3 peculiari filosofie di vita che ti consiglio di seguire

Li conosciamo tutti i classici mantra per vivere bene, per essere sereni e più felici. Sono sempre gli stessi, e si sentono ripetere fino alla morte.

Oggi voglio fare qualcosa di diverso.

Voglio parlare delle tre filosofie, o mantra, che più influenzano il mio modo di pensare. Ma bada bene, non sono i classici pensieri positivi che si trovano sui blog di PNL. Queste tre, probabilmente, non le hai mai sentite…

1 – E sticazzi?

La prima filosofia è quella in cui ancora un po’ fatico, ma nel continuare a seguirla sto piano piano diventando una persona migliore.

Questa filosofia prevede di rispondere con un sonoro “e sticazzi?” agli avvenimenti esterni, quando gli altri si disperano.

  • “Stefano hai visto? Kim Jong Un sta testando le bombe atomiche!” “E sticazzi?”
  • “No Stefano non ci crederai, ho letto questo articolo su quanto rubano in parlamento!” “E sticazzi?”
  • “Stefano hai visto sul TG di Tizio che ha ucciso Caio? Ma in che mondo viviamo?” “E sticazzi?”
  • “L’Italia non andrà ai mondiali!” “E sticazzi?”

I semi di questo mio mantra sono stati posti nel 2010, pochi mesi dopo aver fondato Mindcheats. Mi sono trasferito a studiare a Riga, Lettonia, e l’appartamento non aveva la TV (e sarebbe comunque stata in lettone).

Lì, per la prima volta, ho capito che si vive meglio senza stare attaccati alla notizie di cronaca e politica. Prima ero un irrimediabile affamato di telegiornali, dibattiti politici, e tutta quella roba lì. Quando ho capito che era inutile e mi stava solo erodendo il fegato, ho smesso.

Perché alla fine, cosa me ne frega a me?

Come cambia il mondo se seguo la politica? In nessun modo.

Diciamo che guardo 2 TG al giorno, quindi un’ora di tempo. Sei giorni a settimana sono sei ore. Se quelle sei ore a settimana invece le dedico a fare volontariato, non è meglio? Non contribuisco di più a migliorare la società?

Per questo ho già detto di non seguire i TG, né di votare.

La filosofia dello sticazzi significa farsi scivolare addosso le cose. Perché i grandi cambiamenti sono un’illusione: tranne eccezioni più uniche che rare, non esistono eventi singoli in grado di cambiarti la vita.

O sono eventi che ingigantisci, ma in realtà non avranno grandi ripercussioni, oppure sono la “goccia che fa traboccare il vaso”. Quindi il culmine di una serie di piccoli accadimenti senza i quali non sarebbe successo niente.

Per questo ho smesso di preoccuparmi di grandi eventi catastrofici, perché ho capito che in realtà non sono così eclatanti come potresti credere all’inizio. E ho smesso di preoccuparmi delle piccole cose, perché sono talmente insignificanti che non vale nemmeno la pena di spenderci un pensiero.

Oltre a un “e sticazzi?”, si intende.

2 – Fai quello che vuoi

Questa è un’estensione del mantra di sopra, ma ha uno speciale posto nel mio cuore.

Anche perché se più persone la seguissero, il mondo sarebbe un posto migliore.

Il fatto è che come ho già detto, io su molte cose non ho un’opinione.

Una delle frasi che ripeto più spesso quando parlo di me è:

Fai un po’ quello che vuoi, basta che non rompi le scatole.

Se uno ci pensasse per più di mezzo secondo, capirebbe subito che è una cosa ovvia. Purtroppo molti non la pensano così (perché non ci hanno pensato per più di mezzo secondo).

L’esempio che uso più spesso per spiegare questa filosofia è quello delle coppie gay. Sono a favore, o sono contrario? Boh, uno potrà anche fare quello che vuole finché non viene a rompere le scatole a me, o no?

Stessa cosa nella religione. Se qualcuno vuole credere nelle fate piuttosto che in Cthulhu, è libero di farlo e a me non tange.

