I 5 passi per sembrare più intelligente

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A volte è meglio stare zitti e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio

Martina era veramente distrutta, più di quello scemo dell’ambasciatore cinese (e il perché lo scoprirai solo più avanti)

Se solo avesse letto ed applicato quest’articolo oggi sarebbe una ragazza contenta, ma sfortunatamente non è stato così.

La neo- laureata Martina aveva trovato una fantastica inserzione di lavoro che avrebbe coronato il suo sogno, ed era un passo dall’ottenerla.

Un giorno prima infatti aveva visto che un azienda cercava un “Art sales Manager”, una figura che avrebbe dovuto andare in giro per le gallerie d’arte del mondo a cercare nuovi talenti.

Arte e viaggi, il lavoro perfetto; la vita che desiderava.

Nell’inserzione c’era scritto: “Requisiti richiesti :

  • Laurea: ci siamo 110 e lode
  • Conoscenza di 4 Lingue: ci siamo ne conosce 5
  • Grande passione per l’arte: e pure qua nessun problema.

Così la giovane Martina si presentò al colloquio, con le migliori speranze, insieme a lui c’era un altro ragazzo. Più si avvicinava il suo momento più lei era agitata, preoccupata e sopratutto tesa.

Il problema è che, come sicuramente sai, più diventi teso, più diventa difficile per te dire cose sensate e invece è quasi impossibile non dire cazzate.

Con la grande tensione, e la preoccupazione alle stelle si sa, le cose finiscono per andare male.

Così anche se Martina era la più intelligente dei due, ed alla lunga lo avrebbe dimostrato, il suo datore di lavoro preferì l’altro ragazzo perché “apparentemente” era più intelligente.

Ecco questo è un problema che ci è già capitato e ci capiterà centinaia di volte, nonostante spesso siamo molto più intelligenti di chi ci sta attorno, per via dell’ansia o di altro, appariamo più stupidi e finiamo per perdere grosse occasioni.

Infatti ci saranno dei momenti, come interrogazioni, meeting o colloqui di lavoro, in cui hai la necessità di “apparire” intelligente. Ecco una procedura di 4 passi, ma prima fatti spiegare una cosa

Ecco perché i deficienti sembrano più intelligenti di noi

Secondo la teoria di  Howard Gardner, esistono circa 10 tipi di intelligenza diversa. Noi però non ne consideriamo nemmeno uno quando ci tocca valutare qualcuno.

Se uno davanti a noi ci dice che l’Australia si estende per 7 Milioni di Km quadrati o se cita Shakespeare mentre parla, ecco per noi questo tipo è intelligente.

Se invece ci si para davanti un capraro Siciliano, che magari non riesce nemmeno a coniugare il verbo essere, ma è capace di capire qualsiasi tipo di quesito matematico o risolvere grossi problemi di logica, non lo considereremo mai intelligente, perché non abbiamo il tempo e le capacità per valutare a fondo le persone.

Quello che più sembra contare è la conoscenza, non l’intelligenza effettiva

Sembrare intelligente non ha niente a che vedere con l’essere intelligente, ma adesso passiamo alla procedura:

Passo n.1: Per favore non dirmi di  SI

Dire di si ed annuire, per il cervello di chi ci sta di fronte, è un chiaro segnale di sottomissione. 

Se dici qualcosa a qualcuno e quello non fa altro che dirti “Sisi certo!” e a fare su e giù con la sua testolina ti sta inconsciamente dicendo: ” Hai perfettamente ragione, talmente tanta che non ho nulla da dire a riguardo”. Ed alla lunga sembrerà un po’ stupido.

Raramente ho difficoltà a capire cosa dicono gli altri, molto più spesso invece non ascolto per distrazione, in entrambi i casi non faccio altro che annuire per “fingere” li stia ascoltando. Ecco quando annuiamo diamo quest’impressione:

Non capisco ciò che dici e non mi interessa approfondire.

Non sto dicendo di non annuire ma semplicemente di, oltre a dire di si, ampliare il discorso e sopratutto seguire il passo 2:

Passo 2: Non ridere

Si dice che :

Il riso abbonda nella bocca degli sciocchi

Naturalmente è un detto popolare e lascia il tempo che trova, ma nasconde una verità. Ridere senza senso è tipico degli scemotti.

Non che sia sempre così ma in linea di massima il nostro cervello interpreta una risata immotivata o finta non come un segno di intelligenza ma anzi di tutt’altro.

Una cosa che invece ti fa sembrare più intelligente è stare in silenzio. Non per via di chissà quale studio o quale retaggio dell’uomo primitivo ma perché meno cose dici meno possibilità hai di dire corbellerie colossali

Quindi evita di ridere e passa al ..

