Come ho trovato lavoro negli Stati Uniti

Ho sentito che in Italia non si trova lavoro.

Domanda: perché cerchi un lavoro in Italia?

La tua mente si pone migliaia di paletti invisibili, paletti che bloccano il tuo pensiero e ti impediscono di guardare al di là delle tue credenze limitanti. Per te può sembrare naturale cercare lavoro dove stai attualmente, vicino a casa, comodo e pronto. Per me no.

Ti è mai passata per la testa l’idea che forse andare a lavorare all’estero non è impossibile? O trasferirsi all’estero direttamente?

Ci hai mai pensato seriamente?

Il tuo  cervello rifiuta queste idee. Ti condanna a una vita mediocre perché non vuole uscire dalla zona di comfort, l’inconscio blocca sul nascere ogni idea scomoda.

E quando qualcuno ti fa notare l’errore, cerchi scuse poco credibili.

  • Eh ma io ho gli amici qui;
  • Guarda però io non sono uno di quei laureati con 30 e lode che vengo chiamato dalle università americane;
  • Non ho i soldi!
  • E se poi me ne pento?

Questi sono i pensieri che ri portano all’autosabotaggio.

Lascia che ti sveli un enorme segreto.

Io ho amici con cui esco da quando vado alle elementari, ho una laurea in un’università appena buona e sono uscito con un appena decente 94, di soldi ne ho pochi. Ma ti sto scrivendo da Orlando, in Florida.

E voglio scrivere questo articolo perché mi sono arrivate moltissime email che mi hanno chiesto di parlare di questa esperienza. Da quando ho scritto che lavoro negli USA nel riquadro qui in basso a destra, i messaggi sono quasi quotidiani.

E così, invece che rispondere singolarmente ad ogni messaggio, scrivo un articolo.

Ma io farò di più. Non ti voglio dire di come io ho trovato lavoro qui, non c’è granché da vantarsi. Ti dirò come puoi farlo anche tu.

Fare i bagagli e partire, con un lavoro che in Italia non avresti mai sognato.

La prossima volta che senti di qualcuno che se ne va all’estero a lavorare, non penserai più che è fortunato o un genio. Penserai che quella persona è come te, e se adesso sta salendo su quell’aereo è perché si è impengnata di più.

Chissà, magari sarà il tuo stimolo per il cambiamento.

 

Parte 1: impara l’inglese

O il francese, il cinese, il turco.

Studia la lingua che ti piace. Anzi, imparala senza studiarla.

Adesso non pensare a dove trasferirti, pensa solo ad imparare una lingua che non sia il dialetto che parla tuo nonno. Quello è ancora più inutile dell’inutile italiano (forse).

L’inglese è la lingua che ti dà più possibilità, perché è la più parlata al mondo anche negli scambi commerciali. Se sai l’inglese, puoi parlare con quasi tutti i cittadini del mondo.

Tranne i turchi. Loro l’inglese non lo parlano (vai te a capirli).

Pensa già nell’ottica di una persona che vuole andare all’estero. Diventa fluente sia nello scritto che nel parlato, perché entrambi ti saranno utili.

E già che ci sei, impara come gira il mondo. Non basarti sui preconcetti quando tasti il terreno per un futuro lavoro fuori dall’Italia. Potresti scoprire cose interessanti, tipo che l’Estonia è una delle economie più forti d’Europa.

Viaggia. Scopri posti nuovi, incontra persone fantastiche, migliora la tua conoscenza della lingua straniera.

Parte 2: impara a cercare

Non so perché tutti dicono che il lavoro è difficile da trovare. Io ho dovuto rifiutare più di una proposta per venire qui, perché sapevo come cercare.

Se cerchi, trovi. Anche il lavoro. Certo devi farlo con la giusta mentalità, come ho spiegato nel mio video su come trovare lavoro.

Se non hai voglia di andare a vederlo, te lo riassumo: devi provare tutte le strade. Punta sia alla quantità che alla qualità della tua ricerca, non essere timido o peggio sfaticato.

Devi fare la stessa cosa, ma all’estero.

Se cerchi lavoro, significa che hai tempo a disposizione. Usa questo tempo per trovare l’impego giusto per te. Non stare ad oziare solo perché non c’è il capo che ti comanda, datti da fare!

Internet è una grandissima risorsa, e sono molti i siti che ti fanno trovare un lavoro all’estero. Uno su tutti è Scambeuropei.info, dove ho trovato lavoro io. Monitora quel sito ogni giorno, perché escono annunci interessanti di continuo.

Candidati a ogni concorso. Fai qualsiasi cosa, al massimo puoi tirarti indietro. Provare non costa nulla, soprattutto se hai il tempo di farlo.

Promettiti che cercherai nuove opportunità ogni giorno, che passerai almeno un’ora a trovare nuovi canali per lavorare all’estero.

Che possono essere su internet, ma non solo. Cerca borse di studio universitarie, fondazioni private e pubbliche. Cerca anche sui siti internet di annunci di lavoro all’estero.

Se vuoi restare nell’Unione Europea, sei a posto. Puoi girare liberamente senza permessi né passaporto, quindi non devi fare nessun visto lavorativo. Uscire dall’Europa è più difficile, perché a volte per ottenere un permesso serve già avere una proposta di lavoro firmata.

Se puoi, non limitarti a cercare lavoro. Cerca qualsiasi opportunità di uscire dai confini nazionali.

Esiste un fondo dell’UE destinato al programma Youth in Action, che serve proprio ad aiutare i giovani a spostarsi da un Paese all’altro. Sono progetti che durano pochi giorni e coprono vitto, alloggio e buona parte dei viaggio.

Sono un’occasione unica per sviluppare l’abitudine al successo. Devi programmare il cervello ad uscire, a parlare lingue diverse, a cercare occasioni che passano inosservate agli altri.

Io ho cambiato mentalità quando sono andato a studiare per sei mesi all’estero con il progetto Erasmus, sempre dell’Unione Europea. Da lì ho iniziato a viaggiare e non mi sono più fermato.

È lì che ho capito quanto mi piacesse viaggiare, quanto fosse bello il mondo. Ed è lì che ho abituato la mia mentea all’idea di vivere in un altro Paese.

Il potere dell’inconscio! Impostalo con il pilota automatico verso l’obiettivo, e non sbaglierà mai.

Parte 3: insisti

All’inizio fallirai, è il segreto del successo.

Io mi sono candidato a molti lavori in tutto il mondo prima di trovare questa occupazione, e molte volte sono stato rifiutato.

Peccato, non importa, andrà meglio.

Se mi fossi fermato al primo rifiuto, adesso starei scrivendo un altro articolo da Brescia invece che da Orlando. Invece sono andato avanti, e ho trovato un lavoro migliore di tutti gli altri per cui non sono stato preso.

Per avere successo devi insistere. Devi affrontare il fallimento a testa alta, la ricerca di un lavoro deve eccitarti. Se è un peso, è finita.

Parte 4: parti!

Se hai già trovato un lavoro, devi solo partire.

Se non l’hai ancora trovato, devi partire lo stesso.

Sai l’inglese (o altra lingua), hai fatto tutte le richerche del caso, sei già stato all’estero. Sai come cavartela da solo, non hai bisogno di qualcuno per sopravvivere nel mondo.

Quindi vai, parti, fregatene. Viaggiare in Europa non costa niente, non ti servono permessi, ci metti poco in aereo.

Viaggiare non è mai stato così facile. Trovare lavoro non è mai stato così facile.

Investi un po’ dei tuoi rispoarmi e del tuo tempo per inseguire il tuo sogno. Non aspettare, non procrastinare. Fra dieci anni rimpiangerai le cose che non hai fatto, non quelle che hai fatto.

Trovare lavoro all’estero è molto più facile che in Italia (Spagna e Grecia escluse, forse), la paga è migliore, le soddisfazioni sono immense. E ti puoi vantare con gli amci.

Male che vada, torni indietro con un’esperienza alle spalle. Non muore nessuno.

Conclusione

Ci sono aspetti negativi nell’andare a lavorare all’estero? Sì.

Mi mancano gli amici, mi manca la famiglia, mi manca il computer potente che ho in camera. E anche se sono bravino a cucinare, mi manca molto il cibo italiano! Quando un formaggio decente è impossibile da trovare, un po’ perdo le speranze…

Ma non sono qui a lamentarmi.

Il bilancio è positivo, i pro sono più dei contro. Sono felice di essermi trasferito, e lo farei ancora. Ora vediamo se la penserò ancora così alla scadenza del mio contratto, ad aprile 2013… Chissà, magari ci scapperà un altro articolo.

Vuoi andare a lavorare anche tu negli Stati Uniti? Prima di qualsiasi altra cosa, devi sapere l’inglese. E non dico quello scolastico, non dico nemmeno quello intermedio. Il tuo inglese deve essere vicino alla perfezione sia nello scritto che nell’orale. Senza quello, le tue possibilità sono vicine allo zero.

Visto che insegno inglese già da un sacco di anni, magari ti interessa il mio corso d’inglese gratuito a questo indirizzo:

http://www.mindcheats.net/corso-inglese

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo allora amerai la sua versione rivista, corretta e ampliata. Clicca qui: Come trovare lavoro (anche con la crisi).

Comments

  1. Daniele says:

    Ottimo articolo ma c’è una cosa che mi perplime:
    “ho trovato un lavoro migliore di tutti gli altri per cui non sono stato preso.”

    E fai il cameriere. Ora a meno che tu non sia il cameriere personale di Obama i conti non tornano: come mai non fai un lavoro attinente alla tua laurea in economia? In America i camerieri guadagnano più degli economisti?
    Comunque personalmente l’anno prossimo mi laureerò in Tecniche di Radiologia. All’inizio cercherò lavoro in Italia; se proprio non ne dovessi trovare prenderò in considerazione l’idea di andare all’estero. Per professioni come quelle sanitarie non basta sapere un inglese base, colloquiale, ma bisogna conoscere anche il cosiddetto “inglese scientifico”.

    • Stefano says:

      Un cameriere negli Stati Uniti prende spesso e volentieri più di un neolaureato in economia in Italia, sì. Non che ci voglia molto, mi viene da aggiungere 😛

      L’inglese scientifico non è difficile da imparare, sono solo una manciata di termini (di cui la maggior parte uguali all’italiano). Basta leggere qualche testo scientifico in inglese e sei a posto.

      • Daniele says:

        Infatti parlavo di trovare un lavoro che richiedesse la tua laurea in America, non in Italia!

        • Stefano says:

          Nemmeno ci ho provato. Qui la concorrenza è molto più elevata che in Italia, e la mia università non mi ha minimamente preparato a competere nel mercato statunitense. E considera tutti i problemi legati al visto: perché un datore dovrebbe assumere me, sobbarcandosi tutti i problemi e i costi relativi all’immigrazione, quando può trovare un laureato americano oggettivamente più preparato di me?

          Invece così ho il mio lavoro, guadagno discretamente, e mi prendo una pausa dall’economia per rilassarmi un po’. Ho i prossimi 40 anni per pensare alla mia carriera! 😛

          • Una domanda io ho lavorato per un solo mese e ho fatto vari stage ma non ho laurea perchè non me la posso permettere. Ho una qualche forma di possibilità di trovare uno straccio di lavoro???
            Qui in Italia ho inviato curriculum da per tutto ma sembra che nessuno mi voglia, so che c’è crisi ma secondo te ce la faccio anche perchè verrei col mio ragazzo che lui non ha diploma ma ha lavorato come cameriere e come programmatore.

          • Stefano says:

            Certo, qui cercano un sacco di lavoratori anche senza qualifiche. Una laurea aiuta ma non è indispensabile, l’esperienza aiuta molto ma anche quella non è indispensabile.

          • si beh dai non ce la tiriamo troppo su…..per lavorare a walt disney world ci vogliono ZERO requisiti. L’ho fatto anche io, ma non è che esci di lì che sei un Dio….anzi, il visto Q1 nemmeno ti dà diritto a una estensione. Quando è finito, è finito. Però fai tante banane, quello sì!
            Però sarei curioso di sapere ora, che ti è finito il visto, come sta andando? che fai di bello?
            ps nessuna istigazione, pura curiosità 🙂

          • Stefano says:

            Dipende da come prendi l’esperienza. Se vai lì e passi un anno a ubriacarti ai Commons e House of Blues con gli altri italiani, torni e la tua vita ricomincia come prima. Il fatto che sia facile entrare non significa che sia un’esperienza degna di nota. Pensaci: è un’esperienza lavorativa in una delle aziende più famose e conosciute al mondo, in un ristorante di alto livello. Molte persone passano una vita alla ricerca di un lavoro del genere, anche solo per un anno.

            Senza contare il fatto che cribbio, sei un anno dall’altra parte del mondo in uno dei Paesi più sviluppati del mondo, che ha guidato l’evoluzione del pianeta per decenni. Anche sotto questo aspetto, c’è gente che passa una vita alla ricerca di un’opportunità simile. Ma una volta che hai l’opportunità, devi saperla cogliere. Io l’ho fatto e mi sto specializzando nel settore della ristorazione, perché 1 anno in un ristorante come il TI ti dà un Fast Pass (per restare in tema Disney) per molti lavori simili.

            P.S. Ristorante o pizzeria? 😀

          • io ci sono stato nel 2008, era l’anno che stava per aprire la pizzeria. Ma non dirmi che il TI è un ristorante di lusso dai… 🙂 ho lavorato in diversi altri posti dove davvero sanno cos’è la ristorazione (“Il Marchesino” presso La Scala di Milano, “Villa Crespi”-**michelin- del Lago d’Orta, “Il Verrocchio” di Villa La Massa di Firenze*****, il “Salvatore’s” di San Diego in California, il “Dell’Ugo” a Brisbane in Australia….solo per nominartene alcuni 😉 )
            Però concordo che come rampa di lancio è fenomenale, se non finisci per ubriacarti con gli altri italiani…….ad eccezione dei Monday Party però…….tanta roba quelli…..ci sono ancora vero? 😀

          • Stefano says:

            Che la cucina sia di una tristezza assurda è vero (spaghetti), ma il servizio secondo me era di buon livello. Che alla fine è quello che conta, per il personale di sala. Vedo che anche tu hai sfruttato l’esperienza, bene! Quindi sai di cosa parlo. 😉

            I monday party (o happy monday) ci sono eccome, puntuali come un orologio. Se ci sei stato nel 2008 conosci Fox, giusto?

          • mio figlio è in america per un anno con lo scambio di intercultura ma vorrebbe ritornare per frequentare il college di grove. questa cosa mi spaventa.

          • E giustamente. 😛

        • Un americano says:

          Solo qualche appunto:

          1. Quasi nessuno in america fa un lavoro per il quale è richiesta una laurea specifica, ti basta che hai una laurea di base in qualsiasi materia o specializzazione. Conosco tanti che hanno studiato storia o filosofia ma lavorano per un’agenzia di assicurazione. Qui la laurea va vista solo come una prova che sai fare una dura prova.

          2. Un cameriere in america prende da $2.500-3.500 al mese. Un cameriere ad un ristorante di lusso a Manhattan può prendere il doppio di quella somma. E qui sono visti comunque come pochi soldi. Voi lo sapete che vi siete fregati nel campo lavorativo ma non sapete quanto.

          3. In america non esistono i contratti di lavoro come li conoscete in italia. In effetti ogni lavoro è a “tempo indeterminato” ma in prattica questo significa che ti possono licenziare in qualsiasi momento senza dover giustificare nulla a nessuno. È brutto questo, ma non scordate che poi si trova un nuovo lavoro entro un mese (se le carte sono in ordine).

          • Eccerto, se studi filosofia, quanti lavori vuoi che ci siano? Parliamo di lauree un po’ usabili nel mondo del lavoro.

            Uhh, no.

            Questo è vero, 2 settimane di preavviso, giusto?

      • giuseppe says:

        ciao stefano mi chiamo giuseppe e ho 26 anni vivo in sicilia ho letto il tuo articolo ,molto interessante davvero .
        Cmq tornando a noi io non sono laureato ma ho un diploma alberghiero come cuoco inoltre da tre anni mi sono specializzato in pasticceria siciliana da tempo vorrei lavorare in america ma non avendo contatti giusti non è facile per nulla:( .
        Oltre le qualifiche di cucina e pasticceria sono un personal trainer ho avuto una palestra per 4 anni ti ringrazio aspetto una tua risp al più presto saluti

      • giuseppe says:

        ciao stefano mi chiamo giuseppe ho 26 anni vivo in sicilia ho letto il tuo articolo ,molto interessante davvero .
        Cmq tornando a noi io non sono laureato ma ho un diploma alberghiero come cuoco inoltre da tre anni mi sono specializzato in pasticceria siciliana da tempo vorrei lavorare in america ma non avendo contatti giusti non è facile per nulla:( .
        Oltre le qualifiche di cucina e pasticceria sono un personal trainer ho avuto una palestra per 4 anni ti ringrazio aspetto una tua risp al più presto saluti

        • pasquale says:

          ciao stefano ho perso il lavoro a 42 anni e in italia non si trova niente vorrei trasferirmi x lavoro cosa mi consigli

          • Pasquale, per prima cosa decidi dove andare e informati BENE su quello che serve, quello che ti manca, cosa devi imparare o fare prima di partire.. Insomma inizia una buona pianificazione che è la parte più importante.

      • Anonimo says:

        non prende di piu’…vive con le mance,che sono alte solo se vai in posti dove c’e’ turismo americano ,e quindi la mentalita’ della mancia.

      • Anonimo says:

        Ciao Stefano scrivo perché da un pò di tempo io e il mio compagno abbiamo deciso di espatriare X problemi di lavoro ma non sappiamo l’inglese zero assoluto e non siamo neanche tanto giovani io 41 anni lui un po di più dunque vorrei sapere che possibilitá abbiamo di trovare qualche posticino di lavoro anche come lavapiatti ? Aggiungo che il mio compagno è nato in America ci ha vissuto 5 anni ma X me ci saranno problemi visto che non sono nata lì ?

      • pasquale says:

        ciao stefano mi chiamo pasquale ho 43 anni ho perso il lavoro da piu di 2 anni .ti chiedevo se unio come che a esperienza nel campo edile e anche come magazziniere uso muletto potrebbe trovare lavoro

      • Da quanto tempo sei in America?
        Che tipo di visto hai?
        Qual’è il tuo livello di inglese?
        Scusa la quantità di domande… ma l’argomento mi interessa molto. Adoro l’america…
        Io ho 40 anni e un lavoro in Italia ma mi piacerebbe dare una svolta alla mia vita.

    • sharon says:

      pubblicizza questa pagina ::::impara l’inglese senza studiare,impara ad usare la tua mente…e poi e poi e poi….guarda come si ingannano le persone..ma chi ci crede al tuo blog sponsorizzato in una pagina con 2 fini!!un cameriere ..ma nn mi sembra che ti sei realizzato!!sinceramente anch’io con una laurea e un buon inglese cercherei di meglio!il cameriere lo fai anche in Italia..a meno che nn sei di quelli:faccio tutto a qualunque costo basta che sto in America!!

      • Stefano says:

        Ciao Sharon, tu il “successo” in base a cosa lo definisci? I soldi? La felicità? La responsabilità? In tutti questi settori mi sento realizzato. Così realizzato che suscito addirittura l’invidia di certi sconosciuti che non hanno di meglio da fare che insultare la gente su un blog. 😉

        • Milena says:

          Ma che visto hai per lavorare lì?
          A maggio andrò in Texas ho una laurea in ingegneria ho possibilitá di lavorare anche se conosco un inglese scolastico?

          • Stefano says:

            Io ho un permesso Q-1, rappresentante culturale. Senza inglese mi pare molto difficile trovare un buon lavoro, devi conoscerlo almeno quanto basta per parlare di ingegneria (il tuo campo) senza problemi. Non ti serve essere perfetto, solo fluente. 🙂

          • Anonimo says:

            Ma è possibile fare stage se ho visto da studente?

          • Stefano says:

            Con un visto da studente puoi solo lavorare all’interno del campus dove studi, e per massimo 10 ore a settimana (anche retribuito). Per questo prima di darti un visto si assicurano che tu abbia abbastanza soldi da sopravvivere negli USA anche senza lavorare.

          • Anonimo says:

            Ciao Stefano e complimenti per il blog!
            Ho dei dubbi che vorrei mi aiutassi a capire:
            1. Ho il passaporto, ma per gli USA serve un visto o non è necessario ?
            2. Quanto tempo posso rimanere senza Green Card negli USA? E quale è la via più breve per richiederla ?

            Sto valutando a Settembre di andare a trovare lavoro tramite un amico che risiede da anni in usa.

            Consigli
            Grazie!

          • Stefano says:

            1 – Sì serve il visto, con il solo passaporto non puoi entrare.
            2 – 6 mesi per il visto turistico, fino a 5 anni con un lavoro.

            Per ottenere il permesso lavorativo, ti serve prima un datore che ti sponsorizza (per questo non è così semplice).

        • Alberto says:

          Ciao Stefano! Sono un ragazzo di 20 anni disperato. Voglio andare a lavorare negli stati uniti, ma ho tante domande senza risposta. Il tuo articolo mi ha aiutato moltissimo, ma vorrei sapere una cosa: trovare lavoro è ok, ma come hai fatto per l’alloggio?

          • Credimi caro omonimo, “trovare lavoro è ok” non è la cosa banale da tenere conto. La cosa banale da tenere conto è l’alloggio. Perchè sei sei skillato il lavoro lo trovi. Il problema serio è il visto, o meglio è chi te lo sponsorizza. L’autore del blog ha un visto Q-1, una cosa mooolto limitata:
            https://www.migrationexpert.com/work_visa/international_cultural_exchange_visa_q1/

            A Q1 visa is a temporary work visa for adults (at least 18 years of age) to participate in a training, employment and cultural exchange program. “

    • eh già..facendo il cameriere negli USA si guadagna una bella sommetta..non sottovalutare il paragone con il neurologo 😉

  2. Sharon says:

    Ciao! Prima di tutto complimenti per l’articolo e per l’entusiasmo che trasmetti , ma sono tormentata da un dubbio: hai un regolare contratto? Nel senso che anche io mi sono documentata per un eventuale lavoro negli States e per poterti trasferire devi avere per forza un’azienda che ti faccia da Sponsor, garantisca per te per due anni e si preoccupi di spese e documentazione per il tuo visto lavorativo, non c’è altro modo sennò per rimanere negli States come ‘regolare cittadino’ (a parte la fortuna della Green Card o altri casi rari). Tu hai detto di considerare tutti i problemi legati al visto e quindi perchè un’azienda dovrebbe assumere te. Ma per rimanere negli States devi per forza farti assumere, farti fare un contratto e farti fare il visto dall’azienda in cui lavori, altrimenti risulti essere ‘irregolare’ e rischi di essere espulso, visto che non puoi lavorare con un semplice visto turistico. Tu quindi in che situazione sei? Sei riuscito ad avere un regolare contratto facendo semplicemente il cameriere? Scusa se sono pignola, ma è semplicemente per capire meglio e approfittare di qualcuno che possa spiegarmi le cose vivendo direttamente laggiù. Grazie in anticipo e complimenti per il blog, davvero stimolante!

    • Stefano says:

      Ovvio, ho un contratto e sono stato sponsorizzato per una Visa regolare (tipo Q). 😉

      E purtroppo sì, da quanto so per avere una Visa che ti permette di lavorare serve essere sponsorizzato per forza, non c’è altro modo. Ma visto che il mio visto l’ho ottenuto senza problemi, non sono troppo ferrato in materia. A questo punto meglio puntare per il Canada, che ha accordi specifici con l’Italia per permessi di lavoro temporanei.

      • francesca says:

        Ciao Stefano,
        scusa se appaio dal nulla, ma questo discorso è esattamente quello che mi serve… Io lavoro negli US da 5 anni, ma sono partita già avendo un lavoro, come post-doc, quindi non ho idea di come si faccia a trovare un lavoro, regolare, come il tuo, dall’Italia… Ho un amico che non ha qualifiche, e vorrebbe “provare”, i.e. partire e lavorare, per mantenersi qui. Tu come hai fatto a trovare lo sponsor come cameriere? Come hai ottenuto il visto Q?
        Grazie mille, da un fellow emigrant

        • Fortuna e ricerca, Scambieuropei è un ottimo sito per iniziare. Il Q1 non so se riuscirà a ottenerlo il tuo amico, ma anche il visto lavorativo di 6 mesi non è male.

          • francesca says:

            E quello come lo ottieni? Sul sito del governo c’è solo il Q, per lavoro temporaneo. Il visto per studio non prevede il lavoro.

          • Non ne ho idea, so che un collega l’ha fatto anni fa ma non so altro.

          • Ottenere il Q1 è facilissimo, basta digitare sul web “lavorare a walt disney world”. Compilare l’application, mandare CV, e dato che richiedono pochissimi requisiti (tra cui parlare un inglese anche molto scarso), c’è una grandissima probabilità che venga chiamato per il colloquio. L’azienda, WDW, penserà allo sponsorship necessario e tutto si avvierà. Nulla di difficile credimi.
            Alberto

  3. toussaint says:

    bravo Stefano, complimenti!… da parte di un pensionato che è sempre rimasto sottocasa. Esperienze come la tua mi mancano adesso, pensa…
    solo un paio di cose: la tua critica categorica ai dialetti locali è sbagliata, permettimi… i dialetti sono una grande ricchezza identitaria che va tenuta viva…naturalmente, bisogna sapere anche l’italiano… però restano una grande ricchezza.
    la seconda: non è possibile importare in USA il formaggio buono dall’Italia?… in Italia, la nostra forza è il cibo, oltre che il turismo… forse qualcuno ha già provato il business, e ci vuole troppi capitali…
    ciao, auguri e ancora complimenti per il blog

    • Stefano says:

      Ma ci mancherebbe Toussaint, io il mio dialetto bresciano lo conosco e ne vado fiero! 😀

      Però c’è da dire che come lingua è, a livello pratico, inutile. Se il tuo obiettivo è andare all’estero a lavorare, meglio l’inglese del bresciano (anche se insegnare agli americani a contare in dialetto è fantastico).

  4. Ciao Stefano, condivido e ho messo in pratica i tuoi consigli. La cosa buffa è ho sempre trovato lavoro in Italia proprio grazie alla curiosità e alla costanza che mettevo nel cercare lavoro. Adesso, nonostante abbia 35 anni, tengo la mente aperta alla possibilità di andare all’estero: è bello essere europei e cittadini… del mondo 😉

    • Stefano says:

      Ed è soprattutto bella l’Unione Europea, che ti fa saltare tutti i casini di visti lavorativi e passaporti vari. Tu parti e se trovi lavoro puoi restare (ma anche se non lo trovi). Meglio di così!

  5. Mi è piaciuto molto questo articolo ma leggendo ho trovato una cosa di cui sono rimasto molto deluso come fa una persona brillante come te con tante idee valide a laurearsi con un misero 94?

