Come aggirare la procrastinazione anche se gli impegni ti strozzano

Oggi pubblico un articolo di Luca, un lettore del blog, che ti spiegherà la sua innovativa tecnica per aggirare la procrastinazione. A me è piaciuta così tanto che gli ho chiesto di scrivere un post intero, alla fine eccolo qui! Buona lettura. 🙂

Innanzitutto ringrazio Stefano per avermi permesso di pubblicare questo articolo sul suo blog, in modo da poter condividerne il contenuto con voi e sapere cosa ne pensate.

Voglio parlarvi di un argomento all’apparenza banale, ma che in realtà contribuisce alla realizzazione dei nostri obiettivi. Parlo di una tecnica diversa dalle solite, un esperimento che ho fatto su me stesso.

Ho sentito, dopo averla sperimentata, che questa tecnica esiste effettivamente e viene usata da qualcuno. Tuttavia viene sottovalutata perché sembra contraddire le classiche tecniche di ottimizzazione del tempo. Ma su di me funziona benissimo, quindi vi parlerò della mia esperienza personale e di come ho visto funzionare questa tecnica su me stesso.

Io ho molte passioni: adoro la matematica, la fisica, l’informatica e qualsiasi altra disciplina scientifica. Mi piace anche leggere, scrivere, fare brain training e praticare sport come il nuoto.

E ne ho citate solo alcune.

Almeno manca Facebook.

Almeno manca Facebook.

Il mio sogno più grande è quello di costruire un’IA evoluta, un’intelligenza artificiale capace di elaborare come il cervello umano. È un argomento controverso, tuttavia chiunque abbia una buona base scientifica sa che non è un’utopia.

Dato che voglio seriamente raggiungere questo obiettivo, ho capito che dovevo organizzarmi su molti aspetti per metterlo in pratica:

  1. Approfondire materie come matematica, fisica e robotica;
  2. Analizzare il funzionamento di algoritmi di IA (algoritmi genetici, reti neurali) e testarli su semplici programmi di IA debole (ossia l’Intelligenza Artificiale tipica dei sistemi esperti, capace solo in un determinato campo);
  3. Simulare ambienti artificiali e costruire semplici robot;
  4. Fare altre cose che non c’entrano, ma che sono importanti per la mia vita (es. le cose che ho citato in precedenza).

Vedendo questi 4 punti organizzati in questo modo sono andato nel pallone, e non sapendo da dove iniziare ho incontrato il peggior nemico di chi vuole realizzare un obiettivo: la procrastinazione

Come sconfiggere la procrastinazione

Rimandare, rimandare, rimandare. Ecco cosa facevo di continuo. Non c’era verso di smettere. Facevo qualcosa ogni tanto, il mio cervello sarà pure pigro ma non fino al punto di non fare niente, ma senza un’organizzazione e senza micro-obiettivi che mi avrebbero facilitato i compiti.

Sapevo che sbagliavo a fare così, sapevo che rimandare a domani significa rimandare a mai più, ma era tutto inutile.

Fino a metà dicembre è andata avanti così, e allora mi si è accesa la lampadina. Deciso a temporeggiare per l’ultima volta, mi sono detto: “Dato che l’anno sta finendo, rimandiamo direttamente tutto al prossimo! Non me ne frega che sto sprecando questo tempo, quest’anno posso anche buttarlo nel cesso e mi concentrerò solo sul 2013, in cui dal primo giorno non sprecherò un minuto, e per il 31 dicembre 2013, anche se non avrò costruito un’IA forte, almeno avrò creato qualcosa di sensato!”.

Poi mi sono venuti i sensi di colpa pensando al povero 2012 buttato nel cesso e ho deciso di fare comunque qualcosa. Ho capito che era necessaria un’organizzazione più accurata e ho diviso i precedenti 4 punti in più punti, poi ho creato un calendario personale su Excel e per quasi ogni giorno del 2013 ho annotato il piccolo “compito del giorno.” Annotare non ha l’unica funzione di ricordare, ma anche un aspetto psicologico, dato che in questo modo il cervello si rende conto dell’importanza del compito.

Allora è successa una cosa strana: mi è venuta voglia di incominciare veramente a realizzare il mio obiettivo! E così ho fatto: ho iniziato a lavorare in anticipo. Ma stavo commettendo un errore: la mia mente si sentiva disorientata dato che non seguivo l’organizzazione del calendario, così ho deciso che era meglio smettere e perfezionare i punti annotati in precedenza.

