Come riconoscere e sradicare l’autosabotaggio

Hai ben chiaro il tuo obiettivo, sai che porterà dei grandi vantaggi nella tua vita, sai dove devi arrivare e anche che percorso seguire, ma… C’è ancora qualcosa che ti blocca! Per qualche ragione il tuo inconscio pone un freno alla tua crescita personale, al raggiungimento degli obiettivi positivi che ti sei prefissato. Si tratta dell’autosabotaggio così come definito nella psicologia: con questo termine si indica il fenomeno, tipico della maggior parte delle persone che cercano di cambiare in meglio la propria vita, per colpa del quale la maggior parte dei buoni propositi falliscono entro il primo mese.

perdere tempo

Come puoi fare per sradicare l’autosabotaggio dalla tua vita una volta per tutte? Se sei arrivato fino a questo punto, significa che hai fatto già la maggior parte del lavoro: scovare le debolezze, definire gli obiettivi, compiere i passi necessari per potersi attivare e via di questo passo. Ti manca solo l’ultimo step, l’azione vera e propria. Sarebbe un peccato buttare via tutto questo lavoro proprio adesso, non credi? E allora vediamo un po’ come muoversi da questa situazione di stallo. Ma prima di tutto capiamo un po’ i meccanismi che regolano e attivano l’autosabotaggio, in modo da riuscire a combatterlo più efficacemente.

Come ho già scritto in passato, la mente umana odia il cambiamento e tutto quello che ne consegue con tutte le sue forze: lo vede sempre come un potenziale pericolo, anche se la mente razionale sa benissimo che non è così. Per questo crea delle barriere naturali che ti fanno sentire a disagio quando vuoi o devi esplorare una situazione mai provata prima. E’ in questo che consiste la così detta zona di comfort: un limite marcato da tutte le cose che conosci e che hai già fatto, e che quindi consideri sicure. Tutto il resto, che ne sta al di fuori, causa timore e vergogna. Ho già parlato in un altro articolo di come ampliare la zona di comfort, che ti consiglio di leggere se riconosci che questo è uno dei tuoi problemi!

Oltre al problema della zona di comfort, c’è anche da considerare che il cervello non è razionale nelle sue decisioni e nel valutarle: una volta che l’inconscio si è fatto l’idea che qualcosa non va fatto (proprio come succede con l’autosabotaggio), tenterà in ogni modo di rafforzare questa convinzione trovando motivi razionali per confermarla, anche se questi motivi non esistono o sono irrilevanti. Oltre a questo, scarterà e ignorerà tutti i segnali contrari: ciò comporta una distorsione della realtà, nella quale si ignorano i buoni motivi che ti dovrebbero portare a cambiare, e invece a rafforzare gli aspetti negativi (veri o inventati che siano). L’inconscio odia sbagliarsi, ed è per questo che cerca sempre dei rinforzi positivi nell’ambiente: qui l’inconscio ha deciso che “il cambiamento è brutto” e così boicotterà ogni tentativo di migliorare. Ciò avviene anche se l’io razionale sa bene che non è così: questa è un’altra prova che dimostra come i due lati del cervello, razionale e irrazionale, sono spesso in disaccordo.

Purtroppo per tutti noi, in questi casi è sempre il cervello irrazionale a spuntarla: è infatti la parte più antica, ed è quella che ha l’ultima parola in qualsiasi decisione. Per questo non importa quanto tu sia convinto che puoi e che devi migliorare la tua vita, finché l’inconscio non sarà pienamente convinto non c’è niente da fare. Per questo la chiave per innescare il cambiamento va a toccare proprio quell’aspetto.

Qual è la soluzione? Fortunatamente, qui su Mindcheats c’è già tutto il materiale per risolvere il problema! Mettersi in azione è necessario per il successo: anche un solo piccolo passo è fondamentale e, se messo insieme ad altri piccoli passi puoi innescare il famoso cambiamento duraturo che porterà benefici a lungo termine alla tua vita. Visualizza il tuo obiettivo e impara a non procastinare: sei motivato quanto basta e hai già svolto la maggior parte del lavoro, manca solo mettersi in moto. Infine ti consiglio di leggere come puoi usare la forza di volontà per superare i tuoi obiettivi: già con questi quattro articoli sono sicuro che riuscirai a superare l’autosabotaggio e a iniziare il tuo percorso di crescita personale!