    • Stefano says:

      In effetti il 94 è un po’ sottotono, mi aspettavo di più!

      Ma non mi interessa, perché prendere un buon voto alla laurea non era la mia priorità. Il voto di laurea conta fino a un certo punto, ciò che veramente è importante è l’esperienza e come applichi le nozioni.

      Non mi sono mai chiuso in casa a studiare, ho fatto molte altre cose per la mia crescita personale e mi sono divertito. Tutto sommato, preferisco uscire con un 94 e tante belle esperienze alle spalle che uscire con un 110 e tre anni chiuso in casa. 🙂

      • bè certamente le esperienze contano molto ma pensavo che con le tecniche avanzate di studio che ci proponi si riuscisse ad uscire con un buon voto senza troppo chiudersi a studiare…

        • Stefano says:

          Infatti io ho studiato pochissimo, è che proprio non mi interessava fare di più. Le esperienze che ho fatto durante l’università compensano abbondantemente il voto a due cifre. 🙂

  6. Alessandro says:

    Una domanda: cosa ne pensi della Nuova Zelanda? Vale la pena tentare là?

  7. Ciao Stefano.

    Ho letto l’articolo con gli occhi sgranati dall’interesse perché, io come molti altri, non vede l’ora di lasciarsi alle spalle questo paese, se non altro dal punto di vista lavorativo, perché è davvero osceno.

    Ti vorrei chiedere di scrivere più articoli su quest’argomento, visto che io ero deciso ad andare a Londra appena mi sarei laureato. Lo chiedo perché so che negli USA molte cose cambiano, a partire dall’assicurazione sanitaria che, da quanto ho sentito, è una vera è proprio martellata sui piedi.

    Tu come te la sei gestita? E, se posso chiedere, economicamente ti hanno aiutato i tuoi per i primi mesi o hai lavorato tu qui per racimolare dei soldi? Con quanto sei partito circa?

    Grazie mille 🙂

    • Stefano says:

      Ciao Vlad, sull’argomento non ci starò più di tanto perché Mindcheats parla di altre cose. Questo articolo è un’eccezione visto che molti mi hanno chiesto queste cose via email. 🙂 Se mi mettessi a parlare degli aspetti burocratici, dovrei aprire un altro blog solo per quello.

      L’assicurazione no, non è un problema. Puoi farla direttamente in America quando inizi a lavorare, di solito i datori hanno dei contratti precompilati che semnplificano le cose. Oppure puoi fare un’assicurazione internazionale direttamente dall’Italia, ti bastano un paio di firme e sei coperto. Io ho fatto l’assicurazione suggerita dal capo, così non ci ho nemmeno pensato. Una firma e via.

      Io sono stato molto sfortunato per varie circostanze che non ti sto a spiegare, ma alla fine per il primo mese ho speso 500 dollari di tasca mia. Con quella cifra dovresti essere a posto, visto che qui la busta paga te la danno a fine settimana (e non a fine mese).

  8. ciao Stefano,

    sono un ragazzo di Roma di 18 anni e sono in 5° liceo scientifico… a scuola non me la cavo granchè, ma dovrei superare questi esami senza troppi problemi, comunque volevo dirti che anche io un giorno vorrei emigrare dall' Italia e che mi sento un cittadino del mondo senza problemi nel viaggiare, inoltre volevo sapere come hai ottenuto il tuo lavoro da cameriere.

    buona fortuna per la tua permanenza negli states

    un saluto, Andrea

    • Ciao Andrea, ottima idea quella di voler andare all’estero! Putroppo con un diploma che “non è né carne né pesce” puoi fare poco, una laurea ti serve per trovare un lavoro decente. Se sai l’inglese, ti consiglio un’università all’estero: in Polonia ed Estonia costano poco (meno che in Italia da fuori sede) e sono migliori delle nostre. Sono pure in inglese, quindi nessuna barriera linguistica. 😉

      • …e sono migliori delle nostre… —>la POLONIA, sta facendo passi da GIGANTE, sotto questo aspetto. 

        • In Polonia ci sono stato due volte, e sì stanno venendo fuori bene. A livello economico, gli scambi con la Germania gli stanno portando un sacco di soldi. È questione di (poco) tempo prima che i polacchi siano più ricchi degli italiani!

  9. Daniele says:

    Ciao, volevo solo togliemi un dubbio. Ho una qualifica professionale di ellettricista qualificato conseguita in italia e con validità europea (III livello eqf).La mia commercialista mi ha detto che è possibile convalidarla negli stati uniti. Ho già consultato decine di siti ufficiali e non e ho capito che se non sono sponsorizzato in america non posso lavorare legalmente perche il visto non lo rilasciano neanche morto. La mia domanda. Nella mia posizione e chiaramente con l’esperienza sulla mia professione, ho qualche possibilità o sarebbe una guerra persa in partenza? Mi assumerebbero oppure dovrei fare dei corsi lì in usa per adeguarmi alle diverse normative di sicurezza? Inoltre è un lavoro che un qualunque diplomato in impiantistica americano può fare e quindi non sarei nemmeno considerato, oppure ho qualche possibilità? grazie.

    • Stefano says:

      Ciao Daniele, se non sbaglio è possibile fare un visto lavorativo di 6 mesi per gli USA scaduto il quale devi per forza farti sponsorizzare. Ma le sponsorizzazioni costano tanto alle aziende e prendono un sacco di tempo, quindi le concedono solo se non possono trovare niente di equivalente nel mercato americano. Da elettricista, mi dispiace ma la vedo molto molto dura. Anche perché qui le cose funzionano in modo diverso (per dirti, hanno 110V a 60hz e i doppini nemmeno esistono più).

  10. gabriella says:

    Io desidero con tutto il cuore venire all’estero,in particolare la Florida mi piace per il clima e per lo stile di vita che vorrei.Io amo il mare il tempo mite o caldo e amo il mio lavoro,non ho mai potuto perche’ ho sempre avuto bar si puo’ dire da quando ero bambina.Adesso ne gestisco uno con il mio ragazzo da 4 anni ma siamo d’accordo che se dovessi trovare qualcosa saro’ io a fare il primo passo verso l’america.Ho viaggiato molto negli ultimi 15 anni e sto studiando l’inglese meglio tardi che mai.complimenti per le parole d’incoraggiamento che hai scritto sono di grande aiuto.Se per caso cercassero una barista io sono qui e non aspetto altro.Grazie ps sono disposta a lottare per il permesso di soggiorno perche’ ci credo davvero ma qui non conosco nessuno che puo’ aiutarmi.ciao e in bocca al coccodrillo!Dimenticavo…ho 35 anni e sono molto felice..perche’ ho sempre fatto cio’ che desideravo LAVORANDO.

    • Stefano says:

      La green card è una rottura, il modo più semplice per ottenerla è sposarsi. 😀

      Se ti piace la tua vita con il tuo bar, lasciare tutto per gli USA pare un po’ rischioso!

      • La green card è una rottura, il modo più semplice per ottenerla è sposarsi… —> quale sarebbe il modo “più complicato” per ottenerla?

        • Stefano says:

          La lotteria: devi andare negli USA con un permesso temporaneo per almeno 2 mesi ogni 18 mesi (o cose così), e forse fra 10 anni avrai la green card.

          L’altro è l’investimento: prendi mezzo milione di dollari abbondanti e apri la tua attività in America, allora la green card te la danno subito. 😀

          • Respox0 says:

            Ciao ho letto il tuo post e devo dire che mi è piaciuto molto ! Io ho 18 anni e quest anno ho l’ esame di stato , il mio sogno è sempre stato quello di trasferirmi altrove dopo aver preso una buona laurea qui in italia . Ho sempre amato Londra ma soprattutto gli USA , ma ho una gran paura di fallire e di perdere anni preziosi che avrei potuto sfruttare in altro modo .

          • Stefano says:

            E come potresti sfruttare questi anni in Italia? Se non hai piani ben precisi e una concreta possibilità di attuarli, hai molte più chance nei Paesi anglosassoni. 🙂

          • sharon says:

            ahahhahahh.la green card….si paga per provare a concorrere…e come giocare al super enalotto ..cioè 1 possibilità su un miliardo di vincerla..meglio andarci da turista per 2 mesi o se si hanno soldi anche 3 (impossibile dato che è carissima!)))sogno di tutti andare là al caldo bella vita….mare e sole!!tutti lavorano anche quelli che scappano dall’america del centro sud e altri stati..se si è determinati e credi nella fortuna ci riesci..un altra idea e fare business con un buon interprete…l’arte è apprezzatissima ad esempoi.la cucina i gioielli e l’ (abbigliamento)..una volta là chissà magari si trova un anima gemella innamorata delle italiane/I e ti sposi…ed è fatta!!auguri welcom to Florida!!

          • per partecipare alla lotteria si può fare anche online dal sito del governo, se non sbaglio accettano la domanda da ottobre a gennaio, mentre da marzo a maggio estraggono i risultati. E’ gratis, e non serve nessun “visto di 2 mesi ogni 18 o giù di lì…” 😉

          • Stefano says:

            La lotteria ha così pochi posti disponibili e così tante richieste che è meglio lasciar perdere.

          • non sono d’accordo… proprio perchè sono d’accordo con te 😉 e anzi, il fatto che sia la maggioranza a pensarla come te è solo un vantaggio. Così i pochi che parteciperanno saranno poco più di 50.000, che è il totale delle green card rilasciate OGNI ANNO. Non è così poco in fondo 🙂

          • Stefano says:

            50.000 su un totale di quasi 8 milioni: ossia lo 0.625%. Una percentuale ancora troppo bassa per essere fattibile. Statisticamente, se fai l’application ogni anno, sarai estratto fra 170 anni circa: non ne vale la pena.

            In Italia l’ultimo giro sono stati estratti 396 vincitori su non voglio sapere quante decine di migliaia.

      • io ho vinto la green card, è non è stata una rottura. ho vissuto e lavorato in spagna, germania, tahilandia, malesia, e ora nella silicon valley..e nemmeno io sono una cima in alcunchè.
        ma su tutta questa positività nel vivere negli stati uniti..mah..poi la florida..sigh. diciamo che da lontano è facile far invidia.

        • Stefano says:

          La mia invidia non ha limiti! 😀

          E non ho ben capito cosa intendi nella seconda parte…

          • ahah intendo dire che forse la persona che sta scrivendo questo blog è giovane..forse alla prima esperienza all’estero. con il tempo si impara che non è tutto ora quel che luccica. e quando si è lontani, in un altro paese, è facile sentirsi migliori, più intraprendenti etc. In verità le cose che rendono le persone davvero “migliori” non hanno nulla a che fare con gli spostamenti che hanno fatto nella loro vita. Poi io da quando conosco gli stati uniti..c’è lavoro…c’è ricchezza, ma che gigantesco mondo triste e bruttino…believe me..la florida è una tristezza artificiale e afosa e la california beh..non è poi tanto meglio

          • Stefano says:

            Una domanda: perché stai spacciando una tua opinione personale come la Verità Assoluta?

            E soprattutto, perché stai dando del ragazzino ignorante (traduco quello che hai detto tu in parole più chiare e dirette) a chi ha un’opinione diversa? 😉

          • ?? cosa?? no no minimamente, parlo così prorpio perchè io ero uguale e perchè in america ci vivo e per sempre..non per un periodo limitato di temo ahimè…la verità assoluta? beh quella non esiste affatto, non sono nemmeno religiosa, figurati! ogni volta che qualcuno dice quacosa è sempre unòpinione personale.SEMPRE. non sto dando del ragazzino ignorante a chi scrive questo blog, ma per esperienza (simile), mi pare di riscontrare delle caratteristiche che avevo io all’inizio di un percorso. L’ignoranza non ha nulla a che fare con tutto questo. diciamo è piu’ simile a chi inizia una corsa ed è pieno di energie, e poi alla fine della corsa ne ha molte meno, è ignoranza? per quanto riguarda gli stati uniti, io soffro perchè ci vivo e quello che prima sembrava un sogno ora è una landa gigantesca e semi-vuota. Voglio solo dire che la realtà è sempre meno interessante delle idee (la libertà di viaggiare, lo spirito di farcela). e mi permetto di dirlo solo perchè sono esattamente nella stessa barca. mi hai frainteso. poi io per molti anni mi sentivo più forte e intraprendente perchè ho viaggiato il mondo da sola. ora di cuore so che non c’è nessuna strada giusta, e il mio errore più grande è stato giudicare e voler dimostrare. poi che uno sia giovane fa la differenza, e non per ignoranza, ma perchè cambia il modo di pensare, inevitabilmente. che uno sia un genio o lo scemo del villaggio, un giorno sarà giovane e con una mentalità e un giorno sarà più adulto e cambierà (come non si sa, nè si sa se migliora o peggiora, CAMBIA)

  11. Anonimo says:

    Grazie per la risposta,ma se la mia vita fosse cosi’ splendida non mi sarei interessata.Qui in Italia lavorare in proprio corrisponde a lavorare per “gli altri”e da qui si aprirebbe un discorso troppo lungo per cui concludo.Io a Febbraio tornero’ in USA mi informero’su lavoro temporaneo.Ho pensato che il problema fosse il fatto che volevo fare troppe cose sono passati gli anni adesso e’ tutto chiaro tranne il fatto che devo fare luce su cio’ che ho sempre mitizzato per cui il mio primo obbiettivo e’ quello di fare quello che per la nostra mentalita’ non e’ possibile e cioe’vivere 2 vite calcolando anche di poter avere una familglia in futuro.Quest’ultima frase l’ho scritta per chiarire il fatto che ho pensato a tutto anche che nella vita si puo’ cercare di esaudire i nostri desideri e sogni piu’ strani anche se e’ strano per chi?chi ha messo la legge che una cosa diversa non e’ normale?tutti quelli che hanno una mentalita’ristretta e sono tantissimi ma la cosa incredibile e’ che nessuno e’ felice…. l’unica cosa che so e’ che non e’ possibile clonarsi(anche se non escludo che si possa fare anche quello).Il massimo di permanza in usa e’ 3mesi?6 mesi?Iniziero’ cosi’ devo solo trovare un lavoro.LAVORO LAVORO LAVORO !Scopriro’ presto qual’e’ il problema io non accetto questa situazione ITALIANA.CIAO IN BOCCA AL LUPO A TUTTI.

  12. user395783 says:

    io dico che mi sembra semplicistico… se hai perso il lavoro e hai un mutuo da pagare a metà con qualcun altro hai poco da pensare ad andar via… a meno che la paga non sia così alta da permetterti di mandare avanti egregiamente le spese che hai in Italia (o insomma “al tuo paese”) e ANCHE quelle per vivere dove sei.

    La cosa strana è che nell’articolo citi qualcuno che come argomento “non valido” indica “non sono mica un laureato che…” ecc., ma poi ad un altro che dice di non avere la laurea dici che può fare ben poco. Quindi… non è che sia poi così facile, no?
    Ma poi per fare il cameriere mi serve la laurea? Non mi basta un buon inglese?
    E poi… posso fare il cameriere fino alla fine dei miei giorni? Perché … quale carriera potrò fare se meno della laurea non val nulla… da cameriere posso passare a… cosa?

    • Stefano says:

      Senza laurea è difficile fare certi tipi di lavoro, altri no. Io non lavoro nel settore nel quale sono laureato, per dire. Ma se volessi fare il biologo, avrei ben poche speranze.

      Fare il cameriere negli Stati Uniti, nel ristorante giusto, è un’ottima cosa. Lavori poco (faccio 30 ore a settimana), non ti stressi troppo e hai uno stipendio di tutto rispetto. Ti dirò, se mi offrissero di restare qui a vita, io potrei anche accettare. Non è una carriera da urlo, ma è molto meglio della maggior parte dei lavori che potrei trovare in Italia. E sono in America, che non è poco. 😛

      • 5 ore al giorno e riesci a mantenerti??? Miseriaccia ci metterei la firma.
        Ti auguro buona fortuna e spero di riuscire un giorno a varcare anche io quella linea fatta di paura.

        • Stefano says:

          Ciao Marco, inizia a piccoli passi: non devi iniziare subito dagli USA, magari prendi un volo per Londra, trova una stanza appena fuori dal centro e un lavoro in un bar. Se non ti piace torni in Italia. Da Bergamo con 50€ fai un viaggio A/R. 😛

          • Gabriele says:

            “magari prendi un volo per Londra, trova una stanza appena fuori dal centro e un lavoro in un bar.”
            Magari fosse così semplice Stefano, non lo è affatto.. e proprio Londra NO!
            Bel blog 😉

      • ma perche’ non dici com’e’ la realta’,l’america non e’ piu’ l’america…ragazzi sicuramente sono tecnologicamente avanti ma vivono su internet,non dialogano e poi credetemi e’ supercara,si e’ vero il waitress guadagna bene ma tutto il resto? ragazzi fatevi una vacanza prima io sono qui da un bel po’ di tempo e vedo che l’america non e’ come credete,poi la floridaaa e’ tutto tranne che america fidatevi

        • A dire il vero, lo stipendio medio di un americano è 10.000 dollari superiore rispetto a quello di un italiano. Sicuro di essere in America da tanto se mi definisci un “waitress”? 😛

          • 10000 dollari in piu’???si ma dove le metti le spese che ci sono qui! un semplice abbanamento al cell costa non meno di 60 o 70 dollari in italia massimo 15 euro e poi il cibo costa pocooo???? di la verita’ e non dire che l’america e l’america che tutti credono

          • Stefano says:

            Uh… Puoi rispiegare in altre parole?

          • e tu puoi dire la verita’???????????????? hai capito benissimo ma credo di capire che nascondi troppo alle persone le illudi ma a te basta scrivere un po’ di barzellette e la gente ti crede!!! la verita’ caro stefano la verita’…vuoi che ti dico tutti i prezzi di tutto???? e credimi io non me la passo male ma l’europa e’ 100 volte meglio

  13. Anonimo says:

    Trovo molto coraggioso lasciare tutto ed “avventurarsi” verso nuovi orizzonti. Personalmente,dopo gli studi ( che onestamente sono indeciso se proseguire qui o all’estero ), vorrei andar via per qualche anno. Provare e creare qualcosa di concreto. Contemporaneamente vorrei rimanere in Italia e,non so,fare qualcosa per aiutare il paese . Sono combattuto! Mi consolo,comunque,pensando che c’è ancora tempo per scegliere il giusto e lo sbagliato. Grazie per questo articolo! Sicuramente ho una carica in più di positività e ottimismo 🙂

    • Stefano says:

      Consiglio bastardo: deciditi il prima possibile, che il tempo passa più velocemente di quello che vorresti! 😉

  14. fabrizio says:

    Ciao e complimenti per ciò che hai fatto e che stai continuando a fare. Ci vuole coraggio per mollare tutto e partire attraversando l’oceano e recarti in un posto dove non conoscevi neanche il tipo di mentalità o il tipo di problematiche che andavi ad affrontare.
    Io premetto che lavoro per una società di telecomunicazioni,ma non sono più soddisfatto,visto che questo lavoro lo faccio da svariati anni (ho 28 anni con diploma in ragioneria)
    Il governo italiano mi ha profondamente deluso e anziché venire incontro a chi, non ha un lavoro o chi è un precario,ci tartassa di tasse su tasse e non arriviamo neanche a fine mese.
    Prima di arrivare a fare la guerra dei poveri,vorrei ricevere un consiglio da te Stefano. Ho letto che un diploma in America, non serve a nulla e tempo per andare all’università sinceramente non ne ho,voglio darmi da fare da subito,ma non so come muovermi e tanto meno a chi rivolgermi. Il mio obiettivo e lavorare a New York. Sapevo di aziende italiane che cercavano personale per lavorare a NY anche prima esperienza,ma su internet non ho trovato più nulla.
    Grazie per un eventuale consiglio,
    Fabrizio

    • Stefano says:

      Ciao Fabrizio, per prima cosa ti consiglio di fare un permesso lavorativo per gli Stati Uniti. Durano 6 mesi e ti permettono di avere un lavoro legalmente.

      Fatto questo, prendi e vai a New York! Cerca un lavoro direttamente sul campo, non sperare di trovarlo prima. Io sono stato molto fortunato. 😉

      L’economia negli Stati Uniti è molto più evoluta di quella italiana, il mercato del lavoro è dinamico e se ti dai da fare trovare un’occupazione è facilissimo. Io quando cammino per strada trovo un mare di offete di lavoro anche senza esperienza o competenza, tutti cercano dipendenti part e full time. A New York ti basterà qualche giorno di ricerca.

      • come si fa a farlo e soprattutto quanto costa?

        • Guarda sul siti dell’ambasciata, costa sui 100 euro il permesso più tutte le spese burocratiche (passaporto etc) e trasporti (per andare all’ambasciata a milano, Firenze o Roma).

          • grazie per avermi risposto stefano, ma una volta che ho fatto questo permesso posso andare e cercare lavoro oppure mi devo far sponsorizzare già prima di partire? io sarei laureato e anche specializzato in scienze forestali e forse avrei anche un appoggio a new york, cosa mi consigli?

          • Non serve la sponsorizzazione, certo se hai già un lavoro parti con una certezza in più.

          • francesca says:

            Ho guardato al Consolato, per un amico che vuole venire qui negli US proprio per un lavoro senza qualifiche, e il visto Q deve essere fatto dallo sponsor, cioè hai bisogno di un’azienda/ristorante/whatever in US che ti faccia un documento e lo faccia approvare, solo con questo puoi richiedere un visto lavorativo temporaneo. Non si parte per lavorare senza sponsor.

          • Con il Q1 no, ma il permesso vacanza-lavoro sì.

  15. Mi dai un’ informazione nuova! Avevo sempre pensato che questo non fosse possibile! Grazie!

  16. fabrizio says:

    RIC,st’appoggio non è che lo possiamo condividere in 2? 🙂

  17. L’articolo è davvero interessante ma, ma…quanti ma, quanti dubbi quante incertezze, quante “paure”: 28 anni, una laurea in ing edile in tasca ed un lavoro che non soddisfa (sia sul lato lavorativo che economico). Il pensiero di andare ad imparare l’inglese in UK (visto che ora il mio livello è veramente basso) per poi aprirmi nuovi orizzonti; ma come? Scendere dalle valli bergamasche, lasciare un posto di lavoro (anche se non è sicuro però mi porta a casa qualche soldo) per tentare di andare lassù? Forse è anche un discorso di mentalità, tu la conosci bene essendo un “cugino” di Brescia: lavorare lavorare e lavorare.
    L’unico vincolo qui sono i miei genitori visto che non ho altro.. E un complesso di inferiorità, di insicurezza e la paura di essere giudicato che si accrescono ogni giorno..

    • Stefano says:

      Ciao Ale, intanto ti consiglio di iscriverti al mio nuovo corso di inglese gratis, è un primo passo! Link: http://www.mindcheats.net/inglese-dinamico

      Quanti anni hai? Alla nostra età dobbiamo viaggiare e scoprire il mondo, non significa per forza essere senza soldi! Io in America ho uno stipendio che gli italiani si sognano, tu avrai lo stesso in Inghilterra.

  18. Francesco says:

    Hey ciao ottimo articolo!!
    Gentilmente Volevo sapere se è così facile mandare il curriculum tramite PC dall italia in america.
    Io la penso come te, certo ho ancora 16 anni, ma il mio sogno sarebbe quello di andare a lavorare in America, non per forza a New York, ma in america in generale.
    Aspetto presto una tua risposta.
    Ciaoo :))

    • Io ho trovato lavoro in America tramite un’agenzia che recluta direttamente in Italia, non ho dovuto spedire il CV negli Stati Uniti. Comunque guarda su scambieuropei.com, ci sono un sacco di offerte interessanti. 🙂

    • Anche io ho 16 anni, penso che darò un’occhiata a quel sito… Tu cosa dici, pensi che riuscirei a trasferirmi entro quest’estate? L’estero é il mio sogni, inoltre so che qui la mia vita proprio non va bene. Non ci sono amici che mi trattengono, la famiglia voglio che non interferisca con i miei sogni ennonnvoglio neanche che siano loro ad aiutarmi a realizzarli.

      Sono anche una bella ragazza che ha lavorato come fotomodella, con una media conoscenza dell’inglese.. L’unico problema sono i miei quasi 17 anni.
      Ci sono possibilità per me?
      Intanto ti ringrazio, leggere le Tue parole era ciò di cui avevo bisogno.

      Attendo notizie e grazie

  19. Ciao, pensi che sia possibile cambiare vita a 48 anni?

    • Ma anche a 80, l’unico limite che pone l’età è quello mentale. Se ti senti vecchio, è finita.

      • Ciao stefano, se aprissi un piccolo ristorante? california, texas…Non dovrebbe essere un gran problema..te che dici? Ho letto su un altro blog che se dai lavoro ad americani e quindi crei lavoro, la GC la rilasciano senza troppi probs.. (o cmq la mia idea è trovare un americana “x ” e sposarmi e via..se non sono il + sfigato del mondo la trovero prima o poi).
        asp risp..grazie per il sito.

        • Devi investire credo 300.000 dollari in un’attività commerciale se vuoi avere la green card, un piccolo ristorante purtroppo non basta. Il matrimonio resta la via più semplice.

  20. Ciao Ste,
    che mi dici riguardo a trovare lavoro come tecnico della prevenzione?
    Io ti spiego la mia situazione in due righe.
    Il mio inglese non è perfetto, sarò circa un B2, ma ho una ragazza americana da ormai due anni e voglio andare la da lei (lunedi ho il colloquio per un visa F1).
    Il mio progetto è fare un corso full time di 10 settimane in modo da poter intanto entrare, poi mi sposerei in quel periodo per prendere la green card.
    Io voglio solo fare eco a quello che tu hai scritto. E’ vero, molto spesso la mattina mentre vado a lavoro penso “ma chi me lo fa fare di lasciare tutto?” altri giorni sono proprio euforico… La costante guerra tra le due parti del cervello umano.
    Malgrado abbia questi costanti cambiamenti di umore e di conflitto interno io continuo ad andare avanti, pronto a partire.
    Sarà difficile ma chi se ne frega.

    Cosa mi dici? Un tecnico della prevenzione com’è visto la come figura?
    Sono specializzato nei cantieri, ho una laurea triennale.

    Dimmi la tua e complimenti per il blog!
    Silvio

    • Stefano says:

      Quindi lavori nell’edilizia? Qui lo spazio è tanto e i soldi per costruire anche, quindi è un settore che nei prossimi anni vedrà un’espansione. Di sicuro puoi trovare più lavoro che in Italia. Però con una sola triennale sarà più difficile, perché la competizione è tanta e le scuole statunitensi sono migliori. Ti consiglio di andare e tenere la mente aperta anche a lavori completamente diversi: ce ne sono tanti che non richiedono una laurea e pagano bene, basta sapersi adattare.

