Perché ho scelto di correre 4 maratone in 40 ore

“Ma tu sei matto” è la frase standard che mi sento dire da chi mi ha appena conosciuto, e che sente cosa voglio fare nei prossimi mesi.

Come ho scritto un mesetto fa, mi sto preparando per una gara di 150 km a piedi, in Finlandia, in pieno inverno.

Rovaniemi

Nella città di Babbo Natale (veramente).

Quello di cui non ho parlato nell’articolo di cui sopra, però, è tutta la parte che viene prima della gara: l’allenamento.

Chi ha corso una maratona sa quanto la preparazione sia intesa, se la si vuole fare bene: mesi di allenamenti programmati, alimentazione sotto controllo e di conseguenza niente buona birra artigianale. Ora pensa che di maratona non ne stai facendo una, ma quasi quattro di fila. E le fai a 20 gradi sottozero.

Per le persone abituate ai piaceri edonistici della vita moderna, la scelta di rinunciare ai piaceri del cibo e dell’ozio per andare a fare una gara del genere non ha senso. E per quanto a volte pensi la stessa cosa, anche questo fa parte del mio sviluppo come persona.

Ma la parte che ti interessa è: da questa mia avventura, puoi imparare qualcosa anche tu sugli obiettivi.

1 – I tuoi obiettivi sono diversi da quelli degli altri

Cosa che può sembrare scontata, ma come spesso accade, è proprio nei fondamentali che sbagliamo.

Io voglio fare una gara di 150 km all’artico, bene, ma questo non significa che dovresti farlo anche tu.

Ognuno di noi ha una serie di obiettivi diversi. Come ho spiegato nel manuale anti-confusione, i tuoi obiettivi derivano dai tuoi principi. E i tuoi principi derivano di quello che ti fa stare bene, quindi ogni obiettivo deve avere come scopo finale quello di renderti una persona più felice in almeno un ambito della tua vita.

Quello che ci rende felici non è standard, perché siamo tutti persone diverse. Da questo ne deriva che anche i nostri obiettivi, per forza di cose, devono essere diversi.

Ecco, quello che invece vedo nella società, è che esistono una serie di obiettivi che “devono” essere raggiunti da tutti. Come il guadagnare più soldi possibile, o mettere su famiglia.

È tutto relativo. Ad alcune persone questo può fare piacere e buon per loro, ad altre no. Non sarai mai soddisfatto se basi i tuoi obiettivi su quello che la società vuole che tu faccia, perché la società non ha idea di cosa ti renda veramente felice.

2 – No lavoro, no party

E su questo punto continuo a fissarmi, perché è un ingrediente fondamentale per il successo. Come la farina per il pane.

Nella mia vita, non ho mai ottenuto grandi risultati senza aver prima fatto un lavoro altrettanto rilevante. Per una gara a febbraio, ho iniziato ad allenarmi ad aprile. Sono 10 mesi, quasi un anno di alimentazione controllata e allenamenti rigorosi.

Più è grande il tuo obiettivo, più dovrai impegnarti per raggiungerlo. Tutto il resto viene dopo, ma questa è una cosa che devi capire fin dal principio. Prima di pubblicare e rendere Inglese Dinamico uno dei sistemi più popolari in Italia per imparare l’inglese da autodidatta, ho lavorato quasi 10 anni per perfezionare un sistema che funzionasse veramente partendo da zero.

Se non sei disposto a fare questo genere di sacrifici, allora l’unica soluzione è abbassare il tiro e lasciar perdere qualsiasi progetto ambizioso. È solo una perdita di tempo.

Se a te può sembrare una cosa banale, ricorda che nel mondo è pieno di gente che cerca e ti vende “scorciatoie”, sistemi per ottenere grandi risultati in pochissimo tempo e senza sforzo. La nostra società ne è permeata. Leggi questo libro, e farai un mucchi di soldi in 30 giorni. Mangia questi 3 succulenti cibi miracolosi e resterai in forma fino a 70 anni senza mai ammalarti (e il similare “mangia questa erbetta e ti curi il cancro senza chemio”). Condividi su Facebook il fiocco nero con il tricolore francese sullo sfondo, e hai già fatto la tua parte per aiutare i parigini.

Ci piace pensare che esistano delle scorciatoie, ma la verità è che non c’è nessun sostituto al lavoro duro e costante.

