Qual è il tuo sogno?

“I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni” – Philippe Petit

Parlando con la gente, una cosa che ho notato è che non sono in molti ad avere un sogno realizzabile, un obiettivo da raggiungere e che permetta di trovare la felicità. Non è difficile credere che queste siano anche le persone che denigrano costantemente le tecniche per sfruttare la mente e migliorarsi continuamente: ovvio, non le hanno mai provate!

Inseguire un sogno è invece molto importante, perché è il modo migliore di attingere alla motivazione necessaria per perseguire uno scopo. Ok, questo l’abbiamo sentito tutti almeno una cinquantina di volte, ma qual è la ragione che sta sotto all’importanza dei sogni? La mente umana funziona un po’ come una bilancia quando deve decidere se compiere o no una determinata azione: pesa vantaggi e svantaggi. Se i primi superano i secondi l’azione verrà compiuta, altrimenti no. Problema: il  cervello non è una calcolatrice, ma un elaboratore di emozioni. I vantaggi e gli svantaggi vengono calcolati in base alle emozioni che suscitano in un determinato momento, e non secondo un criterio oggettivo. Ciò significa anche che i pesi sulla bilancia delle emozioni variano continuamente (ed è per questa ragione che, ad esempio, si prova il rimorso del “se l’avessi fatto quando potevo”).

Per quanto possa sembrare una seccatura, in realtà questa elasticità della mente rappresenta un’opportunità non da poco: la si può infatti influenzare con le giuste tecniche. La maggior parte delle persone non ha idea di come farlo, e quindi si lasciano influenzare dagli eventi. Con un po’ di pratica, invece, si può dare la giusta direzione alla propria vita.

Ti ho già in passato parlato di questo argomento: spezzettare i propri obiettivi è una tecnica che uso molto spesso. Quando hai un obiettivo da raggiungere ma è molto in là nel tempo, puoi aumentare l’emozione ad esso associata dividendolo in una lunga serie di obiettivi minori ma facilmente raggiungibili. Qui giochi sulla distorsione temporale, ossia il principio secondo cui il cervello non è in grado di vedere il tempo come una linea retta, ma piuttosto come una curva. Un traguardo più vicino, anche se minore, viene visto più raggiungibile e quindi aumenta la motivazione.

Oggi voglio invece spiegare la tecnica opposta allo spezzettare gli obiettivi ma altrettanto efficace, ovvero avere un sogno. Un sogno non è che un obiettivo molto ma molto ambizioso, che può essere completato solo con un grande investimento di tempo (e magari anche denaro), ma al quale è associato un’emozione bellissima.

Tutti hanno un sogno nel cassetto, ma solo in pochi fanno qualcosa per realizzarlo. Per alcuni la paura di fallire è troppo grande, per altri il rischio di perdere qualcosa è insopportabile. In ogni caso, gli svantaggi sono superiori ai vantaggi (giusto per riprendere la bilancia di cui sopra). Per essere spinti all’azione, quindi, serve invertire il bilancio finale delle emozioni. Ma come fare?

  • Prima di tutto, il tuo sogno deve essere realizzabile. Un sogno irrealizzabile è una bella fantasia (e sono anche queste molto importanti, ci mancherebbe), ma non dà un valido supporto all’azione: è per l’appunto irrealizzabile, quindi non vale la pena di impegnarcisi;
  • Deve essere abbastanza motivante. Quando hai un sogno, pensa in grande! Devi trovare qualcosa che abbatta tutte le tue resistenze psicologiche (ricorda sempre che la mente odia il cambiamento e lo ostacola più che può), qualcosa che ti dia la carica per iniziare proprio in questo momento senza attendere oltre;
  • E infine, deve essere definito. Un sogno è principalmente emozione, ma non puoi lasciare che questa emozione resti vaga e incompleta. Solo in questo modo riuscirai ad attualizzare il tuo sogno: chiudi gli occhi e immagina le tue sensazioni se quello che vuoi si fosse già realizzato. E dopo averlo fatto non dirmi che non ti senti già più motivato!

Da quando ho un grande sogno, io mi sento molto meglio e più carico. Non solo, ma sono anche riuscito ad iniziare tutta una serie di cambiamenti positivi per la mia vita, i cui benefici mi sono visibili fin da ora. Un sogno non porta alla felicità solo quando viene realizzato: tutto il percorso verso il traguardo è tappezzato da piccole vittorie, che fungono sia da ricompensa che da spinta per non fermarsi mai.

