8 famosi miti sull’ipnosi: sfatati

Oggi pubblico un articolo di Vinz, uno psicoartista che fa dell’ipnosi la sua arma segreta. Il suo articolo mi ha stupito per il suo rigore scientifico: se vuoi sapere cosa si nasconde dietro l’ipnosi da palcoscenico, l’articolo fa per te. Per leggere di più sulla psicoarte, vai sul sito di Vinz: psicoartista.it

Una nota: qui si parla di ipnosi da palcoscenico, composta principalmente da trucchi e suggestioni, che nulla ha a che spartire con l’ipnosi terapeutica. Grazie a Gennaro Romagnoli per la precisazione. 🙂

L'autore, nel suo splendore bicromatico. ;)

L’autore, nel suo splendore monocromatico. 😉

Questo articolo vuole sfatare alcuni comuni miti sull’ipnosi che tutt’oggi esistono nell’immaginario collettivo. Se infatti tante illogiche dicerie su fenomeni paranormali sono state messe da parte, per l’ipnosi questo discorso ancora non è successo. L’argomento gode ancora di un’aura di scientificità che neppure lo sfrenato scientismo del terzo millennio è riuscito a intaccare.

Cosa intendo dire? Da addetto del settore mi vengono spesso rivolte domande da dei conoscenti che sono molto incuriositi da strategie di comunicazione avanzata, persuasione e affini. Non appena un nuovo amico viene a sapere come mi guadagno da vivere mi rivolge incuriosito domande sulle tecniche che uso per fare spettacolo. Ed alcune delle domane più frequenti sono proprio richieste di chiarimenti, di pareri o informazioni sull’ipnosi.

Resto sempre stupito da come coloro che non credono nell’esistenza del malocchio o della possibilità di predire con un pendolino il sesso del nascituro, ritengono plausibile effettuare rapine, stupri o dominare la volontà altrui con l’ipnosi!

Ritengo dunque utile, come mentalista prima e come praticante dell’ipnosi poi, pubblicare un articolo che faccia chiarezza su cosa sia possibile fare con l’ipnosi e cosa no.

I non addetti ai lavori hanno una visione distorta dell’ipnosi, e di ciò che è realmente possibile farci.

Decenni di film hollywoodiani e ambigui personaggi da varietà hanno convinto le persone che un ipnotista possa controllare le azioni del soggetto che ipnotizza. Decine di ciarlatani, che hanno sfruttato il fascino dell’ipnosi per far soldi facili, han poi marciato su questo sentire comune piegandolo ai propri scopi. Ne ho incontrati personalmente alcuni che, con un italiano claudicante e cultura inesistente, pretendevano d’insegnare segreti a sprovveduti disposti ad ascoltarli per centinaia di euro.

Ma stendiamo un velo pietoso. Scopo di questo articolo è esaminare una lista di miti accettati come veri dal grande pubblico, sui quali è opportuno dare una chiarificazione.

Mito numero 1: L’ipnotista può farti fare azioni contro la tua volontà

Falso. Nessun ipnotizzatore ha potere su di te. In assoluto! Nessun ipnotista può obbligare tramite ipnosi a far qualcosa che sia contrario alle credenze radicate, all’etica o alla morale del soggetto. O anche solo a far qualcosa che il soggetto non voglia fare. L’ipnotista è una persona che guida il soggetto in uno “stato ipnotico” e, solo fintanto che il soggetto glielo permette, alimenta la sua immaginazione con suggestioni e parole studiate.

Ma sia chiaro: qualora il soggetto non si senta a suo agio con queste suggestioni, può rifiutarle volontariamente. L’ipnosi è una questione di cooperazione tra l’ipnotista e il soggetto ipnotizzato, non una forma di potere che l’ipnotista possiede e grazie alla quale può forzare il soggetto a fare quel che vuole. Sfido chiunque affermi il contrario ad ipnotizzarmi contro la mia volontà.

Ma allora come si fa a fare spettacoli di ipnosi? Uso dei complici?

No: in un mio spettacolo, gli spettatori sono lì per assistere, e grazie alla costruzione del numero e al contesto è più semplice che sembri che questi facciano qualcosa contro la loro volontà. Ma questo non è possibile: la parola chiave è “sembri”. Inoltre, durante uno spettacolo, posso sempre ringraziare e mandare al posto un soggetto poco collaborativo. Vantaggio non da poco non credi?

