I 3 rischi del sonno polifasico

Ti ho già parlato di come dormire 2 ore al giorno, o se non vuoi essere così estremista, 4 ore al giorno.

Puoi farlo grazie al sonno polifasico: dormire più volte al giorno ti permette di dormire di meno.

Tutto bello, tutto perfetto. Ma quali sono i rischi?

Molti lettori mi hanno chiesto, tramite commenti o email, quali siano i rischi che si possono correre quando si pratica il sonno polifasico. Finora, la mia risposta è stata: nessuno.

Ci sono delle teorie non confermate riguardo al metodo Uberman, quello che ti fa dormire 2 ore al giorno, e delle ipotesi sui rischi per la salute ad esso connessi. Ma non ci sono finora prove certe, solo insinuazioni.

E visto che a me non piace parlare giusto per rinfrescarmi la bocca, se non ho prove concrete mi baso sulla mia esperienza: il sonno polifasico mi ha fatto passare degli esami all’università, e tanto mi basta per dire che può essere una valida risorsa per studiare efficacemente.

Ma ci sono dei nuovi studi sul sonno, che mi hanno spinto a creare questo articolo.

Una premessa: nessuno sa perché dormiamo. Il metodo scientifico è arrivato a spiegare come dormiamo, cosa succede nel cervello, ma non il perché. Il fenomeno è ancora avvolto nel mistero.

Il bello è che ogni qualche mese escono delle nuove pubblicazioni, che costringono a rivedere tutte le teorie precedenti.

Così in questo caso. Dei nuovi studi potrebbero mettere in discussione l’efficacia del sonno polifasico.

La tua sicurezza è la mia priorità. Molte persone hanno deciso di provare questa tecnica dopo averla letta su Mindcheats, perché si fidano di me. Per questo mi sento in dovere di dire alt, aspetta, prima pensaci.

In questo articolo ti spiego come queste nuove ricerche possono rendere il sonno polifasico una cattiva idea per te.

La meccanica del sonno

Ti ho già spiegato in un altro articolo perché dormiamo. Prima di vedere i rischi, ti voglio spiegare cosa succede nel cervello quando riposi.

Il sonno è come una deframmentazione del disco in Windows: le informazioni vengono rielaborate e sistemate per una memorizzazione più efficace e per prepararsi al giorno dopo. Questo avviene nella fase REM, che si verifica principalmente nella parte finale della notte.

Se non pratichi il sonno polifasico, dormire bene è quindi essenziale per le operazioni di manutenzione del cervello.

C’è anche un’altra fase del sonno, che avviene principalmente nella prima parte della notte, che è tutto l’opposto. Sonno profondo, scarsa attività celebrale, pressione bassa. Uno stato che ricorda il coma.

Prima di arrivare al sonno profondo, ci sono altri due stadi intermedi:

  • Il pre-sonno, nel quale ancora devi addormentarti del tutto;
  • Il sonno leggero, dove i tuoi sensi sono ancora attivi ed è facile essere svegliati.

Durante una buona notte di sonno, questi stadi si ripetono in cicli da 90 minuti: pre-sonno, sonno leggero, sonno pesante e fase REM si susseguono in quest’ordine più volte a notte.

Anche se la distribuzione è leggermente diversa (sonno profondo nelle prime ore di sonno, fase REM nelle ultime), la somma è sempre un’ora e mezza a ciclo.

Un consiglio pratico? Se dormi monofasico, punta la sveglia in modo da dormire multipli di 90 minuti. Dormire 6 ore è meglio che dormire 7 ore, perché ti svegli quando hai appena completato un ciclo.

Il sonno polifasico non è tutto uguale!

La ragione per la quale il sonno polifasico ti permette di dormire così poco è che riduce il sonno leggero e pesante, lasciando inalterata la fase REM.

Se il tuo cervello sa di poter dormire solo mezz’ora alla volta, ottimizzerà i tempi e ti farà entrare in fase REM dal primo minuto.

Ti sei mai addormentato sul bus? Io sì, lo faccio sempre per ottimizzare i tempi.

Spesso mi capita di sognare, anche quando mi appisolo per 10 minuti: significa che sono entrato il fase REM (l’unica dove avvengono i sogni). È il cervello che cerca di sfruttare al massimo i pochi minuti di sonno.

Ma di tipologie di sonno polifasico ce ne sono molte:

  • Il sonno bifasico, dove dormi 2 volte per un totale di 5 ore e mezza;
  • Il sonno Everyman, dove dormi 4 volte per un totale di 4 ore e mezza;
  • Il sonno Dymaxion, dove dormi 4 volte per un totale di 2 ore;
  • Il sono Uberman, dove dormi 6 volte per un totale di 2 ore.

La fase REM totale, in tutti i tipi di sonno polifasico, è di 2 ore: la stessa che avresti con un riposo da 8 ore normale.

E visto che è nella fase REM che il cervello svolge i compiti di pulizia e ottimizzazione, a livello celebrale non hai nessun problema, nessun rischio.

