3 modi intelligenti di investire i tuoi sudati risparmi

“I soldi non fanno la felicità” è un detto abusato e interpretato male.

Da un punto di vista letterale è vero, i soldi non fanno la felicità. D’altra parte, quello che i soldi possono comprare può renderti felice, se sai come usare i tuoi soldi. Ed è qui che casca l’asino: se sai come usare i tuoi soldi. Non te ne servono nemmeno tanti per vivere bene: affitto a parte, io vivo bene con 400 euro al mese al momento.

Una cosa che ho imparato dopo anni di studi nel marketing e psicologia, è che le persone non sono capaci a gestire i loro soldi. Li buttano in prodotti di dubbia utilità come:

  • Sigarette.
  • Caramelle.
  • Marmitta del motorino.

Il risultato? Molte persone non sono povere, semplicemente non sanno gestire il loro denaro.

In questo articolo ti parlo di tre investimenti intelligenti che puoi fare per essere più felice e migliorare la tua vita.

1 – Libri

Libreria post-terremoto, direi.

Libreria post-terremoto, direi.

Come scelgo un libro?

Non tutti i libri sono nati uguali: i romanzi li puoi paragonare ai film, non sono quelli che ti renderanno una persona migliore. I libri che ti servono sono quelli che aumenteranno la tua conoscenza. Ecco alcuni esempi di libri che ho letto e che mi hanno reso una persona migliore:

(NOTA: sono libri inglesi mai pubblicati in Italia, il titolo l’ho tradotto io, quindi non cercarli 😉 )

Vedila così: la tua intelligenza è la pizza che ti porta il cameriere al ristorante, le singole nozioni che impari sono gli ingredienti. Più ingredienti hai, e più sono di alta qualità, migliore sarà il prodotto finito. Leggere libri ti darà le nozioni che servono al tuo cervello per renderti una persona intelligente. Per quanto sia alto il tuo potenziale, senza libri sarai un pizzaiolo di livello mondiale che deve creare una ricetta con i surgelati Findus. L’intelligenza è una dote acquisita e sudata, non genetica.

Fino all’anno scorso ero un fan dell’informazione in pillole: niente libri, solo articoli e news da leggere in pochi minuti. Sono più semplici e veloci, in poco tempo hai le nozioni fondamentali di un argomento. In quanto a rapporto fra informazioni e tempo, nessuno batte l’informazione in pillole. Preferivo conoscere un po’ di tutto, piuttosto che focalizzarmi su qualcosa di specifico.

Tuttavia, come ho sottolineato nel mio articolo su come trovare lavoro, fare un po’ di tutto significa non fare niente di speciale. Nel lavoro e nella vita: avere un’ampia cultura generale è bello, ma se non ti specializzi in qualcosa ti dà la sensazione che stai sprecando il tuo tempo.

Conoscenza orizzontale e verticale

Un modello che puoi usare per dividere la tua conoscenza.

Un modello che puoi usare per dividere la tua conoscenza.

Ci sono due tipi di conoscenza che puoi acquisire. A parità di tempo e impegno, danno risultati diversi:

  1. Conoscenza orizzontale.
  2. Conoscenza verticale.

La conoscenza orizzontale è quella dei telegiornali, di Focus, delle informazioni in pillole. Impari il nocciolo fondamentale di qualcosa, ma non approfondisci perché l’efficienza cala. È l’apprendimento dell’interessato, che legge qualcosa senza approfondire perché non ha voglia di impegnarsi troppo. Ad esempio, mi piace il Signore degli Anelli e ho letto il romanzo, ma non so parlare l’elfico.

La conoscenza verticale la pratichi quando prendi lo stesso lasso di tempo, ma invece che leggere Focus, dieci articoli di informazioni generiche e quattro telegiornali tutti con informazioni diverse, leggi un manuale serio su un argomento specifico. Imparerai solo una cosa invece che cinquanta, ma la saprai cinquanta volte meglio. Se leggi un libro di 300 pagine sui ghepardi in Namibia, conoscerai l’argomento meglio di qualcuno che ha visto un documentario su Geo & Geo. Certo, è anche vero che ci hai passato molto più tempo.

Attenzione: non ti sto dicendo di ignorare la conoscenza orizzontale. Resto un fan dell’informazione in pillole, ma solo per quelle cose che mi interessano poco.

