Come cambiare la tua vita con una parola

“Basta con i fatti! Passiamo alle parole!”

– Pino Caruso

La parola giusta può cambiare tutto.

 

Prendi questi due esempi:

  1. Stefano, il tuo nuovo articolo fa schifo!
  2. Stefano, penso che il tuo articolo abba bisogno di un ritocco o due.

Il significato è lo stesso, ma noti come cambia il tono della frase? Da maleducato a gentile, da inutile a utile.

Le parole hanno un forte potere sulla tua mente. L’essere umano ha il linguaggio più sviluppato sul pianeta, una grossa parte del cervello si è specializzata per comprendere e comunicare con questo linguaggio.

Il cervello è diviso in conscio, quello che puoi controllare, e inconscio, quello ancestrale, nascosto ma dominante. Anche quando interpreti un discorso, entrambe queste parti si attivano.

  1. La mente conscia ti fa comprendere il significato letterale della frase, quello che le parole vogliono comunicare;
  2. La mente inconscia ti fa provare emozioni, ti inducono in un certo stato d’animo.

Nei due esempi sopra, il significato letterale percepito dal cervello razionale è lo stesso. Ma l’inconscio interpreta diversamente i due modi di comunicare il concetto.

La parola che cambia tutto

Ci sono parole fatte apposta per indurre un determinato stato d’animo. Il bello è che puoi indurre questa reazione emotiva non solo negli altri, ma anche in te stesso.

Se ti parli da solo, puoi raggiungere l’inconscio come se fosse qualcun altro a pronunciare quelle parole. Se nella tua mente fai discorsi potenzianti, proverai sensazioni positive. Se ti parli in maniera negativa, ti deprimerai.

C’è una parola che più di tutte le altre darà una spinta fondamentale al tuo percorso di crescita. Quella parola che ti permetterà di fare qualsiasi cosa, ti motiverà all’azione e ti migliorerà giorno dopo giorno.

Quella parola è:

Perché?

La mente umana è curiosa. Cerca le risposte alle domande, non vuole lasciare niente al dubbio. Al tuo cervello piace sentirsi perfetto, e farà di tutto per rispondere alle domande in sospeso.

E quando una risposta non c’è o non può trovarla razionalmente, se la inventerà (ed è qui che nascono molte religioni).

Quando ti chiedi il perché di qualcosa, stai sfidando il tuo cervello a dimostrare la sua perfezione e la sua coerenza.

Ti piace credere di essere una persona razionale, il cui pensiero è dettato da una rigorosa logica di causa-effetto. In altre parole credi che tutto quello che fai abbia un motivo razionale, credi di essere nel giusto.

Non sentirai molte persone dire “lo so, questo è sbagliato e non esiste nessun tipo di giustificazione, ma continuo a farlo”. Anche i fumatori: “lo so, fumare fa male a me e agli altri, ma sono stato stupido a iniziare e adesso non riesco a smettere”: la scusa, il perché, è la nota assuefazione al tabacco.

Puoi sfruttare questa trappola mentale per costringere il tuo cervello a pensare razionalmente alle cose.

Come sfruttare la parola magica

Come si fa?

Chiediti il perché di qualsiasi cosa.

  • Vado a votare questo partito alle elezioni. Perché?
  • Me ne sto qui al PC invece che andare a perdere i chili in eccesso. Perché?
  • Mi sento troppo pessimista. Perché? (la molecola dell’ottimismo non vale come risposta)
  • Voglio andare a farmi un panino alla Nutella, perché?

E non fermarti alla prima risposta, vai avanti a chiederti il perché delle cose finché non hai trovato una risposta vera, che non nasconde nessun’altra ragione sotto.

Non so l’inglese, perché? Non l’ho mai studiato, perché? Non mi sono mai impegnato, perché? Sono pigro, perché? Non so come sfruttare il mio tempo libero.

Se vai avanti abbastanza a chiederti perché, arriverai a capire la vera ragione delle cose. Di tutto quello che fai, di tutto quello che pensi.

Come può aiutarti a migliorare?

Ti renderai conto che molti dei tuoi comportamenti non sono razionali come vorresti credere. Fai le cose perché così ti hanno detto, perché non avevi voglia di fare altro, perché hai un preconcetto sbagliato.

Capirai i tuoi errori, le tue imperfezioni. E questo è il primo passo per migliorare.

Esistono altre domande?

Tutte le cinque domande aperte sono degli ottimi punti di partenza per il miglioramento:

  1. Cosa?
  2. Dove?
  3. Come?
  4. Quando?
  5. Perché?

Le domande aperte stimolano il cervello a cercare una risposta, ma è il “perché” che ha un effetto maggiore. Le altre domande possono essere risolte con una parola o poco più, senza doverci ragionare sopra.

