5 falsi miti sul cervello a cui tutti credono

Settimana scorsa ho visto una puntata di Mistero, una replica del programma su Italia 1. Parlavano del mio paese e del mostro che, secondo loro, si aggira nelle acque del Lago di Garda. Io che ci ho vissuto per una vita, non mi sembra di aver mai notato nessun mostro. Eppure, molta gente ci crede. Ci sono altre leggende che non hanno fondamenti scientifici, sono state smontate dagli esperimenti, eppure continuano a circolare. Sono così ben fatte anche tu probabilmente ci credi.

È perché ci vuole poco a fingersi degli esperti, far circolare una voce insensata e ridere quando tutti iniziano a crederci. Ci sono le persone serie che dimostrano sul campo la loro bravura: io non ti chiedo di comprare il Libro di Mindcheats senza prima aver letto altri miei articoli. Ma non tutti sono come me.

Nella sua bellezza, internet ha avuto un effetto collaterale: le false voci si sono sparse senza controllo. Su internet posso farti credere di essere un esperto, quando in realtà sono un ragazzino che vuole fare uno scherzo di cattivo gusto.

Anche le voci che giravano da sempre sono state amplificate. Condite con un po’ di finte statistiche e ricerche inesistenti, le classiche teorie del complotto sono risorte.

Alcune sono clamorose, come le storie sugli alieni. Altre sono più infide perché serve più di un occhio critico per trovare la verità, servono esperimenti e analisi degli esperti. Purtroppo, anche quando queste verità vengono divulgate, le credenze popolari riescono a fare più presa.

Fra queste, ecco cinque falsi miti a cui tutti credono.

1 – Per liberarti dalla rabbia devi sfogarti

Questo è un classico. Quando sei arrabbiato, devi “buttare fuori tutto”. Devi tirare pugni ai cuscini, fare un incontro di box. Ti farà sentire meglio. Se non ti sfoghi, finirai per esplodere.

A dire la verità, la American Psychological Association ha studiato questo fenomeno e ha scoperto che più esterni la tua rabbia, più ti arrabbierai in futuro.

Gli scatti d’ira sono accompagnati da forti scariche di adrenalina e dopamina, due ormoni che ti fanno sentire bene. Per questo dopo esserti arrabbiato ti senti meglio, è l’effetto della dopamina.

Dall’altra parte il cervello sviluppa dipendenza dalla dopamina molto velocemente: è una droga naturale. Visto che il cervello è sempre alla ricerca del piacere immediato, perderai il controllo più facilmente: ogni occasione è buona per stimolare di nuovo quell’inebriante senso di beatitudine che solo la dopamina ti può dare.

In più la rabbia è un sentimento che si auto-alimenta: più mostri la tua rabbia, più aumenterà di intensità. Quindi ti sentirai sì meglio per la dopamina, ma sarai più agitato di prima.

La cosa migliore che puoi fare quando sei arrabbiato è l’opposto: assumi una posizione rilassata, sorridi, respira profondamente, canticchia. Fai quello che faresti se fossi felice. Questo ti aiuterà perché il cervello cerca di rendere coerente il linguaggio del corpo con lo stato d’animo, se il corpo dice che sei felice la mente si adatterà.

2 – Chi segue la massa è uno stupido

È da anni che dico di non andare a votare. Da una parte, tutti i partiti sono fatti da pecoroni che seguono quello che dice il Grande Capo senza uno spirito critico, azzerano il loro cervello perché farsi comandare è più facile di crearsi un’idea propria. Dall’altra, vivo meglio senza dovermi incazzare regolarmente con il vicino di casa. Sai quante persone avrei allontanato per motivi politici?

Nonostante questo, non mi considero alternativo. Da una parte perché pare che alle prossime elezioni solo il 62% dei giovani andrà a votare (fonte), dall’altra perché so che la mia mente fa come tutte le altre menti umane: si uniforma alla massa.

Sì, sto parlando anche di te.

Ti piace pensare di essere diverso dalla massa, di essere unico, di non essere influenzato da nessuna idea? Grave errore.

Se stai per votare un partito alle elezioni, guarda su quale parte del programma elettorale non sei d’accorto. Ora guarda il partito rivale, cerca idee superiori a quelle del tuo partito. Se fossi una persona indipendente troveresti buone idee da tutte le parti, ma non è così. Tranquillo, sei solo umano.