Puoi dividere qualsiasi argomento su questo pianeta in tre categorie:

  1. Mi interessa molto.
  2. Mi interessa un po’.
  3. Non mi interessa.

Se qualcosa appartiene alla prima categoria, investi in un buon libro sull’argomento (conoscenza verticale): ci metterai poco a diventare un esperto nel settore.

Se un argomento ti interessa un po’ ma non sei un appassionato, continua con l’informazione in pillole e passa ad altro (conoscenza orizzontale): è gratuita (articoli e blog su internet) o costa poco (riviste) e ti dà quel tipo di conoscenza che può sempre tornarti utile.

Se invece qualcosa non ti interessa, non leggerlo nemmeno.

Ti ricordi l’esempio della pizza? La tua mente è il pizzaiolo e la conoscenza sono gli ingredienti. La conoscenza orizzontale sono gli ingredienti di base: farina, sale, acqua, pomodoro, basilico, olio d’oliva. Sono tutte cose che ti servono, ma non fanno la differenza. La conoscenza verticale è quel singolo ingrediente che ti fa passare da una pizza normale a una eccezionale: tonno pregiato, mozzarella fresca, tartufo.

Ma ricorda che puoi mettere tutto il tartufo che vuoi, senza farina e mozzarella non farai comunque una pizza.

La conoscenza verticale è una dote rara che non vedo spesso in giro, perché richiede fatica e investimenti. Da una parte prende tempo leggere un libro, dall’altra i manuali seri partono dai 20 euro. Anzi, se qualcosa costa meno io mi farei qualche domanda: perché costa così poco? Ne vale veramente la pena? In passato ho acquistato manuali da 100 euro abbondanti e non me ne sono mai pentito.

Al contrario, il mio rimpianto è di non aver capito prima l’importanza della conoscenza verticale.

La conoscenza verticale richiede tempo, fatica e soldi, per questo non la puoi usare per tutto. Scegli con cura gli argomenti da approfondire.

2 – Salute

Un "Punto Mindcheats" a chi conosce Scrubs.

Un “Punto Mindcheats” a chi conosce Scrubs.

Senza la salute, tutto il castello crolla. Puoi essere determinato nel tuo percorso di crescita personale, ma non andrai molto avanti se il tuo corpo cade a pezzi. Sarò io una mammoletta, ma quando ho un problema di salute non riesco a concentrarmi (tranne quando ho scritto la mini-serie su come controllare il dolore).

I problemi di salute sono di due tipi:

  1. Improvvisi.
  2. Cumulativi.

Ti accorgi dell’importanza di essere in buona salute solo quando è troppo tardi e ti ammali. Se ti va bene, sei a casa e non hai niente da fare. Ma se sei in vacanza in India e devi andare in ospedale perché non hai fatto un controllo? Se due settimane prima di un esame (o della maturità) una carie raggiunge il nervo?

Non esiste tecnica di visualizzazione che tenga, quando hai un dente perforato non ce la fai a studiare. Vai a fare un controllo di salute e denti ogni sei mesi, così sarai sicuro di non aver mai problemi. Costa un po’, soprattutto il dentista, ma un problema di salute costa molto di più (non solo in termini monetari).

Questi sono i problemi improvvisi, ma non sono gli unici che ti possono capitare. I più subdoli sono i problemi cumulativi.

Negli Stati Uniti, l’8,3% della popolazione ha il diabete, per un totale di 26 milioni di persone. Oltre il 10% se consideriamo solo le persone con più di 20 anni. La maggior parte di questi diabetici sono causa del loro male, perché hanno assunto uno stile di vita che alla lunga li ha fatti ammalare: dolci a vagonate e zero sport.

Mantieni delle abitudini sane e investi nel tuo benessere fisico: prendi un paio di scarpe e vai a correre la sera se ne hai la possibilità, oppure fai un abbonamento in palestra. Bastano 20 minuti al giorno per allontanare il rischio di problemi cardiaci seri, sono sicuro che puoi trovare il tempo.

Ugualmente importante, trova il tempo di dormire bene: i problemi di sonno sono difficili da individuare ma facili da correggere una volta che li hai identificati, per cui ti consiglio questo articolo.

Puoi combinare questo punto con quello precedente e leggere qualche libro salutistico che ti insegna come trattare il tuo corpo. Non un manuale di medicina, quello sarebbe troppo, ci sono tanti libri in commercio con consigli pratici e semplici da seguire per mantenerti in forma.

3 – Cibo

Adesso sappiamo la verità.