Ma più il sonno polifasico diventa estremo, e più riduci le altre fasi del sonno.

Fasi che sono inutili per il cervello, ma il tuo corpo cosa dice? Le nuove ricerche hanno mostrato tre operazioni connesse con il sonno profondo, che possono causare dei rischi durante il sonno polifasico.

Eccoli.

1 – La prestazione atletica

Gli studiosi hanno recentemente osservato che durante il sonno profondo il corpo rigenera i tessuti muscolari più velocemente, se sono lesi da qualche trauma.

Questi traumi non sono solo infortuni, strappi muscolari e altri eventi dolorosi, ma anche dei semplici allenamenti.

Sai quando torni a casa da una partita di calcio, e senti i muscoli tutti doloranti fino al giorno dopo?

Quello non è acido lattico, è il muscolo che che ha tutta una serie di micro-strappi dovuti allo sforzo.

Nulla di preoccupante, anzi è meglio così: sforzare i muscoli li aiuta a mantenersi in forma, aumenta la tua resistenza e ti tiene in salute.

Il processo di guarigione di queste lesioni avviene principalmente durante il sonno pesante. È per questo che dopo una notte di riposo, in seguito alla sopra citata partita di calcio, ti senti molto meglio.

La conclusione pratica: se pratichi tanto sport, il sonno polifasico non fa per te.

Per esperimento, la squadra di basket della Stanford University ha dormito per 10 ore prima di una partita. Le prestazioni sono aumentate fra il 5 e il 10 percento!

Questo non è un problema se non sei un agonista. Anche senza la fase di sonno pesante, se fai una partitella con gli amici due volte a settimana il muscolo non ha bisogno di riparare grossi traumi.

Il discorso vale solo per gli atleti professionisti, agonisti che cercano la massima prestazione.

Se fai sport per divertirti e vuoi provare il sonno polifasico, nessun problema: non noterai nemmeno il cambiamento!

2 – Raggiungere il peso forma

Sei stato bravo, con lo sport di cui sopra e un po’ di rigore mentale hai perso 25 chili in 6 mesi.

È stata recentemente dimostrata la forte relazione che intercorre fra il sonno e la fame, quindi se sei a dieta faresti meglio a leggere questo punto.

La fame è regolata da due ormoni:

  • La leptina, che blocca l’appetito;
  • la grelina, che ti fa venire fame.

Il bilanciamento di questi due ormoni è quello che ti fa rifiutare una torta al cioccolato o mangiare le peggio schifezze di questo mondo.

Quando dormi, il tuo corpo produce leptina e blocca la grelina.

Risultato: quando dormi non hai fame, e quando ti svegli ne hai di meno. Di contro, quando pratichi il sonno polifasico fai più fatica a resistere alla tentazioni.

Da un lato è vero, stare svegli ti fa bruciare più calorie. Ma un panino te ne fa assumere molte di più!

Se sei a dieta, assumi già meno calorie di quelle che bruci. Quindi hai fame, c’è poco da fare. Puoi fare tutto lo sport che vuoi, ma una dieta ipocalorica devi seguirla.

Con il sonno polifasico, avrai ancora più fame. Quindi se devi perdere peso, fatti un favore e dormi monofasico!

Il discorso non vale sei il peso forma già l’hai raggiunto, e vuoi solo mantenerlo. Qui puoi permetterti di mangiare di più, e finché mangi bene non avrai problemi di fame. Puoi addirittura concederti qualche lusso ogni tanto: io ieri ho mangiato un torta al cioccolato che dire epica è dire poco.

3 – Combattere le infezioni

Quando hai un’infezione, anche un semplice raffreddore, dormire monofasico ti aiuterà a guarire prima.

Durante il sonno, compresa la fase di sonno profondo, il corpo ha più energia per combattere le malattie. Il livello di anticorpi e globuli bianchi sale, tanto che ti senti meglio anche durante il giorno.

Quando sei malato fai fatica a dormire. Sono sicuro che dopo una pessima notte ti senti ancora peggio! La ragione è che il tuo corpo non ha potuto sfruttare il sonno per dare il colpo di grazia all’infezione in corso.

Se sei già malato, cerca di dormire bene piuttosto che dormire poco. Il giorno dopo ti sentirai meglio.

Questo consiglio non vale per chi è già in salute. Se applichi il sonno polifasico come si deve, dormire così poco non ti farà ammalare di più.

La prevenzione va fatta il altro modo: fai sport, mangia sano, non fumare.

Non avere la fobia delle malattie, e non lasciare che questo ultimo punto ti scoraggi dal provare il sonno polifasico. Io l’ho usato per mesi, e non mi sono mai beccato niente!

Quando dormire polifasico e quando no

Per riassumere, non dovresti provare il sonno polifasico se:

  • Sei un atleta a livello agonistico e cerchi la massima prestazione;
  • Stai facendo una dieta per perdere peso;
  • Sei ammalato.

In tutti gli altri casi, puoi provare la bellissima esperienza del sonno polifasico.

Non te ne pentirai.