L’uomo è fatto per vivere in società, questo significa che cerca dei compromessi: ti uniformerai alla massa, sempre.

La prova sta nell’esperimento di Asch.

Un volontario è stato messo in una stanza con altre persone, a tutti venne dato questo test:

esperimento aschIl candidato doveva dire quale delle tre linee A, B o C era di lunghezza uguale a quella di sinistra. Ti sembra facile?

Tutte le persone nella stanza erano complici che sapevano dell’esperimento, e a tutte era stato detto di dare la stessa risposta sbagliata. Dopo una serie di prove, il 32% dei volontari ha dato la risposta sbagliata.

Anche se è chiaro quale sia la risposta giusta, un terzo delle persone hanno messo da parte l’evidenza e hanno seguito la massa. Non erano soggetti predisposti, appartenenti a sette sataniche o cose così. Era gente normale.

Se questi sono i risultati in un test a risposta chiusa dove la verità è evidente, pensa a cosa può succedere quando la risposta non è così chiara. Dubiti della tua opinione quando tutti gli altri le trovano ridicola, pensi di essere simpatico se tutti ridono alle tue battute, ti vesti con lo stesso stile dei tuoi amici. Quello che fai e quello che credi è il risultato di ciò che il tuo gruppo sociale si aspetta da te.

“Ah, meno male che io sono un ribella anticonformista!”

Bravo, e qual è la prima cosa che fai? Vai a vedere cosa fanno gli altri ribelli anticonformisti e li imiti.

3 – I messaggi subliminali ti controllano

Negli anni ’70 erano i fotogrammi che apparivano per una frazione di secondo durante le trasmissioni, negli anni ’80 erano i messaggi satanici letti al contrario nelle canzoni rock, adesso sono i canali di informazione e le banche. Fino ad arrivare agli “esperti” di ipnosi, i finti psicologi e mentalisti, maghi e guru della crescita personale che hanno fatto cadere in disgrazia la materia.

In qualche forma, anche tu credi nei messaggi subliminali. Quella pubblicità, quel programma di parte, gli alieni. Le teorie del complotto vanno forte su internet, quando qualcuno dice che una multinazionale a caso ti sta controllando con i messaggi subliminali le condivisioni su Facebook sono assicurate.

Peccato che non funzioni. I messaggi letti al contrario non vengono interpretati dall’inconscio (fonte), lo studio che dimostra l’efficacia dei fotogrammi che controllano le tue abitudini si fonda su uno studio fasullo (fonte).

A parte le prove scientifiche, basta un po’ di buon senso: se qualcuno avesse veramente la chiave per accedere al cervello di tutti gli esseri umani, gli basterebbe divulgare un messaggio in TV per diventare il padrone del mondo. Mi guardo in giro, e questo non succede. Come la storia delle banche: se veramente dominassero il mondo, la crisi del 2008 non sarebbe esistita.

La teoria del complotto, i comportamenti controllati da un’entità esterna, sono una comoda scusa per fuggire dalla realtà: la tua vita, i tuoi successi, i tuoi fallimenti dipendono da te. Se non sei felice, la colpa è tua. Prenditi questa responsabilità, perché con la responsabilità viene anche il potere di poter far qualcosa per cambiare. Non sei felice? Fai qualcosa che ti renda felice. Migliora la tua vita.

Non sono gli alieni che ti hanno portato alla tua situazione attuale, non saranno gli alieni a fermarti. Vuoi la spiegazione completa del perché tu puoi diventare quello che vuoi? Leggi questo articolo.

4 – Gli alcolici uccidono i neuroni

Questa è una mezza verità. Un alto tasso di alcol nel corpo produce una concentrazione di tossine abbastanza elevata da uccidere alcuni neuroni. Il problema è la quantità: serve una percentuale di alcol così alta nel sangue che finiresti come minimo in coma etilico. Gli effetti a lungo termine sul fegato sono un’altra cosa, ma lo 0.3% di alcol nel sangue (altrimenti detto sbronza epica) è ben lontano dal 70% di concentrazione capace di uccidere quasi qualsiasi cosa.

