Intervista a Josè di RicchezzaVera.com

Poche ma buone.

Questo è il mio motto con le interviste. Non ne pubblico molte, ma non scelgo a caso chi intervistare!

Oggi vado a infastidire Josè Scafarelli, se non l’hai ancora sentito nominare è uno dei più affermati esperti di spiritualità e crescita personale nel web italiano. Gestisce il sito RicchezzaVera.com in compagnia di altri grandi del settore, fra cui il mitico Gennaro Romagnoli (che ho già intervistato qui).

 

Josè ha un punto di vista molto interessante sulla spiritualità e la crescita personale, e anche in questa intervista dà degli spunti fantastici sui quali ti invito a pensare… E a commentare! 😛

Buona lettura! 🙂

Stefano: Ciao Josè, prima di parlare del tuo sito lasciami fare una domanda su di te. Sul tuo sito scrivi che hai passato l’esame da avvocato (che non è poco) prima di passare alle tue passioni: spiritualità e web marketing. Puoi descriverci il percorso che ti ha portato ad un cambiamento così radicale?

Josè: Ciao Stefano 🙂

Intorno ai 30 anni ho coronato un sogno: quello di superare gli scritti e gli orali di Avvocatura.

Il problema è che proprio mentre preparavo gli orali, mi sono reso conto che quel sogno non era il mio sogno, ma il sogno dei miei familiari… papà, zie, nonni… non era il mio sogno.
Peraltro la vita da avvocato è completamente diversa da quella che immaginavo mentre mi laureavo in giurisprudenza…

Per fortuna mi sono reso conto in tempo utile che per vivere bene dovevo fare qualcosa che mi piaceva… e all’epoca – parliamo del 2006-2007 – le mie 2 passioni erano proprio spiritualità e web marketing

Stefano: Il tuo sito si chiama Ricchezza Vera, e hai dei prodotti che parlano di ricchezza (ma va?). Questa parola può avere molti significati: cosa significa per te? La ricerca della ricchezza vera è parte della crescita personale?

José: Ritengo che la crescita personale sia qualcosa che ti porta verso l’eccellenza, verso il miglioramento della tua vita, verso la massimizzazione dei tuoi risultati, con il potere della mente.

Lo sviluppo spirituale è invece qualcosa che ha a che fare con una presa di responsabilità che consegue ad un risveglio dell’anima.

Mi spiego: per risveglio dell’anima, intendo che prendiamo coscienza di non essere solo un corpo e una mente, ma che siamo delle vere e proprie divinità dotate di poteri creativi (cioè di creare la nostra stessa realtà).

Per Responsabilità intndo invece la consapevolezza che siamo noi a creare tutto – fatti, cose, persone, incontri – belle o brutte che siano.

In genere, chi è inconsapevole e addormentato, tende a lamentarsi delle cose che rifiuta: la povertà, la malattia, la tristezza, la rabbia, eccetera.

Chi è Responsabile invece comprende di essere lui il creaotre di queste realtà e al posto di chiedersi “di chi è la colpa per questa cosa che non mi piace?”, si chiede “Perchè ho creato tutto questo?”.

In questo senso, credo che il passaggio successivo alla crescita personale, sia la crescita spirituale.

Entrambi sono passaggi importanti.

Per Ricchezza Vera intendo l’intero percorso, quindi entrambi i passi, anche se ci occupiamo prevalentemente del secondo passaggio: il Risveglio Spirituale.

Stefano: Ricchezzavera.com è un sito molto popolare, quindi anzitutto complimenti per il risultato che hai raggiunto! Da dove è venuta l’idea per creare questo portale, e qual era il tuo obiettivo inziale? Sei riuscito a raggiungerlo?

Josè: Grazie Stefano, è bello sentirsi dire certe cose, dopo tanti anni di impegno.

L’idea è nata a 26 anni, dopo la laurea.

Iniziai un percorso di risveglio e iniziai a scrivere un libro.

Poi, quando ho scoperto il webmarketing, ho rimesso mano a quel libro e l’ho trasformato in quelli che oggi sono i primi 2 Passi verso la Ricchezza Vera.

L’obiettivo minimo era quello di risvegliare le coscienze di più persone possibili e a quanto leggo dai commenti che mi lasciano i lettori sul blog, per migliaia di persone l’obiettivo è stato raggiunto.

Adesso ci sono vari altri obiettivi che stiamo perseguendo, sia con nuovi video che stiamo preparando, sia con i corsi dal vivo trasformativi che stiamo facendo in giro per l’Italia.
La base di tutto comunque è sempre quella di crescere finanziariamente attraverso una crescita spirituale.

