I 7 vizi capitali della crescita personale

Mi sai elencare i 7 vizi capitali? Dai, li hai sentiti da qualche parte, lo so che lo sai. Pronti? E…

No, va bene, anche io non li sapevo fino a ieri. Ma quando mi ci sono imbattuto, li ho letti e ho pensato: mica scemo il tizio che li ha inventati.

Scemo no, visto che è stato Aristotele. Un uomo che ha iniziato a parlare di crescita personale duemila anni prima che andasse di moda. E questa sua idea è stata tramandata per tutti questi anni, fino ad arrivare a noi attraverso i gironi dell’inferno di Dante.

Mica scemo Aristotele, perché in 7 parole ha definito le basi della crescita personale. Senza perdere il lettore in milioni di parole inutili, va dritto al sodo e gli dice cosa NON deve fare se vuole crescere come persona giorno dopo giorno.

I vizi capitali sono:

  • Superbia;
  • Avarizia;
  • Lussuria;
  • Invidia;
  • Gola;
  • Ira;
  • Accidia.

Ognuno di questi peccati è un grave errore di crescita personale che probabilmente stai commettendo.

Cosa sono (e come frenare) i 7 peccati

Superbia

Il superbo è quel compagno di classe (o collega), generalmente un po’ stronzo, che pensa di essere il migliore di tutti in qualsiasi cosa. Si comporta come se sapesse già tutto, non avesse nulla da imparare, fosse naturalmente superiore.

Ma nessuno nasce imparato, se vuoi crescere devi impegnarti. I fortunati imparano più velocemente e più efficacemente degli altri, ma anche loro devono fare la loro parte di fatica.

Se pensi di essere il migliore, non avrai nessuno stimolo per migliorare ulteriormente. Smetterai di vedere la tua vita come un percorso di crescita, e questo è uno dei più grandi errori che puoi fare in vita tua. Rimarrai fermo, e in un mondo pieno di persone che continuano a migliorare, essere fermo significa tornare indietro.

Metti anche caso che sei il migliore. Bravo, ora che fai? Se ti adagi e smetti di migliorare ancora di più, verrai surclassato. E allora cosa farai? Continuerai a non fare niente.

Vedi, il brutto è che l’inconscio reagisce male agli eventi negativi, soprattutto quando sono colpa tua. Una delle cose più difficili da accettare per la tua mente è la colpa. Non è mai colpa tua, è una circostanza esterna che ti ha fatto fallire, tu non potevi fare di meglio.

Continui a cullarti nella tua illusione, mentre continui a perdere terreno.

La soluzione

Se vuoi essere il migliore, impegnati a migliorare. E quando sarai il migliore… No, cancella, non sarai mai il migliore, avrai sempre dei margini per fare di più. Vivi la vita come un turista, impara tutto di qualsiasi cosa.

Non diventerai il migliore, ma sarai migliore di quello che eri ieri. La maggior parte delle persone non possono vantare nemmeno questo traguardo.

Avarizia

L’avaro è quel parente, generalmente un po’ stronzo, che ti regala uno yogurt scaduto al matrimonio.

Da non confondere avarizia e avidità:

  1. L’avaro ha l’ossessione di conservare quello che già possiede, non vuole dar via nulla, mette al primo posto il proprio benessere e ignora quello degli altri;
  2. L’avido vuole accrescere il suo patrimonio in tutti i modi possibili. È quel commerciante che va nei posti terremotati e vende beni di prima necessità a peso d’oro.

Tu devi pensare solo a te stesso. Devi pensare a essere più felice, non agli altri.

Ironico, perché secondo gli studi gli altruisti sono anche i più felici. Impara a donare tempo, denaro e beni materiali a chi è meno fortunato di te, ti sentirai meglio. E non dico quella potetica sensazione che ti scalda il cuore a breve termine, intendo la vera e propria felicità.