Passo 3:  Datti una calmata

L’ho detto, prima e lo dirò altre cento volte.

Dopo circa 5 anni di crescita personale applicata e migliaia di tecniche sperimentate, secondo me una delle tecniche più efficaci è quella di entrare in“Stato alfa” ovvero uno stato di rilassatezza

Più sei irrequieto, come quando sei in ansia o stai litigando, più sei propenso a dire grosse cavolate. Quando sei  nel famoso Stato alfa invece, l’attività del tuo cervello è molto più elevata.

Non è vero che quando sei teso sembri più stupido, il fatto è che quando ti agiti SEI stupido, è colpa del tuo cervello e del fatto che si allontana dallo stato Alfa.

Allora il grande trucco per sembrare più intelligenti e rilassarsi, il mio consiglio è fare almeno 5 profondi respiri. Meglio ancora, secondo Amy Cuddy, potresti assumere una bella power pose (in foto), ovvero una posa alla Wonder women per 10 minuti consecutivi.

(Seriamente, funziona)

Ciò ti aiuterà ad avere più sicurezza e più calma e poi passare al passo 4.

Passo 4: Vestiti da intelligente

Gli scienziati lo chiamano effetto “halo” ed è un bug mentale attraverso il quale riteniamo che più una persona sia attraente più sia intelligente.

Inoltre in uno  studio del 2008 dell’Università del Winsconsin ha dimostrato che tendiamo a reputare più intelligente chi è vestito meglio, o comunque in maniera meno provocante o infantile

Quindi, se devi sembrare intelligente, e nel mio caso è un’impresa abbastanza complicata, butta via tutte le tute e le minigonne e mettiti un bel vestito elegante. E finalmente passa al ..

Passo 5: Fai Einstein

Si dice che Al Pacino fosse tremendamente insicuro.

Quando però doveva recitare nel “Padrino ” nella parte di Michael Corleone, ecco che la sua insicurezza svaniva.

Quando recitava non era più il piccolo e insicuro Italoamericano Al, ma un forte e determinato boss della Mafia New Yorkese che non la fa passare liscia a nessuno, e la sua insicurezza spariva.

Era insicuro ma, se interpretava un personaggio sicuro di se, non lo era più

Ecco questa è la stessa cosa che dovrai fare tu.

Anche se sei stupido, se interpreti un personaggio intelligente, anche solo in apparenza, non lo sarai più

Per apparire più intelligente prova ad interpretare un personaggio particolarmente intelligente, fai finta di essere uno tra:

  1. Leonardo da vinci
  2. Bill gates
  3. Steven Hawking
  4. Archimede
  5. Sherlock Holmes
  6. Walter White
  7. Einstein

Conclusione

Nella vita ti capiteranno occasioni in cui dovrai almeno sembrare intelligente, ecco se ti dovesse capitare segui queste regole:

  • Per prima cosa vestiti elegante
  • Cura il tuo aspetto
  • Poi Stai 10 minuti in una power pose
  • Fai 3 profondi respiri per  entrare in stato alfa
  • Dopo di che ricordati di non sorridere egli non annuire sempre
  • Stai in silenzio il più che puoi
  • Scegli un “genio ” ed interpretalo

Ora ti vorrei lasciare con la storia dell’ambasciatore cinese.

Si racconta infatti che il povero ambasciatore non sapesse l’inglese. Così prima del suo incontro con il presidente Obama i suoi interpreti gli dissero

“Caro ambasciatore, penseremo a tutto noi per quanto riguarda la comunicazione col presidente e la traduzione di entrambi. Lei deve solo dire due piccole frasi inglesi.

Non appena verrà il presidente lei gli dirà: “Come stai? ”

Il presidente le risponderà “Bene e tu? “. A quel punto lei dirà “Anche io”, si metterà a sedere e penseremo a tutto noi.

Il problema fu che, per la tensione (e anche qui per lo stato alfa) l’ambasciatore disse “Who are you?” e non “How are you?” ovvero disse “chi sei? ” non “come stai?”

Obama con grande nochalance disse “Sono il marito di Michelle!” e la sala scoppiò a ridere.

L’ambasciatore rispose, senza comprendere la battuta rise e disse “Oh anche io!” e tutti stettero in un silenzio imbarazzante.

