5 prove che il sistema scolastico fa schifo

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Hai mai avuto quel presentimento che il sistema scolastico abbia un qualcosa di sbagliato?

Che ci siano modi migliori per crescere e insegnare a qualcuno come vivere?

Forse. Ma non hai mai avuto prova. Gli insegnati mi odieranno, ma in questo articolo ti porto 5 prove schiaccianti che il sistema scolastico odierno è una disgrazia.

1 – La maturità non ha senso

Per i professori, la maturità è il momento di passaggio fra l’età del facazzismo e il mondo del lavoro, dove devi dimostrare appunto la tua maturità nel studiare migliaia di pagine di cose che non ti serviranno mai in tutta la vita. Reggere la tensione degli esami di stato è la prova  che sei pronto per sopravvivere nel mondo, è il primo degli esami della vita e dovresti ringraziare le istituzioni per prepararti a dovere.

Ma soprattutto, come si fa altrimenti a valutare se uno studente ha veramente interiorizzato le informazioni?

Chi è così pazzo da mettere in dubbio una certezza così radicata?

A quanto pare, l’università di Harvard (fonte).

Da anni, l’istituto non richiede più ai professori di fare grossi esami di fine anno per valutare gli studenti, favorendo esami intermedi più piccoli. Anzi, per sostenere test sostanziosi il professore deve fare una richiesta specifica alla facoltà. Nel 2010, solo 259 dei 1137 corsi partiti ha avuto un esame finale.

Secondo gli studi infatti, i grossi esami sono un pessimo metodo per far sì che gli studenti ricordino i concetti (fonte). Dividere la maturità, o un qualsiasi esame enorme in piccoli pezzi, garantisce risultati migliori e una maggiore ritenzione delle informazioni sul lungo periodo senza scomodare le tecniche di memorizzazione.

2 – La ricreazione è troppo corta

Ah, la ricreazione. Voli alla macchinetta e compri i taralli, cercando di mangiarli prima che si spargesse la voce fra i compagni di classe.

Credo di averci preso più roba con il filo di ferro che con la moneta.

Credo di averci preso più roba con il filo di ferro che con la moneta.

La scuola per ottimizzare i costi e i tempi da decenni riduce sempre più la pausa fra giornate, fino al punto che anche alle elementari la ricreazione dura solo pochi minuti.

E chi può obiettare contro questa logica? Si è a scuola per imparare, non per giocare. Per la socializzazione e il  calcio, c’è il pomeriggio. A scuola si deve stare seduti a studiare.

Sbagliato.

Prima di tutto, la ricreazione aiuta i bambini a comportarsi bene durante le lezioni. Addirittura, usare la punizione di non far fare ricreazione al bambino che si comporta male lo rende più propenso a farlo (fonte).

Secondo, la ricreazione prolungata aiuta la concentrazione (fonte). Che, mi dicono dalla regia, a scuola è importante. L’equazione “ricreazione = perdita di tempo” viene dal mondo degli adulti, ma è così che i bambini imparano (fonte).

3 – Algebra in terza media

Nello sforzo di “migliorare” il sistema scolastico, si cerca di introdurre concetti avanzati il prima possibile. Così, pensano i professori, si riesce a insegnare più cose in meno tempo: un bambino che alle medie già ha studiato algebra, entrerà alle superiori con una marcia in più. Non so come funziona adesso, ma io ho iniziato a vedere X in mezzo ai numeri in terza media.

Quando nel 2008 la California ha reso obbligatorio lo studio dell’algebra in terza media, hanno notato qualcosa di strano: quei ragazzi facevano peggio in matematica alle superiori (fonte).

Spingere l’algebra il prima possibile sembra un’idea fantastica, non foss’altro che ignora ogni cosa che sappiamo su come si sviluppa il cervello di un ragazzo di quell’età. I bambini vanno attraverso fasi di apprendimento rapido, alternandole a fasi di stallo in cui assimilano le informazioni. La fase della terza media è un periodo di stallo, che rende pessimo lo studio di concetti astratti come l’algebra.

4 – La competizione uccide l’apprendimento

Con l’arrivo dei test standardizzati, ogni verifica è una competizione: chi è più bravo, chi è meno bravo. Chi viene premiato e chi punito. In questa classifica, gli unici che (forse) hanno un rafforzo positivo sono i migliori.