Se ti chiedi perché dovrai riflettere, metterai in difficoltà il tuo inconscio. Non potrai scansare la domanda con una scusa poco pensata. La mente cercherà una risposta che riporti tutto il tuo sistema di credenze ad una perfetta logica a prova di bomba.

Non è facile uscire dalla zona di comfort e chiedersi perché. Ma se lo fai abbastanza a lungo, scoprirai delle verità incredibili su te stesso. Scoprirai che non sei quell’essere perfettamente razionale che credi di essere, e inizierai ad accettare il fatto che puoi migliorare.

E con l’aiuto di qualche tecnica interessante, migliorerai.

Fai subito questo esercizio!

Lo sapevi che la mente ci mette 15 secondi a dimenticare le informazioni che non ritiene importanti?

La maggior parte di quello che ti ho detto in questo articolo è considerato inutile dal tuo cervello. Ti rimarrà qualche concetto fondamentale, ma il 50% se ne sarà andato nel giro di qualche secondo.

E il 90% entro domani.

Per fissare nella mente quello che ti ho detto, per farlo diventare una tua abitudine costante, inizia adesso.

E non dico fra dieci minuti, dico proprio ora.

Pensa a quello che vuoi fare, a quello che vuoi diventare. Pensa al tuo grande sogno che ancora fa muffa nel cassetto. E chiediti: perché non ho ancora fatto niente?

Trova la risposta, poi chiediti ancora perché. Vai avanti finché non trovi la vera ragione per la quale sei stato inattivo finora. Ecco, adesso è tutto in discesa: trova quell’azione che puoi completare oggi stesso per fare il primo passo.

Per un risultato ancora migliore, ti consiglio di scrivere tutto il procedimento. Scrivere aiuta la crescita personale. E poi scrivi i tuoi risultati in un commento! 🙂

Comments

  1. Complimenti stefano proprio un bell’articolo. Devo dire però che non è così semplice trovare la risposta a tutte le domande che ti poni, quindi secondo me va bene come consiglio chiede il perchè ma non di tutte le cose che non sempre riesce a trovare una risposta. Comunque davvero complimenti per il bellissimo articolo molto interessante e istruttivo. Grazie. 🙂

    • Stefano says:

      Hai ragione Mattia, a volte (spesso) non è così facile trovare le risposte. È un processo che richiede qualche minuto, e soprattutto della sana autocritica. Come in tutte le cose, il cervello deve abituarsi. Con la pratica vedrai che sarà sempre più facile. 🙂

    • Anonimo says:

      Belle risooste,ma se vuoi realizzare qualcosa, tipo un lavoro che e una tua passione ci vogliono i soldi…perche? non posso farne a meno? ho bollette da pagare e col mio misero stip,endio non ci riesco? staccheranno il gas perche? Sapresti rispondere a questa domanda? Io me lo chiedotutti. i giorni

      • Ottima analisi iniziale, a mio avviso, effettuata però con ottica pessimistica in partenza. Fossilizzarsi su questioni come “Non faccio quel che vorrei perché”: 1) non ho tempo 2) non ho soldi 3) sono troppo preso da altro 4) non so fare, Non sono le reali radici del problema.

        Sono ottimi modi per analizzare l’ombra e cercare di combatterla, ma sappiamo tutti che l’ombra non esiste, è solo un artefatto di un ostacolo alla luce, un blocco. Che genere di blocco?

        Scarsa fiducia in se stessi, non essersi messi in gioco per cercare di uscire davvero dalla zona di comfort, falsa credenza che senza soldi non si possa mettere su un -relativo- impero anche finanziario, scarsa organizzazione e mancanza di metodo.

        Non mi dilungo oltre, su Mindcheats come in tanti altri posti potrai trovare tutte le risposte e le soluzioni, tutte le metodologie per riuscire a crescere in ognuno di questi sensi: bisogna però decidere ORA di mettersi in gioco al 100%, di voler effettivamente uscire dalla zona di comfort, di iniziare ad avere una mentalità positiva e fare il primo passo: sfrutta un po’ del tuo tempo libero per dedicarti alla lettura di articoli interessanti in questo senso e parla a te stesso, ossia al tuo inconscio: “Io sto facendo passi da gigante giorno per giorno”. Usalo come un mantra, e buona fortuna! 🙂

  2. Stefano, il tuo schifoso nuovo articolo ha bisogno di un ritocco o due. (scherzo ovviamente)

    Dove dici “Nei due esempi sopra, il SOGNIFICATO letterale”

  3. Federico says:

    “Perchè?”
    e allora : Perchè “Perchè?”?
    e “Perchè no?”

