3 crudeli verità sul cervello

Cosa se ti dicessi che è stato dimostrato che il mondo come lo conosci è frutto della tua immaginazione?

Non ci siamo ancora arrivati, ma ci siamo vicini. Più gli scienziati scoprono nuove informazioni sul cervello, più mi rendo conto che la sua intelligenza è paragonabile a una sola cosa: la sua stupidità.

Da una parte puoi memorizzare elenchi in pochi secondi, dall’altra la tua mente è capace di errori colossali. E non sto parlando di qualche svista innocua qua e là, sto parlando di errori logici che cambiano l’intera percezione del mondo che ti circonda. Cose come…

1 – Il lavaggio del cervello esiste (e puoi farlo anche tu)

"Non sono stato io, non sono stato io..."

“Non sono stato io, non sono stato io…”

Ci sono due esperimenti in questo senso, quelli di Nadean Cool e Beth Rutherford (fonte).

In entrambi i casi, le volontarie sono state convinte di essere state violentate dai genitori, aver partecipato a messe sataniche, mangiato animali vivi e altre cose simpatiche. Nessuna di queste cose è mai successa realmente, è bastata qualche seduta dallo psicologo per creare un ricordo falso: Nadean e Beth erano convinte che tutte queste cose fossero veramente successe. E non stiamo parlando di un particolare inutile di dieci anni fa, del tipo “ma su quel panino avevi messo Nutella o marmellata”, paliamo di eventi traumatici che possono cambiare la vita delle persone.

Ma la cosa ancora più preoccupante è questa: i due volontari erano persone normali. Il processo di creazione dei nuovi ricordi fasulli è identico alla riesumazione dei “ricordi nascosti”, quelli seppelliti nell’inconscio. Fra l’altro, le memorie represse sono in buona parte una balla (fonte). In altre parole: se vai dallo psicologo e chiedi di farti tornare dei ricordi nascosti che hai chiuso nell’inconscio, potresti tornare a casa con dei ricordi falsi. Un lavaggio del cervello.

Con le giuste tecniche, posso far credere a un individuo sano quello che voglio. Posso cancellare la sua memoria e rimpiazzarla con una che mi sono inventato questa mattina mentre facevo colazione, basta usare le parole giuste.

Posso spaventarti ancora di più? Allora leggi qui: anche il tuo cervello è stato lavato più volte. Si è lavato da solo.

Un attimo… Cosa?

La capacità del cervello di elaborare le informazioni è limitata. Per questo si è evoluto per immagazzinare solo i ricordi utili, e scarta quelli che non servono per la sopravvivenza. È un meccanismo di risparmio energetico e semplificazione comune a tutti gli animali.

Fra le informazioni inutili c’è anche la provenienza di un’informazione: se io adesso ti dico che le termiti mangiano il legno più velocemente quando ascoltano musica rock (è vero), fra tre anni potresti ricordartelo. Ma non ti ricorderai che l’hai letto su Mindcheats.

Se stanotte sogni di leggere sul tuo quotidiano preferito che il 94% delle persone non sanno usare il ferro da stiro, fra tre anni potresti ricordartelo. Ma non ti ricorderai che te lo sei inventato in un sogno: crederai che la statistica è vera.

In altre parole, il cervello confonde l’immaginazione con la memoria.

La ragione è che il cervello cerca di riempire i vuoti di memoria per far sì che tutte le informazioni ricevute abbiano senso. Se incontri un amico d’infanzia e ti racconta di eventi immaginari come se fossero successi veramente, la tua mente creerà dei falsi ricordi.

2 – La scienza ha creato la telepatia

Le interrogazioni diventerebbero più semplici.

Le interrogazioni diventerebbero più semplici.

Vuoi chiedere a tua mamma di prenderti qualcosa dalla cucina “già che c’è” ma non hai voglia di urlare? Fra qualche anno potresti comunicare con lei telepaticamente.

Il primo esperimento di successo sulla telepatia ha permesso ai topi di comunicare telepaticamente fra di loro con il solo uso del pensiero.

L’esperimento è stato guidato da Miguel Nicoleis dell’università di Durham in North Carolina (fonte). Due topi sono stati messi in due gabbie diverse con due bottoni e una luce sopra ognuno di essi. I topi dovevano premere il bottone corrispondente alla luce illuminata. Fin qui tutto semplice, pure i topi sono capaci.

Poi in una delle due gabbie è stata tolta la luce, e il primo topo doveva comunicare telepaticamente con il secondo e dirgli quale bottone premere. Il secondo topo ha risposto giusto nel 72% dei casi.

Un attimo… Cosa?

Nel primo topo è stato impiantato nella corteccia motoria un sensore per gli stimoli neuronali. Gli scienziati hanno notato che le due luci, destra e sinistra, producevano un’impronta elettrica diversa nella mente dell’animale. Nel secondo topo hanno impiantato un emettitore che ricreava quella precisa impronta nel secondo.

Il cervello è una batteria che gestisce il corpo con degli impulsi elettrici. Ricreando il giusto stimolo nella giusta parte del cervello, gli scienziati possono indurre ogni tipo di pensiero.

La tecnologia umana è troppo grossolana per simulare pensieri complessi, per il momento il risultato più avanzato è stato quello di far dire “destra” o “sinistra” a un topo. Ma nel prossimo secolo Miguel è convinto che si possano trasmettere pensieri completi fra umani. E se lo dice Miguel… Il futuro della comunicazione personale potrebbe essere più futuristico di quanto visto nei film di fantascienza.

Sempre che i "soliti noti" non interferiscano.

Sempre che i “soliti noti” non interferiscano.