E c’è ancora dell’altro: andare verso la realizzazione di un sogno in grande stile ti aiuta ad avere una vita piena di occasioni e di esperienze diverse. Alzarsi sempre alla stessa ora, andare al lavoro per quarant’anni e arrivare alla pensione: che brutta prospettiva! Le occasioni per vivere una vita piena e mai uguale ci sono, non serve che trovarle. Io da anni voglio andare a vivere in Canada, e nelle mie ricerche ho trovato un lavoro negli Stati Uniti che ho accettato. È proprio questo ciò di cui sto parlando: potresti non trovare quello che stai cercando, ma troverai sicuramente delle altre occasioni.

Sono sicuro che anche tu hai un sogno nel cassetto, e sono altrettanto sicuro che ti piacerebbe realizzarlo (ok, questa era facile). Voglio quindi concludere questo articolo con una lista di step da completare per fare il primo passo verso la felicità!

  1. Il tuo sogno è realizzabile? Fai una lista (anche mentale) delle possibili strade che puoi intraprendere, e valuta se sono fattibili oppure no;
  2. Il tuo sogno è definito? La cosa più importante è definire un termine da rispettare: mettiti fretta, altrimenti non inizierai mai!
  3. Il tuo sogno è il migliore che tu possa avere? Pensa e agisci sempre in grande, non accontentarti mai di un compromesso!
  4. Il tuo sogno ti suscita abbastanza emozioni? Non dare delle ragioni obiettive al tuo cervello, sarebbe inutile. Cerca invece dei sogni che ti eccitino, che ti facciano saltare sulla sedia anche se questo significa andare contro alle logiche tradizionali.
  5. Sei pronto a fare il primo passo in questo esatto momento? Se la risposta è no, significa che c’è qualcosa che non va! Riguarda i punti precedenti, trova e correggi l’errore.

Ed ora, ti ripeto la domanda del titolo: qual è il tuo sogno, e cosa puoi fare ora per iniziare a realizzarlo? Fammelo sapere nei commenti. 😉

Comments

  1. potrebbe essere un sogno quello della serenità?? di una vita senza ansia e stress?? … di diventare una mamma non isterica? di essere felice per come sono? di autostimarmi? mah … non so …. sono sempre alla ricerca di un sogno …. ma non riesco a trovarlo … o meglio, non è quello delle 5 domande …

    • Stefano says:

      Ciao Marta, quello che mi hai descritto non è un sogno, ma una realtà. Basta leggere Mindcheats e avere un minimo di forza di volontà! Ti lascio una delle mie citazioni preferite: “se oggi non sei la persona che vorresti essere, è perché ieri hai rimandato a domani”.

      Quanto vale per te la felicità non solo tua, ma dei tuoi figli? Se sei serena tu, lo saranno anche loro. L’empatia fra genitori e figli è molto forte.

      Ecco, sappi che la felicità è un investimento. Non puoi aspettare che qualche forza superiore te la lanci addosso, e non puoi dire “vabbè, io sono destinata ad essere isterica tutta la vita”. Queste sono scuse che crea la tua mente, perché non vuole ammettere il fallimento.

      La cruda realtà è che essere felici è una scelta, una scelta che (pare) non è così semplice da prendere.

      • grazie per quello che hai scritto! ho scoperto solo oggi il tuo sito …. è vero, la forza di volontà è alla base di tutto …..