Adesso sappiamo la verità.

La maggior parte dei problemi cumulativi vengono da una scorretta alimentazione: tutto quello che serve al tuo corpo per sopravvivere viene dal cibo, visto che non hai radici e non fai la fotosintesi. Se mangi male, non sarai mai in piena salute. Per questo, ti consiglio di leggere i 10 principi di un’alimentazione sana.

Per mangiare bene dovrai spendere. Alcuni ingredienti costano poco, per altri dovrai sborsare qualcosa in più. Frutta e verdura non costano troppo, ma dovrai mangiarne a quintali prima di essere sazio.

Mangiare in maniera sana costa di più che andare avanti con pasta al pomodoro e hamburger, ma il ritorno in salute è straordinario. Eviterai il rischio mortale dell’obesità se abbini una dieta sana a qualche attività sportiva, se inizi a seguire questi consigli ti sentirai rinascere nel giro di un mese. Uno dei cambiamenti più radicali della mia vita è stato quando ho deciso di dimagrire e iniziare a correre.

Da una parte c’è la salute, dall’altra c’è il gusto. Secondo me, il cibo è uno dei piaceri della vita e mangiare cose buone ogni giorno mi regala un momento di felicità (è il principio di cui parlo in questo articolo).

Se ti senti stressato, cucinare ti rilasserà: ti metti da solo davanti ai fornelli e con i tuoi tempi cucini quello che piace a te, senza che nessuno dica quello che devi fare. Parti dagli ingredienti base e prepari un piatto unico che puoi gustare immediatamente. È un piccolo esempio di raggiungimento degli obiettivi: investi tempo e fatica per ottenere un risultato che ti soddisfa.

Otterrai un risultato in pochi minuti e potrai godere dei tuoi sforzi subito, senza dover aspettare anni come per i grandi obiettivi tradizionali: una soddisfazione unica. Cucinare non è difficile: siti come Giallozafferano e Misya hanno un sacco di ricette interessanti e semplici da preparare. Prenditi un po’ di tempo a riempire la cucina dei materiali necessari e datti da fare.

Quando ero negli Stati Uniti, il ristorante dove lavoravo offriva pranzo o cena a seconda del turno. Dopo i primi tempi, ho deciso di non approfittare dell’offerta e mangiare a casa piuttosto: la soddisfazione di cucinare è impagabile e vale i soldi spesi.

P.S. Se ti piace questo argomento, allora apprezzerai il mio libro in cui ti spiego come gestire i tuoi risparmi per avere quello che vuoi anche senza uno stipendio da favola: Risparmiare Senza Rinunce.

Comments

  1. Ciao Stefano, articolo davvero molto utile ;), il paragone romanzo/film l’avevo letto in anteprima, complimenti anche per il report gratuito del cv, comunque c’è qualche blog/libro per imparare a cucinare da 0? (Non ho mai cucinato in vita mia, anche perché sono poche le cose che mi piacciono, quindi non so neanche cucinare un semplice piatto di pasta!)

    Saluti, Mike.

    • Domino says:

      Ciao Mike 🙂
      Secondo me non ti serve un libro, basta cercare su Internet. Fai le ricette che ti piacciono, che ti ispirano. Se vuoi seguire un percorso magari puoi iniziare dalle basi oppure dai grandi classici della cucina italiana. Ormai si può imparare tutto da Internet, se sai l’inglese prova a cercare “free online cooking classes” o simili, anche se secondo me va bene un qualsiasi sito-ricettario tipo GialloZafferano, etc.
      Ciao,
      Domino

      • Non ho una vera e forte passione, quindi imparare l’inglese per bene per ora ritengo sia abbastanza difficoltoso con i metodi classici, sto sperimentando qua e là, se troverò la vera passione inizierò a migliorare (un infarinatura generale è presente :D) il mio inglese. Grazie comunque per i consigli, è ora di iniziare a cucinare qualcosa, anche se i miei gusti, sono mooolto limitati 🙂

    • Stefano says:

      Di siti consiglio Misya.info e Giallozafferano, entrambi ottimi. 🙂

  2. Gabriele says:

    “i romanzi li puoi paragonare ai film, non sono quelli che ti renderanno una persona migliore”
    Parliamone: se l’arte è inutile c’è qualche millennio di artisti da spiegare. Se parli di ritorno pratico sono d’accordo, ma una persona che non sviluppi il proprio lato artistico secondo me qualcosa se lo perde.