      • Ciao Stefano io dovrei prendere la laurea a luglio di quest’anno in scienze del turismo e il mio sogno è sempre stato quello di trasferirmi negli USA. Vorrei sapere se con qusta laurea ho qualche possibilità di trovara lavoro negli states e nn me la cavo molto con l’iglese.
        grazie in anticipo

        • Stefano says:

          La laurea di per sé non ti servirà a niente, ma hai acquisito delle competenze distintive mentre hai studiato? Non è il pezzo di carta che conta, è quello che sai effettivamente fare e come puoi presentare un’offerta allettante al mercato.

          • mhhh grazie mille buona a saprsi allora mi sa che faccio anche i due anni di magistrali di economia. Cm sn andata sul agenzia che hai consigliato tu e ho trovato un offerta walt disney che mi interessa sl che dura 6 mesi e poi nn posso rimanere in america? come funziona?

          • Stefano says:

            No, una volta scaduto il permesso devi andartene. A meno che non ti sposi.

          • certo rispetto all’italia l’america è un’altra cosa 😀

  21. Scusa se ci sn degli errori ma nn riesco ad ancora ad usare bn il cell nuovo

  22. Ciao stefano… bellissimo articolo e interessante.
    ho delle domande da farti … ma tu cm ti sei arrangiato con la patente xkè io so( documentata da internet) che negli usa la nostra non vale o almeno vale per sei mesi poi devi rifarla do loro tu cm hai fatto?? poi ho letto negli altri commenti che dopo un tot di tempo devi tornare in italia se nn ti assumono cm funzione se io mando la mia domanda di lavoro poi cm faccio a restare negli usa per lavoro???
    E sopratutto se dopo aver preso la laurea in veterinaria ho qualche possibilità di trovare lavoro negli usa ???
    Grazie 🙂

    • Stefano says:

      Io uso ancora la patente italiana, se non devi acquistare una macchina è valida (ho anche noleggiato con la patente italiana). Anche io avevo sentito la storia dei 6 mesi, ma sono qui da aprile e non ho mai avuto problemi. In ogni caso la patente la puoi fare con qualche decina di dollari e qualche giorno di studio, niente di grave.

      • AH ok grazie per la risposta e per quanto riguarda il lavoro cio è se faccio la domanda negli usa e mi prendono a lavorare po cm faccio a rimanere li Cio è tu cm ha fatto ??

        • Stefano says:

          Io sto qui un anno, non mi sono trasferito (purtroppo). Della burocrazia non chiedermi niente, non so come funziona: il mio permesso è speciale ed è stato fatto dal datore.

  23. Ciao Stefano!
    Grazie per questo post illuminante!
    Io ho diciotto anni, quest’anno mi diplomo e forse, se ce la faccio a passare un concorso regionale, a settembre partirò per 6 mesi in America per fare un tirocinio.
    Ho letto in qualche commento sopra che “dopo 6 mesi te ne devi andare”. Questo lo sapevo ma… Una volta usciti dal paese si può rientrare con un visto nuovo, vero?
    Grazie,
    Annalisa

    • Stefano says:

      Sì può rientrare sì, non so bene le procedure ma so che si può fare.

      • Anonimo says:

        Ciao Stefano, preparati perché ho un sacco di domande da farti ahah
        Sono una ragazza di diciotto anni con un livello piuttosto alto di inglese. A luglio mi diplomerò e subito dopo (a ottobre) dovrei iniziare l’università in una facoltà privata di interpretariato e traduzione.
        Andare a vivere negli USA per per me sarebbe un sogno, lo desidero da quando ho 13 anni. E con questo non pensare che io sia una ragazzina convinta che l’America sia tutta alla Sex & The City, taxi gialli e Starbucks. Sinceramente queste sono le ultime cose a cui penso.

        Tornando al punto, vorrei andare a lavorare negli states, non solo per 6 mesi. Mi piacerebbe in particolar modo poter andare ad insegnare italiano in una scuola statunitense.
        Pensi che potrebbero sponsorizzarmi (dopotutto insegnare italiano non è un lavoro che possono fare tutti gli americani, no?)?
        Altra domanda: mi conviene buttarmi sulla laurea magistrale piuttosto che su quella triennale, giusto (essendoci molta concorrenza, preferiranno una persona con una laurea più ‘approfondita’, o sbaglio?)?
        Terza domanda: come qualcuno che mi sponsorizzi?
        Quarta domanda: tu hai intenzione di tornare negli states a lavorare successivamente a questi 6 mesi?

        Grazie mille

        • Anonimo says:

          La terza domanda era “come trovo qualcuno che mi sponsorizzi?”
          Errore di battitura, pardon.

        • Stefano says:

          Ciao, fermo restando che per restare qui il modo più semplice è sposarsi…

          Con una magistrale in interpretariato e traduzione potresti avere i requisiti per ottenere la green card, controlla sul sito dell’ambasciata americana che non sono sicuro. Per il fatto della sponsorizzazione, si fa nello stesso modo in cui cerchi un lavoro in Italia: trovi un datore che ti assume e, in più, ti fa i documenti. Non è facile, ma la laurea magistrale ti darà delle possibilità in più.

          Mi piacerebbe tornare qui sì, ma mi piace anche cambiare: dopo gli USA mi sa che andrò in Canada o Nuova Zelanda. 🙂

          P.S. Io ho un permesso speciale di 12 mesi. 😀

          • Anonimo says:

            Ciao Stefano, sono sempre la ragazza di prima, volevo chiederti un’altra cosa. Finita l’università, vorrei fare un master negli usa, secondo te questo potrebbe darmi qualche vantaggio o per lo meno aiutarmi in piccola parte a trovare un lavoro (a tempo indeterminato, come dicevo prima, oppure comunque rinnovabile) lì, in quel campo o non?

          • Stefano says:

            Certo! Esistono anche dei permessi temporanei per studenti, se vuoi fare un master negli USA. Quasi mi informo anche io, che è una soluzione che sto valutando.

          • Scusate! Io ho trovato lavoro in usa,(piu di uno!) sono un modellista orafo con 35 anni di esperienza e sono pure molto bravo,ma tutti mi chiedono se ho la carta verde…mi dicono che per loro al momento e un po’ difficoltoso sponsorizzare.che consigli mi date???grazie

  24. Anonimo says:

    Ciao Stefano!Interessante il tuo articolo..dimmi un pò..cosa ne pensi della California e di New York come luoghi di un ipotetico trasferimento?

  25. Complimenti per lo spirito!!! Sono un ingegnere abbastanza fortunato dato che, a 26 anni, ho un contratto a tempo indeterminato. Ho viaggiato tanto e continuerò a farlo…..vorrei tanto lavorare all’estero nel campo della progettazione industriale ma il mio problema è la mia compagna che è laureata in legge e non so che potrebbe fare….e dovrei comunque cercarmi uno sponsor

    • Stefano says:

      Se vai in Europa non serve lo sponsor, ma il problema della legge rimane…

      • Lo so, il problema sarebbe arginabile se trovassi un lavoro con una rendita mensile che basti per due persone, giusto per qualche anno per fare esperienza. In Italia poi ricercherei lavoro in un settore che mi piace, ma in Europa comunque gli stipendi, se vai a vedere a fine anno….siamo lì. E’ vero però che le tasse che paghi non ingrassano i politici ma la funzionalità dello Stato. Io mi schifo a pagare le tasse all’Italia (ma lo faccio) perché vanno a finire nelle loro tasche. Scusate lo sfogo….

        • Stefano says:

          Gli stipendi in molti Paesi d’Europa sono più alti, la tua idea non è poi male. Inoltre il mercato del lavoro è più dinamico, significa che è più facile trovare qualcosa.

  26. Ciaoooooo….

    Io faccio il 4 anno di liceo scientifico. La mia ambizione è quella di vivere negli USA! Avevi optato per una laurea in economia qui in Italia.. Che dici, potrebbe essere una buona laurea? Oppure dopo la laurea in Italia sarebbe opportuno fare un master negli USA??

    • Stefano says:

      Economia secondo me è una scelta fantastica per l’università: è in questo settore che girano i veri soldi, e dove girano i soldi gira anche il lavoro. In più sono concetti applicabili ovunque nel mondo, le leggi del mercato funzionano qui come a New York; le differenze sono piccole. Di sicuro un master in america ti darebbe cento punti in più per trovare un lavoro decente.

      • Ciao,
        sei davvero una bella persona.
        carichi gli altri di energia. quella “buona”
        vorrei incoraggiare tutti i teen-agers che leggono.
        cio’ che dice Stefano è la pura verità.
        cio’ che sembra difficile e impossibile,
        in realtà diventa semplicissimo…volendolo veramente.
        basta focalizzarsi sull’obiettivo e tutto si muoverà verso di esso.
        e non date retta a chi vi scoraggia ad andare negli stati uniti.
        è tutta gente “scoraggiata” già di loro. magari x altri motivi…
        l’AMERICA è fantastica!
        scusa ste..:) se mi sono lasciato un po’ andare…., ma quello che hai scritto mi aveva preso!
        vorrei farti una domanda..
        ho 32 anni. sto a latina ora. torno a los angeles tra un mese. ho vissuto li x un po’ in passato.
        io mi sono sposato a new york nel 2010 prima di trasferirmi ad L.A. con lei.
        lei era americana. ci siamo lasciati dopo un anno e sono tornato in italia. non ho preso i documenti e non ci siamo piu’ sentiti.
        risulto ancora sposato negli stati uniti.
        tu credi che con il solo certificato di matrimonio potrei ripartire col processo x lo work-permit? o serve anche il suo consenso?
        se sai qualcosa fammi sapere x favore. grazie
        Dino

        • Stefano says:

          Credo che serva essere sposati e conviventi da due anni per la green card, nel tuo caso non so come funziona. Contatta l’ambasciata, è l’unico modo per essere sicuro.

  27. Ciao Stefano, grazie x il tuo blog!
    Volevo sapere un’informazione, nn riesco a trovare l’agenzia International Services, mica potresti postarne il link, gentilmente? Grazie 1000!!! ^_^
    Ankio sono stato 3 settimane in Florida e me ne sono perdutamente innamorato, sto pianificando il mio trasferimento, ma nn sapevo dell’esistenza di un permesso di lavoro della durata di 6 mesi da richiedere alle ambasciate in Italia, quindi c’è la possibilità di andare 6 mesi x cercare lavoro? E dopo i 6 mesi? Un’ultima domanda: se vado 6 mesi e trovo un lavoro, ed in seguito decido di aprirmi un locale commerciale, posso farlo, oppure no?
    Grazie Stefano, la tua esperienza è di esempio x me e x tutti gli Italiani ke hanno voglia di dare una svolta alla propria vita!
    Grazie!

  28. Roberta says:

    Ciao, vorrei andare a San Francisco e cercare lavoro… Ma di che tipo di visto ho bisogno? Grazie in anticipo

  29. Io vorrei saperne di più sugli EQF. Se ho un diploma di liceo di 85/100, corrisponde in qualche modo a un EQF?

    • Stefano says:

      Prima di cercare su Google nemmeno sapevo cosa voleva dire EQF. 😀 Comunque no, anche se desse qualche certificazione sarebbe così bassa che è virtualmente inutile. Questi esamini e schemini sono un palliativo inutile: l’unico modo per dimostrare che parli l’inglese è parlare l’inglese, non ci sono storie.

  30. vincenzo says:

    ciao, bello il tuo articolo, io vorrei andare via da questo paese alla velocità della luce e farei qualsiasi lavoro…basti che me ne vado dall’altra parte del mondo, come posso fare per trovare lavoro?

  31. ciao stefano complimenti per il tuo coraggio di come hai affrontato il problema lavoro,anche io ho lavorato un pò all’estero , e mi piacerebbe lavorare negli stati uniti d’america,sono un saldatore navale ed industriale , secondo tè è facile trovare un lavoro con questa qualifica negli stati uniti d’america? perchè in Italia questo mestiere lo fanno gli extracomunitari a basso prezzo . mi potresti consigliare ? sè non chiedo troppo? ciao grazie.

    • Stefano says:

      Nemmeno avevo mai sentito della tua professione finora, non ho idea se è ricercata negli USA. Visto che lavori nel campo, sono sicuro che hai più possibilità di me di sapere se è ricercato in America. Probabilmente in Turchia sono interessati, so che i cantieri navali stanno sorgendo come funghi.

  32. Sto arrivando Stefano tu mi puoi dare una mano come alloggio per un periodo(fino a lavoro trovato)o 31anni sono un grande lavoratore qua in Italia o 3lavori faccio il falegname da 13anni tetti per case poi a sera vado a pulire uffici condomìni ecc poi il sabato e domenica vado in un ristorante a fare aiuto cuoco poi adesso vorrei andare a fare un corso per pizzaioli potresti farmi sapere se tu mi potresti aiutare

    • Ciao Luciano, mi dispiace ma il mio dormitorio non permette di avere ospiti. Ma se vuoi andare a bere una birra ci sono. 😀

  33. Ciao,io ho un diploma in elettronica e telecomunicazioni,la mia ragazza no (si è fermata prima).
    Come ci consigli di muoverci per trovare lavoro negli States?

  34. danicalifornia says:

    Ciao Stefano,grazie per ogni tuo articolo. Ogni volta che li leggo mi convinco che anche io prima o poi potrò andarmene dall’Italia!Almeno mi sprona per finire più in fretta possibile l’ università e andare a vivere negli USA anche solo per un periodo e non mi importa di trovare un lavoro coerente con il mio campo di studi,ogni tipo di esperienza è utile nella vita. Quindi nel frattempo sognando quella New York che mi ha conquistata qualche hanno fa continuo a leggerti! grazie.

  35. ciao stefano!!!complimentoni non immagini quanto vorrei essere al tuo posto.ho 25 anni sono iscritta all universita di cosenza…purtroppo durante il mio cammino troppe difficoltà mi hanno bloccato tutto esami non vanno i professori non si trovano dovevo laurearmi e sono bloccata mi trovo a casa lavorando ogni tanto come barista ma non è quello che voglio studiando lingue.Voglio lasciare l italia,partire per nuove avventure trovare lavoro là e imparare meglio la lingua….quasi quasi me ne vengo da te ;Pahah dai se puoi consigliami un posto mi hannod etto irlanda ma non so…aspetto una tua risposta grazie ciaoooooooooo

    • L’Irlanda non è male, puoi fare un permesso di 6 mesi negli Stati Uniti facilmente. Oppure Canada, Nuova Zelanda, Australia… Tutti posti dove si parla inglese. Guarda sul sito dell’ambasciata, ottieni il permesso e parti. È più facile di quello che credi, domani potresti già avere in mano il tuo permesso lavorativo. Non sto esagerando, si fa tutto online in poche ore.

      • grazieeeeeee….ora provo a vedere;) speriamo bene

      • francesca says:

        Io trovo solo il visto Q, per il quale ci vuole uno sponsor. Gli altri sono per studio (non lavoro), e hanno bisogno di sponsors comunque. Puoi mettere il link at visto lavorativo temporaneo che dici si ottiene in poche ore?

  36. Giovanna says:

    Hey ciao! il tuo articolo mi ha incuriosita molto!
    Mi piacerebbe vivere in California con il mio ragazzo che è americano.
    Il metodo più semplice che c’è è quello di sposarsi, ma se ti parlassi di studio?
    mi spiego meglio: sono troppo giovane per sposarmi (ho 19 anni) e il mio piano sarebbe quello di studiare in Italia per 3 anni e ottenere la laurea triennale in scienze motorie, però gli altri 2 di specializzazione vorrei farli in California. Tu dici che si può fare o devo iniziare tutto da capo con l’università? spero mi risponderai perché sono davvero confusa! c’è chi dice che si può e altri dicono che non si può!

    • Puoi ottenere un permesso per studiare negli Stati Uniti, ma è temporaneo. Una volta finito di studiare, devi andartene.

  37. ciao! volevo chiederti come posso fare per andare a lavorare in america per 6 mesi..ti spiego…ho 23 anni faccio il cuoco ma lavoro da aprile a ottobre e mi piacerebbe provare l’esperienza di lavorare all’estero,quindi,volevo sfruttare i mesi (novembre-marzo)in cui non lavoro per farlo;vorrei andare in america anche perchè mi affascinano molto gli sates ma mi hanno detto che è molto dura riuscirci.
    potresti spiegarmi come posso fare?
    intanto ti ringrazio

    • Io ho ottenuto un permesso speciale, non ne ho idea, controlla sul sito dell’ambasciata.

      • grazie stefano ho controllato ma sembra non ci sia alcun modo di partire senza avere già un lavoro in america…insomma per ottenere il visto di lavoro temporaneo occorre che un datore di lavoro in america presenti la documentazione richiesta all’ufficio immigrazione per il rilascio del visto….peccato…..ci tenevo a fare quest’esperienza negli states…..vedrò di trovare altre mete. grazie ancora

  38. ciao a tutti, complimenti per il sito.
    Io vi sto scrivendo da Toronto, ho ottenuto il visto per sei mesi e scadra il 1 agosto.
    purtroppo non so benissimo l’inglese, e in questo mse ho cercato tanto dappertutto ma nessuno assume, nemmeno le fabbriche.
    In questo periodo che fa freddo e un sacco un problema lavorare, e i corsi di inglese iniziano solo ad aprile…..
    E vero che Italia e Canada hanno l’accordo, ma se non ce lavoro anche qui non ne vale la pena!!

    • In tutto il mondo il Canada è uno dei posti in cui è più facile trovare lavoro, anche meglio degli Stati Uniti. Non andare in fabbrica, vai in un bar o ristorante italiano!

  39. Alessandro says:

    Salve tutti mi chiamo Alessandro ho 37anni e purtroppo come tanti sono disoccupato.
    Avendo voglia di cambiamento e vedendo che qua in italia è molto duro trovare lavoro mi sono visto costretto nel provare a ricercarlo tramite un motore di ricerca che mi spediscono varie mail settimanali con offerte di lavoro in “America”.
    Dopo varie mail con offerte di lavoro, ho provato a rispondere ad una offerta di lavoro in America più precisamente a New York dove cercavano per un nuovo albergo varie figure tra cui camerieri, autisti, cuochi, ecc…, inviai il mio curriculum e dopo un giorno mi hanno risposto, dicendomi che hanno visionato il mio curriculum e sarebbero disposti ad assumermi per due anni offrendomi un lavoro dove mi offrirebbero EUR 5600.00 al mese più EUR 950.00 a settimana, un appartamento ed una macchina grati pagata daloro, dimenticavo sull’annuncio offrivano uno stipendio di EUR 8000.00, valutando il mio curriculum ed in base alle mie esperienze che ho avuto es commesso e responsabile di reparto e conoscendo inglese a livello scolastico vorrei chiedere a qualcuno di voi se effettivamente sia fattibile l’offerta che mi hanno proposto, dato che mi chiederebbero solamente di inviare una fotocopia, scannerizzazione del mio passaporto e con precisione il mio indirizzo di residenza.
    Vorrei sapere inoltre dato che mi offrirebbero questa opportunità se sia il caso di chiedergli un contratto di lavoro prima di recarmi in America pagandomi il biglietto dell’aereo.
    Grazie mille saluti a tutti.

  40. Laura says:

    Ciao,
    mio cugino ha negli usa un agenzia immobiliare,ristruttura case poi le vende

    ciao,
    mio cugino ha agenzia immobiliare negli usa,ristruttura le case poi le vende.Mio marito e appena arrivato da lui e vorrebbe cominciare da subito a lavorare.nel frattempo mio cugino si vuole informare come metterlo in regola.Mi puoi dare qualche informazione su come fare e a chi si devono rivolgere?mio marito e arrivato con il visto esta.Ci potrebbero essere problemi per mettersi in regola?Che tipo di visto credi che può ottenere?Io con i figli quando potrò raggiungerlo definitivamente?
    Grazie in anticipo

    • anche mio padre si trova nella stessa situazione di tuo marito,adesso si sta informando su come fare per essere assunto regolarmente ed ottenere un tipi di visto che gli permetta di lavorare,nel suo caso dovrebbe essere di tipo H2B,ma ti permette di lavorare per sei mesi,e poi di prorogarlo direttamente dagli USA….speriamo bene…per raggiungerlo invece credo che lui debba ottenere la green card(che sarebbe come il permess di soggiorno),cioè essere residente lì e poi richiedere un tipo di ricongiunzione famigliare e quindi far ottenere anche a voi la green card…buona fortuna

  41. Simone says:

    Ciao! Volevo chiederti: il lavoro di cameriere lo hai trovato dall’Italia o eri per caso in America e ti è capitata questa opportunità? Cosa consiglieresti di più, partire e vedere di trovare direttamente lavoro sul posto o dall’Italia? Sei partito con un inglese già molto fluente? Grazie in anticipo! Ciaoo!!

    • Stefano says:

      Il lavoro l’ho trovato dall’Italia, sono partito con un inglese già ottimo che ho perfezionato qui. 😉

  42. Gabriella says:

    Ciao,ho seguito un po’ i suggerimenti e cosi’ all’ennesimo bar chiuso con 2 case e un debito molto abbondante e con un inglese studiato solo da 1 anno in una scuola d’inglese(w.s.s.),con la benedizione del mio ragazzo ho investito tutto quello che avevo e senza l’aiuto di nessuno sono andata un mese da sola a Londra(si lo so e’ vicino)e non e’ l’America e’ stato tutto molto facile come prendere un treno e andare a Milano o Roma…insomma molto semplice.Ho preso un volo solo andata inizialmente e sono entrata nella “centrifuga”di Londra…chiaramente ho fatto mille errori da sola ma avrei potuto fare di piu’..ho pagato agenzie per il lavoro per poi scoprire che potevo anche fare da sola(sono una barmade sperta)loro mi mandavano sempre nei ristoranti e pizzerie per colloqui io avrei voluto fare l’esperienza nel mio settore ma avevo tante cose contro non sapevo la lingua e avevo il problema dell’orario nel residence cattolico dove ho prenotato(un’altro errore che non ho calcolato pensando di riuscire a trovare un lavoro anche di giorno)e poi sono stata li a Febbraio che e’ un mese morto ma anche questo non lo sapevo nonostante i miei viaggi e vivendo in zona turistica.Pensavo che Londra lavorasse tutto l’anno come Milano invece l’estate per loro e’ la stagione piu’ fertile io non credevo.Comunque nel giro di una settimana(uno sveglio ci mette 2 giorni)ho capito come girava parlato con qualche ragazza,in pratica per lavorare in alcune catene di caffetteria dovevo andare al loro centro dove fanno i colloqui o scaricare l’application form compilarlo e consegnarlo direttamente al menager negli stores.Avevo poco tempo non sapevo l’inglese e mi mancava casa si perche’ quando si e’ lontani e’ vero che ci sono pro e contro,io ho fatto fatica anche se l’ho fatto per il nostro futuro ho sofferto la lontananza delle mie abitudini ma soprattutto degli affetti..Poi a 35 anni e’ diverso che a 20..comunque ho seguito i consigli ho portato le application ed ero sicura che mi avrebbero chiamata e mi sono iscritta a un corso d’inglese 20 ore e’ stata la cosa migliore che potessi fare.Quando sei a Londra o in un paese straniero non c’e’ scuola che tenga e io penso che probabilmente ero l’unica al corso che aveva solo la licenza media(alle medie ho fatto francese) erano tutti laureati o diplomati o gente che aveva bisogno di andare al college e aveva bisogno di specializzazione e attestato per accedere in alcune scuole importanti di Londra.Dopo 10 giorni avevo gia finito i soldi ho comprato il biglietto di ritorno per la fine di Febbraio,mi sentivo sconfitta perche’ avevo perso tutto e dovevo rientrare con uno zunami che doveva arrivarmi addosso senza contare la bella figura di non aver nemmeno lavorato.Sapevo che la vita non e’ un film a lieto fine ma crededevo in quello che stavo facendo forse avevo bisogno di piu’ sicurezze ma alcune situazioni mi hanno un po’ fermata poi io ho voluto provare quello che si sente davvero ad essere soli in un paese straniero.E’ STATO MOLTO FORTE COME UNA SECCHIATA DI ACQUA GELATA MA MI HA SVEGLIATA!Se non iniziavo a reagire sarei stata schiacciata succede in tutto il mondo.Sono rientrata in Italia piu’ sveglia di prima con una lettera di raccomandazione dalla mia teacher d’inglese con un inglese sufficente a sapermi spiegare e mi sono aperta una porta nel mondo,ho sofferto e adesso voglio lavorare e poi insieme al mio fidanzato con la nostra esperienza nel Bar possiamo fare davvero tanto.Ho girato tutta Londra e fatto 900 fotografie dei locali e ho studiato il loro modo di lavorare visto dal cliente una cosa che non avevo mai fatto stando tutta la vita dietro al banco.Forse per qualcino questa e’ un’esperienza semplice ma per me e’ stato molto importante e utile quando non si e’ del tutto sicuri ma si sogna l’America..per adesso posso dire che tutto mondo e’ paese davvero anche se per quanto riguarda il lavoro so che ci sono molte possibilita’ di carriera di quante non ce ne sono qui in Italia ma devi fare prima la “gavetta”e lavorare sodo se non sei sveglio ti fregano tutti anche le suore.Ma questa e’ un’altra storia e io non sono 007.Alla prox avventura…magari sara’ Miami….magari New york o magari sara’ qui.. io non ho piu’ PAURA.See you later alligator

  43. Johnny says:

    Ciao Stefano! Complimenti per il sito e per la tua vitalità, che si legge in tutti i tuoi post e fa venire voglia di fare.
    Ho la laurea specialistica in ingegneria elettronica e mi piacerebbe da morire lavorare nell’avionica (elettronica applicata all’aviazione: hai presente tutti quegli accrocchi di bordo sugli aerei?) solo che in Italia certi giri sono gestiti da enti pubblici che soffrono dei soliti problemi della cosa pubblica italiana (mi sembri abbastanza sveglio perchè non debba esplicitare ma, per inciso, sono state arrestate delle persone proprio pochi giorni fa) quindi pensare di trovare annunci di offerta per un impiego simile rientra nell’assurdo. La cosa strana è che ciò che è introvabile in Italia sembra molto comune negli stati uniti, e facendo banali ricerche con google trovo diversi annunci di lavoro in questo campo!! Sono over 30, parlo l’inglese statunitense molto bene ma chiaramente non ho nessun permesso per entrare in territorio US; quel che ti vorrei chiedere è: secondo te potrei rispondere a quegli annunci come se niente fosse oppure dovrei prima di tutto informarmi e magari cominciare a fare qualche carta per ottenere un qualche tipo di visto? Nel caso, quale sarebbe più opportuno? Personalmente non ho nemmeno il passaporto, perchè ho sempre preferito viaggiare nella vecchia europa. See ya!