3 – Hai il sesto senso

L’idea che il corpo ha cinque sensi deriva da Aristotele, che nella sua opera De Anima spiega i cinque sensi classici. Parla anche di come ogni senso debba avere un organo specifico per recepire il segnale, e fin qui tutto bene. Aristotele però sbaglia quando fa il passo successivo: possono esserci solo cinque sensi, perché il corpo ha cinque recettori.

La scienza che si è evoluta negli ultimi due millenni ha scoperto nuovi sistemi grazie ai quali il corpo si interfaccia con il mondo. Già solo a un’osservazione grossolana, i recettori dei sensi sono sei (fonte):

  1. Occhi
  2. Orecchie
  3. Naso
  4. Pelle
  5. Bocca
  6. Sistema vestibolare

Un attimo… cosa?

Il sistema vestibolare, detto anche orecchio interno, è quello che si occupa dell’orientamento spaziale e, fra le altre cose, è quello che ti dice quando stai cadendo per terra. Senza il sistema vestibolare, non riusciresti a rimanere in piedi. Ti permette anche di mantenere gli occhi fissi su qualcosa quando muovi la testa.

All’interno di ogni organo di senso sono presenti diversi recettori, che porta il numero di sensi in doppia cifra. Ad esempio, nel solo senso del tatto sono compresi stimoli diversi:

  • Tocco
  • Dolore
  • Temperatura
  • Posizione spaziale

Dove sono i tuoi piedi? Distesi o accavallati? Distanti o vicini fra di loro? Li stai muovendo? Queste sono tutte informazioni che puoi conoscere anche senza i cinque sensi classici: è il senso della posizione spaziale del tuo corpo.

Se chiudi gli occhi e ruoti la tua testa a sinistra, sai che è ruotata a sinistra. Puoi anche restare in piedi pur senza un riferimento visivo.

Non è finita qui. Gli psicologi stanno parlando di un settimo senso, l’intuizione, non confermato (fonte). E di un ottavo, la capacità di annusare le emozioni (fonte). E di un nono, decimo, undicesimo… La tua mente può fare più di quello che credi.

Ti è piaciuto questo articolo? Allora vorrai scoprire le 101 verità sul cervello che nessuno conosce: clicca qui.

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Comments

  1. Manina says:

    Il mio cervello è sempre stato fenomenale nel confondere l’immaginazione/sogni con la memoria 😉

  2. La parte più scoinvolgente dell’articolo è il sapere che le termiti mangiano il legno più velocemente quando ascoltano musica rock.

    • Giacomo says:

      questa la sapevo, ma non riesco proprio a ricordare dove l’ho letta…

    • Ancor più sconvolgente è che le termiti ascoltano musica rock! Magari hanno anche qualche album da consigliarmi xD

    • Stefano says:

      Più precisamente: sono le vibrazioni del legno che assorbe la musica ad eccitare le formiche. Ma è più scenico dire così. 😀

  3. Ciao Stefano,
    è da un pò che seguo i tuoi articoli e ti devo fare i miei complimenti
    per l’impegno e la dedizione perché so cosa significa.

    Per quanto riguarda il lavaggio del cervello ormai si sà che esiste
    basti vedere il progetto MK-ULTRA condotto dalla CIA su un ospedale civile in cui
    le cavie sottoposte ai vari “trattamenti” dopo 24 giorni non solo non si ricordavano
    chi erano ma non sapevano più ne leggere ne scrivere.

    Ormai è stato dimostrato senza ombra di dubbi l’ ENTANGLEMENT, una specie di
    collegamento wi-fi tra tutta la materia, e questo legame permette la condivisione
    tra gli esseri viventi di segnali, l’esempio lampante accade quando stiamo pensando
    ad una persona che non vediamo da anni e dopo qualche istante ci chiama al telefono.
    In merito esistono numerosi esperimenti che hanno dato tutti esiti positivi.

    Se mi permetti una personale osservazione: certe tematiche non si possono
    affrontare con sufficienza ma considerate nella giusta ottica.
    Non basta un esperimento per dire se una cosa esista o meno per farti l’esempio in
    questo articolo in cui si dice che sono stati “immessi” ricordi non veritieri nell’inconscio
    , ebbene Erickson un pioniere dell’ipnosi ha provato per 40 anni ad immettere un
    ricordo fasullo nell’inconscio di una persona senza mai riuscirci!!!

  4. Mattia says:

    Caro Stefano,
    che consigli mi dai per imparare una lingua straniera con un alfabeto diverso? (nel mio caso il giapponese)
    Grazie in anticipo

    • Stefano says:

      Il giapponese è una lingua che devi studiare, i kanji non possono essere imparati solo ascoltandoli. L’unica è trasferirsi a vita o andare all’università.

      • Su questa opinione dissento, non sono mai andata in Giappone o studiato all’università eppure studiando da autodidatta l’ho imparato, so leggere in giapponese.
        Ho ancora molto da imparare ma credo di cavarmela piuttosto bene.

        Sono in troppi a credere che non si riesca ad imparare da soli una lingua così complicata, o ancora la si impari male, ma non sono d’accordo. È possibile tutto con impegno e forza di volontà ^_^

        • Stefano says:

          Complimenti! Un’impresa non da tutti. 😀

          Il metodo dinamico che propongo io non prevede nessun tipo di studio: non dubito che il giapponese possa essere imparato con uno studio da autodidatta, il problema è impararlo senza studiare affatto.

          • Non conosco bene il tuo metodo comunque alla fine non è che abbia studiato mille libri di grammatica come potrebbe sembrare.

            Dopo una base di grammatica ed aver studiato i kanji mi sono semplicemente occupata di tutto quello che mi piace fare in giapponese. In effetti scontato, ma ci si dimentica che ci deve essere il divertimento per imparare qualcosa.

            Mi sa che sto andando davvero OT rispetto al post, mi fermo qua.

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