Il multitasking è una droga!

Sì, lo ammetto, perché riconoscere un problema è il primo passo per risolverlo: ero un drogato di multitasking!

Multitasking significa, in sostanza, fare più cose contemporaneamente. Stai parlando con qualcuno e nello stesso tempo stai controllando le e-mail: questo è multitasking. Possono esserci due, tre o anche dieci compiti che si sovrappongono.

Spesso mi  trovo a fare più cose contemporaneamente, soprattutto quando sono di fronte al computer: le distrazioni sono tante su internet, e resistere non è molto semplice.

Molte volte anche mentre sto scrivendo un post faccio dell’altro. So che questo è sbagliato e non andrebbe fatto, ma la tentazione è forte.

Quando scrivo un articolo ho sempre una lista di compiti da svolgere in sequenza, per evitare di accavallare due cose: ricerca, scrittura, inserimento immagine, controllo dell’ortografia e formattazione (maiuscolo, paragrafi eccetera). Ma durante ognuna di queste fasi, ecco che spunta fuori l’e-mail o l’amico che mi contatta in chat.

Ho sperimentato sulla mia pelle l’effetto deleterio del multitasking: scrivere un articolo mi prende il doppio del tempo, e per che cosa? Perché rispondo ad un messaggio o due? No, non ne vale la pena.

Ti rispecchi in quello che ho scritto? Bene, perché è giunto il momento di porre fine a questa situazione!

Perché il multitasking fa male?

Secondo un esperimento del New York Times, chi pratica multitasking ogni giorno ad alto livello (il che significa anche 10  cose diverse contemporaneamente) è meno attento, meno reattivo, meno concentrato e fa più fatica a filtrare le informazioni rilevanti da quelle inutili. Anche in compiti molto semplici, è stato osservato che concentrarsi solo su una cosa produce risultati nettamente migliori.

Ad inizio articolo ho detto che il multitasking è una droga: e qual è la caratteristica principale di ogni droga? Esatto, la dipendenza! Secondo uno studio dell’università di Stanford, chi è abituato a fare più cose contemporaneamente ogni giorno farà fatica a staccarsi dall’abitudine. E anche quando dovrebbe concentrarsi o prendersela con calma, non riesce a focalizzare l’attenzione dove servirebbe.

Il cervello ha una specie di centro di controllo, all’interno del quale vengono smistate le informazioni e viene deciso come e quando processarle. Purtroppo la nostra mente nella storia della sua evoluzione non si è mai trovata a dover fare i conti con una così grande mole di dati e informazioni, e se non stiamo attenti potrebbe andare in tilt.

Facebook, Twitter, e-mail, feed RSS, cellulare, chat e via così, tutte cose che contribuiscono a mandare in palla il centro di controllo del cervello. Con tutti questi strumenti è possibile avere informazioni pronte e disponibili, senza dovere starle a cercare. La tentazione di andare a controllare ogni pochi minuti è fortissima. Secondo una ricerca sempre di Stanford, i dipendenti che usano il computer controllano la posta elettronica 37 volte… Ogni ora! Più di una volta ogni due minuti.

Il cervello non concepisce il concetto di multitasking: non è capace di fare due cose allo stesso tempo. Quello che fa in realtà è cambiare continuamente e freneticamente da un compito all’altro, dando l’illusione che ne sta facendo due o più.

Il risultato? Per gestire questo sovraccarico, il cervello rallenta. Secondo uno studio del MIT, il cervello perde all’incirca 10 punti di QI quando stai svolgendo tre o più operazioni contemporaneamente!

Se quindi ti sei sempre considerato capace a fare più cose nello stesso tempo, devo darti una brutta notizia: è solo il cervello che si dà delle finte arie.

Quindi il cervello è fatto per concentrarsi, non per spaziare su più compiti. Ora che sappiamo perché non devi fare multitasking, vediamo come risolverlo!

Chiudi il dannato Facebook

Ti faccio una domanda: è veramente necessario stare connesso a Facebook notte e giorno?

Non pensare che sia contrario al social network di Mark Zuckerberg, lo trovo uno strumento fantastico per tenersi in contatto con gli amici e ricevere aggiornamenti (ad esempio quelli di Mindcheats 😉 ). Ma dall’altra parte Facebook è il miglior alleato del multitasking, e quindi il peggior nemico della tua produttività.