Un aiuto per il sonno polifasico

Sei convinto a dormire di meno con il sonno polifasico? Bene! Visto che l’ho provato anch’io e so quanto è difficile iniziare, ho una sorpresa per te. Qualcosa che avrei voluto avere quando ho iniziato a dormire polifasico, perché mi avrebbe risparmiato un sacco di fatica, problemi e sonno arretrato.

Una serie di tracce audio per dormire bene. Le ho create con in mente un solo obiettivo: farti dormire bene. Anche se non ti interessa il sonno polifasico, sono sicuro che ne troverai almeno una interessante.

Dormire male significa vivere male, questo è il mio motto.

Un cattivo riposo ha gravi ripercussioni sul tuo fisico e la tua mente:

  • Diminuisce la creatività;
  • Sei più pessimista e triste;
  • Non riesci a cogliere le opportunità della vita;
  • Ingrassi.

Se vuoi passare al livello successivo, se vuoi veramente ottimizzare il tuo sonno, sei nel posto giusto: clicca qui per saperne di più.

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Comments

  1. ciao,
    io non ho mai provato il sonno polifasico ma mi affascina molto.
    il ritmo di vita scandito dai mezzi e dagli orari non mi permettono ora di provare questo metodo per dormire ma forse potrei provare uno degli altri metodi che hai elencato nel tuo articolo.
    visto che l’argomento del sonno ti sta così a cuore da farlo diventare un tema principale del tuo sito perché non sviluppi degli articoli sulle altre tipologie di sonno diverse dal monofasico?
    spero di non essere l’unico a farti questa richiesta.
    bell’articolo comunque!

    • Stefano says:

      Di articoli sul sonno polifasico ne ho fatti parecchi già, un altro è in arrivo sotto forma di video (una nuova iniziativa che progetto da qualche settimana). Se tu hai poco tempo per provare il polifasico, ti consiglio il metodo bifasico. Puoi trovare una spiegazione dettagliata in questo articolo che ho scritto per efficacemente.com: http://www.efficacemente.com/2011/02/il-sonno-polifasico/

  2. Marco Rizzo says:

    Grazie, articolo completo e ben organizzato : ) forse il migliore che abbia fin’ora letto sul sonno polifasico..

    • Stefano says:

      Grazie Marco, tu stai sperimentando il sonno polifasico o hai intenzione di provarlo a breve? 🙂

      • Marco Rizzo says:

        in realtà ho fatto un tentativo alcuni mesi fa, il risultato è stato disastroso ma ammetto che è tutta colpa mia… ho seguito il ritmo per soli 4 giorni (uberman) e ovviamente non ho avuto il tempo di adattarmi. Spero un giorno di riprovarci, magari quando avrò maggiore libertà con gli orari e soprattutto l’appoggio di amici-familiari… ciao

        • Stefano says:

          I primi 4 giorni di Uberman sono disastrosi, non c’è niente da fare. 😛

          L’appoggio di amici e familiari è difficile da ottenere con un metodo di sonno così estremo, io sono stato felice di avere un “fai come preferisci”!

          • oltre ai citati metodi una soluzione intermedia che preveda un sonno lungo (di circa 4 ore) e 2 nap, non esiste?

          • Stefano says:

            Non che io sappia, ma se hai tempo e voglia di sperimentare, puoi creartelo tu un metodo del genere. Ricorda che meno volte dormi, e più devi dormire ogni 24 ore. 🙂

  3. Grazie mille, forse come già credevo a questo punto il migliore è il bifasico?

  4. anche secondo me, è quello meno distante dal sonno normale e quindi non ti scombussola la giornata come quello polifasico e poi non è un cambiamento molto radicale

  5. Ciao Stefano, sono sempre più incuriosito dal sonno polifasico e non appena avrò la possibilità lo proverò.
    Una cosa che ho mi capita, non so se anche a qualcun altro, è che normalmente quando dormo poco o sono stressato, mi viene l’herpes, quella fastidiosa formazione vicino alle labbra.
    Non so se sia legato alla privazione di sonno o più allo stress.. In ogni caso ti saprò dire di più quando proverò il sonno polifasico!

  6. Federica says:

    ciao,
    il sonno polifasico è un argomento che mi ha affascinato dalla prima volta che ne ho sentito parlare (in un’altro sito) ed è proprio facendo maggiori ricerche sull’argomento che ho scoperto mindcheats, che ora seguo da un bel po’.
    Allora, sì, ci ho provato, perchè non ho mai tempo per studiare e mi ritrovo sempre a farlo di notte e dormire quattro ore con il sonno polifasico può essere una bella esperienza, ma non lo è altrettanto farlo dormendo in modo tradizionale. Quando ho deciso di provarlo ero in un periodo in cui assomigliavo più ad uno zombi che ad una persona. Ho deciso di provare il bifasico, perchè è l’unico che è bene o male conciliabile con i miei impegni. Bè, non è andata, ci metto un sacco di tempo ad addormentarmi di pomeriggio, questo non solo mi fa perdere il tempo che sto cercando di recuperare con questa tecnica, ma non sapevo a che ora dovevo puntare la sveglia, dato che non sapevo se mi sarei addormentata dopo 20 minuti o 40. è successo anche che non ci sia proprio riuscita, forse ero troppo tesa, in quanto sapevo che DOVEVO assolutamente dormire in quel momento e addormentarmi in fretta. Insomma, dopo una settimana mi sono ritrovata più assonnata di prima e costretta a desistere. Però confido ancora nei benefici che questa tecnica può portare, quindi se hai delle dritte da darmi sono pronta a riprovarci. (si, ho già letto il tuo e-book su come riposare bene)

