2 tecniche per liberarsi della roba inutile e fare pulizia nella tua vita

Stavo passando per il corridoio di casa e mia sorella mi fa: sto facendo pulizia nella mia stanza perché voglio buttare qualcosa, ma tutto quello che ho mi serve! Mentre passo butto un’occhio in camera sua e vedo roba sul letto, roba per terra, roba che vola nella stanza. ‘Mazza dico, dovessi svuotare io l’armadio non avrei nemmeno metà di quella roba.

“Dovresti scrivere un articolo su come buttare via la roba” dice. Detto fatto, mi attacco alla tastiera e scrivo queste righe.

3 buone ragioni per buttare invece che tenere

Molte persone nemmeno si rendono conto di avere bisogno di buttare via tutta la roba inutile che hanno in casa, sei anche tu fra questi? Il pensiero più frequente è quello del “non si sa mai”, “mi ci sono affezionato” o del “zero sprechi a ogni costo”, ma sono mentalità limitate:

  • Applichi il “non si sa mai” all’estremo, tieni anche cose che non userai mai perché non hai un metodo sistematico per capire cosa ti serve e cosa no.
  • Il vero spreco avviene al momento dell’acquisto dell’inutile, non quando lo butti. Tenere qualcosa che non usi mai e buttarlo è sullo stesso piano, devi sradicare l’errore alla fonte: non comprare quello che non ti serve, solo così eviterai gli sprechi. Una volta fatto il danno, puoi solo evitare che continui a pesarti in futuro.
  • Affezionarsi agli oggetti è, in certa misura, normale. Ma se è eccessivo, significa che stai cercando di colmare un vuoto più grande nella tua vita. Consiglio: smetti di riempire il buco con gli oggetti e cerca di capire cosa cerchi veramente (per questo ti consiglio il mio report gratis).
Tipo la mia passione per i Draghi, ecco.

Tipo la mia passione per i Draghi, ecco.

Buttare qualcosa che non ti serve equivale ad ammettere che hai sbagliato ad acquistarla, e questo significa dolore per il tuo cervello. Quindi continui a ingannarti e cerchi scuse per tenere anche la roba inutile, fino ad accatastare una mole inverosimile di robaccia.

Una ricerca ha scoperto che un’area del cervello si attiva quando ti separi da un oggetto, anche se non ti serve: la corteccia cingolata anteriore, la stessa che ti fa provare dolore fisico quando bevi un caffè troppo caldo (fonte).

Anche se la tua mente vuole farti credere il contrario, buttare via è un toccasana per la tua vita per questi motivi:

 1 – Non perderai le cose importanti

Quando sono andato a vivere negli Stati Uniti, la prima cosa che ho fatto è stata cercare un posto vicino alla porta dove mettere solo le cose che mi porto addosso quando esco: portafoglio, telefono, cuffie, chiavi, macchina fotografica. Così quando esco di corsa e sono di fretta, non rischio di dimenticare qualcosa (perfetta da usare insieme alla tecnica del contare).

Se mi serve l’adattatore per la corrente so dove andarlo a cercare, se voglio vedere un DVD so che è lì in basso.

Quando fai pulizia e ti liberi delle cose inutili, ogni cosa ha il suo posto. Non sei costretto ad accatastare tutto, perché ogni oggetto ha il suo posto. In questo modo non perderai mai niente, perché sai dove andare a cercare qualcosa.

Se hai troppe cose questo non lo puoi fare, perché non c’è spazio fisico per tutto. Questo può portare a due soluzioni:

  1. Una “cassa del tutto”, dove butti ogni cosa che non sai dove mettere. Risultato: ciò che entra nella cassa è perso e di fatto dimenticato.
  2. Un “ordine creativo”, dove niente è dove dovrebbe essere.
Ordine creativo, dicevamo.

Ordine creativo, dicevamo.

Come ho imparato vivendo all’estero, l’ordine creativo è una scusa per il disordine. Se non sei ordinato con quello che possiedi, non puoi sperare di avere una vita ordinata dove tutto è al suo posto. L’ordine mentale segue quello fisico.

2 – Avrai più spazio per te

Siamo costretti a vivere in scatole che chiamiamo case. Le finestre sono una pallida scusa per il contatto con l’esterno, imprigionati in città lontane dall’ordine naturale.

Il tuo corpo è fatto per avere spazio. Al contrario delle formiche, l’uomo ha bisogno di uno spazio vitale. Le case costringono questi spazi, ormai sei così abituato che non ci fai più caso. Ma se ti fermi un attimo ed esci di casa, fai una gita in montagna, vai a correre, ti accorgi dell’effetto benefico sul tuo umore degli spazi vasti della natura.

