Come diventare esperto in qualsiasi cosa (guida pratica)

Hey tu, pensi che essere colto e informato sia sufficiente per diventare una persona migliore?

Se veramente sicuro che studiare/leggere sia la strada certa e sicura per imparare qualcosa (qualsiasi cosa sia)?

Perfetto. Stai sbagliando alla grande.

Perché sapere qualcosa, ossia la “conoscenza” in sé, non ha lontanamente l’importanza che credi all’interno del tuo percorso di crescita e miglioramento quotidiano. Quindi, fallo per te: non diventare quella persona che dopo aver letto (o anche studiato) un libro pensa di aver assimilato il suo contenuto. Perché se fosse così facile, al mondo non vedremmo così tante persone che non hanno idea di dove sbattere la testa e dove indirizzare la propria vita.

Ricordo, impressa indelebile nella mia mente, la frase di un famoso guru italiano di crescita personale. Il suo videocorso parlava di lettura veloce, e a un certo punto disse:

Con questo sistema potete leggere 10 libri al mese. E se leggete 10 libri in un mese sullo stesso argomento, allora siete già diventati degli esperti!

Che gran cazzata. Il sottoscritto, quando aveva 17 anni, era ancora abbastanza ingenuo da crederci. Ma con il tempo e l’esperienza, ho capito che questa è una gran balla fatta per vendere corsi su corsi. Perché le persone vogliono risultati immediati anche se effimeri, in pochi sono disposti a lavorare per ottenerli.

Ma visto che su questo blog io voglio darti strumenti per raggiungere risultati concreti, ti voglio spiegare il processo che ho sviluppato (e raffinato con anni di pratica) per diventare veramente un esperto in qualsiasi campo tu voglia.

Divora libri

divorare libri

Okay, sì, i libri sono importanti. Ma considera che qui sotto ci sono altri quattro punti: leggere, se ti fermi lì, non ti serve a niente. È come buttare un po’ di farina sul tavolo e credere di aver fatto la pizza. D’altra parte, senza la farina la pizza non la fai (escludendo qualche strano esperimento di nouvelle cuisine).

Il primo passo è quindi di prendere tutti i libri che trattano l’argomento nel quale vuoi diventare esperto, o almeno i principali, e leggerli. I libri sono un ottimo punto di partenza perché sono zeppi di informazioni e costano poco: se hai un Kindle e sai l’inglese, compra direttamente da Amazon.com e hai a portata di click la più grande libreria della storia. Altre due ottime risorse sono Udemy o Lynda, o se vuoi informazioni approfondite, perché non andare gratis nelle migliori università del mondo?

Non basta fermarsi a un libro: devi leggerne tanti. Se leggi un solo libro, per quanto bello sia, non imparerai granché sull’argomento che ti interessa. Non farai altro che imparare il punto di vista dell’autore. Chiunque, anche la persona più esperta su questo pianeta, ha una visione limitata dalle sue esperienze e la sua situazione. Quello che funziona per una persona può non funzionare per un’altra, e ti accorgerai che ci sono modi diversi di approcciare lo stesso argomento.

In questa prima fase, quello che ti interessa fare è assorbire tutto. Non importa che alla fine di questa fase tu abbia le idee confuse: va bene così. Anzi, al contrario, se non sei almeno un po’ confuso da tutta la mole di informazioni che hai letto, allora non hai letto abbastanza: continua con questa prima fase finché non pensi che sia tutto un grande caos. Come disse Socrate, il primo passo per arrivare alla vera conoscenza è ammettere di non conoscere niente. Il famoso “so di non sapere”.

Connetti i punti

Perfetto, è arrivato il momento di fare un processo analitico più approfondito. Perché ora hai le informazioni, ma devi ordinarle. È un processo che richiede tempo, e ti servirà il supporto di una mappa mentale.

Leggendo libri su libri, ti accorgerai che ci sono alcuni temi ricorrenti che compaiono ovunque. Se tutti gli autori dicono che un certo passaggio è fondamentale, e lo fanno tutti nello stesso modo, allora ci sono buone possibilità che quello sia veramente qualcosa da tenere a mente: segnatelo e mettilo da parte, con un appunto di andarlo a riprendere in futuro. Se invece un certo procedimento è diverso a seconda dell’autore che ne parla, allora è probabile che non sia così vitale per il successo.

Per specificare quest’ultima parte: ci sono situazioni in cui il cosa fare è importante, ma il come farlo è più flessibile: a seconda della tua situazione personale e delle tue preferenze, puoi variare questo aspetto. In più hai già, chessò, una decina di idee da sperimentare per vedere quale faccia più al caso tuo.