Non c’è dubbio che chi sta al computer è maggiormente soggetto al pericolo. Tutte le mie attività hanno ormai come centro focale il computer: i miei appunti universitari sono lì, ci sto scrivendo la tesi, lavoro, mi svago e gestisco Mindcheats. Ci guardo anche la televisione!

Mi sono reso conto che stavo facendo troppe cose nello stesso tempo per poter essere produttivo, e quindi ho iniziato a informarmi sulle conseguenze che può avere il multitasking. Dopo aver letto quanto ti ho appena illustrato, mi sono deciso a darmi finalmente una regolata.

Non ti serve controllare la posta elettronica ogni due minuti, bastano tre o quattro volte al giorno. Io quando accendo il PC guardo le e-mail, gli aggiornamenti dei miei siti preferiti, le novità di Facebook e gli altri social network e via così. Dopo una mezz’ora spesa a fare tutto questo, semplicemente chiudo tutti i programmi che potrebbero distrarmi e inizio a darmi da fare.

Se lavori al computer, non sfidare la tua forza di volontà tenendo aperta la pagina di gmail: cederai alla tentazione di controllarla. E anche se non controllerai, il tuo cervello sarà sempre meno focalizzato sul compito principale. Devi scrivere un articolo? Bene, abbi aperta solo la tua pagina di Word e nient’altro. Più cose apri, più aggiornamenti ricevi, e meno sarai produttivo.

Questo vale anche per tutti gli altri dispositivi elettronici, cellulare soprattutto. Non sembra, ma ricevere un SMS uccide la concentrazione. Spegni il telefono, o mettilo anche solo in modalità silenziosa, finché non hai terminato quello che devi fare.

Crea una distinzione netta fra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato allo svago. E questo vale per tutto, non solo per il computer! Se stai facendo qualcosa, non permettere che nulla ti distragga. Certo la tecnologia è il pericolo di gran lunga maggiore, ma non è l’unico. Piuttosto che stare tutto il giorno a dividerti  fra lavoro e SMS, crea una semplice tabella con gli orari nei quali fare ogni attività.

Conclusione

Io ho abbandonato il multitasking da un po’, e la mia produttività è cresciuta a dismisura. Ora a scrivere un articolo per Mindcheats ci metto quasi la metà del tempo, mantenendo sempre al massimo la qualità.

Fare più cose contemporaneamente manda in tilt il cervello, che quindi non sarà più in grado di smistare i compiti in maniera adeguata. Questo provoca un sovraccarico, che la mente gestisce rallentando tutte le operazioni. Saltare con l’attenzione da un posto all’altro continuamente non permette al cervello di concentrarsi per un periodo lungo sullo stesso compito, causando un crollo della produttività.

Il più grande pericolo è composto dai dispositivi elettronici: computer e cellulare su tutto, perché ti notificano automaticamente e comodamente di tutti gli aggiornamenti. Spegnili o fai in modo di non ricevere notifiche se ti devi concentrare su qualcosa, la tua mente ti ringrazierà!

Anche tu hai problemi di multitasking? Sei stato in grado di risolverli o ancora ci devi riuscire?

Comments

  1. Stupendo articolo Stefano.
    Io credo che qui entri in gioco anche la componente fortuna….mi spiego meglio.
    Sono nato con alcune caratteristiche particolari, così come ognuno di noi; ad esempio a me viene naturale fare ogni cosa lentamente, in maniera precisa e sequenziale, senza assolutamente svolgere due o più compiti contemporaneamente.
    Questa non è una qualità che ho dovuto faticosamente coltivare negli anni, semplicemente è una mia caratteristica personale NATURALE…..a me viene naturale ignorare del tutto il multitasting e considero questa caratteristica una GROSSA FORTUNA (per adesso).
    Per per altre persone accade l’opposto e quindi dovranno impegnarsi maggiormente per arrivare a raggiungere certi risultati….ma questo fa parte della normalità, non siamo tutti uguali 🙂
    Ad ogni modo vorrei spezzare una lancia a favore di chi soffre della “sindrome da multitasking”, perchè intravedo in questa droga un enorme potere che, come ogni potere, va controllato e sfruttato adeguatamente, altrimenti si ritorce contro.
    Il potere a cui faccio riferimento è questo: MENTALITA’ IMPRENDITORIALE.
    Che io sappia, non esiste un imprenditore, investitore o persona di successo che faccia soltanto 1 cosa alla volta.
    Per arrivare lontano è necessario sviluppare diverse qualità e spesso bisogna farlo in un tempo relativamente breve, magari sovrapponendo più cose.
    Quindi il mio consiglio è di utilizzare questa particolare caratteristica a proprio favore, senza considerarla come un problema da risolvere o addirittura da eliminare.