Per questo dovresti prendere e andartene nella natura almeno una volta al mese, senza esseri umani intorno. Riappropriati della tua serenità e perdi tempo. Non fare niente, ti aiuterà.

Anche quando sei a casa, puoi aumentare i tuoi spazi liberandoti di quello che non ti serve. L’oggettistica inutile ruba aria che potresti usare per respirare un po’ meglio, appesantisce la vista e causa stress.

Il tuo occhio registra ogni cosa che vede e manda le informazioni al cervello inconscio, il quale le processa e fa passare un filtro che decide cosa è importante e cosa no. Se l’occhio vede l’immagine qui sopra, continua a mandare stimoli all’inconscio che è costretto a elaborare ogni singolo oggetto. Anche se non te ne accorgi, stai buttando buona parte della potenza della tua mente.

Una ricerca ha dimostrato che lavorare in un ambiente pulito e ordinato aumenta la produttività rispetto a uno disordinato, anche se il disordine non è una causa diretta. Ad esempio: lavoro al computer e di fronte a me l’armadio straripa di roba, sarò meno concentrato su quello che devo fare (fonte). Un’altra ricerca dimostra che mettere a posto una stanza molto disordinata fa salire alle stelle gli ormoni responsabili dello stress (fonte).

La tua mente non è fatta per processare una mole così elevata di informazioni, non è in grado di concentrarsi su così tante cose. Il disordine è una situazione innaturale che innesca un meccanismo difensivo: lo stress.

Quindi il disordine non è solo fisico, ma anche mentale. Per questo devi andare oltre gli oggetti ed eliminare l’inutile in tutti gli aspetti della tua vita, come:

  • I file sul computer.
  • Le foto sul cellulare.
  • Gli amici su Facebook.
  • I tuoi impegni.
  • I tuoi obiettivi (con questa tecnica)

Dai un’occhiata al mio desktop (clicca sull’immagine per ingrandire):

Puoi scaricare questo sfondo qui.

Puoi scaricare questo sfondo qui.

A trovare quello che mi serve ci metto due click in croce, basta un minimo di organizzazione.

3 – Mettere in ordine sarà più semplice

Più cose hai, meno hai voglia di metterle in ordine perché ci metteresti ore. Meno voglia hai, meno lo fai. Meno lo fai, più tempo passerai a riordinare (e vivrai comunque in un disordine costante). Io la domenica faccio due cose:

  1. Scrivo il nuovo articolo per mercoledì.
  2. Metto in ordine la mia stanza.

Una volta a settimana, per venti minuti, faccio le operazioni di manutenzione: passo l’aspirapolvere, pulisco PC e scrivania, metto in ordine quello che è fuori posto, svuoto il cestino, guardo se c’è qualcosa che posso eliminare. Mi prende venti minuti a settimana, perché ogni giorno seguo la filosofia della pulizia e dell’ordine.

Quando uso qualcosa, la rimetto al suo posto senza aspettare di perderla. Se tutto può essere ovunque, non troverai mai niente. Se invece dividi il tuo spazio in aree tematiche, saprai sempre dove trovare ogni cosa. Ad esempio io metto tutta la roba informatica in una scatola sotto il letto, quindi se mi serve un particolare cavo so dove andarlo a prendere.

L’ordine creativo non esiste: esistono solo ordine o disordine.

La tecnica dei 6 mesi

Tutto bello fino a qui, ma come faccio a liberarmi di quello che ho? Tutto mi sembra importante!

Questo è l’inconscio che illumina la corteccia cingolata anteriore perché ha paura di sbagliare: non vuole ammettere che hai comprato qualcosa che non ti serve, quindi ti fa credere che tutto sia importante. Per questo non puoi fidarti delle tue sensazioni per decidere cosa tenere e cosa puoi buttare, altrimenti l’inconscio avrà il controllo della situazione.

Devi affidarti a un criterio matematico, che tolga la possibilità all’inconscio di controbattere con scuse irrazionali. Qui entra in gioco la tecnica dei sei mesi, che devi ripetere ogni 30 giorni per avere una vita libera dall’inutile. La regola dice:

Butta tutto quello che non usi da almeno 6 mesi.

Tutto qui, semplice. Se non lo usi da sei mesi non ti serve, quindi buttalo. Qui però dobbiamo fare una precisazione su cosa intendo con “usare”.

I draghi della prima immagine non hanno una funzione pratica. Non lì uso e non li rivendo quando salgono di prezzo, allora perché non li ho buttati secondo il mio principio?

La funzione non è solamente pratica, ma anche estetica. Detto in altre parole: mi piacciono da vedere. Aggiungono un tocco di personalizzazione alla stanza, sono una mia passione. Sono in bella vista e scelto attentamente cosa comprare, senza sprechi.

