4 lezioni che ho imparato dai manuali di sopravvivenza

sopravvivenza

Qualche mese fa, ho avuto una brutta avventura in montagna.

Il mio obiettivo era il Monte Zingla, un’escursione semplice, da circa 4 ore.

Così prendo lo zaino, ci butto dentro due panini e mezzo litro d’acqua, lascio la macchina in un parcheggio sterrato e inizio a salire.

In poco più di 2 ore sono in vetta, ma non è stata quella la parte difficile quanto la discesa…

A un certo punto, penso: “hmm, questo pezzo di sentiero non lo riconosco, vediamo dove porta.”

L’inizio della fine.

Mi ritrovo fuori sentiero, su una ripida parete, e un burrone invalicabile di fronte a me. Evidentemente, avevo preso la strada sbagliata in un momento di distrazione. Lo Zingla non è un monte famoso, e non vine battuto mai da nessuno.

“Nessun problema” penso fra me e me, “torno fino all’ultimo punto dal quale sono sicuro di essere passato, e da lì cerco di trovare il sentiero per scendere.”

Nessun problema un corno, perché poco dopo mi sono trovato di fronte a un altro burrone.

Ed è lì che l’idea si è fatta largo nella mia mente: mi ero perso.

La giornata era particolarmente arida e il mezzo litro di acqua che mi ero portato dietro era già finito, ma avevo ancora sete. Sotto il sole cocente, sudavo ma non c’erano torrenti fino a valle. Per mia colpa, ero anche senza mappa: “tanto è un escursione breve”, avevo pensato.

A un certo punto decido: al diavolo il sentiero, io inizio ad andare in discesa, che prima o poi la montagna dovrà finire. Mi faccio largo in una vasta pineta, il pendio al limite del praticabile, con difficoltà.

Poi trovo una traccia di un vecchio sentiero non segnato sulle mappe, e lo seguo. Poi svanisce insieme alla mia speranza di essermi ritrovato. Poi scopro un minuscolo torrente, bevo copiosamente, e seguo lui. Infine ecco il vero sentiero, che mi riconduce alla civiltà. Arrivare in vetta mi aveva preso due ore, tornare a valle cinque.

Mentre scendevo per il bosco, ho pensato: “devo proprio scrivere un articolo su Mindcheats su questa avventura”, ma poi l’ho ribattezzato: 4  lezioni che ho imparato dai manuali di sopravvivenza (e che puoi applicare alla vita).

Eccole.

1 – Pensa a quello che puoi fare

Dallas Seavey, musher ed esploratore artico, nel suo libro dice che osservando i suoi cani ha imparato una lezione importante sulla vita: non importa quanto sia grave la tua situazione, fregatene e pensa alla singola cosa più importante che puoi fare adesso.

Questo ragionamento gli ha salvato la vita quando si è trovato in un overflow, una condizione che permette all’acqua dei fiumi di essere liquida anche quando fuori fa -40°. È forse la cosa più pericolosa dell’artico.

Dopo essersi completamente bagnato in uno di questi overflow, un esploratore sa che potrebbe rimanerci secco. È facile farsi prendere dal panico. Così Dallas, da solo e in mezzo allo Yukon, si è chiesto: qual è la singola azione più importante che posso fare adesso?

Tirare fuori i cani e la slitta dall’acqua. E poi?

Valutare la mia posizione e quella del rifugio più vicino. E a quel punto?

Rimettermi sulla slitta e raggiungerlo.

Se sei un lettore di vecchia data, forse riconosci in queste parole la tecnica di spezzettare gli obiettivi, un “classico” di Mindcheats che continua a dare risultati a chiunque la applica: non pensare in grande, a tutte le difficoltà che dovrai affrontare, ma concentrati sulla singola cosa più importante che puoi fare adesso.

Pensa, e non farti prendere dal panico quando vedi che non riesci a raggiungere i traguardi o trovi un ostacolo imprevisto, ma chiediti come superarlo nella maniera più efficace.