Ma la competizione è  il sistema del mondo moderno, è così che gira il mondo e i bambini dovrebbero apprenderlo il prima possibile. Funziona: metti in competizione un gruppo di persone e avranno uno stimolo per dare il massimo. Il migliore vince, e gli altri la prossima volta faranno di tutto per raggiungerlo. È un sistema che funziona.

Tranne per il fatto che non funziona.

Ogni tre anni, la OECD fa un sondaggio sulla qualità dei sistemi di istruzione  del mondo: dei test standard in varie aree per vedere quali studenti sono i migliori (il PISA). Il 2001 è stato il primo anno in cui ha partecipato anche la Finlandia, e i suoi studenti hanno erano su un altro pianeta rispetto al resto del mondo.

I più sorpresi sono stati i finlandesi, visto che non danno peso alla competizione o al risultato degli studenti (fonte).

La Finlandia non ha test standardizzati. Non hanno graduatorie e se ne infischiano del voto. I professori sviluppano verifiche diverse per ogni singola classe e in base alle attitudini degli studenti, senza imposizioni da parte di un’autorità statale. Non c’è competizione nel sistema finlandese. E funziona meglio di qualsiasi altro sistema scolastico nel mondo.

La competizione è un sistema perfetto quando si parla di ventidue uomini maturi che inseguono un pallone, non così tanto quando si cerca di insegnare a dei ragazzi: distrae dall’imparare, che dovrebbe essere l’obiettivo della scuola.

Denise Clark Pope, professore di Stanford, ha seguito cinque studenti delle superiori per un anno scoprendo che passano più tempo a cercare di ottenere un voto alto (non sempre con metodi leciti) di quello che spendono a imparare. Visto che i finlandesi non si curano del voto, passano tutto il tempo a imparare cose nuove.

Un altro studio mostra che gli studenti che si focalizzano sul voto e non sull’apprendimento hanno una peggiore salute mentale e memorizzano meno cose a lungo termine (fonte).

Addirittura, la consapevolezza di essere valutati peggiora le prestazioni del cervello (fonte).

5 – Le scuole medie sono una pessima idea

A parte che negli Stati Uniti le scuole medie hanno un tasso di crimine superiore del 30% rispetto agli studenti della stessa età che sono rimasti alle elementari seguendo un altro percorso  (fonte), le scuole medie sono forse il miglior modo conosciuto per uccidere l’intelligenza dei ragazzi.

Guarda questo grafico:

Con la linea blu, gli studenti che hanno fatto le medie subito dopo le elementari: rendimenti crollati. In rosso invece, gli studenti che hanno fatto un anno di elementari in più e sono entrati direttamente in seconda media: per un anno rendimento alle stelle, seguito dal crollo dopo aver cambiato scuola.

È normale all’inizio: ambientarsi e cambiare classe è difficile, quindi un rendimento inferiore non è così strano. La cosa peggiore è che non c’è un recupero: per tutte le medie in rendimento è ai minimi termini, e gli studenti se lo trascinano dietro fino alle superiori (fonte).

Negli Stati Uniti, diverse città stanno cancellando la scuola media aggiungendo invece tre anni di elementari: in tutti i casi, il rendimento è cresciuto subito dopo l’implementazione del nuovo sistema.

Chissà se una di queste innovazioni arriverà mai in Italia…

I fantastici commenti

  1. Daniele ci dice:

    Mi sfugge la differenza fra tre anni di scuole medie e tre anni di scuole elementari in più…

    • La mancanza di un cambiamento radicale

      • Fabrizio ci dice:

        Però poi il cambiamento radicale lo avresti alle superiori. Non sarebbe la stessa cosa?

        • Un ragazzino di 14 anni ha sviluppato capacità cognitive e adattative maggiori rispetto ad un ragazzino di 11 anni, il balzo non risulta traumatico ma “fisiologico”. Non c’è da stupirsi che il bullismo dilaga nella scuole medie: i bambini credono di essere diventati grandi perciò iniziano ad assumere atteggiamenti di “potere” per dimostrare il loro valore. A 11 anni, 12, 13 si è ancora bambini.