  7. l’articolo è veramente interessante. Posso dire che un articolo così bello non merita un titolo così negativo ? E’ una valida analisi dei pro e contro dei 2 tipi di sonno. Grazie

  8. Daniel says:

    Ciao
    Mi sapresti dire perche non riesco mai a ricordare cio che sogno ? c’è so che tutti sognano quando si dorme ,ma perche tutti si ricordano cio che sognano apparte me ? io nn ricordo cio che sogno da almeno 6 anni. E poi perche nessuno mi riesce a svegliare ? ho collegato la sveglia al mio amplificatore fender da 65 watt e ho provato a svegliarmi ma non ha funzionato,anzi mi sono beccato perfino la denuncia dai vicini per disturbo della quiete pubblica, ho provato anche a farmi prendere a ceffoni forti ma non ha funzionato. Da cosa puo dipendere tutto cio ?

  9. Ciao! Io lavoro su tre turni ormai da dieci anni e adesso mi rendo conto di aver praticato il sonno polifasico per tutto questo tempo senza mai sapere che esistesse. Ti dirò, spezzo sempre in due volte le ore di sonno arrivando a dormire per un totale di circa 6 ore al giorno, ma gli effetti a lungo termine sono devastanti. Almeno per me e per tutti i miei colleghi con cui ho parlato e che anche loro si gestiscono le giornate nella mia stessa maniera. Non sono mai, o raramente, sveglio al 100%, mi sento spesso poco lucido e svogliato. Ho cercato di approfondire la questione e quello che ne è uscito è stato che il problema è proprio causato dai turni e da quello, che oggi scopro, essere il sonno polifasico. Non è un caso che ormai in molte nazioni (anche in italia) il lavoro su turni è considerato “lavoro usurante” e si hanno molte agevolazioni, anche su stipendi e pensioni (si ha l’anticipo della pensione sino 3 anni rispetto ad un lavoro senza turni). Quando vado in ferie e per un periodo di tempo riprendo i ritmi da “persona normale” mi sento rinato! E non faccio un lavoro pesante, tutt’altro. Inoltre è ormai pensiero comune nella comunità scientifica che il progressivo miglioramento delle ore e della qualità del sonno sono state una conquista per la nostra salute. Peró quello che dici è vero: tentar non nuoce di sicuro, e ognuno potrà farsi un’idea in base alle proprie esperienze. Ciao e complimenti per il sito!

    • Stefano says:

      Ciao Vito, nel tuo lavoro direi che il problema più grande è l’esistenza dei turni stessi, non il sonno polifasico (dormire 2 volte al giorno è il sistema più naturale per la mente). Lavorare di notte significa dormire di giorno, ossia sballare tutto il ciclo circadiano. Nel tuo caso potrebbero esserti utili degli integratori di melatonina, se la cosa ti interessa però ti consiglio di rivolgerti prima a chi ha nozioni mediche migliori delle mie. 😉

  10. vorrei correggerti si può sognare anche in non-rem..per il resto ottimo post 🙂

    • Stefano says:

      Ciao Green, mi puoi dire la tua fonte per favore? Non ho mai sentito di una cosa del genere e vorrei approfondire. 🙂

      • Penso che Green si riferisse a stati alterati di coscienza che si possono raggiungere con la meditazione molto profonda o l’oppio, e che ho notato spesso capitano anche nel pre-sonno (soprattutto per chi fa polifase o instant-nap). Si tratta in effetti di un vero e proprio stato onirico in cui i propri pensieri diventano rappresentazioni visive, astratte e non, degli stessi. Al tempo stesso però si conserva l’uso dei sensi, per quanto affievoliti. Ad esempio è facile svegliarsi sentendo il proprio nome o ancora meglio con stimoli che “risvegliano” l’istinto di sopravvivenza (es: rumori non abituali che siano improvvisi, forti o in avvicinamento). Tutta via non lo definirei propriamente “sognare”, è più come un ponte verso la fase REM.
        PS: complimenti anche per il SEO, l’articolo è bello vecchio ma mi esce ancora tra i primi risultati

  11. GiuliaV says:

    Interessante e soprattutto molto affascinante!

    Io vivo con 3 gatti e spesso rifletto sui loro ritmi del sonno…ovviamente non devono lavorare e così possono farsi tutti i sonnellini che vogliono!
    Forse è proprio così anche per noi…siamo animali -per quanto qualcuno possa non essere così d’accordo- ma la nostra società ci ha stravolto i ritmi completamente!