Fatti una mamma mentale in cui metti al centro l’argomento principale, e fai partire una serie di rami per ciascun sotto-argomento.

Questo è un tipo di conoscenza che non puoi acquisire dopo aver letto solo un libro: differenziare le informazioni primarie (temi e passaggi ricorrenti) da quelle secondarie (strade diverse scelte da ogni autore) è fondamentale, perché ti consentirà di avere meno fallimenti nella fase successiva.

Un attimo, cosa?

Fai pratica

Che significa, in altre parole, fare errori e imparare da essi. Devi fare pratica deliberata.

Non ci si scappa, se vuoi diventare esperto in qualcosa, dovrai metterti l’anima in pace e rassegnarti al fatto che avrai una bella serie di fallimenti. Non importa quanto leggi, quanto impari, quanto studi. Se non fai pratica e impari dai tuoi errori, non potrai mai veramente chiamarti un esperto in qualcosa. I due passi precedenti, leggere e connettere i punti, servono a ridurre al minimo il numero di errori che farai.

Il fatto è che quando leggi un libro, tutto ha senso. Senti di aver imparato qualcosa, di aver veramente acquisito tutta la saggezza dell’autore. Pensi che ti basti quello per essere considerato un esperto, se il manuale è stato scritto bene. Purtroppo, non ci vai nemmeno vicino. A quel punto sei solo un novellino che ha letto un libro.

Più libri leggi, più dovresti accorgerti che le cose sono complicate. Scopri che non c’è un’unica via per il successo, che a volte due esperti hanno opinioni contrastanti. Che due azioni portano a conseguenze diverse, e due azioni diverse portano alla stessa conseguenza. Non capirai il perché, ed è lì che comincia ad arrivare il mal di testa.

Connettere i punti ti farà venire un sacco di domande, e in nessuno dei libri che hai letto troverai le risposte. Bene: significa che sei un passo più vicino alla vera cultura, all’imparare qualcosa di nuovo in maniera pratica.

Ma l’emicrania vera arriva quando provi a mettere in pratica gli insegnamenti che hai appreso, seguendo la mappa mentale che ti sei costruito nel punto precedente. All’inizio, non funziona niente. Hai l’impressione che tutto quello che hai imparato finora non sia servito a nulla. La reazione più istintiva è:

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Ma non ti preoccupare, perché anche questo fa parte del tuo naturale percorso di crescita, e se non sei in grado di passare questo ostacolo, non diventerai mai un esperto.

La sola conoscenza da sola non serve a niente, ed è qui che ti accorgi di questa tragica verità. Grazie ai libri e a tutto il resto hai ora le conoscenze teoriche per evitare gli errori più banali, e soprattutto imparare da quelli che inevitabilmente farai.

La cosa più importante in questa fase è analizzare ogni risultato, ogni errore, accorgerti dove hai sbagliato e correggere il tiro la prossima volta. E qui devo fare una precisazione importante.

Potresti aver già sentito che ogni errore ti insegna qualcosa, ma non è proprio così. Se non analizzi l’errore e cerchi di capire dove hai sbagliato, per poi correggere l’errore stesso cambiando il tuo procedimento, sbagliare non ti serve a niente. Continuare a impuntarsi aspettandosi risultati diversi significa essere un illuso.

Crea il tuo sistema

Una volta che hai fatto abbastanza errori, inizierai a vedere dei risultati concreti: è lì che ti accorgi di stare diventando un esperto. Non conta quante cose sai, conta solo il risultato che hai ottenuto una volta messe in pratica le informazioni che hai imparato.

Con il tempo e l’esperienza ti accorgerai che, a volte, fare le cose per conto tuo ti porta a risultati migliori: è normale, perché solo tu conosci le tue esigenze specifiche. Non copiare nessuno a pappagallo, ma usa le informazioni come punto di partenza per creare il tuo sistema. Se non arrivi a questo punto, allora stai sbagliando qualcosa.

Adesso è il momento di formalizzare il tuo sistema, ossia mettere su carta tutto quello che hai imparato.

Mantenendo i principi dei libri che hai letto, sperimenta vie leggermente alternative (nota l’enfasi sul leggermente) e guarda se ti portano a risultati migliori. Cerca sempre una via personale per arrivare al risultato.

Ecco perché il leggermente: le persone con le “grandi idee rivoluzionarie” sono quelle piene di debiti. Mettiti l’anima in pace: non sarai il prossimo Zuckerberg, Gates o Jobs. Non rivoluzionerai il mondo con la tua idea geniale a cui nessuno a pensato. Se vedi che nel mondo la tua idea geniale ancora non esiste, sono pronto a scommettere che la colpa sia della selezione naturale: un’idea che non piace a nessuno non cresce abbastanza da entrare nel tuo radar.