  2. Simona T. ci dice:

    Quanto è vero. Il sistema scolastico italiano è veramente pessimo e ogni ricerca e prova lo conferma.
    In prima persona ho vissuto una brutta esperienza dove la demoralizzazione che mi hanno dato i professori invece di aiutarmi e darmi fiducia mi ha portato a sotterrarmi, non mi sentivo all’altezza.
    Crescendo, finite le superiori, mi sono accorta che la vita è altro e che di ciò che mi hanno insegnato a scuola non mi è rimasto nulla o quasi.
    Ma sopratutto ho iniziato a cacciare la mia forza, creatività, la mia autostima, la mia voglia di fare e ad aprire la mia mente al mondo.

    • anche io condivido Simona in toto, visto che sono appena uscita (l’estata scorsa)!!

      I professori sono interessati a finire il programma, ad arrivare dove devono arrivare mentre gli alunni vogliono il bel voto, raggiungendolo con la copiatura dai testi o con i bigliettini. Un esempio: su 24 alunni solo due non copiavano.

      Inoltre porto anche la mia esperienza. Sono diplomata come perito turististico. Dunque ci si aspetterebbe che dovrei sapere bene almeno l’inglese, avendolo fatto per 5 anni.
      Invece questi 5 anni sono stati di tutto e di più, visto che cambiavamo prof ogni anno. Solo una professoressa nei 5 anni è stata degna di questa professione.

  3. Luca Lopardo ci dice:

    Ciao Stefano, ti segnalo che c’è un refuso (“hanno” erano su un altro pianeta).

    Ottimo, comunque. Ti segnalo, visto che parli di ricreazione, che forse sarebbe opportuno, per completezza, ricordare che in Finlandia (ma anche in Ungheria) le lezioni sono più brevi e per ogni ora di lezione ci sono rispettivamente 15 e 10 minuti di pausa tra una lezione e l’altra, per permettere ai ragazzi di rimettersi in sesto. Così lavorano molto meglio.

    Sono anni che dico che il sistema scolastico e universitario italiano fa schifo. Stiamo creando generazioni frustrate, immature sul piano umano e impreparate sul piano tecnico-teorico e critico-analitico.

  4. Gaetano ci dice:

    Sono d’accordo con tutto quanto!
    Sono uno studente che quest’anno affronterà la maturità e quindi posso dire di avere tanti anni di scuola alle spalle.
    Per completare il tuo articolo vorrei aggiungere che anche i programmi sono completamente sbagliati. Per spiegare il motivo porto come esempi tre delle materie principali del mio corso di studi: inglese, francese e soprattutto economia aziendale (è un corso di ragioneria “classica”).
    Studiamo economia aziendale e non abbiamo mai visto un software gestionale (praticamente è fatto tutto via computer adesso) e studiamo la tassazione da un libro del 2009. Ovviamente non so compilare una dichiarazione dei redditi né altri documenti particolari.
    Inglese e francese. Studiamo le lettere commerciali come un elenco di frasi in cui al posto dei puntini bisogna mettere i dati in base a cosa richiede l’esercizio. Di teoria in due anni avremo studiato si e no un centinaio di pagine in inglese ed un centinaio di pagine in francese che parlano di metodi di pagamento, trasporti, ecc. Praticamente si parla di sapere a memoria delle definizioni nella stragrande maggioranza dei casi. Anziché fare così sarebbe bastato vedere ogni lezione un film o leggere qualche giornale in lingua straniera, magari su argomenti di cultura generale. In questo modo si potrebbe imparare veramente una lingua oltre che accrescere la nostra cultura. Inoltre una volta presa una certa confidenza con la lingua lo studio del centinaio di pagine si fa in pochi giorni volendo. Tutta la scuola italiana sarebbe da cambiare.

    • Andrea ci dice:

      Sono d’accordo. Per esempio parlando di filosofia, con l’ultima riforma hanno diminuito le ore da tre a due, aumentando però la lunghezza del programma!