  2. Michele says:

    Ciao
    Innanzitutto complimenti per il sito: l’ho scoperto da poco e lo trovo molto interessante.
    A proposito di sogni nel cassetto vorrei porre una questione: il mio sogno nel cassetto è quello di studiare ingegneria aerospaziale..non l’ho mai fatto perché prima non avevo molta consapevolezza di me, nel senso che avevo paura di non essere all’altezza; in questi anni quindi ho fatto un percorso un pò diverso che, è difficile ammetterlo, nonostante le soddisfazioni non mi ha reso veramente felice: mi sono laureato in economia e lavoro sempre nel settore economico, ma ogni tanto mi torna il “pallino” di ingegneria. Allora mi dico: perché non provarci? il problema è che ho paura che siano solo dei momenti di eccitazione e per questo non vorrei buttar via tempo e risorse per inseguire (di nuovo) qualcosa che alla fine potrebbe farmi ritrovare al punto di partenza, ovvero non appagato!! A questo aggiungo che mi spaventa il fatto che in alcuni momenti sono molto motivato a farlo in altri decisamente no; alti e bassi che mi fanno pensare di non avere la motivazione sufficiente per intraprendere questa strada. Non so, sono confuso! Ora so però che non avrei dovuto temere di non farcela, perché ho dimostrato a me stesso di essere forte e tenace. Forse sembra contraddittorio o semplicemente un “non problema”, ma di sicuro per me questa situazione rappresenta un punto fermo dal quale non riesco a rimettermi in moto; per questo cerco di sforzarmi a trovare dei vantaggi sufficienti a giustificare lo sforzo.
    Chiedo a chi ne abbia voglia di dire ciò che pensa a riguardo: magari scopro altri punti di vista che possono aiutarmi nella scelta.
    Spero di essere stato abbastanza chiaro..e grazie a chi risponde.
    🙂

    • Stefano says:

      Ciao Michele, la soluzione è più semplice di quello che credi: le lezioni universitarie sono libere, puoi seguirle anche senza iscriverti all’università. Segui qualche corso, e valuta se fa per te o no. 😉

      • Michele says:

        Ciao Stefano, grazie della risposta.
        Credo che sia una buona idea e mi sembra la cosa più logica da fare in base alla mia situazione.. seguirò il consiglio. 😀

        • Stefano says:

          Bene bene, ricorda di farmi sapere i tuoi progressi! 🙂

          • Roberto says:

            Ciao Stefano, complimenti per il tuo lavoro..

            anche io mi ritrovo un po’ nelle parole di Michele.

            Come voi due, anche io ho studiato economia ma non ho mai capito se fosse o meno la mia strada (ammesso che ce ne sia una per ognuno… forse è tutto “caso”?), tant’è che mi sono fermato alla triennale (credo come te, Stefano) e ormai “sono arrivato” a quasi 29 anni.

            Il pensiero dell’età avanzata mi ha/mi sta frenando nell’intraprendere altri percorsi di studio: a novembre scorso mi ero detto che avrei deciso cosa fare “entro la fine del mese”…e siamo arrivati ad aprile senza in mente un piano preciso! 🙁

            A malincuore devo dire che sto un po’ vivendo alla giornata senza riuscire a pianificare nulla. Le svariate passioni che ho mi sballottano da una parte all’altra, senza che io riesca a decidere “su quale cosa investire principalmente il mio tempo”…

            Fin’ora do la responsabilità a me stesso per non avermi fatto “ancora” (forse per ..paura) delle domande “giuste”.. e per non essere mai soddisfatto di nulla!

            (riguardo allo studio mi hanno sempre detto che, se si vuole cambiare campo per poi non essere lo stesso convinto ed avere delle incertezze nella nuova situazione, tanto vale rimanere nel campo che si è scelto.. che ne pensi?)

  3. Claudia says:

    Alla fine i sogni vanno alimentati, un passo alla volta, in modo concreto.
    Anni fa avevo in testa di diventare un’autrice di fumetti famosa ma avevo zero autostima e non facevo niente di costante e concreto per realizzare questo sogno.
    Oggi, dopo aver iniziato da alcuni anni un percorso di crescita personale, cosa sogno?
    Beh diventare un’autrice famosa non mi dispiacerebbe, ma se non succedesse non penso che mi strapperei i capelli.
    Ho deciso di… decidere man mano che avanzo per la mia strada.
    Sto seguendo finalmente un corso di fumetto, ma non con lo scopo di diventare un’autrice famosa, ma con lo scopo di poter finalmente acquisire i mezzi per potere esprimere come vorrei quello che ho dentro.
    Forse non diventerà il mio mestiere ma sono già felicissima di aver cominciato a smettere di soffocare questa mia passione. Solo io posso togliermi il piacere del disegno e di creare storie, con la paura e la mancanza di autostima, nessun altro può togliermelo. 🙂
    Grazie per i tuoi articoli!