Questo studio invece ci dice che chi beve da “poco” a “moderatamente” vive più a lungo. Non è detto però che la correlazione sia diretta: l’alcol è un mezzo per facilitare le relazioni sociali, ed è scientificamente provato che chi vive senza amici lascia questo mondo più in fretta degli altri (fonte). Consiglio: trova amici. Se se timido, leggi qui.

Un altro studio (link) ha messo invece a confronto un gruppo di bevitori pesanti con uno di astemi: il numero e la densità dei neuroni è la stessa. Quello che l’alcol fa è inibire temporaneamente la capacità che i neuroni hanno di comunicare fra di loro a tutti i livelli: ha effetti negativi sulle abilità motorie, capacità di giudizio, creatività, linguaggio e tutto il resto. Ma una volta che il fegato ha fatto il suo lavoro, non ci sono danni permanenti.

E se prendi questo articolo come un invito a bere in quantità, ti tiro un calcio nel sedere. Perché invece non usi il tuo tempo per fare qualcosa di utile per il tuo futuro? Ad esempio, imparare l’inglese.

5 – Usi solo il 20% del cervello

Questo mito non solo è una barzelletta per i neurologi di tutto il mondo, ma è impossibile anche solo risalirne all’origine: una tesi è che viene da un’interpretazione sbagliata della frase di William James, psicologo: “stiamo usando solo una piccola parte delle potenzialità del nostro cervello.” Più probabilmente si stava riferendo a cose come questa.

Il cervello è il 3% del peso corporeo, ma assorbe il 20% dell’energia. L’essere umano si è evoluto per conservare più energia possibile, secondo te si concede questo spreco per niente? La risonanza magnetica ha dimostrato che anche i compiti più semplici richiedono di attivare diverse parti del cervello, che in totale vanno oltre il 20%.

Quello che è vero è che non tutti i neuroni si attivano allo stesso tempo, ma durante l’arco della giornata. Varie aree hanno compiti specifici e vengono accese solo quando servono, altrimenti c’è uno spreco di energia. Ma anche i gesti più semplici richiedono l’attivazione della maggior parte del cervello in pochi secondi.

E tu che vuoi fare, lasciare i tuoi amici nell’ignoranza? Condividi l’articolo su Facebook. 😛

Comments

  1. Ciao Stefano,
    i tuoi articoli sono sempre molto interessanti e ti interesserà sapere di uno studio fatto sui topi in cui hanno dimostrato che ci sono tre tipologie di comportamento in questi animali:
    1-topi alfa: dominanti che cercano di sottomettere gli altri (10%)
    2-topi beta: è la stragrande maggioranza che segue tutti gli altri e si lascia influenzare facilmente (80%)
    3-topi gamma: hanno tutte le caratteristiche dei leader, sono indipendenti e non amano vincoli, in pratica amano la libertà e non gliene frega nulla di comandare e di seguire gli altri (10%)

    Quindi, in riferimento al secondo punto, sono daccordo si e no perché se una persona è consapevole delle proprie azioni e aumenta la coscenza dei suoi schemi mentali esce automaticamente da tutte le categorie.

    Un Budda, per esempio, non lo vedo ne a seguire la massa ne a essere anticonformista!!!

    Come disse Hermann Hesse « Di ogni verità anche il suo contrario è vero. »

    Un saluto Fabio Finko

    • Gianluca says:

      io sono un topo gamma allora 😀

    • Stefano says:

      La mente dei topi e quella umana è molto diversa, in più parliamo di cose diverse: tu citi un esperimento su leader/follower, io ti parlo di gruppi sociali. Gli anticonformisti sono un gruppo sociale che, come gli altri, uniforma i membri a certe caratteristiche.

  2. giovanni particello says:

    Ottimo articolo 😀
    sul primo punto quello della rabbia,hai ragione…l’ho sperimentato sulla mia pelle…più mi arrabbio e più mi incazzo poi…
    secondo punto…Cialdini la chiama riprova sociale…cioè fare (o pensare) tutto quello che gli altri fanno…anche gli anticonformisti che si uniformano al gruppo dei “ribbbelli”… come certi alternativi che vedo su facebook che ascoltano la stessa musica,leggono gli stessi libri,hanno tutti le stesse opinioni ( sopratutto politiche ma non solo) ma amano dire che non seguono “la massa”…loro sono diversi…sono unici…..http://www.youtube.com/watch?v=MPxfWOqiCKs
    punto 3…qui ci sono siti che campano su questo….sopratutto i complottisti….a tal proposito tempo fa mi salvai una pagina abbastanza interessante su come funzioni la mente dei complottisti:
    http://ceifan.org/cospirazioni_complotti.htm