      • Lorenzo ci dice:

        Io ho iniziato quest’anno filosofia e guarda che le ore sono tre, prima erano due.
        PS Io parlo del liceo scientifico non so se intendevi in generale o solo qualche corso

        • Andrea ci dice:

          Dicevo riguardo allo Scienze Applicate, dove di fatto abbiamo 2 ore ma lo stesso programma del tradizionale. Il nostro professore si è ritrovato a dover saltare alcune parti, e ci ha detto anche che negli anni precedenti il programma era più corto.

  5. Stefano Ministro dell’Istruzione now!!!! ;(

  6. Ciao!
    Sono completamente d’ accordo. Il sistema scolastico italiano andrebbe rivisto da cima a fondo. Le tue prove sono schiaccianti e aggiungerei che nella scuola gli insegnanti vogliono che si studino grandissime quantitá d’ informazioni e NON si insegna come studiarle. Non dico che le scuole debbano passare gratuitamente corsi di memoria, dovrebbero peró impegnarsi a insegnare metodi di studio VALIDI a seconda delle etá degli alunni e delle loro possibilitá.
    Invece si arriva all’ universitá, con 13 anni di studi alle spalle, senza aver mai davvero, imparato a studiare.
    Io la penso cosí!!
    Alessia Cipriano
    http://www.cambiarevitax.com

  7. Andrea ci dice:

    Sul fatto che le medie siano completamente inutili è un pensiero che ho dalla prima superiore, soprattutto perchè molto spesso la qualità degli insegnanti che vi si ritrovano è terrificante e gli studenti sono in un’età nella quale sanno essere incredibilmente stronzi gli uni con gli altri.
    Per la questione ricreazione, non sono molto d’accordo sull’allungarla, perlomeno nelle superiori (io frequento il liceo scientifico, e 10 minuti mi sembrano sufficienti), ma troverei molto efficace l’inserimento di “mini” ricreazioni di 5-10 minuti tra un’ora e l’altra per permettere al cervello di riprendersi, oltre che accorciare le “ore” scolastiche, che adesso sono di 1 ora e che, a mio parere, andrebbero portate a 45 minuti per permettere allo studente di rimanere concentrato per tutta la lezione.

  8. Emanuele ci dice:

    I professori hanno un ruolo chiave nella vita dei ragazzi, secondo solo a quello dei genitori, ma nonostante cio’ si vedono spesso atti di tirannia e violenza psicologica, cose che un bambino/ragazzo si porta dentro tutta la vita… Da quando anziche andare all’Universita’ ho deciso di viaggiare e lavorare all’estero sno cambiato radicalmente!

  9. Alberto ci dice:

    Ciao Stefano, d’accordo su tutto. Hai già sentito parlare di educazione democratica/libertaria (vedi anche homeschooling/unschooling)?

  10. ermelynda ci dice:

    Articolo interessante… su qualcosa sono d’accordo, su altre meno…. il punto è: manca la conclusione, dove sono qui i “trucchi per sfruttare la mente”?
    ogni articolo di crescita personale dovrebbe comprendere una risuluzione ad un problema… questo articolo costituisce solo il problema

    • il trucco è capire che la scuola italiana è un cancro, demolisce non crea.
      la risoluzione del problema è proprio nello schema finlandese, o forse meglio, penso che non abbiano ancora scoperto un metodo abbastanza diversificato e sano per istruire tutti.
      Io sono molto interessato, e mi chiedevo come fossero le scuole di lusso svizzere da 300.000 euro l’anno

  11. Marzia ci dice:

    E dell’analisi grammaticale in seconda elementare cosa vogliamo dire? Arrivano alle medie che non sanno fare in tema! Ci sarebbe da approfondire seriamente questo metodo intuitivo e le prove invalsi che fanno pressione sulla capacità di insegnare dei maestri preoccupati del risultato della possibile prova e propinano ai genitori disturbo in iperattività al 30% della classe!! Altro che pensareoltre.org

  12. Nicola ci dice:

    Sono assolutamente daccordo per quanto riguarda i punti 2 (Ricreazione più lunga) – 4 (Competizione) – 5 (Scuole medie).
    Per quanto riguarda la competizione ho notato che, quando è successo a me, io ero personalmente motivato ad arrvare ad essere primo perchè in genere ero sempre al secondo o terzo posto (c’erano proprio delle classifiche), ma quelli più in basso al contrario si demoralizzavano e lasciavano perdere, per quanto a me piacesse molto quel metodo complessivamente c’è di meglio.
    Per quanto riguarda le scuole medie io ricordo solo gli “squilibri ormonali” e i professori frustrati che cercano in tutti i modi di mettere in difficoltà gli alunni, sinceramente penso di non aver mai affrontato nessuna scuola imparando così poco, anzi, a livello caratteriale mi peggiorò tantissimo.