    • Stefano says:

      L’arte è sopravvalutata: serve, è utile, ha una sua ragione di esistere, ma sono i manuali che ti danno quella conoscenza pratica che ti serve. Se vuoi leggere romanzi nel tuo tempo libero ben venga e ti incoraggio a farlo, ma se devi scegliere, meglio la conoscenza pratica.

      • Gabriele says:

        Se parliamo di utilità, di sopravvivenza, sono d’accordo; ma rispetto alla qualità della vita, al darle un senso, non sono del tutto d’accordo…

      • Andrea says:

        Ogni romanzo, chi più chi meno, ha dentro di sé una morale molto utile per la vita (amicizia, solidarietà, senso della pace e della comunità…). Chiaramente se si desidera approfondire una disciplina è inutile (e anche da idioti) sommergersi di fantasy o gialli. A meno che quella disciplina non riguardi i fantasy o i gialli!

      • I manuali danno la conoscenza pratica che serve? E a che serve quella conoscenza pratica? A vivere meglio? E a che serve vivere meglio? A realizzare i propri obiettivi? E a che serve realizzare i propri obiettivi? A sentirsi bene? E una volta che ti senti bene cosa fai? Muori? E che senso avrebbe tutto questo?

        È a questo che serve l’arte. Le persone materialiste non lo comprendono perché non vedono al di là dell’oggetto.

        «È un bel quadro, ma è inutile. È un bel romanzo, divertente, se vogliamo, ma non serve a niente. Solo a divertirmi.»

        Senza capire il miracolo che c’è dietro la creazione artistica, che è la prova più evidente che NOI esistiamo. Senza comprendere il paradosso dell’opera che sopravvive all’artista, senza capire lo scorrere del tempo…

        Sapete solo trascinarvi. Sapete vivere, e magari siete felici mentre lo fate… ma sta sicuro che quel momento in cui capisci che tutte le certezze si basano sul vuoto arriva. L’arte è l’unica cosa che possa esprimere l’inesprimibile, è la connessione tra la comune sofferenza di tutti gli uomini.

        Più che “sopravvalutata”, io la considererei sottovalutata.

        • Classica riaposta di un “contemplativo”, l’arte sopra ogni cosa.

          • Gabriele says:

            Non so se tu abbia ragione, @SAM. Di certo @BOOH è forse un po’ troppo “convinto” per come la penso io, ma non credo che tutto sia semplificabile con “ciò che serve è utile”: in fondo su questo blog si parla spessissimo di realizzare i propri sogni, quindi non mi sembra si rifiuti la parte irrazionale; piuttosto si cerca di razionalizzare l’irrazionale, di capire quando la parte illogica di noi ci fa bene e quando ci danneggia.
            Secondo me l’arte non è indispensabile, sia chiaro: se non ti piace guardare un quadro, vivi ugualmente; però penso che possa veramente aggiungere qualità alla vita di chi la apprezza. Magari non è l’unico modo, ma ti assicuro che alcuni dei momenti più belli della mia vita sono strettamente correlati alla musica (nel mio caso), sia suonata in prima persona, sia ascoltata.
            Non posso certo dire di aver capito l’arte: non mi spiego affatto perché ci piaccia fruire di qualcosa che è “semplicemente bello”. Tuttavia posso assicurare in prima persona che non è paragonabile a un hobby, non è solo un passatempo o un modo di rilassarsi: incide profondamente sul modo di pensare e di sentire (come d’altronde credo siano in grado di fare altre attività: per esempio studiare le scienze è qualcosa che mi emoziona E modifica il mio modo di pensare).

          • Ci sono molte persone che la pensano come me sull’arte.
            Se siamo così tanti ci sarà un perché; invece di guardare la gente con superiorità, dovresti “abbassarti” a conoscere ciò che non conosci. Anche questo migliora la qualità della vita, o sbaglio?

  3. Domino says:

    Ciao Stefano,
    bell’articolo.