  3. Ciao! Bell’ articolo! Gli argomenti di cui parli mi affascinano assai. Sono interessanti e soprattutto utili. Avrei un consiglio da darti: cerca di esprimere tutto ciò che vuoi in modo sintetico. Sarà che ho poco tempo, sarà che sono abituato a fare le cose di fretta ma a volte ho la tentazione di usare il tuo metodo di lettura veloce per saltare alcune parti ma sapere comunque di cosa parlano.
    Già che ci sono volevo chiederti se secondo te è una cosa positiva ascoltare musica mentre disegno le tavole di tecnica. Ciao!

    PS: ecco volevo scrivere una cosa breve ma mi ritrovo un post di diverse righe! Il mio consiglio vale pure per me! ahahaa

    • mindwhile says:

      io per i disegni ascoltavo sempre la musica, se non ti distrae almeno ti tiene un po’ di compagnia se la tavola non è impegnativa

    • Stefano says:

      Se è un compito noioso, la musica può aiutare la concentrazione. Meglio se senza parole o in una lingua che non parli.

      È vero ultimamente gli articoli si stanno facendo lunghi, ma stiamo comunque poco sopra le 1.000 parole. Cerco di strutturarli in modo che se vuoi leggere tutto puoi farlo, se vuoi saltare puoi trovare i punti chiavi velocemente.

  4. lorenzo says:

    I tuoi articoli mi piacciono sempre meno… Penso che smetterò di leggerti.

  5. Ciao Stefano, il tuo consiglio sulla rabbia mi incuriosisce molto e lo proverò. Al momento, per la rabbia ho provato a dominarmi con la meditazione, sempre utile per ottenere un po’ di serotonina 😉 E poi chissà, magari viene fuori il Budda che è in ognuno di noi, come scrive Fabio Finko! 🙂

    • Stefano says:

      La meditazione è un ottimo sistema, io non l’ho mai praticata in modo sistematico ma sono sicuro che può funzionare.

  6. Ciao Stefano, ammiro molto i tuoi articoli, ma questo non lo condivido in nessun punto…tranne il punto 5…i rimanenti hanno un’ enorme influenza sul cervello non come hai descritto tu, ad esempio sfogarsi elimina la rabbia, è vero, l’attività fisica elimina la tensione che inevitabilmente si accumula nei nervi creando un’eccessiva tensione muscolare e i muscoli che non hanno modo di scaricare questa tensione tendono ad irrigidirsi…quindi sfogarsi elimina la tensione muscolare , rilasciando endorfine (ormoni) recepite dal cervello come sensazione di benessere e di piacere.

    Il punto 2 è mal formulato… non ho mai sentito dire che chi segue la massa è stupido…è solo superficiale ma non significa che sia peggiore di altri. Io ad esempio sul discorso musica sono superfiuciale non vado mai ad interessarmi fino in fondo sui componenti di un gruppo e la loro storia, come hanno trovato l’ispirazione per le loro canzoni e cosa vogliono raccontare nel loro disco…in questo seguo la massa…

    I messaggi subliminali non controllano a mo’ di ipnosi…ma hanno una grossa influenza sul cervello e sulle nostre scelte…è la carta vincente delle pubblicità…tu puoi scegliere di non acquistare quel determinato prodotto ma in qualche modo ti è venuto in mente…a loro importa questo…ed è questo che il messaggio subliminale deve fare…non deve ipnotizzare…deve solo rimanere nel tuo cervello.

    L’alcool danneggia le cellule cerebrali… una birretta o una sbronza non ti danneggiano in modo così grave…ma per questo discorso bisogna parlare di persone che bevono tantissimo…che fanno colazione con una bottiglia di vino…lascia stare il fegato e i reni…le cellule cerebrali non hanno più lo stimolo a creare connessioni con altre cellule….perchè sono proprio queste connessioni che ” ci rendono intelligenti ” (lo metto tra virgolette non perchè non sia vero ma perchè c’è un enorme discorso da fare e allungherei troppo il messaggio ).