Ogni tanto mi tornava voglia di continuare, ma non l’ho fatto per tutto il resto del 2012.

Adesso siamo nel 2013 e il metodo funziona alla grande! Mi sento gratificato ogni volta che realizzo tutti i micro-obiettivi del giorno e mi sono posto un limite: ogni domenica, se necessario, apporto qualche piccola modifica al calendario; ma solo ogni domenica, altrimenti il mio cervello ne approfitterebbe e tutto questo lavoro diventerebbe inutile.

Chissà cosa verrà fuori a fine anno! Ma cerco di essere realista e di concentrarmi sul presente.

Aggirare la procrastinazione: pro e contro

Come usare questa tecnica:

  1. Il cervello va accontentato: se gli si dà il tempo di adeguarsi, non ci deluderà. Normalmente, se mi chiedeste di scrivere un libro, io rimanderei a “domani” (cioè a mai più). Voi mi direste di iniziare subito, magari scrivendo poche pagine e aumentando poco a poco, ma io cercherei di convincervi che domani è sicuro che inizierò (e invece non è vero).
  2. Usiamo invece la mia tecnica: aggiriamo la procrastinazione! Rimando l’inizio del lavoro non a domani, ma alla settimana prossima, magari anche due settimane. Può sembrare una pazzia, ma funziona.
  3. I giorni prima di iniziare devo però fare di tutto per convincermi psicologicamente: scrivere la data di partenza (su un’agenda, sul telefono, al computer, sui muri…), prendere brevi note per organizzare il mio lavoro, pensare al libro… Ovviamente tutto questo dovrà essere fatto in maniera semplice e senza sforzi, onde evitare l’effetto opposto!
  4. Dopo alcuni giorni ci si accorgerà che il cervello non vede l’ora di iniziare (strano, vero?) per quanto l’attività da svolgere possa sembrare all’inizio noiosa. Invece bisogna resistere: non si deve iniziare prima della data prefissata.
  5. Può sembrare un controsenso, ma appena la data arriverà iniziare il lavoro sarà semplice, divertente e soprattutto si continuerà a svolgerlo fino alla fine senza problemi.

Pro:

  • Si risolve una volta per tutte il problema della procrastinazione! Il cervello è pigro, ha paura dei cambiamenti improvvisi e per questo si adegua a una monotonia che lo illude di stare bene. Siamo programmati per cercare il piacere a breve termine, non a lungo. Per questo, per quanto si può spronare una persona a fare qualcosa subito senza rimandare al giorno dopo, è raro che qualcuno non dica “inizio domani ma sono sincero: questa volta inizio veramente”.
  • L’obiettivo è organizzato alla perfezione nel tempo antecedente l’inizio del lavoro. Vengono eliminati gli aspetti superficiali e ci si concentra sull’essenziale.
  • Può essere usato in molti contesti del tutto diversi, persino nello studio! Molti fanno l’errore di studiare tre, quattro ore al giorno. Una notevole perdita di tempo! Lo sapete, per esempio che in un’interrogazione o in un esame orale l’introspezione psicologica conta molto di più della conoscenza? È necessario conoscere solo gli aspetti essenziali e, al momento dell’interrogazione/esame, basta citarli e “inventare” il resto parlando delle cose inerenti all’argomento che ci sembrano più plausibili, l’importante è ciò che si dice sia compatibile con il minimo studiato. Non sto dicendo di non studiare! Fatelo, ma non esagerate. Non prenderete sempre il massimo così, ma può valerne la pena: non serve un punteggio alto che non garantisce il reale valore di una persona, come ha detto Stefano in un precedente articolo. Mi ricordo di alcune interrogazioni in cui ho studiato pochissimo e ho comunque preso voti alti: basta la pratica. Ciò vale per discipline umanistiche come lettere, storia dell’arte e filosofia; in parte per discipline come matematica, informatica, lingue, economia (solo se si ha una buona flessibilità mentale); un po’ meno per discipline come biologia e storia, che contengono nomenclatura e concetti specifici.
  • C’è un notevole risparmio di tempo: il “tempo perso” iniziale viene compensato dalle mancate distrazioni che si verificherebbero nello svolgimento del compito senza l’uso di questa tecnica.

