Sei introverso? Ecco i tuoi punti di forza, e come sfruttarli

Pensi che essere introverso sia un difetto da correggere? Credi di dover essere “curato” per non avere la propensione a gettarti nella mischia, e che stai perdendo un sacco di opportunità?

Qualche settimana fa ti ho parlato del networking, ossia l’idea che il tuo successo è direttamente proporzionale al numero di persone che conosci. Tutto vero, ma cosa fai se sei un introverso? Devi sforzarti a migliorare altrimenti puoi dire addio alla crescita personale?

Non siamo così drastici, dai. Se non conosci nessuno al di fuori della tua famiglia e hai problemi di insicurezza cronica, tanto da ostacolare ogni relazione sociale, allora forse hai un problema da risolvere. Ma se sei uno che odia la ressa, le discoteche e andare a parlare con gli sconosciuti, allora rilassati: hai anche tu dei punti di forza.

Dopo l’articolo dedicato agli estroversi, parliamo dell’altra categoria: quelli che non pogano al concerto e preferiscono stare a casa a leggere un libro.

Nell'immagine: un concerto qualsiasi.

Nell’immagine: un concerto qualsiasi.

La vera definizione di introverso

Ferma dieci persone per strada e chiedi loro di descrivere un introverso. Sentirai definizioni come:

  • Solo.
  • Incapace di relazioni sociali.
  • Con pochi amici.
  • Silenzioso.
  • Sta sempre a casa.
  • Non sa divertirsi.
  • Cupo.

E altre parole poco simpatiche. Di contro gli estroversi sono solari, pieni di amici, è un piacere parlarci insieme. Essere introversi è male, essere estroversi è bene. Giusto?

Sbagliato.

L’introversione è una caratteristica di per sé né positiva né negativa, dipende da come la usi. È come il sale in cucina: a seconda di quanto ne butti, può migliorare il sapore o distruggerlo. Piuttosto che cambiare la tua natura, puoi decidere di sfruttare i vantaggi di essere un introverso. Scoprirai che concentrandoti sulle tue forze:

  1. Tutti cominceranno a considerarti estroverso per il modo in cui interagisci con le persone;
  2. Non ti mancheranno relazioni sociali.

Queste sono le differenze principali fra le due categorie di persone.

Pensa prima di parlare

L’introverso è bravo a pensare prima di parlare. L’introverso ragiona, elabora internamente un concetto, dosa le parole in un discorso. L’estroverso al contrario dice tutto quello che gli viene in mente, e parlando elabora i concetti cambiando spesso opinione. Per un introverso questo è segno di maleducazione, perché non lascia tempo agli altri di esprimere la loro opinione.

Preferisce le relazioni consolidate

Mentre l’estroverso spontaneamente attacca bottone con chi gli capita sotto tiro ed è espansivo, si diverte a conoscere nuova gente, l’introverso preferisce rimanere entro la sua cerchia di amici che si è fatto. È più bravo ad ascoltare che a parlare, quindi le sue amicizie sono più radicate e personali anche se in numero minore. Vige il concetto del “poche ma buone”. Visto che ascoltare è una parte importante delle tue relazioni sociali, sarai più bravo a capire le persone.

Gli piace stare da solo

L’estroverso passa più tempo possibile insieme agli altri, perché è così che si diverte e si rilassa. Non gli piace stare in casa da solo, deve uscire a conoscere persone. Il suo concetto di divertimento è stare in mezzo agli sconosciuti. Mentre per l’introverso, l’idea di una giornata perfetta è da solo di fronte al camino a leggere il suo libro preferito. Si rilassa così e le relazioni sociali, per quanto facciano parte della sua vita, devono avere il loro spazio definito ed essere prive di sorprese, meglio se con suoi simili.

Fa una cosa alla volta

L’estroverso gestisce tanti stimoli diversi: fa molte cose, parla con molte persone, è sempre attivo in diverse cose. Ma l’introverso si concentra su una cosa sola, senza distrazioni, e la fa bene (evitando il pericolo del multitasking). Per questo gli estroversi hanno tante passioni che portano avanti tutte insieme, senza però eccellere in niente, mentre gli introversi fanno una cosa e diventano esperti. Nel mondo del lavoro, come ti ho detto in questo articolo, la specializzazione è una necessità per uno stipendio decente e un’occupazione stabile. Anche se il networking non è  ancora il tuo punto forte, puoi trovare lavoro più facilmente grazie a questo.

Preferisce essere in un ruolo stabilito

Infine, ed è qui che devi concentrarti, un introverso predilige i ruoli strutturati alle interazioni spontanee. Metti cento persone in una stanza con il tavolo del buffet: se nessuno si conosce, gli estroversi inizieranno a parlare fra di loro in questa situazione in cui i ruoli non sono definiti, perché sentono il bisogno di conoscere nuova gente. Ma gli introversi staranno in silenzio, controllando ogni cinque minuti il telefono per dare l’impressione che stanno facendo qualcosa ed evitare lo sguardo degli altri. Secondo le ultime statistiche, il 50-70% delle persone sono introversi o centroversi (a metà fra introversi ed estroversi).

Ma prendiamo ora queste persone e diamo loro un ruolo definito: devono fare una presentazione sul loro argomento preferito mentre gli altri ascoltano nel pubblico. Qui ti aspetti che gli estroversi siano più bravi degli introversi, giusto?

Non è detto.

Questo è un ruolo definito, dove lo speaker sa cosa fare: andare sul palco e parlare di qualcosa in cui è esperto. Ha già studiato il discorso, non deve improvvisare. Non deve stare in silenzio a riflettere su ogni parola, perché ha già letto il foglio con quello che deve dire. Quindi è spigliato, a suo agio, sa intrattenere il pubblico.

Non ci sono però solo introversi ed estroversi, ma anche la categoria intermedia dei “centroversi”, persone che condividono tratti di entrambe le categorie. Possono essere centroversi puri, introversi moderati ed estroversi moderati. C’è tutta una scala di grigi che va da introversione ad estroversione, ogni tonalità è rappresentata. Io ad esempio, sono un centroverso che propende per l’introversione. Non ci sono due persone uguali e la differenza di termini semplifica la realtà, ma non è una rappresentazione esatta.