Spesso le persone più evolute spiritualmente sono proprio quelle che sono senza una lira.
Questo è dovuto al fatto che vivono nella separazione tra spirito e materia… ci hanno insegnato che i soldi limitano la crescita spirituale, il che è una sciocchezza immensa, ma che purtroppo è ben radicata nella maggior parte delle persone che si sono iniziate a guardare dentro.

Stefano: Sul tuo profilo mostri molte foto che hai fatto in compagnia dei grandi esperti della crescita personale come Tony Robbins. Dal punto di vista personale e professionale, chi è che ti ha fatto un’impressione migliore?

Josè: Si, ho conosciuto un pò tutti i miei mentori… Robbins, Kiyosaki, T Harv Eker, Bob Proctor, Jodorowsky, David Icke…

Sono tutti dei grandi, ma sicuramente per la mia crescita sono stati più determinanti Icke con i suoi libri e Eker con i suoi corsi.

Eker è una spanna sopra tutti.

E’ ricco sfondato ed ha una levatura spirituale insospettabile.

Posso dire che sia lui il mio mentore principale.

Stefano: Questa è una domanda che si ripresenta ad ogni intervista, ma dà sempre spunti molto interessanti. 🙂 Qual è il tuo libri di crescita personale preferito?

Stefano: Oddio… dirne uno solo toglierebbe i meriti a tutti gli altri….

Sicuramente quelli che ho citato nei miei ebook….

Per non far torto a nessuno dico proprio “I Primi Passi verso la Ricchezza Vera”… si, sono i miei testi preferiti!

Stefano: Giusto un’ultima domanda: se potessi dare solo un consiglio ad una persona che per la prima volta si affaccia al mondo della crescita personale, quale sarebbe?

Josè: Gli direi di non pensare mai a quanto costa frequentare corsi e comprare libri per formarsi: l’ignoranza costa molto di più di quanto possano costare certi corsi o certi libri.
Il problema è che finchè non li si fanno certi corsi, difficilmente si ammette di non sapere o di aver bisogno di vivere determinate esperienze, per cui il mio invito sarebbe solo a riflettere su quanto valore si può aggiungere alla propria vita formandosi, piuttosto che su quanti soldi devono uscire dal conto corrente.

I soldi vanno e vengono, la nostra crescita rimane e ci segue per sempre.

Stefano: Ti ringrazio molto per la tua disponibilità! 🙂

Josè: Prego.

Ti ringrazio io per queste splendide domande a cui ho risposto con molto piacere. 🙂

Un saluto a te e a tutti i lettori di Mindheats,

1abbraccio

Josè

Comments

  1. Daniele says:

    Tutto questo parlare di spirito e di anima mi puzza di religione. Quello che l’autore chiama spirito io lo identifico proprio con la mente. Mente e corpo: non esiste nessuna terza entità paranormale/magica/religiosa.
    E visto che l’intera intervista si permea sulla magia, direi che non mi ha arricchito per niente.

    • Fabrizio says:

      Sono termini.. Ognuno ha un termine a concetti che coincidono. Quello che per me può essere Anima per te può essere Mente… Magari tu associ ad “Anima” un concetto di qualcosa che non esiste a prescindere perchè non sei religioso mentre, secondo me, probabilmente, si parla nei fatti della stessa cosa. A volte è meglio non andare oltre a quello che una persona dice.. altrimenti giudicando ci facciamo sfuggire la sostanza del messaggio e le informazioni che ci possono tornare utili 😉 (Parere mio)

  2. Grazie ancora per l’intervista, Stefano! 🙂
    Grazie anche a tutti i lettori di Mindcheats che hanno dedicato del tempo alla sua lettura…

    @FABRIZIO: grazie per la risposta a Daniele, non sarei potuto essere più chiaro… 🙂 Condivido con il tuo pensiero sul giudizio limitante e sul fatto che molti hanno sviluppato neuroassociazioni su parole come Anima e Mente che sono fuorvianti.
    Credo sia chiaro, comunque ci tengo a precisare che Corpo, Mente, Anima e Spirito sono cose completamente distinte l’una dall’altra.

    @DANIELE: spirituale e religioso sono due concetti molto lontani, così come Spirito e Mente. Vedo che hai delle convinzioni molto radicate riguardo ciò che è e ciò che non è. Probabilmente un pò di apertura verso ciò che non conosci potrebbe arricchirti senz’altro.