    • Mindcheats says:

      Ciao Umberto, quando parlo di multitasking non dico fare più cose nell’arco della giornata, ma farle contemporaneamente. Nello stesso giorno io faccio tranquillamente 4-5 attività diverse che richiedono impegno, ma cerco di suddividerle in spazi ben delimitati. Anche fossero micro-attività che portano via mezz’ora, è meglio farle una dietro all’altra piuttosto che tutte insieme. Insomma parlo di multitasking a livello “micro”, se poi la propria attività richiede di passare da un compito all’altro più volte al giorno, lo si può naturalmente fare senza problemi. 🙂

  2. Ops, ho fatto caso solo adesso di aver scritto ben 8 volte parole che fanno rima con MENTE.
    Sarà un caso?!?!
    🙂

  3. Leggere un articolo di Mindcheats e ascoltare musica è multitasking? 😀

    • Mindcheats says:

      Sì, ma a meno che tu non voglia studiare a memoria uno dei miei articoli, non è un’attività che richiede il 100% del tuo cervello. Almeno spero, visto che cerco sempre di scrivere post semplici da comprendere. 😛

  4. Salvatore Serra says:

    Semplicemente vero.

    In particolare per chi lavora nel campo dell’informatica, il fatto che i PC possano effettuare il multitasking lo si ritiene possibile anche per il cervello umano.

    Quello che non si sà è che i PC in realtà non hanno il multitasking, o meglio effettuano comunque 1 operazione alla volta solo che riescono ad eseguire n operazioni in 1 microsecondo, genericamente parlando, e si ha quindi l’impressione che possa effettuare il multitasking.

    Hanno quindi la capacità di “cambiare” contesto in maniera immediata, cosa che costa tantissimo al nostro cervello. 😉

    • Mindcheats says:

      Vero, anche se adesso le cose stanno cambiando (con i processori multi-core). Il cervello prova a fare quello che fa un processore cambiando attività freneticamente e dando l’impressione di stare facendo più cose insieme, peccato che non è efficace come una CPU nel farlo. 😛

    • Mah, starei molto attento a fare certi confronti tra cpu odierne e cervello umano. Per non parlare del “contesto” che in questo caso non ha molto senso. Potremmo tranquillamente dire che attualmente i dati gestiti dal cervello sono immensamente di più, e per un “pezzo di carne” da 1,3kg e vecchio di 130k anni scusate se è poco.
      Aggiungo comunque che è un organo a massiccia parallelizzazione e lavora per associazioni…e Stefano dovrebbe saperlo meglio di me questo (io ho studiato solo informatica e telecomunicazioni, quindi non sono ferrato in…neurologia, eh,eh).

      Giusto per farsi un’ idea, basta frequentare qualche corso (anche online) di A.I.
      Qui c’è uno dei tantissimi link che riporto come esempio (non vorrei publicizzare nessuno):

      http://davideaversa.it/slashcode/tag/cervello/

      • Stefano says:

        Ciao Wolf, grazie per la precisazione!

        Comunque io sono per la semplicità, piuttosto che per la totale rigorosità scientifica. Non mi interssa far vedere quanto sono bravo e quante parole incomprensibili posso nicastrare una di fila all’altra, il mio obiettivo è fare articoli semplici e scorrevoli.

        Non ci tengo a far diventare Mindcheats un noioso trattato di neurologia, quindi a volte cerco di trovare il giusto compromesso. 😉

        • Sono d’accordo. Però certe semplificazioni sono troppo forzate secondo me. E’ importante anche introdurre un certo rigore scientifico per attirare un pubblico più vasto e magari, perchè no, più istruito. Semplificare eccessivamente sortisce lo stesso effetto dell’ introdurre troppi tecnicismi o concetti settoriali: genera confusione. E credo anche che la semplificazione oltre certi limiti possa portare ad una maggiore pigrizia mentale.
          Spesso la comprensione parziale di un concetto porta a documentarsi maggiormente, se ovviamente l’argomento interessa.
          Comunque complimenti per l’ ottimo lavoro svolto con questo blog e grazie per la risposta.