Questo è quello che intendevo con moderazione: avere qualche oggetto che assolva una funzione estetica va bene ed è espressione della tua unicità come persona, ma senza esagerare. Se non avessi avuto abbastanza spazio per i miei draghi, non li avrei comprati.

Prima di passare al capitolo successivo di questo articolo prendi un sacco della spazzatura, di quelli grandi, passa la tua stanza al setaccio e chiediti per ogni cosa: “Questo l’ho usato negli ultimi 6 mesi?” Se la risposta è no, buttalo. Ignora il tuo inconscio che ti urla di non farlo, che potrebbe servirti, che non si sa mai, che è uno spreco. Sono scuse che mascherano la paura di aver fatto un errore. L’errore l’hai già fatto, ora hai la possibilità di non fartelo pesare in futuro.

Questo è un processo radicale che incontrerà la resistenza del tuo inconscio all’inizio, è normale. Devi andare a piccoli passi, abituarti all’idea di non avere quello che ti serve e passare a uno stile di vita minimalistico. Per questo devi ripetere l’esercizio ogni mese, e sforzarti di andare sempre più in là nell’eliminare l’inutile. Con il tempo diventerà una buona abitudine e una seconda natura per te, non ci farai più caso e ti accorgerai di vivere meglio.

Ma qualcuno ancora usa il tubo catodico?

Quante volte avrei voluto farlo, peccato sto a piano terra.

La tecnica della sostituzione

La tecnica dei 6 mesi ti aiuta a liberarti di quello che non ti serve, ma non a mantenere un buon livello di ordine. Continuerai a comprare e a pentirti di averlo fatto, butterai via soldi e dovrai riapplicare la tecnica dei 6 mesi ogni volta. La tecnica della sostituzione ti aiuta a ridurre gli sprechi e mantenere un livello di ordine costante.

Il problema, se usi solo la prima tecnica, è quello dell’ordine a fisarmonica: butti tutto, continui a comprare, sei pieno di roba, butti tutto di nuovo. Una volta che sei nella situazione ideale, è meglio mantenerla e minimizzare gli sprechi. Per questo esiste la tecnica della sostituzione, che dice:

Per ogni oggetto che entra, deve essercene uno che esce.

Quando vuoi comprare qualcosa, prima liberati di qualcos’altro in camera tua. Prima di comprare un nuovo libro, butta qualcosa che non ti serve. Se non riesci a trovare niente, significa che hai già tutto quello di cui hai bisogno e ti pentiresti dell’acquisto. Non andresti a fare altro che aumentare la complessità, che a sua volta si traduce in disordine.

Concentrati su poche cose ma buone, invece che su tante e in modo superficiale. È lo stesso principio del multitasking: l’efficienza cala all’aumentare delle cose che fai. Il cervello non è in grado di fare più cose contemporaneamente, preferisce concentrarsi. Più tempo spendi su qualcosa, più aumenta la concentrazione e l’efficienza. Se passi ad altro, distruggi la concentrazione che hai creato fino a quel punto.

Stessa cosa vale per la tua vita: meno cose fai, meglio le farai. Questo si riflette anche sui tuoi oggetti, che sono una parte fondamentale della giornata: meno cose hai e più le sai apprezzare. La felicità non è avere tante cose inutili, ma poche cose belle.

Grazie alla tecnica di sostituzione sarai protetto dagli acquisti impulsivi, una delle tecniche di marketing più usate: oggetti a poco prezzo che puoi comprare immediatamente, senza aspettare. Ma sono tutte cose inutili. Ti faccio alcuni esempi:

  • Caramelle e cioccolatini.
  • Portachiavi.
  • Cartoline e souvenir vari.
  • Braccialetti.
  • Adesivi.

Tutte cose che costano pochi centesimi, quindi non ci pensi e le compri. Sei imprigionato nel sistema consumistico che vuole farti comprare sempre di più. Ma chiediti: di cosa posso liberarmi prima di comprare questo? Se non c’è niente che valga la pena sostituire, allora non acquistare: non ti serve.

Qualità, non quantità

Applicare la tecnica della sostituzione ti porterà inconsapevolmente ad applicare un altro principio importante per vivere bene: punta alla qualità, non alla quantità.

Invece di comprare quattro paia di scarpe da 50€, comprane due da 100€: avrai meno scelta ma non te ne renderai conto, in cambio metterai le scarpe con un sorriso ogni volta. Non comprare tanto, compra intelligentemente.

Da una parte risparmierai soldi, dall’altra avrai solo quello che ti rende veramente felice. Invece che sprecare il tuo denaro in acquisti impulsivi e roba che non ti serve, lo investirai per la tua felicità. Questo è anche un principio economico che ti farà risparmiare: punta alla qualità, invece che alla quantità.

