Come eliminare l’information overload dalla tua vita

Il comfort moderno ti sta uccidendo.

I nonni dicevano “il troppo storpia”: quando hai troppo di qualcosa, per quanto bello possa essere, inizia a perdere il suo valore/bellezza/efficacia.

Puoi mangiare una porzione di polenta con funghi e gorgonzola, ne puoi mangiare due, ne puoi mangiare tre, se sei un eroe ne mangi quattro. Ma alla quinta, come minimo corri in bagno.

polenta

Ma ne sarà valsa la pena.

Stai vivendo nel mondo del troppo: troppo cibo ti intasa le arterie e ti ammazza più veloce delle Marlboro. Troppo lavoro ti tira su lo stress finché non ti scatta l’ictus. Troppe cose “a portata di mano” ti alienano dal mondo e ti fanno dimenticare i piccoli piaceri della vita.

E sì, troppe informazioni ti bloccano dall’azione. Quell’azione di cui hai bisogno per avere successo nella vita.

Ho già parlato di questo argomento, in maniera limitata, quando ho scritto perché dovresti leggere pochi libri.

Oggi affrontiamo l’argomento di petto e parliamo di un problema che io ho avuto per anni, e molti lettori mostrano tutti i sintomi della sindrome.

Cos’è l’information overload

Il cervello umano, mannaggia a lui, ci mette qualche milione di anni per evolversi in maniera sostanziale. La tua mente si è evoluta quando c’erano le riunioni della tribù al posto di Sky TG 24, e graffiti sulla roccia al posto delle foto dell’iphone su Instagram.

È quindi abituato a processare un numero limitato di informazioni, e processarle bene. Se aumenti la mole di dati da elaborare in poco tempo, il tuo cervello non ha le risorse per gestirli adeguatamente.

Inconsciamente ogni essere umano è programmato per ricercare la novità, le informazioni, la conoscenza. Quando impari qualcosa di nuovo, il tuo cervello rilascia endorfine (l’ormone della felicità) per ricompensarti. Anche se quel “qualcosa di nuovo” è inutile. Ecco perché ti porti l’iphone in bagno: sei alla ricerca di nuovi stimoli e informazioni.

In epoca antica, questo comportamento era sacrosanto: le informazioni erano poche e difficilmente reperibili, potevano fare la differenza fra la vita e la morte. Ma oggi? Non proprio. Anzi, troppe informazioni fanno male.

Come capire quando sei drogato di informazioni

Visto che apprendere rilascia endorfine, l’informazione crea dipendenza come le sigarette. Non riesci a staccarti dal TG, guardi un documentario del National Geographic dietro l’altro, leggi libri di crescita personale a nastro senza fermarti a pensare al perché lo stai facendo.

Hai un problema di information overload quando controlli le email ogni dieci minuti, prendi il telefono a ogni whatsappata, vai su Facebook appena ti svegli perché cavolo non puoi perderti nemmeno un post in bacheca, dividi la tua attenzione su troppe cose contemporaneamente (il pericoloso multitasking).

Per dare una definizione in una riga:

Hai un problema di information overload quando l’accumulo di informazioni è fine a sé stesso.

Attenzione, qui sto parlando di lavoro e crescita personale, non di tempo libero: se la sera per rilassarti ti guardi History Channel non stai facendo niente di sbagliato, finché sai che fa parte del tuo tempo libero. I problemi arrivano quando:

  • Continui a interrompere il tuo flusso lavorativo per controllare Facebook/Twitter/TGcom/whatsapp.
  • Leggi un libro di crescita personale (o altro argomento), e passi al prossimo senza pensare a come implementare quelle strategie nella tua vita.
  • Continui a studiare e ricercare informazioni su un argomento, senza mai fare esperienza pratica.
  • Non sai resistere al fascino del nuovo, indipendentemente dalla sua utilità.
  • Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie di un particolare settore.
  • Pensi che “informarsi” equivalga a “crescere”.

Questi sono i segnali di pericolo più comuni.