Sentirai che la tua vita avrà uno scopo più grande, ti sentirai realizzato, ti sentirai una persona giusta. Sono tutte emozioni che ti danno serenità e ti aiutano a vivere una vita positiva.

Se sei più positivo sei più ottimista, se sei più ottimista imparerai a sfruttare meglio le occasioni della vita. Tutto questo parte da un semplice gesto di altruismo.

La soluzione

Impara le virtù di una vita Zen. Non ti serve molto per vivere, ti basta lo stretto necessario e qualche sfizio ogni tanto. È la pubblicità che ti dà il desiderio, molto consumistico, di continuare a comprare ciò che non ti serve.

Impara a vivere con meno. Regala o butta quello che non ti serve, quello che non usi da almeno 6 mesi per fare spazio a… Niente. Un armadio vuoto è molto più rilassante di uno pieno di roba che non usi. Come pretendi di riuscire a far pulizia nella tua mente se non riesci a fare pulizia nel tuo guardaroba?

Il mio armadio è molto zen: più della metà dello spazio è vuoto. Io lo guardo spesso, ogni volta mi ci soffermo per qualche secondo e sorrido. Vivere in uno spazio semplice mi semplifica la vita.

Allenati su questo punto, perché è molto importante. Non è facile smettere di comprare: quel souvenir all’isola di Malta può sembrare una buona idea all’inizio, ma sai già che andrà a fare polvere in qualche posto dimenticato in mezzo a un milione di altri oggetti inutili.

Risparmiati la fatica e i soldi, lascia stare.

Non sarà facile imparare a gestire i tuoi impulsi da acquirente compulsivo. Per farcela, prendi la buona abitudine di fare pulizia una volta al mese. Prendi quello che non ti serve, buttalo senza pietà. Con il tempo imparerai a riconoscere istintivamente l’utile dall’inutile e ti comporterai di conseguenza.

Noterai anche che avrai risparmiato un sacco di soldi nel processo. Non spenderli tutti per una vacanza, prendi la metà di questi risparmi extra e donali in beneficenza.

All’inizio ti sembrerà strano, sarai riluttante a farlo. All’inizio ti verrà da dire “tutto qui?” Ma aspetta qualche settimana, solo con il tempo capirai il vero significato del tuo gesto.

Allora ti sentirai felice.

Lussuria

Il lussurioso è quel tizio palestrato in discoteca, generalmente un po’ stronzo, che pare più eccitato di un criceto nella stagione degli amori.

La seduzione non è affar mio e ho scelto di non parlarne su Mindcheats, sono consapevole che le preferenze personali di ognuno non si discutono. La mia teoria è: tu puoi fare quello che più ti aggrada, finché non vieni a rompere le balle a me.

Il problema non è pensare al sesso opposto, ma pensare SOLO al sesso opposto.

Il mondo è grande, vario e pieno di cose da fare e da scoprire. È un peccato avere meno di un secolo di vita utile per imparare e vivere appieno le meraviglie che la Terra ha da offrire. Cedere agli istinti primordiali, non solo alla lussuria, può essere uno spreco di tempo se portato all’eccesso.

Gli istinti primordiali dell’uomo si sono sviluppati come meccanismo di sopravvivenza: riguardano beni indispensabili per la sopravvivenza, ma scarsi in natura. Almeno fino all’evoluzione della società industriale. Gli istinti però non si sono adattati a questo cambiamento, tanto che ora sono controproducenti:

  • L’istinto della fame, in un mondo con abbondanza di cibo, porta all’obesità;
  • L’istinto del sonno, se non hai niente da fare ti porta a dormire troppo e a dormire male;
  • L’istinto del piacere immediato di porta a ignorare i tuoi obiettivi a lungo termine facendoti vivere male.

Così come gli altri, anche l’istinto del sesso deve essere tenuto sotto controllo per evitare che la mente razionale venga sopraffatta. Se non lo fai diventerai come un animale.

