6 passi per realizzare i propri obiettivi senza deragliare

“Quando un uomo ha posto un limite a quanto farà, ha posto un limite a quanto può fare.”

– Charles M. Schwab

realizzare obiettivi

Quanti obiettivi hai? Quali sogni hai nel cassetto?

Fatti un esami di coscienza, e poniti la domanda più importante: nell’ultima settimana, cos’hai fatto di concreto per raggiungere il traguardo?

Sia che tu abbia un obbiettivo sia che cerchi di portarne avanti di più contemporaneamente (come faccio io), quel che conta è fare qualcosa ogni giorno. Oggi ti illustrerò come costruire mattone su mattone il tuo successo a lungo termine, senza mai perderti d’animo o uscire dai binari.

E tutto in 6 semplici golosissimi passi.

1 – Focalizzati su pochi obiettivi

Meglio fare una cosa bene che tante male. Il tempo che hai è limitato, correre dietro a un milione di cose non ti porterà mai da nessuna parte.

Ogni grande progetto richiede uno sforzo, altrimenti non si chiamerebbe grande progetto giusto? 😉 Se vuoi fare le cose per bene, allora avere più di due o tre obiettivi è controproducente.

Come fai a sapere quante cose stai facendo, senza dimenticarne nessuna?

Potresti fare la classica lista come ti ripetono fino alla noia i motivatori, ma ti dimenticheresti qualcosa. La memoria fa spesso cilecca. Molto più saggio, invece, tenere un diario: segnati da qualche parte tutto quello che fai ogni giorno. Lavoro, studio, relax, birra con gli amici e così via.

Fallo per una settimana, e avrai una lista di tutte le attività che ti prendono tempo durante il giorno.

Il prossimo passo è scremare tutto quello che non è un grande obiettivo. Dormire ti prende un sacco di tempo (sempre escludendo il sonno polifasico), ma non è un obiettivo a lungo termine. Esercitarsi a fare il DJ invece sì!

Fatto? Non ancora? Okay dai, inizio io con i miei obiettivi. Sentiti libero di condividere anche i tuoi!

  • Studiare il marketing anche dopo la laurea in economia, per approfondire le mie conoscenze in materia;
  • Mantenere questo blog, per migliorare le mie abilità di scrittore e imparare sempre cose nuove;
  • Diventare un bravo cuoco autodidatta.

Tre obiettivi, proprio il limite massimo.

2 – Pianifica

Capitano sempre le giornate piene, nelle quali non puoi dedicarti ai tuoi grandi obiettivi perché non hai tempo. nessun problema, capita a tutti, basta saperlo in anticipo.

Se hai un impegno programmato, cerca di aggirarlo. Domani so che non potrò andare in palestra perché sarò a Venezia con la ragazza, quindi ci vado oggi.

Senza un minimo di pianificazione, qualsiasi piano è destinato a fallire. Cerca di avere una tabella di marcia per le due settimane successive, in modo da prevedere e aggiustare qualsiasi imprevisto.

3 – Poniti degli obiettivi a breve termine

Un obiettivo monolitico è scoraggiante, è difficile da raggiungere. Voglio che il mio blog abbia 2000 visitatori al giorno! Ottima idea, ma ci vuole molto tempo e fatica.

Perché invece non spezzetti l’obiettivo? Prima imponiti di arrivare a 100, poi a 500, poi a 1000 e infine a 2000.

Ricordati di darti un piccolo premio ogni volta che raggiungi un traguardo: in questo modo rimarrai motivato e focalizzato sui risultati. In più avrai un riscontro tangibile dei tuoi sforzi.

4 – Costruisci le tue buone abitudini

I compiti che devi svolgere sono spesso noiosi e un po’ pesanti, nell’immediato è molto più divertente andare a guardare la TV. A meno di non avere una motivazione di ferro, ti capiteranno dei momenti di crisi.

In questi frangenti sarà vitale aver creato una buona abitudine, e soprattutto aver imparato a mantenerla. Se abitui il tuo cervello a fare qualcosa giorno dopo giorno, entrerai in una routine difficile da interrompere.