Il problema è che molte persone che soffrono di information overload non se ne rendono conto, perché hanno la mentalità del “imparare qualcosa di nuovo va sempre bene”. No.

Imparare qualcosa di nuovo va bene nella misura in cui migliora la tua vita in qualche modo. Può essere un aggiornamento sul tuo lavoro che ti permette di fare meglio nella tua attività, un libro di crescita personale che le cui tecniche ti aiutano a diventare una persona migliore e più felice, strategie per dormire meglio che applichi ogni giorno.

Come combattere l’information overload

Puoi combattere l’information overload in 3 passi:

1 – Screma l’informazione fine a sé stessa

Prima di investire tempo in qualcosa, chiediti: in che modo quello che sto per imparare migliorerà la mia vita in modo concreto?

Nota l’enfasi sul “modo concreto”: significa che le risposte ariose del tipo “mi farò una cultura generale più forte” o “potrebbe servirmi in futuro” non contano. Questo tipo di informazioni possono essere un “passatempo”, non un “investimento”. Un investimento (anche di tempo), per essere tale, deve avere dei risultati concreti e misurabili.

Se non riesci a risponderti a questa domanda, significa che sei vittima di information overload: accumuli informazioni senza un piano preciso, senza sapere in che modo ti torneranno utili.

Sei libero di farlo, se ti piace, nel tuo tempo libero. A me piace l’astronomia, e passo il mio tempo libero a leggere libri di meccanica quantistica perché sono appassionato della materia. Ma sono consapevole che sto leggendo questi libri per diletto, non come investimento sul mio futuro. Non voglio diventare un astronauta.

Il classico esempio è la casella email: ti iscrivi a decine di newsletter, e non ne leggi manco mezza (tranne Mindcheats). Quello è information overload: ricevi informazioni che non userai mai, sono una perdita di tempo. Cancellati da quelle newsletter (tranne Mindcheats).

2 – Metti in ordine le priorità

Già facendo questa prima scrematura ti toglierai un sacco di attività succhia-tempo che non ti stanno portando benefici. Ma la strada è ancora lunga.

Ora prendi le fonti di informazione che ti rimangono, e chiediti: quali sono quelle più importanti per il mio successo e la mia felicità? Mettile in ordine dalla più importante alla meno importante.

Questo lo stai facendo perché non importa quanto scarti, ci saranno sempre, sempre e ripeto SEMPRE più informazioni di quelle che riuscirai mai a elaborare e interiorizzare. Se vuoi diventare un esperto del black jack, ci sono più libri sul black jack di quanti ne riusciresti mai a leggere in tutta la tua vita.

Abbandona l’idea di imparare tutto quello che puoi sapere: non succederà mai. Non perché sei stupido, ma perché le informazioni vengono prodotte a un ritmo mille volte superiore a quello che ci metteresti tu a studiarle. Stare al passo è impossibile.

Prendila con filosofia: fai una lista delle priorità, e rassegnati al fatto che alcune cose non le saprai mai. Non intercetterai tutte le novità del mondo, pazienza. Non ti servono.

Gli esperti del marketing sono bravi a farti desiderare la novità. Il nuovo film de Lo Hobbit, il nuovo iPhone 6 ancora più grosso, questo articolo in promozione super-mega che scade fra 24 ore.

Ma indovina un po’? Non te ne fai una cippa. Vivrai bene uguale (anzi, meglio).

Ora sei pronto per l’ultimo passo…

3 – Segui la Regola Aurea

Ecco un sintomo dell’information overload: passi così tanto tempo a informarti, che non te ne rimane per mettere in pratica quello che hai imparato.

Eppure, l’accumulo di informazioni dovrebbe essere solo in funzione dell’azione. Dell’applicare le strategie imparate, testarle sul campo e adattarle alla tua situazione personale. Perché qualsiasi strategia va adottata per i suoi principi generali, ma spesso ci sono delle piccole modifiche personali da fare. È la differenza che passa fra la teoria e la pratica.