    Mi trovi molto d’accordo sulla questione libri. Ormai leggo solo manuali o corsi (lingue, musica, sport, crescita personale, etc), più un libro è pratico e mi insegna qualcosa di applicabile nel mondo fisico, più mi soddisfa nell’animo. Ultimamente sto leggendo i libri di Pietro Trabucchi, che anche se non si possono definire manuali, non sono nemmeno romanzi. Diciamo che sono saggi di crescita personale. Oltre a questo sto leggendo anche dei manuali, uno sullo sport, uno sulla vista (che avevo già “pubblicizzato” in un altro commento, è più forte di me, sto recuperando diottrie e sono gasata, non ce la faccio a starmene zitta), etc.
    I film li guardo in lingua inglese per migliorare, altrimenti se sono in italiano non li guardo nemmeno. I romanzi… dipende, ho provato ad iniziarne uno in inglese ma l’ho accantonato. Ma è questione di gusti: a me l’arte piace, ma ultimamente le mie forme d’arte preferite sono musica e design. Sia i film che i romanzi stanno perdendo il loro fascino su di me. Bha!

    Domanda: sono capitata nella pagina Wiki di Daniel Tammet. Questo giovane signore “soffre” di autismo e/o di sindrome di Asperger (vedi anche Sheldon Cooper :D), che gli permette di imparare alla velocità della luce, per così dire. Conosce undici lingue, ne ha inventate altre tre e per “sfida” ha imparato l’estone in una settimana, per poi fare un’intervista alla TV estone.
    Allora io mi chiedo… cosa c’è nel suo cervello che nel mio non c’è? Sarebbe un bell’articolo, “com’è fatto un cervello di un autista… pardòn, autistico”. Non è invidia la mia, eh. No, no. Non lo è. No. No. No.
    Più concentrazione? Più interessi ossessivi? Più memorizzazione? E’ possibile migliorare il proprio cervello imitando quello di un autista? Cioè, autistico? Cosa ci manca, a noi?

    Ciao,
    Domino

    • Domino says:

      Mi correggo, non ha imparato l’estone in una settimana, ma l’islandese.

    • Gabriele says:

      Ciao Domino, posso chiederti più informazioni sulla questione della vista? Se qui intasiamo o preferisci, la mia mail è gabrielelabanca@gmail.com.

      • Domino says:

        Ciao, ti ho inviato una email. Comunque, se vuoi saperne di più sul Sistema Power Vision, leggi il libro “Come sono guarito dala miopia” di De Angelis [funziona anche con l’ipermetropia. Ma NON SO se funziona anche con presbiopia ed astigmatismo], seconda edizione ampliata. Il libro contiene delle informazioni utili, il vero problema è che secondo me sono espresse male, infatti l’autore è un atleta di arti marziali, non uno scrittore. Comunque, se vuoi riasumo brevemente il contenuto del libro (se Stefano vuole può cancellare poi il messaggio, te lo invio anche via email): nelle specie affini a noi (scimmie, etc), abituate sempre a portare l’occhio sia su lunghe distanze (orizzonte) che su medie e corte distanze, hanno una vista emmetrope (10/10) oppure superiore (cit. Wikipedia: “In realtà il valore dei 10/10 preso come riferimento non è l’acutezza visiva massima, ma è il valore minimo per una visione da considerarsi soggettivamente normale e accettabile”, non a caso ci sono persone con 11/10, 12/10, etc). Le scimmie tenute in gabbie da laboratorio sviluppano la miopia, così come in bambini in età scolare, poichè i muscoli oculari, abituati a PC e libri (corte distanze) si irrigidiscono e si diventa miopi, ci si adatta alle corte distanze e si eliminano le abilità superflue non utilizzate (in questo caso, mettere a fuoco le cose lontane). Correggere la miopia con delle lenti negative rende sempre più miopi, per esempio io sono partita con -0,50 diottrie e adesso, dopo 10 anni, sono a -5,25 diottrie. Per “guarire” si deve [1] fare dello stretching oculare per restituire la mobilità e flessibilità ai muscoli, [2] diminuire il tempo passato a leggere, stare al PC (maremma!), ecc ed uscire un po’ di più, oppure comunque abituarsi quando si è al PC di guardare fuori dalla finestra ogni tanto, [3] fare del “defocus retinico passivo” (cioè togliere le lenti negative pienamente corrette [tranne alla guida della macchina, ovviamente!] ed usare delle lenti sottocorrette negative. Mano a mano che si migliora si può diminuire la correzione fino a stare ad occhio nudo oppure addirittura usare delle lenti positive -che sfocano la vista ancora di più ed “allenano” i muscoli alla guarigione-) e [4] degli esercizi di “defocus retinico attivo” (è un esercizio chiamato “CRB”, cioè Contrazione Rilassamento e Battito. In pratica si mette un testo abbastanza lontano, tipo 50 cm, da essere leggermente sfocato, si spalancano gli occhi, poi si rilassano, si sbattono le palpebre e il testo si mette a fuoco per un tot di secondi, sempre più a lungo, e riuscire a mettere a fuoco qualcosa di lontano anche per pochi secondi è una sensazione bellissima, inizialmente gridavo al miracolo. Questo esercizio si può fare con lenti sottocorrette negative, ad occhio nudo oppure con lenti positive in base al grado di miopia). Una volta tornati “emmetropi” o più, si può mantenere la vista buona continuando con gli esercizi. Ti consiglio di andare sul sito del Power Vision System e di leggere le testimonianze [le trovi sia su “risorse” che su “forum”] e di cercare i video amatoriali su YouTube che illustrano gli esercizi. Nota bene che alcune persone recuperano 5 diottrie in 5 mesi, altre invece solo 1 diottria nello stesso tempo, non so da cosa dipenda, forse dalla costanza con cui si fanno gli esercizi o dal tempo passato a leggere. Purtroppo non hanno ancora fatto dei veri esperimenti scientifici sul metodo, ed è bollato come “medicina alternativa”, se vai dall’ottico/oculista a dire che hai recuperato una diottria ti ride in faccia oppure pensa che ci sia di mezzo la Madonna di Lourdes o un rapimento alieno… ma non mi scoraggio, essere delle talpe è bruttissimo.