Mito numero 2: Una volta sotto ipnosi, il soggetto non può uscire dallo stato ipnotico da solo

Un mito prodotto da qualche film o un luogo comune. Se il soggetto è sotto ipnosi e l’ipnotista lascia la stanza, ci sono due alternative: o il soggetto realizza che l’ipnotista non gli sta parlando più ed apre gli occhi e torna sveglio, o raramente, il soggetto può cadere in un sonno naturale, dal quale si sveglierà naturalmente dopo poco. E se non fosse così, dove sono tutte le persone in coma ipnotico? Hai mai sentito parlare un TG di un evento del genere?

Piuttosto, spesso l’ipnosi diventa una scusa per giustificare problemi diversi. Derren Brown racconta nel suo Trick of the Mind di quando, durante uno spettacolo di ipnosi agli albori della sua carriera, una persona ubriaca voleva prestarsi a un suo esperimento. Lui rifiutò, e questa dopo poco finì in coma etilico. Immagina cosa sarebbe successo se Derren avesse accettato di ipnotizzarla.

Mito numero 3: Solo le persone deboli mentalmente possono essere ipnotizzate

Falso. L’ipnosi non ha nulla a che fare con l’intelligenza o la forza di volontà. Tutt’oggi molte persone confondono l’essere ipnotizzati con l’essere stupidi. Non c’è alcuna connessione tra le due cose. Molti ipnologi sostengono, al contrario, che più intelligente è una persona più sarà facile per l’ipnotista portarla nello stato di trance. Per quanto mi riguarda, non credo esista un vero stato di trance in cui porre il soggetto, e non credo che più intelligente sia una persona più facile sia ipnotizzarla.

Ma è certo che, per essere ipnotizzato, una soggetto ha bisogno di concentrazione, immaginazione e visualizzazione: nulla a che vedere dunque con l’essere stupidi.

Mito numero 4: Sotto ipnosi, un soggetto è incosciente

Ancora falso. Durante l’intero corso di una sessione ipnotica il soggetto ipnotizzato è in grado d’ascoltare, di pensare e rispondere: è sempre al corrente di ciò che sta accadendo attorno a lui.

Se opportunamente guidato e stimolato dall’ipnotista il soggetto non presterà attenzione alle varie distrazioni che gli sono attorno, ma ciò non significa che sia incosciente. Nonostante il corpo sia rilassato durante una seduta, la mente è più attiva del solito data la concentrazione che si richiede per connettersi all’ipnotista, che funge da mediatore della realtà che per il soggetto stesso.

Molte persone hanno paura dell’ipnosi perché hanno sentito dire che alcuni soggetti ipnotizzati sembrano non essere al corrente di ciò che accade attorno a loro, o che dopo lo spettacolo non ricordano ciò che hanno fatto. Questo è un effetto chiamato amnesia post-ipnotica (ovverosia il dimenticare cosa è accaduto mentre si era ipnotizzati) e funziona solo se il soggetto lo vuole. Insomma, un ipnologo non può farti dimenticare nulla, se tu in realtà non desideri farlo. L’amnesia post-ipnotica è un metodo per mostrare al proprio pubblico un esperimento spettacolare, per impressionarlo. L’ho fatto anch’io in passato.

I volontari sotto ipnosi sono al corrente di cosa stia accadendo, e nessuna perdita di memoria permanente può essere causata dall’ipnosi, qualsiasi cosa accada.

Mito numero 5: Sotto ipnosi, una persona può essere costretta a rivelare i propri segreti

Mi dispiace, l’ipnosi non funziona così. Come già spiegato, il soggetto sotto ipnosi è comunque totalmente cosciente.

Anzi, per via della particolare situazione in cui si trova, il soggetto ipnotizzato è più all’erta del solito: di certo sta più in guardia di quand’è al bar con gli amici! Insomma, qualsiasi cosa il soggetto riveli all’ipnotizzatore, è frutto della sua volontà. In altre parole, il volontario può rifiutarsi di rispondere o mentire.