Se ancora non sai cosa devi fare, allora il tuo problema non è l’autosabotaggio: devi definire i tuoi obiettivi e renderli realizzabili prima di qualsiasi altra cosa, perché se non sai verso che porto far rotta allora nessun vento ti sarà favorevole! 😉

Comments

  1. Melissa says:

    Fantastico sito! Complimenti! Sto facendo un gran lavoro su di me, i risultati si vedono e questo blog è di grande aiuto! I miei più grandi difetti sono ovviamente la pigrizia che mi porta alla procrastinazione e la paura… paura di fare le scelte sbagliate, paura di non essere all’altezza, paura del giudizio degli altri, … ma che dire, in un mese sono migliorata, ma che dico, miglioratissima… sono passata da un pessimismo funebre ad un ottimismo raggiante… ho un sacco di progetti e, nonostante incertezze e rimpianti, voglio portarli a termine e rendere la mia vita più avventurosa e la mia mente più elastica. Grazie ancora per tutti gli articoli che hai scritto, che in questo mese ho divorato. Baci

    • Mindcheats says:

      Ciao Melissa, sono veramente felice che i miei articoli ti siano stati utili, e spero che in futuro lo siano ancora di più! Noto con piacere il tuo ottimismo, e con questo spirito la vita non potrà che migliorare. 😉

      Se poi ti va di scrivere un intero articolo sul tuo percorso di crescita personale, sarò felice di pubblicarlo su Mindcheats. 😀

    • Ciao sono Laura, ho 37 anni e vivo con i miei genitori…sono disoccupata da un anno ormai…il mio ultimo lavoro non era particolarmente gratificante da un punto di vista economico…ma mi ha permesso per un breve periodo di uscire dal mio guscio.Mi ricordo quanto ero terrorizzata all’idea di cominciare in quanto tutto nuovo…e pensavo non tanto al miglioramento che avrei fatto ma a quello che avrei lasciato…poi non potendo sottrarmi al dovere mi sono staccata da casa e ho cominciato un tragitto per nulla facile …sono contenta di non aver rinunciato…ora sono disoccupata da un anno e mi e stato proposto un lavoro nuovo. Stavolta non sono stata cosi coraggiosa..ha avuto la meglio la parte di cervello che porta al sabotaggio con i seguenti pensieri: non andare…non ne vale la pena per pochi mesi e poi di nuovo col culo in terra ma chi me lo fa fare..neanche il tempo d’ambientarmi di socializzare e poi ti lasciano a casa non le lascio le mie abitudini stavolta. Ragionando cercavo di far leva sui lati positivi..sembrava tutto cosi grosso ed insormontabile pure quando ho cominciato il lavoro precedente e poi me la sono cavata ..muovendomi in totale autonomia ma niente da fare il mio cervello sabotatore continuava a prevalere martellando con voce prepotente NON ANDARE SEI MATTA??? MA CHI TE LO FA FARE????!!! e ha vinto lui non sono andata. La mia è stata solo paura del cambiamento perché avendo collezionato un piccolo successo col la conferma del contratto precedente..non posso dire di aver messo in dubbio le mie capacità di adattamento ad ambienti lavorativi nuovi…però rimettersi in gioco ancora passando attraverso ad emozioni forti come quelle che si provano quando ci si stacca da mamma e da papà prendendosi delle piccole responsabilità..non è una passeggiata…e probabilmente il mio cervello sabotatore ha voluto evitare di farmi “soffrire”dicendomi. stai tranquilla cosi che almeno non ti sottoponi ad ansia da ripartenza. Io l’ho ascoltato….mi sono pentita perché ho bruciato un’occasione..ma almeno sono rimasta nel mio porto sicuro. Peccato che il contatto stretto con mamma e papà mi sta facendo uscire di senno e rischio la perdita della salute mentale. Ma d’altronde…sono stata io a bloccarmi al punto di rinunciare…firmando cosi la mia condanna a morte. Se l’ho fatto adesso…credo che la storia si ripeterà dovessi avere piu avanti altre occasioni. Quindi mi han consigliato di andare subito da uno psicologo che mi aiuti a capire come mai s’innesca questo meccanismo fortissimo che mi porta alla rinuncia e che ingrandisce il mio senso di insicurezza, uno psicologo che mi aiuti a superare i miei blocchi…un medico bravo però non il solito pirla che ti da le gocce da prendere che agiscono chimicamente sul cervello e che ti rincoglioniscono. Ne ho bisogno.. da sola non ce la farò mai perché prevale con prepotenza la parte sabotatrice del mio cervello…come abbia fatto a dominarla l’anno scorso non so..ora so solo che sono bloccatissima e più aspetto e peggio sarà. L’anno scorso ho fatto tutto da sola..nessuno mi ha incoraggiata…ora che mi prende???? Leggendo anche le vostre storie mi rendo conto di non essere sola….credevo di essere particolarmente fifona io invece…la paura del cambiamento fa parte della natura umana come anche il sabotarsi. il tipico darsi la zappa sui piedi….mi interesserebbe sapere come si può spezzare questo meccanismo fortissimo in quanto e radicato in me da ben 37 anni. E nonostante i consigli delle amiche più sincere che mi dicevano di guardare il lato positivo…non quello che lasci..ma il progresso che farai..io sento che nel mio caso (come nel caso di chiunque stia vivendo la mia identica situazione) ci voglia l’intervento di uno psicologo perché non e’ sufficiente che amici o parenti ti incoraggino se poi il tuo inconscio ti frena. Mi vien da pensare a questo punto di essere io il primo ostacolo di me stessa non tanto i miei genitori….sono io a non volermi rimettere in gioco col lavoro e sono io ad impigrirmi. Sono molto pigra in effetti. Ma cosi…peggioro..e lesiono fortemente la mia autostima..perché poi devo sentimi dire..se quando l’occasione c’è non vai che lo cerchi a fare il lavoro??? E come dar loro torto???

