Perché non voto dal 2010 (e non me ne pento)

Nel frattempo, da notare le mie abilità di fotoritocco.

Nel frattempo, da notare le mie abilità di fotoritocco.

Fino a mercoledì 28 luglio 2010 sono stato un attivista politico: manifestazioni, volantinaggio, dibattiti online, TG. Sapevo il nome di tutti i politici di spicco, e le percentuali in cui era suddiviso il parlamento.

Poi mi è venuta l’idea di andare a studiare all’estero e come noto, in Lettonia Rai e Mediaset non prendono (oltre al fatto che, da bravi studenti squattrinati, non avevamo la TV).

Passano 6 mesi, torno in Italia. Per la prima volta guardo un telegiornale e mi chiedo: ma chi me lo fa fare?

Chi me lo fa fare di farmi venire l’ulcera ogni giorno? Di incazzarmi contro la TV? Ho fatto quindi una scelta di vita: al diavolo politica, attualità e tutte le catastrofi.

All’epoca non c’era un movimento anti-voto deciso, e la sfiducia nella politica stava appena iniziando. Quindi al contrario di adesso, la mia opinione era poco popolare fra le schiere di attivisti politici di ogni bandiera.

Secondo i telegiornali, siamo sull’orlo dell’apocalisse. Morti, riscaldamento globale, guerre, epidemie. Mandano solo notizie negative perché il cervello umano è inconsciamente portato a prestare attenzione ai potenziali pericoli, e ignorare le cose belle: è un meccanismo di sopravvivenza evolutosi nell’antichità, quando imparare a scappare dalle tigri era più importante che apprezzare il profumo di un fiore.

Giacché i telegiornali vivono per fare audience, le belle notizie vengono scartate in partenza.

Andando ad approfondire invece, ci sono prove che stiamo andando verso un futuro straordinario.

Torniamo a noi: perché non voto? Iniziamo a parlare del perché le persone votano.

La trappola del “voto per cultura”

Sotto sotto, molte persone votano per questa ragione. Anche io, all’epoca, ero caduto nella trappola del “voto per cultura”.

Nella storia, il voto è stata l’espressione massima di civiltà e sviluppo culturale. Dall’agorà greca al senato romano, fino alla lotta per il suffragio universale, voto è sinonimo di cultura.

Questo retaggio dura ancora oggi, anche se le cose sono cambiate. Chi vota si sente in qualche modo più civilizzato, più acculturato e più intelligente perché sta esercitando un diritto che storicamente rappresenta libertà, intelligenza e cultura.

Inoltre, in politica si discute di cose importanti: economia, tasse, diritti umani, assistenzialismo sociale. Dibattere su cose del genere inconsciamente ti fa pensare “wow, ho una mia opinione sullo spread, sono intelligente”.

Tralasciando due aspetti importanti:

  1. Parlare di economia in base a quello che leggi sui quotidiani/internet fa venire da ridere/piangere a un qualsiasi economista.
  2. Queste opinioni non sono veramente tue.

Uso l’economia perché è quello che ho studiato, ma temo che valga per qualsiasi argomento: dar voce alla tua opinione su un argomento non ti rende più intelligente, se di quell’argomento non sai niente. Al massimo ti rende ridicolo. Sembra banale detto così, ma le argomentazioni che sento nei dibattiti di economia mi fanno capire che non è così.

Ma capiamoci: non sto dicendo che non si dovrebbe parlare di economia (al contrario, penso sia una delle 5 competenze fondamentali). Ma prima di parlare di un argomento complesso sarebbe bene informarsi (ti consiglio questo libro, che spiega concetti complessi in modo semplice).

Ora, il punto 2: se segui la politica con fervore e sei associato storicamente a qualche partito, ti sei mai reso conto che sei quasi sempre d’accordo con il tuo politico preferito, mentre l’opposizione non capisce niente?