Il mercato vuole farti credere che ti servano tante cose, senza l’ultima novità non puoi sopravvivere. Sbagliato: la maggior parte di quello che hai in camera non esisteva 100 anni fa, eppure i tuoi bisnonni vivevano bene lo stesso.

Ti spiego meglio l’importanza della qualità nella tua vita in questo articolo.

E tu cosa aspetti?

Prima di sera voglio che tu butti via almeno 10 cose che non ti servono. A meno che non sia già un monaco zen, hai almeno 10 oggetti di cui non hai bisogno che possono andare nella spazzatura.

Anzi sai cosa faccio? Ti do il buon esempio. Finito questo articolo mi alzo e non mi risiedo finché non trovo 10 cose da buttare. Anche se da anni seguo la filosofia del minimalismo senza compromessi e uso le tecniche dei 6 mesi e della sostituzione, niente è mai perfetto. È una sfida contro me stesso e contro il mio inconscio, che ancora adesso vuole farmi tenere roba inutile perché “non si sa mai” e “ci sono affezionato.”

Ti chiedo di farlo perché so che dopo ti sentirai meglio anche tu, e ti aspetto nei commenti dopo che hai finito l’esercizio: cosa hai buttato? Come ti senti dopo averlo fatto?

Comments

  1. 🙂 mi sembra di sentire il mio compagno ….buttare buttate buttare …comunque è vero in ordine si vive e si lavora meglio .Sto regalando,buttando via le la roba da più di un anno e ancora sono piena …per ora non riesco a buttare via le stoffe e accessorie varie sperando un giorno di realizzare un mio progetto….

  2. articolo interessante, io più che buttare il superfulo, lo metterei in vendita su ebay, una volta addirittura ho venduto una stampante rotta, naturalmente specificandolo nell’inserzione, chi se l’è presa, probabilmente aveva bisogno di alcuni pezzi di ricambio ^_^

    • Stessa cosa fatta io, uno scatolone pieno di cosa da mettere su ebay! Quando avrò tempo…

      • ed i vestiti che vanno stretti, causa pancetta, invece di buttarli si posson sempre dare ai poveri, i quali sicuramente ne faranno un buon uso, cordialità.

    • Grazie del commento Daniele. Ebay sarebbe un ottimo strumento, se non fosse pieno di truffatori. Ho avuto brutte esperienze, quindi preferisco tenermici alla larga. Sono felice per te che hai avuto un’esperienza diversa. 😉

      • Stefano, dipende dove e cosa compri su ebay, se devo comprarmi un telefonino di 500 euro, chiaro che spenderei i miei soldi solo su un topsellers, venditori garantiti da ebay, con migliaia di feedback positivi, e soprattutto pagherei con paypal, cosi facendo, l’acquisto è blindato.
        Su internet un venditore che non accetta paypal, sia su ebay che in altri lidi, stanne certo che la truffa è dietro l’angolo, saluti.

  3. Col cavolo che butto via le scarpette da arrampicata!!!

    Ne ho 4 paia: quelle con le quali ho iniziato, quelle per le vie lunghe, quelle per le vie sportive di media difficoltà, quelle per le vie sportive dure.
    Le prime e le ultime sono più di sei mesi che no le uso, ma mica le butto via: semplicemente quest’anno ho avuto meno tempo per arrampicare, dedicandomi più allo studio.
    Oppure le piccozze da cascata: grazie che intercorrono 6 mesi, si deve aspettare la stagione!
    O il dizionario di francese che ieri ho preso in mano, ma che era un sacco di tempo che non lo usavo…
    Occhio ai consigli stile “certezza”…

    Detto ciò, butto via la carta con le punte di matita di ieri, ma stavo già per farlo 🙂

    • È un concetto relativo quello dei sei mesi. Ho due banconote viola nel cassetto. Sei mesi non le ho calcolate proprio. Ma non credo che le butterei dopo sei mesi. Ci si riferisce a cose che non usiamo da sei mesi perchè non ne sentiamo più il bisogno di usarle. È normale che per usare le tue scarpe e le picozze, devi aspettare un certo periodo di tempo, ma sai già che ti serviranno. In quel caso le stai conservando. Ma in questo articolo si parla di quegli oggetti abbandonati per così dire… Quelli sbattuti in un angolo a far polvere ma che non servono effettivamente. Non so se mi spiego, spero di eser stato d’aiuto

      • Io di cose ne ho tante.. abiti, scarpe, gioielli.. ma piuttosto ci metto una settimana ha riordinare, ma non butto nulla.. a cicli annuali li tiro fuori e li uso nuovamente! avrò , per esempio… 15 giacche invernali, un 40 gonne estive, 30 maglioni, 40 camicie invernali altrettante estive, due cassetti pieni di gioielli, due scatole di foulard.. vado avanti?
        per il cambio di stagione ci impiego un’ora al giorno o due , dipende.. per un mesetto! mi stressa.. ma poi è tutto in ordine, nulla fuori posto!
        e dentro agli armadi. non fuori! 🙂

    • gabriele says:

      hai piccozze, ramponi e articoli alpinistici da vendere a buon prezzo?
      Le scarpette arrampicata le ho.
      ciao
      g.c.