    • Stefano says:

      Ho visto tre giorni fa il mio primo film in italiano dopo un anno e mezzo, che brutta sensazione!

      Questo genere di articoli di solito non trova molto spazio su Mindcheats, perché preferisco parlare di tecniche pratiche che possono applicare le persone normali. Però è un argomento interessante e magari ci farò uno spin-off in futuro, grazie per il suggerimento. 🙂

  4. Bell’articolo!
    Completamente d’accordo sui libri: a volte richiedono molto più tempo,ma le poche cose che puoi impararci le assimili al meglio.
    Personalmente comunque aggiungerei una quarta categoria: le esperienze.Visitare un museo,una fiera,fare un lancio in paracadute etc. può solo farti bene,se lo fai insieme a qualcuno ancora meglio.

  5. Emanuele says:

    Stefano hai appena approvato il mio stile di vita dell’ultimo anno, tanti libri (conoscenza in diagonale diciamo dai 🙂 ) e comprare buon cibo per avere una salute migliore… E la correlazione tra crescita personale e salute e’ ovvia: con la salute, la vitalita’, l’energia, i buon umore avrai l’ispirazione che aspettavi, riuscirai a lavorare alle due di pomeriggio senza abbioccarti, riuscirai a scrivere anche dopo una bella corsetta… Inoltre si tratta proprio di un investimento, perche’ piu spendi in buon cibo, meno spendi in salute!!! Nonostante il tuo appoggiare le proteine animali, mi sono accorto che abbiamo molti punti in comune 🙂
    un abbraccio amico, forte e caloroso!!!
    Va che ti verro’ a trovare 🙂

    • Stefano says:

      Ho letto il tuo commento senza guardare il nome, ma quando sono arrivato a “proteine animali” ho capito che eri tu. 😉 In Italia ha fatto un sacco di caldo nelle ultime due settimane, e mi sono accorto che una buona alimentazione aumenta un sacco a non sentire l’afa fra le altre cose.

  6. Andrea says:

    Per tutto il mese di luglio ho corso (8-10 minuti) lasciando perdere tutto per una settimana a causa del caldo estremo. Ieri ho ripreso… Risultato: extrasistolia, tachicardia e attacco di panico (l’ultimo l’avevo avuto l’anno scorso). Conoscendomi, tutto questo continuerà per un’altra settimana. Forse la corsa non è per tutti?

    Per quanto riguarda i libri, da “scrittore dilettante” non posso che darti ragione e soggiungere: bastano dai 3 ai 5 libri su uno stesso argomento per saperne più di quanto qualsiasi liceo possa insegnarti. Da qualche parte inoltre ho letto che per divenire esperti in una disciplina sono necessari “a malapena” 50 libri.

    • Stefano says:

      Se manchi di salute ti consiglio di farti vedere da uno specialista: potresti avere un problema serio. Se hai problemi di cuore dopo 10 minuti, la cosa temo sia il tuo ultimo problema.