Come sfruttare l’introversione a tuo vantaggio

L’introverso sa ascoltare, l’estroverso parlare. Le persone vogliono essere ascoltate, quindi tu focalizzati su questo punto: ascolta, elabora e rispondi. Non è nel tuo carattere conoscere tante persone, non sei obbligato a farlo. È più importante la qualità dei tuoi contatti, che il numero. Riuscirai a creare amicizie più forti e durature, sarai a tuo agio nella conversazione con il singolo piuttosto che in un gruppo dove tutti urlano. Ci sono tante persone come te, se le trovi riuscirai a connettere più velocemente.

Per conoscere gente nuova, devi ricondurre le tue interazioni a un ruolo definito in cui sai cosa fare: come in una presentazione pubblica, dai il meglio di te quando hai studiato prima il discorso. L’improvvisazione non è il tuo forte, non riesci a parlare se prima non hai elaborato il tuo pensiero.

Quando prevedi di essere in una situazione sconosciuta, trova il modo per studiarla in anticipo e capire cosa dovresti fare e dire. Non fa per te essere spontaneo, non sforzarti ad essere chi non sei. Studia a tavolino come iniziare una conversazione in ogni situazione. E non cercare di strafare: se l’estroverso può stare tutto il giorno, tutti i giorni in compagnia di altra gente e rilassarsi così, tu hai un serbatoio limitato di energia che si degrada man mano che stai con le persone. Quando è a secco non dai il meglio di te, devi ricaricarti. Lo fai da solo, nel comfort del silenzio di casa tua. Quando senti di essere vicino al limite, non sforzarti a rimanere in compagnia degli altri: non funzionerà, non è nella tua natura. Prenditi una pausa e torna all’attacco quando ti senti pronto.

Un introverso non è per forza un lupo solitario, non ha qualcosa di sbagliato: anche lui possiede punti di forza unici, che un estroverso nemmeno si sogna. Se vuoi vivere bene senza forzarti a stare in società 24 ore al giorno, puoi fare leva su delle risorse che gli estroversi non hanno.

6 regole d’oro per gli introversi

Ora che ci siamo liberati degli stereotipi che circondano gli introversi e sappiamo che non sono “sbagliati”, vediamo come sfruttare le tue differenze per avere una vita più soddisfacente e piena di amici.

1 – Vai in profondità

Non avrai mai la quantità di contatti degli estroversi, fattene una ragione. Non avrai 500+ amici su Facebook, il 90% dei quali non sai chi è. Puoi provarci, ma sarà innaturale e l’estroverso sarà sempre un passo avanti a te. Non provarci nemmeno: è inutile.

Piuttosto, pensa a sfruttare le tue capacità di ascolto, la tua volontà di trattare ogni persona con l’attenzione che si merita, per formare legami duraturi che non si dissolvono il giorno dopo. Dedica più tempo alle persone che conosci, falle sentire speciali come solo tu sai fare, e saranno loro a voler restare in contatto. Un estroverso ha milioni di contatti che non sente mai, un introverso ne ha pochi ma buoni.

2 – Trova il giusto ritmo

Un estroverso non ha una tattica quando consce gente: gli viene naturale farlo, e non capisce come gli introversi possano trovare difficile attaccare bottone con gli estranei. Se vedono una possibilità di farsi un nuovo amico, la sfruttano perché si divertono così. L’introverso guarda sbigottito e si chiede come sia possibile avere un’energia tale.

Tu devi usare una strategia pianificata in anticipo per non andare nel pallone, ma questo ti consente di ottimizzare le relazioni. Dai tempo a una persona, ci parli per un po’, resti nella tua area di comfort. Poi prendi del tempo per te, ti rilassi, resti solo. Quando ricarichi le batterie, sei pronto a ripartire. Anche se il processo con cui conosci gente nuova è lento, la tua capacità di ascoltare ti darà relazioni più profonde e soddisfacenti.

3 – Trova una situazione strutturata

Dai il meglio di te quando puoi concentrarti sulle tue parole, studiare la situazione e agire dopo esserti preparato. L’estroverso non pensa, queste cose gli vengono naturali. Pianificando, puoi raggiungere un livello più elevato: una conferenza tenuta da un introverso è più schematica e ragionata, il che è un vantaggio. In molti nemmeno si accorgono che quello al microfono è un introverso, perché è nella sua zona di comfort. Eliminare la paura di parlare in pubblico non ha nulla a che fare con diventare estroverso.

Dai una struttura alle tue interazioni: crea una cornice entro la quale puoi lavorare come piace a te, con ruoli definiti. Se vuoi conoscere nuove persone, prima trova un punto di contatto: ad esempio fai il volontario per una causa che ti piace, così incontrerai gente simile a te. Attaccare bottone sarà semplice perché giorno dopo giorno incontrerai sempre le stesse persone, avete qualcosa di cui iniziare a parlare, e ti sentirai a tuo agio grazie al fatto che è una conversazione privata con una persona sola che già in parte conosci.

4 – Arriva presto agli eventi

Quando sei invitato a una festa o evento pubblico, arriva prima. Se arrivi quando l’organizzatore sta ancora preparando, offri di dare una mano: all’altro farà piacere e non c’è tutta la calca che ti impedisce di dare sfoggio alle tue qualità. Ricorda che meno persone ci sono, meglio ti esprimi.

Più l’evento si riempie, meno sei nella tua zona di comfort. Prima arrivi, più hai una finestra larga per poter interagire con le persone prima che la situazione diventi troppo caotica per piacerti.

5 – Stabilisci quello di cui vuoi parlare

Gli estroversi non hanno problemi a parlare della loro vita privata, condividono informazioni personali e te le chiedono come se fosse roba normale. Io in questo sono estroverso: qui sul blog condivido in ogni articolo informazioni personali con degli sconosciuti di cui non ho mai visto la faccia. Ma per molti la linea della privacy è più alta, non vogliono parlare di certe cose.