  4. Io invece divento meno efficiente nell’ordine. In generale l’ordine mi rallenta e riduce la mia produttività. Qualche anno fa avevo visto un articolo che parlava proprio della soggettività relativa alla produttività dell’ordine. In sintesi veniva mostrato che certi tipi di persone diventavano molto efficienti quando le cose con cui lavoravano erano in ordine (come dici tu, sapevano esattamente dove prendere le cose che gli servivano), altri invece erano più efficienti nel disordine. Chi ordinava perdeva un tempo piccolo per riordinare ogni volta quello che avevano usato, ma questo tempo piccolo lo ripetevano spesso. I disordinati invece perdevano un tempo grande per mettersi a portata di mano le cose che gli servivano, ma poi, lasciandole proprio dove le avevano usate non perdevano ogni giorno un tempo piccolo a riordinarle. Inoltre il tempo grande non era enorme perchè mantenevano una sorta di ricordo di dove potevano aver lasciato l’oggetto basato sul tempo trascorso dall’ultima volta che lo avevano usato. La metafora era una pila di roba che cresceva, le cose che si usano spesso sono sempre in alto, ma si può indovinare, in base al tempo trascorso, a che altezza si troveranno quelle non usate da un po’.

    Quando un marito disordinato incontra una moglie ordinata è il disastro, lui che mi muove quasi usando il fiuto alla ricerca degli oggetti che aveva posato là e che sua moglie ha riposto in ordine nel posto giusto (che gli è ignoto)…

    • Secondo me quello che dici due deriva da due cose:

      1) Condizionamento mentale: penso di essere più produttivo nel disordine, la mia convinzione modifica la realtà dei fatti.
      2) Ordine fatto male. Ordinare non significa mettere dall’altra parte della casa quello che ti serve ogni 5 minuti. La mia scrivania è piena di cose, ma ognuna ha il suo posto e non intralcia le altre. 😉

  5. Ottimo articolo, ci speravo di vederne uno sull’argomento sebbene a mio malgrado io ami collezionare molte cose e non credo mi ci staccherò mai; tengo tutto in ordine con cura e il valore che per me hanno si accentua negli anni, e non parlo solo a livello monetario per la rarità.

    Volevo tuttavia una opinione riguardo al fare pulizia in merito ai file sul computer. Da qualche anno ho iniziato ad archiviare una mole infinita di dati in un disco esterno da 3 TB, tutte cose che ho scaricato per paura di vederle scomparire dalla rete e non poterne più usufruire in futuro quando mi pareva. Inoltre ci sono molte iniziative portate avanti da appassionati di vari forum di ricaricare molti file perché più persone possano giovarne. Tu cosa ne pensi? Il principio è da applicare solo agli oggetti fisici o anche al mondo virtuale che prende sempre più piede nelle nostre vite?

  6. “Il disordine è una situazione innaturale che innesca un meccanismo difensivo: lo stress.” Commento questa riga in grassetto dicendo che per me c’è molto più stress a seguire il mio ordine maniacale eccessivo, nel volere tutto in una determinata maniera, il che mi porta a spostare continuamente oggetti di qualche cm nel tentativo di allinearli perfettamente in modo ortogonale. Insomma, a volte dal troppo ordine, mentale o spaziale che sia, può derivarne una sindrome ossessivo-compulsiva in grado di generare più stress che in una situazione di disordine. Parlo di vero e proprio malessere interiore nel vedere che magari è in buone condizioni ma semplicemente non è abbastanza perfetto, perché esigi sempre l’impossibile.

  7. Stupendo il tuo sfondo Desktop, mi trasmette chiarezza e concentrazione, infatti l’ho subito scaricato! ma toglimi una curiosità, come fai a disporre in quel modo le icone? io non riesco a mettere sugli scaffali, vanno sempre un po’ troppo su o un po’ troppo giù….
    Grazie ancora per l’immagine 🙂

  8. Ottimo articolo! Io non butterei mai nulla… ma non tanto per il fatto che “non si sa mai” quanto per il “ci sono affezionato”… ed è veramente più forte di me, mi affeziono alle cose in una maniera irrazionale! Non riesco a buttarle a cuor leggero. Come posso fare per “distaccarmi” di più dagli oggetti?