    • francesca says:

      Johnny, visto che son qui, ti comincio a rispondere io (lavoro da 5 anni in US, ho fatto il dottorato in Francia, e laurea vecchia del Poli in Italia). Con le tue qualificazioni, decisamente manda CV alle aziende che hai trovato che cercano specializzazioni come le tue. Anzi: io lavoro a General Atomics, e il loro reparto di aviazione è piuttosto sviluppato (fanno tutti i droni per gli US navy, e aerei da caccia), guarda sul sito di general atomics se hanno qualche posto aperto, è un’ottima azienda per cominciare.
      Quanto al visto, non esiste nessun visto che ti permetta di lavorare in US senza avere un’azienda/sponsor NEGLI US che ti richieda il visto di qui. Non puoi partire senza visto lavorativo e lavorare legalmente. Per questo consiglio di mandare CV alle aziende, è l’unico modo per poter entrare e lavorare.

      • Johnny says:

        Ciao Francesca! Grazie tante per la risposta e complimenti per la tua formazione accademica: un bel profilo internazionale degno degli anni 2000. Ok, quindi non devo fare altro che mandare i cv e sperare che mi sponsorizzino: so che è tosta, ma sono sicuro che in quel settore avrei comunque migliori chance che in Italia e sognare non costa nulla! Magari ne approfitto per rinnovare il TOEFL, così da avere di nuovo le competenze linguistiche formalmente certificate.Grazie anche per il suggerimento dell’azienda, che sembra essere veramente una bomba. See ya!

  44. Cristina says:

    Ciao Stefano, io sono una ragazza di brescia, che sta finendo la 5° superiore e ha come programma per l’anno successivo quello di partire alla ricerca di un lavoro all’estero (in America più precisamente)
    Ho letto il tuo articolo e sono rimasta colpita dal tuo entusiasmo e dal fatto che tu ritenga che partire e andare in un paese sconosciuto e trovare lavoro sia così facile!
    Mi sono informata su come un individuo straniero possa soggiornare nel territorio americano e lavorare. La cosa che ho notato è che per fare le cose giuste e in regola ci vogliono i documenti in regola, ovvero i permessi (green card) difficili da prendere visto la quantità di gente che li richiede e lunghi tempi d’attesa.
    Molta gente probabilmente è andata in America con lo scopo di lavorare e costruirsi una vita, senza avere i documenti per lavorare, ma anche questo è così facile, una volta giunto in America senza una green card o un permesso di soggiorno per studio si riesce a trovare lavoro? qualcuno ti fa i contratti per permetterti di rimanere la?
    Grazie e in bocca al lupo!

    • Stefano says:

      L’unico modo per trovare lavoro in America senza un permesso di lavoro è in nero: si può fare, ma non te lo consiglio. Però puoi trovare dei permessi temporanei che non siano la green card, ad esempio io sono qui con un permesso lavorativo Q-1 valido per 13 mesi. Devi trovare qualche azienda americana disposta ad assumerti, è questa la cosa complicata.

  45. Giulia says:

    Ciao Stefano,

    Complimenti per il tuo articolo interessante e veramente molto motivante!!

    Io ho lavorato nel settore del brokeraggio marittimo e tutto cio’ che riguarda questo campo (agenzia marittima, armamento ecc) da circa 5 anni ma non ho una laurea. Ho diverse qualifiche in merito più ovviamente qualifiche e attestazioni di corsi di marittimo/shipping, inglese, computer (ECDL), seminari ecc…

    Ho una lunga lista di molte ditte americane che operano in questo campo e sarei interessata a contattarle proprio per trovare un lavoro negli States e (hopefully) trasferirimi.

    Quando tu cercavi un lavoro, facevi le cosidette “job interviews” su skype?…una volta che la ditta ti ha preso, hai fatto richiesta per il visto Q ?

    Ovviamente qualsiasi altra info, e’ ben accetta!

    Grazie!

    • Stefano says:

      Purtroppo in USA non puoi lavorarci senza un permesso di lavoro, ma per avere un permesso di lavoro devi avere un datore che ti firma la richiesta. Quindi sì la job interview l’ho fatta su Skype, poi in Italia tramite un’agenzia apposta, poi ho avuto il Q1. Prima di contattare le aziende americane chiediti: cosa ho io da offrire in più rispetto a un qualsiasi altro candidato americano che ha lavorato nel settore? Concentrati su quello e con un po’ di fortuna troverai lavoro. Il problema è che la green card è molto più difficile da ottenere, il permesso di lavoro temporaneo scade comunque dopo 4-5 anni al massimo.

      • Giulia says:

        Grazie Stefano della tua risposta!

        Quindi per capire al 100% senza poi far errori in futuro…hai fatto la cosidetta “job interview” su skype, ti hanno dato la buona notizia dell’assunzione e da questo (bel) momento, il tuo datore di lavoro statunitense ha firmato la richiesta cosi tu riuscivi a richiedere il visto Q…giusto? se non e’ cosi, ti chiedo gentilmente di chiarirmi la situazione…

        Grazie per la tua gentile disponibilita’!

        Cari saluti,
        Giulia

        • Stefano says:

          Più o meno sì: ma dopo l’intervista su Skype sono dovuto andare a Milano per fare il colloquio in prima persona. Dopo averlo passato, il datore ha fatto tutte le pratiche e io ho solo dovuto compilare qualche documento e fare qualche firma. Oltre a questo dovrai andare al consolato (Milano, Firenze, Roma e Napoli credo) per avere il visto.

  46. Sabatino says:

    Scusa Stefano… ho letto tutto il tuo articolo e posso dire che è interessante, accattivante ed incalzante ma ho pure capito che tutto questo discorso vale per chi ha già un titolo di studio superiore, tipo te che hai una laurea. Io ho solamente 18 anni ma spero fortemente di trovare qualcosa all’estero, sebbene io abbia solo un titolo di scuola superiore ( Liceo Scientifico). Dunque, mi potresti parlare di come un ragazzo come me potrebbe trovare lavoro nei USA con solo un diploma? E’ possibile? E se si, come si può rendere il tutto più realizzabile?…
    Ti prego di rispondermi e ti ringrazio anticipatamente.

    • Stefano says:

      Ciao Sebastiano.

      La laurea non importa, quello che conta è la specializzazione. Devi offrire qualcosa in più, qualcosa di unico rispetto alla concorrenza. La laurea è un ottimo modo per iniziare un percorso di questo tipo, perché ti aiuta a specializzarti. Se non sei laureato, devi trovare qualcos’altro che nel tuo settore conti più della laurea. Se resti nella mediocrità, se non ti metti sopra la massa, farai molta fatica non solo negli USA. 😉

      Se hai altre domande fammi sapere.

  47. Ciao Stefano! Dalle tue parole noto che hai letto tanti libri sullo sviluppo personale e hai sviluppato una mentalita’ positiva 🙂 I like it!
    Io sono venuto a Roma con una valigia e pochi soldi per fare l’attore. Ora mi sono sistemato. Pero’ ho sempre voluto andare all’actor studio a Los Angeles.
    Che mi dici a riguardo?
    Grazie

    • Stefano says:

      A Los Angeles non ci sono mai stato e non mi sono mai interessato a fare l’attore, quindi non ti so dare indicazioni precise in proposito. Ma immagino che nel tuo caso ti serva un visto studentesco, ammesso che il corso che vuoi fare è riconosciuto come college o simile. Chiedi direttamente a loro, ti sapranno dire qualcosa di più in merito.

  48. Daniele says:

    Ciao Stefano, ho 23 anni e sono Pizzaiolo, ho anche un attestato FIP (Federazione Italiana Pizzaioli nel mondo) valido e riconosciuto in tutto il mondo, sono una persona umile e modesta ma posso dire che nel mio lavoro sono abbastanza bravo e mi piace molto, sono anche specializzato in impasti altamente digeribili, per celiaci, integrali ecc ecc insomma dovrebbe essere un punto in mio vantaggio per trovare lavoro. Ho sempre desiderato andare a vivere negli USA e soprattutto a Miami (sono per i climi caldi essendo siciliano) e poi qui in Italia mi sento abbandonato dallo Stato e senza prospettive in generale, lavoro, famiglia, casa e così via. Comunque la mia domanda è: a parte imparare l’inglese (magari sfruttando il tuo corso) di cos’altro ho bisogno? Supponendo che non riesco a trovare subito un lavoro di quanti soldi ho bisogno per vivere lì? Ho buone probabilità di trovare un lavoro come pizzaiolo (per sentito dire e guardando film americani, le pizze sembrano suole di scarpe 😀 )? Posso entrare negli USA senza un contratto di lavoro e cercarlo in loco? Per quanto tempo posso restare con o senza un lavoro?
    Scusa se mi sono dilungato troppo ma almeno ho chiesto tutto in una volta, grazie mille aspetto una tua risposta.

    • Stefano says:

      Ciao Daniele, la tua specializzazione è molto interessante! Qui soprattutto, i ristoranti non vedono l’ora di sperimentare nuovi impasti per battere la concorrenza. A Miami poi è pieno di italiani e pizzerie, non farai fatica. Puoi venire qui con un permesso di 6 mesi ma non ti permette di lavorare: puoi cercare lavoro sfruttando le tecniche del mio articolo in proposito ( http://www.mindcheats.net/2013/02/come-trovare-lavoro.html ) e lavorare con il tuo capo per farti avere un permesso di lavoro temporaneo.

      Oltre all’inglese non ti serve altro, tutti gli altri requisiti già ce li hai. Anzi, se vuoi fare il pizzaiolo non ti serve nemmeno un inglese troppo avanzato.

      Miami è fantastica, d’inverno 30 gradi. 😀

      • Daniele says:

        Ho letto da cima a fondo il tuo articolo “Come trovare lavoro”, ho già fatto tutto quello che consigli già da tempo, mi sono specializzato in un settore (che tra l’altro mi piace), mi manca solo di imparare l’inglese e tradurre il mio CV in inglese però non ho ancora capito come funzionano tutti i vari permessi per lavorare negli USA, se non ho capito male io dovrei partire da turista quindi fare biglietto andata e ritorno e cercare lavoro, una volta trovato tornare in Italia per poi ripartire di nuovo, oppure cercarlo tramite internet e mettermi d’accordo con il datore per avere un permesso. Poi se non ho capito male anche se ho un contratto di lavoro non può durare più di 3 mesi e poi devo uscire dal paese, non posso avere un contratto a tempo indeterminato o allo scadere dei 3 mesi rinnovare il contratto senza dover tornare in Italia? Sono un po confuso e male informato, hai qualche articolo da farmi leggere?
        Grazie per la tua pazienza 😉

  49. Federico says:

    Ciao Stefano! Mi chiamo Federico ho quasi 23 anni e attualmente sono impiegato a tempo indeterminato in una famosa struttura alberghiera di Roma. Per le mie vacanze invernali sono stato 20 giorni a Miami Beach, e non posso far altro che confermare quanto dici. Ogni bar, negozio, pizzeria ha i banner all’esterno con su scritto” Now Hiring”, “Part time help required” ecc ecc.. Qui in Italia non mi manca nulla, ma sono sincero:la mentalità dei cittadini di quella città ha distrutto tutte le certezze che avevo. Credevo fosse la tipica nostalgia post viaggio ma ormai sono passati due mesi 🙂 .. Ho il diploma di liceo linguistico e attualmente parlo 3 lingue a livello madrelingua (inglese,spagnolo e francese) e vorrei fare un’esperienza nuova, che possa riempire la mia vita.. Non per forza nel mio ambito, mi interessa relativamente perchè sono dell’idea che i cambiamenti fanno parte della nostra vita. L’idee che ho in testa al momento sono due:licenziarmi a fine Settembre e partire come turista e cercare lavoro sul posto oppure iniziare a mandare curricula e sperare che qualche azienda voglia sponsorizzarmi.. Che ne pensi? Vale la pena rischiare e buttare un contratto a tempo indeterminato per esser in pace con noi stessi? Penso sempre a questo ogni maledetta notte prima di dormire..

    • Stefano says:

      Dipende da te. Io personalmente il lavoro a tempo indeterminato in Italia nemmeno provo a cercarlo per due ragioni:

      1 – È un miraggio (ormai l’economia si sta evolvendo così).
      2 – Non voglio invecchiare in Italia.

      Il fatto è questo: non penso che l’Italia sia il posto giusto per costruirmi un futuro. Il Paese un futuro non ce l’ha, le cose andranno sempre peggio. La nazione non si risolleverà. Con questa credenza, preferisco cercare lavori all’estero. Tu cosa ne pensi? Non buttarti a caso, buttati dopo aver fatto le tue ricerche e dopo aver considerato i pro e i contro della tua scelta.

      • Nicola says:

        A mio parere nei prossimi 6-7 anni la situazione italiana si risolleverà, probabilmente in misura maggiore di altri paesi europei..
        esistono dei cicli in economia, la crisi NON è per sempre.

        • Stefano says:

          Ciao Nicola. Visto che non posso prevedere il futuro non posso esserne certo, personalmente non credo che 6-7 anni basteranno. I cicli esistono, hai ragione, e prima o poi la penisola italiana tornerà in uno stato di benessere. Il problema non è il se, ma il quando: ancora l’Italia non ha toccato il fondo, e il prossimo risorgimento non arriverà prima di almeno altri 50-100 anni preceduti da decenni di arretratezza peggiore di quella di adesso. Secondo me non ne vale la pena.

  50. Salvatore says:

    Ciao Stefano! un bel articolo, anch’io facendo viaggi tutti gli anni ( a volte anche 2 volte l’anno) qui in italia non mi piaceva stare, l’anno scorso sono partito per gli stati uniti naturalmente come turista ho trovato lavoro dopo 2 giorni!!!…. adesso sono tornato in italia.. ma credo di riprovarci molto presto quando si torna a casa e` difficile riprendere la vecchia vita! 😉 cmq. in qualsiasi modo sono esperienze che vanno fatte nella vita (credo)…

    • Stefano says:

      Allora è il caso di trovare un modo per restarci negli USA, almeno per un anno. Ti conviene! 😉

      • matteo says:

        ciao, sono un ragazzo di bergamo, ho 35 anni e sono geometra in un’impresa edile, qui il futuro nn è nero di più! da un pò di tempo sto pensando di scappare da questo paese ormai fermo ed immobile, sono attratto dal canada e nord europa, ma leggendo i tuoi commenti nn nascondo che anche gli usa mi stuzzicano!nel mio settore ci sono possibilità di impiego? avrei possibilità di trovare un lavoro? grazie in anticipo ciao ciao

        • Stefano says:

          Ciao Matteo. In nord america il settore edile è entrato in crisi qualche anno fa, ma si sta risollevando. Per il tuo settore ti consiglio di rivolgerti all’est Europa: lì hanno sia i soldi che la necessità di ristrutturare tutte le caserme costruite dall’Unione Sovietica che stanno cadendo a pezzi.

      • Anonimo says:

        si esatto infatti sono rimasto un anno nella grande mela! e adesso, e` davvero difficile restare in italia…. sicuramente ci ritornero e chissa` magari passo da Orlando ;)..!

  51. Monica says:

    Ciao. Complimenti per l’articolo. Molto interessante, scritto bene. Nonostante non sia corto, non stanca 🙂
    Io sono un’infermiera col titolo del vecchio ordinamento. Ciò significa che il mio vecchio diploma è riconosciuto qui in Italia come equipollente alla nuova laurea. Negli USA però, non è così. Quindi sono tagliata fuori dall’ambito sanitario statunitense, purtroppo. Con la mia quasi ventennale esperienza in questo campo però, potrei comunque rimanere più o meno in tema, magari lavorando presso associazioni tipo anonimi alcolisti o per donne maltrattate. Non so, sto fantasticando, forse. Tu che vivi lì da un pochino, sapresti darmi qualche dritta in merito? Anche qualche link dove poter avere info più dettagliate sull’eventuale ricerca di personale straniero da parte di queste associazioni. Grazie e ti auguro una buona continuazione dopo il mese di aprile, se è questo ciò che desideri.
    Monica.

    • Stefano says:

      Ciao Monica, se la tua laurea non è riconosciuta non puoi lavorare nell’ambito sanitario ufficiale, sicuro. Se vuoi trovare un altro lavoro simile, l’unica è venire qui a vedere di persona. Probabilmente negli ambiti che mi dici c’è del lavoro, ma non ho mai controllato. Prova con un visto turistico e vedi quello che riesci a trovare, anche se non so quante associazioni del genere siano pronte a riempire la burocrazia per un permesso di lavoro. Devi chiederti sempre: perché dovrebbero scegliere me invece che un americano?

  52. Monica says:

    Sorry… questa è la mia mail giusta. Avevo dimenticato un pezzo 🙂

  53. Ciao, mi è piaciuto molto il tuo articolo, sei uno dei pochi che incoraggia la gente, dicendo che si può trovare lavoro negli USA, dato che su yahoo answers sono tutti pessimisti D:
    Premetto che sarebbe fantastico se un domani potessi lavorare negli Stati Uniti.
    Ho 16 anni, frequento il secondo anno di un istituto professionale grafico, e il lavoro che principalmente andrò a fare una volta uscito da questa scuola sarà, operatore di PRESTAMPA, in cui lavorerò sui computer, ritoccando foto, impaginando riviste e giornali.. (su photoshop, indesign, illustrator ecc.), o operatore di STAMPA, in cui andrò a stampare sulle apposite macchine da stampa (offset) i vari lavori. Mi chiedevo se il settore grafico li negli Stati Uniti è in fase di crisi o meno… giusto per farmi un’idea… So che sono ancora abbastanza piccolo per pensare ad un futuro all’estero, ma è proprio per questo che sto scrivendo, in modo tale da organizzarmi e cambiare scuola/ indirizzo se l’esito dovesse essere negativo, ho un inglese direi abbastanza buono, ho vari amici americani con cui parlo spesso su skype…
    Ho già letto altri tuoi articoli oltre a questo, e mi sono iscritto al tuo corso di inglese ^^
    Tu cosa mi consigli? C’è lavoro nel settore grafico? C’è una qualche alternativa? Consigli di andare ad una università per specializzarmi dopo il 5° anno? Se si, coa consiglieresti? Fammi sapere, e grazie ancora, mi ha incoraggiato molto questo articolo 🙂

    • Stefano says:

      Altro che crisi, il settore grafico sta esplodendo! E non dà segni di cedimento. Però non nell’ambito tradizionale della carta stampata, ma di internet. Se riesci a reinventare il tuo lavoro in modo da essere utile al business online, avrai più lavoro di quello che riesci a gestire.

  54. io avrò mandato tipo piu di 350 mail x cercare qualcuno che mi assumesse come lattoniere ma niente da fare….non conosci nessuno tu a Orlando?

    • Stefano says:

      Prima di cercarlo su Google nemmeno sapevo cosa fosse un lattoniere quindi no, in USA non conosco nessuno. 😛 Prova a estendere il tuo capo di ricerca, immagina come tu possa sfruttare le tue competenze in un altro settore.

      • Ciao Stefano, anch’io sono dalle tue parti e vorrei cambiare vita anche se ho una certa eta’. Noi abbiamo un capitale che sarebbe la vendita della casa, caso mai, vorrei sapere se per aprire un bussines ci vuole una cifra precisa oppure basterebbe una cifra bella tonda. Grazie infinite da Timo

        • Stefano says:

          Negli Stati Uniti un business lo puoi aprire con dieci dollari se vuoi, la burocrazia è snella ed economica (non serve un notaio). Ora non ho le figure sotto mano, ma su internet trovi tutte le informazioni che vuoi. Se vuoi restare nel vecchio continente, l’Inghilterra è un’ottima scelta.

          • Danilo says:

            ciao Stefano…davvero sei un grande..;-)..io ho 20 anni, senza lavoro, e ho solo una misera licenza media..ma io devo assolutamente realizzarlo sto sogno di Trasferirmi a New York. .dovrei farmi un viaggetto ad agosto li ..è vorrei spargere la voce x trovare in lavoro tipo come cameriere o barista..x poi un dì trasferirmi..se riesco a trovare chi mi sponsorizza (ossia il datore ) posso restare definitivamente li ?..ci sono altri modi ? ti prego dimmi tutti i consigli x realizzare questo sogno..tu ne sei capace…

          • Stefano says:

            Il modo più semplice per una green card (trasferirsi permanentemente) è sposarci, comincia a cercare. 😛 Se vuoi lavorare come cameriere ti serve uno sponsor (datore), oppure nelle grandi città si assume un sacco di personale in nero. Un mio amico ha lavorato in un ristorante di Las Vegas per 12 mesi senza un permesso di lavoro.

  55. Danilo says:

    quindi secondo te …farei bene a fare le valigie e farmi un viaggetto x 1 mese o più e provare magari anche a vedere in questi ristoranti italiani che ci sono li..se lavorando ..con fiducia poi sponzorozzarmi ?

    • Stefano says:

      In generale, sì. Devi vedere però la tua situazione specifica: cosa vai a perdere se parti? Valuta se i benefici sono maggiori dei rischi. 🙂

  56. Inferiore perché senza laurea says:

    Io non ho una laurea, ho solo uno straccio di diploma del cazzo di operatore turistico. Non ho continuato a studiare perché non ne avevo voglia e poi perché il mio quoziente intellettivo era comunque basso. Chissà se negli USA la mia carta straccia vale qualcosa. ormai ho 30 anni e prendere una laurea, anche una triennale è troppo tardi. Io non sopporto l’idea di essere inferiore agli italiani e ai latino-americani. gente buffa e stupida che se si laureano loro una persona normale ne dovrebbe prendere 4 o 5. le cose sono due: o riesco a convertire il diploma in un diploma triennale di college americano, o me la compro, oppure mi suicido perché non posso andare avanti così

    • Johnny says:

      Spero che tu stia scherzando! Te lo dice un ingegnere elettronico: oggi come oggi il “pezzo di carta” non è più in grado di aprirti porte altrimenti chiuse (fatte salve le professioni sanitarie, ma perchè ci sono i ministeri di mezzo). Anzichè scervellarti su come ottenere un pezzo di carta, pensa solo a cosa sai fare, a come migliorarlo e soprattutto a come fare si che una qualche tua abilità sia così utile e difficile da trovare in qualcun altro da convincere qualcuno a sborsare soldi; fatto questo, hai risolto il grosso dei tuoi problemi

      • Stefano says:

        La laurea non è sufficiente, sono il primo che lo dice, ma è un primo passo verso la specializzazione. Diciamo che per essere considerato “specialista” in un dato settore devi arrivare a 100 punti, la laurea te ne da 50. Senza laurea, dovrai arrivare a 100 in altri modi. Ma anche con la laurea, sei solo a metà strada.

    • Stefano says:

      Non serve la laurea, cosa hai fatto per distinguerti? Sei uno del tanti, uno della massa, o ti sei impegnato per renderti unico? Oltre a lamentarti e a insultare, intendo dire.

    • Maurizio says:

      Allora… solo con il diploma ( e anche con una laurea triennale) in USA non ci fai praticamente NIENTE. Invece di lamentarti di essere inferiore (cosa non vera!!!) Iscriviti all’universita’ in Italia. Ti prendi triennale e Master in un campo “forte” e successivamente potrai pensare di farti un bel PhD in USA a 20000 dollari/anno

  57. Mah, qualcosa non torna.
    Il visto q è per scambi culturali, quindi al massimo puoi trovare lavoro (ovviamente sponsorizzato) solo in strutture dove vige uno scambio culturale.
    ES: musei, università, laboratori di ricerca e simili
    Fare il cameriere non rientra assolutamente!
    Per farlo ci sono 3 modi:
    1-essere sponsorizzato con visto H (lavoratori fissi o temporanei) ma ovviamente nessuno sponsorizza uno straniero per fare qualcosa che milioni di americani possono e vogliono fare.
    2-avere una green card (o la vinci alla lotteria o la ottieni per parentela stretta o dopo visti lavorativi importanti tipo H1-B o per investimenti pesanti EB-5)
    3-andare come turista e lavorare ILLEGALMENTE ovviamente col rischio di essere beccati e rimandati a casa a calci in culo col divieto di ritornare per almeno 5 anni, ma potresti essere fortunato riuscendo a vivere come i migliaia di messicani presenti sul territorio e chissà magari potresti trovare anche un lavoro con sponsor e diventare legale o magari trovare una moglie/marito americano che ti faccia avere la green card….

    fare il cameriere col visto Q è come lavorare col visto B1 illegale.
    Se poi ti sta andando bene, beh, vuol dire che sei fortunato e ti auguro di rimanerlo.
    Io non mi azzarderei mai di fare una cosa simile perchè mi beccherebbero subito!

    Buona fortuna

    • Stefano says:

      No, sono un Q1 regolare, sul Q1 stesso che ha l’ambasciata c’è scritto che faccio il cameriere, ed è con quel lavoro che ho ottenuto il permesso. Lo scambio culturale sta nel fatto che lavoro in un ristorante italiano. Molto tirato, ma a quanto pare all’ambasciata basta.

  58. Ciao,
    mio padre è appena andato a trovare mia zia negli USA,al momento si trova lì come turista,ma gli piacerebbe trovare lavoro lì,anche perchè qui è da un pezzo che nel settore dell’edilizia non si trova più…ora per lavorare ha bisogno di un visto,ha già trovato contatti che avrebbero potuto assumerlo se fosse lì come lavoratore, vorrei sapere se è possibile “convertire”il suo visto da turista a lavoratore ed ottenere un visto direttamente negli USA per lavorare senza dover tornare in Italia?
    Ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta…e buona fortuna per la tua nuova vita negli USA,hai fatto bene ad andartene…

    • Stefano says:

      Ciao Ste. Per convertire un visto turistico in lavorativo serve un datore di lavoro che garantisca l’assunzione, non puoi farlo direttamente. Credo che si possa fare senza dover tornare in Italia, il modo piu’ semplice e’ di contattare l’ambasciata italiana. Fammi sapere gli sviluppi. 😉

      • Maurizio says:

        Assolutamente NO. Deve tornare in Italia, cercare lavoro dall’Italia, sperare di trovare uno sponsor… cosa realmente difficile, aspettare che gli accettino la petition per il visto (cosa non certa), il datore dovra’ sborsare 2000 dollari. Certi visti lavorativi sono soggetti a CAP (65.000 anno). Le petition si aprono il 1 aprile e in certi anni il 5 aprile sono gia’ chiuse… ecc… ecc… ecc… Fai te…

  59. federica says:

    Ciao stefano!solo ieri sono tornata da una vacanza durata 22 giorni in California, fantastica!!ho fatto per due settimane una scuola di inglese perchè sapevo ben poco. Appena tornata le mie intenzioni sono quelle di prendere la specialistica nella riabilitazione (ho una triennale in scienze motorie) imparare l’inglese senza andare a scuola, perchè grazie al mio viaggio ho capito che 10 anni di studio d’inglese a scuola non sono serviti a nulla! Volevo chiederti il sito dell’agenzia che trova lavori in america qui dall’ italia; per secondo se posso partire con un visto da studente trovare lavoro mentre studio(anche da cameriera), e infine se è cosi facile che il tuo datore di lavoro poi ti aiuti a prorogare il visto!

