Come diventare più ricco (o vivere meglio)

Come definiamo la ricchezza?

E non intendo ricchezza interiore. Intendo proprio l’essere pieno di soldi. Il potersi comprare tutto.

Secondo me, non esiste un numero preciso. Dipende dalle persone.

Per me ricchezza materiale significa semplicemente: poter comprare tutto quello che si vuole.

Ma attenzione, questa definizione è più insidiosa di quello che sembra. Perché la chiave di lettura sta nell’ultima parte: “tutto quello che si vuole”.

Per i più veniali, potrebbe essere scontato dire “beh, voglio tutto!” Mi prendo la villa il Costa Azzurra, e il loft a New York, e lo yacht da 80 metri, e la Lamborghini…

Ma se la pensi così, non sarai mai ricco. Visto che:

  • Ci sarà sempre qualcosa che non puoi permetterti, perché
  • Ci sarà sempre qualcuno più ricco di te.

Il coefficiente di ricchezza

Visto che mi piace la matematica, ho pensato al “coefficiente di ricchezza” per valutare la vera ricchezza di una persona relativa a quello che si può permettere.

La formula è:

[Quello che posso spendere] / [quello che voglio comprare]

Se il numero è superiore a 1, posso permettermi tutto quello che voglio comprare, e i soldi non sono un problema. Ma se è inferiore a 1, allora dovrò tirare la cinghia da qualche parte.

Ad esempio, diciamo che fra una cosa e l’altra, posso permettermi di spendere 10.000 euro (perché è quello che ho in banca). Ma se, mettendo insieme tutte le cose che voglio comprare in questo momento, arrivo a 13.000 euro, allora ho un coefficiente di 0,77: non mi posso permettere tutto quello che voglio.

Ora, sono il primo ad essere consapevole che la vita reale è più complessa di una semplice divisione, ma volevo farti capire il concetto per poi passare alla parte succosa dell’articolo. Ossia…

Come essere più ricco

Per essere più ricco, non devi necessariamente avere più soldi.

Come vedi, puoi agire su due parametri: quello che puoi spendere, e quello che vuoi comprare. Se puoi spendere di più (hai più soldi), sei più ricco. Ma allo stesso modo, se impari ad accontentarti di meno, sei più ricco anche a parità di stipendio.

E sì, questo significa che una persona con meno soldi può essere più ricca di una persona con più soldi. Basta che la prima impari a vivere bene senza farsi condizionare dal denaro e dai beni materiali.

Qui devo fare un’importante premessa.

La società basata sul denaro

Non sono qui a dire che i soldi non siano importanti, perché non è vero.

Al di la delle belle parole, e al massimo un “mi piace” su Facebook per la storia del tizo che ha lasciato tutto per vivere da eremita, dubito che nessuno di noi sarà mai in grado di liberarsi del denaro. E infatti, anche qui su Mindcheats ho già parlato di crescita professionale.

Ma anche senza scendere in questi estremismi, possiamo essere d’accordo sul fatto che la nostra società dà troppa importanza al denaro.

Per essere una persona realizzata, devi fare un mucchio di soldi. Devi comprarti gli status symbol. Ma secondo me, e l’ho già detto mille volte, l’obiettivo della tua vita dovrebbe essere la felicità. Fino a un certo punto i soldi possono aiutarti, ma una volta che hai soddisfatto i tuoi bisogni, non ha senso prosciugarsi la vita nel lavoro solo per guadagnare di più.

Quindi, un primo passo per diventare più ricco è capire che la nostra società dà troppa importanza al denaro. E che puoi essere felice e vivere bene anche senza comprare tutto quello che ti passa sotto mano.

Perché compri roba?

Quindi, per essere più ricco puoi guadagnare di più o volere di meno. Per guadagnare di più puoi andare su Mindcheats Curriculum, mentre qui ci occupiamo di come vivere meglio spendendo di meno.