    1abbraccio a tutti!
    Josè

  3. Vorrei fare 2 considerazioni:
    “In genere, chi è inconsapevole e addormentato, tende a lamentarsi delle cose che rifiuta: la povertà, la malattia, la tristezza, la rabbia, eccetera”
    > In genere chi è inconsapevole e addormentato non puo conoscere le emozioni ne tantomeno lamentarsi di quello di cui non è consapevole. Parlare di povertà, malattia, depressione è sempre molto delicato. Non si puo coinvolgere questi sentimenti se non se ne è mai stati coinvolti, e qui mi sembra che l’autore ha avuto una vita abbastanza imbambagiata (laurea a 30 anni!! mai lavorato..poi l’intuizione del libro…..quali sacrifici?)

    “I soldi vanno e vengono, la nostra crescita rimane e ci segue per sempre”
    > La crescita è impersonale o qui si parla di qualcosa di molto individuale? Dov’è il nesso tra i soldi e la spirituale, qual’è il punto di contatto. Ghandi era ricco? Suor Teresa di Calcutta era appassionata di marketing.
    Personalmente quest’autora non mi ispira, fa leva sulla crescita per avvicinarsi alla ricchezza economica.
    Scusami tanto Stefano ma sono rimasto molto deluso dal contenuto di questa intervista. Non confondiamo la PNL con la spiritualità, per favore!
    BUona Vita

    • Ciao Ray,
      mi permetto di rispondere al tuo commento perchè mi chiami in causa.
      Noto dalle tue parole che hai letto in modo molto sommario l’intervista.
      Allo stesso modo, anche le tue conclusioni sono spiente più da ciò che hai dentro che da ciò che hai letto.
      Ti rispondo per bene ad ogni tua considerazione, così mi spiego meglio:
      “Non si puo coinvolgere questi sentimenti se non se ne è mai stati coinvolti”
      Questa è una tua personale convinzione: di fatto, nel DNA possediamo memorie che non sono necessariamente vissute in prima persona. E sono di gran lunga la maggior parte delle memorie.

      “e qui mi sembra che l’autore ha avuto una vita abbastanza imbambagiata (laurea a 30 anni!! mai lavorato..poi l’intuizione del libro…..quali sacrifici?)”
      Mi sono laureato nel 2002 e sono del 76. Prima di laurearmi lavoravo già come Agente di Affari in Mediazione (con tanto di patentino conseguito in quegli anni).
      A 30 anni – dopo l’obbligatoria pratica forense – ho superato l’esame orale di avvocato, che è cosa diversa dalla laurea.

      “Dov’è il nesso tra i soldi e la spirituale, qual’è il punto di contatto. Ghandi era ricco? Suor Teresa di Calcutta era appassionata di marketing.”
      Se ti interessa veramente conoscere la risposta a questa tua domanda, ascolta questo audio che si chiama proprio Ricchezza e Spiritualità:
      http://www.ricchezzavera.com/fiammetta.html

      “Personalmente quest’autora non mi ispira, fa leva sulla crescita per avvicinarsi alla ricchezza economica.”
      Ray, stai parlando di me, o di te stesso?
      Che tu lo voglia o no, puoi aver visto in me soltanto ciò che non accetti di te stesso.
      Questo è il senso della RESPONSABILITA’ di cui parlavo nell’intervista: comprendere che negli altri possiamo vedere solo noi stessi e se qualcosa di un’altra persona non ci piace o ci disturba, significa che ci sta mostrando una parte di noi stessi che rinneghiamo.
      Ecco perchè esprimere un giudizio su qualcun’altro – anche meno sommario di quello che hai espresso tu – è una cosa che parla solo di noi stessi.

      “sono rimasto molto deluso dal contenuto di questa intervista”
      Anche questo dipende solo da te: la delusione nasce dall’aspettativa o da ciò che non comprendiamo.
      Se nutri delle aspettative verso qualsiasi cosa, sei destinato a rimanere deluso… ma questo riguarda solo te, non l’oggetto della tua delusione.

      “Non confondiamo la PNL con la spiritualità, per favore”
      Non so come ti sia venuto in mente questo paragone, perchè nell’intervista non abbiamo mai parlato di PNL e non ci siamo sognati di fare un simile paragone che non ha semplicemente senso.