    • Stefano says:

      Ciao Federica. Ci sono molti siti di agenzie, su Google ne trovi a decine. Con un visto da studente puoi lavorare solo part time (credo 10 ore a settimana) e solo dentro al campus, legalmente non puoi fare altro. Senza un visto lavorativo non puoi lavorare legalmente, sta a te decidere se rimanere nella legalità.

  60. martina says:

    ciao stefano, io vorrei partire per gli USA tra circa 2 mesi. Credo di non farcela a trovare un lavoro da qua..sai darmi qualche informazione su quali carte devo fare per venire lì e cercare lavoro dal vivo??ps. condivido il tuo modo di pensare..chi non lotta non avrà mai niente dalla vita!

    • Stefano says:

      Ciao Martina, purtroppo senza un datore non puoi fare un permesso lavorativo in USA. Puoi entrare come turista e cercare un lavoro clandestinamente se vuoi, nelle grandi città non è così difficile se hai esperienza. 😉

      • Anonimo says:

        Ciao Stefano. io sono Roberta ed ho 23 anni, vivo a Torino con mio marito (25 anni) e la nostra piccola di quasi 2 anni. Purtroppo da quasi 2anni viviamo a casa dei nostri genitori, poiché siamo rimasti entrambe senza uno straccio D’ impiego. E Come ben sai l italia non ti aiuta, anzi…cmq Così abbiamo deciso che non vogliamo e non ce la facciamo più a continuare così , e vorremmo optare per l’ America.. Precisamente NY. Hai qualche consiglio? Noi abbiamo un gruzzoletto da parte ma minimo e vorremmo trovare un impiego per cominciare a Davide, poi vedremo… Tutti ci dicono di far andare da solo Davide, ma noi ci diamo forza insieme, ma capisco che dobbiamo pensare alla piccola per prima. Consigliami, e’ così tanto pericoloso per la piccola? Potresti dirmi i pro e i contro…
        E poi il tuo metodo, per come impare l inglese, quanto tempo occorre per poterlo imparare?

        Un abbraccio e grazie.
        P.s. Complimenti per tutto

        • Stefano says:

          Ciao Roberta, nella tua situazione ti consiglio di restare nell’UE. Per andare in America serve una base solida, per immigrare legalmente negli USA con la famiglia è un casino. Vai a Londra piuttosto, che è messa già molto meglio dell’Italia. 🙂

          • roberta says:

            tu sapresti a chi rivolgersi o come fare per aprire un negozio lì in America? potresti darmi delle dritte un po’ concrete o per lo meno potresti aiutarmi e dunque ascoltare bene la mia situazione.
            perdonami, ma non sei stato tu a suggerire di inseguire i propri obbiettivi e di non fermarsi ai primi o millesimi ostacoli?

          • Stefano says:

            Ciao Roberta. Come ha detto un altro utente poco sopra, andare in America è un casino. Se vuoi aprire la tua attività devi investire veramente tanto, quindi il mio consiglio è cercare un sponsor. Ci vuole tanto lavoro e tanto tempo (a meno della solita botta di fortuna), ma se non vuoi sposarti non ci sono molte alternative. Fai leva sulle tue competenze e specializzati più che puoi. Ma soprattutto: conosci tutte le persone che puoi conoscere nel tuo campo. E quando le hai conosciute tutte, vai a incontrarne ancora. 😉

  61. Ciao,
    IO vorrei porti una domanda…
    non sono laureato ma parlo un buon inglese, sono diplomato in costruzioni aeronautiche. come posso fare per andare negli stati uniti a lavorare anche non necessariamente nel mio campo. ho molta esperienza come camionista e negli hotel, internazionali dove ora lavoro come animatore, ma solo stagionale.

    • Stefano says:

      Ciao Marco, devi prima trovare uno sponsor che faccia tutte le scartoffie necessarie per un permesso di lavoro. Per quello il processo è lo stesso di trovare un lavoro normale, ma all’estero.

      • Anonimo says:

        Ciao Stefano, sono sempre Roberta. Eccomi di nuovo qui a scriverti. Volevo chiederti se anche con qualche difficoltà, ci fosse un modo per poter tentare con l America. Più che altro perché è un sogno da quando eravamo piccoli, e sapremo già che da altre parti, finiremo per poi sentire la mancanza di tutti e tutto. Ti prego, capisco quando mi dici di lasciar perdere perché nella nostra situazione sarebbe un casino, ma lo è comunque. Noi pesavamo che forse un franchising , non sarebbe male…. O un negozio.. Non so bene come funziona, ma mi parlano molto bene del franchising e del mettersi in proprio. Potremmo scambiare le mail?

        • Stefano says:

          Se vuoi aprire un’attività in USA, per avere la green card servono se non sbaglio 800.000 dollari.

          • roberta says:

            ciao Stefano, scusa non vorrei di certo contraddire il tuo sapere, ma altre fonti mi hanno detto che è molto facile e veloce aprirsene una, mi hanno detto che bastano 600 dollari e circa 20 minuti per attivarla.
            ovviamente detto da una sola fonte, sarebbe difficile da credere, ma ho trovato anche un sito dove diceva lo stesso succo.
            sarebbe possibile avere una conversazione via mail?

          • Stefano says:

            Probabilmente hai frainteso: forse stava parlando di come aprire un’attività in USA, non di come avere una green card.

          • roberta says:

            Grazie, perchè così ho avuto la possibilità di confrontare le fonti.
            infatti mi ha detto che si era sbagliato a scrivermi. Comunque ma davvero costa così poco aprirsi un attività in America? ed invece così tanto per la Green Card? Mamma mia!!! ma poi toglimi un dubbio la green card come funziona esattamente.
            grazie ancora!

          • Stefano says:

            La green card è un permesso di residenza permanente: non sei un cittadino ma puoi restare negli USA a vita. Sì aprire un’attività in America costa così poco. Anzi no, correzione: è in Italia che costa tanto, perché in tutto il resto del mondo i costi sono sempre quelli. 😉

  62. Valentino says:

    Ciao sono stato anche io in Florida, solo che io ero a Miami. ho conosciuto diversi Italiani che, come te lavoravano nei ristoranti, soprattutto in quelli Italiani. Bhè… che dire, la qualità della vita rispetto allo stipendio che si prende è sicuramente più alta che in Italia, ma ci sono un pò di cose che mi rendono perplesso.
    La prima è il permesso per rimanere a lavorare, un mio amico è da tre anni lì ma ancora non ha ricevuto nessun permesso, lavora in nero e se lo beccano in giro i police lo rispediscono in Italia senza il permesso di ritornare negli USA. Come lui molti altri. Tu sei stato fortunato (uno dei pochi te lo posso assicurare) o fai avanti e indietro ogni 3 mesi dall’Italia. Quindi non illudiamo le persone dicendo potete andare a lavorare negli USA non è così facile se volete rimanerci in regola.
    Altro problema è la lingua, una persona può pensare di saper bene l’inglese poi arriva lì e non capisce un tubo….. ci vogliono mesi se non anni per imparare prima a comprendere e poi ad esprimersi bene, e alcuni non lo imparano mai bene.
    infine vorrei porre una domanda, conviene farsi il culo a studiare e arrivare a prendersi una laurea per poi andare a fare il cameriere? a questo punto potevi andarci direttamente finite le superiori ti risparmiavi un sacco di fatiche!

    • Stefano says:

      Io mi sono laureato per aprirmi delle strade, non per chiudermele. Ho il sospetto che è questa la ragione per cui così tanti laureati sono disoccupati: hanno la puzza sotto il naso verso qualsiasi occupazione che non richieda la loro laurea.

      Che poi quale accontentarmi? Ero negli Stati Uniti, e già questo basta e avanza per accettare qualsiasi lavoro. Poi prendevo cinque volte tanto un mio amico che sta facendo pratica da un commercialista dopo essersi laureato. Più del doppio di un altro amico che ha finito la specialistica con 110 e lode ed è stato assunto in Germania. Infinite volte più di tutti gli altri che stanno facendo pratica a gratis.

      E poi chi te lo dice che farò il cameriere a vita? La fortuna non esiste, è solo la scusa che usano quelli che non si vogliono impegnare per raggiungere gli obiettivi. Oppure io ho venduto la mia anima al diavolo per trovare tutti i lavori che ho trovato.

    • Ciao Stefano bel articolo pero’ ho letto varie risposte che ” denigrano ” l’America. Io oramai ci vivo da 13 anni ma non ci penso nemmeno davanti alla forca di ritornare in Italia. Ci vado ma come turista ( anche se ho la doppia naziolita’ ) Come hai detto tu giustamente e’ difficile ma non IMPOSSIBILE. L’alternativa per vivere un anno qui e’ fare la ragazza/o au pair ( Resta sempre il fatto che e’ una cosa temporanea di un anno ) ma puo’ succedere di tutto in un anno l’e’ lungo….

      Saluti Bubu

      • Stefano says:

        Ciao e grazie per la segnalazione, complimenti per il doppio passaporto!

      • roberta says:

        ciao Bubu. scusa l’intromissione, ma volevo sapere oltre al cameriere ci sono altri lavori che un italiano potrebbe fare senza essere un macigno nella lingua? so che bisogna essere sponsorizzati da qualcuno lì.. è vero? potresti darmi qualche dritta? sai tu verrai come turista e forse non lo avrai notato…. ma per noi tutti in italia non cè piu nulla! io sono convinta che l’unica alternativa è scappare via dall’italia prima che sia troppo tardi! comunque grazie e scusa il disturbo.

  63. Ciao, secondo te, per trovare lavoro in ristoranti, locali notturni, club e alberghi e casinò può essere utile mandare e-mail dall’italia???
    Hai qualche consiglio su come muoversi in questo senso o sai se ci sono siti internet dedicati???? (ad esempio gumtree per inghilterra ha inserzioni di lavoro)
    Grazie
    Luca

    • Stefano says:

      Mandare email senza nessun contatto preliminare è inutile, a meno che tu non sia molto, molto specializzato (ma allora non mi faresti questa domanda). Il modo migliore è trovare qualche contatto tramite giri di amicizie o campagne di reclutamento in Europa (come ho fatto io).

  64. daniele says:

    Ciao secondo me il tuo articolo cerca solo di dare la forza di partire non di trovare un lavoro e come muoversi cosa serve ecc se facessi un articolo simile saresti piu d’aiuto. Io vivo a Parigi ma mi piacerebbe molto volare in America.
    Ps : spero rispondi anche se il post è vecchio

    • Stefano says:

      Post vecchio? Ma se l’ho scritto qualche mese fa! 😉 Andare negli Stati Uniti è fattibile, difficile ma fattibile. Con i consigli pratici arrivi fino a un certo punto, se non hai la mentalità giusta. Secondo me, quella viene prima di qualsiasi tecnica.

  65. Ciao allora voglio fare una domanda se uno vuole vivere in america deve essere sposato con una americana?????
    Perchè ho visto degli codici per trasferire in america e lo trovo complicato.

  66. agostino says:

    Ciao Stefano sono un ragazzo di 21 anni di bari e frequento la facoltà di lingue e letterature straniere curricula mediazione interculturale..mi chiedevo se per caso hai idea se ci fosse lavoro nel campo della traduzione 🙂 faccio inglese,spagnolo e tedesco

    • Stefano says:

      Ho amici nel settore. Sì, un buon traduttore trova facilmente lavoro ed è ben pagato.

      • Ciao Stefano, ti volevo chiedere, ma se io decido di laurearmi in medicina veterinaria qui in Italia, però voglio fare la veterinaria negli Stati Uniti, la laurea che ho qui in Italia vale lì? E se voglio andare a vivere negli States a vita, che devo fare? Per fare la veterinaria negli stati uniti, ho bisogno di qualche permesso?

  67. Ciao. Sono una dei tanti disperati che cerca da mesi informazione sul trasferimento negli Usa (nel mio caso a Los Angeles). Quello che hai scritto è piuttosto esaudiente, ma quello che vorrei sapere io è: esiste un visto o qualcosa del genere che permetta di entrare negli Usa e cercare lavoro lì stesso senza dover sperare da qui che qualcuno si prenda la briga e la spesa di farci da sponsor?? Non posso e non voglio credere che si l’unico modo possibile per poter entrare e avere un lavoro! 🙁 C’è chi dice di sfruttare il visto turistico, chi che è illegale e così via. Dove sta la verità? Grazie.

    • Stefano says:

      Ciao Anam, purtroppo è vero. Se vai lì con il visto turistico, puoi solo sperare di trovare un lavoro in nero. So che è possibile farlo, ma non mi sento di consigliartelo. La scelta è tua. 😉

      • Quindi stai confermando il mio timore!! :(( Davvero non capisco questa enorme problematica a riguardo. Va bene salvaguardare gli americani dagli stranieri che credono di fregargli il lavoro, ma non sarebbe meglio una sorta di visto che permettesse di andare, cercare lavoro e se non trovato tornare e stop? Alla fine chi resta paga le tasse come tutti. Eh vabbè…grazie comunque per aver risposto. So bene che gli americani sono molto rigidi sulle leggi e il lavoro in nero. Non voglio rovinare tutto rischiando di essere cacciata e non poterci più rientrare, sarebbe terribile per chi come me sogna invece di viverci! ciao ciao.

        • Stefano says:

          Ho sentito che questa legge è stata introdotta dopo l’11 settembre, ma non ne sono sicuro. Prendi quello che ti dico con le pinze. Piccola precisazione sul lavoro: quando lavori con un permesso temporaneo paghi praticamente zero tasse. Bello! 😛

  68. ciao bell articolo ma cmq ti devo dire che nn c’è più la necessità del visto per entrare in america da turista ma con le nuove normative del passaporto elettronico non serve cmq la mia domanda è un altra… Io dovrei partire per il Canada (so che nn c’entra niente) o per la Virginia… Sai com’è la situazione da quelle parti??

    • Stefano says:

      Ciao Paolo, non riesco a trovare nessuna fonte per la storia del visto, mi puoi linkare ad un sito per favore? Se non serve veramente più è cosa recente, perché fino a 6 mesi fa il visto serviva eccome (esperienza diretta).

      Il Canada ha un mercato del lavoro da sogno, migliore di quello statunitense. Se puoi, vai lì. Per la Virginia non so, non ho dati specifici per quello stato. Ma sono sicuro che su Google trovi tutte le statistiche che vuoi. 🙂

  69. Dimenticavo….e se invece si andasse lì, si cercasse lavoro (senza lavorare, limitandosi alla ricerca), si trovasse uno sponsor non si potrebbe fare nulla? cioè richiedere i relativi permessi per restare e lavorare? E’ assurdo pensare di dover fare avanti e indietro per questo…è un patrimonio!! -.-

    • Stefano says:

      Ciao Anam. Dovrebbe essere possibile fare quello che chiedi, controlla sul sito dell’ambasciata per avere la certezza.

      • Spero davvero di si, si eviterebbe una gran bella seccatura, perchè voglio dire, fare avanti e indietro oltre che stressante (due poli opposti del mondo) è anche dispensioso…! mi informerò! grazie mille!

    • Maurizio says:

      Non puoi cercare lavoro direttamente in USA. Se ti beccano ti danno un calcio nel sedere e per un tot di anni non puoi piu’ rientrare. Oltretutto NESSUNO ti prenderebbe a lavorare (perche’ non hai il visto) e tieni conto che per un visto di lavoro costa circa 2000 dollari, e soggetto a CAP e l’apertura della petition e’ il 1 aprile

  70. Ciao stefano ho letto cio’ che hai scritto della tua esperienza, io vorrei chiederti delle info dato che a settembre vorrei iniziare a fare un ottimo corso d’inglese che ora non ricordo come si chiama ma che viene riconosciuto a tutti gli effetti in america, e poi vorrei partire alla volta del nuovo continente, ho 1-2 amici al massimo li in america soprattutto uno negl UTAH, io mi sono diplomato in italia come TECNICO DELLE INDUSTRIE ELETTRONICHE, ma ho anche il diploma del 3 che e’ operatore per le telecomunicazioni, nonche’ molti stage affrontati durante gli anni scolastici, in ultimo ho anche fatto un corso di fotografia digitale e presentazione multimediale, ed esperienza pure in uno studio fotografico… leggendo tutto cio’ che ti ho scritto c’e’ la possibilita’ di avere un futuro lavorativo negli stati uniti?

    Grazie anticipate per la risposta.

  71. Giacomo says:

    Ciao Stefano,
    Io ho 17 anni e sono di Brescia come te, se mi sembra di aver capito giusto.
    Ho perso due anni al Pastori,, una scuola agraria.
    Adesso ho finito il primo anno in una scuola professionale per elettricisti, vorrei fare anche il quarto anno per specializzarmi in domotica.
    Il mio sogno più grande sin da quando ero più piccolo è quello di andare in America, prima volevo visitarla solo come turista, poi leggendo molti libri di storia americana la mia passione è letteralmente scoppiata, ora vorrei a tutti i costi viverci.
    Ieri mi sono persino informato su alcuni siti americani di case in vendita in tutti gli stati e ho visto che i prezzi non sono del tutto inaccessibili.
    Però leggendo i commenti ho visto che per gli elettricisti non è per niente facile!
    vorrei chiederti alcune cose:
    Come funziona per gli elettricisti li in America?
    Viene usata spesso la domotica li, o è come qui in Italia? Cioè qui in Italia un elettricista in grado di fare impianti domotici è super ricercato e li?
    Cosa intendi quando dici che una azienda deve sposorizzarti? Cioè cosa si intende per sponsorizzare?

    Spero che tu possa risponderemi, grazie mille in anticipo!

  72. Jessica says:

    Ciao Stefano,
    ho letto il tuo articolo e il tuo profilo, interessante! Anch’io come te mi sto per trasferire negli States per uno stage di sei mesi, trovato grazie all’università, spero sia un inizio per riuscire a trasferirmi definitivamente. Quello che ti volevo chiedere è, anche mio fratello vorrebbe trasferirsi, ma è senza laurea quindi niente internship per lui, però ha un diploma di cuoco e tanta esperienza. Mi chiedevo come poteva trovare un lavoro a Dallas? Cercando on-line serve il social security number che ovviamente non ha. Deve farsi un visto con gli sponsor (tipo CIEE) e poi cercare lavoro direttamente là?
    Grazie mille!

    • Stefano says:

      Più che altro, la parte difficile è avere un permesso di lavoro, trovare un lavoro in sé è semplice. Guarda sul sito dell’ambasciata, i cuochi dovrebbero far parte di una categoria privilegiata se hanno tanta esperienza.

  73. Ciao, ho sentito che trovare lavoro negli States come cameriere, lavapiatti ecc.. è praticamente quasi impossibile perchè il datore di lavoro dovrebbe prendersi la briga di registrarti (essendo extracomunitario) con procedimenti costosi e non gli conviene affatto. Io sto cercando una marea di informazioni utili ad emigrare negli States, vorrei andare prima a NY a fare un corso di inglese ma poi mi dicono di evitare di cercare lavori generici perchè non mi prende nessuno. Mi spieghi tu come hai fatto? Com’è che tutti dicono che è quasi impossibile? Su un sito ho letto questa citazione: “è impossibile avere un visto di lavoro come camerieri o lavapiatti. Le aree di lavoro per cui è ammesso un visto per gli stranieri sono altamente segmentate e richiedono una specializzazione molto particolare.” Io voglio fare il cameriere, lo spazzino o chicchessia… ma tu…come hai fatto??? Che visto hai? Hai cercato lavoro li mentre eri in vacanza?? Scusa il poema! Ciao! =D

  74. Ciao sono una ragazza che studia servizio sociale all’Università di Pisa! Il mio sogno è sempre stato andare a vivere negli Usa e vorrei svolgere la professione di assistente sociale! Questa mattina ho chiamato l’ambasciata statunitense a Roma e mi hanno fatto parlare con un ragazzo che si occupa di queste cose e praticamente mi ha spiegato che è pressoché impossibile riuscire ad andare a lavorare là perché ci sono una serie di regole se non si ha la Green card! Se nessuno mi sponsorizza mentre sono ancora qui non posso lavorare come assistente sociale e se invece vado come studente deve essere solo studente! Per ottenere la Green card poi non ne parliamo! Come posso fare? Grazie

  75. Ciao Stefano, complimenti per l’articolo. Io a Maggio sono stato a New York per 15 giorni perché ho dei miei cari parenti che abitano li, e sin da allora sono rimasto affascinato da tutto ciò che questa fantastica terra a da offrire a differenza della nostra Italia. Io vorrei emigrare li, solo che sono al corrente del fatto che senza Green Card non è abbastanza facile. Ho 20 anni, avrei in mente di partire e magari fare un corso di inglese di poche settimane visto che i costi non sono abbastanza accessibili, e poi magari trovare un lavoro come cameriere per approfondire meglio la lingua. Secondo te avrei opportunità di trovare qualche ristorante disposto ad assumermi? Tu cosa mi consigli per far si che possa avverare questo sogno? Cordiali saluti, attendo risposta!!!

    • Stefano says:

      Se hai parenti lì prova con il visto permanente per familiari, è la tua chance migliore. Anche un permesso di lavoro temporaneo è difficile.

      • Ma sono cugini in secondo grado, il visto permanente per familiari non vale ad esempio solo per fratelli, sorelle ecc.?

        • Perfavore Stefano potrei avere una risposta? Forse sarebbe utile anche ad altre persone che sono interessate a trasferirsi a New York ed hanno parenti li 🙂

          • Non ricordo, guarda sul sito dell’ambasciata. Altrimenti devi seguire la strada normale, ossia matrimonio.

  76. Ok grazie per le risposte. Sapresti comunque suggerirmi una buona d’inglese con costi non troppo eccessivi. Considera che il mio livello d’inglese corrisponde a quello scolastico 🙂

  77. coccinella says:

    ciao Stefano sono capitata per caso nel tuo blog. Esposizione interessante. Vorrei capire come sono considerati gli italiani negli USA e per partire/iniziare quanti soldi ci vogliono (credo che quest’ultimo punto sia molto importante). Inoltre, per trovare quel tipo di lavoro (cameriere/commesso) conviene dall’Italia attraverso siti di lavoro oppure si possono cercare anche nel posto (soldi permettendo)? Un’altra domanda: vige la regola che sopra i 30 le risorse umane valgono meno (come in Italia)?

    Grazie 🙂

    • Gli italiani non sono visti benissimo, e capisco le loro ragioni. Purtroppo devi trovare qualcosa dall’Italia, non puoi cercare lavoro in USA senza una green card o simile.

  78. Alessio Migliorisi says:

    Ciao! Avrei qualche domanda al riguardo dell’esperienza all’estero. Premetto che sono più che disposto ad andare via dall’Italia, che rimpiangere le serate al bar con gli amichetti non è nemmeno concepibile per me, eccetera, insomma, sono seriamente intenzionato. D’altronde, ho già tentato di andare via per lavorare all’estero e rincorrere il sogno di un lavoro con una paga sufficiente ad arrivare a fine mese. La Germania, però, è ostica, non sono riuscito, perché c’è una grossa problematica: perché ti diano una casa in affitto, devi esibire garanzie economiche quali bustepaga o contratti di lavoro, che ovviamente NON PUOI AVERE se non sei residente in Germania, e se non hai la residenza, non puoi lavorare… Insomma, un circolo vizioso difficilmente penetrabile. Quindi, per farla breve, le domande sono: se io oggi partissi per tentare la fortuna, riuscirei a trovare una casa in affitto, pur non lavorando? Gli alberghi sono alquanto cari… Quanto costa l’affitto di un appartamento, per esempio, di 50 metri quadrati (città e/o sobborgo), per fare qualche esempio? Gli americani sono ben disposti ad assumere un italiano che conosca bene l’inglese (fortunatamente, tradurre e studiare lingue è un mio hobby)? Scusa per l’enormità del mio post…

  79. Maurizio says:

    Save a tutti… perdonatemi ma ho letto veramente tantissime cose non corrette in questo forum sull’andare a vivere in USA.
    Premetto che vivo a Tulsa (Oklahoma) da Giugno 2013. Ho passato un anno come affiliate alla George Mason University in Virginia tra il 2011-12. Adesso ho un visto H1-B e lavoro come Postdoc in un ospedale di Tulsa. Chi scrive “trovare lavoro in USA e’ semplice” dice una cosa totalmente NON-CORRETTA (anzi una grande cazzata). Trovare lavoro qui e’ difficilissimo. Non conosco il visto che ti permette di lavorare 6 mesi (sempre con sponsor), ma avere un visto per un lavoro piu’ serio (come il visto H1-B che ho io) e’ difficilissimo. Ho due lauree in FISICA (triennale e master) e un dottorato in scienze e tecnologie dei materiali. In piu’ ho lavorato come assegnista di ricerca per 5 anni e mezzo in un ospedale della mia citta’ in Italia. Per trovare un sponsor in USA e’ difficile. Al datore di lavoro e’ costato (nel mio caso) 2.000 dollari, percio’ prima di spenderli per un Europeo, preferiscono prendere un americano. In piu’ quel tipo di visto e’ soggetto a ‘CAP’. Un limite di 65.000 all’anno (non il mio perche’ e’ stato richiesto da una no-profit). La richiesta del visto inizia il 1 aprile, e in certi anni il 5 aprile e’ gia’ chiusa. Non e’ detto comunque che la petition per il visto venga accettata. Quei tipi di visti oggigiorno vengono rilasciati a gente che ha lauree/PhD in materie scientifiche… Percio’ (lo scrivo chiaro e tondo) una persona che vuole davvero trasferirsi in USA definitivamente e con un lavoro decente (non venitemi a dire che i camerieri guadagnano bene perche’ e’ una FAVOLA), dovete conoscere decentemente l’inglese (anzi l’americano… molti qui non capiscono gli indiani che parlano correttamente l’inglese) e avee un PhD in una materia forte (fisica, ing., chimica ecc..). C’e’ di bello, che qui l’eta’ non conta! Tenete presente che per un lavoro sotto i 40.000 dollari/anno non conviene venire. (L’assicurazione sanitaria se nn e’ pagata dal datore vi porta via anche 1000 dollari/mese per la singola persona). Chi ha lavori tipo idraulico, elettricista, camionista, pizzaiolo ecc. mi spiace ma avete lo 0% di possibilita’ di trovare lavoro, chi ha solo il diploma ha lo 0.1% di trovare lavoro, chi ha lauree non scientifiche (senza il PhD) ha il 5% di trovare lavoro. Per lauree come la mia (fisica + PhD) si ha il 60% di possibilita’ di trovare lavoro. Un’ultima cosa, per rispondere a quelli che vogliono fare un master qui, una universita’ decente (non buona) vi costa circa 30000 dollari/anno. Ho scritto tutto questo solo per essere davvero d’aiuto alle persone che fanno domande sul trovare un lavoro in USA, che e’ un “tantino” piu’ difficile di quello che e’ scritto qui. Comunque se volete avere altre info, potete contattarmi in privato. Fatemi sapere che vi mando l’email.