    Io son dell’idea che tutti gli animali adottino il sonno polifasico. Confermi?
    Sarebbe intressante un articolo sul sonno nel mondo animale!

  12. Articolo molto interessante. Ma cosa succede al ciclo circadiano? Il Sonno è importante per il sistema immunitario e anche per il ciclo ormonale serotonina-giorno, melatonina-notte. Ci sono studi a riguardo?

    • Stefano says:

      Ciao Matteo e grazie. 🙂

      Gli studi ancora non hanno dimostrato nessun rischio legato al ciclo circadiano quando si pratica il sonno polifasico. Per dire, è molto peggio svegliarsi sempre a mezzogiorno.

  13. Federico says:

    Scusate..premetto che ci sono ottimi e interessanti articoli in tutto il sito..
    ma nessuno si è accorto che l’articolo comincia con una pesante affermazione del tipo “Una premessa: nessuno sa perché dormiamo. Il metodo scientifico è arrivato a spiegare come dormiamo, cosa succede nel cervello, ma non il perché. Il fenomeno è ancora avvolto nel mistero.” e subito dopo si riprende il discorso con “Ti ho già spiegato in un altro articolo perché dormiamo.”
    qualcosa non torna..?!?

    • Stefano says:

      Mi sa che ho fatto un po’ di confusione con i termini, grazie per avermelo fatto notare. 😉 Allora, per spiegare meglio:

      • Il perché, inteso come la ragione evolutiva del sonno, è sconosciuta. Insomma, ancora non si sa perché una creatura che si disattiva per 8 ore al giorno ha avuto più successo, a livello evolutivo, di una che non dorme mai;
      • Il perché, inteso come i processi mentali che regolano il sonno, sono almeno in parte noti. Dormi perché il cervello ha bisogno di eliminare le scorie, creare nuovi legami neuronali, e il corpo ha bisogno di rigenerare i tessuti.

      Spero di essermi spiegato adesso. 🙂

      • Federico says:

        ok..meglio 😉
        però adesso ho un’altra domanda..posso avere un’esempio di creatura che non dorme mai?

        • Stefano says:

          Da quanto so, tutti gli esseri viventi che hanno un sistema nervoso centrale dormono in qualche maniera. Anche gli insetti hanno un ciclo circadiano ed entrano in “torpore” una volta al giorno.

          Le creature che non dormono sono quelle senza cervello, per ovvie ragioni. Quindi in una parola: la medusa. 🙂

          • Federico says:

            Beh ma a questo punto abbiamo la risposta semplicemente rileggendo dal fondo…l’uomo si è più sviluppato di altre creature ,seppur con questo “difetto” della necessità di dormire, perchè ha un (buon) cervello..le creature che non necessitano di ore di “pausa” non sono al nostro livello perchè possono non dormire solo perchè non hanno cervello.
            🙂

  14. Il metodo scientifico prevederbbe che quando si dice “Gli studiosi hanno recentemente osservato” si citi la fonte che generalmente è un’articolo. Potreste per favore pubblicare il link alla rivista (anche se non completamente accessibile perchè a pagamanto, ma almeno per citare la fonte)?
    Grazie, E.

    • Di contro, le regole di bella scrittura ribattono che citare ogni fonte è una palla allucinante per il lettore. 😛

      Piotr Wozniak (2005) e Melinda Smith, M.A., Lawrence Robinson, and Robert Segal, M.A. (2012)

  15. ciao 🙂 io pratico thai boxe al lunedi e venerdi.
    di solito alla sera vado a letto sulle 23:15 – 23:30 e non so di preciso a che ora il mio cervello vada in fase REM.
    Alla mattina mi sveglio alle 6:30 per andare a scuola.
    Il mio problema è che quando ho Thai Boxe se non dormo un po al pomeriggio, arrivo alla sera che faccio ftica a reggermi in piedi…
    Ho provato a fare qualche dormita di 1 ora dalle 18:00 alle 19, ma al massimo arrivo al sonno leggero!
    Thai Boxe ce l’ho dalle 20:45 alle 22:15…
    Sai darmi qualche consiglio per aiutarmi? Grazie in anticipo

  16. Mi sto interessando all’argomento “sonno polifasico” da qualche tempo.
    Il mio timore è se la riduzione di sonno potrebbe interferire con gli stati dell’umore :ho tre bambini e c’è da essere in forma tra compiti,giochi e litigate!!!!(insieme ad una casa da gestire…);la motivazione nasce invece dalla necessità di recuperare tempo : ho ripreso gli studi ma vanno a rilento.Così mi sono mossa al cambiamento: mnemotecniche,sonno polifasico e biblioteca universitaria.Ma manca ancora la pratica nelle 3d e intanto mi chiedo : la riduzione di sonno interferirà con la capacità creativa che mi serve nelle mnemotecniche?conviene provare per gradi le diverse tecniche di sonno polifasico?e come si fa a passare dall’uno all’altro?quale polifasico preferire se vorrò studiare in biblioteca almeno 8 ore al giorno? Grazie.