      Grazie per l’opportunità di questo chiarimento,
      buona giornata,
      Josè

    • Ciao Ray! Scusate se mi intrometto ma penso nel mio piccolo di poter chiarire un paio di incomprensioni che sono nate in questo piccolo dibattito.
      Per quanto riguarda il punto “In genere, chi è inconsapevole e addormentato, tende a lamentarsi delle cose che rifiuta: la povertà, la malattia, la tristezza, la rabbia, eccetera”, è assolutamente vero che il fatto di non averle mai vissute in situazioni estreme non te le farà mai capire fino in fondo (e su questo, un consiglio: cerca di non giudicare mai una persona perché ne parla senza saperne niente. Anche se non penso sia questo il caso, non sai mai quando ti capita di parlare con persone che invece ci sono passate veramente o ci sono dentro al momento. Difficilmente in questo caso uno si presenta dicendo “Ciao sono tal dei tali e sono affetto da sclerosi multipla in fase ormai avanzata ecc..”, mai dare niente per scontato! Non si può esprimere opinioni sulla vita di una persona conoscendone pochi dettagli e solo dal lato lavorativo/professionale) ma allo stesso tempo, il fatto di averle sempre viste da fuori, può permettere di vedere più obiettivamente come si comporta la gente in quella situazione. Se conosci qualcuno, legato in qualche modo alla malattia o alla povertà, non necessariamente in prima persona ma magari tramite parenti stretti, e che rientra nella categoria degli “inconsapevoli” ( che non vuole essere dispregiativo, ma solo indicare che forse questa persona non ha mai cercato/affrontato una vera crescita spirituale o personale, che sono la stessa cosa.) si può notare facilmente che, fermo restando sul fatto che è una situazione a noi sconosciuta e che implica delle grandi complicazioni reali nella vita di chi ne è coinvolto, questo tende, di fronte ad ogni problema, a giustificarsi, dando la colpa di tutto quello che succede a quello, invece di cercare di reagire e, proprio come alcuni articoli di questo sito insegnano, provare a chiedersi “Cosa posso fare io per risolvere il problema?” o “Cosa ho fatto io che ha portato a questa situazione?” cercando di imparare dai PROPRI errori, e non scaricando la colpa alle difficoltà (pur sempre reali) dovuti alla povertà o malattia.
      Per quanto riguarda i soldi ognuno se ne fa un idea diversa. I soldi non fanno la felicità, e questo nessuno lo può mettere in discussione. Ma nella società attuale, riesci a immaginare una vita felice da squattrinato? Sicuramente Ghandi a questa domanda avrebbe risposto di si, e avrebbe avuto ragione, io invece, dal canto mio, vivendo in una famiglia che (come ormai tantissime altre) non arriva a fine mese e puntualmente si ripresenta la possibilità di perdere la casa per colpa dei debiti, rispondo: “Forse, ma sicuramente una vita dove i soldi non mancano, senza essere per forza ricchi sfondati ma abbastanza da potersi togliere gli sfizi che si vuole, molti problemi potrebbero venire a mancare”. Questo lo dico anche perchè io ho un sogno, su un determinato stile di vita, che mi renderebbe felice. Quello stile di vita non è realizzabile senza una discreta quantità di denaro. Ghandi, o tante altre persone che si sono realizzate spiritualmente o personalmente, che dir si voglia, hanno trovato la felicità nell’aiutare gli altri, e la necessità di denaro era relativa. Ognuno però è diverso, e quello che può rendere felice una persona non andrà sempre bene per tutti, io a fare il missionario, per quanto sia nobile, non mi ci vedo, ho altri obiettivi. Così come lo è per me lo è anche per altri, quindi in tanti possono sentire la voglia di cercare, nel percorso più ampio della crescita personale, una sicurezza economica non indifferente, non tanto perchè da soli bastano, ma perchè senza è molto più difficile.
      Non sono riuscito a capire invece perchè hai detto “Non confondiamo la PNL con la spiritualità”, qui sono io a chiedere a te di provare a spiegare un po’ meglio da dove è nato questo paragone.
      @Daniele: Penso che Elisa abbia centrato il punto quando parla di”spunti ma persi un pò in una nebbia di vago sapore new age in cui si tirano in ballo spiriti anime e divinità.” A questo proposito vorrei solo dire come io ho identificato le tre componenti principali di una persona: Spirito, Corpo e Mente.
      Con Corpo, intendo esattamente la nostra parte fisica e materiale, in carne ed ossa.
      Con Mente intendo la nostra razionalità, la nostra logica, la nostra voglia di sapere e la capacità di chiederci il perchè delle cose. Quello che ci distingue principalmente dagli animali.
      Con Spirito o Anima intendo la nostra parte animale, o quello che qualcuno chiamerebbe il nostro cuore. La parte di noi che non ha logica, i nostri istinti e i nostri sentimenti. La parte insomma che interagisce emotivamente con il mondo esterno, mentre la Mente è lo strumento per controllarlo.
      Vedendo le cose da questo punto di vista sono sempre riuscito a capire magari concetti simili espressi in modo completamente diverso, spero possa dare una mano anche a voi.