In altre parole, il tuo cervello sarà impostato con il pilota automatico.

5 – Monitora i tuoi progressi

Se è da un po’ che lavori sul tuo obiettivo, potrebbe sembrarti che non stai più facendo progressi. All’inizio sei emozionato, la tua carica spacca in due le montagne. Poi la parte emotiva se ne va, e tu resti lì a guardare il sogno farsi sempre più debole.

Tieni sempre una tabella con i risultati che hai raggiunto, e segna ogni nuovo piccolo progresso. Quando ti sembra di non riuscire a muoverti in avanti, vai a rileggere la situazione in cui eri due mesi fa: noterai che hai fatto passi da gigante.

6 – Trova qualcuno che ti incoraggia

A volte ci si sente un po’ soli sulla strada per il successo. Quello che devi fare lo devi portare a termine per conto tuo, raramente puoi contare su un gruppo di amici.

È molto più facile mantenere alta la motivazione con un gruppo di persone positive che ti incitano. Non vergognarti e illustra i tuoi progetti a famiglia e amici, trova qualcuno che ti incoraggi.

Ma può capitare che nessuno capisca quanto qualcosa è importante per te. Allora cerca un gruppo che condivida le tue stesse aspirazioni: per coronare il mio sogno di diventare un grande cuoco, ad esempio, io potrei iscrivermi ad un corso di cucina e parlare con gli altri partecipanti, scambiare idee con loro.

Conclusione

Ci sono molti metodi per trovare la motivazione giusta. Questi sono sei fra i più efficaci e diffusi, perché funzionano con tutti.

Ma sicuramente puoi trovare altre tecniche personalizzate, e magari funzionano anche meglio. Qui non posso aiutarti, perché ogni persona ha una leva diversa per realizzare i propri sogni.

Continua a sperimentare, e soprattutto ad osservare: scopri ciò che ti garantisce i risultati migliori, e non mollarlo per nessun motivo.

Comments

  1. Claudia says:

    Questo post oggi cade proprio a pennello!
    Dico la verità non ho mai provato nè pensato che potessi pianificare le tante cose che ho da fare per farle riuscire.
    Da domani mi metto all’opera a farò il mio primo prospetto e speriamo che fili tutto liscio.
    Il mio grande nemico è il tempo e le persone che all’improvviso mi chiedo favori.

    Bellissimo ma soprattutto utilissimo posto ^_^

    • Stefano says:

      Grazie Claudia, in bocca al lupo per il prospetto. ^^

      Se sei già oberata di lavoro per conto tuo e le persone ti chiedono favori all’improvviso, impara a dire “no”: molti non ci riescono, e finiscono con lo scoppiare. 🙂

  2. La parte più difficile secondo me è proprio la fase iniziale. Quella in cui si fa quel famoso esame di coscienza e si decide quali sono i propri obiettivi. Qual’è il grande sogno? Al mondo ci sono tantissime opportunità e tantissime cose che interessano e che meriterebbero di essere approfondite. Difficile è scegliere (e convincersi che sia la scelta migliore) una strada.

    • Stefano says:

      Verissimo Dario, iniziare è il passo più difficile. Poi è tutta discesa!

      Se hai tante passioni, allora per non rimanere bloccato fai come me: prendine una a caso, quella che al momento ti ispira di più, e inizia a svilupparla! Se poi ti accorgerai che non fa per te, passa alla successiva. Ricorda che la troppa scelta a blocca le persone.