Non offenderti quando un estroverso ti chiede qualcosa e tu non vuoi rispondere perché è una domanda troppo personale. Per lui è normale, è in buona fede. Scegli di non rispondere e porta avanti la conversazione come se nulla fosse. Usa una di queste frasi:

  • Difficile da dire, e tu?
  • Non ricordo.
  • Sì, e tu?
  • Prova a indovinare.
  • Preferirei non parlarne.
  • Dipende.
  • Preferisco non pensarci.
  • Hmm, dovrei pensarci.
  • Ah, quello! Guarda, meglio parlare d’altro…

6 – Non prendere decisioni avventate

L’introverso è in difficoltà quando deve prendere decisioni sotto pressione: non significa che non è capace a scegliere, solo che deve rifletterci per un po’. Per questo dovresti riservarti del tempo per pesare i pro e i contro di una decisione importante, senza lasciarti trascinare dagli altri. Gli estroversi ti faranno pressione non perché vogliono convincerti di qualcosa (non sempre almeno), ma perché per loro è normale prendere decisioni su due piedi, d’istinto. Tu rifiuta educatamente e senza offenderti, poi pensaci tutto il tempo che vuoi prima di scegliere.

Ad esempio, ti invitano a uscire ma tu non hai voglia: un estroverso non si capacita di questa cosa, perché lui se non esce si annoia. Invece che tergiversare e dare filo all’estroverso, che ti metterà pressione al punto da farti dire un sì di sfinimento, specifica che non ne hai tanta voglia al momento e se cambi idea gli farai sapere. Non vergognarti di questa tua caratteristica, voler stare da solo non è una colpa!

Conclusione

Che storia è questa, che gli introversi sono peggio degli estroversi. Non mi piace, vediamo di cambiare atteggiamento.

Sono due categorie di persone distinte, con molte tonalità di grigio in mezzo. Sia introversi che estroversi hanno pregi e difetti, punti di forza e di debolezza. Da una parte dovresti cercare di migliorare la tua abilità a conoscere persone nuove, dall’altra hai una capacità di ascolto e di coltivare relazioni profonde che l’estroverso non ha. Aspetti considerati negativi, tratti che secondo alcuni sono un difetto degli introversi, meritano di essere rivalutati: voler stare a casa da soli non è un male, meglio leggere un buon libro che andare in giro a fumare e bere come dannati, giusto?

Comments

  1. Ciao Stefano,
    a quanto pare anche tu stai dalla parte degli introversi… Leggendo i tuoi articoli precedenti, pensavo il contrario. O forse sono solo i timidi ad esserti antipatici? 🙂

    • Io sono quasi a metà, un po’ più verso l’introversione. Che però non significa timidezza, attenzione. 😉

    • Franco Ferragatta says:

      E’ bellissimo l’articolo, mi ha fatto molto pensare…
      penso però di essere di una specie strana introextroterreste, ossia sono una persona molto educata e riservata, che non ama che disturbata quando prende il caffè, ma attira attorno a se persone con cui stabilisce amicizie durature e profittevoli professionalmente.
      Che specie sono o forse siamo?
      Il mio progetto turistico di incoming turistico, sto facendo un po’ di fatica a farlo decollare, ma ho trovato grandi persone che mi stanno confortando, non ho ancora gettato la spugna…..
      di fronte all’immobilismo e rimbambimento dei politici locali.
      A chiudere tutto il mio commento, ritengo che l’estroverso puro sia un Clown, che piace un po’ alle folle, ma alla lunga stufa.
      L’introverso è troppo poco socievole, ma lo preferisco come amico.
      La via giusta è quella che hai suggerito in qualche tuo scritto: esci almeno due volte al giorno, non puoi sapere cosa succederà!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Hai dato una buona definizione di introverso. Ricorda che introverso non significa che non ha amici, anzi. 😉

        Entrambe le caratteristiche, introversione ed estroversione, hanno punti a favore e punto a sfavore.

      • Che “specie” sei…secondo me sei un “workaolico” ossia uno che pensa solo a lavorare. Rilassati.

    • Ciao Stefano, sono nuovo di questo blog, tutto quel che scrivi mi rispechia, fino adesso ho quasi giudicato male il mio carattere ma ora vedo ke nn e’ un difetto e mi fa piacere saperlo ciao a risentirci

  2. Ciao,
    mi accorgo finalmente che non sono un mostro! Ma un essere umano con le sue proprie caratteristiche, che in fondo non sono affatto malvagie. Mi sono sempre sentita colpevole per i miei silenzi, per il mio temporeggiare, per il mio starmene a leggere con calma e in solitudine, per il mio organizzare e anticipare il più possibile la mia vita.
    Mi crea davvero stress stare in luoghi sovraffolati, rumorosi e pieni di frasi invadenti, alle quali ovviamente non so rispondere con un secco ”Fatti i fatti tuoi!”.

    (…) Ad esempio, ti invitano a uscire ma tu non hai voglia: un estroverso non si capacita di questa cosa, perché lui se non esce si annoia. Invece che tergiversare e dare filo all’estroverso, che ti metterà pressione al punto da farti dire un sì di sfinimento, specifica che non ne hai tanta voglia al momento e se cambi idea gli farai sapere. Non vergognarti di questa tua caratteristica, voler stare da solo non è una colpa!

    Mi è successo proprio oggi a pranzo, mi ha chiamata mio fratello (estroverso di natura) ”Dai vieni con me e Maria a fare un giro al centro commerciale”, stupidamente non ho dato ascolto a me stessa ”Hai i tuoi impegni, rifiuta e vai avanti”. Non ci sono riuscita, e ora sono ”costretta” ad andare. Mettendo da parte il piccolo progettino che mi ero fatta per il mio pomeriggio calmo e tranquillo!