Contro:

  • Inefficace per i compiti che devono essere svolti subito.
  • Parzialmente demotivante prima di iniziare, dato che non si fa niente di concreto, se non organizzare.
  • In alcuni casi richiede parziali modifiche nel corso del tempo, ad esempio il mio progetto di realizzazione di un’IA forte è completo, ma in futuro potrò trovare degli aspetti che in precedenza non avevo considerato.

Conclusioni

Questa è una tecnica sperimentata da un comune mortale quindi alcuni fattori potrebbero variare, come ad esempio il tempo di pausa prima di iniziare.

Ma è molto efficace nell’aggirare il meccanismo di procrastinazione usando la sua stessa moneta, ovvero rimandando. Il cervello è pigro, ma anche curioso e maniaco dell’organizzazione: vietargli di svolgere un compito e allo stesso tempo organizzarlo vi darà lo stimolo a iniziare.

Con questo è tutto, fatemi sapere cosa ne pensate. Ciao!

Comments

  1. Ottime considerazioni anche se per certi versi con questo sistema si rischia di progettare un sacco e concludere poco (esperienza personale) 🙂

    Secondo me è importante avere una forte determinazione e focalizzazione quando arriva il momento di fare le azioni, se ti metti a ”pensare” in quel frangente sei fregato!

  2. Ciao Luca e Stefano, grazie della condivisione! Per compiti semplici, uso una tecnica imparata nel settore organizzazione eventi: mi do una scadenza e creo un lista di compiti da fare a ritroso (cioè partendo dalla scadenza sino al giorno presente). Per i compiti complessi e creativi uso svariate tecniche, tra cui una suggerita da Stefano, cioè ricavarmi del tempo per creare/sperimentare qualcosa di nuovo in un determinato ambito. Concordo con Luca: prima di partire, mi è utile dedicare tempo a organizzare e definire gli obiettivi!

    • Stefano says:

      Ciao Manuela, definire gli obiettivi è un passo fondamentale di ogni buon progetto di sviluppo. Come dice il mio buon libro di gestione aziendale. 😀

  3. Velleda says:

    Ottimo testo, però per me il miglior metodo per riuscire a combattere il fatto della procrastinazione sarà sempre un buono caffè e una grande programmazione per gli studi. :p

    • Stefano says:

      Il caffè è un buon rimedio a breve termine ma sviluppa tolleranza, col tempo dovrai berne sempre di più per avere gli stessi effetti. Lo sapevi che una mela ha la stessa capacità di tenerti sveglio?

      • Velleda says:

        Non ho mai sentito parlare su questo. Proverò cambiare le mie abitudine di bere caffè mentre studio per quella di mangiare la mela, questo può anche aiutarmi a migliorare la salute.

        • Stefano says:

          Esatto, non dimenticare la salute. Io ho sostituito la coca light prima del lavoro (che ha caffeina) con una limonata, molto meglio!

  4. Incredibile assolutamente Incredibile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂 😉
    Ps:
    Continua Così e Buona Fortuna!!!!!!!!!!!!!! 🙂 😉

  5. Alessandro says:

    Bell’articolo, bravo! Ho sempre usato questa tecnica, ma per motivi diversi.

    Sono una persona curiosa ed entusiasta, ma ho il vizio di iniziare mille cose. Poi le mollo perché non mi appassionano, ma il danno è fatto, così facendo ho trascurato anche quelle importanti.

    Ora ho una lista in cui scrivo gli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere, affiancati dalla data odierna. Passato un mese, se ho ancora voglia, inizio l’obiettivo!

    Il mese di pausa mi serve per capire se è importante, la priorità rispetto agli altri progetti, e per attuare la tua tecnica!

    Complimenti anche a Stefano per la brillante idea di coinvolgerti!

    • Stefano says:

      A me invece basta mettere le cose in ordine, perché ho lo stesso problema tuo: voglio fare tutto insieme. Mi dedico a un compito alla volta, ora che arrivo a quello successivo ho già capito se voglio veramente farlo o no.