Per questo uno dei miei articoli preferiti è quello sulla Regola Aurea della crescita personale, che ti consiglio di leggere ora. Parafrasandola per l’information overload, la Regola Aurea dice che:

Per ogni due minuti che spendi a ricercare e immagazzinare informazioni, devi passarne almeno uno a usarle in maniera concreta. Semplicemente seguendo questa regola, ti obbligherai a ridurre l’information overload. Con il tempo chissà, fare qualcosa di concreto potrebbe iniziare a piacerti. 😉

4 (bonus) – Butta via

L’abbiamo commesso tutti questo errore: per un periodo nella nostra vita tutti siamo stati vittime dell’information overload, e abbiamo accumulato robaccia. Questa può essere robaccia fisica (oggetti inutili acquistati) o digitale (iscrizioni a newsletter, corsi online comprati). Questo è un freno psicologico che ti crea confusione mentale, e quando sei confuso risolvere l’overload di informazioni è impossibile. Devi prima di tutto avere le idee chiare.

La mia regola, come ho spiegato in questo articolo, è: se non lo usi da 6 mesi, allora buttalo. Ci sono delle eccezioni? Sì. Ma sono la regola? Per definizione, no. Un esempio di eccezione: hai uno scantinato pieno di cose che ti servono per lavoro, e a volte passano mesi prima che ti servano di nuovo. Di altre eccezioni ce ne sono poche, a parte i costumi da bagno (e altri indumenti stagionali).

Ma se un capo non lo usi per tutta la stagione? Allora buttalo.

È uno spreco, dirai. No, ti rispondo. Perché in questo modo imparerai che non tutti quello che compri ti serve. E con il tempo, imparerai a non riempirti di roba inutile. E non dovrai buttare più niente.

Per l’overload digitale, io mi impongo una regola: non compro un nuovo prodotto finché non ho spremuto al massimo quello precedente. Nel tuo caso, se hai una pila di corsi che fanno polvere nella libreria virtuale, non comprarne di altri finché non li hai finiti tutti nel modo intelligente.

Dove per modo intelligente intendo: seguine uno, e applica i consigli a pieno prima di passare al successivo.

Segui queste semplici regole, ed eliminerai l’information overload dalla tua vita.

Comments

  1. ottimo articolo! mi sento molto stressata dalle informazioni che accumulo. Ho anche un’idea da aggiungere: la posta.. la puoi catalogare, vedrai che le newsletter che ti arrivano non creeranno troppa confusione. Ma non è tutto. Pensavo di togliermi da alcune newsletter comunque, e ora lo farò. Pensavo di dover buttare dei vestiti e lo farò. Ora ho le idee…un po’ più chiare. Thanks

  2. Adesso capisco perché Facebook è il primo sito che apro quando appiccio il computer. E capisco pure perché sono iscritto a circa 76 newsletters che non leggo mai (tranne Mindcheats, ovviamente!)

  3. Eccomi! Presente! Affetta da sempre da Info Overload, e periodicamente faccio pulizia, che siano files inutili dal pc, newsletters a caso o libri che non riesco a leggere…però sto migliorando, giuro 😀 quello che potrebbe aiutarmi in concreto sarà imparare ad applicare la Regola Aurea su tutto o quasi ciò che faccio. Grazie per quest’articolo!

    • Grazie te per averlo letto. L’importante è andare sempre in meglio, anche io ho impiegato parecchio tempo prima di liberarmi della “roba” in eccesso

  4. Articolo molto utile, in questi giorni mi serviva proprio!

  5. Questo articolo è decisamente quello che faceva per me.
    proprio in questi giorni parlavo con i miei colleghi di essere tempestato di email e newsletter che non fanno altro che distrarmi; paradossalmente adesso guardo in maniera costante il telefono per vedere se ci sono “aggiornamenti” di qualsiasi tipo. Non nego che la cosa mi sia sfuggita di mano e la cosa non mi piace.
    Me ne sono accorto ma come sempre la procrastinazione è in agguato.
    Domani rileggerò l’articolo e farò una lista di tutte quelle cose che non mi servono più e le cestinerò tutte. 😀
    Devo dire però che non sono una persona che applica molto la regola aurea, specie in questo periodo dove sono in formazione per lavoro.