    • La prossima volta non lo farai più, almeno. 😉

    • Franco Ferragatta says:

      Se il progettino che avevi non era di Sicurezza Nazionale, forse hai fatto bene.
      Ti dico, comunque che nella mia banale esistenza, ho dei momenti sacri ( non in senso religioso ), che non possono e non devono essere toccati.
      Nello specifico sono:

      L’espletamento del lavoro professionale
      Due ore di studio ( giornaliere )
      La pratica del golf giornaliera
      Le Gare di golf nel weekend

      Sembro egocentrico, ma ricordati che tutto quello che fai per forza o buon vivre ti farà male e comunque anche le altre persone, nonostante il tuo sforzo, lo percepiranno come falso.
      Posso portare il mio cavallo al fiume ma non posso costringerlo a bere
      Fare una cosa che non desideriamo fare è il male peggiore che possiamo auto infliggerci.
      Ciao.
      P.S.: Odio anch’io i Centri commerciali, non per il numero di persone che ci sono, ma per il fatto che mi sembrano delle corsie ospedaliere…..( se vuoi poi approfondiamo il concetto )

      • Per Franco Ferragatta

        Ciao no, non era un progettino di sicurezza nazionale, ihihih. 🙂 🙂
        Era qualcosa di molto più semplice, fatto su misura per me.

        Mi piaceva giocare a golf da piccola, avevo il set con bastoni e buca in plastica colorata.

        (…) Fare una cosa che non desideriamo fare è il male peggiore che possiamo auto infliggerci.

        Infatti sembravo uno zombie, vagavo nel centro commerciale… fingendo di essere contenta e interessata. Che brutta situazione!

        (…) P.S.: Odio anch’io i Centri commerciali, non per il numero di persone che ci sono, ma per il fatto che mi sembrano delle corsie ospedaliere…..( se vuoi poi approfondiamo il concetto )

        Per me non ha senso uscire dalle quattro mura domestiche per poi andarsi a chiudere in altre quarantaquattro mura commerciali, meglio andare al parco, no?!

        • Ciao Stefano,
          lo spero anche io.

          P.S. ho risposto al commento di Franco Ferragatta, come anonimo, non me ne sono resa conto…

  3. Sono iscritto alla tua newsletter e da un annetto circa leggo tutti i tuoi articoli, che mi son sempre piaciuti: complimenti!
    Questo però. .. non mi piace per nulla. Secondo me è un discorso trppo stereotipato e ho avuto l’impressione che tu volessi difendere l’essere introverso a tutti i costi. Molti aspetti dell’essere introverso sono legati secondo me alla timidezza, timidezza che molto spesso deriva e porta a non interagire bene con gli altri. E questa cosa secondo me va necessariamente superata e sistemata. Inoltre, mi sembra che nell’articolo tu faccia passare l’idea che una persona estroversa non abbia relazioni di una certa profondità, cosa che secondo me non potrebbe essere più sbagliata. Sulla parte che una persona introversa pensa fi più a quel che dice sono d’accordo invece. Infatti secondo me, benché essere estroversi (o diventarlo) è certamente un vantaggio, bisogna saper sfruttare i vantaggi di entrambe le realtà.

    • Introversione e timidezza non sono la stessa cosa, è questo il vero stereotipo. Prendi un introverso e buttalo sul palco a parlare a 500 persone: se non è timido, ti saprà conquistare la folla. Pensare che l’introverso sia chiuso, sempre solo e incapace di parlare, è un preconcetto degli estroversi. 😉 È una scuola di pensiero che esiste da Jung, un secolo fa.

      Molti “estroversi” che coltivano poche amicizie ma in profondità sono in realtà introversi che hanno fatto confusione con le definizioni.

      • Introversione e timidezza non sono la stessa cosa, certo! Però non puoi negare che sono strettamente legate. Pensare che un introverso sia chiuso, sempre solo e incapace di parlare forse si, è un preconcetto di molti estroversi… come pensare che le ralazioni di un introverso siano più profonde di quelle di un estroverso è un preconcetto di molti introversi. Ok, in percentuale è vero, ma un estroverso ha comunque anche lui le sue relazioni forti e profonde, la differenza è che ne ha anche molte altre più “superficiali”

        • beh comunque per averne più superficiali, deve per forza di cose sacrificare un po di profondità con altre! è una questione anche di energie che si utilizzano. Invece di sfruttare il 100% con i suoi 3 amici, ne deve sfruttare magari il 10,30% con gli altri per poter avere queste amicizie anche superficiali e il restante per i suoi amici più intimi.
          Quindi per motivi di tempo ed energie spese, l’introverso in questo lato è più pratico!

          significa che i miei amici valgono meno?? NO!!
          E lo so perchè tempo fa ero introverso, poi col passare del tempo e con il miglioramento a 360 sono diventato estroverso e sento molto da vicino questo.

          • Sono parzialmente d’accordo con questotuo ultimo ccommento.in parte hai ragione, in parte però… non è solo la quantità di tempo dedicata ad una persona che rende la relazione più o meno profonda, ma la qualità.

          • rispondo a questo:

            Beh si sono completamente d’accordo.
            infatti dedico meno tempo a molti amici, ma come dici te conosco persone con cui mi sento poco, ma con cui ho una profondità di amicizia che le altre si sognano.

        • invcedwef says:

          Non sono d’accordo con quello che scrivi. Tendenzialmente, nessun introverso crede che le proprie relazioni personali siano più “profonde” di quelle delle persone introverse, anzi, è frequente che noi introversi siamo insicuri, che ci sentiamo inadeguati.

          L’articolo di stefano, come sempre, è molto interessante, perché mette in evidenza una cosa che, oggigiorno, molti ignorano. Ovvero, che la diversità è una cosa bellissima.

          Essere introversi non significa essere inferiori rispetto agli estroversi: significa avere delle caratteristiche diverse. Significa essere svantaggiati in certi contesti, e avvantaggiati in molti altri.