      • Andrea says:

        L’ultimo ecg sotto sforzo l’ho fatto a febbraio, che tristezza. Tutto nella norma.
        Ma soffro di extrasistole e ansia, che si auto-alimentano a vicenda: parte uno e parte pure l’altro.
        Proverò a correre nuovamente. Nel peggiore dei casi sei invitato al mio funerale!

        • Stefano says:

          Oh, preferirei anche di no. 😛

          • Dai, stress, fumo (mio padre mi fuma praticamente in faccia) e 40 gradi all’ombra devono pur avere una valvola di sfogo. In me sono le extrasistole.
            In ogni caso, ho una domanda da farti: puoi consigliarmi dei libri dello stesso genere che leggi tu? Manuali del tipo “giorno 1 fai questo, quando accade quest’altro fai questa cosa” non mi vanno molto a genio.
            Grazie mille per la risposta 😀

          • Stefano says:

            Io ormai leggo solo libri in inglese, la maggior parte dei quali non sono tradotti in italiano, non so se possono interessarti. Adesso ho iniziato “Le 7 regole per avere successo” di Covey, ma sono alle prime pagine e non ti so dire com’è. La premessa è ottima, quello sì.

  7. ei stefano quei 3 libri che hai messo( 13 cose ecc..), non riesco a trovarli comè possibile, sicuro che il titolo è quello? non ci sono nemmeno su ibs, dove di solito compro i libri.

    • Stefano says:

      Io leggo solo libri in inglese ormai, e purtroppo questi non sono stati tradotti. Se li vuoi leggere in lingua originale, ti do i titoli non tradotti.

    • Ciao, ho trovato il libro su Einstein in italiano:
      “Al suo barbiere Einstein la raccontava così. Vita quotidiana e quesiti scientifici” di Wolke Robert L. (Feltrinelli).

      Potresti scriverci i titoli inglesi degli altri due libri?

      Grazie,
      Andrea

  8. Domino says:

    Stefanü, scrivo qui così qualche geek di crescita personale mi potrà aiutare.

    AAA cercasi nome di qualche applicazione/sito che funga da organizer, agenda, to-do-list giornaliero/settimanale/mensile… ovviamente sincronizzato ed usabile sia da PC (Win) che da smartphone (che ho intenzione di comprare. Android probbabbilmente, ma ci devo ponderare sù).

    Per ora faccio la spola tra foglietti (di carta vera, quella fatta con gli alberi, pensa te) e fogli elettronici, il tutto incasinato.

    L’ideale sarebbe poter inserire una certa to-do-list ogni lunedì, mercoledì e venerdì (per esempio), un’altra diversa ogni venerdì, un’altra ancora diversa ogni 30 del mese, etc… così posso inserire i piani per allenamenti, studi e pallevarie in automatico senza star lì a copiaeincollarli giorno per giorno, settimana per settimana.

    Per esempio conosco Daily Tasks (To Dos), Accomplist, Remember the Milk, Wunderlist, Do It (Tomorrow), Trello, Evernote, Any.Do, 2Do, Awesome Note, Toodledo, TeuxDeux, ed altri millioni basta googlare http://freelanceswitch.com/productivity/best-online-to-do-list-apps/ … ma non li ho mai provati e vorrei qualche consiglio da chi se ne intende (non vorrei buttare centesimini in app che poi non sono ideali per me, non sia mai eh! PS. se sono free è meglio, che taccagna, che schifo, che roba).

    Grazie 🙂

    • Stefano says:

      Io con Evernote mi trovo molto bene, e dove non arriva Evernote ci pensa Dropbox. La versione cellulare di Evernote è secondo me ancora un po’ acerba, ma ho visto che si evolve velocemente e sono fiducioso per il futuro.

      • Domino says:

        Grazie Stefano per la risposta 😀

        Mi sono appena appena registrata a Remember The Milk per vedere com’è… e non è male, sembra abbastanza comodo, è online e c’è pure l’app.

        Si può sincronizzare con Evernote, ma non ho ben ben ben ben capito come funziona Evernote e perchè mai dovrei sincronizzarlo con Remember The Milk. Perchè mai dovrei avere sia uno che l’altro e sincronizzarli?

        Uhm.

        Ho provato anche Wonderlist senza iscrivermi e… NO.

        E’ carino se uno vuole fare delle bucket list, ma per organizzare direi proprio che non va bene (o forse è colpa mia che ci ho smanettato per pochi minuti prima di disinstallarlo).