    • Alessandro says:

      Buongiorno Maurizio,

      Ho una domanda da farti: perchè sei negli Stati Uniti se non è tutto oro quello che luccica??

      • Maurizio says:

        Ciao Alessandro. Io non ho mai detto di non venire negli USA, ho cercato solamente di spiegare che trasferirsi qui non e’ semplice. Anzi e’ molto difficile. Tieni conto che gli USA non sono quelli che ti fanno vedere nei films e telefilms. Io sono tra quelli nati con series americane (ho 38 anni) e sono sempre stato innamorato degli USA. Fino al 2002 facevo il taxista. Mi sono iscritto all’universita’ e lavorando mi sono preso una laurea specialistica in Fisica (in 5 anni). Sono stato 5 anni assegnista di ricerca e mi sono preso pure un dottorato (nel frattempo mi sono pure fatto 1 anno alla GMU in Virginia come Research Scholar). Il mio assegno sarebbe finito a dicembre 2013, probabilmente ne avrei avuto un’altro per altri 2 anni, e poi?? Ho percio’ deciso di provare a venire qui. Sono sincero… non mi dispiace essere qui, ma ti posso assicurare che non e’ davvero tutto ora quello che luccica. Il mio stipendio e’ nella media (non mi posso lamentare) ma: per me e mia moglie pago un’assicurazione sanitaria di 300 dollari al mese (il mio datore di lavoro paga il 90%), altrimenti dovrei pagarne 3000 al mese (ti sembra poco?). Lavoro 40 ore alla settimana (e’ perfetto) ma ho 20 giorni di ferie all’anno… e attenzione… durante le festivita’ annuali (tipo Natale, 4 luglio ecc…) devo utilizzare le mie ferie. Idem se sto male. Se non hai ferie, puoi stare a casa ma non ti pagano (vorrei vedere i nostri amici sindacalisti italiani cosa ne direbbero). Comprati una casa qui in USA. Sinceramente ci sono delle case stupende, ma ti posso assicurare che rimpiangeresti l’ICI e l”IMU (sommate assieme). La casa dove stavo in Virginia (avevo un basement in affitto) aveva circa 7.000 dollari di tasse all’anno… (ahhh… IMU ti amo 😉 ). Pago l’70% di tasse governative (sulle tasse totali) (per cosa, mi chiederai), te lo dico io… per fare la guerra (ti rispondo io). Se vuoi la pensione devi pagartela (altri soldi eliminati dalla tua busta paga). In Italia avevo SKY e con 19.90 euro al mese vedevo molte cose. Qui in USA per avere un abbonamento decente ti ci vuole almeno 69.00 dollari. Idem con i cellulari, qui hanno gli stessi contratti che avevamo noi 10 anni fa (se vuoi text, voice e internet illimitato arrivi a spendere 90 dollari al mese). In Italia ne spendevo 25 con la Wind. Internet a casa…. non ne parliamo… Prova a pagarti le bollette su internet… (tipo la ricarica del cellulare), ci paghi pure le TASSE!!! (es. 25.00 di ricarica, ne paghi 27.60). Mia moglie ha un dottorato e ha lavorato 18 anni nella pubblica amministrazione, e’ qui con un visto derivato (H4) e non ha la possibilita’ di lavorare, pero’ il governo sta pensando bene di regalare la carta verde a 11 milioni (non cento mila… non 1 milione, ma 11 MILIONI) di immigrati illegali (per lo piu’ Messicani). Pero’ non permettono ad una persona che ha un visto di lavorare. Ora pero’ di diro’ anche la cose positive. La qualita’ della vita e’ decisamente meglio di quella italiana. Ci sono dei posti stupendi (da vivere). Avro’ la possibilita’ di fare carriera ed ogni anno avro’ 3000 dollari di aumento sullo stipendio (sempre se non decidiamo di tornare in Italia). Vuoi una torta alle 2 di notte… non problem, vai da Walmart. Guarda… ci sono tantissime cose negative, ma altrettante positive. Logico se speri di vivere in maniera decente facendo il cameriere… scordatelo assolutamente. E sopratutto se pensi di trovare un sponsor avendo solamente un diploma, o avendo fatto 20 anni camionista… scordati anche questo. Comunque posso sempre sbagliare… Io ti sto parlando della mia esperienza personale e di quello che conosco qui. Se hai altro da chiedermi, non ti fare problemi. Un saluto, Maurizio.

        • Anonimo says:

          Ma Maurizio, sei sicuro di vivere li? Negli USA?? Dici cose stranissime…come il costo dell assicurazione sulla malattia…ma che dici?? Il datore paga il 90 % e tu 300 dollari? Ma scherzi o hai 20 figli a carico? Sii piu positivo o torna in Italia e vedrai dove si sta peggio.

          • maurizio says:

            Ciao. Per l’assicurazione in effetti ho sbagliato. Era da poco che avevo inizito a lavorare e nn sapevo bene le cose. Da quello che ho capito il mio datore di lavoro paga il 90% sulla mia assicurazione (dovrei pagare 80$ al mese) ma ne pago 300$ xche’ ho a carico mia moglie. Comunque nn mi interessa piu’ di tanto quanto paga il mio datore….. so solo che pago 300$ x un assicurazione che fa schifo. Ho 2000$ di dedactible (I primi 2000$ all’ospedale li pago io) e varie copay (30$ il medico di famiglia, 40$ lo specialista, 100$ il ps). Se mi mandi la tua email ti giro I documenti dell’assicurazione. Tornare in Italia? Magari…. ci stiamo pensando…. ho una casa che e tre volte questa che ho negli Usa. Mia moglie ha un lavoro fisso, la sanita’ pagata…. scusa una domanda, te dove vivi? Hai mai vissuto in Usa?

          • Stefano says:

            Stai buttando una delle più grandi fortune che ti potrebbero capitare. Te ne pentirai.

          • Questo blog più che dare consigli mi sembra nato per scoraggiare la gente a tentare la fortuna. Ma guardate i telegiornali? Solo la Grecia sta peggio di noi. Io ho i miei parenti in USA, fanno un lavoro normale e stanno benissimo economicamente in confronto a noi. Ma perfavore, quando sono stato li non ho mai sentito nessuno lamentarsi, anzi sanno che in Italia stiamo morendo dalla fame.

          • Maurizio says:

            Ciao Stefano, grazie della tua risposta. Non sei l’unico che mi dice questo, perfino mia moglie 😉 Infatti ho sempre scritto che ci sto pensando a ritornare (ma non dico comunque solo in Italia, ma in Europa in generale), ma da una parte mi dispiace buttare un’ occasione come questa.
            Per Simone: io non voglio scoraggiare nessuno, lo so benissimo che la situazione in Italia e’ quella che e’…. io ho solo cercato di scrivere le mie esperienze personali. Te dici che nessuno in america si e’ mai lamentato… la settimana scorsa ero a DC per un congresso e ho visto dei miei amici (60 enni) pieni di soldi… parole loro mi hanno detto: L’america e’ l’unico paese dove una persona puo’ scegliere se morire di fame o di malattia… Ripeto, parole loro. Fai te. Comunque ripeto se qualcuno vuole provare a venire qui e vuole delle informazioni, io posso dargliele (per quello che posso). Ripeto… non voglio scoraggiare nessuno… Saluti, Maurizio

          • Stefano says:

            Maurizio, è un argomento che interessa a molti, se vuoi scrivere un articolo intero a riguardo te lo pubblico direttamente sul blog. 😉

          • Maurizio says:

            Ciao, potrebbe essere una bella idea. Trovo un po’ di tempo e lo scrivo, cercando di essere anche piu’ ottimista 🙂

          • Stefano says:

            Perfetto, grazie. 🙂

        • Maurizio, evidentemente questi tuoi amici 60enni non hanno mai provato ad abitare in Italia. Qui la gente di quella età, anche se da giovane si è spaccata la schiena a lavorare, è costretta a campare con 500 euro al mese di pensione, e visto che questi soldi se ne vanno tutti a tasse, per procurasi un po’ di cibo devono fare affidamento alla caritas. Non dico che nessuno in America si sia mai lamentato, la crisi li forse c’è più della nostra Europa, ma nello Stato di NY la gente sta molto meglio di noi. Per quanto riguarda il discorso dei camerieri, vedi quanto guadagna un giovane cameriere in Italia e poi vedi a NY quanto guadagna. Conosco gente che con le mance arriva tranquillamente anche a 3000 dollari al mese, e penso che per una persona che viva da sola, solo più che sufficienti se non si è tanto spendaccioni. Se solo avessi la Green Card, oppure qualcuno disposto a farmi un visto, partirei domani in America e sputerei su questo Paese di merda dove la gente è anche diventata cattiva e si sveglia la mattina non con il pensiero di andare a guadagnarsi il pane, ma con il pensiero di come deve fare per fregare il prossimo. Posso anche non avere ragione ma io la penso così, e se abiti li non fare l’errore di ritornare in Italia, perché se hai figli, qui non avrebbero di certo un buon futuro.

          • Maurizio says:

            Ciao Simone,
            quello che intendevo dire con i miei amici e che qui l’assicurazione sanitaria e’ davvero un problema, c’e davvero gente che non mangia perche’ cerca di farsi curare e ti posso assicurare (lavorando in un ospedale) che tanta gente muore perche’ non ha i soldi per curarsi. Comunque ti ringrazio del consiglio. Ti voglio chiedere una cosa perche’ non ti conosco: non hai possibilita’ di richiedere un visto? Hai una laurea o qualcosa di simile? Un’ultima cosa, lo so benissimo che l’Italia sta passando un momento tremendo, ma noi Italiani abbiamo la fortuna di poter vivere e lavorare in Europa senza visto. Perche’ non provi in nord Europa o in Inghilterra?

          • Maurizio, per l’assicurazione hai pienamente ragione per l’assicurazione, non ti posso contraddire, li ti lasciano morire se non paghi, ma speriamo che in futuro si risolva tale problema. Maurizio, grazie per l’interessamento, io ho 20 anni, non ho una laurea o robe simili, ho parenti a NY, Brooklyn (cugini in secondo grado) e ci sono stato a maggio per circa un mese, solo per vacanza. Ho conosciuto diversa gente, Italiani amici dei miei parenti, e tutti mi hanno detto: perché non vieni qui , il lavoro non manca, sappiamo noi come fare per farti rimanere. Io volevo tornare solo che non ero al corrente del fatto che per ottenere un visto è come fare un 13 all’enalotto, quindi non vorrei andare li per lavorare a nero o magari per ritornare dopo poco tempo in Italia, non so se mi spiego, ma ho solo 20 anni ancora. Io vorrei realizzare questo mio sogno, mi è piaciuta molto NY, ed ho potuto constare che li le cose funzionano veramente. A fine mese vorrei partire per Lussemburgo visto che ho un mio amico che lavora li, per cercare li qualcosa. P.S. avevo anche pensato di andare a studiare a NY, solo che ci voglio troppi soldi ed il mio livelli di inglese non mi permetterebbe di affrontare i corsi 🙁

          • Maurizio says:

            Cavoli Simone… sei un ragazzino… 😉
            Senti posso darti un consiglio: prima di tutto a Lussemburgo non sarebbe una cattiva idea. Sicuramente vivi meglio che in Italia. Altrimenti se sei un patito degli USA (come ero io) ti do questo consiglio (logico non e semplice e devi avere pazienza). Inscriviti ad un corso di Laurea in Italia (non costa tanto ed e’ accessibile a tutti), logicamente deve essere in un campo forte (ingegneria, fisica, chimica, informatica). Non medicina, perche’ ti serve una abilitazione per lavorare (qui in USA che dipende da Stato a Stato) e sopratutto con un visto J1 hai poi il vincolo dei 2 anni. Durante la laurea studiati bene l’inglese. Fatto questo puoi tentare con un PhD in Italia, in Europa, in Inghilterra o in USA (quest’ultimo deve pero’ essere ben pagato). Dopodiche’ trovare un visto potrebbe essere anche abbastanza semplice. Sicuramente starai pensando… ma cazzo… non posso aspettare 8-9 anni, io me ne voglio andare via adesso… Io ti rispondo: Sei giovanissimo, hai tutta la vita davanti, fai bene le tue scelte e con tutta calma, e vedrai che avrai un futuro con la F maiuscola. Provare ad andare via ora con un diploma… bene, ma magari poi te potresti pentire. Pensaci a quello che ti ho detto. Te mi hai dato un ottimo consiglio (pensa potrei anche applicare per la Carta Verde a Gennaio, e infatti ci sto pensando). Io te ne ho dato un’altro, che altro non e’ che la strada che ho seguito io. Se hai bisogno… contattami. Maurizio

          • Maurizio, ti ringrazio davvero tanto per il consiglio, ma la strada sarebbe davvero lunga e non posso sapere come andrebbero a finire le cose tra 8-9, può succedere davvero di tutto in un periodo di tempo così, senza la certezza una volta ottenuta la laurea, di avere subito un visto per poter lavorare negli USA senza problemi. Sono nella più totale confusione, e solo il periodo di dover stare altri 8-9 anni in questo Paese, mi fa venire i brividi. Nella vita ci vuole anche fortuna, e magari noi non lo sappiamo, ma c’è gente che lavora e guadagna bene negli USA anche senza una laurea. Alla mia condizione attuale non ti nemmeno chiedo consigli perché so che è davvero impossibile venire a lavorare li, a meno che non mi sposassi per avere la Green Card. Per quanto riguarda il Lussemburgo, si sta molto meglio dell’Italia, figurati che è il Paese che in Europa ha gli stipendi più alti, anche se il costo della vita è un pochino elevato. Anche li non sono sicuro di poter trovare subito un lavoro, perché c’è molta concorrenza. Altrimenti sai cosa avevo pensato, di andare in Australia per 2 anni con il visto che rilascia il governo (Working Holiday Visa).
            P.S. lasciami la tua email se puoi, mi farebbe tanto piacere 🙂

          • Maurizio says:

            Ciao, la mia email e’:
            maurizio.bergamino@gmail.com

  80. Vorrei trasferirmi in US dove 3 anni di Shanghai e sono con moglie e figlie a carico. Ho esperienza come responsabile cucina e gestione ristorante.
    Che possibilita’ ho di trovare un lavoro in US?
    Come faccio ad avere un contratto prima e venire li non con visto turistico ma visto di lavoro e poi fare il visto di ricongiungimento per la famiglia?
    Se volessi investire per aprire una caffetteria o qualcosa di ristorazione potrei avere un visto di lavoro? c’e’ un minimo per gli investimenti? esiste un sito internet per valutare opportunita’ di investimenti commerciali?
    Grazie

  81. volevo chiederti come hai fatto con i documenti ?

    • Maurizio says:

      Ciao, se vuoi posso aiutarti io, ma devi dirmi cosa vorresti fare in US. Ci sono diverse possibilita’ di visto.

      • in realtà vorrei andare prima a Londra e poi farò un viaggio negli stati uniti fra 4 mesi. Sai qualcosa anche per quanto riguarda Londra ? vivo in italia da 6 anni cittadina non ue (percio mi servirebbe un visto lavoro x UK).
        cosa bisogna fare, cosa serve ecc.

        • Maurizio says:

          Ciao CRY, mi spiace ma per cittadini non-UE non sparei cosa dirti per Londra. Per gli Italiani e’ banale perche’ puoi andare a Londra con la carta di identita’, percio’ senza visto, e in US per turismo senza visto (devi solo compilare l’ESTA su una pagina internet e pagare mi sembra 15 dollari (quando lo facevo io era gratuito)). Secondo me ti conviene chiamare il consolato o l’ambasciata Inglese e chiedere informazioni sul visto di lavoro per Londra. Per gli US e’ piu’ complicato perche’ non puoi telefonare. In quel caso ti conviene chiamare il tuo consolato in Italia.

          • Alessandro Terni says:

            Ciao maurizio. Sono appena arrivato su questo blog. Devo dire che un po’ mi spaventa.
            Io sono laureato alla Nottingham Trent University , ho frequentato il terzo anno dell’università negli USA a Milwaukee, ho un Master preso a Milano e esperienze lavorative abbastanza interessanti. la cosa negativa è che il mio attuale ruolo è di sales and marketing, cosa che negli USA fanno e sanno in molti.
            Il mio inglese è un C1 ( Cambridge Esol exam) .
            Sono mesi che sto tentando di ritornare negli USA ma non trovo il verso di farlo.
            Molto spesso ti dicono che non offrono sponsor per un H1B Visa.
            Secondo te come devo fare? sto inviando continuamente CV tramite Career jet sia in USA che Canada, per lavori che abbiano a che fare con la lingua Italiana in modo da fare una gran scrematura.
            Hai qualche consiglio da darmi?

          • Maurizio says:

            Ciao Alessandro. Mi sembra di capire che hai comunque le carte in regola per provare a venire negli US. Logico… trovare un visto H1B e’ difficile. A me e’ andata bene (mia moglie non e’ comunque d’accordo con me, perche’ se avevo un visto J1, e lei J2, poteva lavorare), comunque con un H1B sei sulla strada per ottenere poi una Green Card. Non conosco il tuo campo, ma avendo fatto l’universita’ alla Nottingham Trent University e un anno in US, non dovresti avere problemi con l’inglese e con il CV. La trafila per un visto H1B e’ lunga e complicata. Ci sono attualmente 65.000 visti/anno di quel tipo per laureati non US, infatti questo tipo di visto e’ limitato (CAP). Le petizioni del datore di lavoro sono accettate dal 1 aprile di ogni anno, ci vuole circa 90 giorni per sapere se la tua petizione e’ accettata oppure no, se viene accettata, dal 1 Ottobre puoi iniziare la trafila del visto. Percio’ se trovi qualcuno adesso, potresti iniziare il lavoro a Gennaio 2015. Oltretutto il visto e’ costoso (c.a. 1000 dollari che arrivano a 2000 se l’azienda chiede la procedura veloce – 15 gg e non 90). Se trovi delle aziende no-profit, come l’ospedale dove lavoro io, non hai il problema del CAP, e in 2-3 mesi potresti iniziare il lavoro. Il fatto che un’azienda prima di imbarcarsi in avvocati, 8-9 mesi di lavoro e spendere 1000 e passa dollari… ci pensa. Comunque tieni presente che qui se sei in davvero in gamba (con un buon CV) ti prendono. Potresti invece provare a cercare un visto J1. Non ci sono universita’ in cui puoi cercare lavoro? Potresti anche pensare ad un PhD (pagato logicamente). Fammi un favore… descrivimi meglio che tipo d lavoro potresti/vorresti fare qui, magari riesco a darti altre info ;). Saluti, Maurizio

  82. Alessandro says:

    Ciao maurizio.
    Grazie innanzitutto per la risposta.
    Io attualmente sono in Italia a dimenarmi fra lavori da 500 euro fino a tirocini non pagati. Figurati che soddisfazione.
    Se hai una email privata posso descriverti meglio il mio lavoro e magari quello che potrei/vorrei fare.
    ti lascio la mia email : crisostomia@gmail.com

  83. Potete trovare tante storie di italiani che ce l’hanno fatta leggendo qui:
    http://espatriatipercaso.com/esperienze-all-estero

  84. Ciao ragazzi, qualcuno sa come andare in USA per un anno tramite gli scambi di intercultura?

  85. Il titolo è “come ho travato lavoro negli Stati Uniti”. Peccato però che nel testo non fai un minimo riferimento alla tua esperienza, in maniera più tecnica e dettagliata. Ciò che dici è giustissimo, e credo solo chi ha avuto esperienze all’estero può capire, l’Erasmus in particolar modo di apre la mente.
    Queste però sono le premesse, senza le quali non vai da nessuna parte. Poi viene la parte più tosta, ovvero entrare in uno dei paesi più “blindati” per quanto riguarda l’immigrazione. Ho dovuto scorrere svariati commenti per capire che hai (o avevi) preso un visto Q-1, grazie ad una sponsorizzazione di scambieuropei (?) della quale però spesso scrivi “ma non sto qui a raccontare”.
    Ecco, questo sì che sarebbe un punto interessante da raccontare.

    Ps. ho scoperto ora il tuo sito, immagino che parli tutt’altro, ma da un titolo così ci si aspetta qualcosa di più concreto.

  86. Ma che sopracciglia enormi hai??? :O

  87. Ciao Stefano, bello il tuo blog, davvero interessante la tua esperienza
    La mia: ho lavorato 5 anni in giro per il globo per una multinazionale francese di villaggi turistici (settore golf), poi sono rientrata fissa in Italia per lavorare ancora nel mondo del golf, ho fatto diversi corsi di management sportivo (golf ancora) e ora sto lavorando in questo appunto. Non ho problemi di lingue
    come va il golf dalle tue parti? come potrei muovermi?
    grazie e buona giornata

  88. Ciao Stefano, sono Marco, ho 28 anni (sottolineo 28), ho già “collezionato” diverse esperienze di lavoro all’estero e, ora, sono stato preso per lo stesso progetto che stai facendo tu all’Epcot. Partenza prevista aprile prossimo.
    Ciononostante ho i miei forti dubbi sulla partenza. Vale la pena? le spese sono molte, guadagnerò abbastanza da mettere da parte qualcosina? E soprattutto, non sarò mica troppo vecchio per fare (di nuovo) un’altra esperienza del genere? Insomma le solite cose. Vorrei sapere tu quanti anni hai, pensi che l’esperienza sia stata (oltre che utile umanamente) professionalmente remunerativa? E, ammesso ciò, pensi ti aprirà una strada per un futuro professionale? Insomma resta pur sempre una “semplice” (per quanto rispettabile) esperienza da cameriere.
    Grazie in anticipo e buon lavoro!

    • Cavolo se vale la pena, ti diverti un mondo! E fidati che guadagni non tanti, ma tantissimi soldi. roba che in Italia non esiste niente del genere. Le spese che hai per la partenza, volo compreso, te le rifai in un mese di lavoro.

      • Per l’appunto, io parlo al di là del divertimento. Ho già fatto un’esperienza simile partendo da solo per il Canada lo scorso anno. Ma alla fin fine, so che non ci sono possibilità di rimanere. So che le possibilità di essere assunti dalla Disney in qualunque altro posto è bassissima. E so anche, leggendo su svariati blog, che come ambiente di lavoro, non è il massimo. Insomma, guardando più in PROSPETTIVA la cosa, temo non sia così “fruttuosa” a livello professionale. Per quanto riguarda quello umano e di puro divertimento, ovviamente, ne sono più che convinto, ma ora ho bisogno di altre priorità.
        Tornando all’aspetto economico, avendo appunto un’altra esperienza in Canada, ho fatto due calcoli e i guadagni mi sembrano veramente minimi (tenendo conto anche delle “tips”)… ma magari mi sbaglio! Potresti darmi qualche cifra, per vedere se mi tornano i calcoli? Non parlo solo di volo, ma c’è un affitto da pagare, l’assicurazione medica non è uno scherzo negli States ecc ecc…
        Grazie ancora!

        • Lavorare in USA per una multinazionale come Disney è una bella botta sul CV, certo se scrivi “ho fatto un anno da cameriere” non ci cavi molto… Devi saperla valorizzare, e lì è compito tuo.

          Ambiente buono, non è un sogno ma in fondo ci si diverte. Dipende da come la vivi, io mi sono trovato bene, anche perché si è tutti insieme nel dormitori.

          Lo stipendio va da 2000 ai 4000 dollari, 500 di affitto e 50 di assicurazione. Il resto te lo tieni in tasca tu. Tasse 10% di cui ti ridanno il 70% a gennaio.

          • Sì, saperla “valorizzare”, diciamo pure così… ma, appunto, andando al sodo, quello è. Come pensi di poter “enfatizzare” questa esperienza in un altro campo che non sia la ristorazione? Per carità, magari qualche sprovveduto potrà pure “cascarci”, ma non tutti sono nati ieri…
            Scusa se insisto ancora, ma quanti anni hai? Meno di 28, giusto? Al tuo ritorno (se sei rientrato in Italia), posso chiedere cosa hai fatto/cosa stai facendo?

            Magari le regole sono cambiate, ma a me pare che le spese siano un pochettino più alte: solo l’assicurazione è 30 dollari circa alla settimana (non al mese). Più circa 600 (e non 500) dollari al mese per l’affitto. Inoltre la mia dovrebbe essere una posizione da barman, quindi (temo) che le mie tips saranno piuttosto basse, rispetto a chi starà in sala…

            Scusa se insisto, ma sono piuttosto scettico su questa opportunità a livello professionale/curriculare e sinceramente, al momento, sulla carta non vedo neppure grossi guadagni economici…
            Che poi sia un’esperienza all’estero eccezionale non lo metto in dubbio, chiaro!
            Comunque grazie mille per le risposte!

    • Ciao Marco, io ti consiglierei di andare, ne vale sicuramente la pena e vivi un’esperienza nuova. Come hai fatto ad essere stato selezionato? Parli bene l’inglese? Cosa sai fare? Ciao, e grazie in anticipo.
      Scusa per tutte le domande ma vorrei partecipare anche io alle prossime selezioni

      • Se non avessi una ragazza (che già mi ha permesso di andare a lavorare fuori negli anni passati, ma che ora non vorrei esasperare) e soprattutto non avessi un’altra opportunità di lavoro alle porte, non ci penserei troppo su! L’unico punto è che l’opportunità che ho qui, non è pagata decentemente bene, ma, pensando al futuro, forse è quella più sicura…
        Parlo molto bene inglese, perché avevo fatto anche altre esperienze all’estero. Sul cosa so fare, non so che dire… diciamo tutto e forse niente! ahahahah.
        Comunque, da quello che ho capito dalle selezioni, la cosa fondamentale è che tu sappia parlare decentemente bene in inglese e ti sappia presentare bene (ottimista, positivo, grintoso, ecc ecc). In bocca al lupo Simone!

        • Ma fanno un esame per verificare la conoscenza della lingua? Visto che tu hai partecipato alle selezioni, sapresti dirmi più o meno come funziona? Grazie mille Marco 🙂
          Diciamo che attualmente il mio livello di inglese è un intermendio B1 ma spero di migliorare

          • Sì, quando ti contatteranno (se ti contatteranno) ti faranno il colloquio interamente in lingua inglese, prima via Skype e poi alle selezioni di persona.

          • Ok, ma più o meno un livello intermedio di inglese basta? Scusa per le troppe domande Marco 🙂

  89. sì, diciamo che un B2, più che un B1, sia perfetto per loro!