Mito numero 6: L’ipnosi è pericolosa

In realtà è l’opposto: l’ipnosi è un processo sicuro quanto una chiacchierata, e naturale quanto un pisolino. Secondo uno dei più grandi ipnotisti dello scorso secolo, Milton Erickson, quotidianamente ognuno di noi va in stato di ipnosi più volte al giorno. Ad esempio, quando vai in motorino a scuola e non ti accorgi della strada che fai.

Questo è un esempio di ipnosi, che di pericoloso ha poco. Erickson si spinse a dire che non avrebbe mai preso un taxi il cui autista non andasse in ipnosi guidando, perché l’avrebbe considerato pericoloso.

Mito numero 7: Occorrono poteri speciali per ipnotizzare

Nonostante  una certa letteratura colleghi l’ipnosi all’oriente, l’ipnosi è una capacità come tante altre. Certo è una capacità sfaccettata e strutturata su molteplici livelli, come d’altronde qualsiasi forma di comunicazione complessa.

Qualsiasi persona che abbia la volontà e pazienza di imparare, può arrivare a padroneggiare l’ipnosi. Non c’è alcun potere in gioco.

Poi certo, così come per qualsiasi altra capacità, ci saranno alcune persone predisposte che la impareranno con gran facilità, ed altre che avranno bisogno di più studio e pratica per migliorare ed andare avanti. Nulla che non possa essere superato con la pratica deliberata. In pochi diventeranno professionisti, ed uno ogni mille anni Mozart, ma il punto che mi preme evidenziare è che la capacità di ipnotizzare non è altro che l’utilizzo di un insieme di tecniche apprese dall’ipnotizzatore.

Vi interessa? Studiatela: non fate un rito arcano perché il dio Serpente vi doni il terzo occhio che ammalia.

Mito numero 8: Il soggetto può diventare dipendente dall’ipnosi

Anche questo luogo comune è falso: spesso le persone hanno piacere a praticare l’ipnosi come soggetto passivo.

Alcuni arrivano al punto di usarla regolarmente, perché li fa sentire meglio e più rilassati. Altri imparano l’auto-ipnosi per poter raggiungere livelli di rilassatezza in autonomia, senza bisogno di qualcuno che li guidi. In ogni caso, non è possibile diventare dipendenti dall’ipnosi.

Perché? L’ipnosi non ha effetti fisici né sul corpo né sull’equilibrio biochimico dell’essere umano.

Si può diventare dipendenti da un ipnotista e da quel che ci fa? Si, allo stesso identico modo in cui un uomo può diventare dipendente da una donna. Ma non parlerei di dipendenza: piuttosto dell’innata, spasmodica ricerca dell’essere umano per ciò che gli fa provare piacere.

Comments

  1. Filippo says:

    Come posso fare per iniziare a padroneggiare l’ipnosi? Conosco già dei piccoli “trucchetti” isolati fra loro. Il tutto confuso da molteplici programmi che fanno vedere maghi capaci di ipnotizzare chiunque e fargli fare quello che vogliono, persino rapinare banche, far vivere una persona costantemente in stato di trance finchè quest’ultima non senta un suono ricollegabile a un ordine imposto in precedenza o far provare un orgasmo…
    Consigli qualche lettura o qualche corso?
    Possibilmente economico sono un ragazzo di 16 anni e non voglio svenare i miei genitori 😉

  2. Articolo interessante,
    pratico ipnosi (non da palcoscenico o street… quindi quella che rimane ;-)) da 16 anni in varie forme e ho messo in video tutto quello di cui parlo.
    Sono di base d’accordo sullo “sfatare” la “mitologia” e su tutto l’articolo…
    sul mito n.3 la mia esperienza è proprio l’esatto l’opposto del mito ovvero non ho potuto ipnotizzare delle modelle perché il loro quoziente intellettivo era troppo basso 😉 (o non capivano bene la lingua) più sono intelligenti e aperte all’esperienza e più sono ipnotizzabili.
    Sui miti n. 1, 4, 5, 8 c’è molta confusione a livello mondiale…
    in realtà sperimentando si sa che ci sono vari (per mancanza di termini migliori) “livelli” di risposta all’ipnosi…
    se un’ipnotista è abbastanza bravo (o fortunato nella scelta ;-)) da portare la persona al livello chiamato di “sonnambulismo vero” (che è verificabile con dei semplici test nascosti e di base coincide con il mito 4) questi miti possono diventare veri.
    E per ognuno esistono anche dei “sistemi” per “agevolarli”.
    Ecco perché secondo me in Italia per “evolvere” nell’ipnosi e portarci a una “sufficienza” a livello mondiale (purtroppo siamo pesantemente “limitati” da certe “scuole” molto diffuse) servono più conoscenze scientifico / pragmatiche e video “dimostrativi”.
    Spero vi sia servita la mia esperienza.
    Un abbraccio
    zio Hack