  17. Gabriele says:

    Ciao Stefano! da qualche giorno ho cominciato a leggere alcuni articoli di questo bellissimo blog e te ne faccio i complimenti.
    Io sono uno studente di quarto anno liceo scientifico e mi interessa il sonno polifasico. Ma i miei orari e impegni mi permettono al massimo il bifasico, che è già molto 😀
    Una sola cosa mi chiedo(già l’ho cominciato da 4 giorni il bifasico e devo dire che mi sento davvero bene, fin dal primo giorno, dal primo momento che mi alzavo dal letto(tranne ieri mattina che non ho sentito la sveglia :P)): Se Caio comincia il polifasico, qualsiasi sia, e lo fa, per esempio, per un anno; che cosa succederebbe quando vorrebbe ritornare al monofasico? Ci sono problemi, rischi, difficoltà, possibilità di emicranie ecc? come consigli il ritorno al monofasico?
    Un’ultima cosa che mi è venuta in mente proprio ora: cosa dovrei fare quando un giorno, io che faccio il bifasico, non posso dormire di giorno? come dovrei recuperare?
    Illuminami 😀

    • Stefano says:

      Il ritorno al monifasico non dà problemi di alcun tipo, ricominci a dormire 8 ore al giorno e via. Anche se usi Uberman o Dymaxion, non sono mai stati riscontrati effetti collaterali. 🙂

  18. Lorenzo says:

    Ciao Stefano,
    sto sperimentando il sonno bifasico in questi giorni, e ho un piccolo dubbio da chiarire. Su questo e altri articoli trovo che il consiglio migliore è quello di dormire 4 ore di notte e 1 ora e mezza durante la giornata. Allo stesso tempo però il consiglio è quello di dormire a multipli di un’ora e mezza. Come mai quindi di notte viene consigliato di dormire 4 ore e non 4 e mezza?

    Grazie!

    • Stefano says:

      Perché con il sonno polifasico i cicli di 90 minuti si sfasano un po. Infatti il primo consiglio del bifasico, se non riesci ad adattarti, è di passare da 4 ore a 4 ore e mezza.

      • Lorenzo says:

        Grazie mille, è solo una settimana che ho iniziato, devo capire come organizzare al meglio cicli e orari. Per ora il problema principale è giusto un po’ di difficoltà ad alzarmi di mattina dopo che la sveglia è suonata. Il motivo principale penso sia dato dal fatto che non ho un particolare orario al lavoro, e quindi non ho uno stimolo immediato ad alzarmi, ma posso indugiare a letto. Solo che così perdo molto del guadagno del dormire di meno 🙂 Qualche consiglio per questo problema specifico?

        • Stefano says:

          Se non hai niente da fare, allora il sonno polifasico è inutile. 😛 Prima trova un modo per riempire le ore extra, poi inizia con il polifasico. Se fai il contrario, non avrai mai la motivazione necessaria. 😉

          • Lorenzo says:

            Oh sono strapieno di cose da fare, sennò non mi ci sarei manco messo a provarlo 🙂 Solo che non ho orari stringenti, è quello il motivo che mi rende più difficile il tutto. Ora comunque va gia meglio dopo una decina di giorni, grazie per i consigli!

  19. Alessandro Costantino says:

    Ciao Stefano! Da un po’ di tempo leggo articoli sul tuo blog per imparare a dormire meglio e leggo davvero tanta roba interessante! 😀

    Avrei una domanda da fare: io ho 16 anni, e sarei tentato di provare il sonno bifasico per stare in veglia qualche ora in più. Data la mia età, me lo consigli? Il sonno bifasico consiste nel riposino pomeridiano + dormita serale, vero? Da 7 ore dovrei scendere a 5?

    Un saluto,

    Alex

    • Stefano says:

      Ciao Alessandro, a 16 anni il sonno bifasico può andare bene. Ma non ti consiglio di provare Everyman o peggio, per quello aspetta i 20 anni per evitare problemi.

  20. Caro Stefano,

    ho letto vari articoli sul sonno bifasico e ho deciso di tentare. Ho un problema, in alcuni giorni lavoro dalle 8 alle 12 mentre in altri dalle 13 alle 17; il venerdì lavoro dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 17. Trovare uno spazio in cui inserire, con regolarità, i 90 minuti di sonno diurno conservando le 10 ore di veglia prima del sonno notturno sembra impossibile. Hai soluzioni da proporre?

    Grazie dell’attenzione.

    • Il bifasico puoi adattarlo come vuoi: dormi quando hai tempo, altrimenti non dormire ma ricordati di fare 7 ore di sonno intere la notte prima.