  4. Gabriela says:

    Ciao, ho provato il giro dei perché, dopo una ventina sono arrivata ad un punto morto (un perché a cui non trovo più risposta), ma ci riproverò.
    Poi mi chiedo anche “perché tu ci mandi questi articoli, perché hai aperto questo blog?”.
    Osservo il lieve senso di diffidenza che mi pervade mentre cerco di comprendere le tue motivazioni esplicite e quelle eventualmente “subliminali”…. e anche questo mi fa crescere!
    Grazie, comunque.

    • A me non fa crescere, mi fa distruggere tutto.
      Non riesco a non farmi domande, come non riesco a dare risposte.

      Comincio a pensare che devo smetterla di pormi problemi e di mettere tutto in dubbio.

    • Anonimo says:

      in realtà non penso sia utile questo esercizio se cerchi di capire i perchè degli altri, penso che ognuno dovrebbe capire i suoi perchè, solo così potrebbe migliorare. Come potrebbe farti migliorare capire perchè Stefano ha aperto un blog? Quello dovrebbe chiederselo lui. Anzi, non penso che ne abbia bisogno, visto che è un sogno che ha realizzato. é più utile chiederci il perchè in quegli ambiti in cui non riusciamo a migliorare che dove siamo riusciti.

      • La domanda è:
        Perchè migliorare?

      • Stefano says:

        Hai colto nel segno. 😉

        • Federico says:

          Qualcuno mi aveva raccontato di un esame alla facoltà di filosofia.Il professore presentò il test composto da un foglio ad ogni studente.Già da lontano il foglio appariva insolito,sembrava del tutto bianco.E quando il foglio veniva presentato sul banco,ecco apparire un’unica e semplice domanda:”Perchè?”
          Molti studenti rimasero di stucco e disorientati,qualcuno addirittura scocciato e contrariato: “con tutto quello che ho studiato sul programma sarebbe questo l’esame di Filosofia Morale?””Che baggianata!”Uno studente addirittura si alzò subito,e nervoso puntò verso la cattedra,per schiaffarvi sopra il foglio lasciato in bianco.La maggiorparte si rimbocco le maniche e non furono pochi quelli che andarono a prendere in quantità altri fogli protocollo .A parte qualche penna rimasta a grattare a lungo una testa ,non si era mai sentito in tutta l’università un tale scribacchiare di penne biro!
          Nessuno prese l’insufficienza.In realtà il professore ne avrebbe date parecchie,ma sapeva che il suo esame era tanto azzardato quanto criticabile. Diede comunque il massimo dei voti ad un solo scritto.
          La risposta dello studente era stata deliziosa, assieme alla domanda formava un quadretto divertente:
          ESAME DI MORALE
          Perche?
          Perchè no?

    • Stefano says:

      Ciao Gabriela, vedrai che con l’esperienza migliorerai! Le prime volte sono sempre quelle più difficili. 🙂

      Perché ho aperto questo blog: per passatempo, sapevo di conoscere molte tecniche efficaci e mi sono detto “vediamo come va”. 😛

    • maurizio says:

      meglio fermarsi alla 5a domanda ” perché”? se alla quinta non hai ancora ottenuto una risposta valida proseguire non serve, c’è qualcosa che non va

  5. Federico says:

    Mi pare che la parola “Perchè” centri ben poco con possibili effetti benefici.Gli altri elementi in gioco contano ben di più.Mi vengono in mente l’inconscio e la volontà.Nell’articolo viene fatta leva su di essi: si inizia con un titolo molto promettente,poi un breve esempio personale,qualche accenno di neuropsicologia.La suspense cresce, col titolo nasce un interesse, un desiderio e cioè “Voglio questa parola!” ,e man mano che si legge il desiderio cresce.
    Poi finalmente ecco la parola”Perchè?”(Si potrebbe subito dire che “Perchè?” non è una parola ma una frase interrogativa).
    Quello che accade dopo è una sensazione di eccitazione per la scoperta, poi l’articolo prosegue con qualche giudizio generico sul genere umano in cui è facile riconoscersi:”la mente umana è curiosa”,”al tuo cervello piace sentirsi perfetto”(che cervello altezzoso che abbiamo!).Ed infine qualche esempio pratico ben funzionante e facilmente riproducibile. Allora il lettore può sentire di avere in mano un nuovo strumento:un po’ di applicazione è si può dedurre che questo “Perchè?” si può ben adattare alla propria esistenza.
    Ma il vero fine di questa tecnica non è forse il contrario,cioè l’adattare l’esistenza a un “perchè” di turno,ovvero adeguare l’Esistenza alla Ragione?
    Mi sembra che se questa tecnica funzioni sia merito dell’entusiasmo e del buono spirito con cui ci si approccia.Credo che”Perchè” sia solo uno strumento: si potrebbe sostituire con altre domande come “Cosa?Cosa sto facendo?” o addirittura “Caspita…”(da anteporre ad ogni avvenimento)ed ottenere risultati di analoga consapevolezza .
    Senza entusiasmo e buona volontà chiedersi il perchè di qualcosa può essere distruttivo:non è difficile sentire persone che disperandosi si fanno domande del tipo “Perchè tutte a me?”o”Perchè mi sono fatto male ad un piede?””Perchè il mio vicino è così fortunato?”ecc.
    Un altro problema del “Perchè?” sono le domande a cui la ragione non può dare risposta e visto che il perchè implica, per il suo significato, una ragione, queste domande non hanno molto senso.Come da te accennato le religioni hanno sfruttato le domande irrisolvibili. Io credo che a tali domande non ci sia risposta proprio perchè molte cose non hanno una ragione .Quindi iniziare una frase con un “Perchè” contiene un pregiudizio,una forzatura,ovvero” per la cosa su cui si indaga esiste una ragione”. E così la realtà risulta deformata in partenza.