Il fatto è che io già ho i miei problemi e le mie preoccupazioni a cui pensare. Preferisco spendere le mie energie mentali a pensare a delle cose che influenzano la mia vita, piuttosto che congetturare su quello che fanno gli altri nella loro vita privata.

Anche perché mi piacerebbe che gli altri adottassero la stessa filosofia con me.

Smettere di pensare a quello che dicono e fanno gli altri ti libererà da una grossa fonte di negatività dalla tua vita.

Perché ho visto persone rovinarsi il fegato a forza di pensare a quanto sia sbagliato quello che fanno gli altri (vedi appunto l’esempio delle coppie gay). Alla fine, se non cambia niente in ogni caso, perché dovresti pensarci?

Ma forse lo riassume nel modo migliore il canale Youtube Scottecs:

Soprattutto la frase:

“Odio la gente che si diverte, dovrebbero fare tutti come me e al posto di divertirsi lamentarsi della gente che si diverte!”

Diciamocelo, quanta gente conosci che invece di divertirsi si lamenta della gente che si diverte? Ti starà sicuramente venendo in mente qualche nome.

3 – Vediamo…

Nell’ambito delle consulenze di marketing, che fanno parte del mio lavoro, sono conosciuto come “quello che dice sempre dipende”.

Perché mentre altri consulenti dispensano consigli bollandoli come “sempre efficaci”, come se avessero la sfera di cristallo, io la penso diversamente.

Ci sono strategie che funzionano in certe situazioni, in altre no. A seconda del tipo di azienda, della sua situazione e mille altri fattori, valgono certi consigli piuttosto che altri.

Questo viene dalla mia filosofia personale, dove penso che non si possa mai sapere a priori cosa possa funzionare e cosa no, cosa piaccia fare e cosa no.

Per questo, quando sono in dubbio, io provo e vedo cosa succede. Sono uno sperimentatore in tutto. Sia che creda sia che non creda a qualcosa, se posso, prima di formarmi un’opinione lo provo.

Così ho fatto con il sonno polifasico, ad esempio. Avevo trovato questa cosa interessante in rete, e l’ho provata.

Quando c’è da fare nuove esperienze, io sono sempre in prima linea. Perché le nuove esperienze mi arricchiscono, e mi fanno conoscere qualcosa di nuovo.

Sono consapevole della mia ignoranza, del fatto che non conosco tutto. Il modo migliore per conoscere sempre un po’ di più il mondo è di avere la mente aperta, sperimentare, e solo dopo trarre le proprie conclusioni.

Non solo sono uno sperimentatore, ma sono anche un uomo d’azione. Teorizzare va bene, ma fino a un certo punto. Prima o poi, le cose le devi provare. Quindi io spesso non sto inutilmente a ragionare su qualcosa, la provo e poi giudico.

Comments

  1. E se alla 1 aggiungessimo, “e quindi?” (Più tutte le varianti del tipo, “e io che ci posso fare?”, “e come pensi di rimediare” ecc…).
    Un bel “sticazzi” è sicuramente più salutare di sterili allarmismi, ma a volte il problema c’è, ma oltre a generare ansia a chi sta intorno, nessuno si preoccupa di alzare un dito per risolvere i problemi che stanno tanto a cuore alla “gente” (tra l’altro l’esempio del volontariato nell’articolo è già di per se illuminante).

    • Il “e quindi” lo vedo simile allo sticazzi. Se il problema si può risolvere, poi, rientra in un’altra categoria. E lì si può aggiungere il quarto mantra: “basta lamentarti e muovi il culo”. 😛

  2. Condivido in particolar modo la filosofia “E sticazzi”.

    Quella di aspettare grandi rivoluzioni o rivelazioni che possano portare a grandi stravolgimenti nella propria vita è spesso una scusa per non fare niente e rimanere in attesa.

    Vivere in modalità lotteria non ha molto senso.

    Ottimo articolo.

  3. Questi sono gli articoli che ci piacciono!

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