Chiedi a Mindcheats!

La cosa che mi piace di più di un blog rispetto ai normali siti web è l’interazione: non c’è un amministratore che pubblica del contenuto e dei visitatori che lo leggono passivamente, ma c’è comunicazione. Tramite i commenti voi lettori potete esprimere il vostro parere, commentare una notizia o una tecnica, aggiungere la vostra esperienza e così via.

punto di domanda

A tal proposito quest’oggi mi è venuta un’idea secondo me molto interessante:  chiedere direttamente a voi se avete delle domande! Possono riguardare un argomento che ho già toccato con un articolo precedente, o anche qualcosa di completamente nuovo. Mindcheats si occupa principalmente di crescita personale, ma anche di programmazione neurolinguistica, tecniche di studio, scoperte scientifiche e in generale di tutto quello che riguarda la mente umana. Se avete una domanda su uno di questi argomenti, o anche solo se volete iniziare uno scambio di opinioni, questo è il posto giusto!

Ma non solo: qui potete anche esprimere la vostra opinione sul blog in generale: cosa vi piace, cosa non vi piace, cosa migliorereste.  Potete anche richiedere un articolo su di un argomento che vi interessa particolarmente ma che non ho ancora approfondito su queste pagine, e farò il possibile per accontentarvi. Ho già ricevuto alcune richieste tramite il gruppo su Facebook, e spesso mi hanno fatto scoprire cose che mai avrei immaginato.

Insomma, qualsiasi cosa che vi passi per la testa è benvenuta nei commenti a questo articolo.

Molto spesso nei commenti  ho trovato spunti interessanti, alcuni dei quali  hanno poi dato origine ad un nuovo post basato su di essi. Insomma, sono assolutamente convinto che i commenti siano la linfa vitale di ogni blog che si rispetti, e per questo cerco sempre di rispondere a tutti in maniera esauriente e completa.

Cosa aspettate quindi? Fate sentire la vostra voce! 🙂

Comments

  1. giulioz says:

    hai parlato spesso nel tuo blog di come fare a sfruttare la mente, però spesso, come succede a me, non riesco a mettere in pratica a causa della mia timidezza, che ne dici di scrivere qualcosa riguarda a come superare la timidezza? per conto mio ho già cercato qualcosa e l’unica cosa decente che ho trovato è qui: http://www.seduzioneattrazione.com/
    ti devi iscrivere e dopo scarichi gli ebook: vinci la timidezza in 30giorni e come essere sicuro di te in 60 giorni, sono solo degli estratti perché gli originali sono a pagamento.. Però non è male come inizio 😉

    • Mindcheats says:

      Guarda Giulioz, mi hai battuto sul tempo! E’ infatti da un po’ di tempo che medito di scrivere una recensione riguardo uno di quei due e-book, e prima o poi arriverà. 😉

      Per quanto riguarda la timidezza: ti ringrazio per lo spunto, non ci avevo mai pensato! Vedrò di trattare l’argomento in uno dei miei prossimi articoli.

  2. Mi piace il tuo blog, mi sono iscritto ai feed.

    Spero che anche tu seguirai il mio!

    • Mindcheats says:

      Ciao Lorenzo, ho dato un’occhiata al tuo blog e l’ho trovato interessante, mi sono iscritto anch’io. 🙂

  3. Ho una domanda! È una cosa che mi chiedo fin da quando ero bimbo: i gusti da cosa dipendono? Tante cose vengono influenzate dalla cultura e della gente che ci circonda, ma ad esempio per il cibo? Cos’è che ci fa dire che questa cosa fa schifo, mentre l’altra è buonissima?

    Così, una curiosità. Ho pensato che avresti potuto saperlo, credo abbia sempre a che fare col cervello (o forse col dna?).

    • Mindcheats says:

      Ciao Marco, la domanda è molto interessante ed è molto difficile riuscire a rispondere in poche righe, ma ci proverò (e se non ci riuscirò scriverò un articolo a parte).

      Allora, i gusti sono influenzati da due fattori distinti: la genetica e l’ambiente. Soprattutto nell’ultimo decennio si è arrivati a dimostrare che molte attitudini sviluppate durante la vita sono di origine genetica, anche se indirettamente: la creatività, ad esempio, è fortemente influenzata dal DNA; ciò significa che quella persona, in quanto più creativa, sarà più portata ad amare il disegno o la poesia. Anzi, ti dirò di più, la maggior parte degli aspetti del nostro carattere è influenzato più o meno pesantemente dalla genetica.

      L’altra componente è quella ambientale, che gioca sempre il suo ruolo: la dimostrazione è data dai gemelli omozigoti (ovvero con un DNA esattamente identico), che presentano comunque delle differenze nel carattere e nei gusti; seppure siano spesso più attenuate di quelle fra due persone prese a caso. Qui secondo me gioca un importantissimo ruolo il “butterfly effect” del quale io sono un grandissimo fan, come puoi leggere in questo articolo. Secondo me l’esempio che hai citato, quello del cibo, rientra in questa categoria. I confini sono ancora sfumati visto che la genetica non è stata ancora esplorata completamente, ma sono sicuro che col tempo si arriverà anche a questo.

      La cultura gioca un ruolo più che rilevante, direi proprio primario: una mente che da sempre è condizionata a pensare cosa è bene e cosa è male, si uniformerà a certi standard lasciando solo un piccolo spazio alla personalità: per noi il salame è buonissimo e gli scarafaggi fanno schifo, ma ci sono delle culture che la pensano esattamente al contrario. La società crea una mole impressionante di assiomi come questo ai quali la mente si uniforma senza far troppe domande, semplicemente perché non riesce nemmeno a concepire un’alternativa.

      Spero di aver risposto al tuo dubbio. 🙂

      P.S. Complimenti per il tuo account Deviantart, i tuoi disegni sono bellissimi! Per caso prendi anche commissioni?

      • Sì, grazie mille dell’esauriente risposta! A quanto pare comunque non sono l’unico fan del butterfly effect, quante notti insonni passate a pensare alle devastanti conseguenze dei piccoli eventi! 😀

        per il P.S.: grazie mille! E sì, prendo commissioni. 🙂

        • Mindcheats says:

          Bene! Se hai altre domande, non esitare a farti avanti. 😉 Sul butterfly effect non ci ho perso le notti, ma di certo ci ho speso non poco tempo a pensarci sopra (come puoi intuire dall’articolo che ci ho scritto).

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