      • Anche io ho lo stesso “problema” di voler fare tutto insieme, per questo mi è venuto in mente di usare questa tecnica. Si potrebbe decidere di concentrarsi su un obiettivo alla volta, ma c’è il rischio di smettere dopo aver già fatto un buon lavoro.
        Invece, usando un calendario come descritto nella tecnica, si possono conciliare tutti gli obiettivi assegnando un micro-obiettivo diverso al giorno, così non solo si lavora su più cose in modo più efficace, ma il rischio di abbandonare dopo aver fatto molto è minore, perché si ha più tempo per riflettere.
        E così posso dedicarmi alla mia IA, alla lettura, allo sport, al mio blog di divulgazione scientifica che aprirò a breve (non voglio fare spam sul sito di Stefano quindi non scrivo l’URL),…

        P.S.: ho notato l’immagine con la didascalia “Almeno manca Facebook.”. Effettivamente non l’ho dimenticato, perché tra le mie passioni non c’è realmente spazio per Facebook! Ormai ho capito che è un sito inutile: danneggia le relazioni sociali (quelle vere), mette a rischio la privacy e soprattutto ruba moltissimo tempo, che si potrebbe sfruttare per fare qualcosa di più produttivo, invece di farsi i fatti degli altri. Ovviamente senza offesa per chi frequenta regolarmente il sito e per Mark Zuckerberg, che sono sicuro che aveva buone intenzioni per il social network!
        P.P.S.: quando ho elencato le mie passioni ho dimenticato la psicologia e la crescita personale! Ma come ho fatto a non accorgermene?!?

        • Stefano says:

          Io mi trovo bene con il tuo metodo, appena capita l’occasione provo anche il tuo e ti faccio sapere.

          Facebook, se lo sai usare bene, è un ottimo strumento. Io navigo su internet da molto prima dei social network, anzi molto prima dei blog addirittura. Quindi sono immune dalla droga-Facebook e lo uso per quello che è: uno strumento per tenersi in contatto con gli amici. Come farei a parlare con la gente che ho lasciato in Italia senza? Non tutti hanno Skype. In più così è facile organizzare uscite varie, quindi in questo senso le relazioni sociali le aiuta.

          • Concordo con entrambi: Facebook, (come tante altre cose) crea spesso una “dipendenza da cose inutili”, (trascuro volutamente privacy e dissidi) ma d’altro canto è brutto buttare via un archivio di amicizie di quella portata per mantenere soltanto quelle con cui si hanno altri contatti; Luca, potresti provare a rielaborare il tuo metodo anche per l’utilizzo di un social network… 🙂

  6. Una piccola battuta: i programmatori di IA non si accorgono di una cosa però. E cioè che i computer già elaborano come gli essere umani: a volte danno il massimo, a volte sbagliano le consegne, altre volte si bloccano e sembra non funzioneranno più, salvo poi riprendersi.. 😀 Forse l’unica cosa che manca è la riproduzione 🙂
    Ok, era solo una battuta. Have a nice day.

  7. Varamyr says:

    Penso che adotterò questa tecnica 🙂 per la maggior parte delle mie attività ho già risolto la procrastinazione, in un’altra l’ho risolta parzialmente e in un altra ancora invece devo ancora superarla.

    • Stefano says:

      Fammi sapere se con te la tecnica funziona, ok? 😉

      • Varamyr says:

        certo, e ho proprio la sensazione che funzionerà, siccome già ora mi sento in colpa per aver rimandato per non so quanto tempo D: il 3 di marzo ti dirò comunque com’è andata.
        Scusami se resto un po’ sul vago, ma ogni volta che comunico in modo troppo aperto un mio progetto tendo a fallire 🙂

        • Stefano says:

          Invece sbagli. Io come metodo anti-fallimento propongo sempre di dichiarare apertamente l’obiettivo. Ad esempio adesso il mio obiettivo è pubblicare un corso di inglese avanzato su Mindcheats prima che me ne vado dalla Florida, ossia il 4 aprile. Adesso che lo sai non posso più tirarmi indietro e far finta di niente. 😛

          • Varamyr says:

            Ho letto di questa tua tecnica, ma per qualche strano motivo con me non ha mai funzionato. Sarà che ho sempre ottenuto reazioni disinteressate da chi ha avuto l’onore di sentire i miei progetti.
            Seriamente, questa tecnica con me (e sottolineo con me) non funziona.

          • Stefano says:

            La ragione può essere proprio quella. Devi dirlo a tutti, soprattutto alle persone che contano qualcosa per te. La ragione sta nel fatto che vuoi ingrandire la sensazione negativa legata al “se non lo faccio cosa penseranno/diranno di me”.

  8. Lorenzo says:

    Complimenti per l’articolo Luca.
    Guarda caso questa tecnica la sto usando anch’io dal 1° gennaio e devo dire che sto ottenendo i primi risultati. Per me questa tecnica funziona (e bene) a patto di avere una forte motivazione ancora prima di programmare il percorso. (Comunque grazie per averla condivisa. Adesso so di non essere l’unico che la usa).
    E bravo anche Stefano che condivide gli articoli dei lettori !