    • Geniale.
      Ma non hai forse considerato una cosa (o l’hai considerato ma me lo sono scordato, dato che dopo pochi secondi dimentico la metà come scritto):
      La nostra mente funziona con emozioni e motivazione, non con senso e logica.
      Avere un “perché” (anche falso) secondo me è qualcosa che ci fa andare avanti. Quel perché ci fa fare cose altrimenti impossibili, senza motivazione siamo nulla.

      Più ne sai, meno ne sai…

    • Stefano says:

      Ti ringrazio molto per il commento Federico, veramente molto interessante! È un esempio di come sullo stesso argomento si possano avere opinioni diverse ma ben argomentate. 🙂

      Perché tutte a me? Se posta seriamente, questa domanda è potentissima. Il problema non è la domanda in sé, che può portare a delle risposte interessanti (perché non cerco mai di migliorare, perché non ho un atteggiamento positivo e non sfrutto la legge d’attrazione), ma l’atteggiamento di chi se la pone. Non è una domanda vera e propria, ma un’affermazione: “capitano tutte a me”.

      Non puoi rispondere ad un’affermazione, quella al massimo pone dei paletti limitanti.

      Io non credo che le cose accadono senza una ragione, da buon meccanicista sono per la teoria causa-effetto. Qualsiasi cosa in questo universo è stata causata da qualcos’altro, ed è a sua volta la causa di ciò che verrà in futuro.

      • Giuseppe says:

        Per usare meglio la legge di attrazione come spiega anche osho nei video su youtube è più facile partire dall’effetto.

        Non causa-effetto ma.. EFFETTO-causa a cerchio continuo.
        Ovviamente la sua spiegazione è molto più completa…

        Comunque grazie per l’articolo e a tutti voi che avete contribuito.

  6. Giacomo says:

    CIT: “Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille!”

    CONFUCIO

    • Stefano says:

      Giusto, ma c’è una bella differenza fra sapere tutto e cercare di migliorare sé stessi giorno dopo giorno! La fallacità dell’essere umano mi pare così scontata che nemmeno l’ho citata. 😛

  7. Draconfire says:

    Ciao,
    l’articolo è interessante, ma come ogni cosa credo che vada presa con le pinze. Mi piace pensare che questo sia un suggerimento o un incoraggiamento a fare un’analisi di se stessi in modo razionale piuttosto che una soluzione a tutti i problemi della vita.
    Tuttavia ammetto che questo ‘metodo ‘, a me già noto, mi ha aiutato a smettere di fumare dopo anni di ripetuti tentativi,. Semplicemente perché, come da te giustamente suggerito, chiedendomi profondamente perché avevo bisogno delle sigarette mi sono accorta che le risposte erano tutte scuse e la vera ragione era la dipendenza.
    Quindi per concludere questo lungo commento, credo che questo sia un ottimo metodo per autocriticarsi e non spronarsi a fare meglio.

    • Stefano says:

      Ciao Draconfire, sono felice che tu abbia usato questo metodo per smettere di fumare! Una dipendenza molto forte, che prova la validità della tecnica.