    Però sul punto 3 (l’algebra) non sono molto daccordo, racconto un aneddoto, io ho frequentato una scuola elementare che, anche se era pubblica, veniva considerata un po d’élite (tutti i miei compagni erano figli di persone o molto “influenti” o molto “abbienti”, solo 2-3, me compreso, erano persone “normali”), quindi nel periodo dove ho frequentato anche io, per mia immensa fortuna, cercarono di assegnare a quella scuola maestre particolarmente note per la loro bravura, insomma, cerco di stringere, a livello di conoscenze matematiche io ho visto l’algebra per la prima volta in quinta elementare (quella famosa X), ricordo che quando lo dissi alla prof delle superiori anni dopo non mi credette nemmeno, vabè tralasciamo, comunque, morale della favola, la maestra delle elementari mi aveva portato ad un livello di conoscenza talmente alto che io fino alla terza SUPERIORE (quindi 6 anni dopo) non ho mai più letto un libro di matematica e ho campato di rendita con medie dal 7,5 al 9, ho ricominciato un po’ con i limiti, poco di più con le derivate e poi invece quando ho affrontato gli integrali mi sono dovuto rimettere sotto, però per tutte le medie e parte delle superiori quando mi dicevano “hai studiato matematica tu?” non sapevo nemmeno cosa volesse dire la frase, a volte rispondevo, con un po di sfacciataggine, “perchè? … a cosa serve studiarla?”, e so che così è stato anche per molti miei compagni, anche per i meno “portati”, quindi, avendo visto dei risultati così, io sarei addirittura per anticipare l’entrata di certi studi, dopotutto i bambini sono ancora nella famosa fase di “superapprendimento”, quindi, se certe cose vengono spiegate bene prima sono introdotte e meglio è a mio parere.

    Per quanto riguarda l’esame di maturità invece non so perchè tutti ce l’abbiano a morte con questo evento, se viene visto nelle giusta ottica secondo me è un bene, nel senso, io (ormai quasi 8 anni fa, quindi col vecchio ordinamento, adesso non so come funzioni ma credo che sia simile) portai una tesina su un software creato da me (ho studiato informatica all’itis), collegando bene i vari argomenti e usando qualche “furbizia” sono riuscito a farmi fare le domande che volevo, quindi non ho dovuto ristudiarmi tutto quello che avevo studiato i 5 anni prima ma solo alcune cose ben selezionate, il “succo” di tutto è stata la presentazione davanti a tutti i professori e ad un po di gente che non conoscevo, quindi il grosso fu il “parlare in pubblico” esponendo in modo chiaro, cosa che poi nella vita serve davvero, in sostanza se viene visto come un punto di distacco dalla realtà accademica ed una presa di coscienza del fatto che “adesso si fa sul serio” secondo me non è un male, oltretutto fa anche capire che non basta avere le nozioni in testa, ma è anche importante ordinarle e saperle esporre, e magari anche presentarsi in un certo modo, insomma, tante cose che, di fatto, non ti insegna nessuno (a meno di non seguire corsi specifici, ma sicuramente non alle superiori) e che, a quell’età, puoi imparare solo facendo.