2 – Aspetta e vedi cosa succede

Bear Grylls si tuffa in laghi ghiacciati per prendere pesci a mani nude, fa a pugni con gli orsi per il miele, si lancia con delle liane alla Tarzan per scendere dei burroni.

Se segui alla lettera i consigli di Grylls, se mai dovessi trovarti in una situazione di pericolo in mezzo al nulla…

Con buone probabilità moriresti.

La realtà è invece più monotona: se sei in pericolo nella natura fermati, riparati, trova un modo per rivelare la tua posizione (ad esempio con un fuoco) e aspetta i soccorsi. Puoi sopravvivere 72 ore senza mangiare o bere, il tuo unico compito è rimanere vivo, non diventare il nuovo Indiana Jones.

Da qui puoi apprendere una serie di lezioni:

  • Se non sai quello che stai facendo, non rischiare di peggiorare la situazione.
  • La vita non è come un film (o uno show su Sky).
  • Se non puoi fare qualcosa da solo, chiedi aiuto.
  • A volte è meglio aspettare e vedere cosa succede.

Quindi prima di fare qualcosa, chiediti se non sia forse meglio aspettare.

3 – Un grammo di prevenzione vale una tonnellata di cure

Il modo migliore per sopravvivere a una situazione di emergenza è non essere mai in una situazione di emergenza.

Quando io vado in montagna lascio sempre aperta sul computer la mappa della zona dove andrò, e dico a qualcuno che giorno parto. Se non torno per la notte e non era in programma la permanenza notturna, allora c’è almeno una persona che sa che qualcosa non va. Quindi mi capitasse qualcosa (incrociamo le dita), dovrei solo fermarmi e aspettare i soccorsi qualche ora.

Questa è una delle più importanti lezioni di qualsiasi manuale di sopravvivenza, e una delle migliori che puoi applicare nella tua vita: un grammo di prevenzione vale una tonnellata di cure.

Pianifica, chiediti quello che può andare storto, e fai in modo di minimizzare o annullare il rischio. Se non è possibile, metti in moto delle misure che riducono l’impatto negativo degli eventi imprevisti.

Questo è un tema fondamentale nel lavoro, a me tanto caro da aver iniziato a scrivere un blog a parte: se sai che potresti perdere il lavoro, fai prevenzione e cercane uno nuovo da adesso. Non aspettare quando sei licenziato, senza soldi e con delle spese fisse, per scrivere il tuo curriculum.

Ci sono persone che si prendono tanti rischi, e altre che se ne prendono pochi: io sono della seconda filosofia, perché secondo me per una vita felice serve un certo grado di sicurezza. Questo non significa che non dovresti rischiare, anzi è  una delle cose migliori che puoi fare, ma dovresti farlo con coscienza.

4 – Impara qualcosa prima che ti serva

Quando ti perdi nel deserto non è il momento migliore per leggere un manuale su come trovare acqua nel deserto.

E se non hai mai acceso un fuoco con solo legna bagnata e una scatola di fiammiferi, di sicuro non ce la farai quando devi riscaldarti per non morire assiderato.

Devi imparare le abilità più importanti prima che ti servano, per essere sempre pronto. Apprendere qualcosa nel modo giusto può richiedere settimane o mesi, e a quel punto la tua finestra di opportunità potrebbe essersi chiusa.

Un esempio? Se vedi un bando lavorativo che fa per te ma richiede l’inglese, non farai a tempo a impararlo per prendere quel lavoro. Invece se ti eri premunito e avevi imparato l’inglese con il metodo giusto in partenza, a questo punto stavi già lavorando.

Scegli alcune competenze chiave, e apprendile prima che ti servano: quando verrà il momento di utilizzarle, sarai in una posizione di vantaggio. Se non sai con cosa partire, puoi iniziare da queste 5 competenze fondamentali.