Ti sei mai chiesto se è normale, o se forse c’è qualcosa che non quadra?

I politici sono bravi da una parte a dire quello che il loro elettore ideale vuole sentirsi dire, e dall’altra a  convincere il loro elettore ideale di quello che vogliono con i giusti giri di parole.

Prendiamo sempre l’economia come esempio. Se il tuo parlamentare preferito ti dice “bisogna azzerare il debito pubblico perché ripagare gli interessi rallenta l’economia” e tu lo ripeti al bar, ti senti più intelligente perché stai parlando di debito pubblico, economia e addirittura tassi d’interesse.

Ma stai solo ripetendo la filastrocca che hai sentito in TV senza sapere che annullare il debito pubblico è quasi impossibile, e porterebbe alla rovina. Ridicole invece le argomentazioni sul ritorno della lira, o le varie teorie del complotto sul signoraggio (ma lì si va oltre la politica).

Per queste ragioni non credo che la politica sia un argomento di grande spessore culturale. Non più che parlare dell’ultima puntata di Trono di Spade. La cultura (quella vera) te la fai in altri modi.

No, non sto disonorando i caduti per la libertà

Questa argomentazione, che ho sentito spesso, la metto sullo stesso piano del “finisci quello che hai nel piatto perché ci sono bambini in Africa che muoiono di fame”. Non c’è nessuna correlazione: che io finisca o no il piatto, ai bambini in Africa non cambia niente.

Allo stesso modo, che io voti o non voti, a chi ha combattuto per la libertà non gliene può fregare di meno. Al massimo, la loro memoria è insultata dai politici che mi tolgono ogni voglia di votare.

Il mio voto è importante

Questo ragionamento è valido per le elezioni comunali, dove con poche migliaia di abitanti un voto singolo potrebbe significare qualcosa. Ma con decine di milioni di votanti, l’influenza del singolo voto è ridicola.

Il che mi porta al prossimo punto:

Se tutti facessero come te…

“Se tutti facessero come te e non votassero, non avremmo più la democrazia.” Quindi alcuni mi additano come terrorista anti-democrazia o roba del genere.

Anche qui, non c’è nessuna correlazione. La mia decisione non influenza quella degli altri: che io voti o no, cambia poco. Se la democrazia in Italia deve finire, non sono così egocentrico da pensare che io sia stata la causa.

Non vado in giro con i volantini a promuovere il non-voto: ognuno può fare quello che crede.

Da qualche parte bisogna iniziare a cambiare l’Italia

Vero, ma:

  1. Dando il voto a un ladro piuttosto che a un altro non si cambia granché.
  2. Ci sono modi migliori per migliorare l’Italia.

Ad esempio, che ne dici di un po’ di volontariato? Aiuterai qualcuno in modo più influente che con il voto.

4 buoni motivi per non votare

1 – La politica è pubblicità

Una campagna elettorale, e la politica in generale, non è tanto diversa da una campagna pubblicitaria: trova il tuo cliente ideale, digli quello che vuole sentirsi dire e convincilo a comprare da te (votare per te).

Visto che mi sono specializzato in marketing e pubblicità, non faccio fatica a ritrovare i più comuni stratagemmi che ho studiato nelle comunicazioni dei politici. Quindi ignoro la forma e vado sulla sostanza, e ho scoperto che…

2 – Non esistono partiti meritevoli di essere votati

C’è chi dice di votare il “meno peggio”, ma oltre alle difficoltà a trovarne uno che possa elevarsi a questo status, io non mi accontento di votare chi mi ruberà un po’ meno degli altri.

Se e quando si presenterà un partito degno di essere votato, lo voterò. Fino ad allora, credo che non votare sia il miglior segnale per dire che ne ho pieni i cosiddetti.