  90. Gianluca says:

    Salve, tu specifichi che non sei uno dei “genietti” laureati con 110 e lode che chiamano al volo da tutto il mondo stendendogli un tappetino rosso…
    Bene, ti illustro brevemente la mia situazione: ormai ho compiuto 40 anni, la mia ditta ha chiuso 5 anni fa lasciandomi in strada.
    In questi 5 anni sono andato avanti “zoppicando” da un lavoretto all’altro, ma ormai “Rien ne va plus”: e’ da piu di 1 anno che non lavoro, e sono piu che determinato a trasferirmi all’estero, sto gia facendo un corso d’inglese, tuttavia leggendo spesso su internet apprendo la situazione lavorativa in Europa non sembra essere comunque rosea, non v’e’ dubbio che le piazze migliori sembrano essere quelle oltre oceano; ma a quel punto si pone il problema del visto lavorativo (o del permesso di lavoro che non sposta di una virgola il discorso), sembra che non sia possibile ottenerlo senza una specializzazione, ma le mie competenze sono di metalmeccanico e magazziniere…
    Mi sento in un vicolo cieco per cui se qualcuno volesse darmi qualche input sarebbe ben accetto.
    Grazie a tutti per la vostra attenzione.

    • Maurizio says:

      Ciao Gianluca, non so se stai parlando che me, comunque se cosi’ fosse mi fa piacere dirti che non sono un “genietto” con 110 e lode (mi sono laureato con 101). Nessuno mi ha mai steso un tappeto rosso (per trovare lavoro in USA ho mandato un centinaio di emails, e qui mi hanno preso perche’ cercavano da 2 anni uno che sapesse fare determinate cose, che fortunatamente io so fare). Pensa che ho iniziato a fare il taxista nel 1997. Nel 2002 mi sono iscritto all’Universita’ e mi sono preso una triennale in Fisica e una Specialistica in Fisica in 5 anni… lavorando. Non sono percio’ un genio, ma ti posso dire che per 10 anni mi sono fatto un “culo tanto” per migliorare la mia situazione. Ti scrivo solo questo non perche’ mi sono offeso, ma solo perche’ mi fa piacere farti sapere, e non solo a te, che chiunque puo’ con costanza ed impegno arrivare a certi traguardi. Anzi… ho scoperto che con il mio CV posso applicare per la Carta Verde (tramite auto-sponsor) anche se costa una cifra… Io posso darti info solo su US. Il problema qui non e’ l’eta’. Conosco gente che e’ andata in pensione a 55 anni, si rompeva le palle ed e’ ritornata al lavoro nella stessa azienda dopo un paio di anni. Il tuo problema qui sono le tue competenze. In US ci sono tantissime persone americane che sanno fare il tuo lavoro. Un datore di lavoro non spenderebbe mai 2000 dollari (con il rischio di perderli se la tua petition non e’ approvata), aspettare 8-10 mesi per prendere un italiano a lavorare con le tue competenze. Purtroppo questo e’ il sistema americano, non e’ colpa mia. Mia moglie, ha 2 lauree e un PhD in scienze politiche, ma nessuno qui e’ disposto a fargli un visto (infatti l’unico modo di farla lavorare e’ applicare (anzi comprare) la carta verde). Io fossi in te, se davvero vuoi lasciare l’Italia, proverei in Nord Europa o Inghilterra. Se hai bisogno di altre cose, sempre se posso esserti d’aiuto, fammelo sapere. Maurizio

      • Gianluca says:

        Ciao Maurizio, nel caso il mio messaggio era rivolto a Stefano; e comunque non era mia intenzione far passare battutine ironiche; al contrario ero contento che a differenza di altri blog e miglia di articoli chi parlasse non era uno dei sovradotati (dicevo “genietti” solo per semplicita’) contro cui io non ho assolutamente niente, anzi e’ gente che altrove sarebbe valorizzata come una preziosa risorsa e che solo in un paese di merda come questo continua a essere presa a calci nel culo, hanno ben piu’ motivi di me per essere incazzati; tuttavia hanno, logicamente, situazioni e obbiettivi talmente diversi dai miei che difficilmente la loro esperienza potrebbe essermi d’aiuto; non e’ neanche il caso tuo che qualche consiglio me lo hai dato e te ne ringrazio.
        Tutto quello che sto cercando di fare e’ di raccogliere piu’ informazioni possibili onde evitare l’ennesimo flop, visto che in questi ultimi anni ne ho collezionati decisamente troppi!
        Grazie ancora.Gianluca

    • Ciao Gianluca. In Europa, anche se non sono ricchi come negli USA, stiamo parlando comunque di situazioni anni luce migliori che in Italia.

  91. ciao stefano,
    complimenti per il blog, io sono un ragazzo di 28 anni.
    Da poco lavaro a miami per una signora come tuttofare per i suoi negozi, sono come turista, come posso mettermi in regola, come hai fatto tu?
    grazie

    • Stefano says:

      Devi farti fare le carte dal datore di lavoro, ma è un processo lungo e costoso, per i “tuttofare” difficile.

      Di sicuro diventa impossibile se ti arrestano, che fidati è una questione di tempo. Allora puoi dire addio a qualsiasi permesso.

  92. Ciao Stefano ,ho trovato il tuo blog per caso lo letto e’ mi e’ piaciuto tanto da chiederti dei consigli,sono un ragazzo di 31 anni sono dissoccupata da parecchi mesi e da 4 anni sto vivendo l’inferno da quando ho perso il mio posto di lavoro fisso dopo 6 anni di devozione, ho molti problemi ed sto cercando lavoro a l’estero e da mesi che faccio ricerche su internet ho fatto domande ma fino ad oggi niente.Premeso che io non ho ne una laurea,ne un diploma e non parlo inglese (lo capisco ma non riesco a esprimermi verbalmente)cmq un po mi arrangio con la lingua.cmq sto cercando lavoro sia in europa che negli stati uniti ed e’ per gli stati uniti che ti scrivo perche’ non so da dove cominciare,ho mandato diversi cv ad alberghi e’ ristoranti ed loro per tutta risposta mi hanno inviato un email dicendomi che mi prendevano e’ che dovevo mandargli tutti i documenti per email passaporto ecc……..che averebero iniziato i miei documenti io per timore non ho mai mandato niente a nessuno perche non mi fidavo secondo te sono attendibili queste proposte o sono persone che ne approfitano con false proposte di lavoro?cmq io ho fatto diversi lavori dall’agricoltura alla fabbrica ,il cameriere ,l’apprendista un po di tutto ho parecchie esperienze ma non parlo l’inglese ed non ho un titolo di studio che speranze potrei avere li negli stati uniti?sono abbastanza sveglio ed imparo tutto in fretta.cmq un mio amico a fine anno andra e vivere negli stati uniti perche la moglie e’ americana e vuole stare li e mi ha offerto di andare con lui,premeso che io ho bisogno adesso di lavorare non posso stare ad attendere il mio amico anche se ha buone intenzioni e poi non vorrei essere un peso per lui.molti mi hanno detto di andare adesso con il visto turistico ma ho letto che in america e’ illegale cercare lavoro ed lavorare col visto turistico cosa mi consigli?spero che mi puoi risp e darmi qualche buon consiglio grazie fabio

  93. vvvv

  94. Se non sapete le cose nn parlate, voi potete studiare anke tutta la vita ma l’america è un’altra cosa… quando ero a miami a lavorare come cameriere gli stipendi cambiano in base alla stagione se è busy o meno, xke tutto dipende dalle mance e cmq si parla di un guadagno complessivo tra i 5000$ e i 15000$ al mese, fate voi i calcoli!!! vai studiate bravi ke nessun laureato neanke in italia mi ha mai levato il posto di lavoro!! la cultura si fa da sè e poi beh… ci vanno i cojoni!!!!

  95. Ciao Stefano!!

    mi sono scaricato il tuo manuale su come fare un curriculum da paura e trovare lavoro subito in tempo di crisi.
    Non ho mai lavorato in vita mia, e da 6 anni sto passando una situazione difficile,nel senso che mi viene difficile ”creare” qualcosa invece che assimilare.Ho provato psicologi e psichiatri,ma so di non avere nulla, e l’ho sempre saputo.Voglio veramente cambiare la mia vita e realizzare i miei sogni che sono tanti. Ho un progetto in mente : voglio andare in Brasile per la coppa del mondo,e poi farmi un mese in argentina,la terra dove sono nato. Per questo mi servono soldi e ho pensato di andare in australia a lavorare nelle miniere. In compenso a non avere esperienza,ho forza fisica, e faccio molto sport,per cui posso compensare,e il mio inglese è ottimo.
    cosi sto pensando di fare il visto andarci e trovare sto benedetto lavoro.
    Il fatto è che ho letto migliaia di siti dove giovani della mia eta,23 anni,sono andati e sono subito ritornati dopo un mese delusi senza aver trovato lavoro nelle miniere.
    Io non ho paura di buttarmi e voglio tentare,ma non ho un metodo.Non so come fare a trovare un lavoro nelle miniere senza esperienza,anche se non è impossibile,ci sono infatti alcune società di lavoro che ti allenano lì e ti fanno fare dei corsi.
    Mi puoi dare qualche dritta?

    ciao e grazie di cuore

    Gianni

  96. Ciao Alessandro,
    ho letto il tuo articolo e sono molto interessato a vivere e lavorare negli Stati Uniti. Ho una laurea breve in Lingue e Culture Europee e ho una buona conoscenza dell’inglese (anche se andrebbe un attimo rispolverato) e del francese. Ho 27 anni e credo che sia il momento giusto per fare il grande salto. Negli ultimi anni ho lavorato per un’azienda edile, impiegato tecnico-commerciale diciamo. Negli Usa ho un amico che lavora regolarmente per un’azienda italiana quindi avrei anche un buon “appoggio” per iniziare. Il problema è solo uno: come fare a trovare un lavoro dall’Italia in modo da ottenere un visto per poter lavorare. Sulla tipologia di lavoro sono molto flessibile perchè credo che la qualità della vita da quelle parti sia superiore a prescindere. Faccio però fatica a trovare dei contatti diretti per potermi proporre. Potresti darmi due dritte?

  97. Ciao Stefano,volevo porti la mia situazione per un possibile tuo punto di vista.Premetto che ho avuto qualche esperienza lavorativa in Europa e per la precisione in varie parti della Spagna dal nord al sud…ora mi trovo a dover decidere se accettare o meno una proposta di lavoro in America nel senso che tra le varie domande mi hanno risposto positivamente a una domanda che ho fatto in Colorado.In poche parole ora sò la mansione che andrò a svolgere,più annessi extra che mi spetterebbero.Visto che il lavoro è all’interno di una propietà privata di un Procuratore,loro mi hanno chiesto i vari documenti in modo da poter procedere con i visti tramite l’ambasciata in modo celere.Ora onestamente non sò cosa fare??Secondo tè come posso fare per avere una sicurezza di tutto ciò??Più che altro se io posso chiedergli qualcosa di preciso in modo da vedere la reale serietà di questi ultimi.Premetto che la proposta l’ho trovata su un sito di offerte di lavoro.Spero che tu possa darmi qualche spunto…Ti ringrazio in anticipo Alessio 😉

  98. Anonimo says:

    Ciao,ho 34 anni e lavoro come operaio in Italia in una multinazionale che produce imballaggi,precisamente ad Asti (piccola cittadina nel Piemonte).Girando su internet ho trovato una sede della ditta in California,che cerca personale con le mie qualifiche (addetto a linea prodotto finito) premetto che lavoro da 14 anni su questa macchina e per il “gruppo”. Anch’io parlo solo italiano e francese…..e poi la mia ragazza devo lasciarla in Italia ?!? Ti prego dammi consigli su come muovermi burocraticamente (permessi,visti)

    • Anonimo says:

      Quindi ?????????

      • Maurizio says:

        Ciao Anonimo. Perdonami ti faccio una domanda: te sei una ditta Californiana. Ora… assumeresti una persona dall’altra parte del mondo come operaio, spendendo 2000 Dollari per il visto, aspettando circa 8-9 mesi per il visto, e che oltretutto non parla la tua lingua? Un’altra cosa: richieste di visti lavorativi H1 non vengono rilasciati per lavori di quel tipo, e oltretutto l’inizio delle richieste era il 1 Aprile. Probabilmente per quest’anno e’ gia’ stata raggiunta la quota dei 65.000. Un saluto.

      • Anonimo says:

        Mi spiego meglio,vorrei andare a vivere e lavorare in California e questo mi sembra un buon trampolino di lancio…..un lavoro che già sò fare e per una ditta che già conosco; ma ho dei dubbi e perplessità:
        -costo dei voli e degli affitti
        -la fidanzata( ingegnere edile disoccupata) troverà mai un’impiego? se ho un visto o greencard ( magari) lei può entrare con me ?
        -ci sono leggi che tutelano chi si trasferisce per lavoro?
        ma sopratutto quale tipo di permesso è possibile ottenere dimostrando che sono 14 anni che lavoro per questa ditta?
        Ho girato abbastanza l’Europa e devo dire che mi và piccola proprio come la mia città. La mia ragazza ha vissuto 1 anno in Canada con Erasmus quindi lei mi è di fondametale aiuto specialmente con la lingua.Vi ringrazio anticipatamente per i consigli e non che riuscite a darmi…..più informazioni riesco a raccogliere,più il mio sogno si fà reltà….Grazie e a presto !!!! Andrea

        • Maurizio says:

          Ciao Andrea.
          Allora rispondo alle tue domande:
          1) Il volo ti costa circa sui 1000 euro A/R a persona se lo prendi con buon anticipo. Comunque puoi andare a vedere su Google Flight. Gli affitti dipende cosa cerchi. Mettiamo 1 camera, 1 bagno e cucina in un appartamento. In california potresti anche pagare 1500$ al mese.
          2) La tua fidanzata non puo’ venire con te. Solo come turista per 3 mesi. Se sei sposato invece lei avrebbe un visto derivato dal tuo. Se hai un visto lavorativo H1, lei avrebbe un H4 e nn potrebbe lavorare.
          Nota dolente. La Green Card te la puoi scordare in assoluto. Puoi richiedere un visto (che secondo me) nessuno ti dara’ mai a causa delle tue competenze. Per l’Italia esistono solo visti H1, che sono per persone con determinate abilita’ (tipo professori, ricercatori, modelle, sportivi, ecc….). I visti H2 (mi sembra), che vanno bene per altri lavori, alle persone italiane non vengono dati.
          4)No
          5)Nessun permesso. Nessuna ditta americana pagherebbe un visto per un operaio con il rischio di vederselo bocciato dal governo. Tieni presente che in California ci sono parecchi messicani che fanno anche quel tipo di lavoro.
          Saluti

          • Anonimo says:

            Grazie mille sei stato abbastanza chiaro.Dovrò muovermi diversamente per superare i livelli burocratici,ma non rinuncerò mai al sogno californiano!!!!! GRAZIE ancora e Saluti a te 😉

          • Anonimo says:

            L’H1 può essere concesso se si ha una qualifica da ing. edile con specializzazione sicurezza cantieristica ? In tal caso và avanti lei e io la sposo….e il gioco è fatto. Salutoni

    • Stefano says:

      Ciao, prova a contattare direttamente loro e vedi cosa ti dicono.

  99. Maurizio says:

    In teoria lei potrebbe cercare lavoro ed avere un visto H1B. Ti faccio prero’ presente una cosa: io lavoro qui con un visto H1B. Mia moglie ha un visto H4 e non puo’ lavorare (ha due lauree il Scienze Politiche e un Dottorato). Aveva trovato 2 lavori ma nessuno ha voluto cambiarle il visto. Quindi in teoria puo’ cercare lavoro (come lo puoi cercare te…), ma la cosa non e’ semplice. Come ti ho gia’ scritto, probabilmente per quest’anno hanno gia’ esaurito i Visti H1. Percio’ dovrete aspettare il 1 aprile 2015. Se la vostra petizione viene accettata ci vorra’ ancora un anno (2016). Comunque iniziate a cercare. Quello che posso solo dirvi e’ “in bocca al lupo”. Un’ultima cosa… sotto i 50.000$ anno in California non ci vivi…

  100. ciao prima di tutto vorrei scusarmi per l’italiano!!! allora o trovato lavoro qui nel stati uniti mio datore di lavoro vuoi aiutarmi a regularizarmi cosa posso fare? dove posso iniciare? è possibile fare qualcosa sensa dovere tornare in in italia?

  101. Ragazzi io ho 21 anni e sinceramente mi sono rotto della situazione presente nel nostro Paese. Ho i parenti a NY ed avrei deciso di andare a studiare li in uno dei cosiddetti Community College. Non parlo l’inglese, ma ho letto in giro che le scuole prima di farti iniziare i corsi ti fanno degli insegnamenti apposta per la lingua. Sapete spiegarmi meglio come funziona? Inoltre frequentando un community college negli USA posso poi lavorare senza problemi una volta presa la laurea, oppure rischio di buttare solo soldi?
    Vi prego aiutatemi! Vi ringrazio in anticipo…

    • Anonimo says:

      PEr iscriverti ad un community college devi essere residente. Non puoi iscriverti solo perché hai parenti a NY.

      • Sei sicuro di quello che dici? A me non sembra che è come dici tu perché sono college apposta per gli studenti internazionali 🙂

        • Francesca says:

          Sono sicura, vivo a San Diego da 6 anni, e il sistema dei community college non è per studenti internazionali, ma per studenti che sono residenti del county in cui è il college, e hanno tariffe molto più basse dei college “normali”, perché i residenti pagano le tasse nel county, per cui hanno diritto ad iscriversi ai community colleges.
          Detto questo, il termine community college è vago, e il sistema cambia da stato a stato. Per gli internazionali non ci sono college apposta, uno si iscrive semplicemente al college che più gli piace, e che ha la tariffa che riesce a pagare.

          • E se a me piace il community college anche per i costi ridotti, posso iscrivermi ad uno dei tanti presenti nello stato di NY?

          • Francesca says:

            Ti puoi iscrivere ad un qualsiasi college che non sia pubblico, e che richieda la residenza. Tieni presente che il costo di un college normale varia da 15 mila a 40 mila dollari l’anno, a seconda dello stato, e del college (cioè non credo te la possa cavare con meno di 15 mila dollari l’anno). Per frequentare, hai bisogno di un visto da studente, tipo B1, che devi rinnovare ogni anno (o ogni 6 mesi, non sono sicura), che devi richiedere (e pagare) all’ambasciata, avendo i papiri del college che dice che sei accettato.

          • Francesca says:

            Scusa, volevo dire “che non sia pubblico e che dunque NON richieda la residenza” – mi è scappato un “non”

          • Maurizio says:

            Io vivo in Oklahoma. Ti puoi scrivere ai community colleges anche se non sei residente. Se pero’ sei residente paghi 1/3 delle tasse. Per essere residente devi aver pagato almeno per un anno le tasse nel tuo Stato.

          • Francesca says:

            Ecco, dipende da stato a stato – se puoi pagare il 100% delle tasse (e non 1/3 come i residenti), magari quella è una buona soluzione. Credo che sia comunque meno caro che pagare il 100% delle tasse di un college “normale”. Qui in California i community college non hanno tutto il corso di laurea, però: puoi fare i primi 2 anni, per alcune discipline 3, non credo che uno possa fare i 4 anni come ad un UCSD, per esempio. Non so a NY come funzioni: se hai parenti là, fai prima a chiedere a loro che si informino al community college, per vedere che regole hanno, e che corsi di laurea.

          • Maurizio says:

            Beh… logico che dal punto di vista del degree e’ meglio un college normale

  102. Claudia says:

    Ciao, ottimo articolo! Curiosità, come si chiama il visto per sei mesi per lavoro?
    Sto pensando di andare nello stato di NY o nel NJ avendo parenti lì per lavoro ma mi pare un po’ difficile quindi sto optando per un community college.
    In attesa di una tua risposta ti ringrazio anticipatamente.

  103. Giovanni says:

    Ciao Stefano sono un ragazzo di 29 anni e da mesi che provo a guardare per andare a lavorare in America e due anni che cerco lavoro in Italia ma nulla da fare o anche consultato il sito che hai messo nella tua descrizione per come fare ma nulla non trovo nulla hai un altro metodo o dirmi se qui in italia ci sono agenzie che ti aiutano o persone grazie Giovanni

  104. Domenico says:

    Sogno di vivere negli Usa sin da piccolo..ho letto tutti i commenti e non ho cambiato idea…ma come si fa con il visto?

  105. Claudia says:

    Ciao,io a fine settembre andrò a stare ad Orlando per circa 3 mesi,qui in Italia non ho molto da fare quindi ho deciso di fare la valigia e partire,ti vorrei chiedere però una cosa,mi sai dare qualche dritta o proprio una vera informazione per quanto riguarda corsi di inglese li ad orlando? So che li fanno anche gratuiti (non ricordo bene se in qualche chiesa) ma dato che verrò li senza molti soldi non vorrei spenderli per un corso,vorrei semplicemente fare un “mini corso di inglese” oltre a viverlo direttamente stando in loco,io sono di livello base quindi non ho esattamente una proprietà di linguaggio mettici pure un pó di timidezza e poca sfrontatezza nel parlare una lingua che non sia la mia…per questo,visto che abiti li,ti chiedo se sai darmi qualche informazione in più … Ad Orlando saró ospite ma voglio dare meno disturbo possibile. grazie in anticipo per la risposta.

    • Stefano says:

      Il modo migliore e più economico per imparare l’inglese negli Stati Uniti è uscire di casa e parlare con la gente del posto, non ti serve altro. 😉

      • ciao stefano, io vivo a brooklyn da un’anno mi piacerebbe parlarti, se vuoi mi trovi su facebook : fragapane giuseppe

  106. ciao stefano sono una cittadina usa ,ho vissuto la maggior parte della mia vita in italia ma ho sempre mantenuto la mia cittadinanza.tra un po’ faro’ il grande passo di rientrare negli stati uniti con tutta la famiglia (aspetto che ci rilasciano la green card x i miei figli ) ho soldi a sufficienza x vivere per un po’ fino a che non riusciamo a trovare lavoro.sono preoccupata e spero di non stravolgere tutta la nostra vita con questa scelta.ho paura che i miei ragazzi e io non troviamo lavoro e la cosa mi fa un po paura.in giro si dice che c e crisi e la cosa mi angoscia.il nostro inglese e ottimo io l ho mantenuto al meglio:) i ragazzi sono diplomati ma non laureati ma hanno una gran voglia di cambiamento.da premettere che a differenza di altri noi qui lavoriamo e non andiamo via xche non siamo riusciti a realizzarci,ma solo per l amore della mia bella patria che faccio questo passo .spero di non sbagliare 🙂 complimenti x l articolo e spero che tutto vada bene .grazie x avermi ascoltato .

    • Stefano says:

      Ciao Aggiee, trovare lavoro non è impossibile se si usano i metodi giusti, la recessione è un po’ ovunque ma se sei motivata non ci saranno problemi. Personalmente tra Italia e USA sceglierei questi ultimi, anche se avrai sicuramente validi motivi per spostarti.

      • grazie x avermi risposto stefano.il mio era solo uno sfogo dettto un po dalla paura ma non cambio idea.i motivi sono che qui a napoli non si vive piu bene come un tempo.la citta’ e sempre bellissima ma e diventata incivile ed impossibile viverci.io sono vissuta qui gran parte della vita ma mio padre ex militare della navy ci ha insegnato ad avere rispetto per le persone e sopratutto per le cose.qui non esiste piu nulla e io vorrei dare il meglio ai miei figli visto che ho questa possibilita’.un grande GRAZIE a te e un in grande in bocca al lupo e noi. a presto.

  107. aiuto come faccio a rimanere

  108. Arianna says:

    Ciao Stefano! Sono una ragazza di vent’anni e stavo pensando di trasferirmi negli usa il prossimo anno per farmi una nuova vita, non sono ancora laureata e possiedo solo un diploma di liceo linguistico e pochi soldi. Ci sono possibilità per me? Non ho idea di come fare ma ho voglia di buttarmi in nuove esperienze. Qualche consiglio!?!?! Please!

    • Stefano says:

      Ciao Arianna, per prima cosa crea un piano di azione, e informati bene su quello che devi fare per il trasferimento, soprattutto quando hai pochi soldi 🙂

  109. Iammabbella says:

    Scusate… ma vorrei intervenire.
    Trasferirsi negli States, non per intristirvi troppo, è difficilissimo.
    Tralasciando il lavorare illegalmente, bisogna imprescindibilmente ottenere un visto “H1B” (ci sono anche altri visti, per investitori per esempio, se avete mezzo milione di dollari magari).
    Per ottenere tale visto occorre farsi “sponsorizzare” da una società Usa che possa dimostrare che dopo aver messo annunci e fatto colloqui con americani, non può proprio fare a meno del vostro “talento” e deve per forza assumere uno straniero al posto di un povero disoccupato americano.
    Da notare che escluso mezzi miracoli, questo visto (H1B) anche se richiesto non è detto che venga concesso (ammesso che magicamente trovate un’azienda disposta a chiederlo), specie se la qualifica professionale è quella di una figura generica e non specializzata.
    Bisogna cercare di non illudere la gente, perché a meno che non si conosca qualcuno, non si sposi qualcuno, o non si vinca la dvlottery, lavorare in Usa da regolari è una mission “almost” impossible.

    • Ciao. Sono le stesse cose che avevo scritto io. Non e’ semplice trasferirsi in USA e avere un lavoro regolare, tra cui… di un certo livello, per avere almeno una vita decente, un assicurazione sanitaria e un minimo di pensione. Non e’ pero’ nemmeno impossibile. Io sono un fisico. Ho un PhD in scienze e tecnologie dei materiali, ma non ho mai vinto il premio Nobel. Ho comunque trovato un visto H1B che mi permette di lavorare come postdoc in un ospedale USA. In piu’ l’anno prossimo dovrebbero offrirmi una posizione permanente come Staff Scientist. Do un consiglio. A gente che ha gia’ 40-50 anni e vuole venire qui senza un titolo di studio adeguato, consiglio di provare l’Europa, che nn ha problemi di VISA. Per i giovani che stanno finendo la scuola o fanno l’universita’ invece consiglio di imparare bene l’inglese. Continuare propri studi, prendersi un dottorato e provare a cercare una posizione di postdoc qui. Non sara’ allora difficile avere un VISA che permettera’ di avere anche una vita migliore.

      • Iammabbella says:

        Infatti, ma è il blogger che un po’ illude, io non ho una laurea, però ho anni e anni di esperienza nel settore IT, che per altro è inflazionato ma sempre in movimento.
        Mi sono informato molto bene e non è per niente facile, o hai una laurea (ma non una laurea triennale o in scienze politiche, di quelle ne fanno a meno), oppure hai una grande esperienza lavorativa equivalente.
        Potrebbe essere interessante invece creare un’azienda negli States, se si ha un’idea, crearsi un business plan (anche mini) o meglio farlo creare da chi è esperto, e poi andare se possibile (e qui mi devo informare meglio) con un visto B1 a scandagliare il mercato per vedere se si può fare qualcosa.
        So come si fa a creare una società negli States, non costa sostanzialmente nulla, ma non so se poi per “operare” occorre investire chissà che, non credo in realtà, perché non si tratta di visto investitori.
        Per ottenere poi un visto che ti permetta di lavorare con la tua azienda, bisogna generare introiti, i dettagli non li conosco, spero non sia impossibile.
        Io un’idea ce l’ho, ma non deve costarmi mezzo milione di dollari però.