  3. martina says:

    Articolo interessante anche per me
    soprattutto dopo aver letto un libro interessante di una donna che attua l’autoipnosi e parla con il suo spirito guida… A parte gli scherzi, forse sono stata l’unica che non ha mai creduto a tutte queste dicerie ma che si trattasse di un auto suggestione da parte di chi riceve il trattamento ipnotico, in verità mi sorprende un po’ la pubblicazione di questo articolo.
    Saluti Martina

    • Oh Sì Martina,
      ha toccato il vero “Mito” dell’Ipnosi:
      l’associazione con il “metafisico” e “esoterico”
      ogni volta che dico che sono un ipnotista
      mi chiedono di fare una “regressione a vite passate”
      (e non ne ho mai fatta una… perché so che affinché sia “attendibile” ovvero priva di quelle che tecnicamente si chiamano “confabulazioni” bisogna raggiungere uno stato specifico)
      e Sì con l’ipnosi si possono “spiegare” una marea di fenomeni che si presume siano “metafisici”, raggiunto il livello di sonnambulismo base molte persone possono avere allucinazioni eidetiche a occhi aperti (ovvero percepire quello che non c’è e possiamo anche non far percepire quello che c’è…)

      • Anonimo says:

        Scusate ma avete letto l’articolo? In qualche maniera lascia trasparire che l’ipnosi sia un fenomeno metafisico? Non capisco la sorpresa di Martina… Son d’accordissimo con lei e con il (grande) zio Hack: trattasi di fenomeni non esoterici, ci mancherebbe altro… Mi spiace doverlo ri-specificare, speravo d’esser stato piu chiaro.

        • martina says:

          non credo di aver parlato di metafisica, ma del contraio.. credo fermamente che l’ipnosi sia una scienza che come la psicologia non sia esatta e quache persona che la esercita tende a dare un significato misterioso… Personalmente sono daccordo con lo zio hack, lo seguo da molto tempo… Ciò che mi ha sorpreso di questo articolo, è il periodo perchè ora? cioè seguendo questo sito da molto tempo non mi aspettavo un articolo del genere tutto qui.
          saluti martina

  4. Articolo interessante, per il suo valore divulgativo ed il fine che si propone: sfatare dei miti e rendere un tema accessibile a tutti, almeno a livello intellettuale.
    Pratico l’Ipnosi da 18 anni, non quella terapeutica per intenderci, ma allo scopo di Ricerca.
    Il punto 4 mi trova in parte in disaccordo: in realtà “cosciente” ed “incosciente” sono finestre di probabilità che vengono spesso associate emotivamente dalle persone con l’idea di opporsi ad una suggestione: ci sono livelli profondi di sonnambulismo che trasformano profondamente l’idea di coscienza del soggetto rispetto alla veglia, tanto da poter essere definiti a suo paragone “inconsci”, e cambiando la percezione anche i parametri di reazione mutano, preservando il liberto arbitrio. Di conseguenza, o assumiamo che non esista l’ inconscio per definizione ma solo come spettro variabile e convenzione, od accettiamo che una coscienza ritirata dentro se stessa, proiettata in un mondo molto vicino al sogno, possa essere definita ‘inconscia’ rispetto ad una di veglia.
    Il punto 8 è sicuramente vero: non è possibile diventare dipendenti alla guisa di una droga, i cambiamenti fisiologici però esistono, e sono anche inducibili in modo estremo a volte, restando il fatto che non mi è mai capitato di nessuno che diventasse dipendente.
    Rispetto alla fenomenologia: indagando a fondo, con vari esperimenti, prima o poi tutti si accorgono che con particolari soggetti sono possibili cose che apparentemente esulano dalla nostra idea di possibile, questo non vuol dire diventi tutto “paranormale”, però come aveva constatato anche Josè Silva del Mind Control, in stati alterati della coscienza sono riproducibili empiricamente fenomeni molto di confine, senza voler approfondire per non diventare fenomeni da baraccone. Credo tuttavia sia uno degli aspetti più interessanti: poter poi riprodurli volontariamente sarebbe una sfida per ogni ipnotista che vi si è imbattuto, ed allargherebbe in modo sistematico la gamma delle possibilità fruibili.