          Per esempio: io mi lascio prendere dal panico, e ho difficoltà nell’effettuare una scelta immediata, mentre loro non hanno di questi problemi. Quando però ho la possibilità di riflettere a lungo, non sbaglio MAI una decisione e raggiungo la maggior parte dei miei obiettivi a lungo termine.

          Loro sono abili nel creare nuove relazioni sociali, è come se avessero maggiore rapidità e scioltezza di pensiero in quelle circostanze, ma questa rapidità spesso si converte in errori gravi: pensate che ho passato una mattinata ad aiutare due dei miei migliori amici a riappacificarsi dopo qualche frase “forte” volata durante una partitella a calcetto.
          Io invece mi paralizzo quando mi trovo davanti a persone che non conosco: ma, mi credete?, non ho mai litigato con un amico. E ciò non vuol dire che nelle discussioni io lasci vincere loro: i miei amici, per esempio, sono tutti di estrema destra, politicamente, mentre io sono di sinistra, e spesso e volentieri ci avventuriamo in lunghe e articolate discussioni, che porto avanti nella maniera più tranquilla possibile.

          Insomma, anche l’introverso ha i suoi pregi, e l’introversione non è timidezza. Mi rendo conto che se dovessi parlare davanti a una folla di persone, o recitare, o cantare, o addirittura improvvisare, lo potrei fare. Ma se mi chiedessi di attaccare bottone con una ragazza a caso, seduta a un bar, non ci riuscirei. In questo, devo ammetterlo, continuo ad invidiarvi.

          • Son d’accordissimo con quel che hai scritto. Quel che ho detto prima era in risposta a stefano 😉

            Quel che non mi è piaciuto dell’articolo non è il messaggio, ma il modo e le sfumature con cui è stato espresso, tutto qua.

    • no, noi introversi non siamo timidi. io non arrossisco mai e alzo sempre la mano se ho una domanda. se mi piace qualcuno glielo faccio capire. posso anche fare la prima mossa in alcuni casi. ma mi piace stare per i cazzi miei, le relazioni sociali superficiali mi fanno venire il mal di testa e mi intristiscono perché non le ritengo arricchenti, non sono un pagliaccio, non mi piacciono le feste piene di sconosciuti e gli ambienti di lavoro open space, non sono la regina dello small talk, se non sto da sola almeno due ore al giorno (meglio se di più) impazzisco. penso che userò questo articolo come spunto per i colloqui di lavoro, così la prossima volta che qualcuno ha in mente di assumere un estroverso mi risparmia il patema di sentirmi dire che non sono così e cosà. E grazie. Vuoi una persona attenta e analitica per scrivere testi tecnici? Eccomi. Scrivi che vuoi una persona attenta e analitica per scrivere testi tecnici ma in realtà intendi un PR? Chiama qualcun altro.

  4. Ora che hai fatto un articolo sugli introversi ne fai uno anche sui timidi!? 🙂

  5. Parole sante e ottimi consigli, li metterò subito in pratica, molto spesso si tende ad associare all’introversione l’asocialità, cosa assolutamente falsa.
    Si ha solo un diverso modello di relazioni sociali.
    E’ il mio primo commento, quindi devo complimentarmi con Stefano per l’ottimo blog.

  6. Ottimo articolo! Sono mediamente introversa e mi ritrovo in ciò che scrivi. Offri degli ottimi spunti per poter migliorare sempre, grazie.

  7. Son introverso (e fierissimo di esserlo), però ai concerti amo farmi male nel pogo.

  8. Yggdrasil says:

    Consiglio caldamente a tutti gli introversi di stare molto attenti a non giustificare la propria timidezza con la scusa dell’introversione.
    La timidezza è il male assoluto, e ve lo dico per esperienza 🙁

  9. Articolo magistrale. Secondo le vostre esperienze, meditando si diventa un po’ più introversi?

    • Da quanto so no, non sono collegati. Gli introversi meditano in media di più perché hanno maggiore focus su loro stessi e non sugli altri, questo sì.

  10. ermelynda says:

    Finalmente qualvuno che capisce che gli introversi non sono asociali. Io mi definisco introversa, ma mi piace stare con gli altri! Mi piace conosciere persone nuove, ho amicizie profonde e altre meno strette. Esco tutti i sabati ma, a parte eccezioni, durante la settimana preferisco starmene a casa. Rido e scherzo con i miei compagni di corso all’università, ma preferisco pranzare la sola o al massimo con il mio ragazzo. Non mi piace la confusione e l situazioni caotiche, mi rilasso a stare la sola, non capisco come ragazze e ragazzi della mia età possano avere problemi a fare viaggi da soli (una mia amica si è persa il concerto del suo gruppo preferito perchè nessuno poteva accompagnarla!).
    Mi piace stare con gli altri, ma ho bisogno di stare solaper ricaricarmi (o al massimo con persone con cui sono molto intima come appunto il mio ragazzo o la mia migliore amica)

  11. ermelynda says:

    Ah, io pogo ai concerti!

  12. Ciao Stefano, bell’articolo!
    Mi ha aiutato molto a ritrovare i miei punti di forza nonostante io sia una persona introversa e ho capito che in me non c’è nulla di sbagliato come spesso pensavo.
    Mi piacerebbe però allargare la mia rete di amicizie e per questo quest’estate se ne avrò la possibilità andrò in una vacanza studio per due settimane all’estero per conoscere nuove persone (e inoltre per migliorare il mio inglese).
    Grazie per questo articolo, mi hai permesso di trovare tutte le risposte che cercavo.
    ciao e buon Natale 😉