  21. valentina pes says:

    ciao,le mie difficoltà sono 2. Una che adoro il “sonno leggero ” e il dormiveglia, mi rilassa e mi piace. L’altro è che soffro di epilessia e mi è stato detto che la mancanza di sonno assolutamente non va bene. D’altra parte voglio avere più tempo, ho tante cose da fare che adoro, un lavoro meraviglioso e quindi vorrei davvero avere più tempo a disposizione. Hai qualche idea , soprattutto su come cominciare, senza passare da una crisi epilettica al’altra? 🙂
    ti ringrazio, buona giornata

  22. sto provando ad abituarmi al sonno bifasico in quanto il mio ritmo di vita frenetico mi permetto solo questo…oggi il 3 giorno però non ho sentito la sveglia il pomeriggio e invece di dormire 1 ora e 30 ho dormito 1 ora e 50…ho rovinato quanto fatto nei giorni precedenti?

  23. e se per esempio dovessi andare a ballare tipo 1 volta ogni 15 giorni da mezzanotte alle 5 come mi regolo in quella giornata col sonno bifasico?

  24. e se per esempio dovessi andare a ballare da mezzanotte alle 5? dormo quando torno a casa sempre 4 ore? e se invece delle 5 torno alle 7?

  25. E poi se salto il riposino delbpomeriggio come mi comporto?

  26. Anonimo says:

    Ciao,
    innanzitutto mi complimento
    per il sito, è davvero interessante.
    Volevo porti alcune domande:
    “Un’adolescente è meglio che non
    provi esclusivamento il metodo Uberman o anche gli altri?
    Se uno pratica il metodo Everyman a 14-15 anni può avere
    dei “problemi” come fisico e cervello non sviluppati?

  27. Oh mio dio… ho da poco commentato l altro articolo sul sonno polifasico, ma dopo aver scritto questo sono aancora più allibito. affermi addirittura che non ci sono prove ma solo insinuazioni al fatto che il sonno polifasico faccia male. le informazioni per caso le prendi al mercato o magari su internet da qualche sito che ripoeta informazioni da qualche sito che le prende da qualche altro sito senza fonte? sul serio… fai un favore a tutti: innanzitutto cancella i post sul sonno polifasico; poi INFORMATI, leggendo gli studi scientifici e non leggendo altri siti; e infine scusati con tutti i lettori e scrivi un post in cui SCONSIGLI ASSOLUTAMENTE il sonno polifasico a causa degli innumerevoli rischi per la salute (fisica e mentale) CHE SONO STRA-CONOSCIUTI ma di cui non sapevi l’esistenza perché non sei preparato per affrontare certi argomenti e dovresti lasciare tale compito a chi lo é, i medici (che già peccano abbastanza di loro)

  28. Federico says:

    Ciao sono federico e ho 21 anni. Da 4 mesi lavoro di notte e dopo le prime due settimane ho iniziato a sperimentare il sonno polifasico senza sapere niente a riguardo , trovandomi bene lo ho adottato in via definitiva e solo ora al quarto mese ho scoperto questo termine .
    Volevo chiederti se il mio metodo può andare bene o se posso migliorarlo .
    Dormo dalle 10 am alle 13 am; poi dalle 18 alle 18.30; poi dalle 21 alle 22.
    Questi ritmi li ho scanditi sopratutto per il mio turno lavorativo che va dalle 22.30 alle 9.

  29. Anonimo says:

    Ciao, ho 22 anni e studio Economia.
    Vorrei provare il sonno polifasico. Ho letto che non va bene per chi fa attività sportiva agonistica.
    Faccio nuoto agonistico, ma non a livello “professionistico”: nuoto mediamente durante l’anno solo 1 volta al giorno 6-7 km, 6 su 7 giorni, più 3h ca. di sala pesi a settimana. Quindi non è che nuoto 14-20 km al giorno per preparare prestazioni di livello internazionale. Come tanti mi piace fare sport competitivo con tutte le sensazioni che ti regala e ciò che ti toglie. Ma mi piace anche fare altro, come studiare all’università e imparare nuove lingue, ma mi serve tempo 🙂 .

    Mediamente sono in grado di dormire monofasico 6h senza difficoltà, anche se, raramente, è successo di dormire per alcuni giorni di seguito 8h ca.

    Penso che il modello Übermann mi toglierebbe troppo “sonno profondo” che mi ristora dall’attività sportiva.

    1) Andrebbe bene il modello Everyman?

    2) Come lo vedi un modello Bifasico 4h30min (3+1.5) invece che 5h30min (4+1.5)? Se il ciclo è di 90min perché la prima fase è di 4h e non di 3h?

    PS. Su questo sito “http://www.sonno-polifasico.it/metodo-everyman.html” c’è scritto che il modello Everyman prevede 4h30min con riposini di 30min (invece di 20min) con pause di 5h, ma facendo i calcoli il ciclo di 24 non torna…

  30. Pikachu says:

    Ciao,
    Sono una studentessa e vorrei provare il polifasico. Il problema è che tutte le mattine mi sveglio alle 7:00 e prima delle 15:00 non sono a casa, più un 30 min per mangiare. In pratica dalle 7:00 alle 15:30 non posso fare riposini… come sistemo la questione? Secondo te sarebbe meglio prima provare il bifasico?