      Hai imparato ad autocriticarti con i perché, e funziona. Ora prova anche altri metodi, che male non fa. 😉

  8. Draconfire says:

    Correzione dell’ultima frase: ‘…per autocriticarsi e spronarsi a… ‘

  9. Ciao a Stefano e tutti, complimenti per l’articolo! Mi è piaciuto moltissimo anche quello in cui critichi (costruttivamente) la crescita personale “all’americana”. Vorrei condividere con un voi la mia esperienza di miglioramento. Sono una persona non troppo razionale ma istintiva e “visiva”: invece di chiedermi il perché dei miei comportamenti, uso le immagini. Immagino la mia situazione attuale e, giocando con le libere associazioni di idee, mi immagino nuove evoluzioni, nuovi finali. In pratica, sogno ad occhi aperti 😉 Spesso trovo così il coraggio di fare azioni di cui prima me stessa e gli altri non mi ritenevano capace 🙂

  10. Ciao Stefano,
    senza questa magica parola non sarei mai arrivato dove sono ora.
    Il perchè è la base della curiosità umana.

    Quando ho iniziato a non essere più soddisfatto di me stesso ho iniziato a pormi tutti i perchè. Da lì in poi non ho più smesso di cercare risposte. Riguardando indietro ora posso dire che nel periodo in cui mi chiedevo sempre il perchè, avevo risolto ben poco. Questo perchè ponendosi la domanda continuamente senza dare ulteriori informazioni alla mente si rischia di entrare in un ciclo che porta alla passività.
    Con questo voglio dire (e sono d’accordo con te) che il perchè funziona se si va attivamente alla ricerca della risposta.
    Ma la vera svolta l’ho avuta con un’altra domanda: Come posso fare a…?
    Con questa domanda poni la mente nella condizione di farti agire per qualcosa. In quel modo ho ottenuto dei risultati.

    Poi ho avuto altri fallimenti. E mi sono chiesto di nuovo il perchè. Questo mi ha portato ad una risposta generale, quello che per me ora è il perchè di tutto. Forse perchè ho voluto trovare un qualcosa che rispondesse definitivamente a tutti i miei perchè 😉 in ogni caso quello a cui sono giunto è il concetto di inconscio.

    Il punto è che a volte le motivazioni che noi stessi ci diamo non sono quelle reali o meglio quelle inconsce.. Ma forse ora sto entrando in un discorso troppo complicato. Ed è anche tardi…
    Perchè vado a letto sempre così tardi? 😉

    • Stefano says:

      Tardi quanto vuoi, ma vedo che non hai problemi a scrivere tanto a notte fonda! Dai dai, vai a scaricare il manuale del riposo perfetto. 😛

      Il come è la conseguenza del perché. Se ti chiedi abbastanza perché e sei onesto con te stesso, il come verrà naturale. 🙂

    • La catena dei perchè a me non porta un bel nulla. Se non autodistruzione.

      • Idrazee says:

        Perchè non ti porta ad un bel nulla ma solo all’autodistruzione? Avanti, dillo. Basta anche solo a te stesso, non necessariamente qui su Mindcheats.. (purché tu sia onesto sia in un caso che nell’altro)

  11. Già scaricato ovviamente! Avevo intenzione di leggerlo proprio in questo periodo, visto che riiniziano i ritmi “non estivi” e vorrei essere sempre riposato.

  12. susanna says:

    Ma è straordinario questo articolo!!! Sono entusiasta perchè io me lo chiedo sempre il perchè di ogni cosa, con questo non voglio dire che sono brava, ma perchè a volte mi sento dire: “basta con questi tuoi “perchè”, fallo e basta!!” Ora, dopo aver letto quello che hai scritto, saprò rispondere :o)

    • Stefano says:

      Grazie Susanna. 😀

      Però anche gli altri possono avere ragione. Chiedersì perché è inutile, se poi non passi all’azione! È quella la parte più importante, non fermarti mai a pensare ma agisci per migliorare la tua vita.

      • susanna says:

        Stefano, assolutamente sì, chiedersi il perchè e rimanere senza risposta, non va bene, sono un pò testarda nelle mie cose, devo sempre capire il perchè, però è vero che non va bene nemmeno essere troppo razionale, insomma una via di mezzo… Ciao!

        • Stefano says:

          Ricorda che la crescita personale è buon senso applicato (come dice il buon Andrea di efficacemente.com), ricordatelo sempre ogni volta che applichi un mio articolo. Segui la traccia che ti lascio, poi esplora e guarda cosa funziona meglio per te. Continua a sperimentare! 😉

  13. E’ vero che le parole utilizzate sono importantisime, anzi le parole, assieme ai pensieri e alle azioni determinano il nostro comportamento e quindi il nostro destino.

    Ma non sempre efficace chiedersi il perché. Per es.: perché succede tutto a me, perché non me ne va bene una, perché sono uno sfigato, ecc.!

    Queste domande basate sul perché sono controproducenti, rivoltano il coltello nella ferita, peggiornao la situazione anziché migliorarla.