3 – Mi piace essere felice

Il dibattito politico fra un esponente di Lega Nord e uno di Sinistra Ecologia e Libertà (credo si chiami così) difficilmente si prospetta pieno di intermezzi come “rispetto la tua opinione” e “la tua teoria è molto interessante e non mancherò di approfondirla”. Ho scoperto che incazzarsi non aiuta a raggiungere la tranquillità d’animo, per questo evito le discussioni di politica.

Piuttosto che perdere tempo a guardare il telegiornale e parlare di politica, due attività inutili che ti lasciano arrabbiato per ore, prova con una delle seguenti attività:

Tutte cose che sono più utili, o almeno più divertenti, che seguire la politica.

4 – Non voglio votare a caso

Quindi seguire la politica è un’attività inutile per la tua crescita, che non contribuisce alla tua cultura (meglio leggere un libro o seguire un corso online) e ti fa arrabbiare. Ergo, non lo faccio.

E senza sapere nemmeno che partiti ci sono in Italia, che senso ha andare alle urne?

Ma quindi io dovrei non votare?

Non è detto.

Ma come, dopo 1340 parole sul perché non votare, mi dici che dovrei votare?

Io mi sono accorto che non votando vivo meglio, sono più felice e ho più tempo da dedicare alle mie passioni. Non sto facendo un ragionamento assoluto, un “è sempre meglio non votare.”

Non considerare il voto un obbligo, o seguire il telegiornale un requisito per essere intelligente e acculturato. Non è vero: puoi essere intelligente e acculturato quanto vuoi anche se non sai il nome di tutti i partiti d’Italia, o chi ha ucciso chi questa settimana. La cronaca non è cultura, è cronaca.

Guarda il prossimo telegiornale e dimmi quanti avvenimenti in futuro potrebbero andare su un libro di storia: nessuno. I telegiornali sono rumori di fondo, i dibattiti politici hanno lo spessore culturale di Beautiful.

Prova a non seguire per 30 giorni i TG, quotidiani e blog d’attualità. Fregatene della politica, evita discussioni del genere con gli amici. Ne hanno già parlato Andrea e Alessandro (due blogger di spicco). Se passate 4 settimane ti accorgi che ti senti male senza politica, ricomincia pure. Ma non credo che succederà.

Comments

  1. Proteina vegetale :) says

    scommettiamo che questo diventera’ nella top 3 degli articoli piu commentati di mindcheats? 🙂
    PS, io sono d’accordo con te stefano, la politica genera sentimenti di emozione e tristezza alternati, niente di duraturo, niente che faccia bene al nostro spirito e alla nostra anima…
    E chi ti da dell’ingrato spesso si dimentica che siamo gia nati in questo sistema e nessuno ci ha fatto dei favori 🙂

    • Proteina vegetale, ha le potenzialità di diventare anche #1 in quanto a commenti, staremo a vedere 🙂

      • Proteina vegetale :) (stefano sai chi sono) says

        Guai a toccare l’idealismo e la lealta’ della gente 🙂
        Anche se si tratta della “lealta’” piu ipocrita e qualunquista!!!

  2. Io, ho votato, però la penso come te! e da un mese che non leggo news e sto benissimo, i Tg non li guardo più da almeno 3 anni. Sono 2 anni che volta l’anno non leggo notizie per 60 giorni! Cambiate la vostra vita in meglio!

  3. Sarebbe bello riuscire a non seguire anche solo per una settimana questo tipo di notizie. Purtroppo il sistema é così ampio che per forza di cose prima o poi si ascoltano in modo indiretto alla radio del supermercato o per strada. Il mio sogno é non conoscere il vincitore di un anno di amici o del grande fratello (nonostante io non li segua. . )

    • Finché le notizie arrivano in maniera indiretta e si limitano a una frase sentita in giro non è un grandissimo problema 🙂
      Per inciso, io non so chi siano i vincitori del grande fratello da sempre 😛