  31. Ciao,
    Complimenti per l’articolo e per il sito!
    Sono uno studente universitario e vorrei provare il sonno polifasico everyman. Il problema è che vorrei riniziare a praticare attività fisica con regolarità, andando a nuoto due o tre volte la settimana. Secondo te le due cose possono coesistere???
    Grazie in anticipo

  32. Ciao complimenti per l’articolo ;). Comunque avrei bisogno di un tuo parere. Sono uno studente universitario e riesco a studiare meglio la notte e ogni mattina da lunedi al venerdi ho le lezioni che iniziano alle 8 e finiscono alle 13. In base alla mia giornata ho pensato di distribuire le ore di sonno in maniera bifasica , in 4 ore e mezza la notte e 3 ore dalle 13 alle 16 del pomeriggio . Secondo te può andare ?

    • Non ho mai provato certi orari quindi non posso rispondere su esperienza personale. In teoria dovrebbe funzionare, adesso non ti resta che provare

  33. Raffaello says:

    Salve, intanto grazie per l’articolo, e complimenti perché è molto interessante.
    Poi volevo chiederle se faccio il sonno bifasico (ho cercato e se non sbaglio sono 5 ore e mezzora) , se mi ammalo devo smettere e riprendere quando sono in slaute?
    Grazie

  34. Salve Stefano, ho intenzione di provare il sonno Dymaxion e mi servirebbe un chiarimento. Dovrei fare 4 fasi di sonno da 30 minuti. Vorrei capire se il tempo di cui necessito per addormentarmi dovrebbe essere sommato ai 30 minuti.
    Considerando che necessitiamo di 2 ore di fase REM, la risposta è si, dovrebbe essere sommato, in caso contrario non si dormirebbe abbastanza.
    Quindi il mio dubbio è, sottraendo almeno inizialmente, il tempo di addormentamento ai 30 minuti di sonno, si giungerebbe a un addormentamento più rapido?
    Sarebbe preferibile adottare tecniche di respirazione/meditazione per raggiungere tale obbiettivo?

    Grazie

  35. Ciao, è interessante l’articolo e la proposta di dormire secondo cicli polifasici… L’unica cosa che mi fa accapponare la pelle è il passaggio in cui dici che il sonno polifasico “ti ha fatto passare degli esami all’università”… Gli esami all’università si passano trovando un giusto metodo di studio che permetta di studiare per meno tempo con più concentrazione, non di certo cercando delle maniere per ridurre le ore di sonno… Questo messaggio è del tutto deleterio, soprattutto per gli universitari già confusi, e spero CHE NON PASSI! Per il resto, complimenti per la chiarezza espositiva

    • Mi dispiace che la mia esperienza diretta sia in contrasto con le tue credenze. La prossima volta mentirò piuttosto che andare contro la tua filosofia.

      • Scusami ma il tuo commento è completamente fuori contesto… Io non metto in dubbio che tu abbia aumentato le ore di veglia e che quelle ore tu le abbia impiegate nello studio. Dico solo che esiste il modo per finire gli esami di giorno, concentrandosi nelle ore di studio e rilassandosi nelle restanti. Se tu non lo hai sperimentato e hai scelto una via molto più lunga e faticosa, affari tuoi. Ma mi sembra giusto proporre un metodo di studio corretto e sicuramente questo non lo è 🙂 buona giornata

  36. Ciao,
    dormivo polifasico prima di conoscere i metodi, quindi volevo provare l’Uberman per ottimizzare il sonno. Il problema è che lavoro 08-12 13-17 . Come vedi questi orari di sonno adattati ?
    00:15-00:35
    04:15-04:35
    07:15-07:35
    12:35-12:55
    17:15-17:35
    20:15-20:35
    Grazie

  37. Luca Finocchiaro says:

    Ciao usare il sonno polifasico sarebbe il mio sogno, ho paura ad iniziare perché sono (come quasi sempre) in un periodo in cui devo studiare molto e lavoro molto con la memoria, non vorrei mi sballasse le giornate a seguire? MI consigli di provarlo o aspettare quando sarò più libero? (Chissà quando) 😄 poi in un video su YouTube ho ascoltato l’esperienza di uno, ha detto che inizio ogni quattro ore a notte dall’1:30 alle 5:30 del mattino e ogni quattro ore dormiva 25 minuti, però ha detto che all’inizio era proprio uno zombie, io di mio sono un ragazzo che si addormenta Molte volte anche nel giro di cinque minuti, dormo in media sei ore e mezzo sette al giorno, poi inoltre queste quattro ore le diminuire cercando quale fosse il suo fabbisogno di sonno e inizio a dormire fino alle due ore e mezza a notte, cosa ne pensi?

    • Luca Finocchiaro says:

      Inoltre è necessario che rispetto sempre gli stessi orari, se a volte in base agli impegni capita di saltarne uno? MAgari un giorno alla settimana oppure capita di ritardarne qualcuno cosa che potrebbe capitare

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