    • mindwhile says:

      per il punto 5 è parzialemente corretto..
      usiamo solo il 10-20% non del cervello ma delle potenzialità del cervello!

      Un po’ come il detto “sbagliando si impara”… grandissima caz*ata! non è sbagliando che si impara ma imparando dagli errori quindi capendo dove si sbaglia si può lavorare su per non sbagliare più e solo a quel punto si impara . inoltre si può imparare dagli errori degli altri senza dover sbagliare sulla propria pelle
      (oddio quante ripetizioni xD)

    • Stefano says:

      Ciao Alex: la storia dei muscoli che creano tensione non l’ho mai sentita, hai una fonte? Le endorfine sono una ricompensa per il cervello e creano dipendenza, in altre parole: la relazione causa-effetto fra rabbia ed endorfine significa che ti arrabbierai più spesso inconsciamente.

      Eppure lo pensi, superficialità e “seguire il gregge” sono due accezioni diverse. Tutti siamo superficiali in qualcosa, okay. Ma pensi che sia una scelta tua, che tu hai deciso di essere superficiale per qualche ragione razionale. Seguire la massa significa modificare i propri comportamenti per assecondare l’opinione generale, che è qualcosa che fai tutti i giorno senza nemmeno accorgertene. Sicuro di non aver mai pensato, in vita tua, che qualcuno è un pecorone?

      È una linea sottile: l’ipnosi che non esiste è quella da palcoscenico, da complotto mediatico, da teorie massoniche. Le tecniche di cui parli tu le ho studiate all’università, sono persuasione più che ipnosi. Influenzano le scelte, se vuoi ti dico anche in che modo (spiegazione semplice: fanno provare emozioni), ma funzionano solo su certe categorie di persone già propense all’acquisto. Ad esempio a me non piace Apple, anche se le sue campagne pubblicitarie sono forse le migliori al mondo un Mac non lo prenderò mai.

      Per il quarto punto, sbaglio o stiamo dicendo la stessa cosa? 😛 Il cervello non viene danneggiato dall’alcol, hai una fonte per la cosa delle connessioni?

      • Stefano le mie fonti sono libri universitari di biochimica, fisiologia e farmacologia…i muscoli non creano tensione….la trattengono, se sfoghi questa tensione l’effetto benefico si trasmette al cervelloche rilascia endorfine….che non sono una ricompensa come dici tu ma è un effetto fisiologico…seguo il gregge quando non ho voglia di dare un’opinione e aver a che fare con persone che vogliono avere ragione a tutti i costi senza nemmeno aver interesse in quello che voglio spiegare….allora per comodità seguo il gregge…ma lo seguo in maniera consapevole di chi mi trovo davanti, non ho MAI dato del pecorone a nessuno perchè ogni persona è così com’è e non mi permetto di giudicare,nemmeno dalle sue azioni.
        Ho detto ipnosi ma intendevo persuasione e PER CONTO MIO sono la stessa cosa (non mi stare a spiegare la differenza perchè non devo dimostrare di sapere cos’è uno e cosa è l’altro…non devo dare un esame)

        si sul quarto diciamo la stessa cosa ma ho perso di vista il fatto che si stava parlando di falsi miti.

  7. Il punto due non mi convince. È chiaro che anche chi ha il pensiero più indipendente di tutti sotto sotto fa le cose che fanno gli altri essere umani. Fare però le cose come le fanno tutti e pensare come pensano gli altri può essere a mio parere considerato stupido. Guardare gli altri prima di sé stessi è stupido e dimostra una poca autostima. È chiaro che facciamo le stesse cose, siamo animali sociali, seguiamo tutti la massa, ognuno a modo suo. Chi segue la massa (prima di ascoltare sé stesso) è stupido! Come è stupido l’anticonformista che non si rende conto dei limiti della propria indipendenza mentale.

    • Stefano says:

      Non è stupido, è la natura umana, è così e basta. Da osservatore esterno pensi che sai stupido, poi quando ci pensi ti accorgi che lo stai facendo anche tu. In questo momento porti dei vestiti? Già solo questo significa che ti sei uniformato a quello che ti ha detto la massa, e non è l’unico esempio.