      • Ciao Stefano, purtroppo i miei sogni vengono uccisi da questo sistema, perché per inseguire il mio sogno mi dovrei spostare di continuo a Roma e seguire anche dei corsi, il tutto costa molto, ecco quello che mi sconforta, in più metti che non ho mai nessuno che mi aiuta nelle scelte o che mi supporta, per quanto ti possa dirmi ” non mollare mai”……purtroppo si molla…….mi puoi rispondere a la mail volendo……

  3. Sign. Pekmez says:

    Aiuto Stefano!
    devo assolutamente recuperare un insufficienza a fisica (prima superiore). A breve ho un esame sulla cinematica e sullo studio del moto, come posso studiare? Hai un metodo per impararlo facilmente come con l’inglese? Dagli appunti non capisco nulla…

    • Stefano says:

      Okay, nessun problema! La fisica della prima superiore non è complicatissima. Ci sono un po’ di formule da imparare, ma ha un vantaggio immenso rispetto alla matematica: è intuitiva. Quindi fai leva su questo vantaggio.

      Prima di cercare di imparare qualcosa, visualizzalo. Immagino che tu debba studiare le leggi della dinamica, l’accelerazione, l’attrito, il moto pendolare e via così. Mettendo insieme le poche nozioni di cinematica che ricordo, cerco di farti un esempio pratico: l’accelerazione su un piano inclinato.

      Anzitutto, visualizza il sistema. C’è una discesa, e sopra qualcosa che si muove. Se non c’è attrito puoi pensare ad un tavolo di air hockey a cui mancano due gambe (quindi col piano inclinato), oppure una pallina su uno specchio. Se c’è attrito, puoi pensare ad uno simit sulla teglia del forno. 😛

      Ora, senza guardare le formule, immagina cosa succederebbe nelle varie condizioni. Ad ogni passo, chiediti perché.

      Parti da un piano piatto, senza inclinazione: lo simit non si muove. Perché? Per far muovere un oggetto serve energia, ma l’energia deve venire da qualche fonte. Uno simit sulla teglia non riceve nessun tipo di energia in grado di farlo muovere.

      Ora inclina la teglia. All’inizio lo simit resta fermo, poi se l’inclinazione diventa abbastanza pronunciata inizia a muoversi. Cos’è cambiato? Qui entra in gioco la forza di gravità, che è una fonte di energia. Tutti gli oggetti tendono a cadere verso il basso seguendo la via più breve. Se il piano è orizzontale lo simit non può cadere da nessuna parte, se è inclinato invece sì. Più il piano è inclinato, più tenderà a cadere velocemente.

      Perché? Non è necessario sapere le formule per intuirlo. Se la teglia è orizzontale l’oggetto è fermo, perché non può cadere da nessuna parte; se è verticale, sarà una caduta libera (accelerazione di 9,2 metri al secondo quadrato se non ricordo male). Ora, non serve Einstein per intuire che fra questi due estremi ci sono delle vie di mezzo, rappresentate dalle varie inclinazioni del piano. Quindi più inclini un piano e più lo simit si avvicinerà ad un’accelerazione di 9,2 metri al secondo quadrato.

      Ma c’è da considerare l’attrito. In sostanza, è una forza che si oppone a tutte le altre forze ed energie. In questo caso, si oppone al moto e all’accelerazione.

      È quindi logico pensare che, essendo opponendosi al moto, funzionerà in modo opposto. E infatti, nella formula, l’attrito è rappresentato come un’accelerazione negativa e tenderà quindi a contrastare la gravità. Perché? Come ho detto serve energia per spostare lo simit, ed essa deriva dalla gravità. Se però c’è attrito, allora cosa succede? Questa energia non se ne va tutta nell’accelerazione, un po’ viene dispersa sotto forma di calore.

      Quindi diciamo che l’energia che fornisce la gravità è pari a 100 (un oggetto in caduta libera). Se il piano è orizzontale allora non si muove niente, non c’è nessuna energia, quindi la gravita fornisce energia 0 (non è proprio corretto, ma per il momento non ci interessa). Se incliniamo il piano, l’energia varierà poco a poco da 0 a 100. Incliniamolo un po’, e arriviamo ad un’energia pari a 50. Quest’energia è contesa fra due contendenti: l’accelerazione e l’attrito. A seconda del tipo di attrito, il rapporto varierà. Potrebbe essere 30 per l’accelerazione e 20 per l’attrito, o 25 per tutti e due.