La soluzione

Qui non parlo solo del sesso, ma di tutti gli istinti primordiali. Devi imparare a controllarli. E mi dispiace ma non è una cosa che ti posso insegnare in “4 semplici passi”. Devi impegnarti tu, giorno per giorno, a migliorare costantemente.

Oggi è il tuo primo passo: la consapevolezza. Pensa a quello che fai e al perché lo fai: sei guidato dall’istinto o dalla ragione?

Ti ripeto, se ancora non è chiaro, che gli istinti non sono il male. Come qualsiasi cosa, diventano malefici se cancellano tutto il resto nella tua vita. Impara a fare un po’ di tutto, a creare un programma giornaliero e a rispettarlo al minuto.

24 ore sono sufficienti per fare tutto, soprattutto se impari a dormire poco. Sfrutta appieno il tempo che ti è concesso.

 

Invidia

L’invidioso è quel vicino di casa, generalmente un po’ stronzo, che passa il diserbante sul tuo orto perché lui non è capace di far crescere nemmeno le margherite in primavera.

Anche se questo è uno dei sentimenti più odiosi, disastrosi e insensati dell’essere umano, tutti ne sono affetti. Anche tu. Anche io.

L’invidia è un’emozione così negativa che mi serve un elenco per mettere in ordine tutte le sue controindicazioni:

  • Vivi peggio, perché l’invidia è una sensazione molto negativa;
  • Ti concentri sugli altri, invece che su te stesso e su come migliorare;
  • Vedere gli altri più avanti di te dovrebbe essere uno stimolo a migliorare, invece nella rabbia è uno stimolo per abbattersi ancora di più;
  • Vorrai il male degli altri, invece che il loro bene (vedi il punto sull’avarizia);
  • Starai sulle balle un po’ a tutti (che non è il massimo).

Ti bastano come ragioni per smettere di essere invidioso?

La soluzione

Non c’è una ragione sola a cui risalire se sei invidioso, stai vivendo male e l’invidia renderà il tuo mondo ancora peggiore. Così diventerai ancora più invidioso delle persone che ti circondano, alimentando un circolo vizioso.

Il bello dell’invidia è che è un campanello d’allarme inequivocabile: la tua vita non è granché, e tu lo sai. Solo che invece di una sana analisi sulle ragioni e una definizione intelligente e chiara degli obiettivi (Andrea di Efficacemente.com ha scritto un ottimo articolo in proposito), il tuo inconscio sceglie la strada autodistruttiva.

Stupido l’inconscio, vero? La mente non vuole avere torto, analizzare le ragioni del proprio fallimento fa paura: significa andare a scovare i tuoi errori, anche se tu non puoi fare errori (secondo la mente primordiale). Meglio seminare odio gratuito senza una ragione precisa.

Per non essere più invidioso, migliora la tua vita in generale. Cresci come persona, raggiungi gli obiettivi. Allora saranno gli altri ad essere invdiosi di te, e ti accorgerai di quanto sono stupidi.

Gola

Il goloso è quel tizio al ristorante, stavolta non necessariamente stronzo (a meno che non si sieda accanto a te sul bus), che ordina quattro antipasti, due primi, tre secondi, una pizza per gradire e sette torte.

Tu sei in sovrappeso? Io lo ero, poi ho iniziato a credere in un sogno. Un sogno che per essere realizzato richiede una forma fisica perfetta, quindi mi sono rimboccato le maniche e ho perso 25 kg in 6 mesi.

Proprio durante il processo di dimagrimento ho capito quanto sia fondamentale un’alimentazione sana per il proprio benessere. Ho iniziato a sentirmi bene, come mai prima di allora.

Riuscivo a correre, saltare e muovermi meglio di quanto avessi mai fatto. Mi sentivo più bello (un po’ vanitoso lo sono anch’io 😉 ), più in forma, più in salute. Sono convinto che senza quella decisione di mettermi a dieta ora non sarei dove sono ora, sarei una persona peggiore e meno felice.