        • Ti assicuro che, nonostante sia andato laureato, ho svolto un lavoro che non c’entrava assolutamente nulla con la mia laurea e mi avrebbero pure assunto senza titolo di studio (molti dei miei colleghi avevano un diploma di maturità).

    • Sicuramente il visto è uno scoglio, eppure il fatto che ogni giorno qualcuno di trasferisce là indica quanto sia, invece, possibile.

      • Iammabbella says:

        Questo sicuramente, non è impossibile, però vorrei sentire una storia verosimile, fino ad ora conosco solo 4 persone personalmente che ce l’hanno fatta:
        1 è in Canada, ma ha usufruito di un programma speciale del governo Canadese di “vacanza lavoro”, riservato a pochi
        2 una mia amica che ha ottenuto la Green Card perché si è sposata con un americano… (e lì sono capaci tutti, se trovi chi è disposto a sposarti)
        3 uno che aveva già lavorato per anni in Usa con varie escamotage e che poi è tornato e lo hanno assunto di nuovo in un’altra società, però aveva un resume già comprendente esperienze americane e un’inglese perfetto.
        Solo una che conosco, dopo varie peripezie e lavori sotto pagati all’Università, è riuscita a ottenere un h1b, ma non ancora la Green Card, dopo 10 anni di permanenza!!!

        Questo mi fa concludere che il sistema immigratorio americano sia concepito per disincentivare il malcapitato che vuole trasferirsi là, e che sia una questione di fortuna e di occasioni particolari il fatto di poter ottenere un visto lavorativo.
        Io è da più di un anno che mi studio opportunità e visti, e ogni volta mi pare di tornare indietro al punto di partenza.
        Da qui (Italia) se spedisci dei CV là hai poche possibilità che ti invitino per un colloquio, se anche lo dovessero fare non puoi andare lì per farti solo un colloquio, ma devi averne “N”da fare, altrimenti ti costa una fortuna.
        Se stai là, o trovi qualcuno che gentilmente ti ospita, oppure devi investire cifre importanti, per stare al massimo 3 mesi con l’Esta (con cui non “potresti” neppure cercare lavoro, ma questa è un’altra storia) e provare a trovarlo in soli 3 mesi.
        Missione quasi impossibile, a meno che uno non conosca molto bene la lingua e non abbia skill interessanti.
        Ovvio che poi può capitare l’occasione della vita, e allora tutto si sistema.

        Se puoi portarci qualche esempio “terrestre” di chi ha trovato lavoro in condizioni simili a quelle in cui si troverebbe un italiano medio negli States, riportale, perché sarebbero molto utili per valutare l’effettivo grado di opportunità nel trasferirsi in Usa.
        Io la vedo molto dura in ogni caso, sarà che vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto…

        • Beh… posso dire che io ce l’ho quasi fatta… 😉 Ora ho un visto H1B e il mese scorso ho applicato per la Green Card di cui dovrei sapere qualcosa nei prossimi 6-7 mesi. Comunque e’ vero sia quello che dice Iammabella che Stefano. Ho vissuto in Virginia per un anno con un visto J1 e ora e’ da luglio 2013 che sono in Oklahoma con un visto H1B. L’anno prossimo se va tutto bene dovrei avere una permanent position e un ottimo stipendio. Pero’ in generale non e’ semplice trovare visto e lavoro qui. Dipende anche dalla “fascia d’eta’” e da quello che uno vuole fare. Logico che un ragazzo che ha appena finito la scuola possa decidere di venire qui per un anno e lavorare come cameriere (non e’ semplice ma fattibile). Logico che una persona come me e come tante altre che magari ha una laurea e ha lavorato 5-6 anni in un ospedale, mai si trasferirebbe in USA per lavorare come cameriere. Qui ci sono anche tante spese… prova a trasferirti con moglie e due figli e pagarti l’assicurazione sanitaria, ti partono minimo 500$ al mese. Vuoi spendere poco di affitto, magari con 700 $ vai a vivere in un posto del cavolo, mentre in Italia con 600 euro hai gia’ un appartamento decente. Secondo me se una persona vuole trasferirsi davvero qui e avere un lavoro buone deve programmare tutto con calma. Se io fossi un ragazzo che sta facendo la 4 superiore, mi farei dei buoni corsi di inglese, mi prenderei una laurea in materie scientifiche (mia moglie e’ qui con me, ha una laurea e PhD in science politiche e non ha trovato un visto di lavoro, e adesso e’ decisa di iscriversi alla medical school). Dopodiche’ mi farei un bel dottorato in Europa (in USA ti pagano poco). E successivamente cercherei lavoro qui in USA. Io avevo mandato molte emails, ma alla fine un paio di lavori (compreso questo attuale) li avevo trovati. PS: I colloqui al 99% li fanno con skype!

          • Iammabbella says:

            Si, confermo, i colloqui anche per un mio amico che lavora là li hanno fatto il Skype…
            In pratica quello che serve in primis è sicuramente l’inglese.
            Da vedere se mandando il CV da qui e vedendo che sei QUI e non là, ti fanno comunque il colloquio.
            Io ho possibilità di essere ospitato all’occorrenza, ma non posso partire oggi per domani e comunque non posso stare là più di una decina di giorni.
            Per un colloquio solo non vale la pena perché si spendono i soldi dell’aereo…
            Prendono in considerazione cv mandati da qui, oppure a tuo parere è una perdita di tempo?
            Io mio amico era già là, anche se non nella stessa città del colloquio.

          • Allora… io ho sempre mandato il mio CV dall’Italia. A nessuno importava se vivevo in Italia o in USA. Solo una volta, un professore dello stato di Washington mi ha detto che loro prendevano solo persone che vivevano in USA (cosa molto strana). Tieni presente che per il lavoro che cercavo (postdoc), le Universita’ non hanno problemi a richiedere un visto J1 o H1B. Logico che l’H1B e’ costoso per il datore di lavoro. Diciamo che dipende molto dal tuo CV. A proposito, ho sempre fatto colloqui con Skype, tranne una volta che l’ho fatto per telefono, con la persona che poi mi ha assunto qui :). Sono stato fortunato perche’ cercava una persona che conoscesse una determinata tecnica di Imaging. Un’altra cosa. Non ho mai messo ma mia eta’ sul CV e nessuno mi ha mai chiesto quanti anni ho. Anche perche’ ho scoperto che qui e’ considerata “discriminazione” chiedere l’eta’!

  110. Iammabbella says:

    Rispondo a Maurizio:

    La cosa dell’età è a dire poco eccellente, può darsi che magari la chiedono, ma qui è matematico, anzi discriminano proprio sull’età…
    Mia zia per bisogno dovette trovare lavoro all’età di 54 anni, dopo 20 anni di matrimonio e conseguenti stop lavorativi (ok, lei era già là, ma poco importa alla fine, 20 anni ferma lavorativamente parlando è tantissimo), insomma ha trovato lavoro in poco tempo, 3 mesi mi pare, e un buon lavoro che le è durato per anni.

    Ma come ti sei organizzato per il colloquio di persona?
    Ti danno spero un po’ di tempo, perché altrimenti bisogna prendere un volo business… un po’ troppo costosetto 🙂

  111. Francesca says:

    e per chi non ha una laurea, ma un diploma come operatore turistico c’è la possibilità di lavorare ???

    • Ciao Francesca. Premetto che non e’ il mio campo, ma il problema non e’ la possibilita’ di lavorare. Per un cittadino americano, uno con la Green Card o con regolare visto, trovare lavoro e’ abbastanza semplice (comparato con l’Italia). Il problema e’ avere il visto. Esempio: qui in USA ci sono migliaia di persone che potrebbero fare il tuo lavoro. Perche’ (io, datore di lavoro) devo spendere 2k $ per il tuo visto quando un americano mi costa nulla? Un altra cosa, ok, spendo 2000$ per il tuo visto, chi mi dice che che venga accettato dall’ USCIS (percio’ con il rischio di perdere i 2000 $)? Un altra cosa: il visto lavorativo H1B si puo’ richiedere dal 1 Aprile, percio’ se mi serve una persona, perche’ dovrei aspettare il 1 aprile per l’applicazione del visto e aspettare 10-15 mesi per sapere se e’ accettato? Purtroppo i problemi sono questi.

  112. Salve, vorrei se possibile aver chiarito un punto riguardo il cercare lavoro negli Usa con il permesso Esta. E’ stato ribadito più e più volte che non si può lavorare nè cercare lavoro in possesso di questo permesso mentre si è negli Usa. In teoria bisogna cercare lavoro dall’Italia, aspettare un qualche responso e poi eventualmente andare negli Usa per presiedere al colloquio. Quello che mi chiedo io è: ma cosa cambia se il curriculum piuttosto che dall’Italia lo mando mentre sono lì? Non è la stessa cosa? Ancora non riesco a capacitarmi di ciò e ottenere risposte concrete. Se parliamo in termini pratici, ok, non si può lavorare, ma se parliamo di un semplice spedire curriculum perchè non si può, dove sta la differenza? Anzi, credo sia anche meglio, perchè così se dovessero chiamare per un colloquio si è già lì. Ho letto testimonianze di diversi ragazzi che hanno fatto così, non capico quale sia il problema. Un ragazzo mi rispose che per poter andare con l’intenzione di lavorare, dovevo avere il visto appunto lavorativo. Però scusami, se l’azienda mi deve provinare, e quindi ancora non mi ha assunto, con che capista di visto devo andare per poter fare un colloquio senza problemi?? Non posso avere quelo lavorativo se ancora non ho neppure fatto il colloquio! Non capisco!
    Ti ringrazio qualora vorrai illuminarmi su questa cosa!

    • Maurizio says:

      Ciao Nora, allora:
      1) Fare le cose previste dalla legge americana:
      l’ESTA ti permette di stare in USA come turista per non piu’ di 3 mesi. Dalla definizione “turista” capisci che vieni qui per fare il turista, non per cercare lavoro. La legge americana vieta di cercare lavoro quando sei in USA come turista. Se ti beccano (cosa logicamente poco probabile, ma possibile) ti rispediscono indietro. Per ottenere lavoro qui devi cercare uno sponsor dall’Italia (il colloqui lo puoi anche fare tramite skype). Dopodiche’ il tuo sponsor richiedera’ un visto lavorativo ecc.. ecc.. (ho gia’ spiegato questa cosa diverse volte).
      2) Fare le cose NON previste dalla legge americana:
      puoi venire qui come turista e cercare lavoro. Logicamente troverai lavoro in nero, anche perche’ un datore di lavoro non puo’ assumerti regolarmente senza visto. Puoi trovare qualcosa e fare colloqui. Se trovi un lavoro serio, devi comunque aspettare mesi e mesi il visto. In piu’ devi tornare in Italia per pagare la tassa sul visto (la paghi solo in una certa banca, di cui ora non ricordo il nome) e in piu’ devi andare al consolato per l’intervista.
      Spero di averti chiarito alcune cose.
      Ciao.

  113. Ciao, il tuo articolo mi ha aiutato molto e speravo potessi aiutarmi con il mio dubbio… Innanzitutto volevo chiederti tu che visto hai? Lo hai ottenuto attraverso lo sponsor? Perchè non sono riuscita a capire bene LOL
    Io vorrei andare prima a Los Angeles da turista e vedere com’è e poi eventualmente cercare un lavoro da cameriera o qualcosa così, quindi finchè sono lì come turista potrei già informarmi sul lavori? Cosa dovrei dire ad un eventuale datore di lavoro? Spiegargli che sono italiana e che per lavorare lì mi deve fare da sponsor? Spero tu mi possa dare una risposta perchè sono abbastanza confusa haha
    Inoltre ho sentito che c’è anche un tipo di visto che ti permette di lavorare negli USA per 6 mesi, quello è più facile da ottenere che un visto permanente? Grazie mille se mi risponderai 🙂

    • Il visto mi è stato fatto dal datore di lavoro (assumono in massa quindi sono ben abituati) Per quanto riguarda il visto, è sicuramente più facile averne uno di breve durata che permanente, che viene concesso solo in particolari casi.

  114. Giacomo says:

    Ciao io sto finendo gli esami di maturità quest’anno all’IPSEOA scuola alberghiera e otterrò il diploma come cuoco…ho 3/4mila euro da parte che vorrei usare per fare una “vacanzuccia” a New York..avevo intenzione di fare l’ESTA e stare lì finchè potevo(max 3 mesi) per farmiun’idea della vita americana …un mio amico ha fatto così e ha trovato lavoro in nero per quei 3 mesi di visto turistico e alla fine dei tre mesi il datore di lavoro voleva sponsorizzarlo e adesso lavora lì…dalle sue parole sembra facile…tu che mi dici???

    • Non è facile come sembra, il lavoro in nero è più rischioso negli Stati Uniti rispetto all’Italia, e devi farti ben valere per avere un datore di lavoro disposto a sponsorizzarti. Se vuoi provare fallo, ma non posso appoggiare apertamente imprese illecite 😛

  115. Ciao Stefano,ottimo blog!,sei molto gentile,posso chiederti un consiglio?,io vorrei aprire una impresa di ristrutturazioni chiavi in mano nella zona Miami-Florida. Mi puoi dire cosa devo fare?.La crisi si fa sentire troppo in edilizia qui a Torino,e purtroppo devo chiudere l’attivita. Il mio sito web.Facebook.Michele.Decorazioni. Ti ringrazio tanto per tutti i tuoi consigli. Grazie mille!.

    • Michele, è una domanda così specifica che non sarei cosa risponderti. Non ho mai avuto intenzione di aprire imprese negli Stati Uniti quindi non mi sono mai interessato alla burocrazia necessaria.

  116. Ciao Stefano, è qualche giorno che sto girovagando su internet tra blog, siti e quant’altro alla ricerca di informazioni per poter andare a lavorare in america.
    Mi presento sono Andrea, classe ’91, diploma di grafico pubblicitario conseguito nel 2010 e sono 4 anni che lavoro in un’agenzia pubblicitaria.
    Mi sto rendendo conto che la vita d’ufficio non fa per me, quanto meno la vita d’ufficio che conosco io. E’ da un po di tempo che mi sfiora l’idea di partire e andarmene dall’Italia, purtroppo come ben saprai qua la situazione è discretamente pessima.
    Il caso ha voluto che un mio amico abbia la possibilità di andare a studiare/lavorare a San Francisco e un po per gioco mi ha chiesto se volessi andare con lui. Gli States son sempre stato il mio sogno quindi non ci ho pensato 2 volte: la risposta è stata subito un SI!
    Adesso vengono i problemi; mi sono documentato ovunque, il visto turistico non va bene per quello che cerco e guardando tra le varie categorie di visti credo di aver trovato quello che fa al caso mio. Si tratta dell’ H2-B, per LAVORATORI TEMPORANEI O STAGIONALI NON AGRICOLI.
    Ovviamente io non ho particolare richieste di lavoro. Vorrei semplicemente arrivare la e iniziare a fare un qualsiasi lavoro per poi evolvere e trovare quello che realmente fa per me. So già che devo trovarlo qui il lavoro e farmi “sponsorizzare” dal datore, ma la mia domanda (finalmente ci siamo arrivati ehehe) è: che tipo di visto mi occorre? Va bene il sopracitato H2-B? Potresti raccontarmi la tua esperienza? Grazie in anticipo!

  117. Federica says:

    Ciao Stefano,
    qual è lo stipendio alla Walt Disney?
    Grazie in anticipo
    Saluti

  118. Ciao Stefano!

    Articolo interessante. Io sono interessato ad un’esperienza negli Stati Uniti (o in Canada) dopo la laurea magistrale, più che altro per apprendere nuovi metodi di lavoro, che qua in Europa non si trovano. Mi occupo di internazionalizzazione d’impresa, mi piace lavorare con i clienti internazionali. Le esperienze, nonostante i miei 25 anni, non mi mancano sia in Italia che all’estero. In totale ho matturato circa 18 mesi di lavoro. Quando è difficile (o facile) trovare lavoro in questo campo? Che sia come sales specialist/(online) marketing. Come preferenza ho NYC, Chicago o Boston

    • Ciao Stefano, non sono esperto nel settore, tuttavia da come ho visto il mercato del lavoro negli Stati Uniti sembra che sia fattibile trovare lavoro più o meno in qualsiasi campo.

      • Ciao Stefano,complimentoni davvero per la tua vita! Io sono archeologa e verro’ a New York in viaggio di nozze a luglio..esiste un modo per lasciare il mio cv in qualche agenzia specializzata nel cercare lavoro? Vorrei conoscere le opportunita’ che l’America e perlomeno i suoi organizzatissimi musei riserverebbero ad una figura come me! Grazie

  119. maurizio says:

    ciao stefano, io vorrei trasferirmi negli usa e ho un amico che può ospitrmi, quindi credo di avere anche un buon inizio.
    come posso fare per il visto? devo andare da turista trovare un ristorante che mi vuol assumere e tornare in italia per i documenti? tu come hai fatto?
    e in ogni caso per i ristoranti non è più facile assumere americani che spendere soldi per le pratiche legali per un italiano?
    grazie.

  120. Ciao Stefano. Grazie per aver raccontato la tua esperienza. Come te sono laureato in economia, con un voto un po’ più basso del tuo (91), e come te voglio partire. Sono già stato a Londra un paio di mesi, ma il mio vero obiettivo è New York, o comunque gli USA. Ora, tu esattamente come hai fatto a ottenere il visto per lavorare là? se non ci fossero restrizioni e severe sanzioni mi ci fionderei immediatamente, ma il problema del visto mi impedisce di realizzare il mio sogno. Andare a vivere lì è il mio sogno più grande (sono stato a NY in vacanza e so quanto è bella), puoi aiutarmi a realizzarlo? Grazie, ciao

  121. ciao stefano,so che già hai affrontato questo discorso altre volte,io sono un ragazzo di 24 anni e sono disoccupato da poco tempo,ho sempre avuto in mente di andarmene da questa italia troppo tassata e piena di problemi,anche se la amo profondamente! Vorrei partire in America ma forse non ho molti requisiti,ho la 3 media,non conosco altre lingue al di fuori dell’italiano ma ho una grande capacità nel lavoro e nell’imparare nuovi lavori,qui facevo il barista e anche il magazziniere sia consegnatario che responsabile di logistica,potresti indicarmi sulla giusta strada? tipo cosa ci vuole e come mi devo muovere e dove andare a vivere?? non conosco per niente l’america quindi non saprei

    • Enrico, se vuoi lasciare l’Italia prima di salpare per l’America ti consiglio di uscire in Europa. La lingua è una grande barriera già di per sé non c’è bisogno di mettere anche le scartoffie legali. Puoi provare a fare un mini corso di inglese o di una lingua romanza e partecipare qualche scambio culturale (li organizza anche l’unione europea) in modo da vedere esattamente quello che vuoi. Una volta deciso fai un piano e vai 🙂

  122. Ciao. Innanzitutto complimenti per la freschezza del tuo pensiero in merito al “prendere e andare”. Da mesi in cerca di informazioni, non ho letto altro che blog su blog di gente che piuttosto che invogliarti ed incoraggiarti, ti lascia crollare la terra da sotto i piedi, rendendo tutto impossibile e ai limiti del fattibile. Per quanto mi riguarda, avendo intenzione di recarmi negli States, mi piacerebbe sapere nel dettaglio come ti sei mosso, ovvero quali pratiche hai dovuto sbrigare per il tutto e in che modo (dalla semplice ricerca di lavoro fino all’arrivare lì con tutto il necessario, proprio in termini pratici e concreti).

    Altri punti in dubbio:
    – so che non possibile cercare lavoro negli States con il semplice visto turistico (Esta). Quello che mi chiedo io è: dal momento in cui un lavoro lo si può anche cercare tramite internet, cosa cambia se quindi invio curriculum dall’Italia o da lì stesso??
    – per chi volesse recarvisici per scopi diciamo “artistici”, come per esempio cercare un produttore o cose del genere, ma non si hanno esperienze alle spalle (quindi è escluso il visto per artisti che le richiede), che tipo di visto si deve richiedere quindi per poter cercare qualcuno che ti ingaggi senza problemi legali?

    Spero tu possa chiarirmi le idee! Grazie in anticipo!

    • Mana, non sono un grandissimo esperto sui tipi di visto negli Stati Uniti, quindi piuttosto che darti una risposta sbagliata preferisco che tu chieda a persone che ne sanno di più.
      Con un visto turistico non è possibile cercare lavoro perché è un visto che vieta qualsiasi attività remunerativa, ergo non puoi lavorare, o meglio, verresti assunta in nero e se vieni beccata rischi grosso. Ti consiglio di cercare lavoro su internet, ancora meglio sarebbe farsi una bella vacanza, studiare il settore e organizzarsi bene, magari prendendo poi un visto adeguato.

  123. Santiago says:

    Maaa… come hai fatto ad arrivare in America? cioè con che permesso, io ho 19 anni e vorrei andare a lavorare in America da qualche parte ma non ci sono dei permessi per una persona come me

  124. Ciao Stefano! Leggo solo oggi il tuo articolo e lo trovo ancora assolutamente attuale e vero! Vorrei scrivere un papiro per commentarlo, ma spero solo di poter scrivertene un altro magari anch’io dagli states as soon as possible! ????

  125. ciao guys, attualmente sono in america e lavoro in disney x tutto italia! certo si il lavoro non e’ il massimo, conosco ristoranti di gran lunga migliori, pero’ penso che come rampa di lancio vada bene e poi il guadagno non e’ male, sicuramente puo’ aprirmi altre porte in futuro, io non ho laurea, solo diploma,,,, ciaoooo

  126. Buon giorno Stefano,
    io sono più di 2 anni che cerco lavoro negli U.S. soprattutto in California. – Questa estate ho fatto un corso d’inglese a Santa Barbara
    – ho conseguito la certificazione IELTS
    – Partecipo da 3 anni alla Green Card Lottery (senza successo 🙁 )
    – ogni giorno invio tantissimi Resume, alcune ditte mi contattano ma non sono disposte a sponsorizzarmi.

    Hai qualche consiglio da darmi?? Sono proprio disperata…….

  127. Giancarlo says:

    Ciao Stefano, apprezzo il tuo ottimismo, sto a Miami dal 2013 ho m,oglie e un figlio, ho un diplomadell’accademia delle belle arti,. sono un graphic designer,
    e finora sono riuscito a fare solo un stage pagato al minimo.
    Tante applicazioni, pochi hanno risposto, qualche colloquio che sembrava andasse bene, risultati zero, mia moglie che architetto ha cambiato lavoro, tre volte per salire di stipendio.
    Come puoi capire sono in uno stato di frustrazione, non riesco a capire il perchè sia rifiutato,. All’inizio pensavo che la mia esperienza nel campo facesse pensare ad una richiesta di stipendiop alta, ho specificato allora che come lavoratore straniero sarei entrato come new entry level , ma nisba.
    Ma questa è Miami latino cubana, perchè di americani ne ho visti pochi, oppure?
    Saluti Giancarlo

  128. come hai fatto a lavorare senza un visto?

  129. Giorgio says:

    Senza offesa, l’ articolo parla di una persona uscita con un voto mediocre che è andata ad Orlando a lavorare per la Disney come cameriere. E qui c’ è gente che sbava…perfetta immagine della mediocrità italiana. Ma ancora non sapete che c’ è gente con la terza media, o peggio, che non sa manco scrivere e che guadagna tre o più stipendi italiani facendo manovalanza all’ estero?? ? e questi andrebbero lodati per l’ intraprendenza? lo sanno pure le pareti di casa che in alcuni paesi esteri cercano determinate figure perché loro non ne hanno a sufficienza. A volte sono medici, a volte sono operai, a volte camerieri. Quindi non è tanto questione di autosabotaggio, psicologia da tre soldi o intraprendenza. È questione che se mando il cv in Germania o in Svizzera per fare il carpentiere mi chiamano in 3 ogni 5 c.v inviati. Se invece sono un grafico, uno psicologo, un traduttore, un impiegato con 5 lingue o un avvocato ne posso mandare anche 100. Non mi chiamerà mai nessuno perché non hanno bisogno di queste figure. Al giorno d’ oggi se sei una persona semplice e hai una mente semplice ti arrangi meglio di chi ha ambizioni, cervello e criteri di selettività elevati. Tutto molto semplice. Quindi si può riassumere in: viva la mediocrità, ovunque tu sia!

  130. Grande Stefano! Sei di Brescia pure tu! Anche a me piacerebbe lavorare negli States ma a 33 anni non ci sono grandi possibilità per prendere in considerazione un paese con diverse pratiche burocratiche e restrizioni. Sto studiando bene l’inglese intanto perché non si sa mai. Ovviamente non smetto di sognare, anche perché in Italia faccio la grafica ma da freelance e i guadagni sono da fame grazie a molti clienti che non pagano, situazioni già sentite e stra sentite. All’estero si può anche partire da zero, facendo qualcosa che non ha nulla a che vedere con la propria specializzazione, del resto lo si deve fare anche qui come lavoro extra per poter campare. Complimenti ancora per l’articolo! 😉

  131. Ciao !!!mi chiamo nicolas e ho 25 anni ….il mio sogno è sempre stata L America (che ho già visitato) è sono intenzionato a partire L anno prossimo …..ho iniziato da poco lezioni private di inglese che farò frequentemente fino alla partenza ….volevo chiederti se sai darmi qualche consiglio su come cercare lavoro e i visti più adatti…non voglio fare una vacanza studio voglio vivere per sempre la ….sono uno che si sporca le mani e farei qualsiasi lavoro….basta vivere negli USA ….grazie mille

  132. Veronica says:

    Ciao stefano mi piacerebbe molto poterti parlare, anche io vorrei trasferirmi all’estero e mi sarebbe utile scambiare quattro chiacchiere con te.
    Se ti va mi lasci la tua email? Cosi ti contatto <3

  133. Martina says:

    Salve, io avrei una curiosità. Sto facendo applicazione per un’università negli USA e nell’application form richiedono quasi sempre o lettere di raccomandazione o contatti che l’università può contattare in caso di bisogno di referenze. Io ho una laurea triennale ottenuta già da un anno e probabilmente i professori non si ricorderanno di me con tutti gli studente che ci sono! E visto che queste lettere di raccomandazione devono essere, come dire, tarate sull’individualità del singolo studente, mi chiedo come si possa fare una lettera di questo tipo in modo che risulti efficace.
    Esperienze?

    Grazie in anticipo

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