  5. Grazie Vinz. Fantastico articolo. Per cortesia mi dici se lo stato che si raggiunge quando si medita – più o meno profondo che esso sia – è uno stato ipnotico ? O quando si è “imbambolati” davanti alla tele oppure ad ascoltare una persona che parla, è una forma di stato ipnotico ? O se non c’entra nulla e devo rileggermi bene l’articolo ? Grazie

    • Cara Laura,
      grazie per i complimenti. Per risponderti, sicuramente il padre della moderna ipnosi, il grande Milton Erickson, ti direbbe di sì: lui chiamava quegli stati di veglia “ipnotici”. Quel che ci tenevo a sottolineare, è che la “teoria dello stato”, che vuole che esista un vero e proprio stato ipnotico separato dagli altri, non è provata scientificamente, e c’è molto scetticismo a riguardo. Nel libro a cui sto lavorando, che sarà una guida completa all’ipnosi, considero tuttavia che tante cose possono essere, sono e sono state “ipnosi”: semplicemente perché… qualcuno le ha chiamate così. Spero di averti risposto! Scrivimi pure una mail se hai dubbi più complessi.

      V

  6. Ciao600 says:

    Ciao, ho letto l’articolo e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Inizialmente credevo che l’ipnosi fosse una cavolata, ma adesso non ne sono più tanto sicuro 🙂 Vorrei saperne di più. Mi potresti consigliare dei libri per iniziare? Ciao!

    Ps: mi chiederai l’uso che ne voglio fare e ti risponderò che non credevo che ci fossero scopi diversi dal solito show, quindi non lo so 🙂

    • Purtroppo la domanda a cui non sai rispondere, è quella fondamentale. Sotto il termine “ipnosi” si nascondono tantissime pratiche, diversissime tra di loro. Se sei interessato allo spettacolo, non posso che consigliarti Ormond McGill e la sua Encyclopedia, oltre al MIO libro che uscirà entro l’estate! 😀

      • Ciao600 says:

        Innanzitutto mille grazie per la repentina risposta. Penso che seguirò il tuo consiglio e mi dedicherò allo ipnosi da palcoscenico, almeno all’inizio. Volevo inoltre sapere se è possibile diventare bravi solo leggendo libri e allenandosi da soli, perché (almeno per qualche anno) non avró le possibilità economiche per iscrivermi a corsi. Grazie

        • Al contrario di quanto ti diranno in molti, se per “da soli” intendi facendo un sacco di pratica con sconosciuti, questo è l’unico modo per imparare davvero l’ipnosi. Qunidi un corso è utile perché ti mette in una stanza insieme a degli sconosciuti utili come “cavie” per degli esordienti, perché interessati e suscettibili all’argomento, ma è certamente impossibile imparare senza. Basta avere la faccia di tolla di scendere in strada a provare, provare, provare. Per qualsiasi altro dubbio o informazione, contattami pure privatamente ad info@psicoartista.it!

          Vinz

  7. Ciao600 says:

    Ho cercato un po’ su internet e mi sembra di capire che non c’è una traduzione in italiano per il libro che mi hai consigliato e purtroppo non mastico molto bene l’inglese (ho 15 anni). Avresti qualcos’altro da propormi?

  8. Anonimo says:

    I…il Dio serpente?

  9. Ottimo articolo.
    Sono d’accordo con Vianny (commenti precedenti) quando dice che è interessante dal punto di vista divulgativo. Infatti internet purtroppo è pieno zeppo di..cavolate, ed essendo accessibile a tutti si rischia (anzi, sta già succedendo) di fare un lavaggio del cervello all’umanità intera.
    Quindi complimenti all’autore per l’articolo, e ne approfitto per farli anche a Stefano, che seguo da tanto tempo, ma quasi mai commentando attivamente.