      Quindi più cresce l’attrito, meno c’è accelerazione. L’attrito “ruba” energia all’accelerazione e sviluppa calore.

      In questo modello semplice semplice basta inserire le formule, e il gioco è fatto.

      Adesso ti può sembrare una perdita di tempo, ma ti assicuro che quando inizierai a fare cose più avanzate non potrai sopravvivere senza. 😉

  4. Sign. Pekmez says:

    Wow, wow, wow…. :’)
    GRAZIEEEEE!!!! Per questa risposta super-mega-ultra efficace-dettagliata! 😀
    Non so come ringraziarti (pacco di simit a casa?), davvero, sei grande!

    • Stefano says:

      Mi basta il pacco di pekmez, il resto riesco a trovarlo in giro. Sì, ti sto corrompendo a suon di risposte. XD

  5. Quello che scrivi è verissimo, anzi molte cose le devo tener da conto, appunto, come impegno quotidiano…ma che dire quando si è circondati da persone che ti illudono e sfruttano i tuoi sogni ed obbiettivi promettendo di aiutarti a fare dei passi importanti…persone che pur sapendo quali sono i tuoi obbiettivi e sapendo che potrebbero fare qualcosa per aiutarti perchè hanno le fottute conoscenze ancora di domandano con ipocrisia se hai bisogno di una mano….e queste stesse persone si considerano amiche e pretendono lealtà, perchè se sgarri nei loro confronti….dimentica il favore che volevo farti (e che comunque se volevano realmente aiutarti non perdevano tempo in cazzate).

    Grazie e scusate lo sfogo.

    • Stefano says:

      Ciao Alex, sbaglio o sento odore di esperienza personale nelle tue parole? 🙂

      • No Stefano non sbagli affatto, è da tanto che lavoro per raggiungere traguardi per me molto importanti, giocandomi il tutto per tutto cerco di perseverare nel mio intento provando anche strade diverse, come fa una mosca quando entra in un barattolo di vetro, prima o poi l’uscita la trova, al contrario della vespa che sbatte sempre nello stesso punto (non so se ho reso l’idea )…il guaio è che poche persone sono disposte a indicarti una via che potrebbe aiutare… e questo mi da molta rabbia.
        Forse quello che sbaglia sono io…troppe volte ho aiutato persone, anche sconosciuti, senza pretendere nulla in cambio se non una stretta di mano.

        • Stefano says:

          Suvvia, le persone che ti aiutano puoi trovarle, basta cercare! Con me sei già a uno. 😛 Purtroppo non tutti in questo modo sono onesti (soprattutto in Italia), ma le eccezioni brillanti ci sono fortunatamente.

          • sarà…ma fin’ora ne ho incontrate veramente poche…per questo sto facendo di tutto per andarmene in Australia o in California…se conosci qualcuno che è disposto a farmi avere un visto lavorativo…

          • Stefano says:

            In Australia è facile andare, per ottenere un permesso di 1 anno non serve niente e lavoro si trova facilmente. Per andare in California non so, ma il ristorante dove lavoro io in Florida sta cercando altro personale italiano. Se ti interessa dai un’occhiata qui fra gli annunci nel menù di destra: http://www.internationalservices.fr/

            P.S. Ottima scelta andare all’esero, non te ne pentirai! 😉

  6. Grazie Stefano, per molti non significa nulla ma per me è un passo importantissimo, soprattutto per quello che voglio costruire…dato che voglio aprire una casa di moda…gli States mi sembrano un inizio molto promettente, dove guardano cosa in effetti sai fare.

    Per quanto riguarda l’Australia mi sono informato sul sito dell’immigrazione e c’è scritto che per lavorare (in regola ovviamente) bisogna avere un visto lavorativo.

    • Stefano says:

      Wow, aprire una casa di moda, pensi veramente in grande! Allora è meglio se ti dai da fare fin da ora!

      Sì, serve il visto lavorativo, ma da ottenere è molto semplice. Non è un processo lungo e complicat come per gli Stati Uniti.