Io sono sempre stato un risparmiatore. Se c’è qualcosa da comprare lo prendo, se si esce a mangiare una pizza non prendo la margherita solo perché è la più economica, ma non sento il bisogno di spendere soldi solo perché li ho. O ancora peggio, di spendere soldi che non ho.

Ma al contrario di molti risparmiatori, che non spendono solo perché vogliono accumulare denaro (e quindi sono ugualmente schiavi dei soldi), la mia motivazione è che non ne sento il bisogno.

Ed essendo una cosa così rara, ho iniziato a chiedermi il perché.

Quello che ho visto, è che le persone pensano di poter comprare la felicità. Più soldi spendo, più sono felice. E se ne potessi spendere di più, sarei più felice. Per questo tutti aspirano ad aver più soldi.

I soldi possono darti contentezza, ma non felicità. La contentezza è un’emozione passeggera, che ti prende al momento ma svanisce dopo poco. Come quando la tua squadra vince il derby, o compri un nuovo stereo hi-fi.

Ma la felicità è qualcosa di diverso. È più difficile da ottenere, perché non puoi solo spendere soldi e aspettarti di essere felice. È una sensazione di completezza che permane per sempre, dove pensi che la tua vita non potrebbe essere migliore.

Se sei felice, improvvisamente non sentirai il bisogno di spendere soldi. Sei già a posto così, perché dovresti? Puoi andare in giro con un’utilitaria scassata, ma cosa te ne frega?

Ora, il problema è riuscire ad essere felice.

Come essere più felice

Questo è un argomento che ho trattato più volte sul blog, e ti consiglio di andare a vedere l’archivio per consigli più specifici. Ma per riassumere, sei felice solo quando la tua vita ha un significato. Quando trovi la tua vocazione, e capisci “cosa vuoi fare da grande”. Perché molte persone passano tutta la vita senza mai capire cosa in realtà vogliano fare, ossia non hanno un obiettivo personale.

L’unico modo per trovarla, questa tua ragione di vita, è continuando a provare. Non esistono tecniche o strategie: prova a fare qualsiasi cosa ti capiti sotto mano, e prima o poi troverai la tua vocazione.

Una volta che l’hai raggiunta e sarai più felice, i soldi acquisiranno meno importanza.

Ecco, questo è un ottimo modo per capire a che punto sei nel tuo percorso di crescita personale: meno consideri importante il denaro, e più sei avanti.

Comments

  1. Anonimo says:

    sei peggiorato Stefano! Pochi contenuti in fin dei conti..

  2. Paolo Rotella says:

    Per mei sei migliorato Stefano! Articolo che mi è piaciuto molto!

  3. Ermelynda says:

    Articolo originale e, soprattutto, vero.

    Alla fine sono poche le cose che ci rendono davvero felici, la maggior parte delle cose le desideriamo, le conpriamo e una volta che le abbiamo diventa normale averle (e non aggiungono un briciolo di felicità). E passiamo subito al successivo bisogno da soddisfare.

    Preciso che non sono fuori da questa logica, comprp amvora molte cose che non mi danno la felicità, ma sto lavorando per capire cosa davvvero mi rende felice.

  4. Molto molto concreto e ricco di segnificato! Grazie

  5. Complimenti Stefano, i tuoi articoli sono sempre interessanti, mai noiosi e trattano di argomenti comuni in modo mai banale.

    Mi fa molto piacere che tu sia tornato a scrivere e condivido al 100% quello che affermi in questo articolo.

    Mi raccomando se passi per Venezia fammelo sapere che mi farebbe veramente piacere conoscerti di persona 😉

  6. Vittorio says:

    Stefano per me sei poco felice per scrivere un articolo così controverso. Inizi glorificando il denaro e chiudi parlando della vera felicità. Boh mi sembra un po’ troppo confuso.

    • Il mio pensiero si riassume bene nella frase: i soldi sono importanti, ma non sono tutto (né sono il fine ultimo).