  13. Ciao 😀 ho 17 anni e immaginavo che “introversione” fosse una cosa completamente diversa da “timidezza”, ma ora che ho letto questo articolo ne ho la conferma 😉 Caratterialmente mi trovo nella zona “estroversi” o “tendenti estroversi” ma sono esageratamente insicuro e timido. Mi piace la folla, le discoteche, mi attira la compagnia, lo stare con gli altri, ridere e scherzare ma ogni volta che ci sono delle occasioni ho un forte blocco, una maschera automatica che non riesco a togliermi, ma che riesco benissimo a indossare (l’origine di tale maschera l’ho capita) che mi fa apparire cupo, serio e introverso. Non riesco ad essere me stesso, mostro tratti caratteriali che non mi appartengono e che sono praticamente L’OPPOSTO di quei tratti che mi darebbero molto successo (rara esperienza personale) e questo problema mi fa deprimere, ma ormai dopo 2-3 anni sono migliorato molto… certo, non in tutti i contesti, per esempio in classe a scuola sono sempre lo stesso… Il problema che ho, anzi, che mi faccio e lo sottolineo perchè non posso negarlo, mi rode dentro tantissimo perchè le 2-3 volte contate nell’arco di questi ultimi tre anni che sono riuscito ad essere me stesso (o quasi), modestia a parte sono riuscito ad avere un successo spropositato! Ma giungono certi momenti di profonda riflessione dove arrivo a giudicare il “successo sociale”, perchè è di quel tipo di successo che stiamo parlando, una tendenza sbagliata delle persone che porta ad una inconscia tristezza di fondo; ma poi ricasco sempre nel problema e cioè nel desiderarlo, per colmare quel vuoto che ho dentro per poter tornare ad “affermare” il vero me. Be’ credo proprio di essere nel bel mezzo di un circolo vizioso…
    Comunque che la gente sia estroversa o introversa non ho giudizi divergenti, ma non mi stanno proprio simpatici i soggetti “timidi”: li rifiuto quando li paragono a soggetti “non timidi-estroversi/introversi” e siccome io sono timido la mia autostima scende al di sotto dello 0 anche se devo ammettere che non dipenda solo da questo. Stefano, se mai leggerai questo commento spero che potrai darmi qualche dritta 🙂 🙂 grazie

    • Samu, sicuro di non essere un introverso che cerca inconsciamente di uniformarsi allo standard? A me sembra così. 🙂

      • Non per essere ostinato, ma non credo sia così perchè oltre ad averne una personale conferma ci sono anche i miei amici più stretti che mi conoscono da quando ero piccolo e da quando problemi non me ne facevo, che mi considerano molto estroverso…

  14. Bello l’articolo!
    E’ una distinzione del tutto reale che covavo da un pò di tempo ed è forse la prima distinzione che opero sulle persone con cui interagisco.
    Di mio ho un alternanza un pò schizofrenica su questo tema, mi definirei un centroverso a pesanti alternanze:
    ogni tanto piombo in una profondissima introversione, e solitamente quando divento molto impegnato nel mio studio, e inizio a fare caso a molti più pensieri a diventare estremamente cauto prima di formulare un giudizio e quando parlo con gli altri ascolto molto e sono assolutamente concentrato su quello che dicono, tendo a ricollegarlo ai miei pensieri e tendo a farmi così suggerire idee su cui lavorare, insomma seguo il motto ebraico “il saggio ascolta una parola e ne capisce due”.
    Talvolta mi succede che quando divento molto stanco a causa di questa enorme concentrazione divengo incredibilmente estroverso, parlo a raffica le idee si affollano nella mente senza sedimentare, non ascolto bene gli altri, cerco sempre qualcuno con cui parlare e mi va di conoscere gente nuova a caso.
    E’ buffo perchè i miei genitori mi dicono che fino a 15 anni ero esattamente solo questo secondo tipo, dopo è emerso quest’altro.
    Per me l’introversione coincide con un profondo stato di concentrazione e sottigliezza, l’estroversione è una forma di stanchezza ed è la vita che prende il suo corso senza troppi cincischiamenti, ed è per me legata a doppio filo con l’essere anche un animale sessuale oltre ad uno intellettuale(penso che prima o poi ti dovrai convincere a parlare di questo argomento, con calma, con la solita originalità con cui ti esprimi, però ho come l’impressione che prima o poi, quando troverai la tua chiave per parlarci, ci arriverai)
    Ciao!

    • Può essere, molte persone sono a metà e passano da uno stato all’altro con l’umore. Ma di base, mi sembra che tendi all’introverso.

  15. Ci sarebbe anche da dire che si può imparare ad essere estroversi se s’è introversi, e introversi se si è estroversi. Ho vissuto 5 mesi nella stessa stanza con il mio miglior amico (estroverso), lui ha imparato e assimilato molto dei pregi dell’introversione come io quelli dell’estroversione, e ora, dopo aver osservato per parecchio come funziona l’estroverso posso tranquillamente muovermi tra le persone, essere l’anima della festa e fare una marea di amici, come lui ora è in grado di fermarsi, riflettere, guardare le cose dall’esterno. Ognuno poi torna nei suoi panni, ma con una consapevolezza diversa.

    Chiaramente per me ‘socializzare’ non dà lo stesso piacere che dà all’estroverso e per me è per lo più uno sforzo, ma dà una marea di vantaggi. Per quanto a molti introversi non piacciano le persone, restiamo animali sociali che hanno bisogno di contatto. Credo sia veramente fondamentale solo conoscere bene sè stessi, capirsi, capire che si può smettere di pensare per un po’ e godersi le cose in maniera più istintiva. Le persone sono complesse e bellissime.

    Siamo grandi pensatori, ma a volte esageriamo proprio e sovranalizziamo cose che, se venissero viste con maggiore semplicità, risulterebbero più piacevoli e vantaggiose per noi.

  16. Ciao, Stefano.

    E’ possibile che un introverso necessiti addirittura di un solo rapporto d’amicizia alla volta?

    • alessandro87 says:

      in che senso UN solo rapporto alla volta?
      la amicizia vera è per sempre o per anni ed anni. non ti seguo…. 1 anno sei amico di tizio… dopo 2 anni non lo senti piu e sei amico di paolo, poi dopo 5 mesi ti stufi e fai un altro amico per “x” mesi?

  17. alessandro87 says:

    è il mio primissimo POST nel tuo blog.

    mi ha stupito come hai centrato questo punto: ” tu hai un serbatoio limitato di energia che si degrada man mano che stai con le persone. Quando è a secco non dai il meglio di te, devi ricaricarti. Lo fai da solo, nel comfort del silenzio di casa tua”.