      • Si penso in grande e pretendo molto da me stesso, infatti sto terminando la seconda scuola di moda…per conto mio sto cercando di affinare le tecniche, sto migliorando l’inglese con un metodo tutto mio…uso delle “tavole tematiche” per esempio se mi trovo in un centro commerciale mi scrivo su un foglio tutto quello che vedo ( scale mobili, negozio, pantaloni, maglia, mini gonna, cintura ,ecc) e quando torno a casa prendo un vocabolario e le traduco…a quelle che non ricordo mai faccio un disegno a fianco…scontato dire che guardo film in lingua straniera.

        Io per il visto di lavoro australiano ho trovato informazioni complesse, forse il mio inglese non è come vorrei che fosse ( e mi sto impegnando a migliorarlo) ma ho trovato alcune difficoltà.

        P.S. Quale delle due sarà la mia destinazione sarai invitato : )

        • Stefano says:

          Bello anche il tuo di metodo per l’inglese, se riesci a continuarlo senza intoppi! Ma cerca di praticare anche la produzione scritta e/o orale, altrimenti guardando solo film non impari a collegare le parole per formare una frase corrente. E soprattutto, non riesci a farlo in tempo utile per un discorso.

          Per il permesso sembra difficile, ma non è niente di che. Basta avere un po’ di buona volontà e si fa tutto senza problemi. Ricorda che parliamo comunque di burocrazia! 😉

          • ok,grazie per la dritta…è che il classico metodo scolastico mi è sempre stato sull’anima…poca dinamicità…prenderò in mano qualche libro.

            grazie per tutto !

          • Stefano says:

            Che il metodo scolastico faccia oggettivamente schifo è risaputo, di sicuro molto meglio il tuo. Soprattutto perché ti piace!

  7. Stendiamo un velo pietoso sul metodo scolastico italiano…io quando frequentavo la facoltà di farmacia, avevo dato un esame a scelta (ma obbligatorio )…fitodermatiti…un mix di due esami che avevo già dato, non avevo aperto libro ed ero sicuro che lo avrei passato…quando sono andato per sapere l’esito l’insegnante mi ha guardato schifata dicendomi “Lei è stato il peggiore del corso…le ho dovuto dare 28…” io le ho preso la mano e le ho detto “Guarda che stasera una birra me la faccio lo stesso, di sicuro non sto a casa a stringere un cuscino e a versare qualche lacrima ” : )
    Da quel giorno ho abbamdonato gli studi come farmacista per dedicarmi a quello che volevo realmente.

    • Stefano says:

      Che fegato Alex! E se posso chiedere, cos’è che volevi realmente? E com’è andata?

      Già solo il fatto che farmacia non era la tua prima scelta di vita rende la tua decisione di abbandonare sensata. La mia università faceva schifo, ma visto che l’economia mi piace ho deciso di continuare. Se deciderò di fare una specialistica, comunque, di sicuro andrò all’estero.

      • E’ andata che quando sono uscito dall’edificio mi sono domandato…”ma io devo stare in mezzo a gente del genere?…dove il voto conta più di quello che realmente sai fare…dove le persone ti giudicano e valutano quello che sei e che sarai in grado di fare basandosi sui voti …basta voltiamo pagina e ricominciamo da zero !” e ho abbandonato a 6 esami dalla fine (tesi esclusa ).
        Quando ho lasciato la facoltà, mi sono guardato allo specchio e fissandomi negl’occhi ho detto: “Ok Alex…è il momento di tirare fuori i coglioni…cosa ti piace veramente? ” e ho elencato… disegnare, vestire in modo stravagante, avere tante donne intorno : ) , creare dal nulla….
        Dopo ho semplicemente cercato di capire come far entrare questi interessi/hobby nella mia vita e ho raggruppato tutto nel mestiere dello stilista…il giorno stesso mi sono informato sui corsi professionali di moda.
        Ora voglio spiccare il volo, ovunque vada, Stati Uniti o Australia porto con me la passione di un mestiere che si sposa con i miei hobby.