      Chi non dà alcune importanza ai soldi è naive, chi gliene dà troppa è ossessionato.

      Non sono confuso, sono a metà fra i due estremi. È molto diverso. 😉

  7. Ciao Stefano, hai detto bene, il livello di ricchezza non si misura dalla quantità di soldi che una persona ha in tasca.
    Se guardiamo la cosa solamente dal punto di vista del denaro, la VERA ricchezza si misura in termini di Patrimonio Netto, che è la differenza tra le cose che possiedi e i tuoi debiti.
    Puoi anche avere entrate molto sostenute ma, se spendi come se non ci fosse un domani e hai mutui, leasing e finanziamenti fino alla punta dei capelli, non produci nessuna ricchezza reale.
    E in parte, questo comportamento rispecchia anche il livello di ricchezza interiore che hai.
    Infatti, anche le persone che guadagnano tanto, hanno dei problemi di soldi.
    Se il tuo rapporto col denaro è come quello di Sulley Muntari, Boris Becker o Mike Tyson (tutte bancarotte famose), non credo che si possa parlare di ricchezza e felicità.
    Se vogliamo prendere degli esempi virtuosi, tutti i più grandi imprenditori al mondo sono delle persone che hanno saputo gestire il denaro in funzione di ciò che portava realmente valore aggiunto nella loro vita.
    Infatti non esistono categorie di spesa giuste o sbagliate, esiste l’essere risparmiatori veri sulle cose che contano meno, per avere la capacità di spendere liberamente per le cose che contano realmente e che portano valore aggiunto.

    • Buono spunto ma rischiamo di andare a impelagaiarci nella tana del bianconiglio se iniziamo a parlare in termini di patrimonio. 😀 Perché se includi tutte le attività, dobbiamo anche parlare di quanto è liquido: un conto in banca e una casa sono cose ben diverse per la ricchezza di una persona. Però sì, guardare il patrimonio netto potrebbe essere un modo intelligente per valutare la ricchezza materiale. Io preferisco gli indici di redditività perché fanno una foto del presente piuttosto che del passato, ma è solo una mia opinione. 🙂

  8. Sicuramente la situazione in cui vivo non è delle migliori… a giorni mi staccheranno la luce ed ho bisogno dell’aiuto di mia madre per pagare le bollette e sopravvivere.
    Ma finalmente ho trovato la mia strada…(o meglio: son tornata alla mia prima passione prima che venissi folgorata dalla grafica, che ho fatto per 15 anni con esiti non tanto positivi e grande infelicità) e le cose gradualmente stanno andando sempre meglio.
    Ma la cosa più figa… la cosa veramente inaspettata è che sono felice. Delle piccole cose, della pace che provo finalmente nel mio cuore, la pratica della gratitudine…
    Questo periodo di povertà mi ha insegnato molto, tantissimo, mi ha aiutato veramente a capire ciò che voglio e l’importanza di seguire la mia strada e soprattutto la consapevolezza che le cose possono cambiare… e dipendono esclusivamente da noi stessi. Non ci sono scuse ne scappatoie.

    Quando ti ritrovi che non hai niente da mangiare, quando vivi da due anni senza riscaldamento… allora qualsiasi cosa assume un valore enorme rispetto a quello che davi prima ad un piatto di pasta… ad un caldo maglione… ad un’amico che ti offre di poter fare la doccia.

    Le prospettive cambiano. E i soldi diventano uno strumento.

    Certo non è bello a 40 anni essere ancora dipendenti dalla mamma pur vivendo da sola da più di 20 anni. Ma solo io posso cambiare questo status quo e soprattutto benché la situazione sia stata causata oltre che dalle mie scelte anche da altre persone e situazioni contingenti io sono concentrata sulle mie responsabilità e si alla fine sono grata alla vita per avermi “costretta” in situazioni dalle quali sono uscita con la mia sola forza di volontà.
    e questo mi rende felice!

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