      • Vero, ma come comportarsi quando i tuoi a tavola vogliono seguire il tg? il concetto stesso che non ho il diritto di non sapere una notizia che non voglio sapere, é paradossale. (Ops dimenticavo, mai usare i “ma” , bensì “e” 😉

  4. Completamente d’accordo. L’anno scorso feci un anno di Scienze Politiche e mi era venuta la fobia: mi sentivo obbligata a sentire il tg almeno una volta al giorno, leggere giornali, votare, commentare e via dicendo. Mi stava venendo l’incubo e sono arrivata a giugno sentendomi più ignorante e infelice di prima. Quest’anno ero senza tv in casa: niente tg e programmi vari, quello che volevo vedere lo cercavo su internet, ho fatto mille cose in più dell’anno scorso e mi sento molto più felice così. Tutto ciò per dire che, per esperienza diretta, appoggio in pieno la tua intuizione. Tra l’altro, contenta di non essere l’unica a essere stata vittima del “mangia tutto che i bambini in Africa muoiono di fame!” 😀

  5. Sono d’accordo per quanto riguarda i telegiornali, ma non sono d’accordo su molte altre cose. Prima fra tutte sul fatto che secondo te un voto singolo non cambia le cose. Certo, preso da solo no. È ovvio. Ma quel voto singolo sommato ad altri voti singoli, beh, direi di sì.
    Io penso che bisogna cambiare le cose, e che non bastano gli altri modi.
    Io sono omosessuale. Vorrei che l’Italia mi riconoscesse il diritto di sposarmi e avere una famiglia, come un paese civile, per cui sì, penso che votare un certo partito piuttosto che un altro faccia la differenza.
    Il mio voto da solo non basta, ma non sarà mai solo il mio voto. Sarà uno in più, che di certo non fa male.

    • Sono fermamente convinto che votare aggiungere un +1 sia un metodo poco efficace per farsi sentire, soprattutto per un argomento così importante.

      • Cosa consiglieresti di fare allora? ☺

      • Francesca says

        Di certo non basta un voto.
        Ma da sole, per farsi sentire purtroppo non bastano nemmeno le manifestazioni e le campagne di sensibilizzazione.

        • Proteina vegetale :) (stefano sai chi sono) says

          Non c’e’ peggior sordo di chi non vuole sentire…
          Non ci resta che amare e accettare tutti, anche chi prova a soffocarci, per essere felici veramente…

  6. Ciao! Per me invece è accaduto l’inverso: mentre prima non mi interessavo per niente alla politica, poi proprio per quello che dici nel secondo motivo per non votare, non ho trovato il “meno peggio”, ma ho trovato e mi sono informato davvero (non attraverso i Tg ma con i miei stessi occhi) su un movimento che mi ha ridato la speranza di un rinascimento italiano non con false promesse di cose impossibili, ma vedendo che cittadini come me si battono per la causa comune aggiungendo ognuno il proprio contributo senza il minino bisogno di rubare che accomunava tutti i vecchi partiti, ma percependo uno stipendio normale e al livello dei comuni mortali. Chiaramente non posso continuare a parlarne ma dico solo che non possiamo continuare ad aspettare, l’opportunità ce l’abbiamo e si chiama MOVIMENTO 5 STELLE!

    • Condivido pienamente il pensiero di Orazio. Migliorarsi nella vita significa anche essere consapevoli delle innovazioni. Con questo non voglio dire che adesso bisogna votare assolutamente e subito il M5S ma ė indiscutibile che il concetto stesso di politica (e di politici) sta decisamente cambiando grazie alla partecipazione diretta che propone questo movimento. Sicuramente una grandissima opportunitá per le nuove generazioni che potranno dimostrare di essere piū capaci, intelligenti (ed onesti) di chi li ha preceduti.