        • Stefano says:

          A 6 esami dalla fine fra l’altro! In pratica laurea già ottenuta. Ma se non ti piaceva più quello che stavi studiando, non aveva senso buttare un altro anno all’università.

          Secondo me le possibilità migliori le hai nei Paesi emergenti, come Polonia e Turchia (la Cina ormai non è più emergente). Poi non so, sicuramente nel campo sei più esperto di me!

          • Che dire…se ho bisogno di una preparazione galenica me la posso fare tranquillamente in casa…
            Ho sempre seguito il mio istinto e qualche anno fa, dopo 40 minuti di meditazione, sono ritornato in me stesso dicendo la frase “Nulla accade per caso “, ho riflettuto su quello che avevo detto facendo un esame di tutta la mia vita e su come ho fatto ad arrivare a dov’ero…e tutte le cose che mi sono accadute non hanno mai avuto casualità, ti faccio un esempio: Se non avessi mai scelto la facoltà di farmacia non avrei mai capito qual’era la mia strada…prima mi piaceva fare tutto…studiavo per conto mio psicologia (e ammetto che ogni tanto cado nelle trappole della mente, sono umano d’altrocanto), facevo dei gran elaborati di genetica applicata alla farmaceutica, biochimica applicata alla investigazione forense…insomma mettevo in gioco di tutto…ma nel cuore avevo sempre la voglia di disegnare…e forse è stato grazie a quell’insegnante che ha messo “l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso “…ho preso coscenza di me e sono tornato alle mie vere passioni.

            Io credo che non sia questione di paesi emergenti, credo che se l’istinto ti grida delle cose è giusto ascoltarlo anche se all’inizio sembra essere la scelta giusta che si rivela in seguito essere la scelta sbagliata, è proprio da quella sbagliata che arrivi ad una soluzione che ti porta nella via più adatta alla tua personalità e questo vale per tutte le cose, dalla scelta di un ristorante alla scelta di una partner e così via…

          • Stefano says:

            Saranno gli studi ma quando si parla di economia prima guardo i numeri, e dove quelli non arrivano ci arriva l’istinto e l’intuizione. 😛 Che sì, giocano un ruolo molto importante. Se decidi qualcosa d’istinto sarai profondamente convinto che è la scelta giusta, e questo automaticamente ti farà arrivare molto più avanti di quello che avresti potuto fare altrimenti.

  8. si…più o meno quello che ho detto…ma in maniera più romantica XD

  9. Ciao Stefano! Sono all’ultimo anno di Liceo scientifico e ho bisogno di riuscire a capire bene come raggiungere un obiettivo per me molto molto importante e soprattutto di tornare a crederci veramente: diplomarmi e uscire con 80 alla maturità. Non ho molte pretese, la cosa che vorrei però è quella di dimostrare di nuovo a me stessa che valgo e che quando sono determinata in qualcosa ottengo l’obiettivo desiderato. L’anno scorso sono stata bocciata, sempre al quinto e nn sono stata ammessa agli esami di maturità. Ho questo grande desiderio: farcela senza farmi condizionare da qualunque persona tenti o involontariamente mi provoca scoraggiamento. Aiutami te ne prego

    • Ciao Noemi, com’è andato il primo quadrimestre? Direi che ti serviranno sia gli articoli nella sezione crescita personale che in quella sullo studio. 😉

      Non ci sono molti altri consigli che ti devo dare: il tuo obiettivo è raggiungibile, ben definito, motivante e potenziante. È un ottimo obiettivo! Ora ti serve solo la motivazione e le tecniche giuste, entrambe le trovi su Mindcheats nelle sezioni sopra citate.