  2. Carmela says:

    Buongiorno 🙂
    Ma l’autosabotaggio porta a distruggere anche gli altri? Oggi comunque è una giornata positiva…mi iscrivo ad un corso di inglese,voluto da un pò di tempo e finalmente la gestione è tranquilla,visto che è concesso dal circolo sociale dove lavoro…unisco l’utile al dilettevole! Fantastico 🙂

    • Mindcheats says:

      Dipende: l’autosabotaggio è qualcosa di assolutamente personale, quindi non distrugge anche gli altri se non in casi estremi. Può esserci l’influenza dei neuroni specchio, quindi il tuo stato d’animo si riflette anche sugli altri.

      Per quanto riguarda l’inglese, apprezzo l’iniziativa e ti dico in bocca al lupo! 😀 Può allora interessarti il mio articolo su come ho imparato l’inglese gratis. 😉

  3. Ciao, ho visto ora che hai parlato anche tu di inconscio.. 🙂

    L’autosabotaggio è un argomento molto interessante.. e non è semplice capirlo a fondo.
    Quando dici “finché l’inconscio non sarà pienamente convinto non c’è niente da fare.” hai proprio ragione.
    E questo meccanismo si applica a tutti i cambiamenti e i progetti che una persona può fare, dallo smettere di fumare al pubblicare un libro.

    La mia idea è che l’inconscio si metterà in moto per fare qualcosa quando si convince che il risultato che otterrà lo porterà a soddisfare uno o più bisogni fondamentali.

    E maggiore sarà il grado di soddisfacimento, maggiore sarà la spinta ad agire dell’inconscio.

    Questa spinta però, può essere contrastata da alcune resistenze inconscie, che possono avere svariati motivi, anche irrazionali.

    Come dici tu bisogna agire, passo dopo passo, per cercare di convincere l’inconscio col tempo. Anche se a volte basta uno shock per far cambiare un’idea all’inconscio. Ad esempio quando vediamo un nostro caro parente morire a causa del fumo, potremmo decidere di smettere di fumare.

    Quindi cerchiamo di convincere il nostro inconscio facendo leva sulle motivazioni e sui benefici che i risultati ci porteranno e i danni che ci eviteranno.