  7. Concordo pienamente con Orazio!

  8. Lanfranco says

    Credo che hai gettato il classico sasso nello stagno, solo che questo stagno è… enorme.
    Io ero e resto molto interessato alla politica, che seguo costantemente, ma io l’ultima volta che sono andato a votare fu nell’aprile del 1993 (sono un po’ più vecchio di te…), quando gli elettori italiani furono chiamati a votare per 8 referundum abrogativi tra i quali quello sul finanziamento pubblico ai partiti, quello sul Ministero del Turismo e quello sul Ministero dell’Agricoltura. Per tutti e 3 questi referundum la vittoria dei favorevoli all’abolizione fu schiacciante…
    Dopo pochissimo il finanziamento pubblico ai partiti fu fatto rientrare dalla finestra, cambiandogli nome e aumentandone il gettito, mentre dopo alcuni anni il Parlamento fu costretto a reintrodurre i due ministeri, anche qui cambiandogli nome, ma era troppo tardi: i danni provocati in campo nazionale ed europeo dall’assenza di due Ministri così importanti (presenti in ogni Paese…) furono enormi.
    In quell’occasione capii 2 cose:
    1) che il voto dei cittadini non viene tenuto in nessun conto, infatti il finanziamento pubblico ai partiti, giusto o sbagliato che fosse, venne immediatamente reintrodotto perché serviva a qualcuno (stessa sorte è toccata al referendm del 1995 sull’abrogazione dei contributi sindacali)
    2) non basta avere la cittadinanza e la maggior età per poter esercitare il diritto di voto, perché se qualcuno avesse spiegato bene agli elettori le reali conseguenze dell’abolizione dei 2 ministeri nessuno l’avrebbe votata, ma…
    Non voglio entrare in discorsi partitocratici, ma tanto ci sarebbe da dire sulla Polita e sugli elettori in Italia

    • È proprio vero che tra le due categorie di persone che fanno del male – gli idioti e i malvagi – i primi sono quelli che ne fanno di più!

    • Grazie del tuo commento Lanfranco, hai dato un ottimo spunto di riflessione sia per me che per gli altri utenti

  9. La politica non cambierà mai se non siamo noi a cambiarla e secondo me un’attività di informazione costante sui fatti di attualità più importanti è propedeutica all’azione… Se le cose vanno male è proprio perché le persone “se ne fregano”…

  10. Sono d’accordo con te. Non voto, non leggo un quotidiano e non guardo un tg da almeno due anni e sto decisamente meglio. Ora dimmi se ci si puo` disintossicare allo stesso modo dalle persone.
    🙂
    Grazie!

    • Romina, disintossicarsi dalle persone è molto più facile che disintossicarsi dai mass media. Basta volerlo, fidati 🙂

  11. Sinceramente? Qualche anno fa decisi di informarmi di più sulla politica e ne sono uscita stressata, demotivata e sfiduciata.
    Adesso pratico una comoda via di mezzo.
    Lontana dai tg che mi rovinano la giornata e mi informo giusto in periodo di elezioni per decidere chi votare.

  12. Alessandra says

    Se un giorno voterai un partito che riterrai valido, vuol dire che la politica la stai seguendo. Giusto?