      • Jimmy Page says:

        Beh però sai che è pericoloso metterla così. E’ vero nella maggior parte dei casi,noi seguiamo quello che fanno già gli altri,ma questo non avviene sempre. Altrimenti non ci sarebbe stata alcuna invenzione e alcun progresso in nulla,che invece ci sono stati(il fatto che siamo qui a discutere su internet,ne nasconde un intera storia ad esempio) e sono stati proprio momenti in cui delle persone non hanno fatto come facevano tutti gli altri e hanno trovato qualcosa di interessante. E’ interessante che nella maggior parte dei casi non si è trattato di persone che avevano l’anticonformismo come obiettivo o l’innovazione come obiettivo,ma persone che hanno seguito il filo di un idea o di un pensiero,che poi si è rivelato non aver avuto nessuno prima ed essere innovativo. Quindi sono d’accordo che chi si pone coscientemente come anticonformista è in un qualche modo conformista. Penso la vera differenza a prescindere dalle intenzioni iniziali,sia da chi finisce per pensare solitamente in maniera ordinaria(leggi:a ripetere idee che ha già sentito),chi elabora idee nuove. Comunque tanto per dirne una,quando ho letto la tua tesi ho pensato “beh questa è un idea decisamente anticonformista” 🙂

      • È il titolo che è ambiguo, non è stupido l’abticonformismo in sè, ma pensare di esserlo, perché in un modo o nell’altro ci facciamo influenzare da chi ci circonda.
        Ottimo lavoro comunque, grazie e continua così.

  8. Ciao Stefano! Articolo molto interessante e stimolante (come sempre oserei dire). Mi permetto di farti una piccola critica per quanto riguarda il secondo punto, o meglio, solo una piccola parte. Mi trovo in disaccordo con te per quanto riguarda l’astensione al voto, mi spiego meglio: anche io come tutti sono indignato per tutto quello che sta succedendo ormai da anni in politica (con veramente rarissime eccezioni), ma, pur non sapendo ancora per chi voterò tra un mese, mi sento comunque in dovere di andare a votare SOLAMENTE perchè sento veramente un gran sentimento di rispetto e profonda gratitudine per quegli uomini che settant’anni fa circa hanno combattuto, sono morti, non hanno seguito la massa proprio per permettere a noi oggi di votare in libertà. Per il resto sottoscrivo tutto quello che hai scritto. Spero di essere stato chiaro nella mia piccola critica! Buona giornata a tutti!

    • Anonimo says:

      bell’articolo Stefano 🙂

      p.s. @Lorenzo un po’di tatto non ti guasterebbe

      • lorenzo says:

        Un po’ di tatto?
        Non è colpa mia se Stefano scrive articoli tanto per scrivere. Sono uno peggio dell’altro…

        • Stefano says:

          E tu scrivi commenti tanto per pubblicizzare il tuo sito, visto che continui a mettere il link verso il tuo blog. Che ho cancellato, di ricevere insulti e spam allo stesso tempo non ho voglia.

          • lorenzo ruffino says:

            Io non spammo proprio. C’è il campo per il sito internet e io lo compilo, è un problema?

    • Stefano says:

      Grazie per il commento Luca. Vedila così: il mio segno di rispetto è non votare gente che la libertà la usa come carta igenica, l’unico modo per farlo è non votare affatto. 😉

  9. Articolo fantastico, grande Stefano! La storia della rabbia, in particolare quando parli della dopamina e l’adrenalina, mi ha fatto pensare molto alle sostanze che il cervello autoproduce e di cui si diventa spesso dipendenti senza che ce se ne renda conto.. mi fa preoccupare il fatto che la gente sia così concentrata sulle droghe di cui i media parlano tanto mentre nessuno si rende conto che ce ne sono tante altre che hanno forme e “colori” diverse e che sono ben più autodistruttive.. c’è così tanta ignoranza sulla mente umana tra la gente, eppure è così fondamentale, mi dà i brividi come cosa..