    A volte è necessario sostituire il perché con il come o il cosa: Come posso migliorare la mia situazione, cosa devo fare per non cadere nello stesso errore, come devo cambiare per….

    Cordiali saluti
    pasqualefoglia

  14. ti vorrei far notare di seguito una citazione:
    “Le parole hanno il potere sia di distruggere, sia di guarire. Quando le parole trasmettono verità e consapevolezza, possono cambiare il mondo.”
    Buddha.

  15. Davvero un gran bell’articolo. Grazie!

  16. Sei fantastico Stefano, pensa che la prova del fallimento io l’ho già provata nella mia vita, cestinando 15 anni della mia vita sacrificando tutto, ma nonostante ciò, mi sono rialzato, ho buttato alle spalle vergogne e timori e ho creduto in me stesso. Questo è quello che dico ai miei figli, aver paura non serve a nulla, saper affrontare le situazioni è sintomo di intelligenza, e basta con il dire che va tutto male! Pensa ai nostri nonni che dopo la guerra non avevano nulla.
    Un Abbraccio, Rino.

  17. Idrazee says:

    Davvero ben scritto. Penso che nei commenti si trovi una parte integrante dell’articolo, molto utili anch’essi. Ho provato a domandarmi “perchè” ciclicamente riguardo i miei sentimenti per una mia amica e sono giunto al punto di scriverle proprio adesso. Devo dire però che dopo un po’ mi sono accorto che chiedersi “perchè” diventa superficiale, perchè chiedendomi in continuazione “perchè”, rispondevo con la prima cosa che mi veniva in mente, per “cogliere l’attimo”. È così che è inteso questo metodo? Con il darsi risposte rapide?
    Comunque sono rimasto colpito dalla quantità di commenti, davvero non pensavo che ci fosse così tanta gente.

    PS: che figata, non posso non condividere questa: “Perchè non scrivo ancora poesie?” “Perchè… hmm.. perchè non so scrivere.. o forse, meglio dire… che nonostante ci abbia provato ogni tanto, non ne ho mai scritta una vera, completa, finita..” Questo perchè ho appena letto l’articolo sui talenti innati.

    • Stefano says:

      Ciao Idrazee, il metodo è fatto per ragionare, le risposte immediate ne annullano l’efficacia. 😉

      P.S. Il talento non esiste!

  18. Il ho sempre sognato di diventare una persona importante infatti tutti i giorni mi chiedo sempre se io fossi stato una di quelle persone cosa avrei potuto fare di me stesso ma alla fine mi chiedo sempre il perchè di tutto quello che penso e ne vengo fuori nel dire che nella mia vita non ho così tanta fortuna e non andrò mai fino in fondo in una cosa che inizio o che vorrei iniziare questo è tutto quello che mi blocca e questa è la risposta del mio perchè 🙁

  19. massimiliano says:

    Gran bell’articolo. Permettimi di dire la mia. ” Perchè” , per quello che mi riguarda , induce a dei limiti oltre cui è difficile andare oltre. Ed alcune volte , non ha alcun senso. Sarò più chiaro. Se mi chiedessi :
    “Perchè continuo a svolgere questo lavoro che non amo ? , la mia mente mi proietterebbe l ‘immagine di bancanote , di mutuo ecc ecc , cioè pensieri demotivanti. Diverso è chiedere Come posso…cosa dovrei fare … per renderlo più divertente , più interessante ? Mi sento spinto oltre a raffigurarmi un’altra ipotetica possibilità. Non so se riesco a rendere l ‘idea.
    Ho scoperto e sanato il mio pessimo rapporto col cibo ricorrendo alla domanda ” Cosa succederebbe se non mangiassi tutto ? Di lì a poco ho visualizzato il mio problema ed ora mi sento libero di mangiare solo se ho fame , come anche di digiunare. Le aspettative altrui non sono più affar mio , ma erano uno dei motivi per i quali ” azzannavo” il cibo senza gustarlo. E’ un percorso facile conoscendo la strada…… :-). Aborro il perchè !!!!

    • Grazie Massimiliano, hai già letto i miei due articoli su come perdere 25 kg e i principi di un’alimentazione sana?