        • Stefano says:

          Da quanto ho capito Remember the Milk può essere un programma autonomo, oppure integrato con Evernote. Molto utile se li usi tutti e due.

          • Marco M. says:

            Any.Do per gli impegni dei prossimi giorni e il semplice calendario Google per gli impegni del mese. Io mi trovo bene così 😀

          • Stefano says:

            Any.do l’ho già sentito ma mai usato, mentre Google Calendar lo usavo anni fa poi ho smesso perché secondo me poco intuitivo. Mi sa che lo riprendo per le potenzialità cloud, però.

  9. Anonimo says:

    Vorrei fare una domanda a proposito del report sul CV. Se ho un blog sul quale discuto di argomenti pertinenti al lavoro che andrò a fare, mi conviene inserirlo nel CV?
    Faccio un esempio: se voglio lavorare per un’azienda di software e ho un blog dove pubblico guide ben strutturate sui linguaggi di programmazione, inserendolo nel CV il datore noterà la mia professionalità oppure penserà che voglio approfittare del CV per “pubblicizzare” il mio blog?

  10. Anonimo says:

    nn si trovano i libri che hai consigliato!

    • Stefano says:

      Quei libri sono in Inglese, li ho tradotti io perché non esiste una versione in italiano. Hai ragione, avrei dovuto menzionarlo.

  11. Hai un titolo da indicarmi/ci per approfondire il tema dell’alimentazione?

    Grazie,
    Andrea

    • Giovanni says:

      Se posso permettermi, riguardo l’alimentazione (e non solo…) consiglio “4 ore alla settimana per il tuo corpo” di Tim Ferriss. 🙂

  12. Ho trovato il libro tradotto il italiano di 13 things that don’t make sense.
    Sarebbe : 13 cose che non hanno senso,se volete avere il riassunto delle cose lo potete trovare qui. http://www.gamesvillage.it/forum/showthread.php?719729-Cose-che-la-scienza-non-sa-spiegare
    Spero che stefano mi permetta di mettere il link 😀 Ora tocca l’altro Yeah 😀
    Comunque Stefano confermi che sono quelle le 13 cose?? 😀

    • Stefano says:

      Confermo che quelli sono i 13 punti e sono tutti interessanti. Tranne l’ultimo, che non mi ha convinto per niente. Grazie per la ricerca. 😀

  13. più ti leggo più mi rendo conto che le nostre due menti sono proprio diversissime, se provassi a programmare come fai tu ogni singolo aspetto della vita cadrei in una nevrosi di dimensioni abnormi, io ho troppo bisogno di vedere il ‘chaos’, di cadere e farmi male da solo, sarà che sono una di quelle persone stupide che finché non ci sbatte la testa sulle cose non è felice!

    però resta sempre il fatto che ti leggo interessatissimo da anni ormai 😀

    • Stefano says:

      Nulla di male nel volere un po’ di caos, e nemmeno io in effetti programmo tutta la mia vita: non so nemmeno in quale continente vivrò fra 6 mesi, visto che ho diversi progetti in ballo. 😉

      Quello che non lascio al caso è la mia crescita, perché quello è il punto di partenza per tutto. Posso non pianificare questo o quel lavoro, ma perché ho la consapevolezza che con un programma di crescita efficace non avrò difficoltà a trovarne uno. Sono punti di vista. 😉

      P.S. Bello il tuo profilo su DA!

  14. Giulia.S. says:

    Articolo interessante!
    Amo leggere e trovo che sia i romanzi che i blog di crescita personale, hanno contribuito molto a rendermi la persona che sono oggi.
    Mi piace l’idea dei manuali, perché non ci consigli qualche libro\manuale da leggere? Grazie a un altro blog di crescita personale ho letto “Pensa e arricchisci te stesso” e mi è piaciuto molto.
    A presto

    • Stefano says:

      Grazie del commento Giulia. 🙂 Ti consiglio “Le 7 regole per avere successo” di Covey, e “Trappole mentali” di Motterlini.

  15. Ciao Stefano complimenti per il blog e per questo articolo in particolare! Mi consiglieresti qualche blog Americano (e quindi in inglese) simile al tuo? Grazie

  16. Lorenzo Ruffino says:

    Stefano, guarda che questo libro è stato pubblicato in italia: Quello che Einstein disse al suo barbiere: la scienza nella vita quotidiana. L’ho finito di leggere ieri.

  17. ciao Stefano,
    dove posso trovare i libri che hai elencato..mi hanno incuriosito

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