Ancora peggio, sarei senza un sogno.

La soluzione

Se sei da sempre in sovrappeso, perdere quei chili di troppo può sembrarti un’impresa difficile. A dire il vero, è uno dei percorsi più facili che ho affrontato nella mia crescita personale. Non so se è effettivamente semplice o ero io più motivato del solito, ma non ho mai avuto mezza ricaduta o ripensamento.

Immagino sia perché non devi completare il tuo obiettivo per averne i benefici, lo stesso percorso porta con sé delle soddisfazioni immense. Ti sentirai meglio già dopo la prima settimana, e continuerai a sentirti sempre meglio nei mesi a venire.

Quando imparerai a regolare la tua alimentazione, ti chiederai come facevi a vivere prima. Capirai che basta un minimo di volontà per entrare nel peso forma.

Su internet gira tanta spazzatura, milioni di modelli alimentari nocivi e “consigli” che sono attentati alla tua salute. Dietro la politica e l’economia, l’alimentazione è il campo che genera i dibattiti più accesi e le opinioni più estreme.

Se vuoi informarti bene, andare dal primo esperto è un rischio. Quindi ti consiglio il sito internet gratuito che io considero la Bibbia della Dieta: Albanesi.it

Con quel sito avrai tutte le informazioni necessarie per dimagrire restando in salute, il resto spetta a te. Non puoi più dire che non è colpa tua adesso. 😉

Ira

L’iroso è quel vicino di casa, generalmente un po’ stronzo, che ti fa esplodere la macchina perché ti sei dimenticato di salutarlo quando vi siete incontrati la mattina.

La gestione della rabbia è un argomento critico, perché non puoi e non devi sradicarla dalla tua vita. La rabbia è un’emozione generalmente salutare e accettabile. Ma quando va fuori controllo diventa pericolosa per la tua vita personale, sociale e lavorativa. Può rovinarti la vita e farti sentire come se fossi una banderuola in balia delle emozioni.

A volte arrabbiarsi è normale. Quando il suddetto vicino di casa un po’ stronzo ti fa esplodere l’auto a cui avevi appena fatto il pieno, se la prendi con un sorriso io mi chiedo se sei sano di mente. È arrabbiarsi per le piccole cose, è avere una reazione sproporzionata che ti causerà problemi.

È difficile trovare la giusta via di mezzo fra la salutare arrabbiatura e un problema d’ira serio da curare. Il metro più facile, visto che sei una persona intelligente e interessata alla tua crescita personale, è quello della tua opinione: ti arrabbi troppo spesso e troppo violentemente? Se ci stai a pensare più di cinque secondi, la risposta è sì.

La soluzione

La credenza popolare del “devi fare uscire tutta la rabbia” non ha validità scientifica, dicono gli esperti. Meno ti arrabbi e meglio è, più riesci a gestire l’ira e meno possibilità avrai di causare danni a te e agli altri.

La rabbia innesca una bomba di ormoni nel tuo corpo, che fra le altre cose accelerano il metabolismo. La soluzione più efficace è combattere questo effetto con delle sane tecniche di rilassamento:

  • Respira lentamente, chiudi gli occhi, porta le spalle indietro e il petto in fuori, tieni la testa in alto;
  • Ripeti un mantra, una frase calmante, come “rilassati, rilassati, rilassati…” Non serve recitare a memoria un poema, basta una parola efficace. Trova la tua;
  • Visualizza qualcosa di rilassante mentre sei a occhi chiusi, qualcosa che ti fa sentire bene;

Sì lo so, facile dirlo, ma quando sei arrabbiato non hai voglia di farlo. Per questo devi praticare la tecnica qui sopra più volte al giorno, finché non sarà naturale per te. Poi potrai utilizzarla ogni volta che ti senti leggermente teso, finché non lo farai automaticamente quando ti arrabbi.

Ma non è finita qui.