  10. Raniero says:

    Permettete di dirVi con affetto, ma allo stesso tempo con preoccupazione, che Tutti Voi, compresi i soggetti di quasi tutte le risposte ed i commenti, che state trattando un argomento: l’Ipnosi, con un linguaggio che non è appropriato per la risoluzione dei quesiti posti.
    Ho cominciato a leggere il nostro caro Stefano da poco tempo, e mi sono subito accorto di essere a contatto con una persona davvero illuminata e speciale, per come riesce a stupire e soprattutto a sollecitare il nostro cervello e tutte le nostre cellule a prendere posizioni efficaci ed estremamente produttive per la crescita personale….quindi un bravissimo e stupefacente Stefano…. ma non parlate così! per favore di questo argomento in questa sede che a mio avviso sta producendo articoli Tutti interessanti, eccetto questo dell’Ipnosi.
    Risutato: non avrei voluto giudicare, ma Vi attirate giudizi poco buoni, per gli addetti al mestiere (ed io lo sono stato con all’attivo oltre 250 ipnotizzati).
    Non voglio fare pubblicità ai testi da me studiati, e alla mia personale esperienza…
    Vi consiglio solo di acquisire altre info su questo argomento prima di trattarlo.
    P.S. Riguardo ai miti sull’ipnosi sono assolutamente da sfatare solamente i numeri: 2 e 3.
    Il numero 4 dipende dal grado di profondità dell’ipnosi e se la corteccia rimane sollecitata in qualche modo voluto dall’ipnotista; tipiche le amnesie post-ipnotiche spontanee (e ben vengano!)
    Il numero 7 deve essere inteso come “poteri speciali” di controllo che non tutti possono ottenere anche con anni di studio!
    Il numero 8 è quasi vero, nel senso che il soggetto subisce anche da sveglio una fascinazione dall’ipnotista, e di questa può essere mantenuto dipendente.
    Gli atri numeri sono invece ASSOLUTAMENTE veri.
    Ragazzi, per favore, cautela con l’Ipnosi.
    Un caro saluto a Tutti.

    • Stefano says:

      Ciao Raniero, grazie del commento. Prima di pubblicare l’articolo di Vinz ho chiesto il parere di un amico psicologo, che ha dato un parere positivo su tutti i punti (io di ipnosi non ne so molto). Immagino che siano scuole di pensiero diverse. 🙂

      • Raniero says:

        L’ipnosi rasenta il mistero, pur essendo un fenomeno “animale” ben conosciuto ed estremamente reale, perché ha aspetti inquietanti e sbalorditivi per chi vi si avvicina per le prime volte. E proprio per queste caratteristiche da adito a commenti surreali condizionati da paure, ansie, confusioni (quanti dicono ad esempio: “io non credo a tutte queste cose…I fantasmi. .le sedute spiritiche. ..l’ipnosi. ..) non sapendo bene di menzionare cose completamente differenti tra loro.

  11. Quando si vuole spingere un individuo a fare una cosa contro la sua volontà, non serve l’ipnosi, bensì l’indottrinamento, che è ben diverso.
    Io so ipnotizzare, spesso lo faccio con alcuni amici. Non per vantarmi ma Ho la reputazione del suadente conversatore che tutti amano ascoltare. Quindi so per certo che la maggior parte delle cose che hai elencato, non hanno niente a che fare con l’ipnosi, ma con l’indottrinamento. A proposito Stefano, cosa ne pensi al riguardo dell’indottrinamento? Cosa è per te? Devo scrivere un articolo nel mio blog al riguardo l’indottrinamento, e mi serve anche il parere di un esperto 😉

  12. La società ci ha fatto associare paura nei confronti dell’ipnosi solo perchè è uno strumento utilissimo per potersi “riprogrammare” da tutte quelle credenze limitanti che la società stessa ci ha inculcato…

    • Stefano says:

      Secondo me c’è anche lo zampino del “non lo capisco, quindi lo temo”: una reazione comune dell’inconscio.