    è proprio cosi che sono io. ogni tot settimane o mesi devo starmene da solo un po. non voglio sentir quasi nessuno, non mi sento pronto a star in compagnia. ed anche io sono un centroverso ma molto ESTREMO pur mantenendo nella stessa giornata/periodo entrambe gli estremi….. ottimizzandoli a seconda di chi ho davanti o in che situazione sono.

    cioè: mi piace far il cretino nel gruppo, esser al centro dell’attenzione….tanto da passar quasi per uno estroverso e “poco serio”, dovuto al fatto che uso linguaggi anche tipici della “gentaglia” quando mi trovo a parlar con gente cosi.
    MA AL TEMPO STESSO so’ sorprendere le persone con cui sto a contatto( la minoranza di esse , quelle con cui penso valga la pena attuare una conoocenza piu profonda) per come so’ essere riservato e sensibile, pronto a dar consigli ecc.

    insomma devo dire che amo esser un estroverso ed introverso…e sfruttar tale cosa per poter intrattenere conversazioni e/o avvicinare a me persone che siano o le piu caciarone e casiniste…. tanto quanto le piu chiuse e riservate(nonchè spesso paranoiche)

  18. Alessandro, ti ringrazio per la pessima interpretazione che hai dato alla mia domanda. Tra tutti i possibili significati che poteva avere… va beh, ormai ci sono abituata.

    Mi spiego meglio:
    un introverso può voler essere profondamente amico di una sola persona e non di due o tre, insomma, non di un gruppo ristretto?
    Ovvio che, per un motivo o per un altro, quello stesso rapporto può perdersi nel tempo… vuoi per una decisione conscia di una parte o di entrambi, vuoi per motivi che trascendono la volontà della persona. Se, poi, la cosa dura per la vita, tanto meglio!
    Ecco il perchè del “una sola amicizia alla volta”.

  19. Io conosco sia la definizione di Introverso e di timido e so che sono due cose diverse, ragion per cui vorrei sapere cosa ne pensi al riguardo… Ovviamente riguardo alla definizione di timido, perchè riguardo a quella di Introverso, ci hai scritto sopra codest’articolo molto persuasivo e profondo, che come gli altri che ho letto, mi fanno riflettere su quello che devo fare e su le possibili mete da ponderare. In poche parole, ottimo articolo, come tutto il blog del resto! Fammi sapere riguardo alla tua definizione di timido e dalla diferenza con l’introverso. Grazie in anticipo.

  20. Mi fa piacere che l’introversione non sia vista come un difetto, almeno qui…

  21. Bellissimo articolo…da poco leggendo le mie vecchie pagelle delle elementari cera scritto che io tendevo ad isolarmi, non partecipavo alle discussioni, non intervenivo, e mi rapportavo poco con i miei compagni…be le maestre al tempo non capivano un cavolo…ero semplicemente introversa, stesso problema alle medie e superiori dovevo prima ambientarmi per poter relazionarmi…ora sn cambiata riesco ad essere un po piu estroversa verso gli altri…pero se mi si presenta qualcosa che mi intimorisce mi chiudo come un riccio…

  22. Raffaele says:

    Come mai un introverso finisce per lavorare nelle PR?

    • Sinceramente è un paradosso che ha creto dei dubbi anche a me. Ha studiato marketing tra l’altro, la psicologia ed in genere la natura umana non è il suo campo.

      • Anonimo says:

        In realtà molte tecniche di vendita(applicate anche qui) si rifanno a dei meccanismi psicologici ben precisi,studiati e formalizzati ormai decenni fa che chi vende deve conoscere.Paradosso è un po’ forte come termine, però la scelta è curiosa visto che ci sarebbero numerosissime alternativa che probabilmente attirerebbero di più una persona di base introversa.

      • Raffaele says:

        In realtà molte tecniche di vendita(applicate anche qui) si rifanno a dei meccanismi psicologici ben precisi,studiati e formalizzati ormai decenni fa che chi vende deve conoscere.Paradosso è un po’ forte come termine, però la scelta è curiosa visto che ci sarebbero numerosissime alternativa che probabilmente attirerebbero di più una persona di base introversa.

      • Sicuramente non è il mio campo di studi universitario, tuttavia fa ben parte del mio campo di conoscenze e abilità 🙂

      • Jan Quarius e Stefano Mini…….Cosa dovrei scrivere ”Attenti a quei due ”?

        Siete alleati o avversari?

    • Esattamente come spiegato nell’articolo. Nulla di più e nulla di meno.

  23. Scusa Stefano , a questo punto mi viene natura chiedere che dfferenza c’è tra timidezza e introversione ??
    Non riesco a capire se determinate mie caratteristiche siano timidezza o introversione.

    Grazie.

    • Ciao Danilo, la timidezza è la difficoltà ad approcciarsi agli altri (salutare, guardare negli occhi, etc). L’introverso invece è una persona che non sente il bisogno di stare a contatto con le persone nonostante non abbia problemi a interagire. In parole povere il timido vorrebbe ma non riesce, l’introverso sta bene così.

  24. Articolo assolutamente vero, io sono un centroverso (introverso ma con grossa attitudine a stare tra la gente, con qualche punta di protagonismo!) quindi avendo un’infarinatura di entrambi i modi di essere posso confermare che in effetti c’è tanta verità qui dentro!