  9. Marco Matteo says:

    Alla base di tutto c’è l’organizzazione,ma a mio avviso la programmazione dev’essere fatta in una serata,senza procrastinare.La procastinazione si autoalimenta e si nutre di se stessa.Focus,obiettivi realizzabili,timing giusto,senza autostrozzarsi.
    Premiarsi è fondamentale,darci il biscottino a fine lavoro.

    • Condivido con l’ultima frase, che premiarsi è fondamentale. E hai ragione anche sul fatto che la procrastinazione si autoalimenta.
      Ma nell’articolo ho precisato che bisogna decidere una data PRECISA per iniziare a svolgere i compiti, e tra scegliere una data certa e scegliere semplicemente di rimandare a domani o a un futuro prossimo c’è una differenza sostanziale.
      Ci sono molti aspetti psicologici che vanno considerati, quindi una piccola dimenticanza o una piccola imprecisione nello svolgere la tecnica può rivelarsi controproducente.
      Dopotutto, come ho detto, l’ha tecnica l’ho sperimentata e non l’ho inventata la sera prima di scrivere l’articolo, e se su di me funziona non vedo perché non dovrebbe funzionare sugli altri.
      Per gli obiettivi a breve termine è ovvio che questa tecnica è poco efficace, ma se si cerca di combattere la procrastinazione con obiettivi a medio-lungo termine (es. scrivere un libro, aprire un blog,…) la voglia di continuare svanirà, perché la mente vedrà questo obiettivo come una forzatura.
      Al contrario, obiettivo deve essere desiderato, divertente, non un obbligo e, fin dove è possibile, bisogna “accontentare” il proprio cervello.
      Un’ultima cosa: potresti dirmi che il fatto di avere un calendario con una serie di date da rispettare è una forzatura e io ho appena detto che un obiettivo non deve essere reso tale, ma ti posso assicurare che, se userai questa tecnica, tu stesso ti accorgerai che la vera forzatura è abbattere la procrastinazione per gli obiettivi a lungo termine: le date sono un aiuto.

    • Stefano says:

      Occhio a no sottovalutarla, la programmazione. Nel nuovo libro che ho iniziato a scrivere dopo il Manuale di Mindcheats ci ho messo due giorni solo a fare l’indice!

  10. Lorenzo says:

    Ho una voglia di provare! 😀

  11. Marco Matteo says:

    Caro Stefano,sbaglio o non ti sei mai occupato di respirazione?

  12. Anch’io spesso mi impongo di iniziare ad una certa data, organizzando come un maniaco tutto ciò che mi passa per la mente. Adoro organizzare, creare piccole tabelle e prendere in analisi come potrebbe essere modificato, da eventi esterni, ciò che decido di fare. Mi rilassa.

    Ma mi capita di perdere completamente la voglia di fare quella cosa anche seguendo questo metodo. È normale?

    • Jimmy Page says:

      ah non avevo letto questo commento,se leggi il mio commento sotto dice esattamente la stessa cosa 🙂 E spiego in dettaglio come funziona quello che dici tu su di me e perchè io non posso applicare su di me il ragionamento di Luca,che trovo comunque molto perspicace,ma un metodo “opposto”. Quindi siamo almeno in 2 🙂

  13. Iacopo (Jake) says:

    Ciao Stefano, trovo la tecnica ottima dato che la reputo funzionante avendola sperimentata io stesso tempo fa. Mi piacerebbe conoscere Luca, l’autore di questo articolo, dato che le sue passioni sono le stesse delle mie; mi piacerebbe imparare da una persona che ha fatto già più strada di me. In caso contattami via mail. Grazie Stefano.

  14. Giuseppe says:

    Sono d’accordissimo con il fatto che quando ci si fissa un obiettivo abbastanza impegnativo non bisogna cercare di conseguirlo in fretta in furia e magari senza voglia; di solito quando devo dare un esame e so di dover ottenere in certo risultato mi faccio una tabellina di marcia e mi prendo il mio tempo studiando solo pochi giorni prima della data del compito, e funziona!

  15. Anonimo says:

    Ciao Stefano, vorrei avere delle informazioni sugli USA, visto che vivi in Florida. E’ vero che non conviene provare a trasferirsi la’ perche’ non si trova lavoro, come in Italia? E che sono proferibili il Canada e l’Australia?