    • Stefano says:

      Ciao Claudia, hai fatto bene a cambiare il tuo obiettivo in questo modo. 🙂 Avere un sogno è bellissmo, ma lo devi vedere come realizzabile. Deve darti la motivazione per fare qualcosa ogni giorno, altrimenti è inutile. Voler esprimere sé stessi attraverso l’arte è più concreto e vicino di diventare un’autrice famosa, quindi motiva il cervello di più. Se i passi che ti portano a realizza l’obiettivo ti caricano, sai che sei sulla strada giusta!

  4. bellissimo articolo, complimenti stefano.
    il mio sogno più grande è quello di entrare nei carabinieri, ma purtroppo ho un problema di statura che se non cambia qualcosa(o io mi alzo o loro abbassano l’altezza) non riuscirò mai ad entrarci
    Non mi do per vinta, ma ho paura di non riuscirci.
    ci tengo moltissimo, ed è per questo che non voglio rinunciarci solo perché sono più bassa di 10 centimetri rispetto alla media di persone che prendono. è un problema questo, che posso superare, o devo concentrarmi su un altro obbiettivo, tipo fare l’astronauta, come sostituto della prima cosa?
    grazie per la risposta, che sono sicura sarà completa ed esaustiva

    • Stefano says:

      La statura non è qualcosa che puoi controllare, se non c’è in programma di abbassare la statura minima è meglio tirare avanti verso qualcosa di nuovo. 🙂

  5. “Qual è il tuo sogno?”
    Coronare la realizzazione sociale che sto preparando da un paio d’anni, formando un gruppo di amici ben definito invece di fare la spola tra gruppi che si sono già formati senza riuscire ad entrare in nessuno, e trovando una compagna.
    “Cosa puoi fare ora per realizzarlo?”
    Suppongo trovare occasioni per uscire. Il problema è che conosco troppe poche persone per poter ampliare il mio giro di conoscenze, e pare che io non sia interessante abbastanza perché questo avvenga; inoltre sono un po’ a corto di soldi (anche se mi riesce più facile muovermi per cercare un impiego part-time). Navigo ancora in cattive acque e ce la metto tutta per non affossarmi. Sento che se fossi in compagnia riuscirei ad abbattere i miei ostacoli più facilmente; invece questa battaglia la sto portando avanti da solo, visto che sembra non si possa fare altrimenti.

    – è realizzabile? – Secondo me lo è, vedo che tutti bene o male ci riescono, e anzi mi sento in ritardo per essere ancora qui a doverci riuscire.
    – è definito? – Anche questo secondo me lo è.
    – è il migliore che tu possa avere? – E’ l’unico obiettivo che mi impedisce di essere pienamente soddisfatto di quello che sono e che faccio adesso, portarlo a termine sarebbe una spinta insostituibile per tutto il resto.
    – ti suscita abbastanza emozioni? – Ogniqualvolta provo a vedermi realizzare questo obiettivo.
    pronto a fare il primo passo in questo esatto momento? – In verità il primo passo l’ho fatto già da tempo! Il meccanismo si è inceppato più volte e anche adesso fa fatica ad avanzare, ma se potessi prendere adesso l’occasione per farla andare avanti ci andrei di corsa.

    • Stefano says:

      I problemi sono sfide, non ne ho mai visto uno senza soluzione. 😉

      • Al momento sto portando avanti altre attività nella speranza che mi aiutino a pensare a una soluzione, perché il brainstorming di qualche oretta fa si è concluso con una miriade di ipotesi una più pessimista e depressa dell’altra, e quindi ho buttato via tutto. Rifarò daccapo, magari vedendo se c’è qualcosa che dovrei fare prima di tornare su questo obiettivo così ambizioso.

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  1. […] Il mio obiettivo è quello di partecipare alla Iditarod Trail Invitational, la gara di sopravvivenza più estrema al mondo che si svolge in Alaska (no, le cose più normali non mi piacciono). Voglio farlo perché è una bellissima sfida con me stesso, e il panorama dell’Alaska innevata è veramente mozzafiato. Per motivarmi il più possibile ho utilizzato l’immagine qui sopra (bella, vero?) e in basso a destra la scritta “Iditarod”. Da quando l’ho appesa sopra al mio computer, la motivazione è a mille! […]

  2. […] per esplodere da un momento all’altro. Eppure io sono ancora qui a scrivere, ho un lavoro, ho dei sogni e sto lavorando per realizzarli. Capperi, credo di avere addirittura un futuro! In barba a quello […]

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