  9. Ciaoo Stefano vorrei farti una domanda..
    Non sono riuscito mai a trovare una spiegazione a questa cosa,e quindi provo a chiederla a te…
    Secondo te è possibile fare 2 o 3 volte gli stessi sogni?
    Ti spiego a me è successo a distanza di 2 anni o anche di mesi,mi è capitato 2 o 3 volte di rifare diversi sogni.. che avevo fatto in precedenza.. il fatto che tutto uguale a quello che avevo sognato in precedenza..
    Come mai tutto questo?

  10. Stefy, io sono una di quelle persone che ha i cassetti della stanza vuoti. Sono fin troppo minimalist. Oppure e’ il designer della mia stanza che ha progettato troppi cassetti.

    Anzi, a dire il vero passo periodi di mesi nel caos totale, vestiti ammucchiati, roba ammucchiata, fogli ammucchiati, files ammucchiati… poi mi prende secco e pulisco tutto… per qualche mese, a volte anche un anno, va tutto liscio… poi da un giorno all’altro ritorna il caos. E di nuovo il ciclo si ripete.

    Adesso sono nel periodo minimalist, da un bel po’…

    Inoltre non mi pare che mettere in ordine mi metta stress: anzi, sembra che mi stimoli la produzione di endorfine 😛

    Ottimo articolo comunque 😀

    • Forse stai usando la tecnica di buttare regolarmente quello che non usi, ma non tieni il conto di quello che hai e alterni fase di acquisto ad altre di pulizia. È comunque già un ottimo traguardo!

  11. TrolSerale says:

    Ho trovato un hard disk “nuovo” che mi ero dimenticato di avere da 2TB e il mio da 500GB è pieno, quello da 2tb non lo uso da 1 anno, che dici lo butto? 😛

  12. Io dono le cose che non uso più in beneficenza. Quello che a me non serve, magari è utile a qualcun altro.

  13. Una piccola curiosità Stefano, come fai le copertine dei tuoi report (tipo il manuale anti-confusione)? Utilizzi qualche software particolare?

  14. Io ho il “problema contrario” 🙂 butto tutto, non mi affeziono alle cose, semplicemente le uso per quello che servono e per il tempo necessario e poi via, eliminate, o, le regalo a chi potrebbero servire.
    A volte lo faccio anche con le persone :-/ se mi accorgo che non sono sincere o se per qualsiasi motivo si interrompe il rapporto, le annullo, vengono cancellate dalla mia mente e a volte mi capita proprio di dimenticarle come se non le avessi mai conosciute.

  15. Ho passato mezza giornata, che avevo libera dal lavoro, a mettere a posto e troppe cose ho trovato che non usavo e da dar via tutte ma alla fine ce l’ho fatta! grazie per lo spunto e i consigli!

  16. Ciao Stefano, sono un lettore occasionale di questo sito. Ti faccio i complimenti per l’articolo, l’ho trovato davvero interessante. E’ già da qualche anno che ho iniziato a sbarazzarmi di molte cose che avevo acquistato in passato. Allora mi sembrava di non poterne fare a meno, ma in seguito mi sono reso conto di aver accumulato una montagna di spazzatura.
    Ho due domande da farti:

    1. Ritieni che quanto hai scritto si possa applicare anche ai libri?

    2. In un’ottica minimalista credi che per vivere meglio sarebbe opportuno vivere senza televisore (in fondo i vari canali propongono quotidianamente programmi la cui visione ci sottrae del tempo che potremmo impiegare in maniera più produttiva)?

    Grazie e complimenti di nuovo 😉

  17. claudio says:

    Bellissimo articolo, dice tutto quelle che avrei dovuto fare da molto tempo, da molti anni. Ho sempre vissuto nel disordine, pratico mentale e spirituale. Sono quasi rassegnato. Certo potrò cambiare abitudini, ma oramai, più che rassegnato sono abituato al mio disordine… Il problema, caso mai, sono i rapporti con i familiari che mal si adattano al mio ordine creativo nel quale stranamente, riesco a trovare tutto o quasi. Mi propongo di cambiare, ma senza fretta.

    • Stefano says:

      L’ordine creativo non esiste Claudio, è disordine puro. Già il fatto di riuscire a trovare QUASI tutto è un grande campanello d’allarme.

  18. eleonora says:

    Mi piace l’ordine, non mi piace mettere in ordine e perder tempo in queste cose, però non credo che il messaggio che ti manda il cervello si riferisca alla paura, quanto piuttosto ad un atavico istinto di sopravvivenza. Nelle cose, quando sei creativo, ancor più quando hai la necessità puoi trovare soluzioni, non solo estetiche.
    Una penna, serve per scrivere, ma in caso di necessità può essere utilizzata anche per fare altro, ecco , io credo, che se molti di noi tengono delle cose che in apparenza non ci servono sia perchè non possiamo scollegare del tutto i nostri istinti solo perchè ci riteniamo occidentalizzati. Per il resto, ottima tecnica, quando hai una casa invasa di oggetti e tu non sai più come muoverti, saluti.

