con chi si occupa delle assunzioni. Ma ho già tentato, seppur non in scala così larga, e sono ancora a piedi tra uno che mi urla che c’è crisi e un altro che dice che non ho voglia di andare a lavorare. Ma tenterò, speriamo =)

        • Daniele says:

          Una curiosità: sarebbe una buona mossa propormi per un periodo di prova gratuito, magari precisandolo nel cv o in fase di colloquio?

          • Stefano says:

            Non vedo perché dovresti rinunciare a cercare il lavoro che vuoi per paura di non trovarlo. Provaci no?
            Solitamente se sono interessati te lo proporranno loro il periodo di prova.

    • Daniele says:

      Non è che ci rinuncio, è che per ora non ho le competenze, e queste esulano persino dai miei studi.

      • Stefano says:

        Daniele, se non hai competenze specifiche che ti permettono di fare un certo lavoro (quando invece sono obbligatorie) è un altro conto. Puoi provare un lavoro in un ambiente simile al lavoro che vorresti per maturare esperienze e magari avere tempo per acquisire la competenza.

        • Daniele says:

          Credo di aver già passato quella fase coi miei 3 anni di lavoro mal pagato…per il momento ho deciso di provare ad acquisire quelle competenze che mi mancano, diciamo studiandoci su. Cerco nel frattempo in altri settori; magari integrando con i consigli su cv, lettera di presentazione e colloquio che mi sono arrivati via mail. Grazie per il momento, speriamo bene =)

  180. Roberta says:

    Ciao Stefano, il tuo articolo è molto bello. Io appartengo purtroppo alla categoria di persone “inutili”. Ho preso 2 lauree una in Conservatorio e una in belle arti a Brera. Sto cercando lavoro ovunque e in ogni settore ma senza successo. Devo però confessarti che non sono pentita del mio percorso di studi ed è terribilmente triste rassegnarsi all’idea che dovrò cammbiare strada.

  181. Interessante! Quando avrò finito gli studi spero di ricapitare su questo articolo per coglierne nuovamente l’essenziale!

    • Stefano says:

      Ciao Simone, se ti interessa mindcheats puoi iscriverti alla newsletter, è gratuita. Oppure metti questo articolo nel preferiti così lo troverai subito!

  182. Qualunque cosa è fattibile, se si hanno i soldi per farla. Anche avere cure mediche, trovare lavoro, studiare. Io però non ho soldi, non ho genitori, e cercare finora è stato del tutto inutile, _ puoi lavorare un giorno su 12, cioè prima o poi perdi casa, e da un dormitorio, da dove ho ad esempio tirato fuori tre ingegneri e 4 tecnici di differente tipo, devi andartene entro 9 giorni, anche se fuori ci sono -30°C o -40°C . Negli altri paesi il collocamento è stato tenuto e funziona. Puoi proporti come vuoi, ma vogliono soci, con capitali. Non vogliono dipendenti, quelli che vedi sono parenti e/o soci o parenti di soci, a cui si dà magari un forte stipendio per abbassare le tasse della ditta. Non bastano neppure una laurea in ingegneria, una in statistica, una in chimica, tre diplomi tra cui geometra e ragioniere, un’abilitazione professionale come perito. Quando rispondi “perchè non ho soldi” se ti chiedono perchè non prendi anche un’altra abilitazione a cui ti manca solo l’esame, la risposta non va bene, non è contemplata, non è ammessa. Ti dicono addirittura :”ma suo padre non la può aiutare? (*) ” e dieci minuti prima, quando ti hanno chiesto dei genitori, hai detto loro che sono morti. I datori sono troppo ricchi per capire, e lo studio della statistica mi autorizza a dire che i datori, in media, non sono intelligenti e il risultato si vede. Occorre sostituire i datori e andare avanti noi, come si è fatto in quasi tutto il mondo. Il resto sarebbe tempo perso. _ (* soprattutto per il primo impiego , ma non solo, chiedono che qualcuno ricco garantisca per te, e soprattutto paghi per i tuoi contributi e le tue tasse, quelle che il datore deve lasciare giù per averti assunto. Ti dicono , dato che non sei ricco, che dovresti farti dare un prestito, l’antìtesi del lavoro, e ti fanno ancora :”come!? non ha nessuno per garantire ? “) _ ci sarebbe altro ma ho da fare, non pagato ma necessario

    • Stefano says:

      Postuomo, eppure ogni giorno c’è qualcuno che trova lavoro. Non vedere tutto nero, se può rincuorarti nessun multimiliardario è ancora riuscito a diventare immortale, nonostante gli sforzi 🙂

  183. Jennifer says:

    E’ vero che è più facile lamentarsi che cercare di trovare una soluzione pratica alla disoccupazione.
    Ma qui non si tratta solo di piangersi addosso: ci sono dei dati evidenti con cui bisogna fare i conti.
    Giorni fa mio zio mi ha raccontato l’esperienza di una ragazza che è riuscita a fare fortuna in Cina, a seguito ad una laurea in lingue Orientali.
    Adesso vive lì e fa parte di un’importante azienda.
    Ma come ci è arrivata lì? Con i soldi di mamma e papà, ovviamente.

    Al momento studio lingue anche a me in futuro mi piacerebbe emigrare e cercare di costruirmi un futuro in un posto in cui io sia fatta valere la meritocrazia.
    Il problema è che per lasciare la nostra cara Italia ci vogliono i soldi… e io non ne ho.
    Per fare ciò avrei bisogno di un lavoro momentaneo, ma non è così semplice trovarne uno dietro cui non si mascheri un tentativo di sfruttamento di fondo e che mi faccia racimolare quanto basta ,per proseguire gli studi e trasferirmi successivamente.
    La proposta lavorativa più “allettante” che mi stata fatta riguardava l’eventuale assunzione come operatrice call-center dopo lo svolgimento di 20 giorni di prova gratis (truffaa!).
    Voglio comunque sperare di poter ottenere di meglio, anche qui.
    E per questo motivo volevo chiederti un parere.
    Sto cercando lavoro come cameriera. Come dovrei presentarmi per farmi assumere in un ristorante, non avendo nessuna esperienza?
    Come rendersi unici anche dal “basso”, nell’attesa di arrivare in “alto”?
    Non rifiuto niente. Tutto mi serve per fare esperienza emettermi soldi da parte, ma per quanto banale possa sembrare mi piacerebbe fare la cameriera per adesso ( non solo per soldi).

  184. ciao stefano:) cmq e importante avere una laurea ?in ogni modo bisogna perderla o non c’e bisogno ?