    Scusate se mi sono dilungato così tanto!! =D

  13. Elvis ci dice:

    Ciao Stefano. Anch’io sono d’accordo con te. Io sono straniero e sono arrivato in Italia due anni fa circa per motivi di studio. Quando ho cominciato la scuola in Italia ero felice perché stavo studiando in un paese diverso e robe varie. Però man mano che i mesi passavano mi rendevo conto che c’era qualcosa che non andava. Sentivo che non imparavo quello che stavamo studiando. I professori non sapevano dire altro che ragazzi domani interrogo! A me non piace studiare. A me piace imparare. Molta gente non capisce la differenza tra imparare e studiare. E quindi ogni volta che i prof ci davano i compiti io cercavo di capire e imparare a modo mio l’argomento che avevamo studiato in classe. Il problema arrivava il giorno dell’interrogazione. Il prof mi faceva delle domande e io cercavo di rispondere a modo mio sapendo che la mia risposta era giusta. Il problema era che essi mi dicevano sempre: così non c’è scritto sul libro! Io cercavo di giustificarmi dicendo che quello che conta è come un alunno spiega un argomento e non quello che c’è scritto sul libro….Ricordo benissimo che un giorno un ragazza disse alla prof di matematica. Noi studiamo solo per il voto perché alla fine è quello che conta! E la prof rispose: eh no ! Voi dovete imparare a ragionare! Ma i miei compagni di classe sapevano che i prof non ci aiutavano a sviluppare il nostro ragionamento. Ecco perché decisi di lasciare la scuola e prendermi un anno sabbatico per scoprire veramente quello che mi piace. Devo dire che è la miglior decisione che abbia mai preso. Il sistema scolastico italiano non è l’unico che è una disgrazia. Questo è un problema a livello mondiale. I ragazzi non studiano più per il semplice fatto di imparare,ma per ottenere un pezzo di carta che, come sappiamo , non ci garantisce più un lavoro.

  14. Ciao, stavo giusto riprendendo in mano una ricerca sull’ apprendimento e ho trovato il tuo articolo.
    Devo dire che concordo pienamente e mi ritrovo in ogni considerzione.
    Ti volevo chiedere quanto ritieni affidabili le statistiche e opignoni finlandesi, sarebbe interessante poter parlare con qualcuno che ha esperienze personali in finlandia o in altri paesi.
    Se avete esperienze scolastiche in altri paesi del mondo mi servirebbero per migliore un mio lavoro, grazie e ottimo articolo.

  15. Simone C. ci dice:

    Personalmente confesso di aver pianto leggendo questo articolo, le medie mi hanno demolito come poche cose al mondo. Professori frustrati, compagni saputelli, poca comprensione e conseguente demoralizzazione del sottoscritto.
    Tutto questo mix letale mi ha portato a scegliere un indirizzo professionale alle superiori, ritrovandomi completamente disadattato e desideroso di un’atmosfera liceale. Successivamente, all’università ho scoperto di essere affetto da discalculia, malattia che può essere curata solamente durante l’arco di età che va dai 7 ai 9 anni. Sebbene gli studi non fossero stati approfonditi quanto lo sono ora, ricordo perfettamente il menefreghismo dei maestri elementari (prevalentemente diplomati) e la strafottenza dei professori delle medie, che non avevano interesse nel capire i problemi degli alunni, ma solo a finire la giornata e il programma.
    Inutile dire che è necessario non lasciarsi indietro nessuno durante il percorso scolastico, vivo perennemente in un senso di frustrazione per quello che sarei potuto diventare, non per chissà quali facoltà intellettive, ma per una curiosità inesauribile che purtroppo mi vedo costretto a limitare ogni qualvolta che mi ritrovo di fronte a un testo leggermente più complicato della media, perché a causa della discalculia ho un problema nell’area matematica, che però si collega anche ai periodi molto lunghi nelle frasi, ai grafici ecc. ecc. Vi assicuro che è una sensazione bruttissima quella del voler imparare qualcosa e non riuscire proprio a farcela.
    Perdonatemi lo sfogo, non è una questione di tentativi, ho provato anche a frequentare un’università a indirizzo scientifico, con grandissime difficoltà, a causa delle quali mi sono dovuto buttare su un corso di comunicazione, appena concluso, che mi ha regalato ben poche soddisfazioni (senza togliere nulla a questi corsi e agli studenti che li frequentano, ognuno fa quello che sente di fare), per via del fatto che cerco sempre di trovare un approccio scientifico alle cose e non umanistico.
    Scusatemi ancora per il papiro, gran bell’articolo, sono d’accordo al 100%.