  13. purtroppo la situazione è molto peggio di quello che sembra… comprendo la “posizione” di chi non vota (sia perchè deluso dai vecchi partiti sia perchè pensa che sia tutto “truccato” molto probabile in un paese così corrotto…) e capisco anche chi vota il movimento 5 stelle (la parte “sana” della politica… che ha dimostrato di voler fare leggi in favore dei cittadini e in vari meetup espongono un sacco di idee interessanti anche se hanno tutti i media contro, peccato che la gente non si ascolti i loro interventi in parlamento e si informi sulle cose che denunciano ecc… )… Ognuno cerca di fare quello che crede sia la cosa migliore… di sicuro se non si fa nulla e si pensa solo alla propria vita, chi ci governa ci “massacrerà” non avrà nessuna opposizione e prospererà indisturbata in “eterno”… certo, ci saranno comunque una parte che riusciranno lo stesso ad avere “successo” o almeno a sopravvivere ma molti verrano “spazzati via” e sinceramente mi piange il cuore a vedere quanta gente soffre o cade in povertà… purtroppo la sostenibilità di questo “sistema malato” sta distruggendo prematuramente le risorse e mette a rischio la vita stessa dell’essere umano… possiamo far finta che non sia così ma quando l’inquinamento sarà così grave, la contaminazione nucleare(non si sa più niente di fukushima…) ,ogm e chissà cos’altro estesa ecc… ecc… non è scontato che la razza umana debba esistere e sopravivvere per forza… non vorrei sembrare “pessimista” ma se non si riesce a modificare certi comportamenti e abitudini dannosi ci estingueremo è un fatto di pura logica… Non possiamo più far finta di non sapere… o facciamo qualcosa o vedremol’uomo che si autodistrugge con le sue stesse mani… a me spaventa sopratutto la contaminazione ogm e nucleare, l’aria inquinata (inceneritori) ecc… per il resto è tutto risolvibile ma temo non basta più guardare solo il “proprio orticello”

  14. Vincenzo says

    in fondo anche il “non voto” è una precisa scelta politica se ci pensate…e concordo che col ” chi se ne frega” si vive forse meglio ma allo stesso tempo contribuisce allo status quo…è vero…il problema è che noi italiani in fondo non stiamo così male altrimenti sarebbe rivoluzione…ma quella vera da bastonate e….sangue!

  15. VINCENZO says

    Parlare di politica e’ un male necessario, condivido parecchio ma non tutto al 100%. Il voto lo esercito ….. nella scheda una volta ho messo una fettina di formaggio…scrivendo sotto TOH !! MANGIATEVI ANCHE QUESTA !! Il voto piu’ che un dovere e’ un diritto. Comprendo pero’ il popolo dei NON votanti.
    I tuoi articoli li trovo molto intelligenti.

  16. mau coma says

    E chi , come me, per il lavoro che fa , deve essere aggiornato sulle notizie politiche/economico/ finanziarie che fa?????

    • Quando essere aggiornato su certi fatti è necessario direi che è un altro conto, comunque la maggior parte di noi può vivere benone senza la maggior parte di quelle notizie.

  17. D’accordissimo,io non guardo più la TV dal 2008 e la politica la seguo a sprazzi ma solo sui giornali…e tutta la negatività che sentivo in Italia mi ha fatto fare le valigie.Io voglio vivere SERENA 🙂 grazie Stefano

  18. Benedetto says

    Premetto che non sono attivista politico e non sono iscritto a nessun partito.
    Hai fatto bene Stefano a non votare nel 2010, nel 2011 e nel 2012 ma nel 2013 ci è stata data la possibilità di votare, forse per la prima volta a livello nazionale, persone come noi che nulla hanno a che fare con la politica o con i politici degli ultimi vent’anni. Sto parlando del Movimento 5 stelle.
    E non si dica che “tanto sono tutti uguali” perché queste persone si sono dimezzate lo stipendio, perciò hanno già di fatto abbassato il costo della politica promesso da tanti anni, anche senza il voto degli astenuti.
    Insomma una forza politica che ha un programma chiaro e che ha dimostrato di fare fatti e non chiacchiere merita almeno una possibilità in un Paese democratico o no?
    “Parlare di economia in base a quello che leggi sui quotidiani/internet fa venire da ridere/piangere a un qualsiasi economista” – Dire oggi che non voto perché tanto sono tutti uguali fa venire da piangere a un qualsiasi cittadino onesto INFORMATO! Informatevi non sui TG o sui giornali che sono dei partiti, informatevi su internet, guardate chi vota certe leggi in parlamento e chi no. Oggi più di prima il voto è la nostra ultima speranza!

  19. Alessandro says

    Che ne dici del refrain “Se non voti gli altri sceglieranno per te”?
    Il punto è: che cosa gli altri pensano di poter scegliere e cosa c’è in ballo con la scelta?