  20. Ciao, complimenti per l’articolo è davvero una ventata d’ottimismo. E io ne ho sempre molto, incessante bisogno.
    Detto questo, e avendo letto qualcosa in proposito, secondo te usare determinati mantra (un mio classico: “keep moving forward!” o “ricorda chi sei!”), determinate parole insomma, influisce più sulla nostra logica o è una sottile tecnica di autoipnosi?
    Per me è un po’ entrambe le cose: se mi trovo in situazioni non ben definite, come prima cosa mi chiedo le classiche domande sul chi-cosa-dove-come-quando-perché e cerco, anche con l’aiuto di una piccola mappa se necessario, di venirne a capo.
    Se la situazione è disperata, allora m’incavolo di brutto e scrivo. Aha. Scrivo, eccome! Magari poi cancello il file, e succede spesso, ma scrivo. Poi, dopo un po’, rileggo. Possono anche passare giorni, delle volte. E quasi sempre mi dico la classica frase: eccomi qua! Avanti! Ricordati chi sei, su! E riparto.
    Ma queste parole, queste frasi, per me influiscono più sulle emozioni che sulla logica pura e dura. Hai presente il vulcaniano di Star Trek? Anche lui era in parte umano … la logica fine a sé stessa diventa un arido deserto.

  21. Francesca says:

    Perchè sogno?desidero? Perchè c’è chi mi aiuta in continuazione a farlo…anche senza saperlo.
    Grazie.

  22. ciao stefano…ti ringrazio per quest’articolo…sono riuscita a poter vedere chiaramente la risposta che mi serviva relativo al proprio sogno, alla domanda ”perché non ho ancora fatto niente?”…tutti quei perché non solo ti fanno rendere conto che posto occupi in una scala sociale…ma pure perché ti accontenti di quel posto…comunque una volta trovata la determinazione sono sicura che imparerò finalmente l’inglese..alla faccia di tutti quelli che mi dicevano che non ci sarei riuscita!!!:-))))

  23. Antonella says:

    Ciao! la mia vita è sempre un involucro di domande che non hanno mai una risposta..a volte mi chiedo perchè penso troppo?! a volte non vorrei pensare per niente ma c’è sempre una parte di me che me lo impedisce, devo sempre pensare, pensare e pensare. La maggior parte delle volte però i miei pensieri sono pessimisti e vorrei cambiare proprio in questo.
    Complimenti per l’articolo, non sai quanto ti invidio che abiti negli U.S.A!

    • Stefano says:

      Ciao Antonella, diventare ottimista non è una cosa che puoi fare in un giorno, serve seguire un percorso di crescita personale a volte lungo e complesso. Mindcheats è qui per questo.

  24. Anonimo says:

    Ciao stefano grazie per le tue belle parole. Ho riflettuto molto e non vedo l’ora che mandi la prossima lezione…. un bacio jessica

  25. perchè sogno e continuo a sognare? perchè penso troppo e non faccio nulla?sembra che ci sia sempre qualche ostacolo davanti,i miei pensieri sono ottimisti ma sembra sempre che la marcia non entri per iniziare a fare qualcosa , quest articolo ti da la volontà e la forza di non mollare mai ogni singola frase è un sorriso e dentro sale la voglia di mettercela tutta , quest articolo è veramente fantastico!!!

  26. io sono una persona curiosa per natura…anche se sono nella terza età..continuo a chiedermi il perchè di tutto… in questo periodo mi e chiedo spesso, dato il mio recentissimo 2^ viaggio in NYC, perchè si dice così, perchè si dice in un modo o nell’altro…e abbino la grammatica che sto studiando all’unitre al modo di parlare degli americani…capisco molte cose scritte…seguo e comprendo grosso modo film in lingua inglese con sottotitoli in inglese sotto…ma quando mi trovo a dover parlare dico si e no poche parole molto sinteticamente giusto per farmi capire…e non ci penso neanche a impostare la frase o i verbi correttamente..anche perchè ho difficoltà…e fretta… nell’immediato ho bisogno dell’informazione…e la ottengo…ce la farò a parlare e capire l’inglese corrente anche se americano…? ce la metto tutta ma dimentico le parole …..e dovrei avere sempre con me un translate….che poi quando a vedere come si dice…la sapevo è che solo non mi tornava in mente in quel momento….

    • Stefano says:

      Comunicare a monosillabi va bene all’inizio, come dici tu la cosa importante è scambiarsi le informazioni. Non siamo a scuola, la grammatica non conta. Inizia a scrivere in inglese piuttosto che parlare, farlo su internet è l’ideale. Comprensione e produzione (scritta od orale che sia) sono campi molto diversi e richiedono preparazioni specifiche.

  27. Salve a tutti,
    non che voglia fare il diverso ma io la risposta perchè sono sempre stato un fallimento in inglese l’ho trovata in 1 nano secondo: non ne ho mai avuto la voglia!!! Classico atteggiamento: ho iniziato mille corsi e non ne ho finito nemmeno uno e quei pochi a cui ho resistito, facevo i compiti a casaccio ecc… . Inutile quindi nascondersi dietro ad un dito, tutte le scuse erano sempre buone. Ora so che qualcosa è cambiato ed un nuovo metodo di studio, capitato proprio per caso mentre cercavo nel web qualcosa che mi stimolasse maggiormente in merito, penso possa essere interessante. Grazie per l’attenzione.