    Un abbraccio
    Simone

  16. Delayer ci dice:

    @Stefano, guarda che comunque il sistema scolastico generalmente è completamente e assolutamente inadatto.
    Te lo posso dire perché da quando faccio come mi pare, e con questo intendo che i programmi di scuola non me li guardo per niente, il mio rendimento è aumentato del 100%…

    Cosa voglio dire con questo… Io mi studio a casa e con un mio amico in un laboratorio l’elettronica e l’informatica che mi servono per lavorare, questo poi ovviamente va a incrociarsi con i programmi scolastici, e se non è così, quell’argomento lo ascolto si, ma mai lo studierei….

    Il risultato di questo è che a scuola mi diverto, perche sto un marea di tempo fuori tra corsi alternativi e io che esco normalmente, in più ho la media del 8…

    Sono in quarto per dirti ma l’esame di stato in pratica è già pronto =)

    P.s: ovviamente le materie come storia, italiano vanno studiate, quello è normale, infatti quelle sono le materie dove ho i voti più bassi…

  17. Lorenzo ci dice:

    Sono un liceale e mi trovo in disaccordo con questo articolo, se così lo si può definire.
    Non si può sempre fare di tutta l’erba un fascio.
    Sicuramente la scuola Italiana ha una serie di problemi, ma chi esce da un liceo (scientifico e classico) ha una preparazione che fa impallidire i diplomati di qualsiasi altro stato. I nostri liceali, non tutti di sicuro ma una grande parte, quando fanno un anno all’estero, si trovano a poter insegnare al posto dei professori essendo avanti anni luce rispetto a loro. Quando uno studente straniero viene in un liceo italiano si trova in una grandissima difficoltà, non riuscendo a stare dietro ai programmi, perché poco abituato a studiare molto e per le pessime basi di preparazione rispetto alla nostra. Vari test hanno dimostrato che uno studente con buoni voti che esce da un liceo è più preparato di un studente americano laureato.
    Come già detto, la nostra scuola soffre di molti problemi, dalla mancanza di attrezzature, ai continui tagli al grande costo che è per le famiglie, ma ti permette di avere una cultura e una preparazione invidiabile.

    Ora, anche questo commento sparirò nel nulla, come altri?

    • Luca I ci dice:

      Aspettavo un commento del genere prima di inserirne uno.
      Assai d’accordo: mi viene in mente il ragionamento della mia Professoressa di Pedologia, secondo cui la “fuga di cervelli” dall’Italia è dovuta al fatto che, in Italia, quei cervelli si formano.

      Quanto alle “prove schiaccianti” beh, queste sono tutt’altro.
      Chiamiamoli piuttosto degli spunti di riflessione. Prova schiacciante non è nemmeno una ricerca su rivista specialistica sottoposta a peer-review, figuriamoci un articolo su un blog.
      Sarebbe da interrogare gli esperti del settore.

  18. valeria ci dice:

    Mi ha emozionato questo articolo, Stefano, sono anni che penso esattamente ciò che tu hai riportato…Molte mie compagne di classe alle superiori, studiavano solo per il voto (con un enorme apporto di stress che le portava a non dormire il giorno prima del compito in classe o dell’interrogazione!). Sono anni che ripeto sino alla noia che i voti andrebbero eliminati proprio perchè distolgono lo studente dallo studio vero e proprio e con scarsi risultati nel lungo termine (…perdita delle informazioni). La cosa peggiore, portata da un sistema simile, è che indebolisce non solo la ns mente bensì anche il nostro modo di socializzare (..chi è meno incline a conformarsi, sarà un emarginato, con le conseguenze che conosciamo) mentre tutti pensano esattamente il contrario. Divulgherò l’articolo tra i miei amici anche su FB.
    Grazie Stefano.

  19. Marco ci dice:

    Ho finito a stento la terza media, copiavo, non studiavo, ero il peggiore dell’istituto, oggi guadagno 3 volte un notaio e sono partito con 10 euro… forse non è tutto vero quello che dice la società…

  20. mara ci dice:

    perché tutti pensano che i professori siano frustrati? che passino il loro tempo a cercare di far del male agli alunni? penso che il voto non debba esistere, ma solo un giudizio dettagliato sul lavoro dello studente in abase alle proprie capacità.

Dicono di Mindcheats

  1. […] scuola in generale, e quella italiana in particolare, sono piuttosto critico (questo articolo esprime bene il mio pensiero), ma istruzione e scuola non sono […]

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