  19. Tarcisio says:

    Ciao Stefano e ciao lettori

    Questo è stato uno dei primi articoli letti nel blog, ho seguito i preziosi consigli, a distanza di circa 2 mesi sono riuscito a sistemare e tenere in ordine la casa, ho buttato, venduto e regalato tanta di quella roba che non credevo neppure di avere, parlo di oggetti, abbigliamento, attrezzature, parti di pc. Rientrare in casa con tutto sistemato e senza cianfrusaglie che ingombrano la casa e la mente in effetti ti fà stare bene e migliora la produttività.
    Grazie Stefano

    p.s. dalla vendita degli oggetti ho ricavato € 800.. un extra che non mi è dispiaciuto 🙂

  20. Roberto says:

    Prima di buttare, credo sia meglio provare a rivendere o a regalare/scambiare gli oggetti che abbiamo…

  21. ho appena buttato via 16 cose. grazie

  22. Quindi il fiore sumatra che ho da 99 anni e 6 mesi va buttato mi sa…

  23. Barbara says:

    Un tempo riuscivo a tenere tutto in ordine, ora non riesco a fare più nulla, fatico a pulire casa e fare ordine nonostante io sia casalinga, sono senza motivazioni, sento una immobilità tragica , riesco a passare giorni interi in modo del tutto improduttivo, l’ultima volta che ho fato ordine e pulizia vera è stato un anno fa quando mio marito è partito per una vacanza. Questa situazione mi porta a sensi di colpa e a rinunciare a fare cose che mi piacciono, come uscire con le amiche perché penso che lo farò quando la casa sarà in ordine, ma non faccio mai nulla…. è grave?? Ho sempre avuto una gran senso dell’organizzazione, ma da alcuni anni a questa parte, non riesco più, e non so perché, ma tutto questo mi fa vivere male.

    • Stefano says:

      Barbara, vivere in un ambiente disordinato distrae la mente e ti fa sentire demotivata. Sfrutta l’estate e il bel tempo per fare una bella ripulita, magari fatti aiutare da una amica. Una volta che ti ritroverai in un ambiente pulito e ordinato non lo abbandonerai.

  24. gabriella says:

    i miei nonni vivevano in 50 mq con 4 figli…è tutto dire…a noi sembra che lo spazio non basti mai…a volte vorrei fuggire per vivere in una capanna…cmq stasera comincerò…cercherò almeno 10 oggetti da buttare…grazie di tutto Gabriella

    • Stefano says:

      Gabriella è vero, tempo fa si viveva con meno spazio e non si sentiva la mancanza di tutti gli oggetti che fanno polvere sui nostri scaffali 🙂

      • Grazie Stefano. Purtroppo come vedi io ho aperto l’email solo ora e tu mi avevi risposto a luglio…. questo per capire che sciaguratezza mi affligge!! non resta che riderci su! 🙂

  25. in ogni caso sono esperta i tecniche di aggiramento dei doveri e annullamento temporaneo dee sensi di colpa! La mia visione “soft” della vita se non a me serve come ancora per le mie amiche che si sentono sollevate dalle mie parole e dai miei giudizi positivi in quanto privi di morale corrente, ma finalizzati a vivere felicemente nel modo che si vuole! (In pratica come teorica della filosofia “vivi il presente e goditelo” sono imbattibile! eheheh! ) ciao!! 🙂

    • Per godersi il presente sono con te, pensa anche a goderti il futuro però, perché tutti i nodi verranno al pettine prima o poi 🙂

  26. Federica says:

    Stè, sei un robot!

  27. Simonetta says:

    Grazie.
    Tutte cose che già sapevo ma, come tutte le buone cose, se vengono dagli altri hanno un altro sapore.
    E comunque pensavo fossi una femmina; ed invece alla fine dell’articolo ho scoperto che sei un maschio, e questo da ancora più stimoli a buttare in NON NECESSARIO.
    E’ da questa mattina che ho messo in moto queste tecniche e solo ora, dopo 12 ore di lavoro, leggo le tue; ancora più stimolata a non uscire di sabato sera ed a rimanere a casa per liberarmi finalmente ed usare i prossimi sabati come dico io.
    GRAZIE !

  28. Sei una macchina da guerra per l’ordine!!! Sento di amarti..però magari provo a regalare o dare in beneficenza..dici di no?Cmq tic tac…la mia missione per la prossima settimana sarà di seguire i tuoi consigli e poi…ti farò sapere!!! Grazie!