  28. Non ho mai letto così tanto come in questi pochi giorni, e sto leggendo tutto cercando di capire ogni singola frase. Non vedo l’ora di iniziare questo corso… Per vedere se davvero anch’io POSSO riuscire ad imparare, adesso che sono più grande e con più voglia di imparate. 🙂

  29. Anonimo says:

    Perchè? Perchè sono ancora piccola per poter fare quel che voglio di più al mondo? Perchè i miei genitori non vogliono che io realizzi il mio sogno? Ma sopratutto perchè…perchè c’è solo un perchè nella vita di tutti?

  30. Hei Amico..e sai xkè amico? Perchè ci sei e ci sarai, h fiducia in te… Si mi sono posta il perchè ad una cosa importante e…è stato liberatorio! bacio

  31. vincenzo says:

    Buongiorno!Ho appena iniziato questa nuova avventura.Riuscire a battere la mia pigrizia ad imparare l’inglese.
    Stefano tu e questo sistema sembrate ottimi motivatori!speriamo bene

  32. Il mio perché forse è la paura di non essere la più brava ….così non ho mai fatto una mostra di quadri tutta mia ,una collezione dei vestiti e con inglese …mah tutti sono convinti che sono brava ,….mah
    Comunque :-)-) complimenti !Natalia
    Continuo a seguirti

    • Non sarai mai la più brava, questo è pacifico. Nel mondo ci sarà sempre qualcuno più bravo di te in qualcosa. Ma finché non vai là fuori e metti in pratica le tue abilità, non migliorerai mai.

  33. Ciao a tutti,
    ho una bella notizia !!!! Per la prima volta sono costante in un corso d’Inglese !!!!
    Accetto complimenti

    Grazie per aver condiviso la mia gioia.

  34. Sì Stefano,
    grazie al tuo corso trovo “tremendamente” facile memorizzare i concetti.
    Forse proprio per il fatto che menzioni solo le cose che effettivamente mi serviranno e non un’infinità di nozioni che, nel medesimo istante in cui le leggi, sai già che proprio in quello stesso istante le stai dimenticando.
    Sono solo all’inizio ma il mio obiettivo era, ancor prima del fatto di voler imparare la lingua, quello di trovare un qualcosa che mi stimolasse (e le tue mail settimanali lo fanno eccome) e mi con “garantisse” una certa costanza . Credo di averla trovata.

    Grazie e buon proseguimento

    Marco

  35. Mi sto concentrando su quello che devo fare giornalmente,seguendo ciò che hai scritto e ho già un risultato…..la costanza e il credere pù in Me stesso. Grazie

  36. Ciao Stefano! I tuoi articoli sono proprio ben fatti, complimenti! Non sono troppo lunghi da leggere quindi non ci si stufa ed inoltre danno davvero un input a fare qualcosa di concreto.
    I miei perchè in questo periodo sono: perchè non riesco a prendere la patente della moto? perchè voglio la patente della moto? Le risposte le so e le ho trovate lampanti dentro di me “perchè non ho abbastanza pratica e perchè voglio fare il coast to coast degli stati uniti in moto” e qui mi nasce un altro “perchè vuoi migliorare l’inglese” ovviamente perchè per un viaggio così non posso certo permettermi di comunicare alla bell’ e meglio.
    A presto!

  37. Questo tuo discorso è da alcuni punti di vista simile al discorso di “Simon Sinek: How great leaders inspire action”. Sinek ovviamente pone l’accento sul rapporto Brand-People ma tutto parte sempre da “why”, cioè dalla motivazione sia di un determinato brand sia della singola persona.

  38. Matteo says:

    Non è sempre facile trovare la risposta a tutte le domande, per esempio con la domanda “perché mi piace viaggiare?”

    • Stefano says:

      E’ difficile rispondere a molte domande, ma non è un giusto motivo per rinunciare a rispondere a priori 🙂

  39. Anonimo says:

    Penso che ad essere sinceri con se stessi le risposte ai perché si trovino, però una volta che si hanno che cos é che ti da quella spinta all azione che determina l’inizio del cambiamento? Conoscere la causa del problema non è la soluzione, cosa e ti fa scattare dentro la motivazione a cambiare le abitudini e quindi i comportamenti?

    • Stefano says:

      Ciao, secondo me la spinta te la dà il senso di disagio che si prova quando si è fermi e non si sta bene nel proprio ruolo 🙂

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