  4. Perdonatemi quei 2 o tre errori di punteggiatura e non;
    quando scrivo di getto qualcosa puo scappare
    Il concetto in ogni caso non cambia

  5. Ciao a tutti,
    mi chiamo Elisa ed è la prima volta che scrivo su questo forum che seguo da qualche mese con molto interesse.
    Innanzitutto i miei complimenti a Stefano per l’impegno profuso nella gestione del sito e nella creazione dei contenuti perchè si sta creando un sito sulla crescita personale decisamente fuori dal coro.
    In particolare ho sempre apprezzato l’approcio schietto e semplice con cui affronti temi anche ostici.

    Per questo penso che l’intervista concessa dal gentilissimo Josè ha degli ottimi spunti ma persi un pò in una nebbia di vago sapore new age in cui si tirano in ballo spiriti anime e divinità.

    Personalmente ritengo che questo alone suggestivo tolga comprensibilità all’articolo, e inoltre quando un’altro lettore chiede che cosa si intenda per spirito anima e corpo viene liquidato con una battuta.

    Beh riguardo questo, Josè, sei te che ci devi delle spiegazioni, altrimenti andrei a leggermi su Wikipedia direttamente che cosa è la crescita spirituale.
    Se stai esponendo le tue teorie dovresti darci tutti gli elementi per capire il discorso, senza dare per scontato una familiarità con questi termini per noi “mindcheatersiani” che forse non siamo così recettivi verso concetti come anima spirito e divinità, a differenza magari dei lettori del tuo sito.
    Purtroppo qua giochi un pò “fuori casa” e spero che la sfida non ti spaventi 😉

    Un saluto a tutti
    Elisa

    • Ciao Elisa,
      apprezzo molto l’energia con cui scrivi, ti rispondo.
      Sono stato intervistato da Stefano ed ho risposto alle sue domande sulla base del mio modo di essere e di pensare.

      Non ho liquidato con una battuta Daniele: se senti l’energia con cui mi chiede di spiegargli la differenza tra mente e spirito, si percepisce che non è realmente interessato a conoscere la risposta, ma intende solo lanciare una sfida… che ovviamente non intendo cogliere (se ci legge, potrà confermartelo).
      Anche una non risposta è una risposta ed ha un suo significato, e il mio invito a cercare su google ha energeticamente un suo senso.

      Ad ogni modo, se ci sono domande sul contenuto dell’intervista, sono felice di rispondere.

  6. Sarò sincero: l’intervista mi pare un po’ troppo generica, per quanto invece condivida alcuni punti “base” espressi su Ricchezzavera. Specie cercare di “crearsi” una propria responsabilità. Qualcuno diceva che ognuno di noi è un mondo (tra gli altri Giordano Bruno), e sarebbe un bene che tutti potessero dare il proprio personale contributo per migliorare non solo se stessi, ma gli altri. Sono anche d’accordo sul tema di fondo del cercare di liberarsi dalla condizione di “assoggettati” al lavoro sociale, suggerendo invece di tentare di crearsi un lavoro indipendente. In breve: lavorare di meno, vivere di più.

    Mi piace meno l’approccio troppo astratto e anti-razionale a certe risposte. Non che tu sia stato maleducato, solo, per esempio con Daniele, capisco la citazione di Tony Robbins sulle credenze limitanti, ma rischia di essere un evitare la discussione. Mi viene in mente uno strumento fin troppo utilizzato da Freud e buona parte della psicanalisi: se credevi alle loro teorie (inconscio sessuale, traumi del passato per problemi presenti, blabla) allora ok, sei sulla buona via; vuoi guarire. Altrimenti, o beh, il tuo è un transfert: un muro dell’inconscio, non vuoi capire. Esistono vie di mezzo, e soprattutto esistono pareri contrari, che è bello affrontare in una discussione, che è poi l’unico modo di vedere sul lato pratico quali siano le risposte più convincenti.