    Un grazie a Stefano per questo bell’ articolo.

  6. Stefano li leggi i giornali?

  7. Giuseppe says

    Quando parli dei risultati concreti da chiedersi a priori sei sicuro? Mi viene in mente quel passaggio in cui Steve Jobs dice che è impossibile connettere i puntini looking forward ma solo looking backward: e fa l’esempio del corso di calligrafia, non sapeva perchè lo seguiva, non aveva uno scopo preciso looking forward ma gli interessava, vari anni dopo gli è ritornato inaspettatamente utile nella grafica per i prodotto apple.

    Quello che voglio dire: sembra che può succedere che impariamo delle cose perchè ci attraggono con la speranza che ad un certo punto ritorna utile, senza poterlo fissare a priori, e poi se stiamo con le antenne aperte questo succede.

    Ti faccio un esempio nel mio campo: faccio matematica, e a volte sento in giro o leggo un enunciato dei fatti delle domande, di cui avverto istintivamente l’importanza, e se posso dedico del tempo a rifletterci anche se sò che non è immediato il beneficio che ne traggo per i lavori che sto facendo, ma sento che è una cosa “piena di potenzialità”….poi rimane a riposare nella testa e talvolta tac, proprio come la grafica di Jobs, ritorna utile in una situazione a cui sto lavorando. Spesso non siamo abbastanza intelligenti da predirre da lontano esattamente perchè qualcosa ci sarà utile, ma lo siamo abbastanza da percepirlo a livello inconscio ed aggiungere un tassello in quella direzione: cioè il cervello da qualche parte lo fa il calcolo ed arriva anche da quelle parti, ma a livello conscio noi ne riceviamo solo traccia. Dovresti tenere conto di questo aspetto non banale della cognizione se vuoi affrontare seriamente questi temi.

    My two cents.

  8. Gianluca says

    Quantomai attuale. Grazie per quest’articolo. Complimenti per il vostro lavoro, fantastico.. ☺

  9. Ciao, mi chiedevo se qualcuno qui che ti legge , che legge i tuoi consigli, non ricada in quel che tu definisci :information overload .Tutto può essere dipendenza o solo ciò di cui ci piace essere trasportati?

    Troppe ”informazioni” possono far male, ma reagiamo tutti allo stesso modo, non penso , io ad esempio ho delle serie difficoltà nel credere a tutte le informazioni tecnologiche , mediatiche, reali e virtuali, sono interessata ai vecchi modelli, alle riscoperte di tutto ciò che è stato schiacciato da processi che oggi portano a scrivere te ed a leggere me di information overload .Forse sono un po’ spinta da idee che portino ad una decresita anche ideologica oltre che materiale.Con questo non posso dire di non trovare interesssante quel che scrivi…….

  10. Antonio says

    Ciao Stefano,
    credo di essere affetto da information overload acuta…
    Sono una persona super curiosa per natura, e non riesco a fermare la mia tendenza verso il nuovo e la “conoscenza”. Questa mia inclinazione porta ad appassionarmi continuamente a nuovi argomenti (o a riscoprirne vecchi), e qualsiasi lista di priorità mi imponga adesso, non sarà più valida fra tre mesi (perchè ho coltivato altri interessi nel frattempo)…
    Tutto ciò mi porta uno stato di frustrazione e procastinazione…
    Ho un obiettivo fisso che voglio portare avanti a tutti i costi (la musica), ma tutto il resto è chaos…
    Come suggeriresti di uscire da questa condizione?

    • Antonio, essere curiosi e andare alla scoperta di cose nuove non è mica un reato 🙂 Piuttosto limitati a farlo una volta finiti i tuoi doveri, insomma dai precedenza alle priorità, dopodiché le info extra

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