  10. Siamo tutti unici a un mio primo pensiero.
    A mio avviso, la massa, è più simile a un negozio di vestiti in cui puoi trovare tutto quel che serve per andare a giro, l’unico problema è che la merce difficilmente calzerà a pennello, l’abito è comunque un’ottima metafora.
    Ogni persona darà la sua particolare visione del mondo e delle idee che vi circolano con le proprie azioni, i più sicuri lo faranno anche con la voce i più insicuri la terranno ben stretta a mente e mentre diranno sì magari penseranno no e faranno no.
    Che poi l’unicità cosa sarebbe?
    Per me è quella capacità giorno per giorno di guardarsi allo specchio e dire che sono io e non il mio vicino di casa, che gl’impulsi elettrici muovano il mio corpo e scatenino le mie reazioni e permeino la mia mente di pensieri che solo il mio cervello(visto come insieme di materia, atomi, irriproducibile se non scomodando scale universali e comunque poco probabilmente). Non c’è nessuno motivo logico perchè io sia io ogni santa mattina e non un’altra persona. E comunque chiunque potrebbe essere me con il mio corpo, tu che leggi potresti essere me, cosa differenzia un essere vivente da uno morto è l’elettricità che vi scorre sotto forma di reazioni chimiche ben controllate e trasmissioni a livello cellulare. Io non sono altro che l’elettricità che scorre nel mio corpo che non è ne’ più ne’ meno che una macchinetta con una relativamente breve durata. E in verità nulla mi nega di pensare che io sia elettricità, o energia in stato più puro, che elettricità sia anche te dall’altra parte e che fondamentalmente io potrei star vivendo tranquillamente la tua vita senza nemmeno rendermene conto poichè la macchinetta è anche quelle che conserva dati, l’energia non ha di se memoria. Insomma nulla mi nega di pensare che io in verità stia vivendo tutte le vite di tutti gli esseri dell’universo in contemporanea. Io ricordo di me perchè ho la macchinetta chiamata cervello come te fai lo stesso, ma allora il concetto di IO e di TE è relativo al mezzo (la macchinetta) e il noi del senso comune non esiste senza quel mezzo.
    In sostanza pensare e agire viene a tutti diverso, nessuno ha lo stesso cervello(come aggregazione di atomi) ma nessuno è possessore di nulla essendo fatti tutti di energia. Facciamo le cose a caso grazie alla quantistica non c’è nessuna logica nessuna predeterminazione, siamo liberi solo a livello probabilistico

    • Stefano says:

      Complimenti per il lungo commento Paolo. 🙂

      A seconda del punto di vista, siamo tutti uguali o tutti diversi. Per il resto… Della tua filosofia personale non posso obiettare proprio perché personale, giusto?

      • Un fuori tema così non si vedeva dai tempi delle medie che delirio :-D…
        Scusa ieri ero in vena di pipponi, che per altro io stesso non condivido troppo o almeno non sempre, tipo oggi proprio NO.

        Come sempre il tuo articolo è ottimo, grazie della piacevole lettura settimanale, dai sempre ottimi spunti di riflessione! Quando uno è aridamente arenato in routine giornaliere fa piacere una buona lettura.
        Complimenti per il sito, sei una piacevolissima tappa settimanale!

  11. Due cose su cui non sono d’accordo:
    Parlando della teoria del complotto, dici che se fosse vero che le banche hanno il controllo non ci sarebbe stata la crisi del 2008. Beh questa mi sembra una prova banale perché probabilmente la crisi c’è stata per un qualche motivo a loro comodo. Siamo tutti d’accordo che le banche guadagnino in proporzione al denaro depositato dai privati. La crisi è una buona motivazione per dire “C’è grande spreco, corruzione e largo utilizzo di mazzette in tutto il mondo. La soluzione c’è! Basta eliminare il denaro contante e usare la carta di credito per tutto!”.
    Assolutamente d’accordo, ma questo implica un totale controllo sulle operazioni di tutti, un maggiore deposito bancario con cui si possono controllare meglio le azioni in borsa ecc.
    Quindi sono del forte parere che ai giorni nostri, le guerre, le crisi economiche, e i media, siano in mano a chi ha il potere economico (banche e 7 sorelle).
    Riguardo invece all’uso del cervello, sono d’accordo. Il 20% credo sia riferito all’uso cosciente del cervello. Prendo spunto dal film Limitless in cui la droga gli fa usare il 100% del cervello consciamente. Tutti i ricordi, grande capacità di elaborazione, vista periferica, tutte cose che noi abbiamo già, ma che non sfruttiamo consapevolmente. Questo credo sia il significato del “20%”…

    • Stefano says:

      Qui mi trovo di fronte al classico problema di chi cerca di smontare le teorie del complotto: io so che le tue tesi non hanno senso di esistere, ma per fartelo capire ti servirebbe una laurea in finanza. Il complotto va di moda perché spiega in maniera semplice (e sbagliata) concetti semplici, la massa è attratta da queste cose. Più informazioni qui: http://ceifan.org/cospirazioni_complotti.htm

      Limitless è un film di fantascienza, la sua validità scientifica è pari a Star Wars. Non credo nella forza perché me l’ha detto Joda.