La rabbia deriva spesso da una situazione di insoddisfazione generale, di “rabbia” generica verso il mondo e la vita. Come per l’invidia, cerca di migliorare la tua vita in generale seguendo i consigli che ti ho dato poco sopra.

E terzo, cambia il tuo linguaggio. Tutti i bambini fighi usano un linguaggio colorito, va di moda pare. Ma il linguaggio può influenzare l’inconscio più di quanto credi. Invece di imprecare come un camionista bresciano (senza offesa ai bresciani – me compreso), usa parole più razionali e moderate per gestire la rabbia.

Non è facile, ma se fosse facile non sarei già a 2600 parole per questo articolo. 😛

Accidia

Ammetto di essere andato a guardare la definizione di accidia prima scrivere questo pezzo. Sapevo che era un problema di crescita personale come tutti gli altri, ma non sapevo quale.

L’accidioso è il pigro, l’indifferente, quello che non fa nulla. È quel tizio di cui nessuno parla mai, quello di cui nessuno si ricorderà alle feste di compleanno.

Peggio, è quel tizio che non ha sogni. Non cresce, non migliora, non persegue obiettivi. Vive nella sua vita monotona e noiosa, tira avanti giorno per giorno fino alla pensione. A quel punto si butta sul divano e fa la polvere per vent’anni.

In una parola: procrastinazione.

È il vizio peggiore di tutti, perché dall’accidia deriva tutto il resto. Se non cresci non sarai una persona felice, da cui derivano tutti gli altri vizi.

La soluzione

Devi darti da fare, devi fare qualcosa oggi. Non domani, non dopo pranzo, non quando i pianeti saranno allineati. Adesso.

Puoi fare qualcosa in questo momento per migliorare te stesso nel lungo periodo. Puoi studiare, puoi leggere un libro, puoi portare avanti il tuo grande progetto. Quello che non puoi fare è stare seduto a guardare il muro.

Fai qualcosa per 2 minuti. 120 secondi ti chiedo, non di più. Ma inizia. Costringiti a fermarti dopo quei due giri d’orologio. Ce la fai? No, perché il passo più difficile è cominciare, il resto è tutto in discesa.

E se ti serve una scarica di motivazione adesso, corri a leggere questo articolo.

Comments

  1. Ermelynda says:

    io ho un concetto tutto mio di invidia, raramente provo l’invidia “classica”, quella di cui parli tu (lo ammetto, qualche volta si), ma mi capita spesso di provare un’invidia positiva (come la spiego? dai, non è possibile che capito solo a me), una cosa del tipo “beato te, vorrei essere nella tua situazione, no, non ti odio, nemmeno un po’, anzi, secondo me sei una persona simpatica, mi piace un sacco parlare con te. Ah, a proposito, beato te, sei proprio fortunato, o forse è merito tuo, in ogni caso beato te”, io la chiamo ‘invidia positiva’, che altro può essere? è un invidia con il sorriso sulle labbra.

    Ah si, Albanesi. è vero, se ne intende di nutrizione, ma per il resto… meglio cestinare. Per usare un eufemismo (e per restare in tema) è un po’ superbo. Secondo lui per essere felice devi essere come lui, in tutto e per tutto. Non è la crescita personale che fa per me.

    • Stefano says:

      Certo che la capisco l’invidia positiva, è quella che provo ogni giorno al lavoro per i miei amici che per una botta di culo sono stati promossi al posto mio. 😛

      Albanesi non mi piace per la crescita personale, mi ha dato la stessa sensazione. Ma la sua superbia è parte del suo carattere, ed è per questo che i suoi testi sull’alimentazione e l’allenamento sono così motivanti ed efficaci: non ti lasciano nessuna scappatoia, non ti fanno dubitare per un secondo che se non ti dai da fare sei una brutta persona.

      Questo e l’errore logico del “professionista che dà consigli”: lui vive da sempre per lo sport e l’alimentazione sana, ormai si è dimenticato cosa significa fare il percorso per disintossicarsi dai chili in più e da McDonald’s. I suoi standard sono altissimi, ma lui li considera il minimo indispensabile per restare in salute.