  20. Però se 30 milioni ragionassero così, cosa accadrebbe alle prossime elezioni?

    • Forse la gente inizierebbe a chiedersi come mai 30 milioni di italiani non votano e, magari, agire di conseguenza 🙂

      • io invece penso che la gente in genere non faccia questo tipo di riflessioni… guarda più alla convenienza personale o è condizionata dalle proprie vecchie abitudini (anche malsane, come votare i vecchi partiti) e cambia qualcosa solo se “disperata” e “costretta”… comunque non votare è proprio quello che voglio i politici,se sei disgustato o deluso e ti dedichi ad altro loro possono continuare indisturbati a fare i loro interessi e prosperano sereni… anzi non avendo nessuna opposizione “si prendono sempre di più”…

        • Non credo. Anzi, un voto non informato è più influenzabile, quindi ai politici conviene che tu vada effettivamente a votare, ma disinformato. 🙂

  21. Che brutta delusione Stefano.

    Se anche le persone colte ed informate come te e i tuoi lettori smetteranno di votare allora resteranno solo i pensionati e gli ignoranti ad eleggere chi ordina e legifera in Italia.

    Tu e il tuo blog siete molto influenti, esprimere un opinione personale negativa su tg , cronaca rosa e nera e informazione politica da salotto sono una cosa, confonderla col diritto al voto proprio non è da te.

    Intanto grazie per molti degli altri articoli,
    non per questo.

    Salvatore

    • Francesca says

      Perfettamente d’accordo con te, Salvatore.

    • Salvatore, non vedo perché dovrei astenermi dal fare commenti negativi solo perché considerati non appropriati. La prima cosa che mindcheats insegna è pensare con la propria testa, mi fido degli utenti e disicuro non si lasceranno influenzare ciecamente dalle mie parole senza averci prima riflettuto bene 🙂

  22. Salve a tutti,

    nello scusarmi per una acrobazia grammaticale nel mio precedente commento approfitto per consigliare due strumenti che mi stanno aiutando a non guardare i talk show e TG ma a restare informato.

    Sono openpolis.it e openparlamento.it ,
    sono apartitici ovviamente.

    Non so voi ma io mi sento ostaggio di chi vota senza sapere che le promesse fatte in campagna non vengono mai mantenute, adesso si puo’ controllare cosa fanno, bastano pochi minuti a settimana.

    Non credo inoltre che un grosso dato di astensionismo un giorno possa preoccupare troppo dei politici purtroppo, anzi.

    Saramago ci ha scritto un libro, Saggio sulla lucidità.

  23. capitangaio says

    Al momento ti comunico la mia unica certezza. Candidati ed io ti voto.

    Ciao e Grazie

  24. Io non sono d’accordo col non andare a votare, ma più tosto andare a votare invalidando la scheda, penso che un gesto del genere sia più diretto di un non votare, penso che questo sia un vero e proprio smacco ai politici, che quando faranno il conteggio delle schede si ritroveranno davanti solo milioni d schede nulle, ed allora si che forse inizieranno a capire meglio…è poi io sono una donna e di donne per avere questo diritto ne sono morte troppe, cosa che agli uomini e stato sempre concesso per diritto, quindi non smetterò di andare a votare (anche se la mia scheda sarà sempre nulla), e mi incazzo pure quando so che ci sono donne che non vanno…maledetta ignoranza!

  25. Benedetto says

    Andare per votare e invalidare la scheda?! Mi domando che senso ha?
    Pensi che ai politici interessi davvero quanti votano o quante schede nulle usciranno dal conteggio?
    Se qualcuno non fosse informato ancora stanno mettendo in atto un piano in grado di farsi eleggere col minimo indispensabile dei voti, forse tra un po’ il voto neanche esisterà, si eleggeranno da soli! Vedete nuova legge Senato! Aprite gli occhi!