  25. Accidenti, giusto oggi stavo riflettendo sulla mia condizione, con questo e altri articoli ho scoperto di essere introverso.
    Ieri sera mi sono ritrovato “costretto” ad andare in discoteca con una persona che conosco bene, e suoi amici che non conoscevo affatto.. non l’avessi mai fatto..!
    Mi sono messo a un angolo per molto tempo, odio aver a che fare con tante persone che non conosco! il mio amico mi ha criticato di parte dicendomi che stavo troppo sulle mie dicendo che ero timido!
    Allora io ho iniziato a imitare l’estroversione (ieri sera non sapevo questi due termini), ho fatto solo DANNI!
    Concordo quando Stefano dice che la timidezza non ha nulla a che vedere con l’essere introverso, io mi ritrovo spesso a parlare davanti una moltitudine di persone senza problemi, ma quando devo parlare con persone che non conosco non so proprio che pesci pigliare! Comincio a pensare ” e ora che cavolo devo dire?”.
    C’è un’altra caratteristica degna di nota di noi introversi che lei non ha riportato, che non veniamo capiti quando facciamo le battute, se la persona non ci conosce, credo sia un problema del linguaggio non verbale del nostro gene.
    Signor Stefano, a me non dispiace essere introverso (anche perchè comunque è la mia natura quindi), però mi piacerebbe spostarmi nel centroverso solo per sapere come parlare con gente che non conosco (che mi presentano, ecc.).
    Come posso fare?! Consigli? mi servirebbe un testo sulla conversazione da effettuare ogni volta che devo conoscere qualcuno! Ovviamente non si può fare 😛 .

    • Ciao Simo, anche le mie battute non vengono capite da molti, quindi condividiamo lo stesso destino (sic)
      L’unico modo per spostarsi verso il centro è confrontarsi con quello che non riusciamo a fare, sarà banale ma è così.

    • Anche io sono introversa… E mi sento a disagio in mezzo a molte persone specialmente se non le conosco… Faccio una gran fatica E mi forzo a partecipare comunque… Ottenendo ovviamente il risultato opposto allo sperato… tendo ad isolarmi o nei casi in cui il peso di stare lì diventa per me impossibile da sostenere ad inventare scuse pur di allontanarmi e andarmene.. Sono già agitata quando so che dovrò partecipare a qualche evento in cui ci siano più di altre 3/4 persone… Tendo a rimandare la decisione se prenderne parte o meno e quando cedo al sì contro il mio volere.. Magari per far felice una persona a me vicina… È sempre un disastro… Sto zitta ascolto e parlo poco e niente, mi sento inadeguata e trasparente. È possibile che anziché semplice introversa io sia sociopatica secondo voi?

      • ciao Ayla, sembra la descrizione di me tesso. Anche io ho trovato molte difficoltà a socializzare e mi sentivo spesso fuori luogo e impacciato. Volevo diventare estroverso e simpatico con tutti, ma il risultato è stato dover mettere maschere su maschere che poi inevitabilmente cadono e lasciano un amaro in bocca che fa stare solo peggio. Allora credo che bisogna accettarsi così come si è, e prendere il meglio da chi riesce a comprenderti a fondo senza fretta ne pregiudizio. E’ dura ma con il tempo ci si riesce.

      • Sociopatica no, tutti hanno dei limiti dai. Attenzione non sto dicendo che sei limitata, in senso negativo. Anche a me viene l’ansia a volte, specie se non sono nel meglio della mia forma (mentale), quando mi si propone di fare una bella uscita di gruppo, con la comitiva per farti un esempio.
        Piuttosto tendo a cercare una sola persona alla quale tengo che mi faccia sentire a mio agio nel parlare

  26. Bellissimo articolo, mentre leggevo pensavo “questa sono proprio io!” 🙂
    L’ unico problema dell’ introverso sono i giudizi negativi che spesso riceve per il suo carattere. Ci vuole pazienza con certa gente che, al contrario tuo, non capisce nulla. L’ estroversione è socialmente accettata mentre l introversione non viene capita e viene sempre scambiata per timidezza.
    Ma c’è una bella differenza perché nel caso del timido è un”vorrei ma non riesco”: il timido vorrebbe ma non ce la fa per una questione di insicurezza personale. Per l’ introverso invece è proprio una questione di scelta. Come hai scritto tu, la mia serata ideale è davanti al camino a leggere un libro, mi piace stare sola o quanto meno con pochissime persone intorno, quelle fidate. Ma è una scelta mia, sto bene così e non vedo perché dovrei considerarmi strana per questo.
    Una volta una persona mi ha detto che avevo problemi relazionali (per il fatto che non ero partecipativa nei dialoghi con lui)
    No caro mio, è che non mi interessa nulla di fare conoscenza con te, è ben diverso dall’ avere problemi relazionali!!!
    L introverso è molto selettivo e preferisce mille volte stare solo piuttosto che con gente a caso.
    Ma svolgo un lavoro a contatto con la gente, devo fare spesso presentazioni in pubblico e non ho alcun problema!

  27. Devo essere sincera…penso di essere come te che hai scritto quest’ articolo. Io mi definisco centroversa…a volte ho voglia di restare da sola, a volte invece sento un vuoto e cerco compagnia.
    Ho un’amica che tende di più all’introversione e a volte non sapevo come prenderla.
    Adesso si, grazie 😀

  28. L’introverso sa ascoltare. L’estroverso parlare. Ok. Ma come fai quando a furia di ascoltare, sei stanca di essere sempre quella su cui tutti contano? Quando anche tu vorresti mandare a fancul@ tutto e tutti?

  29. Salve, ank ‘ io sono introversa ma solo con ki veramente non mi interessa legare, mi piace stare da sola xke’ mi ricarico e penso che talvolta parlare troppo rovina i propri progetti. Io sono diventata introversa e devo dire che stare un po soli mi aiuta e soprattutto sto bene con me stessa. Allo stesso tempo mi piace stare tra la gente, ascoltare, confrontarmi…. Sto bene e qst conta davvero!!

  30. Ok, sono introversa…

  31. Alessio says:

    Io penso di essere sia introverso che timido…come ha detto un utente qui il timido è colui che “vorrebbe ma non può” per via di insicurezze personali,io penso di esserlo e che con il tempo mi sono abituato alla vita di casa facendomela rendere piacevole,insomma a me piace stare a casa però tuttavia soffro sempre del giudizio della gente che mi critica su questo fatto,non riesco a passarci sopra anche perchè io muoio dalla voglia di essere estroverso,però mi sono abituato ad essere introverso

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