      Neanche a dirlo, questi due elementi mi hanno motivato tantissimo. Mi piacciono le sfide. 😉

  2. Ciao Stefano, sono iscritto alla mailing da un bel po’ ormai (saranno anni), e devo dire che non sempre gli articoli mi convincano appieno, come se tu non fossi completamente ispirato ecco, diciamo.. Ma non è questo il caso! A questo punto ho voluto commentare proprio perché è un articolo preciso e funzionale, mi piace.. Bravo!! 😉

    • Stefano says:

      Grazie Samuel! Tutti abbiamo alti e bassi, a volte gli argomenti possono non essere di tuo gradimento visto che parlo di così tante cose su Mindcheats. 🙂

  3. Grazie Stefano , i tuoi articoli mi fanno sempre riflettere, ora mai sei uno dei miei migliori amivi virtuali 🙂

  4. Anonimo says:

    Ho contato tre vizi capitali per quanto mi riguarda: la superbia,l’ira e l’invidia. Secondo me superbia e invidia sono “indirettamente connesse”,perché se si vuol essere il migliore non si vede di buon occhio chi magari è più popolare o più carino,mentre chi crede di essere il migliore ha paura dell’ “avversario” che sta rompendo il suo scudo di vetro,magari un nuovo arrivato simpatico e intelligente. Purtroppo io,come si direbbe nel gergo,”me la ricredo molto”. Sono consapevole di stare antipatico a un bel numero di persone,ma pazienza 😛 Non so perché sono così! Voglio dire,ho sempre fatto di tutto per emergere,per ostacolare gli altri…insomma per i miei obbiettivi,ora invece non sono più chi sono. Do un’immagine di me completamente sballata dalla mattina ( appunto superbo,altezzoso ) alla sera ( serio,diligente ). Non riesco a trovare un gesto equilibrio,un’armonia tra i due ..chiamiamoli caratteri. Per quanto riguarda l’ira, sapevo già che facesse male arrabbiarsi di continuo per motivi futili. Però,gradualmente,sto diventando poco più tollerante verso gli altri. Anzi vorrei proprio chiederti dei consigli per rispondere con filosofia con provocazioni o roba simile. Grazie 🙂

  5. Io sono stata una consumatrice conpulsiva e lavorando nel mondo della moda ho accumulato tantissimi vestiti e scarpe.
    Adesso non compro piu’ niente ma mi dispiace molto buttare via, o disfarmi delle scarpe o dei vestiti.
    Sono in un momento di cambiamento per la mia vita e so che, in generale per passare al nuovo bisogna fare piazza pulita del vecchio!
    Devo ripulire il mio armadio vero? Non posso saltare questo passaggio?

    • Stefano says:

      Assolutamente. Avere un “armadio zen” è stata una delle mie scelte più felici, da quando ho buttato via tutto non posso più fare a meno di quegli spazi vuoti, lì a ricordarmi che la qualità conta più della quantità. 😉

  6. ciao Stefano, io non provo invidia verso i successi altri perché riesco a riconoscere le qualità professionalmente parlando negli altri. io credo di provate invidia ( perché gli effetti e le conseguenze sono le stesse ) per persone pigre a lavoro, per persone che non si meriterebbero quel tipo di stipendio. io vengo gratificata si, ma allo stesso tempo collaborare con persone pigre o sopravvalutate mi urta e mi crea rabbia e mi metto costantemente a controllarle e a giudicare e a puntare il dito contro e ad essere soddisfatta per i loro errori. so che l invidia é un sentimento negativo ma nella mia testa non si meritano tutto quello.che hanno e quindi automaticamente non si meritano il mio aiuto o il mio.appoggio. come posso fare a cambiare questa cosa perché non mi basta pensare che l invidia sia una cosa negativa, mi serve sapere altro. grazie

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