Entrare in sintonia con il linguaggio para-verbale

Questo articolo è parte della mini-guida su ipnosi ed auto-ipnosi. Trova altri articoli correlati nella mia pagina di introduzione all’ipnosi.

bocca con rossetto

La bocca può comunicare più di quello che si pensa.

Dopo un giorno di pausa, eccomi di nuovo a parlare di ipnosi e di come utilizzarla nella vita quotidiana per migliorare le proprie capacità relazionali. Nei giorni precedenti ho già parlato dei suggerimenti mentali e di come applicarli efficacemente nel modello 4-3-2-1, quest’oggi voglio arricchire quanto già detto e raffinarlo ancora di più: vi spiegherò come entrare in sintonia con il vostro interlocutore con il linguaggio verbale. O meglio, con il linguaggio para-verbale.

Che cos’è il para-verbale? Se leggete il mio blog da un po’ saprete di sicuro cosa sono il linguaggio verbale (quello che diciamo) e il non verbale (in che modo si esprime il nostro corpo). Il para-verbale è qualcosa che sta a metà fra i due: si tratta delle modalità che utilizziamo per parlare agli altri, il modo in cui diciamo le cose. Ad esempio, dire “sono leggermente infastidito” è diverso da dire “sono incavolato nero”: nonostante abbiano lo stesso significato formale (uno stato d’animo negativo) l’intensità è molto diversa. A seconda delle parole che scegliamo per comunicare una determinata informazione il risultato sarà fortemente differente, e non solo le parole in sé sono importanti: il tono di voce riveste un ruolo fondamentale nella comunicazione, e tutto questo fa parte del linguaggio para-verbale.

Ora che abbiamo capito di cosa parlerà il prossimo post, iniziamo ad addentrarci nell’argomento senza indugiare oltre. Con il linguaggio para-verbale potete veramente sapere un sacco di cose su chi vi sta di fronte, per esempio qual è il senso sul quale fa più affidamento: i principali sono vista, olfatto e sensazioni. Come fare a scoprirlo? Semplice, fate attenzione ai tipi di verbi e predicati che l’altro usa mentre vi sta parlando. Se ad un colloquio di lavoro l’esaminatore vi dice “vedo che lei ha un buon curriculum”, allora saprete subito che si tratta di una persona che fa riferimenti visivi. Naturalmente semplicemente ascoltando potete facilmente smascherare anche gli altri due tipi: “sento puzza di bruciato” fa riferimento all’olfatto, mentre “ho una brutta sensazione” indica un tipo sensoriale.

ricerca del personale

In un colloquio di lavoro è importante entrare in sintonia con l'esaminatore.

Bene, dopo meno di cinque minuti di dialogo siete ora in grado di definire quale senso viene utilizzato prevalentemente da chi vi sta di fronte, ma come utilizzate questa informazione? Per farlo bisogna utilizzare un altro bellissimo concetto presa in prestito direttamente dalla programmazione neurolinguistica: i simili si attraggono. Lo so che in chimica funziona esattamente il contrario, ma la mente umana fa un po’ storia a sé ed è attratta maggiormente dalle persone che condividono le loro stesse idee. Non tanto a livello conscio (almeno non solamente) ma anche e soprattutto nell’inconscio: e visto che stiamo parlando di ipnosi, è questo l’aspetto che oggi ci interessa analizzare maggiormente.

Dicevamo quindi, la chiave è sintonizzarsi: sintonizzatevi con chi avete di fronte ed avrete la chiave per la sua mente. Fatelo attraverso le parole, ricalcate quelle che usa lui, e soprattutto usate l’informazione che avete appena appreso per stimolare il senso preferito dell’altro: è un tipo visivo? Molto bene, allora utilizzate verbi prettamente visivi come vedere, guardare, osservare e così via. Se predilige l’olfatto usate verbi che facciano riferimento a quella sfera sensoriale, e così via per tutti gli altri.

In questo modo non ci metterete che pochi minuti a farvi piacere dall’altro, proprio perché siete simili. Sicuramente sapete cosa si prova quando incontrate una persona e vi sta simpatica “a pelle”, ora sapete anche il perché: l’insieme dei suoi tre modi per interagire (verbale, para-verbale e non verbale) sono assimilabili ai vostri, la comunicazione fra di voi è più semplice e naturale e da lì nasce tutto il resto.

Ora siete in grado di utilizzare questa tattica ogni volta che vi possa tornare utile: sul posto di lavoro principalmente, ma anche fra i colleghi o chi avete appena incontrato. L’efficacia massima di questa tecnica si ha quando dovete fare una buona prima impressione, perché nella maggior parte dei casi è l’unico momento in cui il vostro interlocutore non ha ancora un pregiudizio su di voi, e avrete carta bianca per fare l’impressione che vorrete.

E adesso un piccolo test pratico: leggete questo ed altri miei posti, secondo voi qual è il campo sensoriale che utilizzo maggiormente? 😉

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Comments

  1. Ne ho letti un po’ di post, ma non mi sento di dire di aver capito quale campo sensoriale usi maggiormente… in verità non saprei dire neanche qual è quello che uso io!
    Non ci sono altri trucchi per capirlo? 🙂 Mi interessa un sacco questa cosa!

    • Mindcheats says:

      Veramente? Io di solito non ho problemi ad individuare in qualcun’altro il tipo di personalità. E’ effettivamente più difficile eseguire questo piccolo test su sé stessi, perché solitamente quando si parla si è concentrati su ben altre cose. Inizialmente fai un po’ di pratica con gli altri, dovrebbe risultare più semplice. Non mi sento di consigliarti altri test da eseguire, perché quelli che si trovano online sono spesso molto approssimativi e possono generare un risultato sbagliato, mi spiace. 😉

  2. Daniele says:

    Tipo uditivo, secondo le 3 tipologie generali descritte dalla PNL..
    Fai parecchi riferimenti al “dire”, ai colloqui di lavoro.
    Inoltre, in base anche alla risposta al commento di “Terry”, analizzi e soppesi i dialoghi, per cui direi che hai anche una notevole velocità di risposta.
    Ps. mi scuso per il tu.

  3. interessante, ora basta trovare il tempo di leggere , prendere consapevolezza di piccoli ma importanti particolari:
    grazie

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