    Ma forse il fatto dipende anche che spesso su internet, vedendo solo la scritta, non vediamo tutti i dettagli emotivi di ogni discussione;)

    Comunque di mio a questo parere sono molto pratico: se dico, per dire, “fra dieci minuti potrai ricordare una lista di 15 parole in ordine normale e inverso”, poi lo puoi testare te stesso. Ovvio, è una cosa semplice, non un cambiamento di vita. Ma è una cosa che tocchi con mano.

    Ad ogni modo, il mio è solo un “tifo” per la discussione chiara.
    Per dire, sulla differenza tra spirito, anima e mente (la terza è più facile, via) non direi che sia una cosa così semplice, se si ha voglia di discuterla: credo che in 3000 anni di teorie la maggior parte dei filosofi su questa divisione abbia ancora le idee confuse XD

    Un saluto a tutti,
    M.

  7. mmh perdonate, solo una brevissima aggiunta, niente più papiri tranquilli XD
    Ma mi son reso conto che sulla faccenda di ciò che intendo con tentativo di “liberarsi” da certe convenzioni sociali, specie sul lavoro, e cercare di vivere di più non mi riferivo ad un semplice “lavorare da autonomi”, ma a cercare un po’ un’altra filosofia con risvolti pratici.
    O qualcosa così:
    «In fondo, (…) si sente oggi che il lavoro come tale costituisce, la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare».
    Friedrich Nietzsche, “Aurora” 1881.

    O, per chi volesse, ne ho scritto (partendo da idee del sempreverde Silvano Agosti) qui: http://slimson.wordpress.com/2012/03/30/di-unutopia/

    Torno a dare un saluto;)
    M.

  8. Un piacere 😛

    Come detto di norma (almeno di recente) tendo ad occuparmi più di applicazioni pratiche, ma avendo finito Filosofia, non può non interessarmi XD

    Per andare sul breve, una mia personalissima idea è questa (mischio un po’ teoria pura e qualche spunto di riflessione esistenziale, o ci provo :P):
    L’anima può essere considerata ciò che a livello di persona ci contraddistingue in modo netto dagli altri. E potrebbe essere ciò che di noi è eterno. Ma volendo metterla sul più pratico appunto, amo citare James Hillman, quando parla di “Fare anima”: fare ossia le cose in cui possiamo mettere tutti noi stessi, il nostro stile unico ed irripetibile. Per tornare ad Agosti, se siamo tutti, come essere umani “un capovaloro irripetibile”, sarebbe bellissimo se ognuno potesse esprimere se stesso, per svelare il suo mondo. (E con questo internet aiuta molto, credo)^^

    Per mente: direi che ci si possa riferire alla coscienza, a quanto ciò noi prendiamo in attenzione. A quanto comprendiamo e mettiamo in relazione con il resto delle nostre conoscenze pregresse.
    E scoprire che la mente può essere sviluppata, è a mio dire una conoscenza che può cambiare molte cose, nella vita di ognuno. E anche in questo blog e internet aiutano.

    Infine, per spirito, mi limiterei ad intendere la volontà. A volte infatti la chiamiamo anche “forza di spirito”, no? E consiste dunque nella nostra determinazione, nella nostra capacità di avere uno scopo e fare quanto ne consegue per raggiungerlo.

    Ora, mi viene in mente una cosa frammista a cultura popolare e filosofia: nella cultura vudu: in certe tradizioni infatti parlano dello spirito umano dividendolo in: piccolo angelo guardiano, assimilabile all’anima individuale ed alla personalità; e in grande angelo guardiano: assimilabile, invece ad una sorta di spirito generale che tutto permea, da cui noi siamo invasi, e può essere forse, sì, assimilabile alla volontà.

    E’ divertente notare come da questa tradizione siano poi nati per esempio gli zombie XD (esseri che hanno perso la loro personalità, ma sono ancora vivi, perché rimane una parte del loro spirito). A proposito di ciò, mi permetto di aggiungere un link, in versione molto ironica, niente di pesante, proprio sugli zombie e questo concetto di variazione tra spirito ed anima:
    http://slimson.wordpress.com/2012/07/24/gli-zombie/

    Questa la mia idea più o meno XD,
    Poi volendo uno potrebbe scomodare l’intelletto agente e quello passivo di Aristotele o Averroè, proprio per dire che che nella storia c’è stata un po’ di gente che si scervellata su questo argomento. Ma tranquilli, con questo non vi ammorbo 😛

    ciao!

  9. ghghg vero, mea culpa. Ma è un argomento infinito, in proporzione è breve, dai:P

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