          • Stefano says:

            Capisco il tuo punto di vista, Wolf. Se pensi che i miei articoli siano troppo superficiali, allora sarei molto felice di ospitare un tuo post che spiega meglio certi punti. Se ne vuoi scrivere uno, mandamelo a info@mindcheats.net e te lo pubblico appena possibile. 🙂

  5. Vale anche per le donne ? 😀

  6. Secondo me sul punto in cui dici di organizzarsi il tempo è le giornate è sbagliato poiche diventa tutto un’abbitudine e primo o poi ti stressi e ti stufi

    • Mindcheats says:

      Ciao Fugale, organizzarsi la giornata non significa fare le stesse identiche cose giorno dopo giorno, come una macchina senz’anima. Significa mettere dei paletti alla confusione, come delle indicazioni stradali. Ad esempio, nel tempo che dedico al “lavoro per migliorare Mindcheats” può esserci un nuovo articolo, un miglioramento del codice o della grafica, collaborare con altri blogger, scrivere un nuovo e-book e così via. In questo modo il blog cresce, ricevo commenti e parlo con altre persone (tutte cose interessanti e non noiose). Tutto questo forma un qualcosa in divenire, mai statico né prevedibile. Insomma programmare la giornata significa ottimizzare il tempo per arrivare all’azione, e più azione significa più emozione. 😛

  7. Si sono daccordo con te, leggendo tra le rige ho cpt che separi un’azione dall’altra è proprio qst metodo che nn ti imballa o crea confusione, è ovvio che migliorando il pensiero o la psicologia si ottengono piu risultati è cosi piu azioni bravo grande 😀

  8. Grazie Stefano,
    in questo periodo ho poco tempo, ma appena avrò ripreso un po’ di fiato, magari proverò ad approfondire qualche punto o argomento e te lo manderò via mail.

  9. Caro Mattia,
    guarda un po’ questo articolo pubblicato dal sito Giornalettismo.com (http://www.giornalettismo.com/archives/416127/le-donne-sono-piu-intelligenti-degli-uomini/). Dice che il multitasking è il fattore che ha fatto oscillare la bilancia dalla parte del gentil sesso. Ma questa è davvero una qualità da QI?

    • Stefano says:

      Già solo un tizio che fa un’affermazione del genere fa crollare la sua credibilità. È un “esperto” che, volendo fare il botto, la spara grossa per avere i riflettori puntati su di lui e farsi un po’ di pubblicità. Scommetto che, guarda caso, ha pubblicato anche un libro.

      Non pendere dalle labbra di qualcuno solo perché ha una laurea. 😉

    • Nordlys says:

      Femminazismo.
      Ora, con questo non sto dicendo che le donne siano peggiori degli uomini, eh?
      però le potenzialità di ciascuno di noi non ha nulla a che vedere col sesso, e le persone dovrebbero esser valutate per ciò che sanno fare, non per il sesso.

  10. ERRATA CORRIGE: Nel commento precedente volevo dire “Caro Stefano”.

  11. Nordlys says:

    Essendo autistica e monocanale non posso neppure pensare di fare il multitasking.

  12. Stupende riflessioni!

    Grazie

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  1. […] In questo modo riuscirai a gestire più serenamente il tuo tempo, e non avrai più la sensazione di essere oppresso dalle troppe cose da fare. In più ti sei già liberato di tutti i compiti semplici, che quindi non ti peseranno più sullo stomaco. Questo in base al principio del multitasking: fare più cose contemporaneamente è sbagliatissimo! […]

  2. […] Te l’ho già detto, ricordi o te ne sei dimenticato? Il multitasking fa male. […]

  3. […] Ma non mettere musica poco armonica quando apri il libro di matematica, quello non fa altro che distrarti! 75. I bambini che imparano due lingue nei primi cinque anni di vita (come in Canada o in Lettonia) […]

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