    Questa è quella che io chiamo la mia “Teoria della Motivazione” 😉

    • Mindcheats says:

      La grande rottura però, è che la mente non è in grado di guardare al futuro. Cerca sempre e solo il piacere immediato, fregandosene altamente delle conseguenze. Ecco, da qui nasce il vizio del fumo per esempio. Il difficile sta nel convincere l’inconscio a pensare al futuro, e spesso la semplice consapevolezza di una ricompensa più in là nel tempo non basta. Ecco perché ne ho parlato a più riprese su Mindcheats. 😉

  4. E per leggere questo articolo come faccio? Sono sicuro che mi sarà di miglioramento, ma la mia mente si auto-sabota e non me lo permette.
    Scherzi a parte, grazie per l’ottimo articolo.

  5. Grazie, racconto la mia esperienza, cosa che mi fa stare un po’ meglio 🙂
    Sono un ragazzo di una V Liceo Classico. Ho sempre avuto una carriera brillante e ottime valutazioni (che modesto xD)… ora però sono andato in contro a un periodo nero nero… in sostanza mi è capitato che durante l’interrogazione di inglese mi sono bloccato del tutto e lì sono cominciati gli attacchi di panico, l’ansia e l’autosabotaggio 🙁 In fondo sono una persona pessimista anche se ora mi sto sforzando al massimo di diventare ottimista. Devo, come dici tu, convincere il mio subconscio non che si sbaglia, ma che se “pensa” in modo diverso posso ottenere ancora di più 🙂
    Quello che ho imparato per condizionare il subconscio e pensare positivo lo trovi qui, lo voglio condividere con gli altri, http://www.thepeifferfoundation.it/nuovo.pdf
    Per ora sono tra alti e bassi continui anche se stamattina (sarà perché ho 4 giorni di vacanza) mi sento meglio. Stamattina, durante una corsa, ho capito che quello che devo fare è ritrovare la fiducia in me stesso e credere fermamente che tutto andrà meglio e così sarà.
    Mi voglio veramente complimentare per questo articolo che mi ha fatto sentire di nuovo tra i normali, della serie, “Guarda, è proprio quello che mi succede”… Due libri che voglio leggere che hanno cambiato la vita a molti e che vi consiglio sono “il potere del subconscio” e “vincere la paura”, dello stesso autore. Se cerchi il primo, trovi anche il secondo.
    Complimenti ancora per l’articolo e se ti fa piacere mi puoi incoraggiare/dare qualche consiglio 🙂 Grazie! 🙂

    • Stefano says:

      Grazie per il commento e per il link Paolo. 🙂 Secondo me sei caduto in quella che chiamo la “sindrome del secchione”, ossia pensare che un voto a scuola ti cambierà la vita. La verità: passare con 60 o con 100 non cambia granché salvo per i test d’ingresso in alcune facoltà (e anche lì l’importanza è relativa), qualche brutto voto ci sta. Anzi, lo sapevi che molte aziende preferiscono assumere laureati che sono usciti con 105-109 piuttosto che con 110 e lode?

  6. ciao Stefano, non so se questo sia l’articolo giusto, in cui scriverti ciò che segue, ma “autosabotaggio” mi ha suggerito a scrivere qua.
    Oggi ho dormito poco, mi sono svegliata presto… è il primo giorno che sono di nuovo a casa da un lavoro, seppur monotono e un po faticoso (si sta in piedi), dopo quasi 3 anni.. +è durato, in tutto 3 settimane, ma negli ultimi giorni ero contenta di andarci, da che i primi giorni ero sgomenta! Mi ha portato anche qualche amicizia… per carità, non parlo di abituarmi a orari perchè facevo 4 turni, ma il corpo si stava abituando… Io credo che oggi ne stia risentendo molto a livello psico-fisico: il precariato di rende instabile emotivamente e psicologicamente, non hai un equilibrio, capisci? Dopo lunga inattività (ok, sn tornata a scuola un anno e mezzo e poi 2 tirocini all’estero, però…) lavoro faticoso, poi di botto di nuovo a casa… a parte per i soldi, lo sento proprio emotivamente. Non dico esclusivamente psicologicamente, perchè riesco a restare lucida, ma divento sensibile, o incazzata, o sfavata (sono lucchese, mi scuso per gli aggettivi sconosciuti!! ahah)… insomma io oggi mi sto facendo veramente dei trip… anche se avessi riscosso l’assegno oggi, piuttosto che presentarmi alla palestra per l’iscrizione, veramente non è giornata, sono proprio crollata emotivamente! Per oggi credo che leggerò ancora il tuo blog… non so cos’altro fare, mi sento in un limbo…..

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