    • Ornella, se donare a qualche associazione ti fa sentire meglio che buttare nella spazzatura fai pure, l’importante è che esca di casa, se riesci anche ad aiutare il prossimo è ancora meglio 🙂

  29. ciao…due anni fa sono entrata in un negozio, c’erano da pochi gg i saldi, ero in fase di “rinnovo”, volevo rinnovare il mio guardaroba, ero sola e presa da un istinto di shopping compulsivo ho comprato circa 25 pezzi (fra gonne, pantaloni, abiti, scarpe, maglioni)…ho speso un totale circa 1.135 euro… non era mai successo, anche se era un sogno realizzato… la commessa mi aveva tolto 15 euro perchè tentennavo… ma ero convinta mi servisse tutto e non avrei più comprato nulla per i prossimi 20 anni. Ovviamente non fu così, e di tutti quei capi ne ho dati via circa sei o sette, per vari motivi: cambio di gusti, misure che poi non erano più giuste avendo preso un po’ di kg, o dati via nuovi (presi un paio di scarpe 40, che è il mio numero, ma essendo decoltè lì al negozio in due metri sembrava andassero bene ma poi a casa e in ufficio me le perdevo….così le ho regalate preticamente nuove).
    Insomma ho commesso un grave errore! Ancora ora ripensando a quella giornata di shopping ho i sensi di colpa!!!!!

  30. silvia says:

    Come posso parlare ad’una persona Organizzare là casa e buttare via la roba inutile senza offendere??

    • Silvia, purtroppo se butti in maniera coatta la roba di un’altra persona non fai altri che creare spazio per fare accumulare altri oggetti. La cosa migliore è fare compromessi, provate a mettere via oggetti inutili, e dopo 6 mesi se rimangono intoccati usalo come punto di riflessione per questa persona, chiedile se non avendo quegli oggetti per 6 mesi ne ha sentito la mancanza.

  31. grazie Stefano!

  32. Due mesi fa ho comprato lo zen e l’arte del riordino di Marie Kondo,ma tu l’avevi anticipata.Ho eliminato 30 sacchi della spazzatura.

  33. È stato un articolo davvero illuminante, per certi versi drastico, ma anche fondamentale. Penso che, se possibile, un’alternativa al buttare le cose potrebbe essere dar loro una nuova vita in un mercatino dell’usato. Mentre navigavo su internet in cerca di soluzioni per smaltire il caos della mia stanza, ho trovato un articolo proprio su questo http://www.eventiblog.it/evento-il-car-boot-market-4294008906.htm

  34. Tontonella says:

    Ciao, il tuo articolo è interessante, MA… ma: certo, io vorrei buttare. MA sono una creativa con vari hobby per seguire i quali ho attrezzature e materiali dai quali è difficile separarsi perché (lo giuro) prima o poi li userò! Proprio oggi ho passato quattro ore in mansarda a SPOSTARE oggetti inutilizzati affinché non si accumuli la polvere…ma buttare?! I quaderni del nido/asilo/eleemenntari dei miei figli (3scatole) gli oggetti invendita su ebay (x scatole) i panni del marito che andranno ai figli (con molto ottimismo)?
    Vedi: per me gli oggetti inutilizzati (e non dico inutili) o sono dei ricordi, o sono delle potenziali possibilità di risparmio/ guadagno.
    Però se fossi ricca… butterei. Di brutto.

  35. Devo essere sincera: a me sembra che il minimalismo eccessivo sia negativo e sintomo di disturbo tanto quanto il disordine cronico. In particolare, quando hai scritto che saresti andato anche tu a buttare 10 cose (pur vivendo già solo con lo stretto necessario) mi è sembrata una forzatura allarmante, così come l’idea di accendere il camino con tutti i libri appena letti.
    In medio stat virtus, dicevano gli antichi… credo che questa sia l’unica vera regola.

  36. Desiree says:

    Finito di leggere l’articolo, ho cercato 10 cose di cui liberarmi e ho trovato: 2 abiti in cui non entro più, 2 troppo corti e sbracciati, 1 t-shirt troppo aderente, 1 giubbotto troppo corto che m’infagotta e basta, 1 piumone troppo ingombrante, 2 libri d’infanzia che non mi piacciono più e devo assolutamente trovare la decima entro stasera. Dopo 10 minuti di tentennamenti “Però se perdessi qualche chiletto, però se…” ho ficcato gli abiti e il piumone in un sacco e li ho portati alla più vicina campana per gli abiti usati e i due libri li ho messi in vendita su Ebay. Guardando lo spazio, seppure esiguo che si è creato nel mio armadio, mi sento soddisfatta!

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