    • appunto per questo andare e invalidare, se si invalida non si raggiunge una maggioranza, ma se non si vota, chi non vota non viene contato, e la somma si fa solo sulle tessere valide…ecco il senso.

      • andare a votare e consegnare una scheda nulla può dare una soddisfazione alla persona che compie questo gesto “anti-sistema” ma alla fine dei conti la situazione non cambia, ipotiziamo che molte persone facessero come te e solo i politici andassero a votare, insieme ai loro amici, parenti e conoscenti raccomandati o altre persone ignoranti anche se per pochi voti sarebbero comunque eletti e avrebbero la faccia tosta per governare lo stesso… a loro interessa solo stare al potere, anche se non ci andasse nessuno a votare finchè qualcuno non va li e mette seriamente in discussione il loro modo di fare loro farebbero “orecchie da mercante”… P.s. non capisco come mai non considerate il m5s un’alternativa al non voto, ho conosciuto un sacco di volontari e sono persone in gamba… la tv e i media non perdono occasione per sminuirli ma a mio parere sono la parte sana della politica

    • PS: però non sapevo di questa nuova legge, mi informerò…

  26. Sig. Anonimo says

    Ciao Stefano, seguo molto il tuo blog, premetto che non sono un economista ma quello che so di economia lo ho appreso si da internet ma traite discorsi di economisti, così vale? 😀
    Mi interesso da tempo nel capire quello che è il signoraggio bancario e non capisco dove sia sbagliata quella che tu chiami “teoria del complotto”, sulle mie banconote c’è scritto BCE che sicuramente non è di proprietà italiana ma delle banche dei vari paesi che comunque devono “comprare” queste banconote. Per quanto mi risulta Bankitalia non è di proprietà dello stato italiano ma una società per azioni in cui maggiori azionari sono le banche minori coeme unicredit ecc.. Allora lo stato dovrà emettere titoli di stato per avere quelle banconote che dovrà ripagare con gli interessi che non ha e di conseguenza il debito nei confronti della banca aumenta. Dove sta l’inghippo se davvero questa teoria è sbagliata?

  27. Se voti un criminale,sei un complice.

  28. Stefano,tu che hai studiato marketing e pubblicità,mi spieghi perché i programmi politici sono tutti uguali?
    L’unica differenza la trovo in chi urla di più?

    • Beh, molta differenza c’è. In sostanza: diverse persone hanno ideologia diverse, e ogni partito fa appello a un sistema ideologico diverso. Poi le cose diventano complicate quando sono i partiti stessi a condizionare pesantemente l’ideologia delle persone, e allora si va a livelli più avanzati di quello dove sto io. 😉

  29. e allora si va a livelli più avanzati di quello dove sto io.?
    Perché,dove tu dove stai? Non sei alla Canarie?

  30. Quando parli del condizionamento dell’ideologia,intendi,come dice Foa,il frame e gli spin doctors?

  31. Durante il fascismo succedeva ciò:
    La censura agì non soltanto su tutti quei vocaboli che provenissero dalle lingue straniere e che potessero ostacolare il progetto d’ “italianizzazione”, ma anche su tutti i testi che riportavano l’ideologia marxista. Inoltre, sotto censura finì perfino il modo di comporre i giornali che dovettero fare ampia attenzione alla cronaca nei momenti politicamente più delicati, in modo da distrarre l’opinione pubblica dai passaggi pericolosi per il governo. La stampa dovette creare, allora, dei “mostri” o dovette concentrasi su figure terrorizzanti (assassini, serial killer, terroristi, pedofili, ecc.). Quando necessario, venne evidenziata l’immagine di uno stato sicuro e ordinato, dove la polizia era in grado di catturare tutti i criminali. Tutte queste manovre erano solitamente gestite direttamente dal MinCulPop
    Dopo 70 anni,le cose non sono cambiate.

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