      • Anonimo says:

        Riguardo al complotto come spiegheresti la Trilaterale e Bildenberg?
        Per Limitless so bene che è solo un film, era solo un riferimento. Di fatto il nostro inconscio è in parte separato dalla nostra coscienza, e le aree dedicate all’uno e all’altro processo sono diverse, quindi il 20% è la parte sotto il nostro controllo.

  12. Interessanti tutti e 5, Stefano!
    1- vero, anche se, come si diceva, fa bene rilasciare la tensione nei muscoli con esercizi di rilassamento o sport.
    3- è vero, i messaggi subliminali non controllano le menti, ma le possono condizionanare. Quelli nelle canzoni ascoltate al contrario no, perchè non sono decifrabili dal cervello, ma altri nelle pubblicità possono condizionare, siamo tutti condizionati a livello inconscio. Non per niente sono vietati.
    5- riguardo al 20 %… beh il discorso potrebbe farsi molto lungo. C’è chi dice che sia addirittura l’1% o meno. Come dico di solito, non è che utilizziamo sono una piccola parte della mente, il punto è che siamo consapevoli solo di quella piccola parte. Il discorso della coscienza è complesso e in parte sconosciuto anche per coloro che la studiano di professione. Anche il fatto che la coscienza sia localizzata in un’area del cervello è in parte sbagliato, anche se si può dire per semplicità.
    Limitless, pur essendo un film fantascientifico, mostra anche piuttosto bene come potrebbe essere se noi avessimo il controllo e l’accesso cosciente all’intero cervello. Ma questo, purtroppo, non è proprio possibile!

    Evito il discorso sulla politica e sulle masse.. che direi che ne sentiamo già abbastanza in questo periodo.. 😉
    Un saluto!

    • Stefano says:

      Se avessimo l’accesso cosciente al nostro cervello non cambierebbe niente, già così l’inconscio attiva al 100% le aree necessarie. Se devo ricordarmi un profumo, che senso ha attivare l’area del cervello che controlla il movimento del mignolo?

      • É proprio li il fatto. Magari ricordi un profumo, ma i milioni di altri che hai sentito no. L’inconscio memorizza tutto, quindi se ne avessimo accesso non necessiteremmo di studio, perchè la sola lettura ci basterebbe per tutta la vita a superare il più difficile dei test col massimo dei voti.

    • Accedere coscientemente al 100% del cervello non significa attivare contemporaneamente tutti i processi memorizzati al suo interno. Altrimenti sarebbe come avere una specie di attacco epilettico in cui il cervello va in tilt.
      Tempo fa ho visto un video di una persona autistica che riusciva a memorizzare la visione di una città intera dall’alto e riprodurla nei minimi dettagli disegnandola su carta.
      Oppure esistono persone in grado di ricordare ogni giorno della propria vita! Sembra incredibile, ma è vero. Sono normalissime e non fanno fatica a farlo. Non lo fanno neanche volontariamente, si ricordano e basta. Quando si chiede loro “cos’hai fatto il 22 gennaio 1992?” loro sanno rispondere e ci riescono per qualsiasi giorno della loro vita.
      Anche se questi possono essere considerati cervelli fuori dal comune, dimostrano che anche in un cervello normale, sono tante le cose a cui non si può accedere consapevolmente.
      Giusto per dirne una in tema.. Riusciresti ad attivare consciamente i circuiti per rilasciare adrenalina e dopamina nel tuo corpo? Sarebbe figo.. Avere una scarica di potenza quando si vuole 😉

      • Esatfamente quello che dico io. Avere la possibilità di accedere all’intera “biblioteca” di informazioni e al super processore che elabora ogni dettaglio esterno e interno. Sarebbe bello alquanto…

  13. Quest’articolo mi sembra un copia incolla di informazioni prese dalla rete. Perchè non citi le fonti?

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