  10. laura tuccio says:

    ciao stefano
    ho scoperto oggi il tuo blog (che ho già aggiunto ai preferiti) e mi è molto piaciuto. anche io come te ho 23 anni e dei grandi sogni che voglio realizzare:

    – diventare un medico affermato
    – viaggiare!!! america, india, giappone, australia…
    – diventare una brava motociclista

    insomma realizzare me stessa. 5 anni fa, quando avevo 18 anni, (parafraso un pò il tuo post che devo dire mi ha anche molto toccato) ho deciso di non essere una persona qualunque e innanzi tutto ho deciso che non avrei mai più guardato la tv, ed è da 5 anni che non la guardo.
    la quantità di tempo e soprattutto la freschezza mentale che ho ottenuto sono stati indescrivibili. con il tempo guadagnato ho letto centinaia di libri, andata al cinema mille volte, passato serate con gli amici, raccontato storie, studiato mille materie…
    adesso che sono passati 5 anni faccio il punto della situazione
    – ho appena completato di frequentare il 4 anno di medicina,
    – ho comprato la mia prima moto
    – ho prenotato per agosto (e questo non ti dico dopo quanti sacrifici) la mia prima vacanza in russia!

    caro stefano, ho voluto condividere la mia esperienza con te e con tutti gli appassionati che seguono il tuo blog. spero che il mio esempio possa spingere qualcun altro a scollarsi dal divano e buttarsi a vivere la vita che sognano da sempre!
    un saluto
    laura

  11. Anonimo says:

    E se arrivato a obiettivi ti accorgi che non era quello che volevi????!?????

    • Stefano says:

      Questo è un ottimo punto, che può anche essere riformulato così: e se quando raggiungo l’obiettivo non mi dà la felicità che speravo?

      La risposta è che non devi cercare il piacere solo nel risultato, ma nel processo. Un obiettivo non è ottimale se non ti piace ogni singolo passo che ti porta alla sua realizzazione. Se segui questa istruzione, la risposta alla domanda è: non importa comunque, perché il processo ti ha reso una persona migliore. 😉

  12. Lyudmila says:

    Ciao Stefano,bello l’articolo,complimenti. Volevo farti una domanda. Sono mesi che cerco dei obbiettivi da fissare ma appena ne fisso uno e mi sento carica dopo qualche giorno ho già fallito ma soprattutto come fate voi a trovare l’obiettivo della vostra vita? Come fate a capire cos’è che volete fare nella vita? Io appena penso di prendere una strada precisa poi ci ripenso e mi viene il dubbio se è proprio quello che vorrei fare nella vita…grazie in anticipo per la risposta

  13. Ciao Stefano .
    Allora direi che i tuoi consigli siano stati per me , una manna dal cielo. E’ un periodo abbastanza buio per me e spero vivamente di saperne uscire. Ho avuto sempre problemi con lo studio ma ho sempre avuto forza di volontà per andare avanti. Iniziai il Liceo scientifico , indirizzo scientifico -tecnologico poiché quest’ultimo mi avrebbe dato le basi per poi entrare in Farmacia all’università. (sogno di studiare farmacia più o meno da quando avevo 6 anni) . Bene, il primo anno fui bocciata . Troppo difficile per una come me che non aveva ancora acquisito un buon e valido metodo di studio.
    Mi iscrissi nello stesso Liceo ma indirizzo linguistico. Ebbi tanti problemi anche qui : i professori non credevano in me , faticavo per prendere un 6 nonostante studiassi per moltissimo tempo e ascoltassi ogni santissima lezione . Bene l’anno scorso 2015 , mi sono diplomata.
    Mi sono iscritta a Farmacia, come volevo. Volevo provarci. Ora sono ancora qui. Ho provato a dare l’esame di chimica e per due volte non l’ho passato. In questo momento sono in una fase molto brutta. Non ho più voglia di fare nulla. La mia voglia di studiare è pari A 0 .
    Non so proprio come fare.
    Hai dei consigli per me ?
    Per fortuna c’è il ballo che mi aiuta. Ballo da quando avevo 6 anni e ora che ne ho 21 , non ho ancora mollato. Ecco questi sono gli unici due sogni che ho .
    Seguirò senz’altro questi 6 punti fondamentali,
    ti ringrazio :))

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