Va bene sperimentare, ma con senno. Parti da una strada provata che è stata già tracciata da qualcuno, e fai modifiche piccole e graduali. O per dirlo con frase che ho coniato io:

Prima di rivoluzionare il modo di fare qualcosa, devi diventare il migliore a farla.

Rifinisci i dettagli

Siamo al gran finale. Continua a leggere libri, sperimentare, fallire e personalizzare. Ma arriverai al punto in cui ti servirà fare qualcosa di più: formalizzare il sistema.

Qui puoi usare una mappa mentale, o puoi scrivere un vero e proprio libro (anche breve) sull’argomento nel quale stai piano piano diventando esperto. Questo è utile, perché come disse Einstein:

Hai veramente capito qualcosa solo quando riesci a spiegarlo a tua nonna.

Se non sei in grado di spiegare a qualcuno quello che hai imparato in parole semplici, significa che non l’hai imparato del tutto. Quindi scrivere quello che hai imparato ha diversi benefici:

  1. Ti fa capire se l’hai assimilato veramente.
  2. Riesci ad accorgerti di eventuali “buchi” che devi colmare.
  3. Ti scrivi una guida a cui puoi fare riferimento da oggi in poi per evitare di dimenticarti dei passaggi.

Conclusione

Questo è il procedimento che ho usato io, più volte, per diventare esperto in vari argomenti. Crescita personale, metodo di studio, coach aziendale…

È un po’ più complesso del “leggi libri” che senti in giro, in compenso qui riesci ad acquisire esperienza pratica invece che solo teorica. Perché come ho detto a inizio articolo, l’esperienza teorica da sola è inutile: a cosa ti serve imparare qualcosa, se poi non ti porta nessun beneficio nella vita reale? È uno spreco di tempo, al massimo ti dà la falsa illusione di avere imparato qualcosa di nuovo.

Io sono una persona pratica, e se condividi questa visione con me, allora usa questo schema ogni volta che vuoi imparare qualcosa. Ovviamente anche il mio sistema va personalizzato secondo le tue esigenze, ma è un ottimo punto di partenza per sbloccarti e iniziare a ottenere i primi successi.

Comments

  1. “Non rivoluzionerai il mondo con la tua idea geniale a cui nessuno a pensato.”

  2. Il “so di non sapere” è socratico, non di Seneca 😉

    Bella la “mamma mentale” 😀

  3. Non vorrei passare per puntigliosetto, ma “So di non sapere” è una citazione di Platone riferita a Socrate, non di Seneca….
    Anche mamma mentale mi sembra una svista….
    Comunque bell’articolo, io ho impiegato 40 anni per capire che il processo di prove ed errori comporta inevitabilmente anche gli errori.
    Tuttavia, osservando quelle persone che sembrano riuscire al primo colpo mi sono sempre chiesto come fanno. Veramente riescono al primo colpo o riescono selettivamente a ricordare e far ricordare solo i successi?

  4. … E se qualcuno volesse imparare una lingua straniera, solo per il gusto di farlo, senza che ci sia un riscontro pratico, come visitare ad esempio il Paese della lingua studiata, sarebbe una perdita di tempo a tuo giudizio? 🙂

    • Non sempre è necessario sapere una lingua straniera al solo fine di una vacanza fine a sé stessa. Quando dico “sapere una lingua” intendo un certo livello di conoscenza, diciamo fluente. Ovviamente una veloce impanatura di sopravvivenza è consigliata e non è mai una perdita di tempo.

  5. Interessante anche la Regola delle 10.000 ore “the 10,000-Hour Rule, claiming that the key to achieving world class expertise in any skill, is, to a large extent, a matter of practicing the correct way, for a total of around 10,000 hours.”
    Forse un pò troppe…
    Personalmente preferisco la regole del “migliorare [in qualcosa] dell’1% ogni giorno” 😉

  6. “Fatti una mamma mentale” è la cosa più comica che abbia mai avuto il piacere di leggere in un blog di crescita personale.
    Marnie

  7. Condivido pienamente!

  8. Salvatore says

    Ciao, Stefano!
    Secondo te, se qualcuno decidesse di divenire un esperto, per esempio, in botanica studiando del materiale (non sono in Italiano) che trova su Internet, potrebbe applicare in concreto quello che ha imparato, avendo successo e guadagnando molto?

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