    • Stefano says:

      Qui il lavoro si trova in 3 giorni, gli stipendi sono molto più alti e la qualità della vita nemmeno paragonabile. Chi dice che qui non si trova lavoro parla per ignoranza o per invidia.

      • Come hai fatto per il visto? La burocrazia è molto contorta per ottenere lavoro negli USA, a quanto si dice…

        • Stefano says:

          Non è così complesso, basta che vai sul sito dell’ambasciata e ti informi. Il permesso dura 6 mesi, per trovare il lavoro è facile: ce n’è un sacco da queste parti. Io sono un caso a parte, ho un permesso di 13 mesi.

  16. Semplicissimo e brillante.

  17. Jimmy Page says:

    E’ un articolo molto interessante, e piuttosto brillante:in generale mi piace molto quando qualcuno riesce a trasformare un elemento di apparente svantaggio(procrastinare in questo caso) nella chiave positiva per fare efficientemente le cose,pensando in maniera acuta e libera.
    Io al momento applico un metodo molto diverso:ho anch’io degli interessi piuttosto estesi;ma hanno un legame(ovviamente)di priorità gerarchica traloro. Io interrogo me stesso e provo a sentire in maniera acuta(questa è una cosa in cui si migliora sempre di più acquisendo consapevolezza sempre maggiore) verso cosa mi sento naturalmente portato a fare progressi:non è una vera e propria domanda e risposta tra me e il resto come una conversazione verbale,e più un attendere alcuni istanti le fantasie spontanee dell’inconscio. Di norma esce una risposta abbastanza chiara,su cosa mi sento più ispirato,a quel punto interpreto quell’ispirazione verso quella cosa come un dono che mi è concesso e che non posso assolutamente procrastinare(questa è la differenza,e non posso nemmeno farlo con precisione,perchè niente mi assicurerà lo stato di ispirazione in cui mi trovo in questo momento verso quella data cosa,potrebbe non tornare più,non dipende da me,perciò non posso usare la mia tecnica,nella mia mente abita una signorina dispettosa,che gioca a fare prima la maliziosa e poi la ritrosa 🙂 ) e lo faccio fino a che non sento che si è consumata la sorgente della spinta iniziale e riparto dal punto precedente rifacendo la domanda a me stesso. Avviene talvolta che la risposta è:niente di niente assolutamente niente,non voglio fare niente, e nulla mi ispira. A quel punto uso la seguente tecnica:mi chiedo se in generale ho voglia di vivere ancora o mi sono stancato,e dalla mia mente esce la risposta che mi è assolutamente indifferente continuare o meno,a questo punto,solitamente realizzo che è il modo bizzarro della mia mente che desidera ritirarsi in se stessa e dormire, i pensieri si fanno sempre più vaghi e mi assopisco.

  18. Caro Stefano,
    secondo te, se a 15 anni inizi il percorso di crescita personale e segui Mindcheats, diventi il nuovo Stephen Hawking? 😀

    • Stefano says:

      Avresti dovuto iniziarlo molto prima. 😀

      • Acciderbolina! 😀
        Neanche diventare uno scienziato tipo Margherita Hack, solo più giovane? 😀

        A parte gli scherzi, questo articolo mi sarà utile: devo fare un lavoro mastodontico. Devo vedere oltre mille video da una durata media di 15-20 minuti (quindi oltre 250 ore), schematizzarli e studiarli. Un lavoro mastodontico che richiederebbe a farlo tutto insieme oltre dieci giorni ininterrotti. Attendo prossimo periodo di vacanza per iniziare, avrò più tempo e sarò più motivato 😉

        • Stefano says:

          Ma che vacanza e vacanza, fidati che la motivazione non sarà mai quella giusta! Io ho un lavoro a tempo pieno eppure scrivo articoli settimanali, il libro di Mindcheats, l’inglese dinamico e via così. Il momento migliore per iniziare è ieri. 😉

  19. Aah, la procrastinazione! Il mio cruccio da quando ho un blog: la mattina mi alzo, tutta carica e con un post in testa da scrivere, apro il laptop e non scrivo nulla. osto su facebook, controllo la posta, posto su Google+ e Twitter, leggo, leggo, e l’ispirazione mi passa. E si è fatto tardi. Riesco solo a scrivere quando ho una scadenza, ma ovviamente non fissata da me. Proverò con la tecnica qui descritta, anche se temo di essere un caso ormai patologico 🙂

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