3 – Gli oggetti sono inutili

Se mi incontrassi, non noteresti niente di particolare: vestiti economici, affitto in appartamento modesto con dentro appena il necessario, sotto casa una Polo noleggiata. Niente di che.

Il fatto è che a me, degli oggetti, me ne frega relativamente. C’è gente che compra per il solo gusto di comprare, per quel rush di endorfina che prova quando porta a casa un nuovo oggetto che nel giro di qualche giorno/settimana (mese se va bene), prenderà la polvere. E allora ecco che si passa al prossimo ciclo dello shopping selvaggio.

Le varie mode esistono proprio per questo. Ed è la ragione per la quale ogni anno esce il nuovo telefonino aggiornato con ancora più funzioni.

Non io. Se ricorri all’acquisto impulsivo, significa che c’è qualcosa che non va nella tua vita. Significa che sei in una situazione che non ti fa stare bene, che non ti rende felice: dovresti chiederti cos’è, e come risolvere il vero problema che ti sta perseguitando. Perché quando la tua vita è bilanciata, allora non lo senti nemmeno il bisogno di continuare a comprare roba.

Lo ammetto, io sono un estremista sotto questo aspetto, ma in un certo grado è una verità universale che vale per tutti. Più osservo le persone, più questa mia teoria viene confermata giorno dopo giorno.

Al contrario, io preferisco spendere soldi in esperienze. Come questa gara, o le 3 settimane che farò in Alaska subito dopo.

Perché le esperienze non sono qualcosa che metti nel cassetto: te le porti dietro per tutta la vita, e contribuiscono a renderti una persona migliore in tutti i sensi. Perché allargano i tuoi orizzonti, ti fanno scoprire cose nuove. Ovviamente, non sto parlando della vacanza tutto incluso con tour guidato a Tenerife. Quello può essere relax, ma non è un vero viaggio. Per me viaggiare significa scoprire e imparare, fare delle esperienze vere.

Applica questi 3 principi, e farai 3 passi in avanti per raggiungere i tuoi obiettivi.

Comments

  1. Il secondo punto è davvero necessario metterselo bene in testa.

    Anche gli altri, per carità, ma il secondo è la mancanza più diffusa in media.

  2. Cavolo la pensi proprio come me, o sono io che la penso come te? peccato che non ci siamo visti sull’isola, sarebbe stato bello condividere esperienze e progetti futuri. Buona corsa.

  3. Sono d’accordo al 100%. Classificherei questi aspetti per migliorarsi su 3 piani:
    1 – esistenziale
    2 – pratico
    3 – valore

  4. Tanti auguri per l’impresa!

  5. Ottimo articolo,come sempre.

    1)Condivido in pieno sulla tendenza allo shopping compulsivo della società.Io indosso ancora delle scarpe,acquistate 5 anni fa,e non sento ancora il bisogno di gettarle via.

    2)Per quanto riguarda le maratone,c’è un’atleta americano,Dean Karnazes,il quale è riuscito a farne ben 50 in 50 giorni,senza infortunarsi.Su questa esperienza ha scritto anche un libro

  6. Stefano, tu non sogni di notte, perché sogni ad occhi aperti.

  7. “Se ricorri all’acquisto impulsivo, significa che c’è qualcosa che non va nella tua vita. Significa che sei in una situazione che non ti fa stare bene, che non ti rende felice: dovresti chiederti cos’è, e come risolvere il vero problema che ti sta perseguitando”
    Ci stavo per cascare, nell’idea dell’acquisto impulsivo=felicità. Leggere quella parte del mio pensiero che sta per scomparire mi ha dato una mazzata bella forte, grazie >w<
    E ancora migliore è la parte dell'esperienza. L'ho già trovata su un altro sito, e da allora tutto quello che ottengo lo metto da parte per l'agognato viaggio in Germania. Ma un piccolo reminder fa sempre bene 😉

    Adoro lo stile che adottate tu e Francesco per scrivere gli articoli… e benché siano differenti, sono entrambi buoni abbastanza da coinvolgere il lettore e dargli quella spinta iniziale che serve, perlomeno, a cominciare. Keep it up~ siete fantastici!

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  1. […] me, è successo quando ho partecipato alla Rovaniemi 150. Altri partecipanti potranno negare anche fino alla morte, ma dai, fare una gara a piedi di 150 km […]

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