  13. Articolo interessante ! Abito a Londra dove l’ipnosi e’ ampiamente usata per curare ed alleviare molti disturbi, le sessioni hanno un prezzo accessibile a differenza del “bel Paese” dove quasi tutto non e’ per tutti !
    io ho perso piu di 25 kg con l’ipnosi, spiegandomi meglio tramite le sedue (due soltanto) ho eliminato la tendenza a mangiare a tutte le ore ed a mangiare porcherie… ora non ho piu’ fame, magio 3 volte al giorno ed il giusto, non tocco cioccolata o schifezze varie da piu’ di 6 mesi!!!!
    mi nutro solo di cibo vero.
    stupendo!!

  14. Vulgar Hurricane says:

    Molto interessante questo articolo!
    Mi ha permesso di avere un quadro più chiaro a proposito del fenomeno dell’ipnosi, nei cui confronti ho sempre provato una notevole curiosità mista al tempo stesso ad una sorta di timore reverenziale…

    Premesso che non ho mai sperimentato su me stesso l’ipnosi (per un verso mi piacerebbe assai, ma per un altro nutro appunto un’istintiva paura nei confronti delle capacità “manipolatorie” dell’ipnotista), c’è un aspetto della faccenda che non mi risulta chiaro e a proposito del quale vorrei porvi una domanda più approfondita: è vero che l’ipnosi non può violare, o comunque scavalcare, il libero arbitrio dell’individuo, spingendolo a compiere cose che altrimenti non avrebbe fatto?

    Ho visto che avete già affrontato tale questione nel punto 1 di questo articolo, ciononostante permane in me un fatidico dubbio.
    Cercando un po’ di pareri in rete, infatti, ho notato come generalmente gli ipnotisti rispondano di no, ovvero che non si possa assolutamente indurre una persona ad agire in maniera contraria al suo codice etico.
    Al contempo, tuttavia, ho trovato anche numerose testimonianze di persone ipnotizzate le quali riferiscono che il comando impartito dall’ipnotista viene percepito come un “dovere” al quale il soggetto non può sottrarsi nonostante la propria volontà, o addirittura come qualcosa che loro stesse, interiormente, sentono di “voler” fare (sebbene in realtà il comando sia stato indotto dall’ipnotista).
    Una di queste persone, in particolare, ha scritto nel suo blog che secondo quanto le è stato spiegato dal suo stesso ipnotizzatore, ciò accadrebbe in quanto la mente cosciente dell’uomo ha la tendenza a giustificare razionalmente tutto ciò che provenie dall’inconscio, e proprio tale naturale tendenza la induce a scambiare il comando ipnotico innestato dall’ipnotista per un desiderio nato in maniera spontanea dalla volontà del soggetto ipnotizzato.

    A fronte di questi racconti francamente sconcertanti, non posso fare a meno di nutrire qualche sospetto e chiedermi: se davvero nello stato ipnotico accade questo, allora ha senso parlare di rispetto del libero arbitrio individuale? Non accade piuttosto che il libero arbitrio si riduca ad essere una semplice impressione soggettiva? E una suggestione particolarmente forte ed astuta non permetterebbe all’ipnotista di riuscire ad aggirare il codice etico dell’ipnotizzato?

    Mi viene in mente ad esempio questo video-esperimento, che ho trovato a dir poco inquietante: https://vimeo.com/61625748

    Spero che qualcuno di voi possa aiutarmi ad avere un’idea più chiara in merito a questo piccolo dilemma.
    Grazie in ogni caso per l’attenzione e per l’ottimo articolo.
    Un saluto!

  15. Nicola Ruffo says:

    Ottimo articolo, davvero istruttivo ed illuminante. Io mi sto occupando di storia dell’ipnosi, per delle pubblicazioni. Mi rivolgo anche a te per delle informazioni. Da alcuni articoli di cronaca locale della mia città, Verona, ho saputo che tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento era vissuto un famoso ipnotista di fama internazionale: Ninoff. Però su costui non sono riuscito a trovare nulla. Sai dirmi qualcosa? Il tipo pare avesse dei rapporti con gli zar (e, come facile intuire, la cosa richiama subito la figura di Rasputin), ma altro non ho saputo trovare.
    Per qualsiasi ulteriore notizia tu possa riuscire a farmi avere, ti ringrazio moltissimo.
    Nicola Ruffo

  16. Nessun problema, colpa mia che non ho specificato bene tutti i campi sull’altro commento!

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