 

Comments

  1. Sono molto d accordo con ciò che dici!
    Ho inoltre notato che ridere é tipico delle oche ( inteso come stupide)

  2. Veramente un bell’articolo, che deve essere derivato da riflessione ed esperienza; complimenti e grazie!

  3. Io invece ho il problema contrario, l’altro giorno sono stato scartato ad un colloquio perché gli sono apparso troppo calmo e temevano che non reggessi lo stress.

  4. Capraro Siciliano says:

    “Anche se sei stupido, se interpreti un personaggio intelligente, anche solo in apparenza, non lo sarai più”.
    Grazie per il suggerimento! : )

  5. Molto utile come al solito?

  6. Franco Ferragatta says:

    Te lo dico francamente, ma quest’articolo è il peggiore, che tu abbia scritto.
    Manca tutta la parte del metalinguaggio etc.
    Scusa la mia critica ma io non sono wonder woman…
    Perferisco di gran lunga i western, potrei essere doc holiday ( Tomstone )
    Buona serata

  7. Grazie!

    Già, ridere non solo ci fa sembrare somari, ma se il nostro interlocutore ridesse per niente ci farebbe una brutta impressione e non ci piacerebbe….
    Quindi…..

    Grazie.

  8. Articolo interessante, forse quello che mi serviva di più in questo periodo, dal momento che a breve avrò laurea e colloqui.
    Mi è piaciuto particolarmente perché fa una distinzione tra essere e sembrare intelligenti e mi ha confortato veramente, perché non penso di essere una persona stupida, ma ho spesso l’impressione che gli altri lo pensino.
    Unico appunto: potevi aggiungere un personaggio intelligente femminile 😀

    • Ciao 🙂

      Speravo che qualcuni mi facesse questo appunto!
      Allora stavo per aggiungere un personaggio femminile, poi però ho scoperto, atraverso una ricerca dello Psicology today,che erroneamente si ritiene che le donne appaiano meno intelligenti dell’uomo, anche se lo sono di più !

      Quindi è sempre più efficace interpretare un uomo che una donna 🙂

      Grazie mille:)

  9. Antonio says:

    Bellissimo articolo e molto utile, ne darò spesso una lettura per rinfrescarmi la memoria 🙂 Grazie per averlo postato.

  10. Certo che ha molto senso scrivere di crescita personale da parte tua,dovresti avere la dignità di smettere di farlo.Il tuo progetto online di un blog tutto tuo è stato un fallimento però vieni qui a darci lezioni come fossi Leonardo da Vinci.Dovresti solo vergognarti ,impostore!

    • Claudia says:

      Ma non capisco proprio questo accanimento con questo ragazzo!
      É un bravissimo articolista e per di piu ho avuto il piacere di scambiare 4 chiacchere con lui in chat e ha fatto cose che per la sua età sono notevolissime

      L invidia della gente non finisce mai…

    • Scusa ma… Laura chi? Chi te conosce XD

  11. Giovanni m says:

    Ma stai zitta ed abbi un po di rispetto!!
    Se non ti piace il blog cambia aria, sto ragazzo scrive cose interessanti e a me piacciono molto. E poi non ti chiede nemmeno un euro!!Tu invece che **** hai fatto? Che ti nascondi dietro un nome !

    Boooh la gente!!

    Francesco ho gradito molto l articolo e continua cosi

  12. Roberto says:

    Bel articolo ma non sono daccordo con il secondo consiglio di non ridere e stare in silenzio il piu’ possibile, sembra controproducente dato che cosi’ si puo’ apparire come prendersi troppo sul serio e timidi magari. Invece mostrare sicurezza e positivita’ per qualsiasi cosa che si dice denota piu’ carisma che penso aiuti per sembrare inteliggenti.

  13. Seguo da tempo e con gran piacere il blog ma ” capraro siciliano ” é uno scivolone di cattivo gusto che non mi aspettavo. Sarebbe ora di smetterla con le generalizzazioni, le persone non sono intelligenti o stupide in funzione dell’appartenenza ad un luogo. La ” stupidità ” è ubiquitaria, certi pregiudizi mi deludono.

    • Ciao, ho fatto la battuta perché sono siciliano e vengo da una famiglia di caprari… dico davvero.

      • Anche io scrivo dalla Sicilia, ecco il perché di tanto risentimento, il commento era riferito all’articolo. Quel l’appellativo non mi sembrato divertente ma, al contrario superfluo, non pertinente e fuori luogo.

  14. Quell’appellativo

  15. Chiedo scusa, solo adesso ho riletto tutti i commenti. Chi puntualizza è la stessa persona che ha scritto l’articolo, ecco perché non riconoscevo lo stile costruttivo e rispettoso cui siamo abituati su questo blog. Che fine ha fatto Stefano Mini??

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